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Colture e Tecniche Agricole
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  #31  
Vecchio 23-08-2005, 19.47.29
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qua ormai il 90% di frumento e orzo è seminato su sodo o con minima lavorazione

nella mia zona nn ci sono grandi perdite di produzione anzi a volte il frumento messo su sodo produce d + d quello tradizionale
questanno qualcuno ha messo il mais su sodo a vederlo sembra molto bello
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  #32  
Vecchio 23-08-2005, 22.22.21
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La semina su sodo a mio avviso, è per ora consigliabile per i cereali autunno-vernini. Il discorso terreni, è presto detto: in terreni argillosi e magari compattati, la sola semina su sodo può avere buoni risultati solo se piove poco. Altrimenti è necessaria una lavorazione tipo ripuntatore o perlomeno estirpatore a 3 o più lame.
In altri tipi di terreno sono dell'idea che sia una valida soluzione. Cosiderando ad esempio la classica successione frumento a mais, la semina su sodo specie quella effettuata con macchine munite di fresa ( vedi kunh tanto per non fare pubblicità), presenta il vantaggio di avere un "effetto pacciamatura" dovuto ai residui colturali, i quali ostacolano la crescita di malerbe, mantengono l'umidità e riducono i fenomeni di erosione-dilavamento.

Una cosa che comunque mi sembra non abbiate molto considerato, è la diminuzione delle spese. In fin dei conti può convenire fare qualche quintale in meno, ma magari "tirando la riga" si scopre di aver guadagnato di più.
Se già si sta parlano di evitare l'aratura estiva su certe colture, perchè troppo costosa,,,,,la semina su sodo o minima lavorazione sui cereali, sarà, con i tempi che corrono una scelta obbligata.

Sono del parere che la filosofia che c'è stata negli ultimi anni di aumentare le rese, non sia più economicamente valida. Poco conta se riusciremo a produrre 100 q di frumento ad ettaro, se dall'estero ne viene dentro alla metà del nostro prezzo.......ma questo è un altro discorso.

Ah dimenticavo questo è il mio primo post mi presento e vi saluto tutti
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  #33  
Vecchio 24-08-2005, 17.01.57
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Benvenuto sul forum!

Per quanto riguarda l'insieme costi produzione, è tutto vero, ma bisogna poi vedere quanto cala la produzione.... e poi c'è anche il discorso infestanti, che con la semina su sodo sembrano rinascere a nuova vita.
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Benatti Emanuele
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  #34  
Vecchio 24-08-2005, 19.40.18
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Ah beh ma una passata di glifhosate o basta, è quasi d'obbligo
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  #35  
Vecchio 22-09-2005, 18.40.04
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dunque siccome mi interessa questo discorso lo riporto a galla.se non ho capito male la minima lavorazione e la semina su sodo sono attuabili preferibilmente su terreni medio impasto quindi con poca presenza di argilla?????? ma quanto si perde realmente in produzione rispetto alle lavorazioni tradizionali???? poi mi domandavo. ho sempre saputo che queste tecniche servono anche per riportare fertilità ai terreni ma mi domandavo come visto che non viene interrato niente???? e poi meglio semina su sodo o minima lavorazione? ovviamente il tutto per il frumento......
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  #36  
Vecchio 23-09-2005, 10.19.24
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Queste tecniche di solito vengono usate per cercare di risparmiare qualche soldino ma non riportano la fertilità del terreno.
I cereali autunno-vernini (frumento, orzo triticale) hanno paura dei ristagni idrichi che potrebbero portarli all'asfissia o comunque causare una serie di problemi alla pianta, ecco perchè la minima lavorazione si usa solo su terreni di medio impasto (con poche argille) che non sono molto soggetti a questi fenomeni.
Le perdite di produzione sempre nel caso dei cereali autunno vernini non dovrebbero molto elevate (le produzioni sono confrontabili con la lavorazione normale) sempre parlando di terreno di medio impasto (sull'argilla le cose cambiano di molto).
La semina su sodo (almeno qui) non ha trovato diffusione anche se praticamente tutte le seminatrici che vengono vendute permettono di farlo....forse perchè le perdite di produzione iniziano a farsi sentire....
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Gianpietro
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  #37  
Vecchio 23-09-2005, 15.25.23
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Il fatto è che spesso di ricorre alla semina su sodo solo quando non si riesce tradizionalmente.

Prerogativa della semina su sodo o della minima lavorazione è appunto non avere terreno bagnato.
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  #38  
Vecchio 23-09-2005, 15.49.21
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Dalla mia esperienza diretta posso dire che su terreno argilloso, la minima lavorazione produce ottimi risultati su cereali, probabilmente perchè qui non è che piova molto, e quando in primavera superato il gelo invernale arrivano dei begli acquazzoni il grano cresce a vista d'occhio.

Sul terreno più sciolto invece, dove la terra non si spacca d'estate, ne ho provate di tutti i colori ma con risultati ridicoli, e s'impone l'utilizzo o dell'aratro o meglio del ripuntatore
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  #39  
Vecchio 23-09-2005, 18.57.08
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La semina su sodo e la minima lavorazione, andrebbero giustamente come dici, considearate delle tecniche alternative, da valutare caso per caso. Non un ultima spiaggia a cui rivolgersi quando non si riesce ad operare diversamente
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  #40  
Vecchio 23-09-2005, 20.26.04
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Credo che ognuno, previo qualche parziale esperimento,debba conoscere il proprio terreno, per poter capire come regolarsi. Personalmente dopo aver 15 anni or sono abbandonato mais bietole, mi sono dedicato a grano, orzo, medica, soia. Le produzioni non sono cambiate rispetto alla semina tradizionale sia nel caso di semina su sodo, sia nel caso di ristoppio su minima lavorazione per tutte queste colture: per minima lavorazione intendo due velocissimi passaggi con erpice trainato (poco più di quello da buoi di una volta) con un Fiat 60 . In sostanza l'aratura l'ho abbandonata totalmente da un decennio.Così facendo ho avuto mediche che ho dovuto eliminare per motivi di misura F e non per sopraggiunta vecchiaia: Se può interessare ho provato anche seminare orzo e frumento, col mio sistema di minima lavorazione e poi più nulla , cioè niente concime diserbo e trattamenti. Il risultato è che, qui dove si producono di media 70 ql. ettaro di granella, la dove i miei autorevoli vicini applicando la coltivazione full-opzonal producono tale quantitativo, io ho fatto circa metà raccolto, avendo praticamente solo il costo della mietitrabbia, in quanto il seme era mio. Ma tutto ciò non è che il mio caso particolare che certo non è estendibile a molti altri terreni soprattutto se non "divelti" (caratteristica del terreno di formare in estate crepe che provocano nel terreno stesso un movimento di apertura e chiusura dei terreno stesso e, che a mio avviso sopperisce ampiamente alll'azione dell'aratro). per concludere peò vorrei agguinger che fondamentale è non calpestare il terreno come spudoratamente per motivi contigenti e personali, avviene regolarmente al giorno d'òggi: Di questo passo quanta potenza occorrera tra qualche anno ??????? E con il risultato che a soffrirne sara la fertilità e la struttura del terreno: personalmento quando qualche trattore o macchina di un certo peso si trova per comodità a passare su qualche mio campo, non faccio casini ma dentro di me soffro anche se c'e asciutto: saluti da skunky
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  #41  
Vecchio 23-09-2005, 20.48.33
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Concordo con quanto dici.
Tutto vero. Spesso la gente non fa i conti. é inutile fare 10 e spendere 8. melgio fare 7 e spendere 3!!

Per quanto riguarda le macchine hai ragione. La ormani infinita disponibilità di potenza ci permette di lavorare il terreno in ogno modo e momento, con buona grazia delle buone pratiche agronomiche ( non ho detto vecchie, ma una volta mezzo giro di vite in un registro di un aratro voleva dire molto........adesso con 300 cavalli davanti puoi anche tenere i vomeri di traverso )
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  #42  
Vecchio 23-09-2005, 21.27.18
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La tua replica è per me incoraggiante, anche se più avanti vedrai qualcuno ci sparerà addosso. Per quello che riguarda l'aratura sono pure d'accordo che quando c'e potenza si risolvono certo tanto problemi, ma mi chiedo se ara meglio uno che impara ad arare con potenza da vendere, o chi ha iniziato con buoi e cavalli e poi con trattori di 20ql e poca potenza? Senza poi considerare il maggior costo di preparazione di un tereno arato male, rispetto ad uno arato con lo scrupolo di lasciarlo più in piano possibile. Ricordiamo che l'aratro, che ha conservato ancora la sua conformazione primordiale, ancora oggi, è stato concepito per integrarsi con la velocità di locomozione del bue, già il cavallo và troppo forte ed a strappi .


Salve a tutti Skunky
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  #43  
Vecchio 24-09-2005, 23.32.36
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bb
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Originalmente inviato da skunky
ma mi chiedo se ara meglio uno che impara ad arare con potenza da vendere, o chi ha iniziato con buoi e cavalli e poi con trattori di 20ql e poca potenza?


Salve a tutti Skunky
Senz'altro chi arava con i vecchi trattori e aratri
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  #44  
Vecchio 05-10-2005, 20.43.59
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Se uno vuole arare bene, i registri li modifica anche con 400 hp, quello non si discute. Arare è un'arte, e se vuoi un certo risultato devi smanettare per forza.....

Tornando alle tecniche di lavorazione, mettendo da parte il fatto che ogni tipologia di terreno ha esigenze a sè, molto dipende dalla stagione.... concordo che la semina su sodo vada bene solo per cereali autunno-vernini, o qualche volta per prodotti in 2° raccolto foraggeri, dopo grano o orzo, però certe annate è impossibile proprio effettuarla..... quando vedi l'acqua ferma nei solchi disegnati da mezzi tipo trebbie e simili, a mio parere è inutile e controproducente......
Discorso simile per la minima lavorazione.... a parte terre molto leggere, per le semine primaverili va evitata... mentre può essere una valida alternativa (secondo me) al sodo sui terreni pesanti.... che almeno una fresata la richiedono, altrimenti si va a trebbiare il grano con i cingoli sulla trebbia. Lavorazioni del genere comportano anche l'utilizzo a mio avviso di trattrici un pò diverse dal solito, cioè con rapporto peso/potenza piuttosto basso, per limitare al max il calpestamento.....
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Benatti Emanuele
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  #45  
Vecchio 06-10-2005, 10.21.52
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Riprendendo un pò tutte le considerazioni fatte nei mesi scorsi su questo argomento vorrei dire la mia.
per la minima lavorazione fondamentalmente non esiste un terreno più adatto e uno meno, tolti i casi estremi: sabbioso, argilloso, limoso come definiti dal triangolo della tessitura dell'USDA - FAO.
il terreno eccezionale per tutto è il franco o di medio impasto ma anche questo non pò essere gestito all'infinito col minimum tillage o lo zero tillage, ogni tanto l'aratro ci vuole se non addirittura una passata di ripper a incrociare.
oltretutto l'aratura di cui parlo deve essere fatta a 70 80 cm in quanto va sempre tenuto presente che non lavorare o lavorare poco comporta la premanenza delle radici nel suolo alle profondità inferiori alle possibilità dei sistemi combinati.
rippare e arare in questi termini comporta sicuramente costi costi maggiori della pratica annuale se non addirittura il contoterzista coi relativi aggravi.
il terreno argilloso mantiene la struttura molto meglio degli altri suoli ma occorre fare attenzione alle concimazioni e ai trattamenti alle colture va infatti tenuto presente che il sodio defloccula le particelle aggregate il calpestamento influisce sugli stadi inferiori come anche gli organi rotativi vedi fresa spesso componente fondamentale della combinate sod seeding.
i suoli sabbiosi possono ben adattarsi alla minima lavorazione purché si associ la scelta di colture via via meno esigenti in struttura e circolazione di acqua e aria nelle concimazioni si possono aggiungere prodotti ammendanti di sintesi quali klimir sempre tenendo presente le reazioni chimiche fra i composti distribuiti.
i suoli limosi sono i peggiori e i più delicati sui quali sinceramente saprei far ben poco.
l'aratura e la prassi classica di preparazione secondo me non dovrebbe mai essere scartata in agricoltura estensiva ma capisco benissimo chi investe 20 000 o più per allestire un parco macchine per la minima lavorazione.
l'aratro rimescola riporta in superficie minerali e poi è il miglior modo per humificare la sostanza organica senza pericolo di eremacausi o processi riduttivi.
inoltre l'aratro risolve qualche problemino di dilavamento o salificazione. la minima lav esclude il pesantissimo problema della calda fredda almeno in parte.
che dire io la userei su cereali autunno vernini coluture intercalari tipo mais e sudan grass sorgo ma mai dopo erbai poliennali per il ristoppio non la considero una buona opzione anche se sarebbe la più fattibile per le carattiristiche della coltura in sè!
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Cristian


Ultima modifica di cristian : 06-10-2005 alle ore 10.55.27
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  #46  
Vecchio 06-10-2005, 22.59.13
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Non per scortesia, ma sentendo di arature a 70/80, inorridisco al pensiero, inoltre dissento con chi afferma che il medicaio richieda arature profonde, io ho fatto medicai con minima lavorazioni (erpice trainato, attrezzo che forse più nessuno usa o conosce) che sono durati 7/8 anni. Circa i profondi solchi delle lavorazioni precedenti penso non ci sia rimedio:non andrebbero fatti all'origine. Comunque io son del parere che ognuno il proprio terreno lo conosca bene da poter procedere nel modo migliore, sicuramente la cosa da non fare è compattarlo, ma i trattori aimè li fan sempre più pesanti e allora caz... nostri.

Saluti skunky
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  #47  
Vecchio 06-10-2005, 23.48.32
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Purtroppo, i terreni posti agli angoli del triangolo prima menzionato hanno ognuno i proprio problemi, più o meno gravi.... quindi, prima di scartare a priori certe tecniche di lavorazione, raccomanderei di andarci con calma.....
Anche io rido di gusto quando sento arare a 25 cm.... ma in certi terreni, purtroppo, la si può considerare aratura autunnale dopo mais o sorgo, tanto per interrare i residui colturali, di sicuro non segue certo le buone pratiche agronomiche della zona, in quanto se semini bietole raccogli carote e se ti arrischi a seminare prato lo risemini poi l'anno successivo (dopo aver arato a 45-50 cm) in quanto il ristagno idrico provoca l'asfissia di almeno il 50% delle piantine di medica..... tanto per esempio, 2 anni fa, per fretta, oltre alla 120C e monovomere a 50 cm, fu arato un pezzo di terreno, mal inquadrato, con gommato e bivomere a 23-25 cm..... bene, il grano ivi seminato in primavera era giallo evidenziatore, mentre quello dove fu arato con il cingolato a 50 era verde..... e per fortuna che era grano, coltura nota per avere pochi problemi a tal riguardo.
Concordo anche io con il fatto di intercalare le lavorazioni così come le colture, però non va assolutamente eliminata l'aratura profonda nei terreni dove si è sempre praticata (almeno da me non servono 70-80 cm, bastano 50, ma fuorisolco però).
Quanto ai segni lasciati dai mezzi, purtroppo a volte si fà quel che si può.... ed allora o dotiamo la trebbia o la raccoglibietole di pallone aerostatico o si vedono le carreggiate.... e se piove vi si ferma l'acqua..... con il risultato che la si va a fresare in gennaio di notte con il terreno ghiacciato, altrimenti non ci si entra.
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  #48  
Vecchio 06-10-2005, 23.56.44
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Ciao a tutti dunque dunque ho sentito parlare di soia da secondo raccolto visto i redditi molto scarsi mi sto orientando a fare secondi raccolti ora faccio fagiolini e spinaci dopo grano o orzo oppure dopo rape da seme.
da quando la semini a quando si trebbia quanti giorni occorrono più o meno?
che produzione da in q.li? e il prezzo??? si riesce sempre a seccare??
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  #49  
Vecchio 07-10-2005, 15.29.46
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Io ho esperienze di fagiolini in secondo raccolto su frumento e piselli. Se hai domande fai pure,ma non ricordo i prezzi
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  #50  
Vecchio 10-10-2005, 09.53.29
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quando ho proposto l'aratura così profonda la propongo dopo il ciclo di medicaio.
quando lo rompo vada a 40 e poco più ma alla fine obiettivamente non mi sento soddisfatto di quel che si tira fuori.
comunque anch'io uso l'erpice trainato addirittura ne ho uno recuperato dalle vacche di nonno
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  #51  
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Dopo medicaio io vado a 30-35 cm....se vado più tiro su tanti di quei sassi....
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  #52  
Vecchio 10-10-2005, 21.55.23
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2 settimane fa hanno trebbiato il mais seminato su sodo (con 1 cts e 1 2058io ero sulla cts da passeggero)

il mais era venuto veramente bene a parte le piante che in certi punti erano 1 po rade
i propietari sono rimasti cosi contenti che su quel terreno semineranno grano su sodo

x le arature qui si va a 40-50cm
secondo me la + adatta è 40cm
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  #53  
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Comunque la minima lavorazione va bene se vengono considerate le condizioni climatiche e il tipo di terreno, voglio dire io ho atto la ca..ta di provare un campo dove avevano trinciato ed era stato pestato troppo per non dargli una bella arata e infatti i risultati si sono visti, quest'anno riprovo su un pezzo a riposo una bella ripuntata a 40cm e poi vibrocoltivatore.
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  #54  
Vecchio 12-10-2005, 23.25.36
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Considerate le ultime pioggie cadute al nord. In terreni argillosi, sono venuti anche 200 mm di pioggia. Cosa fare? Una lavorazione tradizionale risulta difficile e di scarsa efficacia
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  #55  
Vecchio 13-10-2005, 21.15.16
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Io ho dato ad un amico "KamiKaze", del terreno per le bietole. Le stanno estirpando oggi. Poi farò sicuramente orzo o frumento, rigorosamente su sodo, ma ancor più rigorosamente non entrerò nei campi se non dopo la prima gelata, che qui è prevista per la prima settimana di dicembre:



Saluti Skunky
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  #56  
Vecchio 13-10-2005, 22.17.39
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Di che zona sei?
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  #57  
Vecchio 13-10-2005, 22.33.51
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Stradella (PV) A metà strada tra Pc-Voghera
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  #58  
Vecchio 17-10-2005, 22.13.49
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Eppure è bella tosta anche lì la terra o no?
Non è troppo pestata dopo che hanno raccolto le bietole adesso con quel bell'umido al festival del tiro fuori il camion col 300cv?
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  #59  
Vecchio 17-10-2005, 23.20.44
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Ad esempio considerate un terreno argilloso con coltura precedente uguale a mais, immaginate 150 mm di pioggia e dovete seminare grano, cosa ci fate?
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  #60  
Vecchio 17-10-2005, 23.26.59
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Originalmente inviato da mapomac
Ad esempio considerate un terreno argilloso con coltura precedente uguale a mais, immaginate 150 mm di pioggia e dovete seminare grano, cosa ci fate?
Fai come uno che deve preparare il terreno per i meloni dell'anno prossimo, cioè quello che si può...!
Fortunatamente non è molto argilloso il mio, ma penso di lasciar stare l'aratura e passare ad una bella estirpata in duplice passata. Poi se si asciuga proseguo, altrimenti ne riparliamo col gelo...
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