Visualizza versione completa : Forme associative in agricoltura


fra 83
24-12-2006, 13.32.28
Anche nell' ultima finanziaria si legge che viene favorito il passaggio alla forma societaria, ad esempio una s.r.l. ( cito il testo che ho reperito: " La Finanziaria 2007 incentiva il passaggio alla forma societaria degli imprenditori agricoli, attraverso degli imprenditori agricoli, attraverso il mantenimento del sistema fiscale catastale il mantenimento del sistema fiscale catastale anche per quei soggetti giuridici che rivestono anche per quei soggetti giuridici che rivestono la qualifica di “società agricole”, ai sensi la qualifica di “società agricole”, ai sensi dell’articolo 2 del decreto legislativo n. 99/04dell’articolo 2 del decreto legislativo n. 99/04e successive modificazioni.e successive modificazioni ).

Allora mi chiedo, se c'è questa propensione nell' indirizzare le imprese agricole verso la forma societaria ci sarà qualche vantaggio?? :confused:
Se si,quale è o quali sono??
Aspetto informazioni .. :) grazie a tutti

Totem
29-12-2006, 18.19.04
Dico la mia, ma da prendere con le pinzette... Una Srl da vantaggi solo in caso di fallimento, essendo soggetto giuridico... ne risponde solo con il capitale sociale, pero costa (chiamiamola assicurazione per proteggere i propri capitali) infatti una srl paga sul netto d'esercizio il 36% di tasse secche più il 4,3% IRAP ... poi gli utili distribuiti vengono tassate a secondo del proprio reddito personale... Quindi se non ci sono pericoli attraverso un fallimento di intaccare i beni privati... allora non conviene farlo. Altra forma societaria potrebbe essere una SAS società di accomandita semplice ... è anche una società di capitali dove vengono solo tutelati gli accomandanti (socio puramente di capitale) mentre gli accomandatari, in caso di fallimento pagano anche con i beni propri e solidalmente, ossia, se ci sono due accomandatari, uno ricco, l'altro povero e si fallisce... il ricco è tenuto a sostenere anche i danni di quello povero se questo non può coprire il suo danno economico di competenza si ha il vantaggio pero di pagare, per esempio INPS solo sulla quota del accomandatario... mentre l'accomandante paga solo le tasse da redito di capitale!!!!! Quindi una srl, se non si corre pericolo di fallimento, avvantaggia solo lo stato

scusate... uso firefox e non mi lascia mettere interlinee rendendo la lettura davvero difficoltosa

jova
01-01-2007, 20.33.19
io dico la mia...non ci capisco molto a riguardo delle varie società in specifico ma ti posso dire una cosa che ho imparato sulla mia pelle "in una società il numero di soci deve essere dispari e inferiore a 3"...non voglio essere cattivo ma una persona sola si assume rischi e pericoli e lavora meglio...inizi ad essere in piu e sorgono problemi..poi con l'andare del tempo si finisce per litigare ecc e sono costi non indifferenti per la divisione sperando che non fai debiti, non hai contratti aperti ecc...ne so qualcosa io di socièta non ne voglio piu sentir parlare poi ognuno libero di scegliere..anche il socio che sembra più onesto del mondo ha le sue magagne e devi rispondere anche tu per quello che fa e può voltarti le spalle da un momento all'altro...fatti un azienda individuale e vivrai meglio te e i tuoi figli questo è il mio consiglio..se poi incentivano per fare scietà a me non interessa la mia idea è questa...mi scuso che centra poco col topic

Totem
01-01-2007, 21.27.25
In linea di massima concordo con te... non conosco la tua età, io ne ho 47 primavere sul groppone.... e per vita visuta sulla propria pelle , ripeto concordo in pieno!

Il punto è un'altro... si chiedeva quale vantaggio... quindi io ho risposto..
esiste la possibilità di fare una srl con un singolo proprietario... quindi nasce una soggetto giuridico a responsabilità limitata e questo viene tassato secco il 36% + IRAP.... poi gli utili quando decidi di prenderli... ti vengono ulteriormente tassati secondo proprio patrimonio personale...

Si può pero anche realizzare in famiglia una società, con i figli per esempio, basta siano 18enni, in questo caso una sas è conveniente perché i mandatari sono solo soci capitale, quindi loro pagano solo secondo il proprio reddito ed è lampante che pagare tasse su 100 invece di tassare solo una persona.. si divide per 2 o tre..... il risparmio tra tasse e quota INPS fa una grande differenza!!

fra 83
02-01-2007, 21.17.28
si chiaro che una società comporta anche i rischi ke avete elencato voi sopra.
ma soprattutto quella a livello familiare mi pare interessante.

comunque sia grazie per le informazioni, ora ho un'idea di quali possono essere i vantaggi e anche una piccola base per capire qualcosa di più di ciò che dicono i testi sulle società ( perchè i testi specifici in materia non sono per niente semplici da capire).

Totem
03-01-2007, 02.43.20
si chiaro che una società comporta anche i rischi ke avete elencato voi sopra.
ma soprattutto quella a livello familiare mi pare interessante.

comunque sia grazie per le informazioni, ora ho un'idea di quali possono essere i vantaggi e anche una piccola base per capire qualcosa di più di ciò che dicono i testi sulle società ( perchè i testi specifici in materia non sono per niente semplici da capire).la cosa più semplice da fare è quella di andare dal proprio commercialista con la dichiarazione dei redditi del anno passato e farsi fare un calcolo con una ipotetica ripartizione diversa considerando una Sas come società...
ci mette, avendo i dati della dichiarazione dei redditi del anno passato, 10 minuti.
potrai confrontare le tasse pagate con le presunte se fosse stato una sas

ricorda però che una sas necessita un atto costitutivo che va fatto dal Notaio

PS nei calcoli deve considerare anche la quota INPS

Giuseppe61
14-01-2007, 21.27.23
Qualcuno sa come funziona la società semplice??

Totem
15-01-2007, 00.51.05
Qualcuno sa come funziona la società semplice??
eccoti servito:vabene:

http://www.studiamo.it/dispense/diritto-commerciale/impresa/societ%E0-semplice.html

già che si sono metto anche la Sas

http://www.studiamo.it/dispense/diritto-commerciale/impresa/societ%E0-in-accomandita-semplice.html

Giuseppe61
15-01-2007, 19.58.02
Grazie Totem
Io sto prendendo in considerazione la società semplice in quanto più si avvicina alla nostra realtà aziendale.

AlbertoTel
18-01-2007, 22.14.25
Se proprio dovessi scegliere ti consiglio comunque la srl. La Sas ha un piccolo particolare spiacevole: se un socio accomandante compie un qualsiasi atto di amministrazione diventa (ovviamente in un'ipotesi di contestazione con risultato sfavorevole) acomandatario (e perciò illimitatamente resposabile).

Totem
18-01-2007, 22.36.10
Se proprio dovessi scegliere ti consiglio comunque la srl. La Sas ha un piccolo particolare spiacevole: se un socio accomandante compie un qualsiasi atto di amministrazione diventa (ovviamente in un'ipotesi di contestazione con risultato sfavorevole) acomandatario (e perciò illimitatamente resposabile).
verissimo.... ma la srl costa e non poco...
una Sas per esempio potrebbe essere.... Moglie accomandante, titolale Accomandatario... e se per caso ha un figlio che studia ( maggiorenne) anche lui accomandante...
il rischio è assai limitato... e solo , come dicevi, in caso di contestazione (solitamente per fallimento).... insomma perfettamente gestibile!

AlbertoTel
19-01-2007, 08.47.39
Pensavo anche al caso in cui, in mancanza del titolare effettivo, un qualsiasi giorno, qualcuno tra la moglie o il figlio dovessero dare l'immagine verso l'esterno che sono attivamente coinvolti nella società. Ad esempio tratando con un fornitore, accettando i pagamenti al posto del titolare, stringendo accori vari.

Comunque se non erro l'imprenditore agricolo non è soggetto a procedure concorsuali (falimento in primis). Per ora vedo più svantaggi che vantaggi nel passare da azienda agricola a società di persone\capitali.

jag
28-01-2007, 16.38.24
anche io sapevo che una società sempice che puo essere solo agricola non puo fallire.

os2power
28-01-2007, 18.56.43
anche io sapevo che una società sempice che puo essere solo agricola non puo fallire.
Questo non lo so pero' se ha molti debiti chiude per sempre.

Totem
11-02-2007, 16.46.11
Tutte le società se non sono di capitali... coprono le perdite in modo solidale e illimitatamente.
una società semplice se chiude e ha debiti, ne risponde con il patrimonio privato!!!

una sas risponde con il patrimonio privato e illimitatamente solo il socio accomandatario... i soci accomandanti non possono svolgere attività ... se lo fanno in caso di contestazione... anche i loro beni privati vanno a copertura dei debiti (cmq è preferibile una sas a una società semplice... offre qualche garanzia in più , distribuzione dei ricavi con conseguente riduzione di tasse varie da pagare...

SRL = società a responsabilità limitata
SCARL = società cooperativa a responsabilità limitata
SPA = società per azioni
sono società di capitali, in caso di fallimento ne rispondono con il solo capitale sociale!

pinolo
12-02-2007, 11.39.39
La scelta per la trasformazione in società di capitale dipende da una serie di fattori (capitale fondiario, valore indebitamento, attività svolta, etc.).

Tendenzialmente maggiore è l'indebitamento e maggiori sarebbero i vantaggi nella trasformazione in SRL. (sempre che i debitori nn richiedano la garanzia)
in caso di insolvenza.

Per quanto riguarda il fallimento , è vero che l'imprenditore agricolo nn è soggetto a fallimento ma questo nn significa che nn possano essergli fatti gli atti esecutivi come giustamente ricorda os2power.

Se dovessi scegliere tra le varie alternative sceglierei senza indugio la SRL.

Totem
18-02-2007, 17.01.55
X Pinolo..

Una srl conviene quando il rischio imprenditoriale è tale da rischiare i propri beni privati....

Costituire una srl già di fatto è molto più caro.... Notaio registrazioni varie ma anche la gestione lo è... diciamo che una srl costa almeno un 70-80% in più di gestione ( commercialista e vari adempimenti ).

Anche fiscalmente è più caro... una srl paga sugli utili d'esercizio il 33% secco più il 4,25% di IRAP... complessivamente 37,25%...
Gli utili distribuiti vengono anche tassati... se si è socio per un quota =< del 20% si paga una quota secca del 12,5% (capital gain) sul utile percepito.. se si possiede una quota superiore al 20 %, il 40% del utile distribuito verrà dichiarato sulla dichiarazione dei redditi (UNICO o EX 740) e si pagherà secondo l'accumulo del reddito!

conti alla mano si può dire che una srl paga ca. il 50% del netto di esercizio in tasse!

Come detto, il vantaggio sta la dove il rischio imprenditoriale è cosi elevato da rischiare i propri beni privati!

Ma esiste un valore, effimero se vogliamo, che una srl da... ed è l'immagine...

Per esempio:
se io compero olio imbottigliato per commercializzarlo ma voglio un'etichetta con un mio marchio... è obbligo sul retro etichetta mettere il frantoio o la ditta che ha confezionato l'olio... adesso immaginate di leggere... :
Imbottigliato per la Pinco Pallino srl dal frantoio xyz
o
imbottigliato per Pinco Pallino dal frantoio xyz

ecco quello potrebbe essere il valore aggiunto che la srl potrebbe dare!

pinolo
19-02-2007, 14.51.23
X Pinolo..

Una srl conviene quando il rischio imprenditoriale è tale da rischiare i propri beni privati....

Costituire una srl già di fatto è molto più caro.... Notaio registrazioni varie ma anche la gestione lo è... diciamo che una srl costa almeno un 70-80% in più di gestione ( commercialista e vari adempimenti ).

Anche fiscalmente è più caro... una srl paga sugli utili d'esercizio il 33% secco più il 4,25% di IRAP... complessivamente 37,25%...
Gli utili distribuiti vengono anche tassati... se si è socio per un quota =< del 20% si paga una quota secca del 12,5% (capital gain) sul utile percepito.. se si possiede una quota superiore al 20 %, il 40% del utile distribuito verrà dichiarato sulla dichiarazione dei redditi (UNICO o EX 740) e si pagherà secondo l'accumulo del reddito!

conti alla mano si può dire che una srl paga ca. il 50% del netto di esercizio in tasse!

Come detto, il vantaggio sta la dove il rischio imprenditoriale è cosi elevato da rischiare i propri beni privati!

Ma esiste un valore, effimero se vogliamo, che una srl da... ed è l'immagine...

Per esempio:
se io compero olio imbottigliato per commercializzarlo ma voglio un'etichetta con un mio marchio... è obbligo sul retro etichetta mettere il frantoio o la ditta che ha confezionato l'olio... adesso immaginate di leggere... :
Imbottigliato per la Pinco Pallino srl dal frantoio xyz
o
imbottigliato per Pinco Pallino dal frantoio xyz

ecco quello potrebbe essere il valore aggiunto che la srl potrebbe dare!

Per quanto riguarda la parte fiscale (in agricoltura) per l'imposta sui redditi si puo optare per l'imposizione sul reditto catastale, mentre l' IRAP è attualmente al 1,.9%, cmq hai pienamente ragione nel dire che sn maggiori rispetto alle altre ipotesi (es. SAS) ......fermo restando che oggi nel settore si possa parlare di utili.:l:

Ritengo però (sempre a seconda delle dimensioni e della compagine sociale) che la srl possa dare una maggiore tranquillità sia sulla certezza del capitale di rischio ma sopratutto dal punto di vista gestionale.

Io personalmente ho avuto grossi problemi con la SAS (che come hai precedentemente scritto dovrebbe essere esclusivamente "familiare"); avere un socio "allergico" al lavoro che ti fa continue opposizioni nella gestione, che ti si oppone ad un vitale aumento di capitale mettendo a rischio il tuo patrimonio personale et. etc..
Tutti problemi che ho potuto risolvere grazie alla trasformazione (costataci circa 3.000,00 euro) ma almeno vivo e lavoro tranquillo.

Totem
19-02-2007, 21.54.43
in effetti, una sas con un socio scomodo è castrante ,,,

I valori che ho postati sopra si riferiscono a una srl (industria) non so se nell'agricoltura esistono imposizione differenti...

Domanda: in agricoltura esistono anche gli "studi di settore" ??

jonnyr
10-03-2007, 16.37.33
io dico la mia...non ci capisco molto a riguardo delle varie società in specifico ma ti posso dire una cosa che ho imparato sulla mia pelle "in una società il numero di soci deve essere dispari e inferiore a 3"...non voglio essere cattivo ma una persona sola si assume rischi e pericoli e lavora meglio...inizi ad essere in piu e sorgono problemi..poi con l'andare del tempo si finisce per litigare ecc e sono costi non indifferenti per la divisione sperando che non fai debiti, non hai contratti aperti ecc...ne so qualcosa io di socièta non ne voglio piu sentir parlare poi ognuno libero di scegliere..anche il socio che sembra più onesto del mondo ha le sue magagne e devi rispondere anche tu per quello che fa e può voltarti le spalle da un momento all'altro...fatti un azienda individuale e vivrai meglio te e i tuoi figli questo è il mio consiglio..se poi incentivano per fare scietà a me non interessa la mia idea è questa...mi scuso che centra poco col topic
la srl può essere anche unipersonale

rotifero
09-05-2007, 20.05.25
Ciao a tutti!

Anche io sto scegliendo quale forma assumere in vista dell'acquisto di un terreno su cui avviare un'azienda agricola. Io aggiungerei alle controindicazioni della srl, correggetemi se sbaglio, la quota fissa da pagare all'INPS, di 2400 euro l'anno, ove sas e altre società non hanno questo costo fisso (i contributi si pagano sui compensi pagatai). Per quanto riguarda la tassazione dei profitti, la Srl dovrebbe chiudere in pareggio dunque i profitti si possono ridistribuire prima sotto forma di compensi

Vorrei chiedere a questo punto un vostro parere sulla SCARL come forma di società: i costi sono tipo srl, non distribuisce utili d'accordo, ma se la srl è piccola, non lo fa neanche lei (mi spiego un'azienda a gestione familiare avrà presumibilmente tutti i soci lavoratori, dunque le rendite di posizione si possono pure evitare), inoltre la cooperativa accede a finanziamenti esclusivi tarmite legacoop e altre.

Scusate la terminologia poco corretta: come avrete capito non sono un commercialista...

nico 71
09-06-2007, 18.55.00
Scusate l'intromissione...

se la srl ("società agricola") ha lo statuto che preveda quale oggetto sociale l'esercizio esclusivo delle attività agricole di cui all'articolo 2135 del codice civile e sia in possesso del seguente requisito:
l'amministratore sia in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale,
sono riconosciute le medesime agevolazioni tributarie in materia di imposizione indiretta e creditizia stabilite dalla normativa vigente a favore delle persone fisiche in possesso della qualifica di coltivatore diretto.

girovago
25-02-2008, 15.10.10
chiedo lumi/pareri per la seguente questione.in una societa' semplice agricola che coltiva i terreni (mais etc) un socio vuole andarsene, e gli altri sono disposti a ritirare la sua quota di societa'. Ma i terreni coltivati dalla S.S. non sono proprieta' della S.S., bensì proprieta' personale dei soci medesimi, in forma indivisa (comunione immobiliare).Ora, che succede ai terreni nel momento in cui il socio recede? La societa' puo' continuare a coltivarli (sono indivisi!) oppure il socio che esce puo' dire "ALT! non toccate la mia parte"...Naturalmente nessuno sa quale sia la sua parte, e, si sa, i tempi di un frazionamento sono lunghi, col rischio di paralizzare le coltivazioni per anni.ringrazio chi dara' la sua opinionegirovago

LorenzVigna
25-02-2008, 16.36.07
Sicuramente la società può coltivare i terreni... mi pare solo che il socio possa scegliere di essere liquidato per la sua quota: di conseguenza gli altri soci dovranno sborsare x euro a titolo di liquidazione dopo aver fatto una ricognizione del patrimonio societario (mezzi, quote, magazzino, ecc).
Consiglio: rivolgiti a un avvocato.
Ad ogni modo se i terreni sono dei soci, sicuramente la S.S. avrà un contratto d'affitto. Oppure sono portati semplicemente in godimento alla società?

mefito
25-02-2008, 18.42.30
Immagino sia il classico caso si S.S. derivata da eredità comune (padre/figli),non sono certo sia questo il caso ma potrebbe essere che(anche se apparentemente irrazionale),non sia possibile sciogliere/abbandonare la società senza il consenso degli altri soci.
Se così fosse,i terreni rimangono nella piena disponibilità della società.

MCT-ITA
25-02-2008, 19.10.24
Chiedi ad un avvocato che è meglio, lavvocato in certi casi è come il medico meglio andarci prima che correrci dopo.

girovago
25-02-2008, 20.52.26
ringrazio tutti per le risposte.Prima di sentire un avvocato mi piacerebbe poter conoscere casi simili, sentire testimonianze ecc. [si, lo so, sono un illuso...]Preciso che i soci/comproprietari NON hanno stipulato alcun contratto d'affitto con la societa': lo statuto dice semplicemente che "la societa' e' costituita da ... per coltivare terreni di proprieta' o in affitto...".Si', la societa' e' nata molti anni fa, ad un "cambio generazionale".Ma mi chiedo: se il socio esce, e la sua "quota di terreno indivisa£ rimane coltivata dalla società, lui si deve accontentare dell'affitto che d'ora in avanti gli paghera' la societa'?graziegirovago

jova
25-02-2008, 22.46.40
capitata a un conoscente:
essendo indivisi tutti possono dire la loro quindi se uno si oppone e siete in 2 no su terreno indiviso..cioè entrambi i soci devono sssere daccordo, non puoi per dire ribaltare quello che sta sul terreno o portare modifiche o beni personali se anche l'altro non è daccordo.
per la società il socio viene liquidato con la sua percentuale, però i terreni non so se deve prendere la sua parte propio o scegliere solo la percentuale in denaro.
se sono in due si farà metà volore dei bene e terreno a testa
però prendilo cmq con le pinze è meglio che vai da un avvocato di categoria e senti

Potionkhinson
25-02-2008, 23.14.44
Preciso che i soci/comproprietari NON hanno stipulato alcun contratto d'affitto con la societa'
:eek::eek::eek:....sicuro??? Non mi sembra una situazione tanto regolare!:l:
lo statuto dice semplicemente che "la societa' e' costituita da ... per coltivare terreni di proprieta' o in affitto...".
Appunto!!! Proprietà o Affitto! Quindi, ad oggi, la società conduce il fondo senza alcun titolo! :l:
...se il socio esce, e la sua "quota di terreno indivisa rimane coltivata dalla società, lui si deve accontentare dell'affitto che d'ora in avanti gli pagherà la società
Direi proprio di no! Anzi, non so in che rapporti sono i soci ma potrebbe scattare una denuncia....
Non so che altro dire.... mi sembra una situazione così strana!!??
Beh! Attendiamo sviluppi...
Saluti

toni
25-02-2008, 23.48.03
Dunque, preparati a tirare fuori un bel po' di soldini:

1) primo caso: se i soci comproprietari, sono in grado di dimostrare che i terreni sono stati acquistati con soldi personali degli stessi , provenienti dai corrisperttivi conti personali, la guerra avverra' esclusivamente fra i soci .Nella comproprieta' suddetta, la possibilita' di affitto e' subordinata alla decisione di tutti i comproprietari!!!L'alternativa e' la vendita, , alquanto difficoltosa perche' trattandosi di comproprieta' ovviamente chi subentrera' dovra' soggiacere alla decisione di maggioranza dei comproprietari

2) caso due: se i soci non sono in grado di dimostrare l'acquisto con conto personale dei terreni, la societa' potrebbe dichiarare di essere stata la finanziatrice degli acquisti in base al principio della divisione degli utili (di solito c'e' sempre una clausola societaria di comodato d'uso), indi :
La societa' fa causa al/ai soci proprietari, i soci che ancora lavorano all'interno fanno causa al socio "dissidente".!!!

Soluzioni:
per il caso n° 1) : almeno 3 ani di causa, costo moderato...........risultato certo.

per il caso n° 2): almeno 8 anni di causa, costo notevole, risultato incerto!!!

BUon divertimento:333::333::333:

Ah... dimenticavo..................per quanto riguarda l'affitto,:
la societa' continua a lavorare i campi senza pagarti l'affitto????................se vuoi i soldi devi fargli causa:D:D:D

AAAAAAAAAAAAAAA..........dimenticavo, :
e pregar Dio che i rispettivi soci non siano sposati in comunione dei beni.......................e che magari stiano anche divorziandoooooooooooooooooooooooooooooo

girovago
26-02-2008, 14.13.43
Immagino sia il classico caso si S.S. derivata da eredità comune (padre/figli),non sono certo sia questo il caso ma potrebbe essere che(anche se apparentemente irrazionale),non sia possibile sciogliere/abbandonare la società senza il consenso degli altri soci.
Se così fosse,i terreni rimangono nella piena disponibilità della società.

Avresti qualche riferimento legislativo (o riferimenti a caso concreto) a supporto delle conclusioni di tale ipotesi?graziegirovago

mefito
26-02-2008, 14.23.08
Avresti qualche riferimento legislativo (o riferimenti a caso concreto) a supporto delle conclusioni di tale ipotesi?graziegirovago
Posso chiedere a chi si occupa professionalmente della cosa,non ricordo quale società avesse
Comunque mi sembra il caso in cui sia utile una consulenza legale ,per avere chiaro cosa prevede il codice civile.

girovago
26-02-2008, 21.18.44
Posso chiedere a chi si occupa professionalmente della cosa,non ricordo quale società avesse
Se riesci a trovare casi simili, sarebbe molto interessante. grazie girovago

girovago
26-02-2008, 21.26.26
capitata a un conoscente:
essendo indivisi tutti possono dire la loro quindi se uno si oppone e siete in 2 no su terreno indiviso..cioè entrambi i soci devono sssere daccordo, non puoi per dire ribaltare quello che sta sul terreno o portare modifiche o beni personali se anche l'altro non è daccordo.
</p>
non sai come e' andata a finire? cioe', i disaccordi hanno causato la mancata semina dei terreni? oppure il tutto si e' risolto senza compromettere l'annata?grazie girovago

mefito
26-02-2008, 21.35.34
La società semplice può essere modificata solo con l'unanimità dei soci,per cui il socio che decide di abbandonare a pochi diritti.
Parere personale: se la proprietà è indivisa,sara la società a continuare la lavorazione dei terreni fino ad un eventuale (non certa)divisione giudiziaria.
Devi chiedere un parere legale.

girovago
26-02-2008, 21.45.48
La società semplice può essere modificata solo con l'unanimità dei soci,per cui il socio che decide di abbandonare a pochi diritti.

qui sarei d'accordo 100%; sarebbe bello se qualcuno potesse confermare con riferimenti legislativi precisi, che so, sentenze cassazione etc.Parere personale: se la proprietà è indivisa,sara la società a continuare la lavorazione dei terreni fino ad un eventuale (non certa)divisione giudiziaria.
questo e' il punto dolente: mi piacerebbe conoscere qualcuno che ci sia gia' passato, perche' la prospettiva di vedere i terreni bloccati per anni, magari in attesa di una divisione giudiziale, non e' incoraggiante; e poi, mi raccontano che agli avvocati, appena sentono parlare di divisione immobiliare, viene subito l'acquolina in bocca...

mefito
26-02-2008, 21.59.02
Ma sei tu quello che vuole lasciare?
Perchè credo i terreni restino nella disponibilità della società.

girovago
26-02-2008, 22.08.45
per Potionkhinson

la societa' esiste da decenni, e siccome non ci sono mai stati problemi (fino a ieri...) i proprietari/soci non hanno mai esplicitato per iscritto nulla, cioe' la societa' ha sempre coltivato unitariamente quei (e solo quei) terreni, senza porsi la questione se il rapporto tra i proprietari e la societa' conduttrice (tanto i proprietari sono sempre i soci) fosse un affitto, un godimento, un usufrutto o altro. Un dettaglio: lo statuto, molto stringato, risale al 1996, ma solo perche' in quell'anno la legge Prodi ha obbligato alla regolarizzazione delle societa' agricole di fatto (e gia' che c'era, prodi gli ha fatto pure pagare la multa, per la regolarizzazione) facendola iscrivere come S.S.

Come puoi sostenere che la societa' conduce il fondo senza alcun titolo?

un saluto
girovago

azzeccagarbugli
27-02-2008, 12.35.50
presumo che i proprietari del terreno siano i soci e la proprietà sia in quota indivisa.
hai due possibilità:
1 i restanti proprietari acquistano la quota di chi esce dalla società e la società continua a lavorare i terreni come prima cghiaramente occorre fare le oppurtune variazioni dello statuto e alla cciaa)
2 la società acquista la quota del socio che esce. A questo punto i terreni sono di proprietà di alcune persone fisiche (quelli restanti) e di una società la quale coltiva i terreni

giuba
27-02-2008, 15.46.18
secondo il mio modesto parere tutto dipende dala modalità con cui la società conduceva l'azienda e su come essa è stata costituita. se i vari proprietari hanno messo il loro terreno a disposizione della società, non appena la società di scoglie o un socio va fuori ritira i terreni e si dividono mezzi e attrezzature. se invece l'acquisto delle proprieta e la conduzione avvenivano interamente per conto della società, in maniera indivisa, alla liquidazione del socio, che a pari merito ha contribuito allo sviluppo della società stessa, si esegue la dicisione delle proprietà e della quota parte di altri capitali spettante al socio uscente. potete perseguire la via giuridica, l'arbitrato, oppure se non vi sono controversie potete rivolgervi ad un buon tecnico esperto in materia estimativa. per quanto riguarda la coltivazione scegliete in comune cosa fare, successivamente parte del valore dei frutti pendenti andrà al socio uscente.

mefito
27-02-2008, 18.22.18
In questo caso hanno la proprietà indivisa.
Se si è in accordo si può fare tutto e di più,il problema è quando l'accordo manca(come probabilmente accade in questo specifico caso).....................

girovago
27-02-2008, 21.40.49
presumo che i proprietari del terreno siano i soci e la proprietà sia in quota indivisa.
si, e' cosi', come ho spiegato.
hai due possibilità:
1 i restanti proprietari acquistano la quota di chi esce dalla società e la società continua a lavorare i terreni come prima cghiaramente occorre fare le oppurtune variazioni dello statuto e alla cciaa)
2 la società acquista la quota del socio che esce. A questo punto i terreni sono di proprietà di alcune persone fisiche (quelli restanti) e di una società la quale coltiva i terreni

e perche' mail il socio che recede dalla societa' dovrebbe accettare una di queste 2 strade, cioe' vendere la terra?In altre parole, esiste forse qualche legge che permette ai soci rimanenti di obbligare il socio che esce a vendere loro addirittura la sua quota di terreni?
ciao
girovago

girovago
27-02-2008, 22.07.55
secondo il mio modesto parere tutto dipende dala modalità con cui la società conduceva l'azienda e su come essa è stata costituita. se i vari proprietari hanno messo il loro terreno a disposizione della società, non appena la società di scoglie o un socio va fuori ritira i terreni e si dividono mezzi e attrezzature.
E' quel &quot;non appena&quot; che crea problemi: perche', siccome ci sono disaccordi, si rischia (stupidamente) la paralisi.La societa' non potrebbe continuare di diritto a condurre i terreni in comune, che, so, magari per un anno? C'e' qualche legge in proposito?
se invece l'acquisto delle proprieta e la conduzione avvenivano interamente per conto della società, in maniera indivisa, alla liquidazione del socio, che a pari merito ha contribuito allo sviluppo della società stessa, si esegue la dicisione delle proprietà e della quota parte di altri capitali spettante al socio uscente...

qui sarebbe opportuno fare chiarezza: non e' mai successo che un singolo socio, spontaneamente e indipendentemente dagli altri, abbia comprato terra per se, e poi la abbia data in gestione alla societa'
Al contrario, e' sempre successo che, mediante i soldi generati dall'attivita' unitaria della societa', tutti i soci abbiano contemporaneamente comprato la terra che poi e' sempre stata gestita unitariamente dalla societa'
per cui, mi sembra strano che adesso, il socio che recede, possa paralizzare le operazioni della societa' [per mefito: non, non sono io il &quot;pazzo&quot;] giocando sul fatto che la terra e' una comunione indivisa, che per forza di cose non puo' essere divisa in 24 ore

ciao
girovago

giuba
27-02-2008, 22.29.11
navigando ho trovato alcuni riferimento normativi:

http://www.unioneconsulenti.it/guide/Societa_Amministrazione/Societa_semplice/Codice_civile_Ss.htm

http://www.tonalini.it/pdf/socpssa.pdf

per quanto riguarda la continuazione della coltivazione dei fondi, durante il periodo del procedimento, credo che la scelta migliore sia quella di mettersi d'accordo pacificamente per il bene della società, dividento anche se il procedimento è avvenuto, gli eventuali produzioni ottenute dalla semina prima del procedimento. credo che sia proficuo invitare le parti ad usare il buon senso.

mefito
27-02-2008, 23.03.55
credo che sia proficuo invitare le parti ad usare il buon senso.
E' quello che fà sempre il giudice alla prima udienza................:rolleyes:

Potionkhinson
28-02-2008, 18.09.28
Come puoi sostenere che la societa' conduce il fondo senza alcun titolo?
Semplice.... perchè sono un imbecille!:333:
Ti chiedo scusa! Ho risposto senza aver letto (o capito) bene la situazione... mi è "semplicemente" sfuggito che i terreni sono stati conferiti dai soci!...Perdono!!!

girovago
02-03-2008, 21.48.50
Semplice.... perchè sono un imbecille!:333:
Ti chiedo scusa! Ho risposto senza aver letto (o capito) bene la situazione... mi è &quot;semplicemente&quot; sfuggito che i terreni sono stati conferiti dai soci!...Perdono!!!

figurati, non hai nulla di cui scusarti.
Casomai, se effettivamente i soci hanno conferito la loro quota (indivisa) di terreno alla societa' che pertanto lo coltiva, nel momento in cui un socio recede, egli avrebbe diritto di riprendersi istantaneamente tale quota di terreno? la quale quota pertanto diverrebbe istantaneamente indisponibile alla societa'? Con la conseguenza finale di entrare in blocco, essendo indivisi.

A parte il sempre auspicabile buon senso, possibile che non esistano apposite leggi/sentenze che riconoscano/concedano istantaneamente proroghe a favore della societa', in modo da evitare la paralisi?

ciao
girovago

mefito
02-03-2008, 22.02.16
A parte il sempre auspicabile buon senso,

O l'accordo tra le parti c'è,oppure è inutile aspettarsi nulla,per cui bisogna sapere cosa prevede il codice in questi casi.
Interpella un avvocato esperto di diritto societario.;)

Potionkhinson
03-03-2008, 12.35.15
...possibile che non esistano apposite leggi/sentenze che riconoscano/concedano istantaneamente proroghe a favore della societa', in modo da evitare la paralisi?
Salve girovago,
giusto per rispondere alla tua domanda, ti riporto l'art. 2289 del C.C.:
Liquidazione della quota del socio uscente
Nei casi in cui il rapporto sociale si scioglie limitatamente a un socio, questi o i suoi eredi hanno diritto soltanto ad una somma di danaro che rappresenti il valore della quota. La liquidazione della quota e fatta in base alla situazione patrimoniale della società nel giorno in cui si verifica lo scioglimento. Se vi sono operazioni in corso, il socio o i suoi eredi partecipano agli utili e alle perdite inerenti alle operazioni medesime. Salvo quanto e disposto nell'art. 2270, il pagamento della quota spettante al socio deve essere fatto entro sei mesi dal giorno in cui si verifica lo scioglimento del rapporto.
Però, poichè non è il mio lavoro, quoto mefito:
Interpella un avvocato esperto di diritto societario.;)

girovago
04-03-2008, 13.00.47
si, so che esistono gli avvocati, ma io qui sul forum cerco (cioe', mi illudo di trovare) riferimenti a casi concreti gia' successi
Per esempio, ne parla jova al mess.N°6, pero' non dice come e' andata a finire. Peccato...


Per Potionkhinson: grazie per la citazione dell'art. cc, ma purtroppo quell'art. regola solo la assegnazione della quota della societa', non dei terreni, che non appartengono alla societa'...
per cui, se la societa' ha, nel corso delle decine di anni in cui ha sempre coltivato quei terreni, acquisito dei diritti esclusivi di coltivazione di detti terreni, che il socio uscente non puo' interrompere...
Il mio problema e' capire se quel se puo' essere chiarito, facendo riferimento a casi concreti.

grazie
girovago

girovago
04-03-2008, 13.06.13
Sicuramente la società può coltivare i terreni... mi pare solo che il socio possa scegliere di essere liquidato per la sua quota: di conseguenza gli altri soci dovranno sborsare x euro a titolo di liquidazione dopo aver fatto una ricognizione del patrimonio societario (mezzi, quote, magazzino, ecc).
Consiglio: rivolgiti a un avvocato.
Ad ogni modo se i terreni sono dei soci, sicuramente la S.S. avrà un contratto d'affitto. Oppure sono portati semplicemente in godimento alla società?

no, come avrai gia' letto, non c'e' alcun contratto d'affitto.


Domanda: dire che i terreni sono portati in godimento alla società e' la stessa cosa che dire che i terreni sono stati conferiti dai soci alla società? oppure sono giuridicamente cose diverse?
ciao
girovago

azzeccagarbugli
07-03-2008, 15.43.13
si, e' cosi', come ho spiegato.


e perche' mail il socio che recede dalla societa' dovrebbe accettare una di queste 2 strade, cioe' vendere la terra?In altre parole, esiste forse qualche legge che permette ai soci rimanenti di obbligare il socio che esce a vendere loro addirittura la sua quota di terreni?
ciao
girovago

trattandosi di quote indivise come potrebbe prendersi la sua quota il socio che se ne vuole andare?
se i soci sono proprietari di un trattore chi se ne vuole andare che fa? si porta via una ruota ed un pistone?
quindi o si dividono i beni (chiaramente quelli divisibili) con un frazionamento e ciascuno si prende la sua fetta di terreno, di capannone, di piazzale antistante etc etc..oppure chi vuole uscire accetta una contropartita in denaro

girovago
10-03-2008, 20.32.49
trattandosi di quote indivise come potrebbe prendersi la sua quota il socio che se ne vuole andare?
se i soci sono proprietari di un trattore chi se ne vuole andare che fa? si porta via una ruota ed un pistone?
quindi o si dividono i beni (chiaramente quelli divisibili) con un frazionamento e ciascuno si prende la sua fetta di terreno, di capannone, di piazzale antistante etc etc..oppure chi vuole uscire accetta una contropartita in denaro

diritto agrario, tu non hai capito una cosa che ho spiegato molto chiaramente:
la terra è proprietà personale, in veste di persone fisiche, delle stesse persone che posseggono le quote della S.S.

Di conseguenza, la terra non è parte del patrimonio della S.S.

Se (dico, SE) ora la questione ti è chiara, mi sapresti dire per quale ragione parli di vendere la terra?

ciao
girovago

enzoguida
14-03-2008, 21.07.29
Salve sono un nuovo iscritto e vorrei un aiuto. Sto cercando di creare una cooperativa agricola, ma non sono molto esperto in materia, forse data dalla mia giovane età o forse perchè non ho modelli da seguire. Chi, gentilmente, mi può indicare una strada da intraprendere? I soci per fare ciò ci sono, anche il tipo di vegetazione da coltivare, ma il problema è che non riesco a capire da dove iniziare.
Aspetto vostre notizie
Grazie mille

giuba
14-03-2008, 23.22.59
il mio modesto consiglio è quello di farti assistere da una associazione di categoria di tutela delle coop. sicuramente loro potranno assisterti nell'intraprendere tale via societaria spiegandoti passo dopo passo le procedure da seguire e le peculiarità (spesso molte agevolazioni) delle coop rispetto alle altre forme societarie.

[personalmente non condivido tale forma di associazionismo per convinzioni politiche e per gli effetti che tali società hanno determinato sui sistemi produttivi a me vicini; se però è lo strumento utile per il perseguimento dei tuoi sogni imprenditoriali e di quello dei tuoi "soci", che ben venga.....]

enzoguida
15-03-2008, 09.23.39
ciao giuseppe grazie di avermi risposto, allora ti chiedo quale forma di associazionismo è megliore?

giuba
15-03-2008, 19.51.54
se siete giovani agricoltori potete vantaggiosamente optare per la piccola cooperativa agricola date le agevolazioni che potete sfruttare. le altre forme societarie più complesse al momento te le sconsiclio a meno che non vogliate mettere in piedi una grande società.

posto un link in cui potrai capire le differenze tra le principali forme societarie.

http://www.cameradicommercio.it/come/forme.asp

http://www.ermesagricoltura.it/wcm/ermesagricoltura/rivista/2005/supp_28_2005/Supp28_021.pdf

tonyrorri
03-04-2008, 13.05.30
Qualcuno mi sa dire quali sono i famosi vantaggi di una cooperativa?
Mi spiego meglio, molto spesso quando si parla di cooperative si sente dire che son state create per interesse, perché hanno molti sgravi fiscali, mi piacerebbe sapere quali sono.

Gian Luca
14-04-2008, 11.07.16
Sono in società semplice con mio fratello dal 2001.Nel 2004 sono diventata mamma e ho dovuto smettere di lavorare in azienda.Pago la mia parte di contributi e la metà della dichiarazione dei redditi,ora mi minaccia di denunciarmi per abbandono di società.Cosa rischio?Vuole alzare il capitale sociale,può?Abbiamo la firma disgiunta per gli atti di ordinaria amministrazione e congiunta per quelli di straordinaria,può farlo senza il mio consenso?Il cap sociale era stato versato in ragione di mezzo ciascuno.:help:

scusate ancora, altra domanda, sui terreni,cosa significa affitto verbale?

luca sterpone
14-04-2008, 14.49.06
posso risponderti solo sulla tua ultima domanda.

significa un affitto tra le parti fatto "a voce" cioè senza nulla di scritto ne date di scadenza.

al momento in cui il proprietario decide di vendere il fondo tu puoi chiedere come soluzione del contratto tutti gli affitti versati da quando lo hai preso in conduzione fino al momento della vendita.

ormai è un metodo passato... si fanno quasi tutti scritti e registrati.
almeno anche i proprietari sono piu tutelati.

Gian Luca
14-04-2008, 16.20.14
grazie.A me era stato detto che chi coltivava il fondo poteva registrare un contratto d affitto anche a mia insaputa e questo durava 15 anni.Ma com è possibile?Come si può registrarlo senza la firma da ambo le parti?E come si fà a dimostrare che è stato pagato un affitto?Solo perchè non è il proprietario a gestire il fondo perde i diritti sulla sua propietà!!!!

luca sterpone
14-04-2008, 21.50.38
ops... piccola dimenticanza......

se l'affituario fa una autocertificazione dove dichiara che è lui a coltivare il fondo vale proprio quella regola li dei 15 anni...

se sei il proprietario sarà meglio che fai un contratto scritto con l'affituario

Gian Luca
15-04-2008, 09.43.04
grazie per l aiuto,mi sà che dovrò tutelarmi meglio...mai fidarsi....P.S:per Potionkhinson.Io e il computer non siamo ancora grandi amici...si capisce già dal fatto che mi ha registrato mio marito!!!

Ela
15-05-2008, 19.34.55
Salve a tutti, spero di essere benvenuta :)

Mi scuso se formulerò una richiesta già fatta... ho provato a cercare un po' sui forum ma non ho trovato esattamente le informazioni di cui avrei bisogno...

Alcuni miei parenti producono olio d'oliva ai fini di consumo personale; poichè esiste la possibilità di incrementarne la produzione (anche mediante acquisizione di terreni limitrofi) mi piacerebbe provare a commercializzarlo.

Premetto che non so nulla del settore e che nella vita mi occupo di tutt'altro (ho un lavoro dipendente full-time).
Vorrei provare ad intraprendere questa attività "a tempo perso" per poi, forse (magari :)) un giorno dedicarmici a tempo pieno.

In particolare vi chiedo quale possa essere secondo voi la forma societaria più adatta per un discorso del genere: produzione e commercializzazione di olio d'oliva...

Se oltre a questo qualcuno è esperto del settore e vuole darmi qualche altra dritta è sicuramente molto ben accetta!!! :vabene:

Tanti saluti e grazie da subito per l'aiuto che vorrete darmi!!!
E.

ilmarronaro
15-05-2008, 19.45.00
Ciao e ti dico che sei la benvenuta.

Per la mia esperienza, ti posso dire che la forma più economica (costituzione e gestione), per poterti associare con i tuoi parenti e produrre e commercializzare l'olio doliva o qualsiasi altro prodotto è a mio avviso la società semplice con la diciture Società Agricola.

Poi per tutti gli apetti fiscali che dovrai affrontare essendo tu già lavoratrice dipendente, devi contattare un buon commercialista o in alternativa (scelta più economica) una associazione di categoria all'interno della quale troverai chi ti può aiutare. Così è almeno per la maggior parte delle associazioni che dovrai scegliere non per il colore politico, ma per la competenza (chiedi ai tuoi parenti)

Sper nel mio piccolo di essere stato esauriente, no esitare comunque a porre ulteriori domande.

Ela
15-05-2008, 20.04.01
Ciao e grazie per la pronta risposta ed il benvenuto!!!

Ma mi/vi chiedo.. per costituire una Società Agricola servono dei requisiti professionali specifici? O meglio, servono per l'iscrizione alla Cam. Commercio come imprenditori agricoli?

Infine, e scusate ancora ma non ne so nulla :o, quale è l'ente che rilascia l'autorizzazione alla commercializzazione di prodotti agricoli (tra l'altro so che la normativa in materia di olio d'oliva è particolarmente complessa...) ?

Ciao,
E.

ilmarronaro
15-05-2008, 23.14.05
Nel chiamare in causa chi conosce la materia e ti può dare riferimenti normativi precisi, ti consiglio in primis, di consultare questa sezione del forum, dove troverai risposte a molte delle tue domande.

Rimane comunque il mio consiglio di rivolgerti ad una associazione di categoria, la quale, ti saprà guidare nelle fasi a volte anche complesse dell'avvio di una impresa agricola.

Potresti accedere sicuramente ai finaziamenti comunitari, che la tua Regione gestisce tramite i P.S.R. e questa è solo una ipotesi, poichè ci sono alcuni comuni, che offrono anche una sorta di credito di imposta.

ORSOALVOLANTE
16-05-2008, 13.34.42
Ciao e grazie per la pronta risposta ed il benvenuto!!!

Ma mi/vi chiedo.. per costituire una Società Agricola servono dei requisiti professionali specifici? O meglio, servono per l'iscrizione alla Cam. Commercio come imprenditori agricoli?

Infine, e scusate ancora ma non ne so nulla :o, quale è l'ente che rilascia l'autorizzazione alla commercializzazione di prodotti agricoli (tra l'altro so che la normativa in materia di olio d'oliva è particolarmente complessa...) ?

Ciao,
E.


perchè proprio una società e non una semplice ditta individuale.
per la produzione ci sono da rispettare le norme igenico sanitarie, chiedi alla tua usl.

ciao

Ela
16-05-2008, 17.45.12
Ne deduco che per esercitare una attività del genere (produzione, anche ricorrendo a terzi - frantoio - confezionamento, pure questo eventualmente delegato a terzi, e commercializzazione di olio d'oliva) non è necessario che il soggetto giuridico sia qualificato come imprenditore agricolo....????...
:l:

Potionkhinson
16-05-2008, 20.32.00
Salve Ela,
ho unito il tuo 3d con questo (ne guadagna l'ordine :))!
Ne deduco che per esercitare una attività del genere (produzione, anche ricorrendo a terzi - frantoio - confezionamento, pure questo eventualmente delegato a terzi, e commercializzazione di olio d'oliva) non è necessario che il soggetto giuridico sia qualificato come imprenditore agricolo....????...
:l:
.......:l:..... scusami.... ma da cosa lo deduci???
Saluti

P.S.
Benvenuta!;)

Ela
19-05-2008, 13.20.12
In effetti non è una deduzione lecita...:222:
Quindi, dopo essermi chiarita un po' di più le idee grazie alla lettura di questo post ed ad documento suggerito da giuba, ri-formulo la domanda:
per esercitare l'attività di produzione/confezionamento/commercializzazione di prodotti agricoli (nella fattispecie olio d'oliva) è indispensabile che il soggetto giuridico (sia ditta individuale che soc di persone, di capitali o cooperative) abbia la qualifica di imprenditore agricolo o che nella società almeno un socio abbia tale qualifica?
Oppure tale requisito è utile solo nel caso in cui si voglia beneficiare di agevolazioni o di maggiori sgravi fiscali?
grazie, ciao
E.

giuba
19-05-2008, 15.16.38
riproponendo quanto cita l'art. 2135 del CC:

"È imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazioni del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse.
Per coltivazioni del fondo, per silvicoltura e per allevamento di animali si intendono le attività dirette alla cura ed allo sviluppo di in ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il
bosco o le acque dolci, salmastre o marine.
Si intendono comunque connesse le attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione
del fondo o del bosco o dall’allevamento di animali, nonché le attività dirette alla fornitura di beni o servizi mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di
valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di ricezione e ospitalità come definite dalla legge".

pertanto il titolo di imprenditore agricolo scaturisce direttamente dalla attività svolta. diverso credo è invece il discorso sulle varie tipologie di imprenditore agricolo, che variano un funzione dall'impiego di tempo e dal "relativo" volume di affari che scaturisce dall'attività agricola. se ti interessa approfondire questo aspetto ti invito a leggere le altre discussioni presenti in questa sezione del forum.

nico 71
05-06-2008, 22.18.31
Salve!

Avrei un quesito da porre ad esperti.

Una s.r.l. agricola che ha intenzione di acquistare un appartamento nello stesso comune in cui si trova il fondo agricolo che coltiva per stabilirci sia la sede legale che l'attività di agriturismo (inteso come Bed and Breakfast offrendo prodotti derivati dalla propria terra) che tipo di agevolazioni notarili, fiscali,creditizie ha ?
C'è fattibilità legale?

grazie

sardegna2007
01-11-2008, 16.28.36
Salve,
vorrei avere un vostro consiglio in merito a questa situazione:
mio padre è in pensione e conduce una piccola azienda agricola, essendo 3 fratelli abbiamo eseguito un frazionamento in 3 parti in modo tale che successivamente non nascano problemi all'interno della famiglia (anche se siamo molto uniti). Abbiamo tutti e 3 un altro lavoro e vorremmo comunque subentrare nella gestione dell'azienda.

Il tempo per lavorare in azienda comunque riusciamo ad averlo .. quindi non sarebbe un problema. Vorremmo infatti spingere nella vendita diretta del nostro formaggio .. che è veramente eccezionale !! magari costruendo anche un piccolo sito internet .. ma per adesso fino a quando non abbiamo le idee chiare, sono solo dei progetti..
che tipo di società .. cooperativa... affitto da parte di nostro padre ..cosa mi consigliate ??:help:
Grazie 1000 !
siete veramente molto molto utili..
ciao a presto.

GabrieleB.
20-11-2008, 15.07.59
Salve,
vorrei avere un vostro consiglio in merito a questa situazione:
mio padre è in pensione e conduce una piccola azienda agricola, essendo 3 fratelli abbiamo eseguito un frazionamento in 3 parti in modo tale che successivamente non nascano problemi all'interno della famiglia (anche se siamo molto uniti). Abbiamo tutti e 3 un altro lavoro e vorremmo comunque subentrare nella gestione dell'azienda.

Il tempo per lavorare in azienda comunque riusciamo ad averlo .. quindi non sarebbe un problema. Vorremmo infatti spingere nella vendita diretta del nostro formaggio .. che è veramente eccezionale !! magari costruendo anche un piccolo sito internet .. ma per adesso fino a quando non abbiamo le idee chiare, sono solo dei progetti..
che tipo di società .. cooperativa... affitto da parte di nostro padre ..cosa mi consigliate ??:help:
Grazie 1000 !
siete veramente molto molto utili..
ciao a presto.

Rispondo anche se a distanza di 20gg...e chiedo:
- già frazionato il patrimonio del padre, il quale quindi ora risulta usufruttuario?
- com'è composta l'azienda (terreni, allevamento...)?
- avete lavori part-time, tempo pieno....?

indubbiamente la forma societaria migliore sarebbe la società semplice agricola...ma se emergono altri dati (in merito alla vs attuale attività lavorativa) potrebbero prendere quota altre soluzioni

saluti

Gabriele:)

TL-A
21-11-2008, 19.40.00
Mi intrufolo....scusate. Com'è la società semplice agricola? Nel senso, che benefici ho rispetto alle altre? Posso farla io, come genero, e l'attuale titolare? O sarebbe meglio che mi facessi passare tutto direttamente?

GabrieleB.
21-11-2008, 19.51.56
Mi intrufolo....scusate. Com'è la società semplice agricola? Nel senso, che benefici ho rispetto alle altre? Posso farla io, come genero, e l'attuale titolare? O sarebbe meglio che mi facessi passare tutto direttamente?

La società semplice agricola è la forma societaria più usata in agricoltura. Al di là dei vantaggi fiscali e non, ha un altro indubbio vantaggio: non necessita dell'atto notarile per la sua costituzione. In questo caso mi riferisco ovviamente alla richiesta di TL-A. Se ora tuo suocero è titolare di ditta individuale e volesse creare una società con te, conferendo ad esempio trattori ed altri macchinari agricoli (muniti di libretto di circolazione) potreste ricorrere semplicemente a scrittura privata registrata presso l'Agenzia delle Entrate. Se invece oltre a conferire trattori e altri macchinari, tuo suocero conferisse anche beni immobili (es.capannone, stalla ecc.) e beni mobili registrati (es. autocarro) dovreste necessariamente ricorrere all'atto notarile, con chiaro aumento dei costi. A tal proposito proprio sul sito della Camera di Commercio di Treviso vi sono delucidazioni in merito.

Oppure potresti creare una società semplice con tuo suocero lasciando contemporaneamente attiva la sua ditta individuale.
Comunque se i vs progetti sono indirizzati verso un tuo ingresso in azienda,valuta le due alternative di cui sopra.

saluti

Gabriele:)

sardegna2007
01-12-2008, 23.18.16
Rispondo anche se a distanza di 20gg...e chiedo:
- già frazionato il patrimonio del padre, il quale quindi ora risulta usufruttuario?
- com'è composta l'azienda (terreni, allevamento...)?
- avete lavori part-time, tempo pieno....?

indubbiamente la forma societaria migliore sarebbe la società semplice agricola...ma se emergono altri dati (in merito alla vs attuale attività lavorativa) potrebbero prendere quota altre soluzioni

saluti

Gabriele:)
Ciao Gabriele,

abbiamo eseguito i frazionamenti, ma non abbiamo fatto ancora nessun atto, di conseguenza l'azienda è ancora a nome di nostro padre..
disponiamo di circa 30 ettari di terreno seminativo, circa 20 capi bovini - bruno alpina - e produciamo come ti dicevo dell'ottimo formaggio.
Vorremmo aumentare la produzione ..
dimenticavo abbiamo tutti lavori full time tranne un mio fratello part time..
fammi sapere cosa ne pensi..
ciao a presto grazie 1000 !!

GabrieleB.
02-12-2008, 17.35.39
Ciao Gabriele,

abbiamo eseguito i frazionamenti, ma non abbiamo fatto ancora nessun atto, di conseguenza l'azienda è ancora a nome di nostro padre..
disponiamo di circa 30 ettari di terreno seminativo, circa 20 capi bovini - bruno alpina - e produciamo come ti dicevo dell'ottimo formaggio.
Vorremmo aumentare la produzione ..
dimenticavo abbiamo tutti lavori full time tranne un mio fratello part time..
fammi sapere cosa ne pensi..
ciao a presto grazie 1000 !!

Vi sono sicuramente diverse strade percorribili. La prima che mi viene in mente perchè applicata alcuni mesi fa ad un'azienda della zona, è quella di recarsi dal notaio e conferire l'azienda di vs padre (quindi terreni, eventuali capannoni, stalla, trattori ecc.)in una nuova società semplice composta, oltre che da lui, da voi fratelli (se tutti intenzionati ad intraprendere questa strada). Tale soluzione prevede un esborso importante, rappresentato in particolar modo dall'atto notarile. Ma di contro prevede un risparmio futuro in quanto non necessiterebbe di lunghe pratiche successorie fra vs padre e voi (in poche parole quando vs padre si stanca basta rilevare la sua quota).
Così facendo sarebbe auspicabile che voi fratelli, se tutti fra i 18 e 40 anni o comunque chi rientra in questa fascia, faceste domanda di primo insediamento (famosa legge giovani e derivati). Per questa trattazione il moderatore Potionkhinson, nonchè dottore agronomo, potrà intervenire ed illustrarvi la situazione.

Alternativamente potreste aprire società senza vs padre e senza ricorso al notaio (vedi mio post in risposta a TL-A), oppure tu o uno dei tuoi fratelli, ditta individuale.

Tutte le possibilità sono comunque accomunate dal fatto che voi vogliate mantenere o meno il vs lavoro attuale. Chiaramente se volete intraprendere seriamente l'attività agricola credo sia difficile mantenere l'altro lavoro. A maggior ragione se voleste chiedere il contributo per il primo insediamento dovreste dimostrare che l'attività agricola è la vostra occupazione prevalente (per questo consultate il PSR 2007-2013 sul sito della regione Sardegna).

Vi sono altri aspetti ancora, come ad esempio la possibilità della vendita diretta dei vs prodotti (se ne parla qui (http://www.forum-macchine.it/showthread.php?t=11504)).

Il mio consiglio finale è di valutare bene le vs idee future, e consultare qualche studio privato o associazione di categoria della zona, senza fermarvi al primo consiglio datovi (mio compreso).

saluti

Gabriele:)

Potionkhinson
13-01-2009, 19.02.59
Il 19/12/2008 la Camera dei deputati ha approvato la Legge Finanziaria 2009, tra le novità: l’obbligo della posta elettronica certificata (PEC).
Le nuove imprese costituite in forma societaria, nella domanda di iscrizione al registro delle imprese sono tenute a indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata.
Le imprese già costituite in forma societaria, dovranno eseguire tale adempimento entro tre anni, comunicando al registro delle imprese l’indirizzo di posta elettronica certificata.

Se non sapete cos’è la posta elettronica certificata: cliccate qui (http://it.wikipedia.org/wiki/Posta_Elettronica_Certificata). ;)

O.T.
I professionisti iscritti negli albi professionali dovranno comunicare ai rispettivi Ordini o Collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata entro un anno.

Saluti

sardegna2007
05-02-2009, 22.52.09
Salve a tutti,

siamo 3 fratelli (tutti con già un lavoro da dipendente) abbiamo un terreno di circa 30 ettari di nostro padre (pensionato) abbiamo già provveduto ad eseguire i frazionamenti adesso vorremmo eseguire gli atti per poi costiture una piccola società tra fratelli.

che ti tipo di società ci consigliate ?
e possibile avere una società agricolo - imprenditore agricolo anche se non a titolo principale ?

Aspetto il vostro aiuto.
grazie ciao franciscu.

Potionkhinson
08-02-2009, 14.12.55
Salve sardegna 2007,
siamo 3 fratelli (tutti con già un lavoro da dipendente) abbiamo un terreno di circa 30 ettari di nostro padre (pensionato) abbiamo già provveduto ad eseguire i frazionamenti....ok... ma il proprietario chi è? (voi fratelli o vostro padre?).
.... adesso vorremmo eseguire gli atti per poi costiture una piccola società tra fratelli.
che ti tipo di società ci consigliate ?
e possibile avere una società agricolo - imprenditore agricolo anche se non a titolo principale ?
Dice bene Gabriele: Vi sono sicuramente diverse strade percorribili.
nel caso in cui la società sarebbe costituita tra voi tre fratelli più vostro padre la soluzione proposta da Gabriele è perfetta!
Diversamente, se la società si "limita" a voi fratelli (pur non essendo un consulente fiscale) il mio consiglio è una Società Semplice Agricola... dove:
- se siete già proprietari del fondo e degli animali, potreste direttamente conferire la vostra quota di possesso (in parti uguali, cioè, 1/3);
- se il proprietario (invece) è vostro padre, dopo l'attribuzione della P.IVA e la registrazione dell'atto costitutivo della s.s.agr., basta stipulare (e registrare) un contratto di affitto o comodato tra vostro padre e la società).
Inoltre, optando per la Società Semplice Agricola, non è necessario recarsi dal notaio.
Relativamente al "primo insediamento giovani in agricoltura" (se interessato) possiamo continuare in questa discussione: Primo Insediamento Giovani in agricoltura (http://www.forum-macchine.it/showthread.php?t=22105)

Saluti

sardegna2007
08-02-2009, 14.55.17
ciaooo,
ti confermo che il proprietario è ancora nostro padre, infatti prima di diventare proprietari dei nostri appezzamenti vorremmo capire che tipo di società costituire, mi sorge però un dubbio io ho un lavoro full time (40 ore settimanali) mentre mio fratello ha una ditta indivduale di trasporti che non gli occupa tanto tempo circa 3 ore
al giorno, la nostra "ss agricola" rientra comunque come imprenditore agricolo ?
io ci lavoro circa 12 ore la settimana e mio fratello tanto .. almeno 50 ore alla settimana.
aspetto info .. grazie 1000 !
a presto ciao gcarlo.

GabrieleB.
09-02-2009, 10.31.05
Salve a tutti,

siamo 3 fratelli (tutti con già un lavoro da dipendente) abbiamo un terreno di circa 30 ettari di nostro padre (pensionato) abbiamo già provveduto ad eseguire i frazionamenti adesso vorremmo eseguire gli atti per poi costiture una piccola società tra fratelli.

che ti tipo di società ci consigliate ?
e possibile avere una società agricolo - imprenditore agricolo anche se non a titolo principale ?

Aspetto il vostro aiuto.
grazie ciao franciscu.

A distanza di 2 mesi nulla è cambiato, nè nel tuo quesito nè nella mia risposta.

Vi sono sicuramente diverse strade percorribili. La prima che mi viene in mente perchè applicata alcuni mesi fa ad un'azienda della zona, è quella di recarsi dal notaio e conferire l'azienda di vs padre (quindi terreni, eventuali capannoni, stalla, trattori ecc.)in una nuova società semplice composta, oltre che da lui, da voi fratelli (se tutti intenzionati ad intraprendere questa strada). Tale soluzione prevede un esborso importante, rappresentato in particolar modo dall'atto notarile. Ma di contro prevede un risparmio futuro in quanto non necessiterebbe di lunghe pratiche successorie fra vs padre e voi (in poche parole quando vs padre si stanca basta rilevare la sua quota).
Così facendo sarebbe auspicabile che voi fratelli, se tutti fra i 18 e 40 anni o comunque chi rientra in questa fascia, faceste domanda di primo insediamento (famosa legge giovani e derivati). Per questa trattazione il moderatore Potionkhinson, nonchè dottore agronomo, potrà intervenire ed illustrarvi la situazione.

Alternativamente potreste aprire società senza vs padre e senza ricorso al notaio (vedi mio post in risposta a TL-A), oppure tu o uno dei tuoi fratelli, ditta individuale.

Tutte le possibilità sono comunque accomunate dal fatto che voi vogliate mantenere o meno il vs lavoro attuale. Chiaramente se volete intraprendere seriamente l'attività agricola credo sia difficile mantenere l'altro lavoro. A maggior ragione se voleste chiedere il contributo per il primo insediamento dovreste dimostrare che l'attività agricola è la vostra occupazione prevalente (per questo consultate il PSR 2007-2013 sul sito della regione Sardegna).

Vi sono altri aspetti ancora, come ad esempio la possibilità della vendita diretta dei vs prodotti (se ne parla qui (http://www.forum-macchine.it/showthread.php?t=11504)).

Il mio consiglio finale è di valutare bene le vs idee future, e consultare qualche studio privato o associazione di categoria della zona, senza fermarvi al primo consiglio datovi (mio compreso).

saluti

Gabriele:)

sardegna2007
09-02-2009, 23.48.58
ok.. perfetto ..altro aspetto, considerando che abbiamo altre attività sia io che mio fratello .. è magari possibile cercare di avere la qualifica di "imprenditore agricolo" inserendo le mogli in società con la qualifica ? è difficile ottenerla, bisogna fare dei corsi ?.

grazie ragazzi a presto ciaoo

GabrieleB.
10-02-2009, 13.25.20
ok.. perfetto ..altro aspetto, considerando che abbiamo altre attività sia io che mio fratello .. è magari possibile cercare di avere la qualifica di "imprenditore agricolo" inserendo le mogli in società con la qualifica ? è difficile ottenerla, bisogna fare dei corsi ?.

grazie ragazzi a presto ciaoo

Innanzitutto se parli di "Imprenditore agricolo" non serve alcuna qualifica per ottenere tale status. Una volta richiesta la P.IVA e l'eventuale iscrizione presso la locale Camera di Commercio (toglierei "eventuale" in quanto credo non avreste i requisiti per l'esenzione). E imprenditore agricolo puoi diventarlo anche tu o i tuoi fratelli. Diversamente la qualifica di "Imprenditore agricolo Professionale" necessita particolari requisiti, ma per questo ti invito a consultare la già segnalata discussione.

A mio avviso, e come già suggerito, chiaritevi un po' le idee in famiglia. Se volete continuare l'attività di vostro padre come attività secondaria rispetto ai vs lavori, non servono qualifiche. Se invece volete lanciarvi a tempo pieno o quasi nel mondo agricolo, quindi investire, si valuterà la necessità di eventuali qualifiche professionali.

Per ora i punti fermi sono i seguenti:

- Costituzione Società Semplice (con o senza atto notarile dipende dal conferimento o meno di beni immobili o mobili registrati); potrebbe essere sufficiente non ricorrere all'atto notarile e valutare un comodato d'uso gratuito per eventuali capannoni/stalle.

- Apertura P.IVA (può anche essere antecedente all'atto costitutivo; quest'ultimo va però registrato entro i termini di legge);

- Entro 30 gg dall'apertura P.IVA, iscrizione presso la locale Camera di Commercio.

Questi 3 passaggi sono necessari in ogni caso.

Altro (IAP, INPS....) si può valutare con maggiore calma.

saluti

Gabriele:)

sardegna2007
10-02-2009, 22.24.40
Grazie 1000 !!!
Gabriele sei un grande !

pastore
11-01-2010, 13.21.44
salve, col nuovo anno mi trovo a dover passare da socio di società semplice, a ditta individuale portandomi dietro porzione di azienda ossia terreno, locali e attrezzature, vorrei qualche consiglio per uscirne meno dolorosamente possibile in termini economici, cosiderando che moralmente ho già le ossa rotte:(, sono iscritto alla cia dove teoricamente dovrei trovare tutti i consigli e le risposte migliori ma sappiamo che non è sempre così, non sempre hanno le conoscenze, il tempo o la voglia di darti le dritte migliori perciò spero di trovare anche qua dei consigli da valutare, dal punto di vista contributivo già pago a titolo personale perciò non credo serva nulla all'infuori di una comunicazione all'inps, non ho idea invece per quanto riguarda le pac, avro dei diritti in base ai terreni che mi spettano? una percentuale di quelli che receppiva la società? se lascio la società mi rimangono obblighi/impegni o altro legati ad essa riguardanti gli scorsi anni in cui ero socio? su eventuali locali e sopratutto terreni non ancora frazionati chi ha diritto alle pac?

GabrieleB.
12-01-2010, 14.01.20
salve, col nuovo anno mi trovo a dover passare da socio di società semplice, a ditta individuale portandomi dietro porzione di azienda ossia terreno, locali e attrezzature, vorrei qualche consiglio per uscirne meno dolorosamente possibile in termini economici, cosiderando che moralmente ho già le ossa rotte:(, sono iscritto alla cia dove teoricamente dovrei trovare tutti i consigli e le risposte migliori ma sappiamo che non è sempre così, non sempre hanno le conoscenze, il tempo o la voglia di darti le dritte migliori perciò spero di trovare anche qua dei consigli da valutare, dal punto di vista contributivo già pago a titolo personale perciò non credo serva nulla all'infuori di una comunicazione all'inps, non ho idea invece per quanto riguarda le pac, avro dei diritti in base ai terreni che mi spettano? una percentuale di quelli che receppiva la società? se lascio la società mi rimangono obblighi/impegni o altro legati ad essa riguardanti gli scorsi anni in cui ero socio? su eventuali locali e sopratutto terreni non ancora frazionati chi ha diritto alle pac?

Innanzitutto, a suo tempo com'è stata costituita la società?Mediante ricorso ad atto notarile, o semplice atto costitutivo scritto registrato presso Agenzia delle Entrate?(o addirittura, essendo previsto dal c.c., solo verbalmente)?
I terreni condotti dalla società, sono però di proprietà dei singoli soci?
Vi sono anche terreni in comproprietà?
Per quanto riguarda l'INPS, avevi una tua posizione singola, indipendente dagli altri/dall'altro socio?Se così è non vi è alcuna comunicazione (solitamente, ma interpella l'INPS). Comunque questo aspetto è sicuramente fra i più semplici.
Per la PAC, attendiamo intervento di qualcuno che si occupa direttemante del settore (Potionkhinson magari...:help:)

saluti

Gabriele:)

pastore
12-01-2010, 19.24.52
1) atto costitutivo registratto all'agenzia delle entrate
2) i terreni sono in parte dei soci in parte no, la società li aveva in affitto, pur essendo qualche socio anche intestatario, ma in ogni caso un quarto andranno intestati a me con atto notarile o temporaneamente in affitto fino alla stipula, in quanto erano miei anche se non ancora intestati.
3) con l'inps ogn'uno ha una posizione singola
per il momento grazie gabriele
ps. se dovessi portarmi anche un trattore e le sue attrezzature basta fare il semplice passaggio o il fatto che le cambiali sono intestate alla società me lo impedisce?