Visualizza versione completa : Contratti d'affitto: stipula & revoca


Pagine : [1] 2 3

Gianpi
27-02-2005, 15.54.25
Oggi il proprietario di un fondo (3.5 ha) che abbiamo affittato si è presentato a casa mia pretendendo il pagamento oltre all'affito (600 euro all'ettaro già versati) anche del canone di irrigazione per il 2004 e il 2005 (cica 900 euro in totale) e l'affitto delle linee di irrigazione (0.20 centesimi al metro, cioè circa 200 euro). Naturalmente questo non è specificato nel contratto di affitto che prevede solo il versamento dei 2000 euro annuali per 5 anni.
Praticamente in totale dovrei versare 2700 euro di affitto all'anno per 3.5 ha!!!!!

Nemmeno discuterne lascio il terreno al proprietario e che se lo lavori lui, anzi quasi quasi pretendo che mi venga pagato l'impianto di erba medica che a seminarlo mi è costato quasi 1000 euro, una penale sull'annullamento del contratto e se vuole vendere il terreno farò valere il mio diritto di prelazione (il contratto è in mano mia e fino al suo scadere continua ad essere valido) perchè adesso è ora di finirla di farsi prendere in giro pretendendo cose impossibili!
Io non attuo mai questi sistemi, ma quando ci vuole ci vuole.

Voi cosa ne dite?

Alle
27-02-2005, 16.13.46
Legalmente lui non può prentendere neanche 1 € in più da quello che dice il contratto anche perchè l'impianto d'irrigazione c'era anche l'anno scorso no??Per quanto riguarda il canone d'irrigazione lo paga l'affittuario se vuole irrigare almeno chè nei 2000 € annui non ci sia specificato che comprende anche il canone comunque tu non li devi dare a luji ma devi fare domanda al consorzio di bonifica e pagare loro direttamente.
Se vuoi un consiglio non abbandonare il fondo fino alla scadenza del contratto tanto lui non può pretendere nulla di più da quanto pattuito nel contratto e se ti vuole mandare via deve darti la "buona uscita"

george clone
27-02-2005, 18.07.53
Il codice civile dice che l'affitto si dovrebbe pagare a raccolto ultimato e che se l'affittatario (chi prende in affitto) non avesse fondi sufficienti per condurre i terreni presi in fitto, il locatore dovrebbe anticipargli il tutto per portare a termine la coltura. :111:

TTV1160
28-02-2005, 14.25.47
Scusa Giampi 600 euro all'ettaro paghi con contributo pac,cioe' ilcontributo lo prendi te?

GiancaMI
28-02-2005, 20.16.05
Scusa Giampi 600 euro all'ettaro paghi con contributo pac,cioe' ilcontributo lo prendi te?
TvT mi hai preceduto; pagando quel canone di affitto faccio prima a comprare il raccolto e pago per quello per porto a casa e se la merce non è ad oc la lascio dove sta; questo è il mio punto di vista; cmq io sono giovane ed alle prime armi si accettano commenti saluti!:vabene:

Gianpi
28-02-2005, 22.10.53
Allora faccio un pò di chiarezza:
1) il contratto non prevede il pagamento di altro oltre all'affito che è di 600 euro l'ettaro per un totale di 2000 euro;
2) l'affitto per il 2004 è stato pagato in due soluzioni diviso novembre-gennaio;
3) Il proprietario pretende il pagamento del canone di irrigazione del 2004 (che lui ha già pagato) e del 2005 (adesso iniziano ad arrivare i bollettini) + il pagamento dell'affito delle linee di irrigazione (che non funzionavano le ho dovute aggiustare a mie spese) perr un totale di 1024 euro :444:
4) La pac la teniamo noi, ma siccome adesso c'è medica la pac non l'ho cuccata.

Allora 600 euro l'ettaro sono tantissimi lo so, purtroppo qua non sono al massimo (qualche "figo" parla di 800 euro ha :(), con il mais (cultura dominante) ci fai tranquillamente 16 t/ha.

Domani andremo a parlare con il proprietario, non verserò assolutamente quello che pretende, se mi vuole mandar via dal fondo pretenderò il pagamento dell'impianto di erba medica che (informatore agrario) costa 480 euro l'ettaro. Dubito comunque che rinunci a lasciarmi il fondo fino allo scadere del contratto.

Alle
28-02-2005, 22.35.20
Allora faccio un pò di chiarezza:
1) il contratto non prevede il pagamento di altro oltre all'affito che è di 600 euro l'ettaro per un totale di 2000 euro;
2) l'affitto per il 2004 è stato pagato in due soluzioni diviso novembre-gennaio;
3) Il proprietario pretende il pagamento del canone di irrigazione del 2004 (che lui ha già pagato) e del 2005 (adesso iniziano ad arrivare i bollettini) + il pagamento dell'affito delle linee di irrigazione (che non funzionavano le ho dovute aggiustare a mie spese) perr un totale di 1024 euro :444:
4) La pac la teniamo noi, ma siccome adesso c'è medica la pac non l'ho cuccata.

Allora fino al punto 2 tutto ok per il punto 3 se hai irrigato il fondo purtroppo il canone lo devi pagare però gli devi detrarre dal canone d'affitto l'importo per la riparazione dell'impianto che è suo e rimane nel fondo una volta che lo liberi

Domani andremo a parlare con il proprietario, non verserò assolutamente quello che pretende, se mi vuole mandar via dal fondo pretenderò il pagamento dell'impianto di erba medica che (informatore agrario) costa 480 euro l'ettaro. Dubito comunque che rinunci a lasciarmi il fondo fino allo scadere del contratto.

Il proprietario non ti può mandare via prima del termine del contratto a meno che non ti abbia mandato una raccomandata a/r 6 mesi prima della scadenza del contratto se riesce a mandarti via prima ti spetta il risarcimento del medicaio

Gianpi
01-03-2005, 19.10.09
Il contratto riporta scritto che il canone di irrigazione è a totale carico del proprietario, poi con 600 euro all'ettaro, tolte le spese di irrigazione gli rimangono la bellezza di 1500 euro netti all'anno senza muovere un dito, non capisco cosa voglia di più.

Qua esiste la regola non scritta che comunque il canone di irrigazione rimane sempre a carico del proprietario, spesa che però il proprietario prende tramite l'affitto.

Vi saprò dire come andrà a finire.

GiancaMI
01-03-2005, 20.40.19
Allora 600 euro l'ettaro sono tantissimi lo so, purtroppo qua non sono al massimo (qualche "figo" parla di 800 euro ha :(), con il mais (cultura dominante) ci fai tranquillamente 16 t/ha.


Pensa che io giudico tanti 300€/ha
IL mais verde quanto costa?:l: AL figo digli se aspira al suicidio!:no: Cmq largo a queste personalità che sono in grado di pagare questi canoni; da loro c'è sicuramente da imparare in quanto per starci dentro dovranno per forza superare le 20 t/ha;)
Saluti

johndin
03-03-2005, 12.08.18
Gianpi se vuoi te ne affitto un pò della mia:333: :333:

Comunque se il contratto è chiaro il signore non può pretendere di più di quello che è scritto neanche se gli vengono degli attacchi stratosferici di arteriosclerosi monetaria (più sono ricchi più vengono forti gli attacchi)

GiancaMI
03-03-2005, 12.58.22
Gianpi se vuoi te ne affitto un pò della mia:333: :333:

Pure la mia! :p

Gianpi
03-03-2005, 15.17.58
Siamo giunti ad un accordo, avevo capito che è stato un tentativo x scroccare soldi, abbiamo accordato il pagamento del affitto dell'impianto di irrigazione.

Il problema è che qui siamo su irriguo a pioggia, non servono pompe, rotoli o cose del genere, inoltro abbiamo irrigato tranquillamente anche nel 2003, quando il mais verde era un pò altino di prezzo (12 euro se nn ricordo male) e con 160 qli ettaro mi capite che sono bei soldini, purtroppo gli affitti sono saliti alle stelle, poi ci sono i fighi che pagano 800 euro l'ettaro...insomma 600 euro qua è un prezzo normale. Molti però iniziano a stancarsi, inoltre i proprietari pretendono sempre di più, prevedo un calo nelle prossime stagioni.

Mi scuso con tutti se sono andato un pò fuori tema, ma nn volevo aprire un nouvo post...dopotutto anche queste sono difficoltà che gravano sull'agricoltura

GiancaMI
04-03-2005, 13.24.59
16t/h sono un'ottima produzione ma quante volte irrighi il mais x ottenerla???

da noi le "terre" dolci le paghi 900 €/Ha come ridere mentre quelle argillose,dove il mais non convine neanke metterlo, costano 500!!!

Secondo me siete ancora a fortunati ad avere canoni del genere

Be io rimango dell'idea che a pagare certi canoni compro la roba bho!
Forse sono io che non so far quadrare i conti a casa mia:l:
Io so solo che 900€/ha oggi equivalgono a 8.5t/ha di mai secca più o meno

marcanna
26-06-2007, 18.41.02
Ciao a tutti.
Possiedo circa 30 ha in provincia di Piacenza in zona svantaggiata e non sono agricoltore. Casualmente ho scoperto che il mio confinante, agricoltore, ha stipulato un "contratto di affitto unilaterale " (così lo chiama lui) tramite la sua associazione di categoria, con cui può percepire i contributi per l'allevamento biologico.
Come è possibile questa cosa ?
Io non ho firmato nulla e la sua associazione dice di aver addirittura registrato il contratto all'ufficio rgistro !
Questa cosa è valida ?
Qualcuno mi sa dire come posso liberarmi di questa rogna ?

Grazie infinite

Giulio

mirotocci
26-06-2007, 19.09.16
bè sei in un bel casino ......ti spiego la cosa:

L'affitto unilaterale è ammesso dal codice civile articolo 213 del 1982, si tratta in sostanza di una autocertificazione registrata dove ,stai attento deve esserci riportato i lcanone annuo dell'affitto che lui ti dà
( e non importa se irrisoriamente basso l'importante è che ci sia, alcune associazioni di categoria hanno delle medie della zona ma non servono a nulla nemmeno a tuo vantaggio per una causa la legge non vieta di affittare a 10 euroha anno, mi spiego?)
la scadenza di tele certificazione registrata che diventa un contratto di affitto a tuti gli effetti è di 15 anni anche se espressamente messo meno sul contratto.
la cosa fondamentale è che lui abbia effettivamente lavorato ho getito i trenta ha ... anche perchè se non l oavesse fattoe mai vi è entrato dentro il contratto non è valido ma ti servono testimoni e devi metterci un avvocato di dirito agratio bravo.
se lui è transitato nei terreni o ha fatto pascolare le mucche o gli ha coltivati significa che lui è stato autorizzato da te per la legge, perchè sei tu il responsabile del fondo....

gestisco 150 con questi affitti unilaterali, in comune accordo col prorpietario ovviamente esenza problemi quindi un po di dimestichezza ce l'ho....
considera che sono accettati per la pac e per i titoli, devono essere tregistrati entro il28 febbraio dell'anno seguente al primo anno agrario e basta registrarli una volta

'unico modo per mandarlo via è una causa ..mooolto dura da vincere specie se gli hai dato l'autorizzazione (in questo caso impossibile)
l'unica cosa da appellarsi è il mancano pagamento dell'affitto pattuito morosità... ma ti puo rimandare l'affitto dal momento della lettera del legale di 6 mesi
oppure che faccia il passo falso del subaffitto parziale o totale...o la cattiva gestione agronomica del fondo

marcanna
26-06-2007, 20.07.23
Caro Miro.
Mi hai distrutto psicologicamente.
Ci ho messo un po' a riprendermi.
Cosa intendi per cattiva gestione agronomica del fondo ?
Tra le altre cose, lui non sta usando la mia terra.
Giulio

mirotocci
26-06-2007, 21.27.45
allora scusa se ti ho distrutto ..ma è la verità......faccio anche il tecnico e di cose del genere ne ho viste tante...
se lui non usa la tua terra sei fortunato... molto fai subito le foto immediatamente .. iscriviti ad una associazione di categoria e fatti mandare un dottore agronomo per fare una perizia dopo di che porta tutto al legale della associazione a cui ti sei iscritto e lui inoltra la lettera al cosiddetto affittuario....poi siccome il blocco di una parte dell'azienda del tizio comporta un blocco di TUTTE e Tutti i titoli pac contributi vari lui cederà senza una causa..... ma procedi subito in privato di mando il mio cell per unlteriori chiarimenti

marcanna
26-06-2007, 22.47.18
Grazie per l'aiuto. Se riesco domani ti chiamo.
Comunque adesso sono a casa con il contratto sotto mano (perchè sono riuscito ad averne una copia !!!) e la legge a cui fa riferimento è la n° 448 del 23-12-1998. Sul contratto c'è scritta la data di inizio e di fine del contratto (5 anni) con canone annuo a quinquennale. Leggendo il testo della legge N° 448 il contratto non mi pare regolare in quanto non riporta il mio domicilio.
Mi pare strano che all'ufficio registro abbiano accettato un contratto incompleto.
Miro, io per il momento ti ringrazio. Se ti piace il miele di castagno, sappi di esserti già guadagnato una fornitura a vita !!!
A proposito, nella tua prima email facevi riferimento all'articolo n° 213 del codice civile ma credo ci sia un errore in quanto tale articolo non ha niente a che vedere con l'affitto di fondi rustici.

Ciao

Giulio

GiancaMI
26-06-2007, 22.55.26
Ciao a tutti.
Possiedo circa 30 ha in provincia di Piacenza in zona svantaggiata e non sono agricoltore. Casualmente ho scoperto che il mio confinante, agricoltore, ha stipulato un "contratto di affitto unilaterale " (così lo chiama lui) tramite la sua associazione di categoria, con cui può percepire i contributi per l'allevamento biologico.
Come è possibile questa cosa ?
Io non ho firmato nulla e la sua associazione dice di aver addirittura registrato il contratto all'ufficio rgistro !
Questa cosa è valida ?
Qualcuno mi sa dire come posso liberarmi di questa rogna ?

Grazie infinite

Giulio

Io trovo un po strano che uno che possiede 30 ettari di terra si accorga solo ora della situazione; siamo sicuri di essere entrambi i buona fede. Te e il propietario?

mirotocci
26-06-2007, 23.00.16
si scusa è il 203.abbi pazienza considera che sono un agricoltore anche se mi diletto con la giurisprudenza.....per passione e perchè ho amici avvocati...di cui a cui gestisco l'azienda di famiglia una 60 di ha....
allora il contratto deve riportare i dati che sono presenti nella visura catastale...
codice fiscale e poi anche la residenza esatta... anchje se un errore è passibile di multa ..salata ma non di annullabilità del contratto...... e cmq la legge riportata sul contratto è una rettifica di quella che ti dicevo io ma di solito la usano gli uffici dell'unione agricoltori..sono sempre un po strani..la durata l'ha messa lui di cinque anni ma essendo non in deroga e cioè senza la rappresentanza dei sindacati il contratto VALE SEMPRE 15 ANNI.. e il canone è annuale non cinquennale..... lo potevano fare anche meglio.... oviamente l'agricoltore ha mentito se non ha mai avuto l'autorizzazzione da te... quella serve si chiamano contratti unilaterali di affitto verbale... quindi ti consiglio la coldiretti se lui è dell'unione... non la cia non sono granchè per queste cose... saluti

per giancaMI si vede che non sei in agricoltura di queste cose ne succedono sempre e ne ne avvedi al momento della pac.....
ed è sempre meglio risolverle bonariamente perchè dal 1982 la legge è a favore di noi agricoltori- affittuari in modo molto ferreo

pablito
28-06-2007, 08.55.22
scusami marcanna, ma come hai fatto ad accorgerti del contratto fasullo ? mi e' venuto un dubbio per un terreno di mia madre ed ho paura che sia piazzato come il tuo.

mirotocci
28-06-2007, 12.53.27
TI RISPONDO IO PERCHè SIAMO ENTRATI IN AMICIZIA.. PER CASO...era andoto all'unione per fare un contratto di sfalcio di erba con una terza perzona e quello dell'unione lo ha informato.... pensa che fortuna.----

pablito
28-06-2007, 14.08.35
x miro, ma se vado alla coldiretti, a cui sono associato, gli dico le particelle del terreno, questi me lo dicono se sul nostro terreno c'e' un contratto unilaterale che a noi non risulta o bisogna avere qualche "santino" per sapere queste cose?
come devo fare ? grazie ciao

urbo83
28-06-2007, 15.14.44
Dei contratti di affitto unilaterali ne hanno parlato in una delle ultime puntate di Mi Manda Raitre. Mi pare però che se colui che l'ha in affitto paga regolarmente l'affitto non ci si possa fare nulla fino al termine del contratto.

Qui c'è la presentazione della puntata, forse è possibile recuperarla in streaming su RaiClick: http://www.mimandaraitre.rai.it/MMR_servizio/0,10135,1067531,00.html

Cascina_Tollu
19-10-2007, 15.47.30
In caso di affito di azienda agricola che ha ad oggetto anche un fondo rustico, si applica al contratto la disciplina della legge 203 del 1982 la quale per l'affitto del fondo rustico (e quindi dell'azienda) prevede una durata minima di 15 anni, derogabile - ex art. 45 della medesima legge -solo nel caso in cui le parti stipulino il contratto con l'assistenza delle rispettive organizzazioni professionali agricole o qualora esistano accordi collettivi locali in materia di contratti agrari che prevedano durate inferiori?

mirotocci
26-10-2007, 13.27.37
se fai il contratto con le parti sindacali il contratto si chiama in non-in- DEROGA e dura quanto le parti stipulano ed ovvio che il contratto come tuti i contrati deve essere in linea col codice civile pena la nullità questo per tutti i contratti se il contratto viene fatto dalla parti e senza le rappresentanze sindacali e senza il bene placido di un giudice , mettiamo che le parti non siano associate con associazioni sindacali , allora il contrato si dice in deroga. ovvero si rifà alla legge 203 dell 82 e anche se nel contratto è riportato puta caso anni 3 , per la legge dura 15 anni... con il canone stipulato dalle parti........ oppura verbale,.... da qui si è evinto che in base al codice civile si può fare anche unilaterale cioè scrivendo su un foglio cioò che si è raggiunto verbalmente con i dati delle due parti e fimato da l' agricoltore solamete...e si registra si paga la tassa per la durata di anni 15 anche se riportato meno anni ..(per il discorso che si faceva prima) e il contratto è valido a tutti gli effeti....!!!
PER QUANTO CONCERNE IL CASO DI MI MANDA RAITRE il rappresentante legale della coltiretti ha detto un mare di sciocchezze e di inesattezze... totali... facendo molta confusione insomma era un principiante e di molto

iuz1975
28-10-2007, 18.49.15
ciao a tutti
scusatemi se mi intrometto in questa discussione ma ho un dubbio atroce..
Mio papà purtroppo non cè più dalla prima settimana di questo mese..
è sempre stato un agricoltore ortofrutticolo (circa 9,5 campi)e gli piaceva un sacco,
io lavoro in altro settore e ora l'azienda la stò cercando di mandare avanti io come pure l'altro lavoro da dipendente.
Oggi mi arriva un tizio a casa (un allevatore) che mi dice che vorrebbe prendere in affitto la mia terra per smaltimento liquami e letame.
Io non ne sono molto convinto..mio papà si rivolterebbe e mi darebbe un calcio nel sedere..
ma cmq a cosa andrei incontro??
io mi piglierei i contributi ma il troppo letame e liquami buttati nel terreno a parte l'odore mi danneggerebbero?
A che rischi andrei incontro??
Non vorrei trovarmi una rogna tra i piedi un domani che ho da coltivare qualcosa.

che mi consigliate??
Ciao
Mirco

misterdupiò
28-10-2007, 22.18.23
vai dal tuo sindacato agricolo dove sei tesserato ,e parlane.vedrai che t mostreranno la tua situazione attuale ,cosa puoi fare o potresti fare con le nuove leggi che si stanno definendo in materia di smaltimento(nuovo regolamento sui nitrati).

iuz1975
29-10-2007, 22.33.07
ok ho preso appuntamento per lunedì, così sistemo pure il libretto uma, e il passaggio di proprietà dei trattori..(cavolo mi dicono che è circa 90 euro cadauno..pensavo di meno)

ciao vi farò sapere

rooxx
19-12-2007, 20.50.49
Ciao a tutti, ho un problemino.
Nel 2006 ho dato in affitto 1,36 ettari di vigneto per 5 anni.
a distanza di 2 anni dice che non c'è piu la produzione.
Allora mi chiedo: Lui può revocare il contratto se io non sono d'accordo???
Grazie
Cristian

tex76
20-12-2007, 09.50.49
Ciao a tutti, ho un problemino.
Nel 2006 ho dato in affitto 1,36 ettari di vigneto per 5 anni.
a distanza di 2 anni dice che non c'è piu la produzione.
Allora mi chiedo: Lui può revocare il contratto se io non sono d'accordo???
Grazie
Cristian


Salve rooxx,

anzitutto per prima cosa dovresti chiarire alcuni elementi: per es. qual'è lo standard della produzione media del tuo vigneto, cioè bisogna capire se si è trattato di due annate infelici (cosa che capita frequentemente in agricoltura);
poi dovresti spiegarci se nel contratto d'affitto a suo tempo stipulato è stata inserita qualche clausola relativa al valore della produzione.

Inoltre, non è chiaro dal quesito che ci proponi se la produzione del vigneto è calata dopo che tu l'hai dato in affitto.

Potrebbe essere che Lui non è all'altezza di effettuare le dovute cure al vigneto.

Se così fosse addirittura alla scadenza del contratto, cioè tra tre anni, potresti essere tu (sempre in base a questo suo ragionamento) a chiedere i danni a lui, però potrebbe essere molto difficile andare a dimostrare una simile tesi ( in tal caso, infatti, ci vorrebbe la perizia di un agronomo e addirittura di un consulente tecnico d'ufficio, nominato dal giudice nel caso in cui si arrivasse a causa).

Vista la situazione attuale, comunque, lui non può rescindere il contratto.Il contratto è un accordo tra le parti, lui e te vi siete impegnati per 5 anni.

Spero di essere stato chiaro, in caso contrario ri-esponici meglio il problema.

rooxx
20-12-2007, 11.25.45
Grazie per la risposta, sei stato molto chiaro.

pablito
20-12-2007, 14.05.28
secondo me, se il tizio non ti paga piu' l'affitto e non lavora piu' la vigna il contratto e' belle che chiuso. non so da voi come sono i prezzi dell' affitto quindi non so se ti conviene farli causa

Vitality
21-12-2007, 09.58.08
Vorrei porre un po' di chiarezza al quesito.
Innazitutto i doveri del concedente sono:
consegna del fondo;
adoperarsi affinchè sia garantito all' affittuario conduttore l' esercizio dell' impresa.
I doveri dell' affittuario:
corrispondere il canone;
coltivare correttamente e razionalmente il fondo;
non subaffittare il fondo a terzi;
conservare la destinazione agricola del fondo( è un potere che spetta solo al proprietario);
permettere in qualunque momento al locatore di accertare se l' affittuario osservi le regole del contratto e la buona tecnica di conduzione;
riconsegnare il fondo alla scadenza del contratto.
E' consentito il recesso consensuale, nel caso in cui entrambi concordino nel voler sciogliere il contratto. Diversamente la legge lo permette nei seguenti casi:
L' affittuario puo' recedere il contratto in qualunque momento, purchè lo comunichi almeno un anno prima della scadenza dell' annata agraria( 10 novembre), con raccomandata a.r; senza aver diritto ad alcun indinizzo;
il locatore puo' recedere solo nel caso in cui l' affittuario divenga protagonista di gravi inadempimenti oppure per causa di forza maggiore non completamente imputabili al locatore.

rooxx
21-12-2007, 11.38.25
L' affittuario puo' recedere il contratto in qualunque momento, purchè lo comunichi almeno un anno prima della scadenza dell' annata agraria( 10 novembre), con raccomandata a.r; senza aver diritto ad alcun indinizzo;

facendo questo non paga nessuna mora??

Ringrazio tutti per le risposte.

Vitality
22-12-2007, 09.42.52
[quote=rooxx;314817]L' affittuario puo' recedere il contratto in qualunque momento, purchè lo comunichi almeno un anno prima della scadenza dell' annata agraria( 10 novembre), con raccomandata a.r; senza aver diritto ad alcun indinizzo;

facendo questo non paga nessuna mora??


No non paga nessuna mora. Ha solo l' obbligo di dare la disdetta un anno prima con raccomandata a.r.

mirotocci
22-12-2007, 13.06.49
in realtà non sta scritto in nessuna parte che bisogna recedere almeno un anno prima con raccomandata ar.....
si puo recedere prima dell'annata agraria che sta per iniziare come alcune sentenze della cassazione e come riportato sul codice civile, che parla di annate agrarie e non di anni prima ci mancherebbe....
il prorpietario del fondo può ritornare in utilizzo del bene se l'agricoltore non conduce i terreni come da buon padre di famiglia, cito il CCIV, e cioè peggiora e trascura il terreno fosse canali ecc, il discorzo COLTIVA non è assolutamente contemplato lui può anche trincire e tnerlo in buona pratica agricola senza necessariamente coltivarlo ,altro luogo comune da sfatare......
e ricordo che per rientrare in possesso di un terreno affittato si deve chiedere 53 concordato in provincia aspettare i periti responsabili delle associazioni di gategoria e iniziare la trafila che comporta minimo 2 anni almeno qui in toscana....
il prorpietario può rientrare anche per mora dell'affittuario se lui non paga l'affitto il contratto è subito nullo come reecita anche il codice civile.....se non se ne fa potete chiamare i carabinieri perchè è un abusivo..
ATTENZIONE in agricoltura vale amnche l'accordo verbale... il che significa che lui può rispondere con lettera del legale e citare accordi veri o presunti tali intrapresi in forma verbale..esempio:: nel contratto l'affitto scade a campagna agraria lui non lo paga e voi volete sbatterlo fuori lui può mandare la lettera del legale e dire che gli accordi verbali erano per il pagamento all'arrivo della pac...e lui vi paghera all'arrivo di essa... e rimane li......

Vitality
23-12-2007, 07.58.40
[quote=mirotocci;315068]in realtà non sta scritto in nessuna parte che bisogna recedere almeno un anno prima con raccomandata ar.....
si puo recedere prima dell'annata agraria che sta per iniziare come alcune sentenze della cassazione e come riportato sul codice civile, che parla di annate agrarie e non di anni prima ci mancherebbe....

NON C'E' SCRITTO DA NESSUNA PARTE? Ma tu la legge 203/82 l' hai mai letta? Leggila va la, in particolare l' articolo 5

5 Recesso dal contratto di affitto e casi di risoluzione.
L'affittuario coltivatore diretto può sempre recedere dal contratto col semplice preavviso da comunicarsi al locatore, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, almeno un anno prima della scadenza dell'annata agraria.

La risoluzione del contratto di affitto a coltivatore diretto può essere pronunciata nel caso in cui l'affittuario si sia reso colpevole di grave inadempimento contrattuale, particolarmente in relazione agli obblighi inerenti al pagamento del canone, alla normale e razionale coltivazione del fondo, alla conservazione e manutenzione del fondo medesimo e delle attrezzature relative, alla instaurazione di rapporti di subaffitto o di subconcessione.

Prima di ricorrere all'autorità giudiziaria, il locatore è tenuto a contestare all'altra parte, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, l'inadempimento e ad illustrare le proprie motivate richieste. Ove il conduttore sani l'inadempienza entro tre mesi dal ricevimento di tale comunicazione, non si dà luogo alla risoluzione del contratto.

La morosità del conduttore costituisce grave inadempimento ai fini della pronunzia di risoluzione del contratto ai sensi del secondo comma del presente articolo quando si concreti nel mancato pagamento del canone per almeno una annualità. E' in ogni caso applicabile il terzo comma dell'articolo 2 della legge 9 agosto 1973, n. 508.

Potionkhinson
23-12-2007, 13.31.33
...legge 203/82:
articolo 5 Recesso dal contratto di affitto e casi di risoluzione.
L'affittuario coltivatore diretto può sempre recedere dal contratto col semplice preavviso da comunicarsi al locatore, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, almeno un anno prima della scadenza dell'annata agraria.
La risoluzione del contratto di affitto a coltivatore diretto può essere pronunciata nel caso in cui l'affittuario si sia reso colpevole di grave inadempimento contrattuale, particolarmente in relazione agli obblighi inerenti al pagamento del canone, alla normale e razionale coltivazione del fondo, alla conservazione e manutenzione del fondo medesimo e delle attrezzature relative, alla instaurazione di rapporti di subaffitto o di subconcessione.
Prima di ricorrere all'autorità giudiziaria, il locatore è tenuto a contestare all'altra parte, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, l'inadempimento e ad illustrare le proprie motivate richieste. Ove il conduttore sani l'inadempienza entro tre mesi dal ricevimento di tale comunicazione, non si dà luogo alla risoluzione del contratto.
La morosità del conduttore costituisce grave inadempimento ai fini della pronunzia di risoluzione del contratto ai sensi del secondo comma del presente articolo quando si concreti nel mancato pagamento del canone per almeno una annualità. E' in ogni caso applicabile il terzo comma dell'articolo 2 della legge 9 agosto 1973, n. 508.
Quoto in pieno!!!!:vabene:
Per altri eventuali dubbi, oltre alla citata Legge 203/82, suggerisco:
D.P.R. 633/72,
D.Lgs. 228/01,
D.M. 31/7/98,
Circ. 8/2/05,
D.G.R.M. 10/11/97.

Saluti.

rooxx
23-12-2007, 13.51.01
Grazie a tutti, ora mi è tutto piu chiaro.

mirotocci
23-12-2007, 17.06.46
ovviamente mi era sfuggito l'articolo 5 cmq ripeto le sentenze della corte di cassazione parlano chiaro... per quanto concerne l'anno antecedente e le sentenze parlano chiaro,poi il tono ovviamnete è meglio tenerlo cordiale in un forum caro sapientino,
per quanto concerne i gravi adempimenti come da me citato portano ad uno scioglimento del contratto...
per quanto tutte le altre parole per la risuluzione del contratto se leggi ho detto che il fondo fa tenuto da buon padre di famiglia e gia esplico tutto!!!

cmq la coltivazione del fondo non è essenziale basta rispettare gli adempimenti gia citati...
prima di ricorrere all'autorità giudiziaria è ovvio che ci vuole una raccomandata a/r e un tempo minimo di ripristino del fondo se le prerogative ci sono e ripeto l'anno anticipato è stato ritenuto troppo antecedente per la cassazione dalle numero sentenze,e ricordo ai dovuti sapientini scuola che le sentezze fanno legge quelle della corte di cassazione a camere unificate ovviamente ..

piciocco
02-02-2008, 11.00.17
Ho un contratto d'affitto di un terreno per la durata di 5 anni ed ora dopo 2 anni il proprietario mi ha chiesto se ero interessato ha prolungarlo di altri 15 anni.Mi hanno detto che per i contratti superiori a 9 anni bisogna andare dal notaio.Qualcuno sa dirmi la spesa a cui andrei incontro?

Az. Agr. La Capannaccia
02-02-2008, 14.15.01
Io ho un contratto i fondo rustico per 15 anni ed un altro per 6. Nessun notaio, solo firmato davanti alle associazioni di categoria

Gianpi
03-02-2008, 19.31.33
Ho un contratto d'affitto di un terreno per la durata di 5 anni ed ora dopo 2 anni il proprietario mi ha chiesto se ero interessato ha prolungarlo di altri 15 anni.Mi hanno detto che per i contratti superiori a 9 anni bisogna andare dal notaio.Qualcuno sa dirmi la spesa a cui andrei incontro?

Nessun notaio, devi rivolgerti ad una associazione di categoria o in alternativa ad un perito privato per la stesua del contratto, poi è necessario registrare il contratto presso l'intendeza di finanza. La sola registrazione costa circa 70 euro.

giuba
03-02-2008, 21.06.27
il primo contratto che hai firmato è un cosiddetto affitto in deroga secondo quanto disciplinato dall'articolo ex 45 legge 203/82 può essere sottoscritto in presenza di entrambe le parti e presieduto dalle associazioni di categoria.
quello quindicennale va in più registratoe vincola a tutte le condizioni della attuale norma.

per maggiori informazioni

http://eng.mi.camcom.it/show.jsp?page=39340

se l'affitto fa parte di un piano di ricomposizione fondiaria, l'introduzione del concetto di compendio unico, consente di versare a metà le imposte dovute.

Potionkhinson
04-02-2008, 14.35.08
...La sola registrazione costa circa 70 euro.
Un piccolo appunto (mi perdonerai). E' vero che la tariffa minima di € 67,00 per imposta di registro + € 4,00 per tributi speciali, danno un totale di € 71,00. Ma le spese di registrazione, relativamente all'imposta di registro, variano in funzione del canone annuo.
Saluti

Gianpi
04-02-2008, 15.01.32
Un piccolo appunto (mi perdonerai). E' vero che la tariffa minima di € 67,00 per imposta di registro + € 4,00 per tributi speciali, danno un totale di € 71,00. Ma le spese di registrazione, relativamente all'imposta di registro, variano in funzione del canone annuo.
Saluti

Ok :vabene:la mia era un informazione spannometrica basata sui mie ricordi recenti.:)

mirotocci
05-02-2008, 14.47.39
verissimo ... la spesa di registrazione comprende anche una percentuale riferita al canone annuo moltiplicato per gli anni del contratto...
non servve assolutamente il sindacato di categoria basta cercare su internet e trovi i modelli li ricopi con i dati delle parti li firmi in tutte le pagine a lato e nell'ultima in fondo, ovviamente tu e la controparte ed il contratto durerà 15 anni come sottolineato dal collega antecedentemente...

ricordati se puoi di mettere la cifra reale del canone di affittuo annuo molto importante per evitare in un futuro contestazioni da parte di eredi del prorpietario ecc. alcuni di solito mettono cifre irrisorie , io personalmente visto la richiesta modesta delle spese metto sempre la cifra reale

giuba
05-02-2008, 15.16.31
inoltre, immettere una cifra inferiore è illegale (evasione fiscale). concordo con mirotocci che mettere la cifra reale tuteli maggiormente le parti, sia in caso di diatribe con gli eredi che, alle volte con la pubblica amministrazione, che con un futuro acquirente del terreno.

chicco79
23-04-2008, 22.06.30
Chiedo informazioni sulla seguente questione: un amico mi chiede di potergli coltivare il fondo agricolo di sua proprietà di 5 ha, senza però stipulare il contratto di affitto e senza che a nome suo vengano emesse fatture relative la coltivazione dello stesso. Domanda? In questi casi è regolare accordarsi solo a parole (premetto che non ho intenzione di inserire questi terreni nella domanda pac anche se l'organizzazione mi ha indicato il "contratto verbale") senza alcun scritto. Come fare se un giorno nel bel mezzo della stagione dovesse dirmi di lasciare libero il fondo? Siamo tutelati entrambe oppure no? Grazie per i pareri.

pablito
24-04-2008, 10.11.50
secondo me sei piu' tutelato tu che il proprietario, per la domanda pac lo puoi utilizzare solo se hai dei titoli assegnati senza terra altrimenti devi fare richiesta alla riserva nazionale ed avere i riquisiti. io egoisticamente parlando se a te non interessa per la pac lo lavorerei senza contratto logicamente mi accorderei col proprietario di non chiederti di lasciare libero il terreno 10 giorni prima della trebbiatura del grano per esempio.

pizzangrillo
24-04-2008, 12.15.45
Sono proprietario di un terreno coltivato a vigneto nel trentino.
Il terreno era stato affittato verbalmente da mio padre a mio fratello e dopo la morte di mio fratello (novembre 2005) è stato, ed è tuttora lavorato da suo figlio, cioè mio nipote che è coltivatore diretto. Vorrei sapere:
1) quando scade il contratto di affitto
2) entro quale data devo dare la disdetta
Preciso che:
a) io non sono coltivatore diretto
b) Il 12-10-94 mio padre ha dato le dimissioni di socio dalla Cantina Sociale del paese.
c) il 17/11/94 il figlio è subentrato come socio e da tale data ha conferito le uve alla Cantina
d) il contratto verbale prevedeva un affitto di 20.000 lire all'anno
e) risultano versamenti annuali di 20.000 sul cc bancario di mio padre a partire dal novembre 1997

chicco79
25-04-2008, 10.50.00
Grazie per l'informazione! Ho sentito però qualcuno che diceva che se volessi (e ribadisco volessi, in questo caso no perchè trattasi di un amico) far "tribulare" il proprietario, essendo io coltivatore, ho diritto a lavorare il fondo in questione per 15 anni consecutivi. E' vero? Ecco perchè preferivo di gran lunga il contratto o comunque uno scritto tra privati. Aggiungo poi una cosa: come si sarebbe dovuto comportare il mio amico con il precedente coltivatore? Era necessario solo avvisare verbalmente il medesimo oppure era bene scrivere una raccomandata con ricevuta? Non vorrei sorgessero "grane" ora che lo coltivo io.

Gianpi
25-04-2008, 18.45.57
Salvo indicazione diversa il contratto di affitto di fondi rustici è valevole per 15 anni, è a rinnovo tacito, un mese prima della scadenza il proprietario del fondo deve comunicari tramite raccomandata AR che non ha intenzione di rinnovare il contratto, se così non avviene il contratto si rinnova automaticamente ed è valovole per altri 15 anni.

La legislazione prevede anche il contratto verbale, purtroppo in caso di grane le posizioni di due eventuali contendenti sono difficili da dimostrare

aleEX 235
27-04-2008, 15.05.19
Di recente mi sono visto arrivare a casa una raccomandata AR da un signore che mi propone l' acquisto di un terreno di 600 mq da me coltivato adiacente con i terreni acquistati da mio padre nel '94. Dopo lo stupore per tale richiesta e i dovuti accertamenti ( visto che mio padre non c'è più) ho capito che abbiamo lavorato il terreno di un' altro senza saperlo e per un motivo solo: quando lo vendette al proprietario precedente a me era in progetto l' allargamento della strada fronte campo con una larghezza di 5 mt in + e 120 di lunghezza, quindi il precedente proprietario non volendolo pagare lo fece frazionare ma con un contratto verbale l'ha coltivato. Io ho fatto altrettanto ( senza contratto visto che pensavo fosse mio) e visto che il progetto della strada saltò (anni 80) più nessuno ha rivendicato la proprietà fino ad ora. Al di là della cifra assurda (10.000 €) vorrei sapere che diritto ho visto che sono Coltivatore Diretto e lui mi invita a rispondere velocemente dato che ha un compratore

Gatto di marmo
27-04-2008, 15.15.16
Buongiorno a tutti. Avrei un bel quesito da porvi:
Il titolare di un’azienda agricola vicina, non paga più l’affitto dei terreni coltivati, ai rispettivi proprietari, da due o tre anni.
I proprietari, come potete immaginare sono un po’ seccati da questo, e alcuni (per una superficie circa di quasi 40 ettari), mi hanno chiesto di prendere io in affitto i terreni.
Però a quel punto, a me sono venute delle domandine…
I contratti agricoli, hanno valenza 15 anni ? Corretto ? Possono essere rescissi in caso di morosità ?
Il titolare dell’azienda agricola che cura i terreni è, o coltivatore diretto o imprenditore agricolo, può ostacolare il passaggio di gestione dei terreni ?
Devo versargli degli indennizzi ?
Insomma, come posso fare, per affittarli io ? :confused:

A disposizione per altri chiarimenti, se servono.
Grazie anticipatamente !!!!! :)

Cinghiale
27-04-2008, 18.43.46
Potrebbero esserci gli estremi per l'usucapione.

mefito
27-04-2008, 19.48.45
Potrebbero esserci gli estremi per l'usucapione.
Sicuramente lo lavorano da 14 anni(1994),prima non ne fà parola,per l'usucapione servono i 20 anni.

aleEX 235
27-04-2008, 22.47.05
Sicuramente lo lavorano da 14 anni(1994),prima non ne fà parola,per l'usucapione servono i 20 anni.
Lo lavoro esattamente da giugno 1994 periodo del rogito, prima lo lavorava il precedente proprietario. L'usucapione lo escludo a priori, il problema più grosso è che il probabile acquirente sia il mio dirimpettaio di strada, con appunto una strada comunale di mezzo ma voci di quartiere lo darebbero molto vicino ad ambienti comunali con probabile spostamento di tutta la strada verso me ( calcolare che non è asfaltata e piuttosto malmessa, con una modesta spesa operazione più che fattibile). Alla coldiretti mi hanno detto di lasciar muovere lui ( o loro se realmente esiste un compratore) visto che come confinante e affittuario del terreno devono venire da me con cifre in chiaro, la mia paura è che stipulino un contratto di affitto per ovviare a questa prassi.Al momento non mollo nè la terra nè firme nè altro, ma sono molto perplesso visto che solo un pazzo comprerebbe un terreno messo così male ( 5 mt x 120 mt:l:).

insert-coin
27-04-2008, 23.24.05
Una curiosità: ho letto dai vostri post che il contratto di affitto di terreno agricolo ha una durata di 15 anni, salvo deroga.

E' ammissibile la stipula di una tale convenzione per una durata di soli 7 anni?

Inoltre: può tale accordo trovare spazio in un preliminare di compravendita di terreno agricolo con cui il promissario acquirente si obbliga, contestualmente alla firma del definitivo, a stipulare un contratto di affittanza agraria per la durata, appunto, di 7 anni?

Grazie per le risposte!

Cinghiale
28-04-2008, 09.27.01
CODICE CIVILE

LIBRO TERZO
DELLA PROPRIETÀ
TITOLO VIII
Del possesso

CAPO II
Degli effetti del possesso

SEZIONE III
Dell'usucapione

Art.1158 - Usucapione dei beni immobili e dei diritti reali immobiliari - La proprietà dei beni immobili e gli altri diritti reali di godimento sui beni medesimi si acquistano in virtù del possesso continuato per vent'anni.

Art.1159 - Usucapione decennale - Colui che acquista in buona fede da chi non è proprietario un immobile, in forza di un titolo che sia idoneo a trasferire la proprietà e che sia stato debitamente trascritto, ne compie l'usucapione in suo favore col decorso di dieci anni dalla data della trascrizione.
La stessa disposizione si applica nel caso di acquisto degli altri diritti reali di godimento sopra un immobile.

Art.1159 bis - Usucapione speciale per la piccola proprietà rurale - La proprietà dei fondi rustici con annessi fabbricati situati in comuni classificati montani dalla legge si acquistano in virtù del possesso continuato per quindici anni.
Colui che acquista in buona fede da chi non è proprietario, in forza di un titolo che sia idoneo a trasferire la proprietà e che sia debitamente trascritto, un fondo rustico con annessi fabbricati, situati in comuni classificati montani dalla legge, ne compie l'usucapione in suo favore col decorso di cinque anni dalla data di trascrizione.
La legge speciale stabilisce la procedura, le modalità e le agevolazioni per la regolarizzazione del titolo di proprietà.
Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche ai fondi rustici con annessi fabbricati, situati in comuni classificati montani dalla legge, aventi un reddito non superiore ai limiti fissati dalla legge speciale.

mefito
28-04-2008, 09.35.59
Scusa cinghiale,ma il fatto di essere un professionista,dovrebbe averti insegnato ad inserirti solo dove hai una competenza,oppure dove sei certo di avere informazioni utili,non mi sembra questo il caso,neppure la parte del codice riportata sembra avere nessuna attinenza con il caso in questione.
Non è meglio che lasciamo la risposta a chi magari può rispondere con cognizione di causa?

Gianpi
28-04-2008, 09.57.51
E' ammissibile la stipula di una tale convenzione per una durata di soli 7 anni?

Inoltre: può tale accordo trovare spazio in un preliminare di compravendita di terreno agricolo con cui il promissario acquirente si obbliga, contestualmente alla firma del definitivo, a stipulare un contratto di affittanza agraria per la durata, appunto, di 7 anni?

Grazie per le risposte!

Un contratto di affitto ha 15 anni di durata salvo diversa indicazione.
Preliminare e contratto di affitto sono due cose separeate, puoi affittare il terreno e poi fare un compromesso di compravendita ma è bene rivolgersi prima chiedere lumi ad un notaio.

X Cinghiale: cosa centra l'usocapione con i contratti di affittanza?

insert-coin
28-04-2008, 11.47.29
Un contratto di affitto ha 15 anni di durata salvo diversa indicazione.
Preliminare e contratto di affitto sono due cose separeate, puoi affittare il terreno e poi fare un compromesso di compravendita ma è bene rivolgersi prima chiedere lumi ad un notaio.



...ho chiesto informazioni in quanto l'art. 1 della legge 203/1982 prescriv che la durata minima del contratto di affittanza a coltivatore singolo o associato è di 15 anni.

Mi chiedevo se la clausola con cui si fissa un periodo inferiore è nulla e sostituita ex lege con quella citata per un periodo di 15 anni!

Potionkhinson
28-04-2008, 13.10.14
....cosa centra l'usocapione con i contratti di affittanza? ben detto Gianpi! Ieri ho unito ben tre o quattro discussioni sui Contratti d'Affitto...... e ora mi parlate di Usucapione!?!:222: (@cinghiale: anche se ti riferisci all'art.1158-bis... non rientriamo nei 15 anni!...)
Il titolare di un’azienda agricola vicina, non paga più l’affitto dei terreni coltivati, ai rispettivi proprietari, da due o tre anni........I proprietari......mi hanno chiesto di prendere io in affitto i terreni......Devo versargli degli indennizzi ?
Salve Gatto...,
la risoluzione del contratto d'affitto, può avvenire nei casi in cui l'affittuario si sia reso colpevole di grave inadempimento contrattuale(mancato pagamento di almeno 1 annualità, razionale coltivazione del fondo, razionale conservazione e manutenzione del fondo e relative attrezzature, instaurazione rapporti di subaffitto o sub concessione), il locatore deve contestare, con lettera raccomandata, le presunte inadempienze.
Se l'affittuario, entro i successivi 90 giorni, sana le inadempienze, nessuna risoluzione del contratto!...diversamente: annullato il precedente contratto sarà possibile registrarne uno nuovo a tuo nome.;)
Indennizzi? :eek: No! Non scherziamo!!!
Saluti.

Gatto di marmo
28-04-2008, 22.12.11
Mille grazie Potionkhinson !!!
Proprio le risposte che speravo, e speravamo ! :vabene:
Se gli mando le lettere di disdetta adesso, tempo 90 giorni (sempre in caso di mancata solvibilità) + tempi postali ovviamente, sarei a posto. :rolleyes:
Non è molto un bel periodo per fargli lo scherzetto, visto che i raccolti sono i più vicini a giugno luglio, e le semine (i soldi delle semine) sono fuori e immagino che sia un po' scoperto....
Mi sa che si inca.....a un pochino.....:eek:

Con le colture in corso (premetto che il raccolto è suo e io non ci penso minimamente a fare il furbo e "soffiarglielo" in alcun modo), quando posso incominciare a considerare "mio" il terreno ?
Al termine della coltura in corso oppure a fine anno ? :l:


Grazie ancora dell'esaudiente risposta (praticamente hai esaudito i nostri desideri :rolleyes:) !
A presto !

aleEX 235
28-04-2008, 23.03.32
Art.1159 - Usucapione decennale - Colui che acquista in buona fede da chi non è proprietario un immobile, in forza di un titolo che sia idoneo a trasferire la proprietà e che sia stato debitamente trascritto, ne compie l'usucapione in suo favore col decorso di dieci anni dalla data della trascrizione.
La stessa disposizione si applica nel caso di acquisto degli altri diritti reali di godimento sopra un immobile.



Spero che questo post riguardi il mio caso, comunque un motivo molto valido per cui questo articolo del codice penale non mi da ragione è per il fatto che io non ho nulla di scritto relativo al terreno in oggetto, chi me l' aveva dato ha ommesso di dire del pezzo non suo ma non c'è scritto nulla né su atto né scritture varie e i 20 anni non sono passati.

Gianpi
29-04-2008, 09.46.25
Di recente mi sono visto arrivare a casa una raccomandata AR da un signore che mi propone l' acquisto di un terreno di 600 mq da me coltivato adiacente con i terreni acquistati da mio padre nel '94. Dopo lo stupore per tale richiesta e i dovuti accertamenti ( visto che mio padre non c'è più) ho capito che abbiamo lavorato il terreno di un' altro senza saperlo e per un motivo solo: quando lo vendette al proprietario precedente a me era in progetto l' allargamento della strada fronte campo con una larghezza di 5 mt in + e 120 di lunghezza, quindi il precedente proprietario non volendolo pagare lo fece frazionare ma con un contratto verbale l'ha coltivato. Io ho fatto altrettanto

Quindi tu stavi lavorando un terreno che credevi tuo ma che in realtà non lo era e te ne sei accorto solamente quando ti è arrivata la proposta di acquisto :l:

Cinghiale
29-04-2008, 18.33.37
Scusa Cinghiale, ma il fatto di essere un professionista, dovrebbe averti insegnato ad inserirTi solo dove hai una competenza, oppure dove sei certo di avere informazioni utili: non mi sembra questo il caso, neppure la parte del codice riportata sembra avere nessuna attinenza con il caso in questione.
Non è meglio che lasciamo la risposta a chi magari può rispondere con cognizione di causa?


Non so di quale caso si tratti. A scanso di equivoci, l'estratto del Codice Civile era inteso per informazione all'Utente aleEX 235

aleEX 235
01-05-2008, 00.16.24
Quindi tu stavi lavorando un terreno che credevi tuo ma che in realtà non lo era e te ne sei accorto solamente quando ti è arrivata la proposta di acquisto :l:

Ebbene si Gianpi, calcola però che il terreno in questione è una striscia di uguale larghezza ( mt 5) e quindi essendo parallela alla strada non me ne ero accorto, calcola però che mio padre è morto e quindi, essendo stato lui ad acquistarlo nel '94, avendolo coltivato e gestito direttamente per il discorso PAC, forse lui lo sapeva, ma la sua morte improvvisa forse ha contribuito al fatto di non avermelo mai detto, come magari pure lui non lo sapeva. Attualmente sono andato dal mio tecnico ed in un attimo è risalito al numero di mappale ( nella mappa che avevo io non risultava segnato il frazionamento) e con quello ha estratto il nome del proprietario ( tutto tramite internet) confermandomi ciò che era scritto sulla raccomandata. A questo punto spero che il comune rivaluti il discorso di allargare la strada, alla faccia del proprietario e del futuro compratore in modo che entrambe rimangano a mani nude.

mefito
01-05-2008, 18.10.53
Non so di quale caso si tratti. A scanso di equivoci, l'estratto del Codice Civile era inteso per informazione all'Utente aleEX 235
Così è equivoco!
Evisto che non riguarda il caso in questione,che informazioni e che utilità poteva avere?

nico 71
14-06-2008, 12.33.33
il primo contratto che hai firmato è un cosiddetto affitto in deroga secondo quanto disciplinato dall'articolo ex 45 legge 203/82 può essere sottoscritto in presenza di entrambe le parti e presieduto dalle associazioni di categoria.
quello quindicennale va in più registratoe vincola a tutte le condizioni della attuale norma.

per maggiori informazioni

http://eng.mi.camcom.it/show.jsp?page=39340

se l'affitto fa parte di un piano di ricomposizione fondiaria, l'introduzione del concetto di compendio unico, consente di versare a metà le imposte dovute.


Se il contratto non è stipulato da coltivatore diretto o soggetto ad esso equiparato ed è di durata ulteanovennale c'è l'obbligo, oltre che della registrazione, della TRASCRIZIONE

giuse1
17-06-2008, 16.17.08
Ciao a tutti, sono giuseppe, ho letto con interesse il forum per capire cosa posso fare con un terreno.

Ho un terreno di circa 10 ettari, sul quale prevedo in un futuro non troppo lontano di costruirvi sopra, essendo il terreno edificabile.

Nel frattempo un allevatore mi ha chiesto di affittarlo x pascolo, produzione erba per animali, quote latte.
1) Per una meta' della superficie del terreno, vorrei affittarlgliela o dargliela in comodato gratuito, ma solo per pochi anni (ad es. 5 anni, che mi ha riferito che sono il tempo minimo x le quote latte).
2) Per la restante parte, avendo da utilizzarla per iniziare a costruire gia' fra soli 2 o 3 anni, vorrei solo dargli la possibilita' nel frattempo di entrare 3 o 4 volte all'anno per tagliare l'erba e portarsela via, cosa che farebbe comodo sia a me per tenere il terreno pulito e sia a lui per avere l'erba per gli animali.

La mia paura e' di rischiare di entrare nella disciplina vincolistica dei 15 anni del contratto agrario e di non poter poi utilizzare il mio terreno quando mi serve e quindi, piuttosto che rischiare, preferirei non affittarlo nemmeno per questi anni in cui effettivamente non utilizzerei il fondo.

C'e' qualche possibilita' di affitto/comodato gratuito che mi permetta di stare tranquillo che quando mi serve il terreno per costruire possa utilizzarlo senza problemi?

Grazie se qualcuno potra' rispondere,
Giuseppe

nico 71
17-06-2008, 19.47.28
Anche qui credo sia importante l'assistenza di un legale del settore. Intendo un legale che si occupi specificatamente di diritto agrario.
Credo sia intanto utile sapere se il terreno in oggetto è edificabile da Piano regolatore ad uso civile oppure se tu intendi che sia edificabile solo a livello rurale.
Infatti se il PRG(piano regolatore regionale) prevede o modifichi la destinazione d'uso da agricola ad utilizzo edilizio i contratti d'affitto sono risolti ma ATTENZIONE solo per le porzioni di terreno edificabili. Tutto il resto se rimane agricolo resta nel diritto dell'agricoltore per l' esercizio dell'attività agricola.
Il mio consiglio da inesperto e non professionale ma per esperienza è il seguente:
intanto sconsiglio vivamente di instaurare rapporti nello" stato di fatto " che in agricoltura sono piuttosto pericolosi.........Ti ricordo che hanno valore anche i contratti verbali. E ( come piu volte detto nel forum) esiste la possibilità dei contratti unilaterali.
Poi se il tipo ha addirittura fatto domanda ad AGEA per gli aiuti comunitari dichiarando di coltivare le particelle di tua proprietà a titolo di affittuario o comodatario
sicuramente potresti trovarti nella situazione di intraprendere una causa per riprenderne il possesso. Naturalmente stiamo parlando di ipotesi di cattiva fede da parte dell'allevatore.
L'ideale assoluto sarebbe che tu sia o diventi IAP (imprenditore agricolo professionale) e coltivassi il fondo.
Sappi che potresti usufruire di notevoli agevolazioni fiscali e creditizie.
ciao

giuse1
17-06-2008, 23.30.45
Grazie di cuore dei preziosi consigli, oltre tutto molto tempestivi.
Il terreno in effetti risulta quasi completamente edificabile ad uso civile.

merugo
31-07-2008, 19.01.30
Attenzione, Non è esatto dire che se un terreno è o diviene edificabile il contratto d'affitto agrario cessa. E' possibile la rescissione SOLO in base alla ottenuta licenza ad edificare, e si deve indennizzare l'affittuario per l'anticipata rescissione ( che comunque deve dichiararla il giudice, se l'affittuario non se ne va).

mirotocci
31-07-2008, 23.19.29
Ottimo Merugo verissimo, solo se il giudice accorda l'indennizzo oppure se le parti si accordano prima...questo vale anche nella vendita di terreno agricvolo con sopra l'affittuario

merugo
03-08-2008, 19.58.36
Giulio, PRIMA COSA CALMAAA!
Fermati e rifletti un pò. I contratti agricoli sono CONTRATTI, cioè presuppongono la volontà COMUNE di DUE parti contraenti.
NON ESISTONO ASSOLUTAMENTE CONTRATTI UNILATERALI.
Esistono però i truffatori e gli ingenui e gli sprovveduti. Mi spiego
Esiste, per alcuni contratti, la possibilità che uno solo dei contraenti provveda alla pubblicità legale, ovvero alla registrazione. Se lo fa senza che in realtà ci sia alcun contratto commette due o tre reati, oltre ad un illecito civile.
Ma il nostro paese E' incivile, perciò la legge agraria del governo di quella ch..ca di Spadolini ha spalcato le porte dell'agricoltura ai meglio furfanti.
Adesso ragazzo mio devi confessare un paio di cose, altrimenti non posso aiutarti:
1) da quanto tempo dura questo stato di cose?
2) hai fatto solo pubblica DEBOLE resistenza a questo stato di cose?
3) Il mascagricoltore che ti sta fregando puo' provare di averti mai dato anche un euro per il terreno? o magari di averlo pulito ecc. per te?
4) come e quando hai saputo della frode?
5) a chi ti sei rivolto sinora?
6) che fai di mestiere?
7) come mai possiedi il terreno, lo hai ereditato o comprato, e da chi, e da quando?

Se risponderai subito, magari aggiungendo qualche particolare utile, ti potrò consigliare, se vuoi.
ciao, ugo
ciao

Mirotocci,
forse la tua osservazione vale due parole di spiegazione.
In generale ,vendendo un terreno oggetto di un contratto agrario si possono verificare due cose, l'affittuario è o non è coltivatore diretto. Nel primo caso egli ha diritto di prelazione sull'acquisto, cioè deve essere informato prima della vendita ed ha diritto di comprare per il prezzo che si intende dichiarare nell'atto.
Se non è coltivatore diretto non ha diritto di prelazione, ma solo quello di proseguire nel contratto d'affitto esistente.
Se però la DESTINAZIONE urbanistica del terreno cambia, cioè se facendo presso il comune il certificato di destinazione urbanistica del terreno risulta che tutto o in parte ha destinazione EDIFICABILE, allora cessa ogni diritto di prelazione da parte dell'eventuale affittuario coltivatire diretto ed il terreno può essere liberamente venduto a chiunque.
NOTATE BENE, comunque il contratto d'affitto resta valido SINO A CHE NON VENGA RILASCIATA LA LICENZA DI COSTRUIRE
Ugo

spenk
18-08-2008, 19.50.08
Buongiorno a tutti,sono nuovo e ho notato che in questo forum siete tutti gentillissimi e volevo porvi il mio problema.

Io ho ereditato da mio nonno circa 3 anni fa una pezzo di terreno.L'affittuario coltiva la terra in questione da circa 30 anni,non c'è mai stato un contratto,io adesso quando posso mandarlo via senza doverlo pagare?Volevo vendere il terreno senza pero' dover pagare l'affittuario quindi aspettando la fine del contratto che pero' essendo orale non so quando finira'.

Grazie a tutti per l'attenzione

nico 71
18-08-2008, 21.32.54
Inutile dire.......rivolgersi ad un legale..........
Prima domanda: Chi percepiva l'affitto? Possono dimostrare di aver corrisposto e di corrispondere l'affitto? Ci sono ricevute di pagamento?
Da lì cercare di capire da quando il rapporto d'affitto verbale è in essere.
E poi cercare di stabilire con quegli elementi quando potrà scadere tale contratto.
Non mandare raccomandate o simili prima di aver consultato un legale!
Dovrai sicuramente partire con un azione possessoria.
L'affittuario dovrà senz' altro percepire un'indennità per il rilascio anticipato del fondo.
Almenochè non sia lui stesso l'eventuale acquirente che comprerà ad un prezzo vantaggioso visto che credo vanti anche il diritto di prelazione .
In bocca al lupo

spenk
18-08-2008, 23.14.40
Inutile dire.......rivolgersi ad un legale..........
Prima domanda: Chi percepiva l'affitto? Possono dimostrare di aver corrisposto e di corrispondere l'affitto? Ci sono ricevute di pagamento?
Da lì cercare di capire da quando il rapporto d'affitto verbale è in essere.
E poi cercare di stabilire con quegli elementi quando potrà scadere tale contratto.
Non mandare raccomandate o simili prima di aver consultato un legale!
Dovrai sicuramente partire con un azione possessoria.
L'affittuario dovrà senz' altro percepire un'indennità per il rilascio anticipato del fondo.
Almenochè non sia lui stesso l'eventuale acquirente che comprerà ad un prezzo vantaggioso visto che credo vanti anche il diritto di prelazione .
In bocca al lupo

Mio nonno percepiva l'affitto e nn c'è nessuna ricevuta.
Mi hanno detto ke nell'82 è uscita una legge ke parlava d cio',è da li in poi i contratti verbali venivano rinnovati tacitamente ogni 15 anni,quindi 82+15=97 nel 97 il contratto è stato rinnovato tacitamente quindi dovrei aspettare fino al 2012 cioè altri 15 anni per poterlo mandare via senza dovergli alcun soldo.Lui nn acquistera' anche se ha il diritto perchè nn è interessato.
Potete dirmi se quello ke mi hanno detto sulla legge dell'82 è giusta?
Grazie davvero

merugo
19-08-2008, 20.58.51
caro spenk,
Un primo consiglio LAVORA SULL'ARGOMENTO, solo tu puoi farlo, perciò:
a) ACCERTA BENE QUANDO é COMINCIATO L'AFFITTO e chi puo' testimoniarlo, meglio ancora se lo fai dire all'inquilino DAVANTI A DUE TESTIMONI, meglio se non sono tuoi parenti.
b)trova le ricevute, o qualcuno che ha visto pagare qualche affitto, e fatti rilasciare una dichiarazione di ciò.
d) appena sei CERTO che è un affitto, ANCHE SE NON SAI QUANDO SCADE, non importa, INVIA UNA RACCOMANDATA CON RICEVUTA DI RITORNO, DICHIARANDOTI PROPRIETARIO DEL TERRENO, E DICHIARANDO CHE DAI LA DISDETTA DEL CONTRATTO, indicando ESATTAMENTE il terreno con catasto e confini, ed invitando l'affittuario al rilascio del terreno al termine ,del contratto.NON METTERE LA DATA DEL RILASCIO, per ora basta cosi'. Firma con la formula "con riserva di ogni diritto"
FAI LA DISDETTA APPENA POSSIBILE PERCHE' VA RICEVUTA DALL'AFFITTUARIO ALMENO UN ANNO PRIMA DELLA SCADENZA DEL CONTRATTO, CHE TU PURTOPPO NON SAI ANCORA.

POICHE' LE MOSSE SONO DELICATISSIME, NON FARE COLPI DI TESTA ED ATTENTISSIMO, SE IL CONTRATTO SI RINNOVA AUTOMATICAMENTE PERCHE' NON LO HAI DISDETTO IN TEMPO TI TROVI SULLE... SPALLE IL SIMPATICO AFFITTUARIO ALLO STESSO CANONE E PER ALTRI 15 ANNI!!!!!!!!!!
Il conto degli anni che hai fatto E' INFONDATO SE NON SAI CON LA MASSIMA CERTEZZA POSSIBILE QUANDO E' COMINCIATO L'AFFITTO.
MI DISPIACE PER NICO71 MA NON E' POSSIBILE ALCUNA AZIONE POSSESSORIA.....PERCHE' IL ""POSSESSO"" semmai ce l'ha l'affittuario, che NON PUO' ESSERE OBBLIGATO IN NESSUN MODO AD ANDARSENE VIA PRIMA DELLA FINE DEL CONTRATTO E CHE PERCIO' MOLTO PROBABILMENTE TI RICATTERA'.
dimmi cosa riesci a sapere, se vuoi un altro aiuto, sii cauto e veloce.
ugo

spenk
19-08-2008, 21.43.31
caro spenk,
Un primo consiglio LAVORA SULL'ARGOMENTO, solo tu puoi farlo, perciò:
a) ACCERTA BENE QUANDO é COMINCIATO L'AFFITTO e chi puo' testimoniarlo, meglio ancora se lo fai dire all'inquilino DAVANTI A DUE TESTIMONI, meglio se non sono tuoi parenti.
b)trova le ricevute, o qualcuno che ha visto pagare qualche affitto, e fatti rilasciare una dichiarazione di ciò.
d) appena sei CERTO che è un affitto, ANCHE SE NON SAI QUANDO SCADE, non importa, INVIA UNA RACCOMANDATA CON RICEVUTA DI RITORNO, DICHIARANDOTI PROPRIETARIO DEL TERRENO, E DICHIARANDO CHE DAI LA DISDETTA DEL CONTRATTO, indicando ESATTAMENTE il terreno con catasto e confini, ed invitando l'affittuario al rilascio del terreno al termine ,del contratto.NON METTERE LA DATA DEL RILASCIO, per ora basta cosi'. Firma con la formula "con riserva di ogni diritto"
FAI LA DISDETTA APPENA POSSIBILE PERCHE' VA RICEVUTA DALL'AFFITTUARIO ALMENO UN ANNO PRIMA DELLA SCADENZA DEL CONTRATTO, CHE TU PURTOPPO NON SAI ANCORA.

POICHE' LE MOSSE SONO DELICATISSIME, NON FARE COLPI DI TESTA ED ATTENTISSIMO, SE IL CONTRATTO SI RINNOVA AUTOMATICAMENTE PERCHE' NON LO HAI DISDETTO IN TEMPO TI TROVI SULLE... SPALLE IL SIMPATICO AFFITTUARIO ALLO STESSO CANONE E PER ALTRI 15 ANNI!!!!!!!!!!
Il conto degli anni che hai fatto E' INFONDATO SE NON SAI CON LA MASSIMA CERTEZZA POSSIBILE QUANDO E' COMINCIATO L'AFFITTO.
MI DISPIACE PER NICO71 MA NON E' POSSIBILE ALCUNA AZIONE POSSESSORIA.....PERCHE' IL ""POSSESSO"" semmai ce l'ha l'affittuario, che NON PUO' ESSERE OBBLIGATO IN NESSUN MODO AD ANDARSENE VIA PRIMA DELLA FINE DEL CONTRATTO E CHE PERCIO' MOLTO PROBABILMENTE TI RICATTERA'.
dimmi cosa riesci a sapere, se vuoi un altro aiuto, sii cauto e veloce.
ugo

Grazie dell'aiuto,all'inizio mio nonno e l'affittuario avevano stipulato un contratto verbale di mezzadria poi da meta' degli anni 80 s è trasformato in affitto.
Io non ho nessuna ricevuta e nessun documento perkè tutto è stato fatto solo verbalmente.
Non sai quindi dirmi quando potrebbe scadere il contratto?

merugo
20-08-2008, 00.46.22
caro SPENK,
con la Legge 203/1982 chiunque disponga di due testimoni centenari puo' dire di essere inquilino "verbale"dai tempi del re. Piuttosto, come fai a dire che è un affitto se non ti paga nulla? sei certo che non sia un comodato? peggio ancora...che non ci sia usucapione?
PRIMO PASSO accertati con TESTIMONI SICURI E NUMEROSI E COSTANTI NEL TEMPO che si tratta di affitto, o che almeno lo era di sicuro ad una certa data,meglio se lo fai dire, e ripetere,dall'affittuario davanti a testimoni affidabili.
ugo

nico 71
20-08-2008, 12.09.23
Merugo grazie della correzione sul possesso . Apprezzo e apprendo:)
Tornando sull'argomento di Spenk:
Hai controllato presso un'associazione se "l'affittuario" percepisce o ha percepito gli aiuti comunitari da AGEA? Insomma la PAC per intenderci. Sulle domande ad AGEA bisogna dichiarare a che titolo si conduce il fondo oggetto di richiesta di aiuto comunitario.Credo che così si potrà stabilire se c'è un contratto d'affitto o un comodato o un uso gratuito o chissà........
Cosa viene coltivato sul fondo?
Le particelle che hai ereditato sono delineate da un confine o sono accorpate ad altro fondo.Insomma la tua proprietà è distinguibile ad occhio nudo oppure è mischiata insieme ad altro non di tua proprietà?

Morgy
22-08-2008, 14.17.51
Buongiorno a tutti,

mi chiamo Enzo e sono un neofita assoluto in questo campo e vivo a Milano occupandomi di tutt'altro.

Fatto sta che mio padre ha 2 terreni giù in Puglia che fino ad ora sono stati gestiti da mio zio durante gli ultimi 30 anni con il quale però i rapporti oggi come oggi si stanno rompendo visto che sono 5 anni che non ci da alcun resonto sulla gestione... non sappiamo più che costi ci sono e quanto frutta.... negli ultimi 5 anni la sua risposta è sempre stata.... PARI PARI... cioè profitti = costi

Mio padre non ha voglia di occuparsene e volevo provare io a fare qualcosa. I terreni sono prevalentemente vigneti ed un piccolo uliveto.

In questo momento mi stavo chiedendo a livello normativo se posso incorrere in problematiche nel sostituire mio zio nella gestione dei terreni o no considerando che tra mio padre e lui non c'è mai stasto nulla di scritto, sempreae solo "accordi verbali".

In sostanza io volevo fare una prova: far lavorare i campi da un'altra persona e vedere se effettivamente i terreni non fruttano nulla.

Inoltre mi chiedevo: l'incarico di gestire (cioè lavorare i campi) va solitamente contrattualizzato? e se si quali sono i passaggi da fare?

Per una mia iniziale curiosità, qualcuno mi sa dire a quanto potrebbero ammontare i costi di lavorazione di un vigneto (e che tipo di costi ci sono e la tempistica degli stessi) e quanto potrebbe fruttare?

Un'ultima domanda: solitamente come si vende l'uva e le olive? sulla pianta o in base all'effettiva raccolta? chi sono i principali acquirenti? le cantine o grossisti vari?

Grazie mille in anticipo per ogni vostra eventuale segnalazione e per ogni vostro chiarimento i merito ai miei dubbi.

Un saluto
Enzo

merugo
22-08-2008, 22.37.45
Un consiglio, vendi tutto a tuo zio prima di salutare per sempre i "tuoi" terreni.
Mi dispiace, ma puoi sperare solo nelle buone relazioni umane e familiari, se sei ancora in tempo. Se pensi di mettere le cose sul formale vai prima da un avvocato "agrario", poi muoviti.
Senza offesa, vista anche la tua ammissione, se la cosa ti sta a cuore, ritengo che non sia la scorciatoia di un forum quella che ti risolve il problema.
ugo

GiancaMI
23-08-2008, 13.01.16
Un consiglio, vendi tutto a tuo zio prima di salutare per sempre i "tuoi" terreni.
Mi dispiace, ma puoi sperare solo nelle buone relazioni umane e familiari, se sei ancora in tempo. Se pensi di mettere le cose sul formale vai prima da un avvocato "agrario", poi muoviti.
Senza offesa, vista anche la tua ammissione, se la cosa ti sta a cuore, ritengo che non sia la scorciatoia di un forum quella che ti risolve il problema.
ugo

Secondo me visto che non ha nessuna esperienza (non voglio mancare di rispetto ma agricoli non ci si improvvisa) potrebbe mettersi daccordo con lo zio e affittare con regolare contratto il terreno con un termine di scadenza triennale. Ricordandosi di mandare un anno prima la disdetta nel caso non voglia più proseguire.
Molte volte accordandosi con il buon senso si risparmiano parecchie beghe e quattrini.:)

nico 71
23-08-2008, 16.40.27
Ci sarebbero tutta una serie di considerazioni da fare in base anche ad ulteriori informazioni che dovresti fornire (se ne hai la possibiltà e la voglia)
Per esempio:
-quanto è grande il terreno?
-vi sono manufatti agricoli etc.?
-lo zio possiede altri terreni attigui?
-lo zio è coltivatore diretto o soggetto ad esso equiparato?
-lo zio percepisce gli aiuti comunitari (PAC) sul terreno in questione?
-a che titolo? (comodato d'uso gratuito, affitto,altro)?
-Vi sono utenze intestate sul terreno? (elettricità,acqua, altro) A chi sono intestate?

Questo per capire se la storia potrebbe avere sviluppi di controversia ( e non ce lo auguriamo ). In teoria se ,come dice lo zio, attualmente non si hanno profitti, credo che lo zio non dovrebbe avere nulla da eccepire se, visto che siete voi i proprietari, vorrete sperimentare un'altra gestione. Giusto?
Ricorda che comunque lo zio ha difeso il possesso del terreno in questione. E questo è un fatto che da un lato vi ha giovato contro eventuali maleintenzionati ed è un vantaggio che allo zio va riconosciuto in termini morali o economici.
Ora bisogna stabilire se Egli vorrà vantare diritti di maggiore entità quali ad esempio il possesso ( che se continuativo etc etc. poterebbe portarlo ad una causa per acquisto per usucapione ) In questo caso il maleintenzionato potrebbe rivelarsi,alla fine, egli stesso (ma questo non ce lo auguriamo......)

merugo
23-08-2008, 17.20.08
morgy e nico
rimango della mia idea, ma è meglio chiarire. Non esiste assolutamente una cosa che si possa chiamare "gestione" di un fondo, anzi, E' VIETATA. Se uno lo coltiva ed un altro è il proprietario , grazie alla irragionevolezza demagogica della L 203/82 si possono verificare SOLO TRE casi
1) c'è, scritto o non (poi vedremo), un contratto di AFFITTO , DI REGOLA QUINDICENNALE, e N.B. IN DENARO!!;
2) c'è un COMODATO, contratto INTRINSECAMENTE GRATUITO:
3) sta decorrendo un'USUCAPIONE
Il tuo stato di cose potrebbe essere uno qualsiasi dei tre, dipende dai soggetti ed in definitiva dall'eventuale giudizio in tribunale, stai certo che non dipende dalla tua versione .
Un qualsiasi buon avvocato agrario del coltivatore puo' imbastire un bel garbuglio.
Scordati di fare il padrone terriero a distanza, scordati di fare a metà, scordati di farti remunerare in natura, scordati tante cose, questo è VIETATO dalla vigente Legge 203 del 1982, che ha lo stesso impianto di base della legge sull'equo canone per le case e che già è stata potata dalla Corte Costituzionale, proprio del suo incostituzionale aspetto di "equo" canone, attorno al quale è stata concepita e costruita.
Purtroppo quello che è rimasto, per dirla con i giuristi anglosassoni, è un albero dai frutti avvelenati, come molti hanno dovuto provare e che mi auguro tu non debba.
Punto.
Ugo

nico 71
23-08-2008, 20.03.32
Scusate ma dal momento che Morgy non ci ha fornito nessuna indicazione sullo stato reale perchè si deve essere così pessimisti aprioristicamente? Rimane ancora un fatto certo dalle poche indicazioni ossia che egli ne è proprietario!!! E mi sembra che la domanda iniziale di Morgy sia "cosa posso fare". Domanda stralecita visto che sino a prova contraria egli ancora ne è proprietario. Solo una volta messe in tavola le carte
si potrà capire che verso prenderà la questione. Ossia, come giustamente osserva Merugo, se lo zio avrà intenzione di aprire un contenzioso con un bravo esperto di diritto agrario.
Eviterei di fare considerazioni affrettate magari in base alle proprie esperienze. Almeno che voi abbiate già notizie che io non conosco.........
saluti

merugo
24-08-2008, 11.12.12
Morgy e Nico,
forse non sono stato chiaro, ma la legge NON ammette altro che i tre rapporti che ho indicato. il fatto che Tizio proprietario e Caio si mettano comunque d'accordo sull'uso del terreno in modo diverso dalle tre forme che ho indicato non vale un fico secco se non tra loro due fino a quando piace a quello dei due che coltiva il terreno. Se Caio (o i suoi eredi, o addirittura un terzo a cui Caio cede il terreno) cambia idea, allora il terreno è bell'e perduto.....altro che "proprietario", e la campagna è popolata di Heidi solo nei cartoni animati.
A buon intenditor...
Ugo

nico 71
24-08-2008, 13.47.08
Ribadisco: vediamo cosa Caio ha intenzione di fare, cioè a che titolo (dei tre) intenderà non rilasciare il fondo.
Morgy dove sei? Sviluppi? Novità?

Morgy
25-08-2008, 11.55.42
Ci sarebbero tutta una serie di considerazioni da fare in base anche ad ulteriori informazioni che dovresti fornire (se ne hai la possibiltà e la voglia)
Per esempio:
-quanto è grande il terreno?
-vi sono manufatti agricoli etc.?
-lo zio possiede altri terreni attigui?
-lo zio è coltivatore diretto o soggetto ad esso equiparato?
-lo zio percepisce gli aiuti comunitari (PAC) sul terreno in questione?
-a che titolo? (comodato d'uso gratuito, affitto,altro)?
-Vi sono utenze intestate sul terreno? (elettricità,acqua, altro) A chi sono intestate?

Innanzitutto grazie a tutti per le vostre opinioni/consigli

Inizio a rispondere alle domande di nico (in maiuscolo per facilitare l'individuazione della risposta)

-quanto è grande il terreno? NON SONO GRANDI, UNO E' DI CIRCA 33 ARE E L'ALTRO DI CIRCA 45 ARE

-vi sono manufatti agricoli etc.? IN UN TERRENO SI, C'è UNA CASETTA CHE MIO PADRE HA FATTO RISTRUTTURARE 4 ANNI FA METTENDOCI ANCHE UN CANCELLO PER L'INGRESSO... UNA SORTA DI PICCOLO VILLINO, DIETRO IL QUALE CI SONO 33 AREE DI VIGNETO. L'ALTRO TERRENO è INVECE SOLO TERRENO

-lo zio possiede altri terreni attigui? SI POSSIEDE ALTRI TERRENI, MA NON SONO ATTIGUI

-lo zio è coltivatore diretto o soggetto ad esso equiparato? NON E' COLTIVATORE DIRETTO, SE NE è SEMPRE OCCUPATO PERò, DA QUANDO E' IN PENSIONE PIù CHE MAI. COSA SI INTENDE PER SOGGETTO AD ESSO EQUIPARATO?

-lo zio percepisce gli aiuti comunitari (PAC) sul terreno in questione? NON LO SO PROPRIO

-a che titolo? (comodato d'uso gratuito, affitto,altro)? MIO PADRE E MIO ZIO NON HANNO MAI AVUTO NULLA DI SCRITTO TRA LORO, SEMPRE E SOLO ACCORDI VERBALI

-Vi sono utenze intestate sul terreno? (elettricità,acqua, altro) A chi sono intestate? NEL TERRENO CON IL "VILLINO" SI CI SONO LE UTENZE E SONO INTESTATE A MIO PADRE
Morgy e Nico,
forse non sono stato chiaro, ma la legge NON ammette altro che i tre rapporti che ho indicato. il fatto che Tizio proprietario e Caio si mettano comunque d'accordo sull'uso del terreno in modo diverso dalle tre forme che ho indicato non vale un fico secco se non tra loro due fino a quando piace a quello dei due che coltiva il terreno. Se Caio (o i suoi eredi, o addirittura un terzo a cui Caio cede il terreno) cambia idea, allora il terreno è bell'e perduto.....altro che "proprietario", e la campagna è popolata di Heidi solo nei cartoni animati.
A buon intenditor...
Ugo
Ciao Merugo e grazie per le tue preziose osservazioni. Quello che hai scritto mi ha fatto pensare molto ma non ho capito una cosa:
cosa intendevi dire con questa frase?
il fatto che Tizio proprietario e Caio si mettano comunque d'accordo sull'uso del terreno in modo diverso dalle tre forme che ho indicato non vale un fico secco se non tra loro due fino a quando piace a quello dei due che coltiva il terreno.

cioè lo stato delle cose è questo: mio zio ha "lavorato" il terreno durante questi anni senza nulla di scritto.... quindi visyto che il loro rapporto non rientrava nelle 3 casistiche che hai menzionato è come se il loro rapporto non fosse mai esistito? quindi allora perchè lui potrebbe vantare qualcosa nei miei confronti?
mi sarebbe molto utile capire meglio questa tua frase
...stai certo che non dipende dalla tua versione.
Un qualsiasi buon avvocato agrario del coltivatore puo' imbastire un bel garbuglio.
Scordati di fare il padrone terriero a distanza, scordati di fare a metà, scordati di farti remunerare in natura, scordati tante cose, questo è VIETATO dalla vigente Legge 203 del 1982, che ha lo stesso impianto di base della legge sull'equo canone per le case e che già è stata potata dalla Corte Costituzionale, proprio del suo incostituzionale aspetto di "equo" canone, attorno al quale è stata concepita e costruita.
Purtroppo quello che è rimasto, per dirla con i giuristi anglosassoni, è un albero dai frutti avvelenati, come molti hanno dovuto provare e che mi auguro tu non debba.
Punto.
Ugo
mi hanno colpito queste tue frasi che volevo approfondire:
1 - perchè dici che non dipende dalla mia versione? immagino dipenda da entrambe le versioni, la mia e quelal dello zio... sempre nel caso in cui si finisca in tribunale.... o mi sbaglio?
2 - cioè stai dicendo che non esistono proprietari a distanza di terreni? ehm... qui sono rimasto molto perplesso e ribadendo la mia ignoranza in materia vi dico qual'era la mia idea e poi lascio a voi eventuali commenti per capirtrne meglio la fattibilità:
---> io avrei trovato un'altra persona che potrebbe lavorare i miei 2 terreni e la pagherei per questo, così come la pagherei per la raccolta e così come la pagherei per la vendita dandogli una percentuale del ricavato
---> ora dalle tue parole mi sembra di capitre che ciò è vietato per cui che tipo di contratto/accordo dovrei fare con questa persona? ... considerando poi che mi sembra di aver capito che nella zona, di rapporti contrattualizzati ce ne sono ben pochi a dir la verità.... la maggiorparte dei rapporti sono rapporti "verbali" e non "scritti"
3 - quella che tu hai manifestato è la mia paura... ci ho pensato anche io a dir la verità... speriamo di no
Un consiglio, vendi tutto a tuo zio prima di salutare per sempre i "tuoi" terreni.
Mi dispiace, ma puoi sperare solo nelle buone relazioni umane e familiari, se sei ancora in tempo. Se pensi di mettere le cose sul formale vai prima da un avvocato "agrario", poi muoviti.
Senza offesa, vista anche la tua ammissione, se la cosa ti sta a cuore, ritengo che non sia la scorciatoia di un forum quella che ti risolve il problema.
ugo
già proposto.... ma ha detto che non li vuole comprare
non vedo il forum come una scorciatoria... ma lo vedo come un mezzo per iniziare a capirne qualcosa.... e poi spero non si arrivi alla risoluzione del problema in maniera "formale" come dici tu

Potionkhinson
25-08-2008, 12.16.20
Salve Enzo,
benvenuto!:)
-quanto è grande il terreno? NON SONO GRANDI, UNO E' DI CIRCA 33 ARE E L'ALTRO DI CIRCA 45 ARE
....beh!... se la superficie è questa (tra vigneto e uliveto)... credo sia attendibile la risposta dello zio:
la sua risposta è sempre stata.... PARI PARI... cioè profitti = costi
Saluti

P.S. evita di usare il maiuscolo (nella rete equivale ad "urlare")...;)

Morgy
25-08-2008, 12.20.37
Secondo me visto che non ha nessuna esperienza (non voglio mancare di rispetto ma agricoli non ci si improvvisa) potrebbe mettersi daccordo con lo zio e affittare con regolare contratto il terreno con un termine di scadenza triennale. Ricordandosi di mandare un anno prima la disdetta nel caso non voglia più proseguire.
Molte volte accordandosi con il buon senso si risparmiano parecchie beghe e quattrini.:)
questa soluzione non risolverebbe il mio problema.... anche se formalizzassi il rapporto con lo zio, il fatto che lui si "prenda gioco" di noi dicendo che ogni anno "la gestione" è PARI PARI.... (un tempo ci dava olio e vino... da 5 anni nulla.... proprio nulla....) continuerebbe a persistere... io vorrei invece provare a sostituirlo... se non altro per avere trasparenza nella gestione... non so nenache quanti quintali raccoglie... a quanto la vende l'uva... nulla proprio.... bò... a me sembra assurda questa cosa... però magari voi di questi casi ne vedete/sentite tanti in giro e potete darmi delle indicazioni utili... spero....
Salve Enzo,
benvenuto!:)
....beh!... se la superficie è questa (tra vigneto e uliveto)... credo sia attendibile la risposta dello zio:
Saluti

P.S. evita di usare il maiuscolo (nella rete equivale ad "urlare")...;)
Ciao e grazie del benvenuto.... scusa del maiuscolo, so della netiquette dei forum... ma lo avevo specirficato all'inizio del mio post che per meglio evidenziare le risposte le mettevo in maiuscolo... non era mia intenzione gridare... assolutamente... solo per facilitare la lettura

grazie comunque della tua indicazione sugli aspetti economici... ma come ho scritto priam... il fastidio è che noi non sappiamo neanche quanto è questo PARI PARI.... cioè non sappiamo nè quanti quintali raccoglie nè a chi vende l'uva e le olive nè a quanto le vende.... essendo i proprietari credo sia un nostro diritto sapere almeno queste cose basilari, o mi sbaglio?

Ciao e grazie ancora ;)

merugo
25-08-2008, 15.15.18
"essendo i proprietari credo sia un nostro diritto sapere almeno queste cose basilari, o mi sbaglio?"
SI', TI SBAGLI.
Sembra che non sono stato chiaro, ripeto, ma mettici un poco di buona volontà. Tu la pensi con una mente ante 1982, se non anteguerra, devi aggiornarti. Se una (pessima) legge mette le cose in un certo modo o cambi la legge o ti adegui.
Ti ho detto che quando uno è il proprietario ed un altro lavora la terra come tu dici sono possibili solo i tre rapporti che ho indicato.
Esiste un quarto rapporto, del tutto estraneo alla tua situazione, cioè se tu PAGHI qualcuno per lavorare la terra E BASTA. Cioè TU gestisci il fondo, l'altro è piu' o meno un bracciante. Ma perchè la cosa vada nasce un giro di fatture, assicurazioni ecc.
Ora ti dico come è che chi coltiva come tuo zio è la parte favorita per legge; è un fatto tecnico che deriva dalla lettura della costituzione attraverso la legge . Il coltivatore è la parte debole e quindi DEVE essere protetto. Questo stato di cose, ovvero questa interpretazione sintallagmatica della legge non è applicato più nei contratti di lavoro, ma viene mantenuto nei contratti agrari....chissà forse un giorno la Cassazione si sveglierà e capirà che un coltivatore non è intrinsecamente un bertoldo e che generalmente è assai meno sprovveduto del proprietario medio.
Dunque, se vuoi divorziare da tuo zio ( sarebbe certo più facile che liquidare un coltivatore, e ci vorrebbero meno anni), fai in modo da fare un divorzio consensuale quanto possibile, poi vendi, per cosi' poca terra non vale la pena di pensarci due volte .
Non ricadere nell'errore, errare humanum est, perseverare diabolicum.
Ugo

umbalbie
31-08-2008, 23.02.25
Buongiorno a tutti

Vi espongo il mio quesito :
Mio padre circa 10 anni fa eredita da mio nonno un terreno agricolo che coltivava regolarmente.. quando il terreno passa a mio padre si rende conto che non potendo coltivarlo in quanto residente lontano e facendo un altra attivita, decide di affittarlo annualmente ad un vicino di terreno, oltre che parente,per una cifra stimata in xx da pagarsi annualmente con regolare contratto .
Dopo qualche anno trovandosi in difficolta a risquotere la quota dell affitto e motivi di liquidita' decide di vendere il terreno ( di 2,3 ettari) , propone la vendita alla persona che sta affittando il terreno come primo interessato e per tutta risposta arriva una lettera dal suo avvocato nella quale scrive che il terreno non puo' essere venduto a nessun altro poiche' il suo cliente ha diritto di affitto fino a quando non scade il termine di affitto che, per una clausola non bene specificata sul contratto scadra' nel 2015 ( se non ricordo male) e a nessun altro puo' essere affittato.
il tempo passa e a mio padre non viene neanche piu pagato l'affitto stabilito ( ad una cifra ridicola... ) e a sentire alcuni avvocati non vi e' verso di ritornare in possesso del terreno ....anzi , il rischio e' che al termine dei 10 15 anni in cui l'affittuario dovra' andarsene vi sara' il rischio di doverlo rimborsare delle migliorie che a suo dire sono state fatte ( ma non visibili e non sottoposte a nessuno ).
Per cui mio padre sta perdendo la stabilita' mentale per questa cosa che oramai lo perseguita da anni per la perdita della fiducia di una persona che reputava un amico, la perdita di un terreno che suo padre coltivava da sempre, e la sfiducia che pur facendo tutte le cose in regola si ritrova dalla parte del torto senza sapere a chi affidarsi che sia competente di pratiche agricole e senza tenere le parti spudoratamente di chi utilizza il terreno di altri passando sopra ai piu' banali concetti civili ....

come e' possibile che la legge permetta una cosa del genere e venga tutelato al 100% la persona che lavora su questo terreno e non il legittimo proprietario che si sente dire tutte le volte di non avere alternative ????

se sapete consigliarmi vi sarei estremamente grato.
grazie in anticipo

mirotocci
31-08-2008, 23.19.58
senza il pagamento del canone il terreno può definirsi libero contatta un avvocato di diritto agrario e vedrai che la risolvi in modo veloce se effettivamente il canone del terreno non ti è corrisposto..

Potionkhinson
31-08-2008, 23.32.07
Salve umbalbie,
benvenuto!:)
il tempo passa e a mio padre non viene neanche piu pagato l'affitto stabilito...come detto da mirotocci, "la risoluzione del contratto di affitto, può avvenire nel caso in cui l'affittuario si sia reso colpevole di grave inadempimento contrattuale (non pagamento di almeno 1 annualità del canone di affitto, razionale coltivazione del fondo, razionale conservazione e manutenzione del fondo e relative attrezzature, instaurazione rapporti di subaffitto o sub concessione). Prima di ricorrere ad Autorità giudiziaria, locatore deve contestare con lettera raccomandata, presunte inadempienze. Se affittuario sana, entro 3 mesi da comunicazione, le inadempienze riscontrate, nessuna risoluzione del contratto." (giusto Legge 203/82; D.P.R. 633/72; D.Lgs. 228/01; D.M. 31/7/98; Circ. 8/2/05; D.G.R.M. 10/11/97)
Saluti

P.S. ho unito la tua discussione a quella già esistente (la prossima volta, prima di aprire nuove discussioni, utilizza la funzione "cerca"!!! ;)).

umbalbie
01-09-2008, 13.31.01
Salve umbalbie,
benvenuto!:)
come detto da mirotocci, "la risoluzione del contratto di affitto, può avvenire nel caso in cui l'affittuario si sia reso colpevole di grave inadempimento contrattuale (non pagamento di almeno 1 annualità del canone di affitto, razionale coltivazione del fondo, razionale conservazione e manutenzione del fondo e relative attrezzature, instaurazione rapporti di subaffitto o sub concessione). Prima di ricorrere ad Autorità giudiziaria, locatore deve contestare con lettera raccomandata, presunte inadempienze. Se affittuario sana, entro 3 mesi da comunicazione, le inadempienze riscontrate, nessuna risoluzione del contratto." (giusto Legge 203/82; D.P.R. 633/72; D.Lgs. 228/01; D.M. 31/7/98; Circ. 8/2/05; D.G.R.M. 10/11/97)
Saluti

P.S. ho unito la tua discussione a quella già esistente (la prossima volta, prima di aprire nuove discussioni, utilizza la funzione "cerca"!!! ;)).

grazie per la risposta e scusate per la nuova discussione aperta, ma essendo ignorante in materia pensavo che fosse importante sapere i precedenti ...
comunque in base all'esperianza gia vista, nel momento in cui faremo valere il pagamento e l'affittuario avrà 3 mesi per pagare ...pagherà ... per cui la trafila ricomincerà tutta da capo .. purtroppo il soggetto è molto furbo ....e se non riusciremo a trovare qualche modo resterà sul nostro terreno contro la nostra volontà ancora per molti anni ..

a titolo informativo, mi sapete consigliare qualche associazione che si occupa di questi "affari" magari in provincia di Latina ?

grazie di nuovo e scusate

merugo
03-09-2008, 19.37.41
umbalbie,
a brigante, brigante e mezzo, diceva Pertini, e qui ci calza.
Allora , se ho capito, la cosa è cominciata ad una certa data, almeno spero tu saprai quando è morto tuo nonno.
Bene, se pensi di aver fatto un contratto di affitto ad un coltivatore diretto, allora ricorda che, piu' o meno il giorno dopo, presenti testimoni, tuoi zii, la nonna amici e parenti, magari anche il parroco, tuo padre ha stipulato un contratto verbale ( CHE NON PUO' ASSOLUTAMENTE ESSERE ANNUALE COME CREDI BENSI' E' AUTOMATICAMENTE QUINDICENNALE PER LEGGE ), a questo punto tu DEVIdisdirlo subito con questa RACCOMANDATA CON RICEVUTA DI RITORNO:
Egregio sig Bertoldo, io sottoscritto Tizio, in qualita di proprietario dei terreni in Sgurgola al catasto rustico in foglio xx, particelle yyy....e zzz, disdico, ove esistesse e fosse valido, il contratto d'affitto verbale che sarebbe intercorso con lo scrivente a far tempo dal xx/xx/199x ( poco dopo la data della morte del nonno), invitandola comunque a rilasciare liberi di persone e cose i terreni predetti alla eventuale relativa scadenza di legge.
Quanto sopra con la piu' ampia riserva di ogni mio diritto e senza riconoscere la esistenza e la validita di tale contratto e facendo comunque presente che Ella non mi ha mai ricevuto da me autorizzazione a miglioria alcuna e non mi ha mai pagato alcun affitto.
Tizio.

Per le "migliorie" fregatene se non le hai mai autorizzate.
Quanto sopra vale se il vicino è coltivatore diretto, se non lo è le cose si semplificano un poco, indaga e poi riscrivi.
RICORDA, se non disdici con la forma sopraindicata, rischi di tenertelo un bel po'.
Sarebbe certo meglio che tu, prima di scrivere, riportassi qui o per mp il testo esatto, senza nomi, della tua e sua lettera. Leggendoli possono cambiare le cose.
Per la situazione complessiva mi sembri piu' spaventato dai tuoi legali che dalla situazione reale, che non forse non è malaccio.
Se vuoi liberare il terreno devi cominciare subito una azione che ti diro' non appena mi riporterai gli scritti intercorsi.
Ugo

umbalbie
05-09-2008, 12.09.18
umbalbie,
a brigante, brigante e mezzo, diceva Pertini, e qui ci calza.
Allora , se ho capito, la cosa è cominciata ad una certa data, almeno spero tu saprai quando è morto tuo nonno.
Bene, se pensi di aver fatto un contratto di affitto ad un coltivatore diretto, allora ricorda che, piu' o meno il giorno dopo, presenti testimoni, tuoi zii, la nonna amici e parenti, magari anche il parroco, tuo padre ha stipulato un contratto verbale ( CHE NON PUO' ASSOLUTAMENTE ESSERE ANNUALE COME CREDI BENSI' E' AUTOMATICAMENTE QUINDICENNALE PER LEGGE ), a questo punto tu DEVIdisdirlo subito con questa RACCOMANDATA CON RICEVUTA DI RITORNO:
Egregio sig Bertoldo, io sottoscritto Tizio, in qualita di proprietario dei terreni in Sgurgola al catasto rustico in foglio xx, particelle yyy....e zzz, disdico, ove esistesse e fosse valido, il contratto d'affitto verbale che sarebbe intercorso con lo scrivente a far tempo dal xx/xx/199x ( poco dopo la data della morte del nonno), invitandola comunque a rilasciare liberi di persone e cose i terreni predetti alla eventuale relativa scadenza di legge.
Quanto sopra con la piu' ampia riserva di ogni mio diritto e senza riconoscere la esistenza e la validita di tale contratto e facendo comunque presente che Ella non mi ha mai ricevuto da me autorizzazione a miglioria alcuna e non mi ha mai pagato alcun affitto.
Tizio.

Per le "migliorie" fregatene se non le hai mai autorizzate.
Quanto sopra vale se il vicino è coltivatore diretto, se non lo è le cose si semplificano un poco, indaga e poi riscrivi.
RICORDA, se non disdici con la forma sopraindicata, rischi di tenertelo un bel po'.
Sarebbe certo meglio che tu, prima di scrivere, riportassi qui o per mp il testo esatto, senza nomi, della tua e sua lettera. Leggendoli possono cambiare le cose.
Per la situazione complessiva mi sembri piu' spaventato dai tuoi legali che dalla situazione reale, che non forse non è malaccio.
Se vuoi liberare il terreno devi cominciare subito una azione che ti diro' non appena mi riporterai gli scritti intercorsi.
Ugo
grazie per la risposta ...appena riesco ad informare del tutto mio padre, che nel frattempo per questo motivo sta perdendo la salute , vi informerò.
appena ho novita in merito per sottoporvi se tutto può andare bene ..grazie di nuovo e a presto

saritha
10-09-2008, 12.06.22
Salute a tutti, è la prima volta che scrivo su questo forum, e l'opportunità si è palesata per uno strano caso che si è posto alla mia attenzione. Proprietario di più fondi tra di loro, costituenti una distesa unica perchè tra loro confinanti, furono dati in fitto ad un coltivatore diretto; il coltivatore oggi vuole rinunziare alla coltivazione di taluni di questi, può farlo con mero rilascio degli stessi oppure no?oppure è necessario l'intervento cmq delle associazioni anche per questo?
grazie

merugo
11-09-2008, 09.02.38
Se proprietario ed affittuario sono d'accordo, non necessitano di nessuno per procedere. Ricordarsi di variare il contratto se registrato, con una scrittura privata di riduzione del contratto originale e registrarla.
Se non sono d'accordo, niente da fare, in quanto NON è possibile il recesso PARZIALE unilaterale da parte dell'affittuario.
ugo

saritha
11-09-2008, 11.30.02
merugo, grazie per l'intervento, ma volevo sapere in base a quali norme pervieni a tali conclusioni o se lo ritieni in basi a dei principi esclusivamente?.......non so se sono stata chiara.....................

Fiat_455
11-09-2008, 17.41.38
Buon giorno a tutti!!!
Mi inserisco nella nella discussione xchè giusto ieri mi è nato un bel problema!!
Da pochi anni ho ereditato circa 10 ettari di terreni divisi tra vigneti e seminativi,la maggior parte sono dati in affitto con regolare contratto sottoscritto dalle parti nel 2004 con scadenza 2009.
Il problema è dovuto al fatto che chi fà andare la terra ha deciso di punto in bianco di estirpare un vigneto,recandosi dall associazione coltivatori facendo tutte le pratiche e chiamandomi dicendo che mancava solo la mia firma.
Dico subito che non sono d accordo e che quindi nn firmerò mai.
Come mi devo comportare??
Questa persona sostiene di averla piantata lui la vigna e avere pure testimoni quindi gli spetta poterla togliere e vorrebbe pure vendere i "diritti di reimpianto",dalle informazioni che avevo dai nonni mi risultava essere stata piantata da loro con fatica e sudore.
C'è da dire che questa persona fà andare la terra da ormai da 30 anni sempre con regolare contratto,x questo nn pensavo di poter arrivare a questi punti....!!!
Il vostro aiuto è molto gradito!!
Grazie mille!!!

merugo
11-09-2008, 18.56.40
saritha,
v. L.203 del1982. Se c'è accordo potete rescindere, senza l'intervento di nessuno,.Se l'affittuario è coltivatore diretto evuole rescindere, puo' rescindere, ma rescindere significa rescindere TUTTO. Ma non puo' mai trasformare unilateralmente il contratto d'affitto in uno per minore superficie. La legge non gli dà questa facoltà.
Fiat 555,
gia' il tuo contratto NON è regolare, bensi' puo' solo essere "IN DEROGA" e deve aver avuto l'intervento sindacale alla stipula, altrimenti dura 15 anni.
Vai a fare una visura storica catastale del tuo terreno, se da sempre è vigneto, allora il vigneto è tuo.
Inoltre, se da contratto risulta che gli hai affittato un vigneto, non credo possa espiantalo a suo piacimento, in quanto hai diritto a che la cosa ti venga restituita nello stato in cui gliela hai affittata. Attenzione ad eventuali migliorie, possono complicare le cose.
ugo

Fiat_455
11-09-2008, 21.03.35
Ciao Merugo
per prima cosa grazie mille x la risposta.
Perchè dici che nn è regolare? E' stato stipulato come scrittura privata di contratto di affittanza agraria(ex art 45 legge 203/82) presso gli uffici della federazione provinciale coltivatori diretti.
Nel mappale il campo risulta già come vigneto xò lui potrebbe dire di averla piantata nei contratti precedenti,sempre da mappale risulta una variazione nel 1999...!!!
Nel contratto cmq è specificato che l affittuario nn è tenuto ad apportare migliorie ma nel caso volesse cmq effettuarle le stesse verranno acquisite dalla proprietà senza alcun compenso x il maggior valore del fondo o rimborso delle spese sostenute.

merugo
11-09-2008, 21.50.31
Fiat 455.
Se il contratto è "in deroga", lo dice il suo nome, è un contratto "speciale", non è il tipo di contratto "regolare" stabilito dalla legge, comunque è lecito ed ammesso dalla legge stessa se stipulato con l'espressa asistenza sindacale (una tassa, in pratica).
La tua visura non mi sembra "storica", dovrebbe riportare le situazioni anteriori al 1999, verifica bene. Verifica le VARIAZIONI COLTURALI ,p.es da seminativo a vigneto.
Non sarei tanto sicuro della acquisibilità a priori dei miglioramenti, anche se messa sul contratto......dipende......dipende.
Non credo l'inquilino possa espiantare le viti, comunque diffidalo con racc. a/r a non farlo . Poi chiamalo a conciliazione con racc a/r all'ex Ispettorato Agrario della tua provincia (è un ufficio regionale!) dicendo che non intendi rinnovare il contratto e che tu vuoi che rilasci il terreno, alla data della scadenza, nelle condizioni in cui glielo hai affittato, in particolare con la vigna, ben specificata. Questo è il SENSO della lettera, ma il testo esatto è delicato e non te lo posso suggerire ora.
Certo se non hai disdetto il contratto ENTRO il 9 novembre 2008, vigna o non vigna, ti tieni il furbacchione per altro 15 anni!Manda COMUNQUE IMMEDIATAMENTE una raccomandata a/r dicendo che non intendi rinnovare e che vuoi il terreno libero il 10 novembre 2009. Per l'altra raccomandata per la conciliazione ci penso dopo. ATTENTO al furbacchione ACCERTATI CHE RICEVA LA RACCOMANDATA IN TEMPO SENNO SEI FRITTO. Per verificare guarda ogni giorno il sito delle poste. Troverai se e quando la raccomandata è stata ricevuta. SE GIACE INVOCA QUI AIUTO IN TEMPO, faremo qualcosa, ma COOOOORRRIIIIIII
ugo

saritha
12-09-2008, 12.48.12
Merugo, ti ringrazio innanzitutto, e mi rendo conto solo dalla risposta che forse mi sono espressa io in modo non sufficientemente esaustivo, il dubbio non è se il coltivatore dir. possa o meno unilateralmente rilasciare, parlavo infatti di un verbale di rilascio in senso tecnico, sottoscritto da entrambe le parti.
Il dubbio è se tale verbale redatto in assenza di associazione, che ha per oggetto a mio parere qualcosa di cui il coltivatore può disporre individualmente, rientri invece in quegli atti per i quali la presenza dell'associazione è necessaria......ecco volevo un parere al riguardo....sperando d'essere stata più chiara.:333:

umbalbie
15-09-2008, 22.40.09
eccomi di nuovo con delle novità dell'ultimo momento :
l'affittuario in questione si è fatto vivo dopo 3 anni di mancato pagamento dell'affitto del terreno e tutti quanti noi pensavamo che in qualche modo si fosse rinsavito ...e invece .... la sua visita è stata dovuta al fatto che ai suoi figli non interessa più lavorare la terra in questione e per questo lascerebbe il terreno libero 5 anni prima della fine del fatidico contratto, in cambio ...udite udite di 50 mila euro di buona uscita ....direi oltre al danno la beffa mi viene da dire ...e chiaramente la domanda è questa : è lecita questa richiesta da costui ? dopo avere "usato" la terra per 10 anni e non ave pagato alcunchè da 3 aver la pretesa di richiedere soldi per lasciare libero il campo ? la prima cosa che mi viene da pensare è che lasciando tutto così come sta per altri 5 anni per lo meno non dobbiamo sborsare 50.000 euro per cui ne guadagnamo 10.000 all'anno il che non mi sembra poco ....se non consideriamo l'umiliazione per tutta la faccenda ...
in attesa di trovare un legale che ci possa dare supporto vi chiedo gentilmente un vostro parere .

grazie di nuovo

Potionkhinson
15-09-2008, 23.35.59
Il mio parere è molto "semplice"... e coincide con le tue (ovvie) intenzioni:... trovare un legale che ci possa dare supporto
Saluti

merugo
26-09-2008, 20.04.51
saritha, il rilascio ad ogni momento da parte del coltivatore diretto rientra nelle sue facoltà, nel rispetto del termine della annata agraria. Se c 'è accordo tra le parti, esse possono rescindere il contratto in ogni momento senza alcuna assistenza, tantopiù se l'iniziativa è del conduttore. Rescindete il contratto e registra la rescissione. Fai un verbale di rilascio in cui risultino i terreni, siano menzionati il contratto e la revoca ed appaia chiaro che l'iniziativa è del conduttore e la tua accettazione, senza alcuna reciproca pretesa a nessun rtitolo.

umbalbie, se non paga da tre anni e non coltiva hai materia per mandarlo via per doppio inadempimento, mancato pagamento per più di un anno e mancata coltivazione. Se lo chiami a conciliazione per il mancato pagamento e se gli contesti per raccomandata la mancata adeguata coltivazione, con riserva di danni, comincera'a capire che fai sul serio.
ugo

betowen
27-09-2008, 12.29.09
ciao a tutti
volevo chiedervi :
io ho fatto un contratto di affitto di 11 ha nel marzo 99 con scadenza a 5 anni che si e rinnovato automaticamente per altri 5 perche non vi e stata disdetta dalle parti quindi andra a scadere nel marzo 2009 (sul contratto abbiamo scritto che la disdetta va mandata almeno un anno prima della scadenza )

Per ragioni mie ho stipulato un'altro contratto unilaterale il 26 febbraio 2004 (sempre per gli stessi terreni) con scadenza a 15 anni .

In data 6 sett 2008 mi e stata mandata la disdetta che devo lasciare i terreni in marzo 2009 come mi devo comportare ?
vale il contratto che ho firmato solo io ?
posso lavorare i terreni perche la disdetta non e arrivata un anno prima della scadenza ?
grazie

merugo
27-09-2008, 14.55.53
senza altri particolari sembra solo di vedere quattro o cinque illeciti civili, nonchè la possibilità, sotto sotto, di qualche illecito penale. sii più completo.
ugo

betowen
27-09-2008, 15.06.54
grazie per aver risposto,
che particolari vuoi sapere ?

merugo
27-09-2008, 18.44.47
tanto per cominciare, chi vi ha dato assistenza al contratto?
ugo

betowen
27-09-2008, 23.22.11
ciao Ugo
il primo contratto lo ha scritto un perito agrario
il secondo ( firmato solo da me ) un avvocato
ciao

Baffokid
02-11-2008, 17.36.22
X Potionkhinson
Ciao dopo le quote vigna, ti chiedo di darmi altre delucidazioni
in merito ad un altro fatto che penso andando avanti di perdere
qualcosa, insomma io ho dato circa 5 o 6 anni fa un terreno
ad un allevatore di bestiame, circa 15.000 mq. di terreno che
lui a sua volta lo ha destinato ad erba medica (alfa-alfa) io
con lui a suo tempo avevo pattuito lire 200.000 annui ma
niete di scritto solo verbale.
Ora nel caso io volessi rientrare in possesso del mio terreno,
pensi che costui possa crearmi delle difficoltà?
Potrebbe aver acquisito dei diritti a mia insaputa?
Nel caso volessi prevenire questa possibilità cosa posso fare
per impedire che ci possano essere delle difficoltà di questo tipo?
Mi puoi consigliare?
Ciao e grazie.
Baffokid

Potionkhinson
03-11-2008, 18.51.52
Salvo Baffokid,
1° suggerimento: mai "dedicare" un post ad un utente (in primis perché lo dice il regolamento... e poi perché qualcuno potrebbe sentirsi "tagliato fuori" e/o offendersi.).
2° suggerimento: i contratti di affitto verbali non sono legali (per vari motivi...)... diffida dalla "praticità".

A quanto dici, questo contratto verbale è iniziato 5 o 6 anni fa... con quali condizioni? (cioè, tacito rinnovo?... annuale?)
Relativamente ad eventuali diritti acquisiti: direi nessuno... ma dipende sempre dai vostri accordi (anche se verbali).
Saluti

Baffokid
04-11-2008, 23.20.10
Salvo Baffokid,
1° suggerimento: mai "dedicare" un post ad un utente (in primis perché lo dice il regolamento... e poi perché qualcuno potrebbe sentirsi "tagliato fuori" e/o offendersi.).
2° suggerimento: i contratti di affitto verbali non sono legali (per vari motivi...)... diffida dalla "praticità".

A quanto dici, questo contratto verbale è iniziato 5 o 6 anni fa... con quali condizioni? (cioè, tacito rinnovo?... annuale?)
Relativamente ad eventuali diritti acquisiti: direi nessuno... ma dipende sempre dai vostri accordi (anche se verbali).
Saluti

Grazie per i suggerimenti, ma non l'ho fatto per tagliar
fuori nessuno solo perche' gia' avevo affrontato altri argomenti.
Comunque grazie di nuovo
Un saluto
Baffokid

merugo
12-12-2008, 00.10.02
caro baffokid, forse non lo sai, ma " cinque o sei anni fa.." hai dato in affitto per quindici anni il tuo terreno, e se entro il quattordicesimo anno non dichiari di revocare questo affitto, esso è rinnovato automaticamente per altri quindici anni.
Auguri
ugo

Baffokid
14-12-2008, 20.29.43
caro baffokid, forse non lo sai, ma " cinque o sei anni fa.." hai dato in affitto per quindici anni il tuo terreno, e se entro il quattordicesimo anno non dichiari di revocare questo affitto, esso è rinnovato automaticamente per altri quindici anni.
Auguri
ugo


Grazie per il suggerimento.
Un saluto e Auguri di buone Feste
Baffokid

merugo
15-12-2008, 18.11.03
Baffokid,
grazie, ma dimenticavo che se non puoi provare che il terreno lo hai affittato ( o dato in comodato, se non sei mai stato pagato) potrebbe addirittura stare decorrendo una usucapione....abbreviata a quindici anni se il terreno è di modica rendita catastale.
Cerca di risolvere con le buone, penso però che prima di passi formali concreti, come lettere, ecc., ti necessita una assistenza legale di un avvocato che tratti la materia agraria.
ugo

Baffokid
17-12-2008, 15.40.45
grazie, ma dimenticavo che se non puoi provare che il terreno lo hai affittato ( o dato in comodato, se non sei mai stato pagato) potrebbe addirittura stare decorrendo una usucapione............ecc.
ugo

Ciao
Allora per quanto riguarda il pagamento viene
effettuato regolarmente ogni anno dopo la raccolta del fieno.
E per quanto riguarda l'anno successivo c'e' il tacito
rinnovo annuale, ma senza aver nulla di scritto.
Comunque visto che a me non mi da nessuna reddita,
e i soldi che ci prendo non mi bastano neanche per pagare
le tasse pensavo di vendere il terreno a lui.
Un saluto
Baffokid

merugo
20-12-2008, 19.52.04
Baffokid, non esiste ,ne tacito, nè esplicito, nè scritto, nè verbale un contratto d'affitto agrario annuale, rinnovabile o meno che sia.. Per essere meno del quindicennale, il contratto d'affitto deve essere stipulato con l'assistenza delle organizzazioni sindacali dei contraenti, e va da sè che non puo' praticamente che essere per scritto.
ugo

principe111111
11-07-2009, 16.35.47
salve, vorrei fare una domanda a chi ne sa piu di me in termini di contratti di affitto, adesso illustro tutta la situazione: sono un coltivatore diretto e vorrei prendere circa 15 ettari di terreno seminativo in affitto con quote pac, il mio quesito è posso fare un contratto d'affitto da 3 o 5 anni oppure sono obbligato a farlo per 15 anni, il secondo quesito è: le quote pac le devo percepire io oppure le percepirà il proprietario del terreno, e poi un terzo quesito: e possibile stipulare un contratto d'affitto legale facendo si che io coltivo la terra e il proprietario prende il contribito pac,(io preferirei prendere solo il terreno e i titoli+premio produzione li prenda il proprietario) poi questi contratti da chi li dovrei fare stipulare es: associazioni di categoria?? grazie

Zaira
07-12-2009, 16.57.18
Ciao a tutti,
sto avviando tutte le pratiche per passare a IAP (ora lo sono ma non a titolo principale) e vorrei prendere in considerazione un terreno agricolo a me confinante.
Come contratto d'affitto di un fondo agricolo, quali sono le linee guida, il contratto e' da registrare presso un notaio, la durata della locazione e' fissa?

Grazie a tutti quelli che sanno aiutarmi!

Zaira

olivo83
08-04-2010, 16.56.15
Ciao a tutti. Vi espongo il seguente quesito: Tizio e Caio sono due fratelli. Alla morte del padre avvenuta 35 anni fa hanno ereditato, ciascuno con con una quota di 1/2 indiviso un vigneto. Tizio ha sempre aiutato il padre nella coltivazione del vigneto e così a seguito della morte del padre ha continuato a coltivare l' intero vigneto a titolo gratuito e Caio ha sempre accettato la situazione e ha permesso al fratello Tizio di continuare a coltivare l' intero vigneto senza pretendere nessuna somma come pagamento per la coltivazione per la propria parte di vigneto. La situazione è continuata per 35 anni: Tizio coltivava gratuitamente l' intero vigneto e Caio si limitava a far pascolare le proprie galline tra le viti. Dopo 35 anni Caio ha deciso di dividere il vigneto. Tizio ha accettato l' idea di dividere ma non intende lasciare il vigneto e pretende di continuare a coltivare anche la parte del fratello Caio. Tizio sostiene che nel tempo lui ha maturato il diritto di affitto a titolo oneroso. Il contratto di affitto a suo dire sarebbe iniziato nel 1975, anno in cui è morto il padre, e si sarebbe rinnovato tacitamente nel 1990 e nel 2005. Tizio quindi sostiene di aver diritto a mantenere il terreno almeno fino al 2020. Caio fa notare che non è stato stipulato e registrato alcun contratto di affitto e che Tizio ha lavorato il terreno sempre gratuitamente. Secondo Caio non si può parlare di affitto ma di comodato grautito e come tale lui ha diritto a vedersi restituito il terreno non appena ne faccia richiesta. Tizio invece sostiene che tra fratelli è possibile stipulare contratti di affitto verbali senza obbligo di registrazione. Inoltre pur avendo sempre coltivato gratis, il contratto di affitto sarebbe comunque a titolo oneroso in quanto avrebbe fatto delle spese per il miglioramento fondiario del terreno. Caio risponde che l' unico contratto verbale non soggetto a registrazione sia il comodato gratuito e non avendo il fratello mai pagato alcuna somma di denaro non ha alcun senso parlare di affitto a titolo oneroso. Inoltre secondo Caio le spese per la coltivazione sostenute da Tizio non possono essere in alcun modo considerate come un eventuale pagamento di un ipotetico affitto che in realtà non è mai esistito. Caio è disposto a rimborsare a Tizio le spese per le opere di miglioramento fondiario ma pretende che il fratello liberi subilto il vigneto. Secondo voi chi dei due fratelli ha ragione? Può Tizio continuare a lavorare il terreno par altri dieci anni o ha ragione Caio a chiedere il terreno libero fin da subito? In questo caso è più corretto parlare di affitto a titolo oneroso o di comodato gratuito?. Vi ringrazio fin d' ora per le risposte. Ciao.

azzeccagarbugli
15-04-2010, 12.41.24
Tizio invece sostiene che tra fratelli è possibile stipulare contratti di affitto verbali senza obbligo di registrazione.

i contratti verbali è possibile stipularli non solo fra fratelli ma fra chiunque ma comunque resta l'obbligo della registrazione e sono onerosi.

Inoltre pur avendo sempre coltivato gratis, il contratto di affitto sarebbe comunque a titolo oneroso in quanto avrebbe fatto delle spese per il miglioramento fondiario del terreno.

a titolo oneroso prevede un pagamento. La miglioria non è un canone ma soggetta a rimborso alla scadenza del contratto, sempre che la miglioria sia autorizzata dal proprietario.

Caio risponde che l' unico contratto verbale non soggetto a registrazione sia il comodato gratuito

il comodato in quanto tale è gratuito in quanto non esiste un "comodato oneroso". eventualmente possono essere previsti dei rimborsi e non è un "contratto verbale"

Inoltre secondo Caio le spese per la coltivazione sostenute da Tizio non possono essere in alcun modo considerate come un eventuale pagamento di un ipotetico affitto che in realtà non è mai esistito.

da quando le spese di coltivazione sono migliorie? le spese di coltivazioni sono spese ordinarie, non sono migliorie, fanno parte della normale gestione di un'attività

Caio è disposto a rimborsare a Tizio le spese per le opere di miglioramento fondiario

bontà sua. Se non ha autorizzato le migliorie non è tenuto a pagare nulla. (parliamo di migliorie, non spese di coltivazione. Per migliorie può intendersi l'installazione di un impianto di irrigazione che prima non c'era, non l'acquisto dei concimi che si fanno tutti gli anni)

Secondo voi chi dei due fratelli ha ragione? Può Tizio continuare a lavorare il terreno par altri dieci anni o ha ragione Caio a chiedere il terreno libero fin da subito? In questo caso è più corretto parlare di affitto a titolo oneroso o di comodato gratuito?. Vi ringrazio fin d' ora per le risposte. Ciao.

le informazioni di cui sopra sono generiche.
la giurisprudenza è molto ambigua al riguardo.
a volte ritiene che la sola coltivazione faccia nascere un rapporto giuridico fra le partì e altre volte si limita "alla carta" esistente.
se non si raggiunge un accordo fra le parti temo che l'unica strada percorribile sia il giudice (sezione agraria) passando prima per il tentativo di conciliazione da richiedere a quello che un tempo era "l'ispettorato agrario" ed oggi sono i servizi provinciali.
Comunqua una valutazione da fare è :chi pagava le tasse?
il reddito domenicale è sicuramente al 50% ciascuno
se il reddito agrario veniva pagato totalmente da Tizio l'ago della bilancia si sposta a suo favore mentre se il reddito agrario veniva pagato al 50 % ciascuno l'ago pende più a favore di caio

olivo83
15-04-2010, 14.13.32
Ciao e grazie. Con la tua risposta hai confermato quello che già pensavo anche se a dire il vero credevo che per Caio fosse più semplice ottenere libero il suo terreno, invece da quanto hai detto la giurisprudenza è molto ambigua.
Per rispondere alla tua domanda Caio ha sempre pagato le tasse suula metà del reddito domenicale e suula metà del reddito agrario. Per quale motivo è così importante il fatto che Caio, pur non lavorando il terreno, ha sempre pagato le tasse, compreso il reddito agrario?.
ciao

azzeccagarbugli
16-04-2010, 12.19.20
................. Per quale motivo è così importante il fatto che Caio, pur non lavorando il terreno, ha sempre pagato le tasse, compreso il reddito agrario?.
ciao

sta a dimostare il "non-disinteresse" al bene.
come ti dicevo è una freccia all'arco di Caio

grillo131
19-01-2011, 23.46.49
Gentilissimi utenti,
richiedo un vostro parere; mio nonno propietario compropietario da circa 30 anni di 1/3 di circa 2 Ha di terra ne è diventato unico padrone l'anno scorso.

Dal 1982, queste terre sono state date a un terzo che le a sempre coltivate, il tutto senza contratto d'affitto.

Oggi, essendo unico propietario chiedo quindi se ci potessero essere sue problematiche all'offerta di stipulazione di un contratto d'affitto con regolare ed equo canone.

Il terzo può quindi rifiutarsi, effettuare pretese ecc?

Grazie mille

90 c
21-01-2011, 13.39.05
Gentilissimi utenti,
richiedo un vostro parere; mio nonno propietario compropietario da circa 30 anni di 1/3 di circa 2 Ha di terra ne è diventato unico padrone l'anno scorso.

Dal 1982, queste terre sono state date a un terzo che le a sempre coltivate, il tutto senza contratto d'affitto.

Oggi, essendo unico propietario chiedo quindi se ci potessero essere sue problematiche all'offerta di stipulazione di un contratto d'affitto con regolare ed equo canone.

Il terzo può quindi rifiutarsi, effettuare pretese ecc?

Grazie mille

Esclusa la possibilità del conduttore di poter usucapire il fondo, potrebbe divenire difficile qualora il conduttore dimostra di possedere un documento che regolava la sua posizione e gli estremi.
Sarebbe opportuno controllare sul rogito se la proprietà è stata acquistata "libera" da terzi. Vi è qualche liberatoria firmata dal conduttore?

grillo131
22-01-2011, 18.10.08
No no, sull'atto notarile non è segnato nulla per quanto riguarda chi conduceva o chonduce il fondo. E' stato un normale rogito che ha prima fatto terminare la comproprietà dei beni tra i fratelli e poi la vendita della parte di mio zio a mio nonno.

Chi coltiva attualmente il terreno non è nemmeno menzionato; il dubbio mi è sorto da quando un amico, tecnico el settore, mi ha parlato di un'unica forma di contratto unilaterale he un Cdiretto possa effettuare per la riscossione Pac(se dico cavolate correggetemi, entrando in aspetti burocratici da me non conosciuti mi perdo).

90 c
24-01-2011, 20.40.27
No no, sull'atto notarile non è segnato nulla per quanto riguarda chi conduceva o chonduce il fondo. E' stato un normale rogito che ha prima fatto terminare la comproprietà dei beni tra i fratelli e poi la vendita della parte di mio zio a mio nonno.

Chi coltiva attualmente il terreno non è nemmeno menzionato; il dubbio mi è sorto da quando un amico, tecnico el settore, mi ha parlato di un'unica forma di contratto unilaterale he un Cdiretto possa effettuare per la riscossione Pac(se dico cavolate correggetemi, entrando in aspetti burocratici da me non conosciuti mi perdo).

Il rogito ha stabilito il passaggio della proprietà. Nulla vieta di vendere un bene locato. Adesso bisogna appurare con quale titolo l'attuale conduttore conduce il terreno in questione.
Sarebbe opportuno effettuare una visura del terreno presso un c.a.a. per scoprire se sono stati richiesti aiuti PAC. Sono un valido strumento per dimostrare di aver condotto il terreno senza dolo.
In merito al contratto di fitto conviene iniziare a contattare il conduttore e scoprire le sue intenzioni.

grillo131
26-01-2011, 10.46.54
Il rogito ha stabilito il passaggio della proprietà. Nulla vieta di vendere un bene locato. Adesso bisogna appurare con quale titolo l'attuale conduttore conduce il terreno in questione.
Sarebbe opportuno effettuare una visura del terreno presso un c.a.a. per scoprire se sono stati richiesti aiuti PAC. Sono un valido strumento per dimostrare di aver condotto il terreno senza dolo.
In merito al contratto di fitto conviene iniziare a contattare il conduttore e scoprire le sue intenzioni.

Perciò, Presso qualche organizzazione agricola posso richiedere questi dati, anche se, continuo a ripetere, sulle normali visure catastali non è presente nessun dato (non esistendo contratto).

Parlavo tempo fa con un amico, che mi riferiva proprio di contratti unilaterali, fatti da chi coltiva il fondo proprio per l'ottenimento della P.A.C..è così?

cepy75
26-01-2011, 10.57.32
Parlavo tempo fa con un amico, che mi riferiva proprio di contratti unilaterali, fatti da chi coltiva il fondo proprio per l'ottenimento della P.A.C..è così?Si....è possibile anche quel tipo di contratto. Ne avevo sentito parlare presso il CAA che cura le pratiche dell' azienda familiare.
Non conoscendone a fondo la questione burocratica, lascio la parola a chi è più preparato.

90 c
26-01-2011, 20.06.12
Perciò, Presso qualche organizzazione agricola posso richiedere questi dati, anche se, continuo a ripetere, sulle normali visure catastali non è presente nessun dato (non esistendo contratto).

Questo è un problema.


Parlavo tempo fa con un amico, che mi riferiva proprio di contratti unilaterali, fatti da chi coltiva il fondo proprio per l'ottenimento della P.A.C..è così?

Si. il contratto unilaterale o autocertificazione autorizza il conduttore del fondo ad ottenere i premi PAC. In questo modo il terreno si intende affittato per 15 anni ad equo canone.

grillo131
26-01-2011, 20.51.44
Preoccuparmi? si ? per cosa? se sulla visura non è segnato nessun dato ?

Ercole1979
10-06-2011, 20.24.56
Scusate qualcuno può risolvere la questione io sono 3 anni che non percepisco un'euro ed ora voglio revocare il contratto in base art 5 della legge del 1982 perchè è moroso cosa devo fare?

tex76
10-06-2011, 22.38.16
Scusate qualcuno può risolvere la questione io sono 3 anni che non percepisco un'euro ed ora voglio revocare il contratto in base art 5 della legge del 1982 perchè è moroso cosa devo fare?


Basta intimare lo sfratto per morosità!

kentarro
22-06-2011, 22.51.35
Ho una domanda riguardo un classico contratto di comodato gratuito di un terreno.
Ho un terreno che una persona utilizza con regolare contratto di comodato registrato. Il contratto scade di anno in anno se non vi è un preavviso di almeno un mese. è comunque possibile rescindere il contratto se sopravviene un urgente e impreveduto bisogno al comodante.
questo urgente e impreveduto bisogna potrebbe essere la vendita del fondo?

90 c
23-06-2011, 11.24.16
Ho una domanda riguardo un classico contratto di comodato gratuito di un terreno.
Ho un terreno che una persona utilizza con regolare contratto di comodato registrato. Il contratto scade di anno in anno se non vi è un preavviso di almeno un mese. è comunque possibile rescindere il contratto se sopravviene un urgente e impreveduto bisogno al comodante.
questo urgente e impreveduto bisogna potrebbe essere la vendita del fondo?

Dovresti comunicargli entro i termini pattuiti la tua volontà di non rinnovare il contratto. Se vuoi rescinderlo prima dovresti avere il suo assenso e pagargli il raccolto o le spese sostenute per la coltura in atto.

kentarro
23-06-2011, 12.32.42
è incolto, a fieno diciamo e per quello che ne so non lo coltiva nemmeno il comodatario. anni fa lo coltivava a cereali. ora, non so per che motivo, lo fa pulire (falciare l'erba) ad un'altra persona.

90 c
23-06-2011, 13.10.52
Senza leggere il contratto è un pò dura. Se il contratto è annuale basta applicare quanto detto sopra, oppure attendere la scadenza.

gigglhirn
27-07-2011, 10.08.15
Argomento già noto e più volte discusso...qualche sfumatura nuova o meglio diversa:

Paola, pensionata, proprietaria di un terreno di 800 mq coltura intensiva melo, locataria, concede in affitto tale terreno a Michela (affittuaria), 35 anni, insegnante, coltivatrice diretta.
Il contratto di affitto ha inizio con l'annata agraria 2002, firma del contratto scritto 19.04.2002, viene concordato un canone annuo da versare prima del 31.12 di ogni anno tramite bonifico bancario, in più l'affittuario (Michela) rimborsa direttamente alla proprietaria (Paola) le spese per il consorzio irruguo che anticipa (Paola) sul conto corrente bancario. Durata del contratto 15 anni letto e sottofirmato dalle due parti, non registrato.
Michela (l'affittuario) dall'annata agraria 2002 inserisce il terreno in affitto, nel proprio fascicolo aziendale, necessario per la richiesta del carburante a prezzo agevolato, assicurazione antigrandine, contributo per la lotta integrata, ecc. liquidati dall'Agenzia per i pagamenti (Provincia), il fascicolo aziendale è depositato presso il CAA a cui Michela si appoggia.
Nel maggio del 2005 Paola (proprietaria) muore. A settembre 2005 Michela (affittuaria) chiede agli eredi (quattro figli) scrivendo (raccomandata con r.di r.), dopo aver fatto presente che lei (Michela) è l'affittuaria del terreno di Paola, che le indichino come e a chi versare il canone d'affitto e rimborsare le spese per il consorzio irriguo, poichè è intenzionata a proseguire la coltivazione del terreno fino alla scadenza del contratto (2017). A settembre 2005 rispondono solo tre dei quattro eredi, indicando che con testamento olografico pubblicato, il terreno di Paola è stato legato a Guido (l'unico figlio che non ha risposto), loro (i tre eredi che hanno risposto) hanno già ricevuto da Paola quando era in vita, la loro quota spettante di eredità.
Michela (affittuaria) a ottobre 2005 scrive una seconda volta a Guido (legatario del terreno) nella raccomandata chiede dove e come versare il canone di affitto e rimborsare le spese per il consorzio irriguo e conferma di continuare a coltivare il terreno fino alla scadenza del contratto. Questa raccomandata viene respinta da Guido.
Michela sospende il versamento del canone annuo e il rimborso delle spese per il consorzio irriguo. Tale pagamento lo effettua a dicembre 2010, liquidando a Guido tramite bonifico bancario gli importi dovuti.
A gennaio 2011 Guido fa la successione e diviene il proprietario tavolare del terreno.
Michela continua la regolare coltivazione del terreno fino ad oggi 27.07.2011 senza mai aver ricevuto alcuna comunicazione formale da Guido.
Da marzo 2011 Michela (affittuaria) nota che nel terreno che conduce in affitto (che era di Paola e ora è di Guido) si introducono degli estranei e svolgono alcune operazini agronomiche, in particolare trattamenti fitosanitari, diradamento manuale ecc. Michela chiede ai vicini del terreno (case di abitazione) se notano qualcuno che si introduce nel terreno a svolgere tali operazioni, i vicini non rispondono.
Michela ha motivo di pensare che sia Guido che si introduce nel terreno per coltivarlo. Michela invia una lettera di diffida maggio 2011 (raccomandata con r. di r.) a Guido invitandolo a non entrare più nel terreno a svolgere operazioni agronomiche, in particolare i trattamenti antiparassitari per il rischio di trovare residui oltre i limiti ammessi. Nessuna risposta, gli estranei continuano a introdursi nel terreno. A giugno 2011 Michela si rivolge ai carabinieri sporgendo querela verso ignoti che si introducono nel terreno da lei coltivato di proprietà di Guido, facendo presente che ha motivo di pensare che sia Guido che coltiva in doppio il terreno.
Michela ha motivo di pensare che sia Guido che entra nel terreno poichè altri non hanno interesse a entrare nel terreno, men che meno gli altri figli eredi.
Difficile (se ci sono i requisiti) sostenere una possessoria fino a che gli "estranei" non vengono beccati nel terreno a compiere operazioni agronomiche o fino a che Guido non dichiara la sua volontà di coltivare il terreno.
Ad oggi (27.07.11) nessuna comunicazione da parte di Guido.
Quali sono i passaggi che può fare Michela? Il contratto di affitto scritto, letto e sottofirmato da locatatria e affittuaria in data 19.04.2002, è valido anche se non è stato registrato? (da tener presente che ci sono delle richieste a pubblici uffici per agevolazioni).

90 c
27-07-2011, 13.28.12
Difficile (se ci sono i requisiti) sostenere una possessoria fino a che gli "estranei" non vengono beccati nel terreno a compiere operazioni agronomiche o fino a che Guido non dichiara la sua volontà di coltivare il terreno.

La possessoria può essere intrapresa solo se vi è l'espolio.
Buona la denuncia contro ignoti.


Ad oggi (27.07.11) nessuna comunicazione da parte di Guido.
Quali sono i passaggi che può fare Michela? Il contratto di affitto scritto, letto e sottofirmato da locatatria e affittuaria in data 19.04.2002, è valido anche se non è stato registrato? (da tener presente che ci sono delle richieste a pubblici uffici per agevolazioni).

Sarebbe opportuno un ravvedimento operoso con l' Agenzia delle Entrate per registrare il contratto. Questo resta valido poichè antecedente il 2005, se successivo poichè non registrato era nullo.
A tuo favore gioca anche il bonifico bancario (spero tu abbia inserito la motivazione del bonifico).

gigglhirn
27-07-2011, 16.44.38
La possessoria può essere intrapresa solo se vi è l'espolio.
Buona la denuncia contro ignoti...
infatti!ad oggi Michela si è limitata alla querela contro ignoti, le è difficile (senza testimoni tra l'altro) per ora, dover far la "guardia" al terreno che coltiva in affitto. A breve, se la questione rimane invariata, ci sarà l'episodio!
Su tutti i bonifici bancari (per i 9 anni di coltivazione) è riportato chi paga (Michela) il beneficiario (Paola e poi successivamente Guido) la causale "canone affitto p.f. xx C.C. xxxx , annata agraria 11/200X - 11/200X"


Sarebbe opportuno un ravvedimento operoso con l' Agenzia delle Entrate per registrare il contratto. Questo resta valido poichè antecedente il 2005, se successivo poichè non registrato era nullo.
A tuo favore gioca anche il bonifico bancario (spero tu abbia inserito la motivazione del bonifico).
questo passaggio mi sfugge...dici di registrare il contratto oggi e concoradre con l'Agenzia delle Entrate una sanatoria?tipo multa e condono?oltre che sostenere la quota per la registrazione ovviamente.
Anche il fatto che sia stato stipulato prima del 2005 ed è valido (previa sanatoria di cui sopra) mi sfugge...
ricordo solo che un giovane coltivatore diretto (età inferiore ai 40 anni) non ha l'obbligo di registrazione del contratto di affitto di un terreno agrario a meno che non ne faccia uso per atti pubblici... più o meno così ricordo...