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  #31  
Vecchio 29-10-2007, 14.34.17
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Barin ha appena presentato al SAIE una 73m su 40t, evoluzione della precedente 60m. All'apparenza è un po sparatana sia come linee, sia per il fatto di avere le canaline esterne. Particolare il telaio con stabilizzatori anteriori a bandiera, stile autogru. Resta il fatto che se ne parla bene dal punto di vista funzionale che, in realtà, è più importante dell'estetica.

x Teo 89
Noi Italiani non abbiamo nulla da invidiare ai tedeschi dal punto di vista della tecnica, ma qualcosa sì dal punto di vista dell'organizzazione aziendale, anche se spesso si esagera a pensare che i tedeschi siano sempre così efficienti. E' solo diversa la politica, dove in Germania ci sono 2/3 grandi costruttori che decidono loro qual'è lo standard, mentre in Italia ci sono 10 medi costruttori che fanno macchine personalizzate pur di vendere e questo incide. Il costo delle loro macchine ci spiega anche del perchè in Italia praticamente non vi sia macchine tedesche.

Riguardo le cinture, c'è molta inconscienza. Purtroppo la gente capisce l'utilità delle cinture solo dopo aver rischiato. Tanti ne sottovalutano l'utilità proprio perchè non si rendono conto del rischio che corrono.
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  #32  
Vecchio 29-10-2007, 15.55.50
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le barin penso siano delle buone macchine...giovani e di conseguenza con i loro "peccati di gioventù" se così si possono definire...

per il discorso costruttori italiani e tedeschi penso che alla fine abbiamo esigenze e modi di organizzare il lavoro in maniera differente (forse nel primo post mi ero espresso male)

riguardo alla 73/35 della barin al saie 2008 non è un evoluzoine della 60/30...casomai un modello leggermente ridimensionato della 85/35 che sono della serie J2
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  #33  
Vecchio 29-10-2007, 20.53.39
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Delle Barin ne parlano tutti molto bene anche se non ho mai avuto modo di provarle, le ho visto ai saie passati e mi hanno fatto sempre una bella impressione.
Anche i venditori di marche concorrenti le lodano.
Mai vista una in campania (mia residenza), in puglia ci dovrebbe essere almeno una 60mt.

Volevo portare all'attenzione degli utenti e utilizzatori di ple:
visto l'annoso problema delle cinture di sicurezza, come si comporta il personale in navicella?
Io sono arrivato quasi al punto di armarmi di baionetta per far
rispettare la cosa...
Succede dappertutto?
Saluti
si succede dappertutto!!! noi ,al momento dell'istruzione per il noleggio,raccomandiamo l'uso delle cinture, ma spesso ci ridono in faccia!
la maggior parte delle persone sostengono che in caso di ribaltamento,se vincolati alla macchina,non c'e' possibilita' di fuga ;spiegatemi: di che tipo di "fuga" parlano,a 20 mt di altezza? forse che sono tutti figli di superman? Mah! Ciao a tutti e usate le cinture!!!
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  #34  
Vecchio 29-10-2007, 23.27.55
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Più che per il ribaltamento, che io sappia, gli incidenti mortali avvenuti sono dovuti a rotture della macchina (sopratutto rottura delle catene sfilo bracci).
La cosa peggiore che un ispettore dell'ispesl (stava facendo un sopralluogo in quota a circa 30 metri dove era avvenuto un incidente mortale con un'autogru) dopo che gli avevo consigliato di indossare l'imbracatura in navicella, mi ha richiamato sull'uso della cintura, perchè secondo lui non è obbligatorio su questo tipo di macchine, sono rimasto senza parole.
Allora finché va tutto bene amen, ma poi nel malaugurato caso di incidenti sono i responsabili della macchina (manovratori) che hanno la responsabilità oppure sbaglio?
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  #35  
Vecchio 30-10-2007, 15.18.58
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le barin penso siano delle buone macchine...giovani e di conseguenza con i loro "peccati di gioventù" se così si possono definire...

per il discorso costruttori italiani e tedeschi penso che alla fine abbiamo esigenze e modi di organizzare il lavoro in maniera differente (forse nel primo post mi ero espresso male)

riguardo alla 73/35 della barin al saie 2008 non è un evoluzoine della 60/30...casomai un modello leggermente ridimensionato della 85/35 che sono della serie J2
vero, ma considera che la 85m non è mai stata realizzata anche se il progetto l'hanno presentato già da tempo.
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  #36  
Vecchio 30-10-2007, 15.30.06
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Più che per il ribaltamento, che io sappia, gli incidenti mortali avvenuti sono dovuti a rotture della macchina (sopratutto rottura delle catene sfilo bracci).
La cosa peggiore che un ispettore dell'ispesl (stava facendo un sopralluogo in quota a circa 30 metri dove era avvenuto un incidente mortale con un'autogru) dopo che gli avevo consigliato di indossare l'imbracatura in navicella, mi ha richiamato sull'uso della cintura, perchè secondo lui non è obbligatorio su questo tipo di macchine, sono rimasto senza parole.
Allora finché va tutto bene amen, ma poi nel malaugurato caso di incidenti sono i responsabili della macchina (manovratori) che hanno la responsabilità oppure sbaglio?
Dal punto di vista di un costruttore posso assicurarti che il maggior numero di incidenti capitano per imperizia di chi usa la macchina per scarsa conoscenza dei rischi che corre... Molti poi usano le piattaforme come fossero gru, o per salire e scendere in quota, cose assolutamente vietate. Comunque la causa maggiore di incidenti è il cedimento del terreno sotto lo stabilizzatore, cosa che spesso non viene considerata. Altra cosa che ti posso garantire è che noi costruttori veniamo sempre chiamati in causa nel caso di incidenti con feriti, a meno che le responsabilità dell'utilizzatore non siano palesi ed evidenti. I cedimenti della struttura avvengono davvero di rado e quasi mai per colpa di chi le ha realizzate... ammetto che sono di parte
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  #37  
Vecchio 30-10-2007, 15.38.44
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la 85 non è mai stata costruita questo è vero però il primo progetto era appunto dell'85...solo per questo ho detto che la 73 deriva da questa...

per kenny di che marca sei "rappresentante"?...è meglio se lo dici così almeno chi scrive si puo regolare e magari si evitano eventuali problemi..
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  #38  
Vecchio 30-10-2007, 17.05.06
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Cinture di sicurezza.
Durante i nostri corsi per operatori PLE noi consigliamo di utilizzare Imbracature con cordino corto. In ogni caso quasi tutti i manuali macchina lo impongono.
Questo DPI non deve arrestare la caduta, ma prevenire l'espulsione dal cesto, quindi l'aggancio del cordino è meglio sia posizionato dal costruttore in basso.
Poi sta al Resp. della Sicurezza, valutare i rischi e decidere, spiegando perchè secondo le sue valutazioni, non debbano essere indossate per eseguire un certo lavoro.
Ecco la campagna di IPAF, società non a scopo di lucro.
Ciao

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  #39  
Vecchio 31-10-2007, 13.32.31
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scusa?...
società non a scopo di lucro?...bhe a me non sembra poi così tanto...sopratutto se si calcola poi l'effettivo valore che hanno ad oggi quei patentini(almeno qui in veneto)
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  #40  
Vecchio 31-10-2007, 15.10.06
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Riporto dal loro sito:
http://www.ipaf.org/it/chi-siamo/visione-generale/

Visione Generale
Chi è IPAF

La International Powered Access Federation (IPAF) promuove l’uso efficace e sicuro dei mezzi mobili di accesso aereo in tutto il mondo. Costituita nel 1983, IPAF è un’organizzazione di membri associati senza scopo di lucro che rappresenta gli interessi di produttori, distributori, utilizzatori, noleggiatori e società di formazione. Agisce da forum per tutte le persone attive nel mondo delle piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE). IPAF ha avuto un ruolo chiave nel promuovere molte procedure di progettazione, sicurezza e collaudo che nel frattempo sono state adottate dall’industria dei mezzi mobili di accesso aereo.
==
Dato che sono parte in causa, essendo socio di IPAF, cosa intendi dire con "l'effettivo valore dei patentini" almeno qui in Veneto?

Intendi dire che non valgono nulla o il contrario? Non capisco. Quando è uscita la legge Regionale Veneto del 26 novembre 2004, n. 28 (BUR n. 121/2004)
"Norme per l'esercizio degli apparecchi di sollevamento e degli automezzi dotati di bracci aerei" colui che ne ha scritto il testo mi ha detto che per lui i patentini IPAF erano conformi alla legge stessa e che avrebbe evidenziato ciò a chi doveva approvare il Regolamento attuattivo della legge.


Io so solo che il patentino, in caso di incidente, è sicuramente in tutta ITALIA, quello ritenuto in assoluto più valido e che scagiona il Datore di lavoro, il RSPP, il dipendente stesso, da un eventuale accusa di non avere effettuato la formazione.
Vorrei ricordare che il Corso è conforme, come da Certificazione di prodotto del TUV, alla norma ISO 18878:2004 Piattaforme aeree di lavoro mobili – Formazione degli operatori.
Forse io potrei essere di parte, ma non il TUV!!!

Credo che la validità del Corso possa essere confermata dal fatto che l'anno scorso sono stati emessi circa 60.000 patentini in tutto il mondo e che il totale dei patentini emessi ad oggi è stato di oltre 250.000.

Ulteriore conferma della validità del corso:

La Carta PAL è già accettata e riconosciuta in tante nazioni come prova di formazione degli utilizzatori di PLE. Alcuni esempi sono:

Major Contractors Group in Gran Bretagna
Scaffold Industry Association in USA
Berufsgenossenschaften in Germania
Suva in Svizzera
Asociace ZZ-CR nella Repubblica Ceca

Se in Italia non è ancora accettata da INAIL o ISPESL secondo me è solo per motivi .... €uritici ......, ma potrei anche sbagliarmi!!!

Ciao

www.ormet.it

Ultima modifica di Carlodg : 31-10-2007 alle ore 17.38.03
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  #41  
Vecchio 31-10-2007, 21.20.25
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concordo pienamente con Kenny!! difficilmente una macchina si ribalta per un cedimento strutturale,e questo vale anche per le autogru'.concordo anche sul fatto del controllo della pressione degli stabilizzatori al suolo:sulle macchine evolute e' atttivo,sulle ple viene indicata la pressione max.
In ogni caso,visto che da ormai 15 anni riparo anche PLE,vi garantisco che tuttora i controlli previsti dai costruttori di rado vengono eseguiti,per non parlare dei sistemi di sicurezza bypassati!!!!Signori:fate controllare le vostre macchine da chi lo fa' di mestiere e quando e' previsto!! C'e' della gente sopra!!!Io ne ho piene le ......... di sentire "ma e' colpa della macchina,ma il costruttore di qua',ma il tecnico di la' ecc.TIRIAMO FUORI I SOLDINI QUANDO E' ORA,SIGNORI IMPRENDITORI,PER FAR MANUTENTARE I MEZZI,INVECE DI COMPRARE I MACCHINONI PER ANDARE A PASSEGGIO!!! Scusate lo sfogo, ma ne vedo ormai troppe e sono tutte scuse.
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  #42  
Vecchio 01-11-2007, 01.42.26
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no no che sfogo hai pienamente ragione...io ti dico che per quanto riguarda la "mia" azienda e il modo di lavorare di questa non mi posso lamentare o preoccupare anche se lavorando può sempre succedere di tutto...il problema è quando ti trovi davanti dei concorrenti che per tirare il prezzo di mercato non fanno le revisioni o le verifiche peroidiche o cosa ancora più preoccupante FANNO CIRCOLARE PAT B SENZA ASSICURAZIONE...lì sta il problema, la mancanza di buon senso da parte di questi "imprenditori" che non sono altro che rovine..sotto tutti i punti di vista
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  #43  
Vecchio 02-11-2007, 14.29.22
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La International Powered Access Federation (IPAF) promuove l’uso efficace e sicuro dei mezzi mobili di accesso aereo in tutto il mondo. Costituita nel 1983, IPAF è un’organizzazione di membri associati senza scopo di lucro che rappresenta gli interessi di produttori, distributori, utilizzatori, noleggiatori e società di formazione. Agisce da forum per tutte le persone attive nel mondo delle piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE). IPAF ha avuto un ruolo chiave nel promuovere molte procedure di progettazione, sicurezza e collaudo che nel frattempo sono state adottate dall’industria dei mezzi mobili di accesso aereo.
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Dato che sono parte in causa, essendo socio di IPAF, cosa intendi dire con "l'effettivo valore dei patentini" almeno qui in Veneto?

Intendi dire che non valgono nulla o il contrario? Non capisco. Quando è uscita la legge Regionale Veneto del 26 novembre 2004, n. 28 (BUR n. 121/2004)
"Norme per l'esercizio degli apparecchi di sollevamento e degli automezzi dotati di bracci aerei" colui che ne ha scritto il testo mi ha detto che per lui i patentini IPAF erano conformi alla legge stessa e che avrebbe evidenziato ciò a chi doveva approvare il Regolamento attuattivo della legge.


Io so solo che il patentino, in caso di incidente, è sicuramente in tutta ITALIA, quello ritenuto in assoluto più valido e che scagiona il Datore di lavoro, il RSPP, il dipendente stesso, da un eventuale accusa di non avere effettuato la formazione.
Vorrei ricordare che il Corso è conforme, come da Certificazione di prodotto del TUV, alla norma ISO 18878:2004 Piattaforme aeree di lavoro mobili – Formazione degli operatori.
Forse io potrei essere di parte, ma non il TUV!!!

Credo che la validità del Corso possa essere confermata dal fatto che l'anno scorso sono stati emessi circa 60.000 patentini in tutto il mondo e che il totale dei patentini emessi ad oggi è stato di oltre 250.000.

Ulteriore conferma della validità del corso:

La Carta PAL è già accettata e riconosciuta in tante nazioni come prova di formazione degli utilizzatori di PLE. Alcuni esempi sono:

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Ciao

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Io da sempre sono un sostenitore della formazione per gli operatori di qualsiasi mezzo di sollevamento.Mi piacerebbe,a questo punto,capire come questo discorso potesse essere eventualmente applicato al noleggio a "freddo"; cosa cambierebbe per noi noleggiatori e per gli addetti che lavorano utilizzando saltuariamente i mezzi nel momento in cui divenisse obbligatorio il patentino?Grazie
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  #44  
Vecchio 05-11-2007, 12.27.17
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Credo che per voi noleggiatori non cambierebbe nulla se non il fatto che secondo me bisognerebbe riportare scritto a caratteri molto visibili che la PLE deve essere utilizzata da operatori addestrati come da legge XX.

Dimenticavo: avreste i mezzi tenuti in maniera migliore!!!

Ciao

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Ultima modifica di Carlodg : 05-11-2007 alle ore 18.40.07
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  #45  
Vecchio 05-11-2007, 15.59.25
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sul fatto di mezzi tenuti meglio concordo

il fatto è che molte volte non sanno nemmeno l'italiano e per questo parlare di patentini mi sembra "strano"...anche se con questo non li rinnego affatto

Ultima modifica di teo 89 : 05-11-2007 alle ore 16.10.27
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  #46  
Vecchio 08-11-2007, 21.43.21
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non solo non sanno l'italiano,ma basta firmare , al momento della consegna , la presa visione dell'uso della macchina ed il gioco e' fatto!Ho idea che gli adesivi di avvertenza non siano sufficienti.Sul " patentino" direi che dipende da cosa si vuol ottenere.Chi utilizza saltuariamente le PLE (giardinieri,imbianchini,idraulici ecc)non penso sarebbe molto d'accordo ad affrontare una spesa del genere.Io penso che si verebbero a creare notevoli difficolta' al mondo del noleggio,per cui vedrei meglio una sorta di "abilitazione" sui concetti di base,e il resto affidato ai noleggiatori,anche perche' le macchine sono diverse tra loro come funzionamento,sicurezze,comandi ecc.Chiudo chiedendovi se trovate giusto che vengano noleggiate a "FREDDO" piattaforme su carro patente "C",e cioe' macchine decisamente impegnative per uno che non e' del mestiere! (sempre se quello che ho sentito e' vero) Un saluto

Dimenticavo:NON sarebbero tenute meglio!!!! Trovano sempre il modo per non pagare i danni,e vi garantisco che ne fanno parecchi,sopratutto alcune categorie di lavoratori che non nomino per ovvi motivi

Ultima modifica di Capitan Atomic : 08-11-2007 alle ore 21.47.46 Motivo: PS
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  #47  
Vecchio 09-11-2007, 10.24.58
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ma per quanto riguarda il noleggio a freddo i costruttori con cui ho parlato rispondono che per farsi male bastano i 20-22 metri di una patente B...certo che utilizzare una mx270 o una cheyenne DA26 macchine su patente C(chiaramente) non è come usare una 50-60 mt...quando vai a stabilizzare una macchina che pesa 60 q.li e una che ne pesa 320 o magari di piu per le zavorre i conti da fare sono certamente diversi...poi sinceramente non saprei ,ma di sicuro non sarebbe una cosa da fare con tutti i clienti...non darei mai una pat C a uno che mi cihede "ma la macchina deve per forza averte le gambe giù? anche se mi devo spostare solo di 4 mt?"...perchè poi è così che si lavora con gente che inizia a far ponti ad escludere sistemi e sempre con i soliti problemi
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  #48  
Vecchio 15-11-2007, 20.41.00
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cambiando un pò discorso...
qualcuno ha notizie della pagliero 85 mt?..io ero rimasto che avevano portato il carro a mantare il sesto asse perchè non ci stavano più coi pesi però bo..non ne ho più sentito parlare
grazie
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  #49  
Vecchio 18-12-2007, 16.08.20
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cambiando un pò discorso...
qualcuno ha notizie della pagliero 85 mt?..io ero rimasto che avevano portato il carro a mantare il sesto asse perchè non ci stavano più coi pesi però bo..non ne ho più sentito parlare
grazie
Dopo il quinto, aggiunto anche il sesto asse, ma pare non sia sufficiente... anche perchè le macchine non sono ancora state consegnate (ad oggi) e temo che si faranno aspettare ancora un po'... peccato davvero, ma Pagliero continuo a ritenerlo uno dei migliori costruttori italiani... insomma, può capitare...
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  #50  
Vecchio 18-12-2007, 16.34.04
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quindi mi stai dicendo che il sesto asse potrebbe non bastare?...miseria...io quella macchina l'ho vista in una visita che ho fatto alla pagliero...la stavano preparando per il saie 2006 e l'avevano appena appoggiata sul carro, ancora 5 assi al momento della mia visita..
le prestazioni parlavano di 40mt di sbraccio con 200 Kg;però a questo punto, quello che conta è vedere se riescono a finirla..la pagliero è sicuramente un'ottima azienda e le capacità per farlo ce le hanno tutte..l'unica cosa che mi lascia un pò a pensare, oltre alla massa con la quale girerà per strada che non sembra essere così chiara, è il fatto di portare un rotore(quello per la rotazione del 1° jib) che pesa circa 50 q.li a 60 mt di altezza...
staremo a vedere...
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  #51  
Vecchio 24-12-2007, 12.31.44
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allora per quanto riguarda l'85 mt parlando in pagliero sembra che ormai ci dovremmo essere...
mentre per quanto riguarda altre macchine grandi in arrivo in italia è notizia di questi giorni di una 103 mt della wumag...vernazza, tagliavini, monetti i possibili acquirenti o per meglio dire vernazza+tagliavini+monetti
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  #52  
Vecchio 15-01-2008, 16.07.39
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Predefinito Cinture di sicurezza: si, assolutamente si!!!

Dal Gazzettino del 15 gennaio 2008

SAN MARTINO DI LUPARI La vittima è Renzo Olivetto, 51 anni, lavorava per la Bsa di Cittadella. Soccorso dai colleghi è spirato in ospedale
Imbianchino cade dall'altezza di 8 metri e muore
Era dentro il cesto di un carrello elevatore, stava dipingendo il soffitto di un fabbricato nella strada che collega a Castelfranco

Castelfranco
Ancora un incidente mortale sul lavoro. Un imbianchino è caduto da un carrello elevatore ed è morto dopo essere stato trasportato in gravissime condizioni all'ospedale di Castelfranco Veneto. Si tratta di Renzo Olivetto, 51 anni, sposato, padre di due figli. Viveva a Campagnalta di San Martino di Lupari, in una villetta a schiera di via Postumia 50. Sul posto, oltre a medici e infermieri del pronto soccorso di Castelfranco, i carabinieri e i tecnici dello Spisal di Montebelluna che ora stanno conducendo l'indagine.
Secondo una prima ricostruzione, Olivetto, da anni dipendente della ditta di decorazioni edili Bsa srl di Gianni Gazzola di Cittadella, verso le 16 stava effettuando dei lavori di pittura sul soffitto del fabbricato ad uso commerciale nel cantiere dell'ex discoteca Nuovo Mondo (poi De Niro), lungo la strada che da San Martino di Lupari conduce a Castelfranco Veneto, in via Circonvallazione. In quella grande area cementificata al confine fra le due province la ditta Antonello e Stoppa sta lavorando per far sorgere un complesso attrezzato di riferimento per camionisti, un centro fermata e area di sosta dove sarà prevista anche una mensa e un'officina meccanica.
Olivetto era all'interno del "cesto" di un carrello elevatore e stava lavorando ad un'altezza di otto metri circa dal pavimento. Forse uno spostamento repentino, o forse si è esposto più del dovuto, l'uomo ha perso l'equilibrio ed è caduto. È stato soccorso dai compagni di lavoro accorsi dopo che hanno sentito le grida e il tonfo. Sul posto è giunta l'ambulanza dell'ospedale di Castelfranco. I sanitari hanno subito hanno constatato la gravità della situazione. Portato al pronto soccorso, è stato tentato l'impossibile per salvare il povero operaio, che è morto intorno alle 17,30, poco più di un'ora dopo il ricovero. Una morte assurda, sconcertante.
Renzo Olivetto era un operaio esperto che ha anni lavorava nel settore edile, soprattutto in quello della decorazione industriale. Lascia la moglie Dirce, coetanea, i figli Luca, 27 anni, e Ingrid di 30. Era molto conosciuto e stimato. Gentile e scherzoso con tutti, quando non era al lavoro amava passeggiare con il cane. Si tratta del secondo incidente mortale sul lavoro nella Castellana dall'inizio dell'anno ed il terzo nella provincia di Treviso.
Gabriele Zanchin


Dal Gazzettino del 12 gennaio 2008

Precipita e muore in fabbrica nel giorno dello sciopero
Elettricista perde la vita mentre i metalmeccanici manifestano per la sicurezza

Mentre davanti ai cancelli delle fabbriche di gran parte della regione erano in atto i presidii dei metalmeccanici per lo sciopero generale a sostegno della trattativa per il rinnovo del contratto un altro infortunio sul lavoro è costato la vita ad un elettricista di Latisana. L'incidente si è verificato alle 9.15 di ieri all'acciaieria Palini e Bertoli nella zona industriale Ausa Corno di San Giorgio di Nogaro.Giuseppe Della Siega, 49 anni, è morto dopo essere caduto da un carrello, dall'altezza di 8 metri. Ricoverato invece nel reparto di terapia intensiva di Cattinara il collega Alberto Cecotti, classe 1981 il giovane non è in pericolo di vita.
I due, che lavoravano per conto di una ditta di Porpetto, la Campaner Elettroimpianti, stavano eseguendo un intervento di manutenzione all'interno dell'acciaieria. Pare che i due operai stessero provvedendo ad eseguire alcune manutenzioni all'impianto di telecamere installate sulla linea di produzione, quando per cause al vaglio dei carabinieri della stazione di San Giorgio di Nogaro e dell'Ufficio prevenzione infortuni sul lavoro dell'Asl n5 , il cestello del braccio mobile sul quale si trovavano si è inclinato.
Giuseppe Della Siega è precipitato, il suo collega invece è riuscito a rimanere attaccato per alcuni secondi al cestello per poi cadere anche lui al suolo. Soccorsi dal personale del 118 , il giovane operaio palmarino è stato elitrasportato all'ospedale di Cattinara mentre i sanitari tentavano di rianimare Della Siega praticando un disperato massaggio cardiaco. Momentaneamente il cuore dell'uomo ha ripreso a battere, ma trasportato con l'elicottero del 118 all'ospedale di Udine è morto poco dopo il ricovero
Immediatamente è calato il silenzio più profondo alla Palini e Bertoli, bocche cucite e cancelli chiusi così come alla ditta di impianti di Porpetto per conto della quale i due operai lavoravano.
Alle 13.30 all'interno della fabbrica c'era ancora chi affermava di non essere a conoscenza della tragedia anche se giornalisti e rappresentanti sindacali erano invitati a non varcare l'ingresso.
I rappresentanti della Fiom Cigl Giuseppe Fantin e Maurizio Balzanini hanno appreso la notizia nel corso della manifestazione di Cividale e si sono precipitati davanti alla fabbrica dove poco dopo è arrivato anche il rappresentante sindacale interno della Polini e Bertoli ed il responsabile provinciale della Fim -Cisl Paolo Mason.
Solo nel primo pomeriggio i sindacalisti hanno ottenuto di incontrare il responsabile aziendale Piero Gori il quale ha confermato che l'azienda farà il possibile per accertare ciò che ha caduto. Ha ribadito che teoricamente i due elettricisti non avrebbero dovuto trovarsi ad operare in quell'area, che è stata sottoposta, così come la piattaforma meccanica dove i due si trovano, a sequestro dal sostituto procuratore della Repubblica di Udine Lorenzo Del Giudice.
Alessandra Berti






Dall’Arena di Verona:
Due MORTI dopo un volo di 30 metri


Sono precipitati da una piazzola aerea che non era stata fissata


di Alessandra Vaccari
Un volo di una trentina di metri. Due corpi che cadono, in rapida sequenza. Due vite per cui da adesso in poi si deve usare il tempo al passato. In Italia per cercare di stare meglio, guadagnandosi da vivere massacrandosi di lavoro, ma sempre con il sorriso sulle labbra. Un sogno infranto con un volo assurdo che si sarebbe potuto evitare.
Ieri mattina Ovidiu Manole Heisu, 34 anni, romeno, regolare in Italia, residente in via Paolo Borsellino 4 a Verona era con l’amico e connazionale Ioan Petrisor, 29 anni, regolare, residente in via Morandini 5, sempre in città, al lavoro a Buttapietra.
Da finire c’era un ritocco al campanile. Uno strascico dei lavori di ristrutturazione alla chiesa dell’Esaltazione di Santa Croce.
La ditta per la quale lavoravano, la Silpro Srl, di via Val Lagarina 4, sempre di Verona, aveva terminato i lavori, ma doveva sistemare alcune chiazze lasciate da infiltrazioni al tetto del campanile della chiesa.
Ieri mattina alle 8.15, i due operai che lavoravano per la ditta da un paio d’anni, sono saliti sulla piattaforma aerea di un sollevatore Manitu Mrt 2540 turbo. Da quello avrebbero ridipinto. Hanno azionato i comandi che si trovano sul lato destro del carrello e sono saliti fino a quasi trenta metri. Poi proprio perché i due operai si sono scordati di inserire il perno che avrebbe impedito al carrello di «impennarsi», il carrello l’ha fatto.
Ovidiu è volato a terra con un urlo. Ha battuto sul braccio di metallo d’appoggio della pesante gru ed è rimasto a terra, morto.
Agganciato nel vuoto è rimasto Ioan. L’uomo ha provato con tutte le sue forze a tenersi stretto, aggrappandosi alla parte posteriore del carrello, che s’è anche aperta. Ha urlato l’uomo. Un grido che è rimasto nelle orecchie dei tanti che a quell’ora stavano già nella piazza chi per recarsi a messa, chi per andare in farmacia, o a far colazione al bar.
L’operaio, con la forza della disperazione ha provato anche ad alzare le gambe per cercare di agganciarsi alle sbarre del carrello. Ma non ce l’ha fatta ed è precipitato poco lontano dall’amico, travolgendo lo specchietto retrovisore del mezzo.
Da sotto, tra i tanti con il volto all’insù, anche Gianluca Cufone, direttore tecnico del cantiere. È stato lui a correre per cercare di abbassare il braccio. È stato lui a gridare disperato a Ioan di resistere che l’avrebbe tirato giù. Inutilmente.
I due romeni erano in Italia da alcuni anni. Ioan sposato. Ovidiu lo sarebbe stato tra poco meno di un mese, con una sua connazionale che abita a Bovolone. Erano in tanti a conoscere i due uomini, che da mesi stavano sistemando la parrocchia e scambiavano volentieri qualche parola.
«Venivano qualche volta a bere qualcosa da me», dice Jessica Sona, titolare dello Smile Cafè che si trova a un paio di metri dalla parrocchia, «erano due brave persone. Ho sentito il tonfo e credevo ci fosse stato un incidente in strada. Come tante altre volte. Sono uscita e non ho visto auto ferme, così mi sono voltata e ho visto l’operaio appeso al braccio del carrello. E poi...poi l’ho visto volare giù. È stato tremendo. Mi sono sentita le gambe piegarsi».
L’urlo degli operai è stato sentito anche da Ada Grotto, che abita dietro la chiesa: «Ero in casa e mi stavo infilando la camicia per andare a messa. Prima ho sentito un tonfo, poi un urlo disperato di aiuto. Un urlo che non mi dimenticherò mai perchè è stato così intenso, così forte, così disperato che è impossibile dimenticare. Me lo sento ancora dentro».
Le testimonianze si sommano, le une alle altre, tutte drammaticamente uguali. I due operai, oltre a non aver inserito il perno di sicurezza, che è rimasto nella custodia accanto al fanale sinistro della gru, non si erano nemmeno imbragati, così come invece avrebbero dovuto. In questo modo sarebbero rimasti penzoloni nel vuoto, ma si sarebbero salvati all’arrivo dei soccorritori.
Eppure, come hanno sottolineato i titolari del mezzo, che lo danno in affitto ai cantieri, i due avevano fatto il corso sulla sicurezza in ditta. Era stato loro spiegata l’importanza di rispettarle le norme, soprattutto per salvarsi la vita.
«Ho visto l’operaio che si teneva aggrappato con le mani al carrello», ha detto Emanuele Zanon, «e poi precipitare. Sono pratico di queste cose. Ho subito pensato, dio mio, non sono imbragati».
Sul posto oltre ai carabinieri di Cadidavid, quelli del Sis, il servizio investigazioni scientifiche. I vigili del fuoco di Verona hanno dovuto lavorare alcune ore per riaggianciare il carrello e abbassare il braccio mobile. Caschi in testa, imbragature per fissarsi nel caso fosse andato storto qualcosa.
Il traffico sulla statale è stato deviato per parecchie ore, con la polizia municipale locale a dare indicazioni.
Al cantiere sono arrivati i fratelli delle due vittime. Un altro urlo straziante che ha agghiacciato quanti già erano tesi e provati per quello cui avevano assistito.
«Ero in transito», ha detto don Walter parroco di Cadidavid, «ho visto il traffico e ho pensato a un incidente. Ho alzato gli occhi giusto per vedere la scena drammatica di quel corpo che cadeva a terra staccandosi dal carrello». Una scena che in tanti non dimenticheranno più.


==
Credo non si siano dubbi.
Ciao
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Dal Gazzettino del 15 gennaio 2008


SAN MARTINO DI LUPARI La vittima è Renzo Olivetto, 51 anni, lavorava per la Bsa di Cittadella. Soccorso dai colleghi è spirato in ospedale
Imbianchino cade dall'altezza di 8 metri e muore
Era dentro il cesto di un carrello elevatore, stava dipingendo il soffitto di un fabbricato nella strada che collega a Castelfranco

Castelfranco
Ancora un incidente mortale sul lavoro. Un imbianchino è caduto da un carrello elevatore ed è morto dopo essere stato trasportato in gravissime condizioni all'ospedale di Castelfranco Veneto. Si tratta di Renzo Olivetto, 51 anni, sposato, padre di due figli. Viveva a Campagnalta di San Martino di Lupari, in una villetta a schiera di via Postumia 50. Sul posto, oltre a medici e infermieri del pronto soccorso di Castelfranco, i carabinieri e i tecnici dello Spisal di Montebelluna che ora stanno conducendo l'indagine.
Secondo una prima ricostruzione, Olivetto, da anni dipendente della ditta di decorazioni edili Bsa srl di Gianni Gazzola di Cittadella, verso le 16 stava effettuando dei lavori di pittura sul soffitto del fabbricato ad uso commerciale nel cantiere dell'ex discoteca Nuovo Mondo (poi De Niro), lungo la strada che da San Martino di Lupari conduce a Castelfranco Veneto, in via Circonvallazione. In quella grande area cementificata al confine fra le due province la ditta Antonello e Stoppa sta lavorando per far sorgere un complesso attrezzato di riferimento per camionisti, un centro fermata e area di sosta dove sarà prevista anche una mensa e un'officina meccanica.
Olivetto era all'interno del "cesto" di un carrello elevatore e stava lavorando ad un'altezza di otto metri circa dal pavimento. Forse uno spostamento repentino, o forse si è esposto più del dovuto, l'uomo ha perso l'equilibrio ed è caduto. È stato soccorso dai compagni di lavoro accorsi dopo che hanno sentito le grida e il tonfo. Sul posto è giunta l'ambulanza dell'ospedale di Castelfranco. I sanitari hanno subito hanno constatato la gravità della situazione. Portato al pronto soccorso, è stato tentato l'impossibile per salvare il povero operaio, che è morto intorno alle 17,30, poco più di un'ora dopo il ricovero. Una morte assurda, sconcertante.
Renzo Olivetto era un operaio esperto che ha anni lavorava nel settore edile, soprattutto in quello della decorazione industriale. Lascia la moglie Dirce, coetanea, i figli Luca, 27 anni, e Ingrid di 30. Era molto conosciuto e stimato. Gentile e scherzoso con tutti, quando non era al lavoro amava passeggiare con il cane. Si tratta del secondo incidente mortale sul lavoro nella Castellana dall'inizio dell'anno ed il terzo nella provincia di Treviso.
Gabriele Zanchin



Dal Gazzettino del 12 gennaio 2008

Precipita e muore in fabbrica nel giorno dello sciopero
Elettricista perde la vita mentre i metalmeccanici manifestano per la sicurezza

Mentre davanti ai cancelli delle fabbriche di gran parte della regione erano in atto i presidii dei metalmeccanici per lo sciopero generale a sostegno della trattativa per il rinnovo del contratto un altro infortunio sul lavoro è costato la vita ad un elettricista di Latisana. L'incidente si è verificato alle 9.15 di ieri all'acciaieria Palini e Bertoli nella zona industriale Ausa Corno di San Giorgio di Nogaro.Giuseppe Della Siega, 49 anni, è morto dopo essere caduto da un carrello, dall'altezza di 8 metri. Ricoverato invece nel reparto di terapia intensiva di Cattinara il collega Alberto Cecotti, classe 1981 il giovane non è in pericolo di vita.
I due, che lavoravano per conto di una ditta di Porpetto, la Campaner Elettroimpianti, stavano eseguendo un intervento di manutenzione all'interno dell'acciaieria. Pare che i due operai stessero provvedendo ad eseguire alcune manutenzioni all'impianto di telecamere installate sulla linea di produzione, quando per cause al vaglio dei carabinieri della stazione di San Giorgio di Nogaro e dell'Ufficio prevenzione infortuni sul lavoro dell'Asl n5 , il cestello del braccio mobile sul quale si trovavano si è inclinato.
Giuseppe Della Siega è precipitato, il suo collega invece è riuscito a rimanere attaccato per alcuni secondi al cestello per poi cadere anche lui al suolo. Soccorsi dal personale del 118 , il giovane operaio palmarino è stato elitrasportato all'ospedale di Cattinara mentre i sanitari tentavano di rianimare Della Siega praticando un disperato massaggio cardiaco. Momentaneamente il cuore dell'uomo ha ripreso a battere, ma trasportato con l'elicottero del 118 all'ospedale di Udine è morto poco dopo il ricovero
Immediatamente è calato il silenzio più profondo alla Palini e Bertoli, bocche cucite e cancelli chiusi così come alla ditta di impianti di Porpetto per conto della quale i due operai lavoravano.
Alle 13.30 all'interno della fabbrica c'era ancora chi affermava di non essere a conoscenza della tragedia anche se giornalisti e rappresentanti sindacali erano invitati a non varcare l'ingresso.
I rappresentanti della Fiom Cigl Giuseppe Fantin e Maurizio Balzanini hanno appreso la notizia nel corso della manifestazione di Cividale e si sono precipitati davanti alla fabbrica dove poco dopo è arrivato anche il rappresentante sindacale interno della Polini e Bertoli ed il responsabile provinciale della Fim -Cisl Paolo Mason.
Solo nel primo pomeriggio i sindacalisti hanno ottenuto di incontrare il responsabile aziendale Piero Gori il quale ha confermato che l'azienda farà il possibile per accertare ciò che ha caduto. Ha ribadito che teoricamente i due elettricisti non avrebbero dovuto trovarsi ad operare in quell'area, che è stata sottoposta, così come la piattaforma meccanica dove i due si trovano, a sequestro dal sostituto procuratore della Repubblica di Udine Lorenzo Del Giudice.
Alessandra Berti







Dall’Arena di Verona:
Due MORTI dopo un volo di 30 metri

Sono precipitati da una piazzola aerea che non era stata fissata

di Alessandra Vaccari
Un volo di una trentina di metri. Due corpi che cadono, in rapida sequenza. Due vite per cui da adesso in poi si deve usare il tempo al passato. In Italia per cercare di stare meglio, guadagnandosi da vivere massacrandosi di lavoro, ma sempre con il sorriso sulle labbra. Un sogno infranto con un volo assurdo che si sarebbe potuto evitare.
Ieri mattina Ovidiu Manole Heisu, 34 anni, romeno, regolare in Italia, residente in via Paolo Borsellino 4 a Verona era con l’amico e connazionale Ioan Petrisor, 29 anni, regolare, residente in via Morandini 5, sempre in città, al lavoro a Buttapietra.
Da finire c’era un ritocco al campanile. Uno strascico dei lavori di ristrutturazione alla chiesa dell’Esaltazione di Santa Croce.
La ditta per la quale lavoravano, la Silpro Srl, di via Val Lagarina 4, sempre di Verona, aveva terminato i lavori, ma doveva sistemare alcune chiazze lasciate da infiltrazioni al tetto del campanile della chiesa.
Ieri mattina alle 8.15, i due operai che lavoravano per la ditta da un paio d’anni, sono saliti sulla piattaforma aerea di un sollevatore Manitu Mrt 2540 turbo. Da quello avrebbero ridipinto. Hanno azionato i comandi che si trovano sul lato destro del carrello e sono saliti fino a quasi trenta metri. Poi proprio perché i due operai si sono scordati di inserire il perno che avrebbe impedito al carrello di «impennarsi», il carrello l’ha fatto.
Ovidiu è volato a terra con un urlo. Ha battuto sul braccio di metallo d’appoggio della pesante gru ed è rimasto a terra, morto.
Agganciato nel vuoto è rimasto Ioan. L’uomo ha provato con tutte le sue forze a tenersi stretto, aggrappandosi alla parte posteriore del carrello, che s’è anche aperta. Ha urlato l’uomo. Un grido che è rimasto nelle orecchie dei tanti che a quell’ora stavano già nella piazza chi per recarsi a messa, chi per andare in farmacia, o a far colazione al bar.
L’operaio, con la forza della disperazione ha provato anche ad alzare le gambe per cercare di agganciarsi alle sbarre del carrello. Ma non ce l’ha fatta ed è precipitato poco lontano dall’amico, travolgendo lo specchietto retrovisore del mezzo.
Da sotto, tra i tanti con il volto all’insù, anche Gianluca Cufone, direttore tecnico del cantiere. È stato lui a correre per cercare di abbassare il braccio. È stato lui a gridare disperato a Ioan di resistere che l’avrebbe tirato giù. Inutilmente.
I due romeni erano in Italia da alcuni anni. Ioan sposato. Ovidiu lo sarebbe stato tra poco meno di un mese, con una sua connazionale che abita a Bovolone. Erano in tanti a conoscere i due uomini, che da mesi stavano sistemando la parrocchia e scambiavano volentieri qualche parola.
«Venivano qualche volta a bere qualcosa da me», dice Jessica Sona, titolare dello Smile Cafè che si trova a un paio di metri dalla parrocchia, «erano due brave persone. Ho sentito il tonfo e credevo ci fosse stato un incidente in strada. Come tante altre volte. Sono uscita e non ho visto auto ferme, così mi sono voltata e ho visto l’operaio appeso al braccio del carrello. E poi...poi l’ho visto volare giù. È stato tremendo. Mi sono sentita le gambe piegarsi».
L’urlo degli operai è stato sentito anche da Ada Grotto, che abita dietro la chiesa: «Ero in casa e mi stavo infilando la camicia per andare a messa. Prima ho sentito un tonfo, poi un urlo disperato di aiuto. Un urlo che non mi dimenticherò mai perchè è stato così intenso, così forte, così disperato che è impossibile dimenticare. Me lo sento ancora dentro».
Le testimonianze si sommano, le une alle altre, tutte drammaticamente uguali. I due operai, oltre a non aver inserito il perno di sicurezza, che è rimasto nella custodia accanto al fanale sinistro della gru, non si erano nemmeno imbragati, così come invece avrebbero dovuto. In questo modo sarebbero rimasti penzoloni nel vuoto, ma si sarebbero salvati all’arrivo dei soccorritori.
Eppure, come hanno sottolineato i titolari del mezzo, che lo danno in affitto ai cantieri, i due avevano fatto il corso sulla sicurezza in ditta. Era stato loro spiegata l’importanza di rispettarle le norme, soprattutto per salvarsi la vita.
«Ho visto l’operaio che si teneva aggrappato con le mani al carrello», ha detto Emanuele Zanon, «e poi precipitare. Sono pratico di queste cose. Ho subito pensato, dio mio, non sono imbragati».
Sul posto oltre ai carabinieri di Cadidavid, quelli del Sis, il servizio investigazioni scientifiche. I vigili del fuoco di Verona hanno dovuto lavorare alcune ore per riaggianciare il carrello e abbassare il braccio mobile. Caschi in testa, imbragature per fissarsi nel caso fosse andato storto qualcosa.
Il traffico sulla statale è stato deviato per parecchie ore, con la polizia municipale locale a dare indicazioni.
Al cantiere sono arrivati i fratelli delle due vittime. Un altro urlo straziante che ha agghiacciato quanti già erano tesi e provati per quello cui avevano assistito.
«Ero in transito», ha detto don Walter parroco di Cadidavid, «ho visto il traffico e ho pensato a un incidente. Ho alzato gli occhi giusto per vedere la scena drammatica di quel corpo che cadeva a terra staccandosi dal carrello». Una scena che in tanti non dimenticheranno più.

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Credo non si siano dubbi.
Ciao
Campagna salvavita
Non ci sono parole,purtroppo.Qualcosa devo dire pero':da noleggiatore vedo spesso lavorare questa gente con piattaforme aeree consegnate IN ORDINE;in piu' di qualche occasione mi reco sul posto per normali controlli e vedo sicurezze rimosse,ceste usate come gru',chiavi by pass legate con il filo di ferro e le cinture di sicurezza INESISTENTI!!!
Una volta in particolare litigai con degli operai polacchi che stavano operando con il nostro Merlo p40/14 dotato di cesta perche' avevano bypassato praticamente ogni sicurezza ,compreso il limitatore(!)
La risposta da parte loro,visto che bloccai immediatamente la macchina,e che cosi "facevano prima".E il responsabile del cantiere (penso fosse addirittura il committente dei lavori)era li che gironzolava tranquillo!!
feci notare a costui la situazione,e questo mi disse che gli operai erano in ritardo sul programma e che non era un problema suo!!!

VALE LA PENA,PER GUADAGNARE 1 ORA,RISCHIARE LA VITA ,SIGNORI OPERAI?

VALE LA PENA,PAR I SCHEI (detto in Veneto)AMMAZZARE POVERA GENTE,SIGNORI IMPRENDITORI?

Chiedo Scusa.
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  #54  
Vecchio 17-01-2008, 21.57.25
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Io sono contro al noleggio a freddo per macchine sopra i 15 metri.
Anzi se sarebbe per me solo manovratori specializzati dovrebbero usare i ponti sviluppabili.
Ma ormai si cerca sempre il risparmio, vedo cestelli anche in mano a banchieri...

I prezzi calano e la sicurezza, pure...
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  #55  
Vecchio 16-02-2008, 13.24.41
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Ciao raga....

Noi come ditta stiamo trattando delle piattaforme sui 18/20 mt nuove e non avendo molta conoscenza della macchine e marche voi cosa mi consigliate?????
Per ora abbiamo avuto proposte le seguenti macchine:
CTE Z 19 EURO 45.000
OIL E STEEL 189 46.500
ISOLI PNT 205 51.500
PAGLIERO MX200 57.00

Voi cosa mi consiglòiate???Gli sbracci sono tutti sui 9 mt c.ca

Il mio capo e' piu orientato su isoli per come a visto la macchin,per il prezzo e' piu sulla Z 19....COME mai c'e questa diff economica????
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  #56  
Vecchio 16-02-2008, 16.11.36
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intanto guarderei se articolata o a doppia articolazione...cambia parecchio da un punto di vista operativo,guarda inoltre l'altezza al piano di calpestio,lo sbraccio bordo navicella e fattelo scrivere...(per alcuni costruttori l'operatore dovrebbe essere un vatusso...)il sistema di stabilizzazione ,(alcune macchine ti danno il consenso di macchina stabilizzata solo quando il martinetto è a fine corsa,per cui se hai un marciapiede non stabilizzi) se lo sbraccio indicato è con piedi ad A o piedi aperti,poi guarda i punti di assistenza ufficiali..è molto importante ..che tipo di comandi in navicella adottano(idraulico,piuttosto che elettroidraulico) "la pulizia " della macchina è molto importante,pochi tubi,fili e/o quant'altro...se ti serve altro....
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  #57  
Vecchio 16-02-2008, 18.48.50
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per 320 c s come ha detto fassigru occhio allo sbraccio effettivo a filo cesta e al tipo ti articolazione.
la Z19 non sbraccia di certo 9 mt ha il difetto che per stabilizzarla la devi alzare molto da terra e poi il controtelaio è parecchio alleggerito e non vorrei che questo fosse un problema però è quella con una portata maggiore(230 Kg).
la 189 ha il difetto rispetto alle altre di non essere una doppio pantografo equesto la penalizza perchè porta il punto di snodo ad un'altezza minore, ha tuttavia un buon prezzo l'affidabilità per l'esperienza avuta è un bel punto interrogativo.
la 205PNT della isoli è una buona macchina però ha il problema della molta elettronica(che ha avuto dei difetti e non so se li hanno risolti) e la stabilizzazione ad A ha un angolo molto aperto e quindi richede più spazio delle altre(pagliero esclusa).
la MX200 è una macchina particolare, il prezzo è sicuramente alto ma che non significa esagerato, dove passi con una MX(245 cm altezza) con le altre non ci passi però ha poi il rpoblema della stabilizzazione che è sui 3.40 m contro i 2.9 della Z1 e delle altre.
poi non avete preso in considerazione due marche che vi consilgio di analizzare la SO.CA.GE e la GSR.
la 20DA della so.ca.ge è una buona macchina è idraulica e quindi in teoria dovrebbe dare meno problemi però a mio avviso oscilla un pò troppo rispetto invece alla PX208 o 219 della gsr che quando ho provato mie sembrata da subito molto ferma.
un consiglio, ma che è una cosa ovvia, le macchine provatele
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  #58  
Vecchio 16-02-2008, 20.04.46
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Ciao...
Si la isoli,la cte sono a doppio pantografo,la mx e' a due sfili poi a l'articolazione poi ancora due sfili,la oil e stell un articolazione sola.
La mx dietro stabilizza come i ragnetti cioe' la "zampa" non esce ma si abbassa...In effetti la mx a un costo molto piu elevato ed e' fatta in lega di alluminio.....La isoli monta comandi elettro meccanici...Un altra cosa che abbiamo notato e che la isoli e oil e stell anno la cesta che gira +- 90° le altre 75 o addirittura 60...queste mi sembrano dei punti a favore delle altre..pero' come dicevo abbiamo usato solo oil e stell a noleggio le altre dobbiamo provarle...La cte mi pare che abbia il telaio alleggerito e tagliato....Perche' parlando con i venditori delle macchine concorrenti t dicono i loro difetti e' anche vero che ognuno tira l'acqua al suo mulino...VOI cosa mi consigliate di tenere piu in considerazione escludendo la mx per appunto il prezzo e il fatto che e' di alluminio...Ha la socage ci deve fare ancora il prezzo..
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  #59  
Vecchio 16-02-2008, 22.05.56
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Si la isoli,la cte sono a doppio pantografo,la mx e' a due sfili poi a l'articolazione poi ancora due sfili,la oil e stell un articolazione sola.
La mx dietro stabilizza come i ragnetti cioe' la "zampa" non esce ma si abbassa...In effetti la mx a un costo molto piu elevato ed e' fatta in lega di alluminio.....La isoli monta comandi elettro meccanici...Un altra cosa che abbiamo notato e che la isoli e oil e stell anno la cesta che gira +- 90° le altre 75 o addirittura 60...queste mi sembrano dei punti a favore delle altre..pero' come dicevo abbiamo usato solo oil e stell a noleggio le altre dobbiamo provarle...La cte mi pare che abbia il telaio alleggerito e tagliato....Perche' parlando con i venditori delle macchine concorrenti t dicono i loro difetti e' anche vero che ognuno tira l'acqua al suo mulino...VOI cosa mi consigliate di tenere piu in considerazione escludendo la mx per appunto il prezzo e il fatto che e' di alluminio...Ha la socage ci deve fare ancora il prezzo..
E'passato un po',ma io posto lo stesso:lascia perdere telai alleggeriti e altro:nessun vantaggio a livello strutturale,lo fanno per una questione di peso complessivo!(a detta di chi conosce bene quelle macchine)Noi siamo concessionari SOCAGE e noleggiatori (lo dico al solito per evitare accuse di parte) e il mio consiglio e' questo:1) doppia articolazione!!! fondamentale per i lavori a parete
2)Meno elettronica possibile,salvo i sistemi di sicurezza (vedi limitatore di momento,non quello geometrico,a mio avviso piu' preciso e composto di meno parti soggette a guai3)Eviterei i carri di una nota marca giapponese;io personalmente li trovo instabili,mal sopportano il peso costante della parte aerea,sono bassi con possibili danni da urti al serbatoio nafta e al radiatore.Con una opzione per i nuovi modelli che stanno uscendo in questi giorni che avro' modo di vedere.Poi e' chiaro,chi piu' spende meno spende!Au revoir
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  #60  
Vecchio 17-02-2008, 11.41.37
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il mio discorso riferito al telaio della Z19 non è di certo una critica nel senso che se la fanno così i problemi non ci sono però magari la macchina è meno "ferma"...per il carro la marca non importa , a mio avviso qualsiasi mezzo andrebbe bene purchè al posteriore sia gemellato e non singolo e ovviamente con una tara che mi permetta di installare certe attrezzature e con un prezzo accettabile.
noi facciamo noleggio e quindi questo diventa comunque importante per riuscire a dare un servizio completo senza uscire dal mercato.
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