Visualizza versione completa : Agevolazioni fiscali & P.P.C.


Solopittura
31-10-2007, 19.21.37
Vorrei aquistare un terreno agricolo nei pressi di Anagni. E' un piccolo appezzamento di 3000 mq che costa circa 6000 euro, quanto verrebbe a costare con il passaggio di proprietà e tasse varie? Grazie

Potionkhinson
31-10-2007, 20.13.37
Salve Solopittura,
a buttarla lì, direi tra € 1.500,00 e € 2.000,00.
Dipende anche dalla tua qualifica (CD o IA).
Saluti

Solopittura
01-11-2007, 01.39.03
Non so cosa sia CD o IA . Comunque non ho alcuna qualifica per quel che riguarda l'agricoltura (CD coltivatore diretto?).

Potionkhinson
01-11-2007, 11.24.59
Salve Solopittura,
visto che non sei CD (coltivatore diretto) o IA (imprenditore agricolo) cambia la tassazione, quindi il prezzo che ho "buttato" è sempre più vicino ai € 2.000,00!
Puoi sempre chiedere un "preventivo" ad un notaio.
Saluti.

Solopittura
01-11-2007, 12.03.49
OK farò così grazie mille.

LorenzVigna
01-11-2007, 22.01.29
Coltivatori diretti per PDC (proprietà diretta coltivatrice, ex PPC Piccola Proprietà Contadina), IAP iscritti regolarmente all'inps: 1% valore di rogito
Ovviamente se rispettano poi il numero di giornate: devi essere iscritto all'inps all'atto di compravendita e per la PPC e le giornate hai 3 anni di tempo per raggiungere il minimo (che non ricordo qual è!!!)
IAP non iscritti all'inps: 11% valore di rogito
tutti gli altri: 18% valore di rogito

Queste sono le tasse.
Aggiungi l'onorario del notaio.
Ciao!

Solopittura
05-11-2007, 11.19.55
Cosa intendi per iscritto all'Inps? In che modo mi dovrei iscrivere? Grazie

ACUTO
05-11-2007, 14.39.46
L'iscrizione all'INPS e' prevista se sei coltivatore diretto o imprenditore agricolo, in pratica sono i contributi per laprevidenza sociale.
Come privato cittadino, e come scritto da LorenzVigna, paghi il 18% del valore dichiarato dal notaio al momento del rogito

raphaell
22-11-2007, 18.22.59
Salve a tutti, qualkuno mi sa dire come funziona l'acquisto di terreni tramite il riordino fondiario ismea? a chi ci si rivolge? è una cosa che funziona oppure è un ente che serve a pagare solo stipendi?
grazie a tutti

johndin
23-11-2007, 12.03.46
Ho cercato diunire le discussioni in modo da fornire nella stessa più aspetti legati allo stesso argomento, sia da un puinto di vista normativo che legale (per non parlare della gioia del ministro le tasse:222::222::222:).

Non sono d'aiuto alla discssione perchè coi prezzi che girano oggigiorno al massimo venderei:111::333:

canalegianni
13-03-2008, 14.27.57
salve a tutti, sto comperando una casa con 4,5 ettari di terreno di cui 3,5 sono vincolati come rimboschimento in quanto il proprietario ha voluto aderire a tale sovvenzione ed ha messo 2500 alberi. Ora io che vorrei comperare non esendo ne imprend. agricolo ne acoldivatore diretto, mi dicono che la tassazione della casa + la corte di 3000 m^2 hanno la tassazione come prima casa, mentre il restante terreno verra' tassato al 18% del valore effettivo, quindi non potendolo dichiarare meno di 100000€ devo pagare 18000 € di tassa per il terreno vincolato a bosco.
qualcuno di voi sa come posso comportarmi in tale situazione? considerando che io non ricavo nessun reditto da tale terreno, solamente i 500€ di sovvenzione per il bosco e che il nostro reddito viene totalmente dal lavoro mio e della mia compagna come dipendenti.
grazien a tutti

DOPPIATRAZIONE
13-03-2008, 14.30.21
Ciao,

C'e' pocoda fare..se vuoi comprare e non puoi dichiarare meno di 100.000 euro per il terreno agricolo devi pagare il 18% di tasse.
Quello che ti hanno detto e' vero.

Saluti.

Vitality
13-03-2008, 19.08.47
Credo proprio che ha ragione doppiatrazione. !5% di imposta di registro, 2% di imposta ipotecaria e 1% di imposta catastale , totale 18 %.
Informati all' ufficio delle agevolazioni fiscali dell' ispettorato agrario se puoi far valere la legge della formazione, l' arrotondamento e l' accorpamento della piccola proprietà contadina. Però dubito che 4,5 ettari di bosco siano sufficenti. Questo in genere varia da zona a zona. Per esempio da noi in Trentino Alto Adige per ottenere le agevolazioni fiscali sulla compravendita sono sufficienti 5000 mq di frutteto o vigneto.

alberto64
13-03-2008, 23.14.08
Credo proprio che ha ragione doppiatrazione. !5% di imposta di registro, 2% di imposta ipotecaria e 1% di imposta catastale , totale 18 %.
Informati all' ufficio delle agevolazioni fiscali dell' ispettorato agrario se puoi far valere la legge della formazione, l' arrotondamento e l' accorpamento della piccola proprietà contadina. Però dubito che 4,5 ettari di bosco siano sufficenti. Questo in genere varia da zona a zona. Per esempio da noi in Trentino Alto Adige per ottenere le agevolazioni fiscali sulla compravendita sono sufficienti 5000 mq di frutteto o vigneto.

Canalegianni ha detto di non essere coltivatore diretto ne imprenditore agricolo.

Per avere le agevolazioni della piccola proprietà contadina si deve essere coltivatore diretto od imprenditore agricolo a titolo principale (ossia reddito > 50% del reddito totale e tempo di lavoro agricolo > 50% del tempo di lavoro totale, ridotti al 25% in montagna). Inoltre si debbono fare altre scartoffie per dimostrare l'arrotondamento.

Dunque nulla da fare per Canalegianni, tranne sborsare i 18.000 euroni.

Vitality
14-03-2008, 09.21.45
Canalegianni ha detto di non essere coltivatore diretto ne imprenditore agricolo.

Per avere le agevolazioni della piccola proprietà contadina si deve essere coltivatore diretto od imprenditore agricolo a titolo principale (ossia reddito > 50% del reddito totale e tempo di lavoro agricolo > 50% del tempo di lavoro totale, ridotti al 25% in montagna). Inoltre si debbono fare altre scartoffie per dimostrare l'arrotondamento.

Dunque nulla da fare per Canalegianni, tranne sborsare i 18.000 euroni.

La legge della piccola proprietà contadina a differenza di quella della montagna che parla solo di accorpamento e arrotondamento, parla anche di formazione. La legge 590/65 dice testualmente : al fine di poter esercitare il diritto di prelazione agraria e avere accesso alle agevolazioni fiscali nella compravendita di fondi, viene qualificato come coltivatore diretto, colui che coltivi il fondo abitualmente(con assiduità) con il lavoro proprio e della propria famiglia, sempre che tale forza lavorativa costituisca almeno un terzo di quella necessaria per la coltivazione del fondo.
Perciò per essere coltivatori diretti non serve essere a titolo principale ma anche partime. In parole povere come nella prelazione gli ultimi pareri di cassazione hanno dichiarato coltivatore diretto colui che lavora abitualmente il fondo.Diversamente è la situazione per poter accedere alla previdenza sociale (art2, L9/63) in agricoltura (INPS ex SCAU) dove invece sono richiesti altri requisiti.Il problema è che gli uffici adetti alle agevolazioni fiscali in agricoltura applicano differentemente un tetto minimo di terreno per poter accedere alle agevolazioni fiscali. Tutti hanno diritto a formarsi un azienda e diventare coltivatori diretti, bisogna solo vedere quanto terreno uno deve acquistare la prima volta per avere diritto alle agevolazioni. Questo lo decide solamente l' ufficio della proprietà coltivatrice della provincia dove si trova il terreno. Almeno qua in Trentino A.A. funziona così.Non credo pertanto di aver dato un consiglio sbagliato a Canalegianni di informarsi all' ufficio competente della sua provincia,per vedere se ci sono delle possibilità per ottenere questa agevolazione con la legge sulla formazione arrotondamento e accorpamento della piccola proprietà contadina.Prima di pagare un bel 18% di imposte è sempre meglio fare qualche tentativo. Per pagare c' è sempre tempo o no?:)

alberto64
14-03-2008, 14.37.49
Scosatemi, ma come al solito io sono un po testone.... ed insistente.

Per avere diritto alle agevolazioni serve essere CD (coltivatore diretto) od IATP (imprenditore agricolo a titolo principale).

Ve lo dice uno la cui madre aveva le agevolazioni come CD e che ora si paga ogni volta il 18%, e si è informato bene.

Per i dubbiosi:
http://www.provincia.cuneo.it/agricoltura/miglioramenti_fondiari/ppc.jsp

Inoltre:
http://www.delfederico.it/ita/pub/pubblicazioni36.htm

Tra l'altro le norme sono nazionali, e gli stanziamenti sono fatti nella legge finanziaria.

Le norme sulla prelazione sono diverse dalle norme per la piccola proprietà contadina.

Non confondiamo l'essere coltivatore dall' essere coltivatore diretto.

Se uno coltiva i campi con le proprie braccia e le proprie macchine è un coltivatore, ma per essere coltivatore diretto servono altri requisiti: numero minimo di giornate lavorative, predominanza di lavoro e di reddito agricolo, ecc.

Bye bye.

Potionkhinson
14-03-2008, 16.53.31
Per avere diritto alle agevolazioni serve essere CD (coltivatore diretto) od IATP (imprenditore agricolo a titolo principale).
Mi dispiace per canalegianni ma alberto64 ha perfettamente ragione!..... le agevolazioni previste per la piccola proprietà contadina sono rivolte esclusivamente a CD e IAP.
Saluti.

Vitality
15-03-2008, 17.06.29
[quote=alberto64;344618]Scosatemi, ma come al solito io sono un po testone.... ed insistente.

Per avere diritto alle agevolazioni serve essere CD (coltivatore diretto) od IATP (imprenditore agricolo a titolo principale).

Ve lo dice uno la cui madre aveva le agevolazioni come CD e che ora si paga ogni volta il 18%, e si è informato bene.

Per i dubbiosi:
http://www.provincia.cuneo.it/agricoltura/miglioramenti_fondiari/ppc.jsp

Il forum è utile anche per questo, perchè significa che nelle varie regioni Italiane non sempre la legge viene interpretata ugualmente.Questo dipende molto anche da chi siede sulla sedia di quel determinato ufficio pubblico. Figurati che al primo terreno che ho acquistato tramite un asta fallimentare il capo ufficio dell' ufficio del registro mi aveva fatto pagare un 4% di imposte di registro. Ho fatto ricorso e dopo qualche anno ho avuto il rimborso. Ho veramente parecchi esempi anche di proprietari terrieri che svolgono la professione di medico presso un ospedale e di pensionati non coltivatori diretti che andando in pensione si sono dati alla coltivazione e acquistando terreni hanno ottenuto le agevolazioni fiscali.
Leggendo però le condizioni della provincia di Cuneo per aver diritto alle agevolazioni non mi sembra che qui la differenza sia così grande.
Faccio un paio di copia incolla tanto per capirci.

La p.p.c si può ottenere per atti di compravendita riguardanti formazione, arrotondamento o accorpamento di azienda agricola.

Anche qui si accetta la legge della FORMAZIONE arrotondamento o accorpamento di azienda agricola( ed è naturale, perchè è legge nazionale).

Rivestire la qualifica di coltivatore diretto ad ogni effetto
Essere in grado di fornire 1/3 della forza lavoro necessaria alla coltivazione del fondo e all'allevamento del bestiame

Questo è tratto dalla legge 590/65 e l' avevo già scritto sopra come tale legge definisce il coltivatore diretto

Non avere venduto fondi rustici, nel biennio precedente all'acquisto, per una superficie superiore ad 1.10.00 ha

Anche questo fa parte della L590/65 che è anche la legge della prelazione. Sopra avevo scritto : al fine di poter esercitare il diritto di prelazione agraria e avere accesso alle agevolazioni fiscali nella compravendita di fondi..............

Che la proprietà costituita, tra acquistando e preposseduto, sia di imponibile catastale almeno pari a € 150,00

Sopra avevo scritto questo: Tutti hanno diritto a formarsi un azienda e diventare coltivatori diretti, bisogna solo vedere quanto terreno uno deve acquistare la prima volta per avere diritto alle agevolazioni. Questo lo decide solamente l' ufficio della proprietà coltivatrice della provincia dove si trova il terreno.

Allora qui la provincia di Cuneo ha deciso come tetto minimo di terreno acquistato la prima volta o tra quello acquistato la prima volta e quello preposseduto un imponibile di almeno euro 150. Io non conosco gli imponibili di questa zona, ma guardando su di un mio foglio di possesso della mia zona siamo sui 96 euro per un ettaro di frutteto o vigneto, perciò basterebbero con i nostri imponibili acquistare poco più di 15000mq di vigneto per la prima volta per poter accedere alle agevolazioni.La nostra regione vista la media aziendale non molto alta mi sembra che abbia scelto degli imponibili più bassi.
Francamente non riesco a capire con il sito che mi hai indicato che dubbi dovevo togliermi.Ora come fa parte del mio carattere quello che volevo dire l' ho detto, ora onde evitare che la discussione diventi dispersiva mi fermo qui in modo che chi legge questo forum tiri fuori ciò che vuole. Ciao Stefano;)

Potionkhinson
15-03-2008, 17.56.15
Ho veramente parecchi esempi anche di proprietari terrieri che svolgono la professione di medico presso un ospedale e di pensionati non coltivatori diretti che andando in pensione si sono dati alla coltivazione e acquistando terreni hanno ottenuto le agevolazioni fiscali.
Salve Stefano,
non metto in dubbio che da regione a regione ci sia una differente interpretazione delle normative....e di conseguenza differente applicazione delle stesse.
Sicuro che i "tuoi esempi" non sono in possesso dei requisiti necessari (C.D. o I.A.P.)?
Comunque, accolgo quanto affermi ma anch'io (dalle mie parti) ho parecchi esempi (praticamente un'infinità!), cioè, le agevolazioni in oggetto sono riservate esclusivamente a C.D. e I.A.P.
Ciao e Buon fine settimana.
Peppe

alberto64
15-03-2008, 23.28.06
[quote=Vitality;

....................
Francamente non riesco a capire con il sito che mi hai indicato che dubbi dovevo togliermi.Ora come fa parte del mio carattere quello che volevo dire l' ho detto, ora onde evitare che la discussione diventi dispersiva mi fermo qui in modo che chi legge questo forum tiri fuori ciò che vuole. Ciao Stefano;)[/quote]

Caro Vitality,

Entrambe i siti indicano che la qualifica richiesta è essere coltivatore diretto o IATP.

Vorrei capire se almeno siamo d'accordo sulla definizione di coltivatore diretto.

Facciamo un caso concreto:
il conduttore di una azienda con numero di giornate lavorative superiore alle 104 (per esempio 120 giorni), lavori fatti solo dal conduttore tranne la mietitrebbiatura.
Però il conduttore ha anche un lavoro dipendente il cui reddito supera il reddito che gli danno i campi.

Inoltre il conduttore in questione non paga i contributi agricoli INPS.
Ebbene, quel conduttore non è coltivatore diretto.

Ebbene, non essendo coltivatore diretto niente piccola proprietà contadina.

Su questo siamo d'accordo?

Secondo te quel conduttore è coltivatore diretto?

Potionkhinson
16-03-2008, 01.43.05
Facciamo un caso concreto:
il conduttore di una azienda con numero di giornate lavorative superiore alle 104 (per esempio 120 giorni), lavori fatti solo dal conduttore tranne la mietitrebbiatura.
Però il conduttore ha anche un lavoro dipendente il cui reddito supera il reddito che gli danno i campi.
Inoltre il conduttore in questione non paga i contributi agricoli INPS.
Ebbene, quel conduttore non è coltivatore diretto.
Ebbene, non essendo coltivatore diretto niente piccola proprietà contadina.
Su questo siamo d'accordo?
Salve Alberto,
anche se la "domanda" è rivolta a Vitality, mi permetto di risponderti:
No! Non può essere C.D. ..... ma I.A.P.: Si! (quindi: p.p.c.)
Saluti,
Peppe

Vitality
16-03-2008, 14.50.17
Su una cosa siamo tutti daccordo e cioè che per aver diritto alle agevolazioni fiscali bisogna essere coltivatori diretti. Essere IATP è un 'altra cosa e non centra con le agevolazioni fiscali.L' IATP è stato riconosciuto dalla politica comunitaria come soggetto da privilegiare negli interventi finanziari volti all' ammodernamento delle imprese; ne è un esempio significativo la priorità accordatagli nelle misure del Piano di Sviluppo.
E' la figura del CD che è stata idividuata dalle norme nazionali al fine di tutelare questa tipologia d' impresa riconoscendo una maggiore protezione in determinate situazioni( prelazione agraria, agevolazioni fiscali contratti d' affitto, imposizione tributaria , previdenza sociale ecc. ecc.
Secondo me è sulla figura giuridica dell' essere definito CD che non ci vede daccordo. Sul mio libro di diritto c' è un capitolo intero che parla del CD , però dovrei riassumerlo ed ora non ho molto tempo per scrivere. Vi risponderò con più calma

Potionkhinson
16-03-2008, 15.11.08
Su una cosa siamo tutti daccordo e cioè che per aver diritto alle agevolazioni fiscali bisogna essere coltivatori diretti. Essere IATP è un 'altra cosa e non centra con le agevolazioni fiscali.
Salve Vitality,
non c'è dubbio che "essere IATP è un 'altra cosa", però perchè dire che "non centra con le agevolazioni fiscali"? Su quali basi/esperienze lo sostieni?
Non voglio fare l'antipatico..... ma qui il problema non è un "punto di vista diverso".... è proprio una questione di conoscenza ed esperienza diretta (altrimenti non insisterei): C.D. e I.A.P. possono usufruire della p.p.c.!
Saluti.

alberto64
16-03-2008, 22.02.06
Salve Alberto,
anche se la "domanda" è rivolta a Vitality, mi permetto di risponderti:
No! Non può essere C.D. ..... ma I.A.P.: Si! (quindi: p.p.c.)
Saluti,
Peppe

Scusa Peppe, ma per essere I.A.T.P. serve la prevalenza del reddito.... o sbaglio?

Per Vitality: siamo d'accordo sul fatto che il coltivatore diretto è considerato tale dalla legge se ha il CD4?

Vitality
16-03-2008, 23.34.21
Salve Vitality,
non c'è dubbio che "essere IATP è un 'altra cosa", però perchè dire che "non centra con le agevolazioni fiscali"? Su quali basi/esperienze lo sostieni?
Non voglio fare l'antipatico..... ma qui il problema non è un "punto di vista diverso".... è proprio una questione di conoscenza ed esperienza diretta (altrimenti non insisterei): C.D. e I.A.P. possono usufruire della p.p.c.!
Saluti.

Ok adesso che me lo chiedi ti dico che queste conoscenze le traggo dal libro "IL MANUALE GIURIDICO DELL' IMPRENDITORE AGRICOLO" elaborato dal prof. Giorgio Dalpiaz che da anni insegna diritto all' Istituto Agrario di San Michele all' Adige.
Ora ho riassunto la definizione di Coltivatore diretto da un capitolo del suo libro. Se metti in dubbio le sue conoscenze fallo pure:l:

L' imprenditore agricolo a titolo principale è stato introdotto nel 1972 dalla CEE al fine di individuare le imprese agricole meritevole di aiuti finanziari volti all' ammodernamento strutturale. Come risulta chiaramente dal termine "a titolo principale", ciò che permette di acquisire questa qualifica è la prevalenza dell' attività agricola su tutte le altre svolte, sia in termini di tempo dedicato che in reddito ricavato.A livello nazionale, con l' art. 12 L.153/75 si considera IATP chi dedica all' attività agricola almeno 2/3 del proprio tempo di lavoro complessivo e ne ricavi almeno i 2/3 del reddito globale.
E' però il coltivatore diretto la figura giuridica che riveste la maggiore importanza nella legislazione italiana; però non ve ne è una unica ma sono diverse a seconda della situazione disciplinata, i cui requisiti vengono di volta in volta specificati dalla legge. Per fare un esempio, ai fini della prelazione agraria il CD possiede caratteristiche diverse da quelle previsto per i contratti d' affitto e a, sua volta da quelle necessarie ai fini previdenziali e per le agevolazioni fiscali in caso di compravendita di fondi rustici. E' per questo che il termine "io sono coltivatore diretto" senza specificare in quale situazione, è un espressione di scarso significato. Ciò che accomuna tutte le figure è però il fatto che l' agricoltore deve soddisfare il fabbisogno del fondo direttamente con il proprio lavoro.In quale misura lo debba soddisfare, dipende dalla situazione in cui ci si trova. Di seguito consideriamo le più importanti:
A) Il codice civile non ne dà una specifica definizione, ma lo si puo' desumere dalla combinazione di tre diversi articoli, quello dell' imprenditore agricolo, del piccolo imprenditore e dell' impresa famigliare; ne risulta che è CD chi soddisfa prevalentemente il fabbisogno del fondo con il proprio lavoro e quello dei componenti della propria famiglia.
B) Secondo la disciplina che regola i contratti d' affitto di fondo rustico(art 6 L 203/82) si definisce CD colui che coltiva il fondo con il lavoro proprio e della propria famiglia sempre che tale forza lavorativa costituisca almeno un terzo di quella necessaria per la coltivazione del fondo.
C) Al fine di poter esercitare il diritto di prelazione legale agraria (art 31 L. 590/65) e avere accesso alle agevolazioni fiscali nella compravendita di fondi viene qualificato CD colui che coltivi il fondo abitualmente con il proprio lavoro e della propria famiglia, sempre che tale forza lavorativa costituisca almeno un terzo di quella necessaria per la coltivazione del fondo.
Tale definizione di fatto è molto simile alla precedente, tranne che viene richiesta l' abitualità.
D)Sicuramente quella che si discosta dalle precedenti è quella richiesta ai fini dell' applicabilità dell' assicurazione per invalidità, infortuni, vecchiaia, malattia del coltivatore diretto(INPS ex SCAU) dove sono richiesti i seguenti requisiti:
-diretta, abituale e manuale coltivazione dei fondi e/o governo del bestiame;
-il dedicarsi in modo esclusivo o almeno prevalente (sia impegnato la maggior parte dell' anno e costituisca la maggior fonte di reddito)
- l' effettiva prestazione di lavoro del nucleo famigliare non sia inferiore ad un terzo di quella occorrente per le normali necessità di coltivazione del fondo o dell' allevamento;
-la lavorazione del fondo richieda 104 giornate lavorative annue.
Risulta chiaro come al fine dell' acquisizione del diritto di prelazione nella stipula di contratti d' affitto di fondo rustico, la qualifica di coltivatore diretto non dipenda dalla dimensione del fondo e tanto meno dallo svolgimento di altre attività. Quindi coltivatore diretto puo' essere l' operaio, l' insegnante , il falegname e chiunque altro, si dedichi alla coltivazione del fondo, purchè si dedichi realmente con il proprio lavoro e quello della propria famiglia; perciò, tale condizione è realtà tanto più facile da soddisfare quanto più piccolo è il fondo.Diversamente nel caso della previdenza sociale non è sufficiente dedicarsi direttamente alla coltivazione del fondo, ma è necessario dedicarvi almeno la maggior parte del proprio tempo lavorativo e trarne la maggior fonte di reddito e coltivare fondi di un' ampiezza significativa. Puo' accadere perciò che un imprenditore agricolo risulti coltivatore diretto ai fini della prelazione, nell' acquisto di fondi rustici o nei contratti d' affitto e non esserlo ai fini previdenziali.

Vitality
16-03-2008, 23.53.38
[quote=alberto64;345272]Scusa Peppe, ma per essere I.A.T.P. serve la prevalenza del reddito.... o sbaglio?
Scusami se la domanda non era rivolta a me, ma mi permetto di risponderti

Infatti non è un I.A.T.P ( con l' art. 12 L.153/75 si considera IATP chi dedica all' attività agricola almeno 2/3 del proprio tempo di lavoro complessivo e ne ricavi almeno i 2/3 del reddito globale)ma è un coltivatore diretto.
Non è un coltivatore diretto ai fini previdenziali

Potionkhinson
17-03-2008, 01.00.50
Scusa Peppe, ma per essere I.A.T.P. serve la prevalenza del reddito.... o sbaglio?
Si! E' così! Infatti non parlo I.A.T.P. ma di I.A.P. (cioè Imprenditore Agricolo Professionale, dove la prevalenza del reddito è, per così dire, relativa.....).
Ok adesso che me lo chiedi ti dico che queste conoscenze le traggo dal libro "IL MANUALE GIURIDICO DELL' IMPRENDITORE AGRICOLO" elaborato dal prof. Giorgio Dalpiaz che da anni insegna diritto all' Istituto Agrario di San Michele all' Adige.
Ora ho riassunto la definizione di Coltivatore diretto da un capitolo del suo libro. Se metti in dubbio le sue conoscenze fallo pure:l:....

Vitality, intanto ti ringrazio per il sunto tratto dal libro del prof. Dalpiaz (anche perchè conosco l'Istituto Agrario di San Michele all' Adige :).... studi lì?).... ma nonostante ciò non hai aggiunto nulla di nuovo.
Comunque. Io non metto in dubbio ciò che studi (figuriamoci, poi, le conoscenze di colui che scrive ciò che studi) ma (ti ripeto!) le agevolazioni fiscali legate alla compravendita di fondi rustici, anche se non sono all'altezza del prof. Dalpiaz, non spettano solo ai C.D., valgono anche per gli Imprenditori Agricoli (esperienza diretta!).
Se dalle tue parti non è così.... beh!.... mi dispiace!

Vitality
17-03-2008, 07.20.22
Vitality, intanto ti ringrazio per il sunto tratto dal libro del prof. Dalpiaz (anche perchè conosco l'Istituto Agrario di San Michele all' Adige :).... studi lì?).... ma nonostante ciò non hai aggiunto nulla di nuovo.
Comunque. Io non metto in dubbio ciò che studi (figuriamoci, poi, le conoscenze di colui che scrive ciò che studi) ma (ti ripeto!) le agevolazioni fiscali legate alla compravendita di fondi rustici, anche se non sono all'altezza del prof. Dalpiaz, non spettano solo ai C.D., valgono anche per gli Imprenditori Agricoli (esperienza diretta!).
Se dalle tue parti non è così.... beh!.... mi dispiace![/quote]

Ho studiato lì molti anni fa. Ormai ne ho intorno ai 40.Non metto in dubbio che anche un I:A:T:P possa aver diritto alle agevolazioni fiscali , ma quello che volevo far capire è che nella legislatura italiana la figura che riveste la maggiore importanza al fine di ottenere i diritti è la figura del coltivatore diretto e non quella dell' I.A.T.P. E' importante ribadire come la qualifica di coltivatore diretto e imprenditore agricolo a titolo principale non siano correllate, ovvero il possesso di una non implica assolutamente il possesso anche dell' altra. In questo modo si possono creare 4 diverse situazoni:
-coltivatore diretto anche IATP;
-coltivatore diretto NON IATP;
-IATP non coltivatore diretto ;
- imprenditore agricolo nè coltivatore diretto nè IATP
Essere IATP è utile per diventare un soggetto da privilegiare dalla politica agricola comunitaria negli interventi finanziari volti all' ammodernamento delle imprese ma per le agevolazioni fiscali, contratti d' affitto prelazione, previdenza sociale ecc la forma che è stata individuata dalle norme nazionali per tutelare questi diritti è la figura del coltivatore diretto.


[quote=Potionkhinson;345330]Si! E' così! Infatti non parlo I.A.T.P. ma di I.A.P. (cioè Imprenditore Agricolo Professionale, dove la prevalenza del reddito è, per così dire, relativa.....).

Ok ma tu hai scritto che non è un coltivatore diretto, invece se lavora direttamente il fondo lo è, o almeno lo è ai fini dell' ottenimento della prelazione agraria o nei contratti agrari e non lo è ai fini previdenziali.Poi che sia un imprenditore, se vende i suoi prodotti nessuno lo mette in dubbio.



Originalmente inviato da Potionkhinson
Si! E' così! Infatti non parlo I.A.T.P. ma di I.A.P. (cioè Imprenditore Agricolo Professionale, dove la prevalenza del reddito è, per così dire, relativa.....).

Se dalle tue parti non è così.... beh!.... mi dispiace!

Prendiamo l' esempio di un I.A.T.P. non coltivatore diretto. Per esempio uno possiede una grande azienda in Sicilia e l' attività agricola è prevalente sulle sue altre attività personali. Lui fa l' insegnante part-time e non svolge nessun lavoro manuale nell' azienda, ma si avvale di manodopera esterna. Lui è un IATP ha diritto ai riconoscimenti della politica agricola comunitaria, ma non è un coltivatore diretto. Secondo me per la legge non ha diritto nè alla prelazione legale agraria nè alle agevolazioni fiscali in caso di compravendita di fondi.


Poi se non ho scritto niente di nuovo non lo so,

mefito
17-03-2008, 08.25.00
Scusa Vitality,ma se non hai ancora compreso una regola semplicissima del forum,che vieta di inserire messaggi consecutivi nell'arco delle 24 ore (evitabile con l'utilizzo della funzione modifica),non credi che il codice civile possa essere un pò più complesso, e che un approccio da semplice "appassionato" debba essere un pò più umile?
Pensa che quando i si deve rivolgere ad un legale per questioni agrarie,è utile rivolgersi ad uno studio legale che abbia specifiche competenze in diritto agrario e non ad un legale generico,per la complessità e specificità del settore.
L'aver avuto una malattia,non ci trasforma automaticamente in medici............;)

Vitality
17-03-2008, 09.51.06
[quote=mefito;345350]Scusa Vitality,ma se non hai ancora compreso una regola semplicissima del forum,che vieta di inserire messaggi consecutivi nell'arco delle 24 ore

Il regolamento è il regolamento perciò ecco fatto

non credi che il codice civile possa essere un pò più complesso, e che un approccio da semplice "appassionato" debba essere un pò più umile?
Pensa che quando i si deve rivolgere ad un legale per questioni agrarie,è utile rivolgersi ad uno studio legale che abbia specifiche competenze in diritto agrario e non ad un legale generico,per la complessità e specificità del settore.
L'aver avuto una malattia,non ci trasforma automaticamente in medici............;)

Io ho avuto tre cause legali tra cui una durata 7 anni e arrivata in Cassazione. Mai per causa mia. Sono sempre stati gli altri a farmele.Le ho sempre vinte e questo perchè prima di muovermi mi sono sempre informato bene di quello che facevo. Se gli avvocati fossero sempre onesti lo direbbero ai loro clienti quando non hanno buone possibilità di vincere, ma gli interessi in genere li fanno sempre continuare. Tra i contadini c' è spesso una grande ignoranza in materia e gli avvocati ci mangiano sopra un bel po'.
L' umiltà è sempre una buona cosa, ma quando leggo cose che non sono daccordo non riesco a fare a meno di intervenire. Poi io non è che rispondo e dico è o non è, sì oppure no, hai ragione o non hai ragione, ma cerco di dimostrare con le leggi e gli articoli in vigore quello che affermo. Io qua non ci guadagno nulla ma se posso aiutare qualche mio collega imprenditore agricolo credo di fare qualcosa di buono.

Potionkhinson
17-03-2008, 12.51.04
Non metto in dubbio che anche un I:A:T:P possa aver diritto alle agevolazioni fiscali , ma quello che volevo far capire è che nella legislatura italiana la figura che riveste la maggiore importanza al fine di ottenere i diritti è la figura del coltivatore diretto e non quella dell' I.A.T.P. Mai sostenuto il contrario!
Prendiamo l' esempio di un I.A.T.P. non coltivatore diretto. Per esempio uno possiede una grande azienda in Sicilia e l' attività agricola è prevalente sulle sue altre attività personali. Lui fa l' insegnante part-time e non svolge nessun lavoro manuale nell' azienda, ma si avvale di manodopera esterna. Lui è un IATP ha diritto ai riconoscimenti della politica agricola comunitaria, ma non è un coltivatore diretto. Secondo me per la legge non ha diritto nè alla prelazione legale agraria nè alle agevolazioni fiscali in caso di compravendita di fondi.
Hai scelto un esempio quasi perfetto..... perchè quasi?. Ti faccio un esempio simile (e soprattutto reale):
Lui fa l' insegnante full-time, il libero professionista, inoltre, è I.A.T.P. (ha partecipato al bando di "Insediamento Giovani"). Si avvale di manodopera esterna (se fai due conti circa la prevalenza del reddito....capisci anche tu da che parte cadiamo....). Secondo te per la legge non ha diritto nè alla prelazione legale agraria nè alle agevolazioni fiscali in caso di compravendita di fondi (e lo capisco).
Lasciamo stare il discorso prelazione (in questa discussione, io non ne ho mai parlato... siamo già abbastanza OT).
Ebbene! Ho istruito la richiesta e la ditta..... ha ottenuto le agevolazioni fiscali per l'acquisto di un fondo rustico... i motivi possono essere tanti:
1) sono un Tecnico eccezzionale (:D)!
2) paese che vai, usanze.......
3) fortuna (tutte le volte?)
4) svista del funzionario dell'IPA (tutte le volte?)
5) varie ed eventuali (:confused:)
Io qua non ci guadagno nulla
... siamo in due (e forse... anche di più!:rolleyes:)
Saluti

Vitality
18-03-2008, 07.28.08
[quote=Potionkhinson;345397]Mai sostenuto il contrario!

Hai scelto un esempio quasi perfetto..... perchè quasi?. Ti faccio un esempio simile (e soprattutto reale):

Ebbene! Ho istruito la richiesta e la ditta..... ha ottenuto le agevolazioni fiscali per l'acquisto di un fondo rustico... i motivi possono essere tanti:
1) sono un Tecnico eccezzionale (:D)!
2) paese che vai, usanze.......
3) fortuna (tutte le volte?)
4) svista del funzionario dell'IPA (tutte le volte?)
5) varie ed eventuali (:confused:)


Io e te abitiamo agli estremi opposti dell' Italia, ma la situazione è uguale. Il mio vicino di campagna è un medico a livello dirigenziale in un noto ospedale della zona. Ti posso dire con certezza che io nei suoi fondi ho visto solamente il suo operaio fisso e molti operai stagionali, ma non ho visto mai lui. Lui acquista più volte terreni e so per certo che ottiene le agevolazioni fiscali. Questo è ormai un classico per il semplice fatto, che se la legge dicesse che chi paga i contributi INPS per l' agricoltura è un coltivatore diretto, tutto sarebbe più semplice, invece la legge dice che il coltivatore diretto è colui che lavora il terreno con la sua forza lavorativa e con quella della sua famiglia, perciò se uno non è proprio su una sedia a rotelle basta che firmi un' autocertificazione che lui lavora il terreni in prima persona e il gioco è fatto. Ormai con tutti i ricorsi e sentenze a favore di chi lavora il fondo, l' ente pubblico non riesce più ad applicare le leggi e morale della favola ormai il 18% di imposte non le paga quasi più nessuno. La cosa che mi da fastidio è che persone come la mamma di Giuseppe64 ( io non conosco la sua situazione) che in campagna magari ci vanno e lavorano assieme all' aiuto dei figli, se acquistano un pezzo di terra gli fanno pagare le imposte per intero, perchè un capoufficio incompetente di qualche ente pubblico dice che non sono coltivatori diretti, perchè pensionati:no:.Questo è purtroppo ciò che accade.
Ciao Stefano;)

Potionkhinson
18-03-2008, 17.49.12
Io e te abitiamo agli estremi opposti dell' Italia, ma la situazione è uguale. Il mio vicino di campagna è un medico a livello dirigenziale in un noto ospedale della zona. Ti posso dire con certezza che io nei suoi fondi ho visto solamente il suo operaio fisso e molti operai stagionali, ma non ho visto mai lui. Lui acquista più volte terreni e so per certo che ottiene le agevolazioni fiscali.
Ciao Stefano,
adesso mi metti proprio in crisi!
Perchè? Semplicemente perchè (allora) diciamo la stessa cosa.
Non voglio mettere in discussione la normativa del settore ma (..... come dire?) quella che può essere la sua interpretazione/applicazione! Con ciò non voglio certo dire che sia giusto o meno dare risposte che cozzano con la legge..... ma talvolta (forse spesso) rispondo, oltre che per le mie conoscenze in materia (che nel campo del "diritto agrario" sono piuttosto "elementari"), per quella che è la mia "esperienza diretta".
Detto questo, spero che tu (a questo punto) ti possa rendere conto che non è mia intenzione "controbattere" la tua conoscenza in materia, non mi permetterei mai.... ne tantomeno ho interesse a farlo (sarei un idiota.... o quantomeno sarei più idiota di quello che effettivamente sono... :l:... :222:... :333:).
Ciao,
Peppe

catia.diva
19-05-2008, 01.56.04
rieccomi dopo tanto tempo, comunque sia aspettare questo prs non è stato possibile. ho effettuato la domanda l'iscrizione come imprenditore agricolo a titoli principale. Adesso pongo una domanda all'esperto. Dovrei acquistare un terreno agricolo, ho effettuato le varie iscrizioni, INPS, CAMERA DI COMMERCIO, ecc. come prassi, ma sappiamo tutti che la qualifica la dovrei ottenere tra circa 2 anni. sono in possesso di un documento rilasciato dalla regione Puglia settore agricoltura e alimentazione con la quale ci attesta che ho presentato istanza per il riconoscimento della qualifica di IAP. facendo riferimento al decreto legislativo 99 del 2004 e successiva modifica con il D.lgs 101 del 2005, art. 1 comma 5 ter, le agevolazioni tributarie in che percentuali devo pagarle? con la citazione di questo articolo, dovrei essere paragonata al coltivatore diretto, quindi pagare le imposte catastali dell' 1% o dell'8%. grazie anche a tutti coloro che risponderanno. Catia

Potionkhinson
22-05-2008, 22.53.33
Salve Catia,
poiché la presente discussione è più idonea all'argomento trattato, ho spostato qui il tuo messaggio!
Saluti
P.S.
in futuro... utilizza la funzione "cerca"!;)

giuba
22-05-2008, 23.24.21
ecco un riferimento utile

http://www.ciamarche.org/bancadati/bdambiente/terreni/terrenifile/terra11.htm

valuta anche bene che con la costituzione del compendio unico sono state introdotte molte altre novità in materia.

http://www.civile.it/notarile/visual.asp?num=1909

spero di esserti stato utile.

ilgipeto
27-04-2009, 13.49.40
Salve a tutti, qualcuno riesce a spiegarmi la differenza fra coltivatore diretto e diretto coltivatore (o manuale coltivatore della terra D.L.114/48)??
Pare propio che esista questa distinzione, che mi è stata contestata e che eventualmente, abusando della vostra pazienza:help::help:, vi porrò in un quesito successivo a questo.
Grazie
Daniele

GabrieleB.
27-04-2009, 15.14.01
Salve a tutti, qualcuno riesce a spiegarmi la differenza fra coltivatore diretto e diretto coltivatore (o manuale coltivatore della terra D.L.114/48)??
Pare propio che esista questa distinzione, che mi è stata contestata e che eventualmente, abusando della vostra pazienza:help::help:, vi porrò in un quesito successivo a questo.
Grazie
Daniele

Salve Daniele! Ti riferisci per caso alla Piccola Proprietà Contadina?

ilgipeto
27-04-2009, 22.00.14
Ciao Gabriele, direi propio di sì,ho rogitato lo scorso 28 dic. e solo dal 1-1-08 lavoro il terreno che ho acquistato quindi ho avuto il certificato provvisorio dalla comunità montana di competenza. Ora la stessa mi contesta la mia domanda per ottenere il certificato di idoneità per i seguenti motivi: 1) al momento dell'atto di acquisto il richiedente non era in possesso del requisito di " manuale coltivazione della terra" art.1 comma a d.l.114/48
2) la distanza intercorrente tra la residenza e il terreno acquistato è tale da non consentire un'idonea formazione della propietà diretto-coltivatrice dal punto di vista tecnico-economico.
Ora sul punto 2 mi sento preso in giro in quanto ho mantenuto la residenza, per motivi fiscali, a 25 km. dal mio terreno e che nelle 2 volte che i responsabili della comunità montana si sono recati in azienda mi hanno sempre trovato, anche perchè in realtà io ci sono praticamente tutti i giorni. I lavori eseguiti in questi 450 gg sono visibili e comprensibili anche da un profano, certo potrei averli fatti eseguire da terzi ma una breve indagine dai miei vicini proverebbe le mie ragioni. Per quanto riguarda il primo punto non ci ho capito molto fra l'altro in rete non sono riuscito a trovare il testo del decreto. La cosa che mi turba è che sapendo di avere ragione vengo consigliato di lasciare perdere e andare per una via alternativa (leggi iap)......
Scusate per le parole confuse, ma già il diritto agrario non è la mia preparazione poi se ti fanno anche girare le scatole....
Grazie Daniele

azzeccagarbugli
06-05-2009, 10.41.42
Ciao Gabriele, direi propio di sì,ho rogitato lo scorso 28 dic. e solo dal 1-1-08 lavoro il terreno che ho acquistato quindi ho avuto il certificato provvisorio dalla comunità montana di competenza. Ora la stessa mi contesta la mia domanda per ottenere il certificato di idoneità per i seguenti motivi: 1) al momento dell'atto di acquisto il richiedente non era in possesso del requisito di " manuale coltivazione della terra" art.1 comma a d.l.114/48

non entro nel merito, occorre capire bene la tua situazione

2) la distanza intercorrente tra la residenza e il terreno acquistato è tale da non consentire un'idonea formazione della propietà diretto-coltivatrice dal punto di vista tecnico-economico.
Ora sul punto 2 mi sento preso in giro in quanto ho mantenuto la residenza, per motivi fiscali, a 25 km. dal mio terreno , ..............

questa è una cosa un po ridicola.
non si tiene mai in conto abbastanza della datazione della legge (1948) quando gli spostamenti erano a piedi o a dorso di muli e "i trattori" erano un paio di buoi.
con i mezzi e la tecnologia odierna 25 km sono ben poca cosa.
ed inoltre non è richesta neanche la residenza sul fondo tant'è che anche le ultime normative nel riconoscere la ruralità di un fabbricato adibito ad abitazione prendono in consideraziione il fatto che lo stesso possa trovarsi in un altro comune purchè confinante con quello in cui ricade il fondo.
saluti.

elisabettap
19-05-2009, 13.26.28
Buongiorno, premetto che non conosco la meteria..avrei bisogno di alcune informazioni per sapere come muovermi nella segunete situazione:
Mia nonna ha acquistato 1 anno fa un terreno confinante al suo, usufurendo delle agevolazioni fiscali della P.P.C.
Su tale terreno c' è un vecchio cascinale che io ( non sono una coltivatrice diretta) vorrei adibire ad agriturismo-affitta camere, utilizzando i fondi del Piano di Sviluppo Rurale ( 2007-2013). Vorrei sapere se è possibile fare una cosa del genere o se è vero che per 5 anni per tale immobile non potrà essere variata la destinazione d' uso .L' immobile ristrutturato potrà essere intestato a me oppure per continuare a godere degli sgravi fiscali della P.P.C dovrà rimanere intestato a mia nonna?
Mi scuso anticipatamente qualora le mie domande presupponessero ovvie risposte ma, come ho premesso, sono completamente ignorante in meteria!!!
Grazie mille..

Potionkhinson
20-05-2009, 21.56.43
Salve elisabettap,
l'attività agrituristica non varia la destinazione d'uso, quindi: no problem! ;)
Il problema (casomai) è il conduttore del fondo (e dell'attività agrituristica eventuale)... come hai già intuito: per continuare a godere degli sgravi fiscali della P.P.C dovrà rimanere intestato a tua nonna (almeno per i prossimi 4 anni).
Difatti (estrapolo dal chiarimento fornito dall’agenzia delle Entrate con le risoluzioni n. 324/E e n. 325/E del 30 luglio):
"Decade dalle agevolazioni tributarie l'acquirente, il permutante o l'enfiteuta il quale, prima che siano trascorsi cinque anni dagli acquisti fatti a norma della presente legge, aliena volontariamente il fondo o i diritti parziali su di esso acquistati, ovvero cessa dal coltivarlo direttamente".

Saluti

frengho
20-10-2009, 14.04.02
Ma se io compro un pezzo di terra usufruendo delle agevolazioni fiscali e poi sullo stesso pezzo di terra in una piccola parte,lasciando la grande maggioranza coltivata,vi costruisco una casa,perdo il diritto alle agevolazioni?
In altre parole,compro il terreno con le agevolazioni poi fraziono una piccola parte e ci faccio casa,mi chiedono i soldi indietro anche se il resto del terreno rimane coltivato e non influisce sulle giornate lavorative in modo significativo?

Grazie

azzeccagarbugli
22-10-2009, 11.51.31
Ma se io compro un pezzo di terra usufruendo delle agevolazioni fiscali .............
Grazie

no, per il solo fatto di edificare non decadi dalle agevolazioni

frengho
24-10-2009, 00.31.42
Grazie per la risposta,
allora,anche il notaio dice che è cosi,ma alla coldiretti mi hanno detto che non posso costruirci niente pena il decadimento delle agevolazioni,tanto che mi hanno convinto a non chiederle....avro fatto bene?

urge
25-10-2009, 19.43.15
Salve elisabettap,
l'attività agrituristica non varia la destinazione d'uso, quindi: no problem! ;)
Il problema (casomai) è il conduttore del fondo (e dell'attività agrituristica eventuale)... come hai già intuito: per continuare a godere degli sgravi fiscali della P.P.C dovrà rimanere intestato a tua nonna (almeno per i prossimi 4 anni).
Difatti (estrapolo dal chiarimento fornito dall’agenzia delle Entrate con le risoluzioni n. 324/E e n. 325/E del 30 luglio):
"Decade dalle agevolazioni tributarie l'acquirente, il permutante o l'enfiteuta il quale, prima che siano trascorsi cinque anni dagli acquisti fatti a norma della presente legge, aliena volontariamente il fondo o i diritti parziali su di esso acquistati, ovvero cessa dal coltivarlo direttamente".

Scusate ma mi sembra che il d.legislativo 228/2001 prevede che se il fondo acquistato con ppc lo si aliena ad un giovane agricoltore parente entro il 3° grado non decade dalle agevolazioni. Potionkhinson mi corregga se ricordo male.
Seguo il forum da un bel po e mi sono registrato solo quando ho avuto bisogno di aiuto che gentilmente mi è stato dato ed ho molto apprezzato. Ora mi trovo di nuovo incappato in una situazione per me strana:
Sono un giovane CD, conduco in fitto circa 7H dei miei genitori e ne possiedo 1H acquistato già con ppc.
Ora vorrei acquistare con ppc altri 2H in cui c'è una casa ex rurale censita nel 2001 (sappiamo tutti la norma mi pare partita nel 98 e che ancora è in pieno svolgimento dopo le recenti lettere dell'A.T.) al catasto fabbricati A4 cl.3 ma dall'ispettorato agrario provinciale(BR) mi dicono che non posso godere della ppc sulla casa in quanto l'attuale proprietario non ha i requisiti x la ruralità e quindi la casa non è rurale.
Io sostengo il contrario perchè la ppc và applicata all'acquirente non al venditore e quindi se io in quella casa dovrò abitarci (non posseggo altre case) che c'entra se il vecchio proprietario non ha i requisiti della ruralità e la casa è censita in una categoria non rurale (se fosse A6 il problema non si porrebbe dicono).
Sono sicuro che voi del forum la pensate allo stesso modo mio, ma vorrei delle norme che chiariscano bene questo problema e sbatterle davanti se non in faccia. E se proprio non ci dovesse essere niente perchè il problema è sorto dopo questi accatastamenti “forzati” ancora in fase di completamento, gradirei che si ponesse la cosa alla Direzione Centrale dell'Agenzia delle Entrate e quindi chi mi potrebbe dare una mano?
Ho consultato qualche notaio e nessuno sa uscirsene con una ragionevole certezza da questo problema: per loro se c'è il certificato d'idoneità alla ppc dell'ispettorato agrario, và bene altrimenti è un problema...
Premetto che la casa fu accatastata al catasto terreni nel 90 come rurale e poi nel 2001 con le nuove norme la si passò al c. urbano mantenendo lo stesso numero di particella, sagoma e destinazione d'uso. Secondo me il passaggio si sarebbe potuto benissimo evitare in quanto il proprietario già bracciante agricolo in pensione a tutt'oggi conduttore del terreno, ha conservato i requisiti x la ruralità eccetto l'iscrizione alla CCIAA e della residenza in un'altra casa in paese. Ma se si considera che alla casa di campagna non arriva posta o servizi di trasporto pubblico e non è sicuramente abitabile da una persona rimasta sola: casa dispersa a 10km dal paese, priva di riscaldamenti ed altri essenziali conforti per una persona anziana... Bo!
Per il reddito non ci dovrebbe essere problema: ha il reddito della casa al paese, quello del terreno+casa e la pensione di bracciante agricolo che non deve conteggiarsi nel reddito complessivo del soggetto, come dispone il requisito relativo al volume d'affari(+del50%) derivante dal terreno, richiesto x la ruralità. Giusto?
Ciao
Ciao a tutti

Potionkhinson
25-10-2009, 20.49.30
Scusate ma mi sembra che il d.legislativo 228/2001 prevede che se il fondo acquistato con ppc lo si aliena ad un giovane agricoltore parente entro il 3° grado non decade dalle agevolazioni.:eek:... wow!... mi hai atterrato!... quello a cui ti riferisci è l'art. 11 comma 3. Però, non contento... ho ripreso il chiarimento dell’AdE (risoluzioni n. 324/E e n. 325/E del 30 luglio) che ho citato qualche post sopra.... e...cosa trovo? sorpresa!:
"Una deroga espressa al regime di decadenza è contemplata dall’articolo 11, comma 3, del decreto legislativo 228/2001.
Tale disposizione esclude la decadenza per “l’acquirente che, durante il periodo vincolativo, ferma restando la destinazione agricola, alieni il fondo o conceda il godimento dello stesso a favore del coniuge, di parenti entro il terzo grado o di affini entro il secondo grado, che esercitano l'attività di imprenditore agricolo di cui all'articolo 2135 del codice civile”, nonché “in tutti i casi di alienazione conseguente all'attuazione di politiche comunitarie, nazionali e regionali volte a favorire l'insediamento di giovani in agricoltura o tendenti a promuovere il prepensionamento nel settore”."
che dire?... complimenti urge!.... (per quanto mi riguarda... o vado in vacanza o mi "dimetto" dal forum! :()
Ora vorrei acquistare con ppc altri 2H in cui c'è una casa ex rurale censita nel 2001 (sappiamo tutti la norma mi pare partita nel 98 e che ancora è in pieno svolgimento dopo le recenti lettere dell'A.T.) al catasto fabbricati A4 cl.3 ma dall'ispettorato agrario provinciale(BR) mi dicono che non posso godere della ppc sulla casa in quanto l'attuale proprietario non ha i requisiti x la ruralità e quindi la casa non è rurale.
Io sostengo il contrario perchè la ppc và applicata all'acquirente non al venditore e quindi se io in quella casa dovrò abitarci (non posseggo altre case) che c'entra se il vecchio proprietario non ha i requisiti della ruralità e la casa è censita in una categoria non rurale (se fosse A6 il problema non si porrebbe dicono).
Esatto, come ho già scritto in altra discussione (questa (http://www.forum-macchine.it/showthread.php?t=18467)):
la circolare 7/2007 del 15/06/2007 dell'Agenzia del Territorio non indica il classamento catastale come elemento chiave per la ruralità di un fabbricato.
Inoltre, già con il D.L. 557/1993 non sono stati stabiliti vincoli di classamento .... a meno che il fabbricato non sia censito in categorie A/1 o A/8.

Saluti

azzeccagarbugli
26-10-2009, 14.17.39
Grazie per la risposta,
allora,anche il notaio dice che è cosi,ma alla coldiretti mi hanno detto che non posso costruirci niente pena il decadimento delle agevolazioni,tanto che mi hanno convinto a non chiederle....avro fatto bene?

e tu vai a chiedere all'agenzia delle entrate.

non so quale sia il valore della transazione ma passare da un 18% complessivo ad un 1% più quote fisse c'è la sua bella differenza.

è un'altra la lagge che impone la non variazione della destinazione d'uso del terreno (DPR 131/1986).

al massimo, una volta ottenuta la concessione edilizia, chiedi la decadenza parziale limitatamente alla porzione di terreno che cessi di coltivare per edificare e solo su quella porzione paghi le imposte.

...........Ora vorrei acquistare con ppc altri 2H in cui c'è una casa ex rurale censita nel 2001 (sappiamo tutti la norma mi pare partita nel 98 e che ancora è in pieno svolgimento dopo le recenti lettere dell'A.T.) al catasto fabbricati A4 cl.3 ma dall'ispettorato agrario provinciale(BR) mi dicono che non posso godere della ppc sulla casa in quanto l'attuale proprietario non ha i requisiti x la ruralità e quindi la casa non è rurale.
Io sostengo il contrario perchè la ppc và applicata all'acquirente non al venditore e quindi se io in quella casa dovrò abitarci (non posseggo altre case) che c'entra se il vecchio proprietario non ha i requisiti della ruralità e la casa è censita in una categoria non rurale Esatto, come ho già scritto in altra discussione (questa):
la circolare 7/2007 del 15/06/2007 dell'Agenzia del Territorio non indica il classamento catastale come elemento chiave per la ruralità di un fabbricato.
Inoltre, già con il D.L. 557/1993 non sono stati stabiliti vincoli di classamento .... a meno che il fabbricato non sia censito in categorie A/1 o A/8.


quoto Potionkhinson
i requisiti di ruralità non sono oggettivi del fabbricato, se non per l'uso che se ne fa, ma soggettivi dell'utilizzatore

(se fosse A6 il problema non si porrebbe dicono).
pur essendo una classificazione presente nella tabella (http://www.agenziaterritorio.it/sites/territorio/files/agenzia/chi%20siamo/tabella_categorie_catastali.pdf)del catasto, se ti presenti presso un'agenzia del territorio e dici di voler accatastare un immobile nella categoria A6 ti ridono dietro. vedi qui (http://www.forum-macchine.it/showthread.php?p=475301#post475301)


Sono sicuro che voi del forum la pensate allo stesso modo mio, ma vorrei delle norme che chiariscano bene questo problema e sbatterle davanti se non in faccia.

art. 9 comma 3 D.L. 557/93. Dal momento che acquisti sei tu l'utiizzatore e ti "riprendi" la ruralità.

E se proprio non ci dovesse essere niente perchè il problema è sorto dopo questi accatastamenti “forzati” ancora in fase di completamento, gradirei che si ponesse la cosa alla Direzione Centrale dell'Agenzia delle Entrate e quindi chi mi potrebbe dare una mano?
Ho consultato qualche notaio e nessuno sa uscirsene con una ragionevole certezza da questo problema: per loro se c'è il certificato d'idoneità alla ppc dell'ispettorato agrario, và bene altrimenti è un problema...

notaii !!!!!! :mad: con quello che prendono scaricano sempre su quelli dell'ispettorato :no:


........in quanto il proprietario già bracciante agricolo in pensione a tutt'oggi conduttore del terreno, ha conservato i requisiti x la ruralità eccetto l'iscrizione alla CCIAA ..........

appunto perchè non iscritto alla CCIAA il proprietario non ha i requisiti per riconoscere la ruralità del fabbricato.
Tu stesso dici che tutt'oggi conduttore del terreno.
riguardo all'attuale ruralità del fabbricato quelli dell'ispettorato hanno ragione.
Tu devi chiedere a quelli dell'ispettorato di pronunciarsi sull'idoneità del fondo con annesso fabbricato, che pur essendo censito al catasto urbano è da considerare rurale in quanto servente al fondo, all'arrotondamento di una piccola proprietà contadina


Per il reddito non ci dovrebbe essere problema: ha il reddito della casa al paese, quello del terreno+casa e la pensione di bracciante agricolo che non deve conteggiarsi nel reddito complessivo del soggetto, come dispone il requisito relativo al volume d'affari(+del50%) derivante dal terreno, richiesto x la ruralità. Giusto?
se il suo volume d'affari(ricordati, volume d'affari e non reddito imponibile) è inferiore al minimo sotto il quale non è necessaria la presentazione della denuncia iva e irap, si considera il reddito di 7.000 euro (mi pare di ricordare) da confrontare con i redditi extra-agricoli (nel tuo caso mi pare solo il reddito della casa in paese che, sembra di capire, sia data in affitto a terzi o comunque non utilizzata da lui)

Ciao
Ciao a tutti
ciao

pastore
08-01-2010, 14.11.39
salve vorrei sapere se qualcuno di voi ha da poco acquistato terreni, attraverso la piccola proprietà contadina, se ha ottenuto delle agevolazioni in conto interessi o altro, e se è possibile acquistare da un parente diretto, fratello o genitore (conosco le agevolazioni sull'atto e sispettivi oneri) saluti francesco

GabrieleB.
12-01-2010, 13.46.39
salve vorrei sapere se qualcuno di voi ha da poco acquistato terreni, attraverso la piccola proprietà contadina, se ha ottenuto delle agevolazioni in conto interessi o altro, e se è possibile acquistare da un parente diretto, fratello o genitore (conosco le agevolazioni sull'atto e sispettivi oneri) saluti francesco

Nella Finanziaria 2010 non v'è traccia di P.P.C., quindi allo stato attuale non è possibile acquistare terreni agricoli con tale agevolazione.
Non capisco bene il tuo quesito (saranno i fumi dell'alcool natalizio e i pandori/panettoni). Ti interessa sapere se altri hanno (fino al 31/12/2009) acquistato con p.p.c. per pura curiosità o altro?
Per quanto riguarda acquisto da parenti, valuterei eventuali donazioni.

saluti

Gabriele:)

pastore
12-01-2010, 19.35.34
lo vorrei sapere se possibile, per capire cosa "ofre" o meglio "ofriva" la ppc in termini di agevolazioni, immagino un contributo in conto interessi o sbaglio? se si, pari a? per avere un'idea sul da farsi, se posso fare un mutuo agrario anche ad un tasso ragionevole sarà meglio che fare una donazione viste le agevolazioni sulle spese notarili

sempre presente gabriele ri grazie

GabrieleB.
13-01-2010, 14.58.34
lo vorrei sapere se possibile, per capire cosa "ofre" o meglio "ofriva" la ppc in termini di agevolazioni, immagino un contributo in conto interessi o sbaglio? se si, pari a? per avere un'idea sul da farsi, se posso fare un mutuo agrario anche ad un tasso ragionevole sarà meglio che fare una donazione viste le agevolazioni sulle spese notarili

sempre presente gabriele ri grazie

Ok capito!

La p.p.c. è un'agevolazione fiscale, consistente in un abbattimento delle imposte di registro, ipotecaria e catastale che si versano all'atto dell'acquisto di un terreno agricolo. (versate dal notaio presso l'Agenzia delle Entrate, che ovviamente lui espone nella sua fattura ).
Tale agevolazione, riservata ai coltivatori diretti e IAP iscritti INPS, consiste in:
- imposta di registro e ipotecaria in misura fissa, pari a 168 euro ciascuna, indipendentemente dal valore dell'acquisto dichiarato nell'atto notarile;
- imposta catastale pari all'1 % del valore del terreno.

Altri requisiti per godere della p.p.c.:
- Non avere venduto fondi rustici, nel biennio precedente all'acquisto, per una superficie superiore ad 1.10.00 ha;
- Essere in grado di fornire 1/3 della forza lavoro necessaria alla coltivazione del fondo e all'allevamento del bestiame.

Per capire il valore dell'agevolazione, un soggetto estraneo all'attività agricola può sì acquistare un terreno ma pagando:
- imposta di registro pari al 15% del valore dichiarato;
- imposta ipotecaria pari al 2%;
- imposta catastale pari al 1%;

C'è un "ma" a tutto ciò: l'agevolazione veniva annualmente riproposta nella Finanziaria, ma nel 2010 non vi è traccia (a meno di emendamenti successivi) e quindi allo stato attuale la p.p.c. non è più in vigore. (se sei abbonato all'Informatore Agrario trovi a pag. 73 del 1° numero di gennaio un interessante articolo a riguardo).

Dunque bisogna ricorrere ad altre agevolazioni; per lo IAP (indistintamente se iscritto o meno INPS) ad esempio è prevista l'applicazione dell' imposta di registro pari all'8%, ipotecaria 2% e catastale 1%, percentuali sempre riferite al valore dichiarato del terreno.

Es. terreno del valore di 10.000 euro:
col la ppc avresti pagato (a titolo di imposto) 168+168+100 (1% di 10.000);

con IAP paghi ora 800 (8% di 10.000)+ 200 + 100; quindi 2,5 volte tanto.

Vi è però il cosiddetto Compendio Unico, ulteriore agevolazione ma di più complicato utilizzo. Riporto definizione:

"Art. 7 bis del D.Lgs. 228/01, così come modificato dal D.Lgs. 99/04, stabilisce che chiunque a seguito di acquisto terreni agricoli costituisce “un compendio unico” (cioè un’estensione di terreno necessaria al raggiungimento del livello minimo di redditività determinato dai Piani di Sviluppo Rurale di cui al Reg. CE 1257/99 composto anche da unità di terreno non confinante tra loro) e si impegna a coltivarlo o a condurlo in qualità di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale per un periodo di almeno 10 anni è esente da imposta di registro, ipotecaria, catastale, di bollo con riduzione onorari notarili ad 1/6."

Come vedi è un agevolazione ancor più conveniente della p.p.c., ma legato a più varianti. Va verificato, nel PSR della tuo regione, quale sia questo livello minimo di redditività stabilito e successivamente valutare se tu possa accedervi o meno.

Questo è il panorama attuale (vi sono discorsi da fare anche relativamente a società, giovani agricoltori senza iscrizione INPS...in caso successivamente).

saluti

Gabriele:)

CristianP
25-01-2010, 22.18.33
bhe che delusione ragazzi. oggi chiamo il notaio per avere delucidazioni inerenti a tassi e altro per l'acquisto di un terreno già combinato e mi sono letteralmente capottato dalla sedia.

pagare 21k euro di terra e più 5k di tasse e altro...ti va proprio passare la voglia di fare le cose...boh.

GiancaMI
11-02-2010, 22.08.20
Qualcuna sa confermare se nel decreto milleproroghe 9 febbraio 2010:D è stata reintrodotta l'agevolazione per la ppc?

http://archivio-radiocor.ilsole24ore.com/articolo-781687/dl-milleproroghe-proroga-2010/

Peppe O Gabriele su su!!! :D

http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=43405012

Oggi sono stato su in provincia settore agricoltura per avere delucidazioni.... ma ero io a portare la notizia.
Morale non si sa nulla....

Potionkhinson
12-02-2010, 21.21.05
Qualcuna sa confermare se nel decreto milleproroghe 9 febbraio 2010:D è stata reintrodotta l'agevolazione per la ppc?
si, l'agevolazione per la PPC è inserita.... ma è il decreto che manca! Notizia odierna: "ok" del Senato... adesso tocca alla Camera (che entro il 28 febbraio darà il "via libera" al provvedimento).

Ciao :)

pastore
12-02-2010, 22.32.30
si, l'agevolazione per la PPC è inserita.... ma è il decreto che manca! Notizia odierna: "ok" del Senato... adesso tocca alla Camera (che entro il 28 febbraio darà il "via libera" al provvedimento).

Ciao :)
ma di solito non succede il contrario prima alla camera poi al senato?:l:

GiancaMI
24-02-2010, 22.20.29
ma di solito non succede il contrario prima alla camera poi al senato?:l:

Il milleproroghe approvato alla camera ora torna al senato; di conseguenza quando le agevolazioni per la ppc torneranno disponibili?
Chi spiega un po ste cose?

Pier79
22-03-2011, 13.51.37
Vorrei esporvi la mia situazione per avere dei chiarimenti, spero che questa sia la sezione giusta...

Nel Novembre 2009 ho acquistato 3 ha di terreno agricolo usufruendo delle agevolazioni fiscali per PPC tramite fascicolo provvisorio aperto dalla provincia... quindi entro Novembre 2012 devo raggiungere i requisiti previdenziali, aprire partita IVA, etc...

A tale scopo avevo progettato per Maggio 2011 un impianto di circa 150 olivi per integrarli a quelli già presenti sul campo, cioè il numero sufficiente per raggiungere i requisiti colturali-reddituali necessari.

Ora, però, mi si è presentata la possibilità di gestire un oliveto confinante al mio di circa 400 piante con un contratto di sub-comodato gratuito... quindi vorrei evitare di fare un nuovo impianto di olivi o comunque vorrei diluirlo nel corso di alcuni anni.

Vi chiedo:

- immagino che ai fini INPS una gestione in sub-comodato possa mettermi in regola in quanto il reddito agrario ed il calcolo ore lavorative andrebbero ad aggiungersi a quelli derivanti dal mio terreno... è corretto?

- per quanto riguarda le agevolazioni PPC invece ho dei dubbi: è sufficiente raggiungere la condizione di CD in qualunque modo o devo specificatamente completare la messa a coltura del terreno per cui ho goduto delle agevolazioni?

spero di essere stato chiaro,
Grazie a tutti

Pier79
08-04-2011, 23.11.40
Ok... mi rispondo da solo xchè ho trovato informazioni.

- a quanto pare l'INPS non contempla il sub-comodato nel il calcolo del reddito agricolo del sub-comodatario... viene accettato invece il comodato diretto

- per non far decadere le agevolazioni PPC richieste in fase di rogito è sufficiente raggiungere la condizione di CD, a prescindere dallo stato colturale del terreno per cui sono state richieste (... con le nuove leggi cmq il problema non si pone perchè l'iscrizione INPS deve essere già effettuata al momento dell'atto! giusto?)