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Forum Dumper e Camion Cava/Cantiere
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  #61  
Vecchio 16-03-2006, 20.32.57
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Ho provato anch' io ad ingrandire la foto,e mi sembra di vedere il polso piegato dallo sforzo.
Piuttosto, secondo voi, che allestimento è?
Secondo me, una cisterna(il lamierato tutto storto, credo sia il parafango, e non il longherone di un cassone).
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  #62  
Vecchio 16-03-2006, 21.02.47
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Credo sia il classico "parafangone" da cisterna!Non ci giurerei ma si vede anche un supporto di una sella da cisterna!quasi al centro della foto!Facci caso!Niente di certo eh!si intende!
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  #63  
Vecchio 16-03-2006, 21.38.37
luke12 luke12 non è connesso
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Tornando un attimo alla foto mistoriosa, non può essere che stia sfilando la chiave semplicemente? Sembra che con la mano destra non faccia nessuno sforzo particolare, mentre la sinistra, che servirebbe in caso di avvitamento-svitamento, solo da guida, sembra stia avvolgendo saldamente la chiave, come per sfilarla....
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  #64  
Vecchio 17-03-2006, 00.13.58
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Predefinito Fiat-Iveco in Africa

Ciao a tutti voi, mi tuffo anch'io in questo mare popolato di vecchie bielle e pistoni asmatici.
343 Bianchi ha certamente viaggiato più di me, comunque voglio dare il mio contributo alla sua lista di mezzi italiani venduti all'estero.
Lo farò "a rate", parlando con esperienza diretta, cominciando dalla Cina.
All'inizio degli anni '70 l'allora Fiat Veicoli Industriali vendette alcune migliaia di 682 alla Cina, che però non autorizzò la presenza di tecnici italiani della D.A.T. (Direzione Assistenza Tecnica) sul suolo cinese.
Ricordo che a tali mezzi, prima di essere caricati sulle bisarche con destinazione Porto di Genova, facevamo al Collaudo Funzionale dello stabilimento di Via Puglia a Torino una MAPS (Messa a Punto Straordinaria), una specie di tagliando preventivo che comunque a volte rilevava delle magagne, trattandosi di mezzi stoccati sul piazzale magari da divesre settimane.
Ci fu anche uno strascico giudiziario, ricordo infatti che con la complicità di alcuni autisti della ditta di bisarche, in qualche capannone lungo il percorso venivano sostituiti ai 682 centinaia di pneumatici nuovi con altri ricostruiti.
Oggi Iveco ha diverse Joint Ventures in Cina e vi fabbrica Daily ed autobus.
All'inizio in CKD (Completely Knocked Down), cioè solo montaggio di pezzi arrivati dall'Italia, poi sempre più parti prodotte in loco. Oggi siamo oltre il 90%. Negli ultimi anni (da fine anni '90) sappiate che il basamento di tutti i motori 8140 (Sofim) prodotti a Foggia, località Incoronata, equipaggianti la gamma Daily, arrivavano dalla Cina.
Il seguito alla prossima puntata.
Ciao
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  #65  
Vecchio 17-03-2006, 18.51.01
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Ciao a tutti,
vi seguo da qualche tempo ed ho deciso di iscrivermi.
Non avrei mai immaginato che esistesse un forum come questo e sono contento di averlo trovato e' tutto molto interessante.
Ho il rammarico di non avere tutto il tempo che meriterebbe questo forum anche solo per leggere la maggior parte dei messaggi.
Complimenti a tutti.
Vi allego una interessante foto che ho trovato sul web e che ho scelto come avatar. Forse la conoscete gia'.
Su questa foto c'e' scritto Fiat sul dumper ma ho dei dubbi che Fiat lo abbia prodotto. Sicuramente qualcuno sapra' togliermi i dubbi.

Saluti

Fiat Allis
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Ultima modifica di Fiat Allis : 17-03-2006 alle ore 19.45.53
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  #66  
Vecchio 17-03-2006, 22.59.04
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la scritta fiat e' fatta col computer ....la fiat non ha mai prodotto dumper di quel tipo ...quello della foto e' un terex.
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  #67  
Vecchio 17-03-2006, 23.08.48
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Infatti...la Fiat non ha mai fatto bestioni di quel tipo....


Comunque a proposito di passione viscerale.. io avrei molto da dire, se ho chiuso in un cassetto un diploma da geometra, nascosta Macella per 20 anni.. e buttato tutto er aria.. ed ancora oggi, ogni vota che ho un camion in mano, è sempre un emozione nica, ed alcune volte, tipo stamane... in un eccesso di autostima.. sono scoppiata a piangere.. ma di gioia....
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  #68  
Vecchio 21-03-2006, 18.30.55
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Predefinito Vecchiette arzille.

Benvenuto a FIAT ALLIS,
Vi propongo ancora simpatiche immagini, da un mondo relitto, ma che è vivissimo:


Il mitico Fiat 634 di Asmara (venuto giù negli anni '30 prima della guerra), lavora alla grande.


Questa 600 fa tenerezza, dietro un OM Leoncino le fa la guardia.


1100 D... lusso...


Taxi sempre orgogliosamente in voga.
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  #69  
Vecchio 21-03-2006, 20.21.21
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Predefinito Ad oltranza.

Beccatevi pure questo, che... fa bene alla salute...:

Sarà mica lo stesso 634 (vedi sopra) poi riciclato a vita civile?

Ed ora qualcosa di attuale, ben poco però:

Iveco Magirus con rotary oleodinamica per sondaggi idrogeologici.
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  #70  
Vecchio 21-03-2006, 21.27.26
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Esperia ma un pò di foto di MMt in africa????
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  #71  
Vecchio 22-03-2006, 13.26.00
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Predefinito A Pietro.

Citazione:
Originalmente inviato da pietro
Esperia ma un pò di foto di MMt in africa????
Caro Pietro,
di MMT, più o meno gigantesche, in Africa ne trovi tante, nelle tante enormi miniere a cielo aperto che esistono. Potrei sbizzarrirmi a metter su foto di Komatsu, Demag, Cat, Liebherr e magari anche qualche Perlini, vero.
Ma quello che a me interessa, almeno in questa discussione, è un approccio, più emotivo, più nostalgico, più, appunto viscerale. Magari rileggiti il mio post d'esordio, dove coglierai meglio lo spirito e l'obbiettivo dei miei interventi, e, dei vostri apporti ricchissimi d'esperienza e di sensibilità.
Di meravigliosi giganti Nippo-Yankee-Germanici ne trovi quanti ne vuoi in mille siti, questo compreso, il fatto che stiano in una miniera di diamanti o di carbone in Africa cambia poco.
Anzi, a te e a chi vuole, chedo io il piacere di vedere vecchie foto di glorie italiche che ancora portano alta la bandiera italiana nel mondo!
Ciao e grazie.
Esperia.
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  #72  
Vecchio 22-03-2006, 23.23.44
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Una curiosità. ma quella foto che ritrae il 634 è recente?
Il mezzo è ancora attivo?
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  #73  
Vecchio 23-03-2006, 13.12.40
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pietro pietro non è connesso
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Caro Esperia io mi riferivo a MMT italiane, Fiat, Benati, Hydromac ecc!! Che in Africa ancora si danno da fare..........e penso che anche queste insieme ai camion siano glorie italiane!!!
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  #74  
Vecchio 23-03-2006, 17.15.01
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Predefinito 634.

A 682 n3:
il 634 è "vivo" e "vegeto" e ancora è apprezzato nella municipalità di Asmara (Eritrea).

A Pietro:
certoamente che le MMT propriamente dette sono glorie della tecnologia italiana nel mondo, eccome!
Ma sinceramente, nei miei vagabondaggi sul Web non sono riuscito a beccarne, almeno per il momento. Non è detto che non ci si riesca a metter dentro qualche bella foto. Anzi ti invito in qusto mio e nostro tentativo di ricognizione delle MMT italiane nel mondo (terzo e non).
Ciao.
Esperia.
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  #75  
Vecchio 23-03-2006, 19.44.19
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Predefinito Foto a gogò.

Il mitico FIAT 682:
"l'autocarro italiano che fagirare il mondo..."


Amigo, monta sù!


FIAT SEICENTOTANTADUE INTERNI.


M'han fregato l'avatar, è terribilmente possente il camionaccio!


Ken 853 6x6: incontriamo ancora lo svitatore folle che colpisce!
Abbatteteloooo!
Ma, allora, cosa mai starà facendo ragazzi?
Svita o avvita?
Ebbene mi voglio rovinare, avvita, e dondola pure di peso col rischio di spezzare la colonnetta!
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  #76  
Vecchio 23-03-2006, 20.40.50
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questo è lampante che avvita...a meno che in Africa la forza di gravità agisca in direzione opposta nell'emisfero Australe, visto che l'acqua fa il vortice al contrario, magari anche la gravità spinge verso l'alto in quel caso sta svitando
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  #77  
Vecchio 24-03-2006, 09.55.47
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Predefinito A Fritz.

Citazione:
Originalmente inviato da Friz
questo è lampante che avvita...a meno che in Africa la forza di gravità agisca in direzione opposta nell'emisfero Australe, visto che l'acqua fa il vortice al contrario, magari anche la gravità spinge verso l'alto in quel caso sta svitando
Calma Fritz, la causa del fatto che i vortici girano al contrario nell'emisfero sud (antiorario a nord, orario a sud), sia per i gorghi che per i cicloni atmosferici risiede nella legge Coriolis-Ferrel, legata a cause ben diverse dalla gravità, ma non divaghiamo.
Piuttosto che ne dici di queste vecchie glorie fossili che, scartate da noi, sono state e sono ancora apprezzate nel terzo mondo?
Ciao.
Esperia.
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  #78  
Vecchio 24-03-2006, 12.24.30
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Predefinito Nigeria

Ringrazio Esperia per l'incoraggiamento e questa volta vi parlo della Nigeria.
Anni '71 e '72, non so bene dirvi quali camion Fiat fossero diffusi in quel Paese, perchè per due anni non sono uscito dai cantieri della Stirling Astaldi (Nigeria) Ltd e non ho visto altro.
Io assistevo (per fortuna !!!) le centinaia di 682 nei vari cantieri della ditta, dico per fortuna perchè ero un tecnico inesperto, fresco di scuola e mi son fatto le ossa su quella meraviglia di camion semplice, docile ed instancabile che potevi riparare anche con il fil di ferro.
Molte delle cose che mi avevano insegnato per due anni al centro di formazione di Torino si sono rivelate inapplicabili sul posto, perchè mancavano ricambi ed attrezzatura, si doveva letteralmente "inventarsi" qualcosa di nuovo ogni giorno.
Ho imparato ad aggiustarmi dagli altri meccanici bianchi dei cantieri, che si occupavano delle pale, ruspe e di tutto ciò che si muoveva, ad eccezione dei 682 che erano affidati a me per contratto con Fiat.
Oltre a questi, avevamo anche qualche 697 TP che trainava le bighe (si dice cosi?) con le quali si spostavano i Cat D6, D7 e gli altri cingolati.
Nei cantieri venivano anche utilizzati del Leyland per le missioni di servizio, quali autobotti, approvvigionamenti e trasporti ausiliari.
Nel Paese i camion adibiti a trasporto pubblico di persone (mamy-lorry) erano dei Ford, famigerati perchè non frenavano, almeno così dicevano i locali.
I 682 avevano tutti un ribaltabile trilaterale Calabresi, solo alla fine arrivarono anche dei bellissimi Isoli.
Negli anni '80 e inizio '90 in Nigeria, a Kano, l'ormai costituita Iveco mise su con l'importatore locale uno stabilimento di montaggio di un ibrido strano ma evidentemente adatto alle esigenze locali, con telaio del 682 e quindi motore 203.A.61, però frizione Spicer con servofrizione, cambio Fuller e non so quali ponti e assali. La cabina, se ricordo bene, era del tipo 619 e non del 682.

Ciao a tutti
Engineman
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  #79  
Vecchio 24-03-2006, 18.53.11
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Predefinito A Engineman.

Caro Engineman,
però, grattando e cercando escono fuori delle formidabili esperienze di Vita come la tua che arricchiscono tutti, chi sul lato tecnico, chi sull'umano, chi su entrambi.
Certo che vivere nel 71-72 nell'anglofona Nigeria, ancorchè rinchiusi nel recinto del cantiere è un'esperienza eccezionale, probante.
Vedi, io non sono un tecnico, non ho nozioni particolari in ambito "camionistico" da apportare a gente come Te e come tanti nel forum, che ha due ..... così, fumanti!
No, io me ne sto nel cantuccio ad ammirare quegli "animali" e quel vivere simbiotico con essi che esisteva una volta, e che oggi, mi pare, sia molto cambiato.
La mia "storia" coi camions, è quella dapprima quella di un bambino come tanti negli anni 60 e 70, che guarda estasiato ruspe e camion serie 600 FIAT nei cantieri vicino casa, eppoi, nei primi anni 90 quando la guerra infuria in Somalia s'accorge che la serie 600 è ancora presente e stimata in Africa, soprattutto nel corno D'Africa, in quei territori che dopo il colonialismo si trasformarono in una sorta di protettorato italiano.
Da allora, ho voluto approfondire questa realtà, questa archeologia industriale che ancora sopravvive così lontano dall'Italia. Sono un esteta, un cultore, nulla più.
Questo è il mio "imprinting", e non nascondo che quando vedo in foto o in TV qualche asmatico 682 dalla bella "faccia" italiana (col baffo), che arranca nelle piste africane mi commuovo. Beh, l'Italia, allora non solo spaghetti, mandolino e ... sorvoliamo.
Ebbene la serie 600 e particolarmente il 682, è la quintessenza di questa italianità bella, operosa, fattiva. Oltre ad essere armonico e possente, tu lo confermi, era anche semplice e robusto: ecco spiegato il suo successo internazionale (che però conosco poco), ed immagino che ce lo invidiavano parecchio.
Vorrei per quel che riesco, instillare nei più giovani quell'orgoglio ed entusiasmo che ci caratterizzava negli anni 60 e 70 per la tecnologia non smisurata, nè sprecona (come l'americana, la tedesca e la francese), ma equilibrata e vincente del made in Italy, e al contempo dare conforto ai matusa mostrando ammirazione e stima per la loro esperienza di vita, spesso sottovalutata e calpestata.
Vi riporto allora, un brano del 2003 di un giornalista fotografo italiano che pur non capendo nulla di camion (come il 99,999% di costoro) si è accorto di questa straordinaria presenza italiana in Etiopia, addirittura (sic) chiamandola per nome, e ne è nato un gustoso spaccato di quel lontano mondo... dove sopravvivono i 682:

" CAMION TAXI E PIZZETTE. Di Michele Bella.
Lungo le infuocate strade etiopiche, tortuosi capolavori del littorio genio italico, non si vedono che loro: i vecchi, asfittici, sbuffanti camion FIAT 682, simbolo della tecnologia italiana negli anni del boom economico. Più che leoni dell'asfalto ricordano caserecci animali da soma, eppure sono i padroni assoluti del trasporto su gomma nel Corno D'Africa. Carichi all'inverosimile di merci animali e persone, arrancano indomiti e scalcagnati, mostrandi i segni di ferite ricucite alla meglio. Le macchine hanno un'età media che s'aggira sui quarant'anni, ed hanno tutte la stessa caratteristica: sono state costruite a Torino. I modelli? FIAT 110, 1500, 124, qualche rara 600 multipla. Spedite da queste parti per vivere un'ultima stagione di gloria, scarrozzano con fatica, ma con estrema dignità, passeggeri costretti a sedersi sui sedili in finta pelle squarciati da enormi strappi dai quali emergono molle e imbottitura. Velocità media, non più di trenta all'ora: circa quindici in salita, ma almeno quaranta in discesa.
Lo stemma bianconero è dipinto sulla porta a vetri dell'entrata, un cartello avverte che l'ingresso è riservato aisoci. E' il circolo Italiano Juventus, sede del club degli italiani di Addis Abeba. Arredato nel più rigoroso stile da provincia italiana anni '50, è un luogo di memoria e nostalgia. Al bancone del bar camerieri etiopi dall'improbbile accento napoletano servono campari e pizzette. Sui tavoli da bigliardo signori in coppola e baffetto rado sul labbro superiore si sfidano a boccette. Le signore siedono in gruppetti ai tavoli, sferruzzando con un occhio sempre vigile sui bambini, che giocano schiamazzando e molestando gli avventori dei tavoli vicini. Italiani d'Etipoia ed etiopi d'Italia. Ingredienti di un malinconico cocktail da società postcoloniale, sbiaditi come fotogrammi di un vecchio film neorealista che racconta un mondo in via di estinzione, e che tenacemente sopravvive a se stesso."
Questo breve racconto potete anche trovarlo al seg. indirizzo:
http://www.neosnews.org/sites/neosne...ondoapezzi.pdf
Grazie a tutti voi.
Esperia.
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  #80  
Vecchio 24-03-2006, 19.36.54
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Citazione:
Originalmente inviato da Esperia
Calma Fritz, la causa del fatto che i vortici girano al contrario nell'emisfero sud (antiorario a nord, orario a sud), sia per i gorghi che per i cicloni atmosferici risiede nella legge Coriolis-Ferrel, legata a cause ben diverse dalla gravità, ma non divaghiamo.
Piuttosto che ne dici di queste vecchie glorie fossili che, scartate da noi, sono state e sono ancora apprezzate nel terzo mondo?
Ciao.
Esperia.

si lo so che non c'entra la gravita coi voritci in senso contrario
era per fare una battuta
cmq anche da noi di vecchie glorie ce ne sono parecchie ancora al lavoro
dovresti vedere qui da noi in vendemmia...anche se qualche anno fa ce ne erano molte di più
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  #81  
Vecchio 24-03-2006, 20.03.41
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Predefinito Africa

In effetti, essere in Africa nei primi anni '70 è stata un'avventura che mi è successa per caso (all'assunzione in Fiat non avevo chiesto di finire nell'assistenza all'estero, non sapevo dove sarei stato destinato).
Da ragazzino che non era quasi mai uscito dal suo paesino, mi son trovato catapultato in un Paese lontano e, per quel che ne sapevo, selvaggio, parlavo solo francese che lì non mi serviva a niente ed è stata una scuola di vita inestimabile, specie vedere dal di dentro la vita della gente del posto.
Poi ho vissuto in altri posti, ve ne parlerò ogni tanto perchè non voglio abusare di questo spazio.
Sono anche stato coinvolto in tre guerre ma mi è andata bene.
Soprattutto devo ringraziare quei magnifici camion, i 682, muli forti e pazienti e che con quel tipo di cambio era divertente guidare. Ricordo che era più facile riuscire a non grattare se il camion era a pieno carico anzichè a vuoto.
Quando non avevo nulla da fare nel mio punto di assistenza allestito in qualche radura lungo il passaggio dei camion dalla cava di laterite rossa (le chiamavano "borrow pitt" e quando ci spostavamo rimaneva solo un enorme buco nel terreno) alla strada in costruzione dove si scaricava, sovente fermavo un camion, ne facevo scendere l'autista nero che volentieri andava a dormire sotto un albero, e lavoravo per qualche ora.
Feci poi la stessa cosa con le macchine movimento terra, solo il "grader" e gli enormi "scraper" non ho mai imparato ad usarli bene, ma non è facile, mentre mi divertivo con le pale ruotate.

Ciao
Engineman
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  #82  
Vecchio 25-03-2006, 02.13.48
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Predefinito

Esperia, se vai in Etiopia ti do una dritta per andare a scoprire non il leggendario "cimitero degli elefanti" ma il reale cimitero dei camion.
Mio Padre tra guerre e meccanica è stato in AOI dal 1935 al 1955.
Mi ha sempre parlato di un tratto della strada che da Aba andava nel governatorato del Gimma. Arrivavi ad un paese, Usciater (dente di cane) e scorgevi un altro paese, Quoza Mariam (S.Nome di Maria) che pareva quasi attaccato ad esso. Solo che in mezzo c'è la gola del Nilo Azzurro, ed invece di qualche km di rettilineo c'erano Km e Km di discesa tipo cave di Carrara, ponte di barche sul fiume ed altri Km di risalita nelle medesime condizioni. (o viceversa).
Ed in tantissime curve dovevi far manovra.
Di camion Italiani e stranieri ce ne erano a bizzeffe e di tutti i tipi e marche, sia con i freni a corde, a depressione, ed aria compressa.
Ma tutti scendevano a turno e con lo sportello legato per tenerlo aperto onde meglio lanciarsi fuori cabina dato che sovente gli autocarri sviavano e precipitavano nei baratri se non arrivavano direttamente in fiume.

Ultima modifica di junker : 25-03-2006 alle ore 14.48.57
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  #83  
Vecchio 27-03-2006, 16.50.28
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Predefinito Siria

In Siria, dal 1973 al 1975 vendemmo parecchi bus 331A, sia scudati che già carrozzati. Era un telaio con meccanica del 684N predisposto all'allestimento di una carrozzeria autobus (telaio e scudo anteriore con la plancia = scudati).
Circa 600 pezzi già carrozzati da Portesi (di Rho, carrozziere che ora non esiste più) furono destinati al trasporto urbano nelle due principali città, Damasco ed Aleppo.
Il problema era che il venditore (come succede ancora adesso, sovente non sa fornire al cliente il mezzo adeguato) vendette dei veicoli con cambio meccanico e frizione a secco per il trasporto urbano! Il disco frizione durava pochi giorni, anche grazie ai sovraccarichi con grappoli di persone appesi fuori dalle porte aperte, come è d'uso in quei posti. Non so quale provvedimento fosse stato preso, anche perchè quando tornai in Italia le cose stavano ancora così.
Altri 1.200 bus 331A, scudati, vennero carrozzati da carrozzerie locali e destinati ai collegamenti interurbani ed extra-urbani.
Questi andavano bene e ci fecero spendere ben poco in garanzia, perchè erano trattati bene dai loro proprietari (privati) che, a differenza degli autisti pubblici delle municipalità eseguivano regolare manutenzione e dedicavano al mezzo ogni possibile attenzione.
Devo segnalare che, una volta carrozzati localmente con sovrastrutture massicce e pesantissime, a vuoto questi autobus raggiungevano già il PTT massimo di omologazione, e poi ci caricavano sopra almeno un centinaio di persone con relative masserizie ...!
Altri veicoli che fornimmo alla Siria in quel periodo furono parecchi 682, 619, 300 PC-PT, 50 NC, 100 NC, 110 NC, 684N, 160 NC, bus 329 derivati dal Lupetto (motore CO3/41) sia scudati che carrozzati, 616 diesel a 4 cilindri e parecchi 616 con motore a benzina della Campagnola. Immaginate i consumi, ma là il petrolio costa poco..
La compagnia locale Karnak, che assicurava il regolare collegamento di linea veloce tra Damasco e Aleppo, acquistò n° 12 autobus mod. 343L (motore 8200.12 e cambio meccanico a 10 marce), autobus per l'epoca già molto belli e lussuosi.
Segnalo anche che dovemmo far arrivare un numero inusuale di motori interi 8210.02 come ricambi, perchè molti di questi venivano montati sui camion musoni Bussing al posto di quelli originali, ritenendoli superiori.

Engineman
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  #84  
Vecchio 28-03-2006, 10.56.42
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Predefinito Passione Italiana

Scusate se intervengo per parlare del presente dopo voi del passato glorioso.
Ho trovato su un sito tedesco questa foto.
E una visione parziale del parco macchine di una ditta tedesca di autotrasporto nata decenni orsono.
All'origine avevano camion Magirus, poi Mercedes, poi Man, poi Scania, poi ancora Mercedes e adesso ?
In fatti hanno un centinaio di mezzi ma il parco riporta la stessa proporzione nei marchi scelti.
Pensare che i tedeschi, come tanti altri, scelgono i fornitori, prima tra i loro e poi, solo se non hanno trovato si rivolgono all'estero. Non come in Italia dove l'esterofilia è di regola !
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  #85  
Vecchio 28-03-2006, 13.21.14
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Predefinito Passato e attuale.

Junker,
sarebbe interessante rivedere qualche foto di tuo padre con gli autocarri dell'epoca, oppure avere notizie dirette da chi in Africa Orientale c'è vissuto, si perchè lì, innegabilmente vi è rimasto un retaggio industriale italiano notevole, ferrovie, camion, strade, industrie ecc., che deve essere studiato e rivalutato.

Engineman,
belle le tue testimonianze dirette, non chiacchiere, ma fatti oggettivi dell'epoca. Avevo ragione a pensare che c'era un effettivo attivismo dell'industria pesante italiana, ben diverso da quello odierno, oggi che tutti o quasi i giovani hanno perso l'amore verso la meccanica.

Reneka,
verissimo che siamo esterofili.
Io mi sono "sentito male", in questi due anni nel vedere la sfilata della FF.AA. del 2 giugno dove abbondano macchine cc, macchine polizia, macchine G.d.F., camion VV.FF., pick up e camion Protezione civile in maggioranza di produzione straniera! E tutto ciò bellamente magnificato da giornalisti politici e commentatori vari..., che non si sono accorti di questo devastante dilagare a danno delle industrie nazionali.
Tutto vero, ma c'è un ma. Diamo una botta al cerchio e una botta alla doga. Che gli italiani siano esterofili è assodato ma che l'industria, italiana FIAT in primis, gliene abbiano dato buon motivo è pacifico.
Chi dorme non piglia pesci.
Dov'è finita la tradizione fuoristradistica della campagnola, primo mezzo del genere a ruote idipendenti e telaio integrato? avevamo forse bisogno di Giapponesi e Tedeschi che c'insegnassereo dopo averci copiato?
I camion FIAT che negli anni 60 strapazzavano l'Europa ed il mondo, con decine di accordi di costruzione su licenza in territorio straniero?
Perchè hanno trascurato la piccola e media industria padana del settore MMT con decine di fallimenti con acquisizioni di multinazionali iperpotenti straniere?
Cosa fanno l'Istituto per il commercio Estero o le nostre ambasciate per sostenere l'industria meccanica italiana nei paesi in via di sviluppo(che è sempre strategica). E non certo le commedie di Totò e Peppino... quali ambasciatori d'italianità.

Comunque non tutto è perso, c'è un passato e una testimonianza lasciataci dai nostri padri, una cultura legata al sudore della fronte e all'impegno non superficiale che quantunque la si voglia far dimenticare, riemerge poderosamente.
E, nel nostro piccolo, anche quì, stiamo dando il nostro contributo per questa rivalutazione.
Scusate lo sfogo.
Esperia.
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  #86  
Vecchio 28-03-2006, 18.45.30
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Predefinito Passato e futuro

Non fa niente, è giusto che il reparto "geriatrico" si riposi un po' ogni tanto e lasci spazio a cose più attuali e ai giovani che scalpitano.
Circa l'esterofilia, come volete che sia diverso se i due contendenti girano in Audi (il Cavaliere) e in BMW (il Professore)?
Mi è stato detto che sono i concessionari romani di queste marche a regalare alle Istituzioni Pubbliche queste macchine.
Non so se la nostra industria nazionale sia altrettanto furba, ma qui viene il dubbio: cosa può proporre? Maserati e Ferrari, che mi sembrano un po' troppo per quella gente su cui non voglio dire ciò che penso. Oppure la Thesis, che non se ne vedono in giro, le hanno solo i dirigenti Fiat perchè gliele regalano e qualunque tedesca è più bella?
Abbiamo delle belle Alfa Romeo, che in Germania ci comprano come noi qui compriamo le BMW, ma ne vedo poche nei cortei dei politici.

Ci risentiamo presto, stavolta con la puntata dell' Algeria.
Engineman
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  #87  
Vecchio 28-03-2006, 19.11.50
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Esperia, quando ritrovo il cd, le foto te le posto sicuramente. (in giro per i forum ne ho anche postate alcune).
Tutto poi vero quello che dite sulla esterofilia “ma”….(occhio, leggete pure i miei post, noterete che non sono davvero per i mezzi esteri e nella mia ditta è sempre stata data la preferenza al macchinario Italiano), il ma…c’è sempre.
Caviamo il Fiat 634 ed eredi mettendo da parte le loro pompe bosch ed impianti westinghouse, le altre macchine diesel Italiane erano tutti “matrimoni”:
Om/Saurer, Lancia/Junkers, Alfa/Bussing e Deutz, Isotta Fraschini/Man.
Torniamo in Etiopia; qui se mettessi giù tutto quello che mio Padre mi ha raccontato dei suoi 20 anni d’Africa dovrei scrivere un libro. Ma comunque anche qui, pur essendo presenti tutte, nessuna esclusa, le grandi ditte, e di ogni settore, Italiane, il parco mezzi era variegato; certo, l’esercito del Nord aveva in maggioranza mezzi Italiani, quello del Sud, Somalia, mezzi americani e treni Caterpillar. Ma quando le autocolonne erano composte anche da mezzi di ditte/privati come il 634 che ha postato Esperia erano presenti in modo massiccio autocarri di tutte le marche, Europee ed Americane, segno questo che la tendenza all’acquisto di mezzi non nazionali c’è sempre stata .
Però, "i vertici" giravano sicuro su macchine Italiane; Lancia la casa Reale, Alfa il Governo, Fiat l' Esercito e, se non avevamo all'epoca Maserati e Ferrari, con l'Isotta, tolta l'Hispano Suiza, avevamo poca concorrenza davvero.
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  #88  
Vecchio 04-04-2006, 00.55.41
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Proseguendo nella mia testimonianza (che comunque non mi sembra fuori luogo in questa discussione), in Algeria nel periodo di mia residenza dal 1982 al 1985 Iveco vendeva un po' di tutto, compresi vari tipi di musoni Magirus Deutz molto apprezzati localmente, però in seconda posizione rispetto a Renault V.I. che oltre ad essere un tradizionale fornitore dei Paesi francofoni del Magreb aveva anche uno stabilimento di produzione ad Algeri di simil-Renault con il marchio dell'industria statale Sonacome e vecchia cabina Berliet.
Avanzava anche l'insidiosa concorrenza dei giapponesi, che con Hino nei pesanti e varie altre marche nei leggeri si stava impossessando di quote di mercato anche grazie a spregiudicati finanziamenti e dilazioni di pagamento che noi non potevamo fare.
Insomma, a parte alcuni validi mezzi piccoli, i medi e pesanti giapponesi erano a quel tempo (non so adesso) tecnologicamente superati e obsoleti ma ... con la stessa somma il cliente ne comprava due dei nostri oppure tre dei loro.
Sul mercato erano anche presenti (pochi) Volvo, il cecoslovacco Avia, l'indiano Tata e roba sovietica varia.

Engineman
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  #89  
Vecchio 04-04-2006, 11.46.36
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Predefinito Anni '80.

Citazione:
Originalmente inviato da Engineman
Proseguendo nella mia testimonianza (che comunque non mi sembra fuori luogo in questa discussione), in Algeria nel periodo di mia residenza dal 1982 al 1985 Iveco vendeva un po' di tutto, compresi vari tipi di musoni Magirus Deutz molto apprezzati localmente, però in seconda posizione rispetto a Renault V.I. che oltre ad essere un tradizionale fornitore dei Paesi francofoni del Magreb aveva anche uno stabilimento di produzione ad Algeri di simil-Renault con il marchio dell'industria statale Sonacome e vecchia cabina Berliet.
Avanzava anche l'insidiosa concorrenza dei giapponesi, che con Hino nei pesanti e varie altre marche nei leggeri si stava impossessando di quote di mercato anche grazie a spregiudicati finanziamenti e dilazioni di pagamento che noi non potevamo fare.
Insomma, a parte alcuni validi mezzi piccoli, i medi e pesanti giapponesi erano a quel tempo (non so adesso) tecnologicamente superati e obsoleti ma ... con la stessa somma il cliente ne comprava due dei nostri oppure tre dei loro.
Sul mercato erano anche presenti (pochi) Volvo, il cecoslovacco Avia, l'indiano Tata e roba sovietica varia.

Engineman
Caro Engineman,
complimenti per l'aver potuto girare il mondo grazie al tuo lavoro.
Ebbene si, il maghreb francofono (Marocco, Algeria, Tunisia), oltre a mezz'Africa occidentale è ed è sempre stato riserva di caccia francese, colonie, ex colonie, protettorati e presìdi militari.
Ti chiedo:
- in Algeria hai mai avuto modo d'incontrare alcune delle splendide macchine sahariane di produzione transalpina, mi riferisco in particolare ai famosi Berliet T100, GXO, GBO? Si, perchè, va riconosciuto ai cugini di aver prodotto dagli anni 50 ai primi 70 degli straordinari, e talora giganteschi, mezzi dedicati all'esplorazione petrolifera desertica (i c.d. oilfield trucks)la cui unica concorrenza erano i Kenworth ed eventualmente alcuni modelli FAUN.
- esisteva una qualche concorrenza italiana vedi IVECO-SIVI, Perlini, Astra ecc.?
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  #90  
Vecchio 04-04-2006, 11.56.10
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Predefinito Chapeau!

Ma regaliamoci ancora alcune immagini di straordinari mezzi desertici Berliet d'epoca:


Il mitico T100 "le camion plus grand du mond" 1958 motore Cummins 12 Cil. 700HP 6x6, restaurato, conservato ed esposto al pubblico alla Fondation Marius Berliet di Lione, loro si che ci tengono...


L'erede del T100, il GXO, caratteristiche simili unico modello costruito.
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