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Quali attrezzature per due terreni da 2500mq?

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  • Quali attrezzature per due terreni da 2500mq?

    Buongiorno a tutti, di recente ho acquistato due terreni pianeggianti da 2500mq cadauno con circa 90 piante di ulivo (30+60) e qualche piccola pianta da frutto.
    Mi sto avvicinando piano piano a questo mondo e ho dei dubbi su quale attrezzatura devo acquistare, vi spiego un po' cosa vorrei fare così magari qualcuno può aiutarmi. Mi piacerebbe tenere uno dei due terreni (quello con più piante) esclusivamente per la raccolta delle olive, mentre l'altro (quello con meno alberi) vorrei sistemarlo "meglio", mettendo un prato, allestendo un orto e una piccola casetta in legno dove trascorrere i weekend con la famiglia.

    Siccome non ho mai lavorato la terra non ho idea di quante volte sia necessario arare/fresare/tagliare erba durante l'anno, per questo mi chiedo:

    - per le dimensioni dei terreni, è meglio un motocoltivatore o un piccolo trattore? Se sì quali?
    - nel caso del motocoltivatore, quale potenza dovrei scegliere?
    - meglio fare tutto con un unico attrezzo acquistando gli accessori (costosi nel caso dei motocoltivatori), oppure acquistare un trattorino tagliaerba a parte per la manutenzione del prato?

    Mi sono dimenticato di dire che la distanza tra le piante è sufficiente sia per far passare un trattore che un motocoltivatore. Ho possibilità (amico con carrello) di spostare gli attrezzi da un terreno all'altro. Escluderei la motozappa sia per motivi di sicurezza e sia perché vorrei attaccare eventuali accessori.

    Un sentito ringraziamento a tutti quelli che vorranno aiutarmi a capire meglio

  • #2
    Occorre un trattore, meglio se dotato di sufficiente numero di distributori oleodinamici, corredato da:
    • trincia, da acquistarsi nell'esecuzione pesante, in caso di terreni sassosi;
    • sterpatore con dischiera, orientabile, nel caso di appezzamento in pendenza, in maniera tale da riportare la terra verso l'alto;
    • botte per trattamenti, semicarrellata (disponibili 300 litri circa) o carrellata (disponibili litraggi maggiori);
    • aratro, non di profondità eccessiva, ma, eventualmente, a due o tre vomeri, per lavorare più velocemente la parte destinata all'orto;
    • fresa, per raffinare la terra destinata all'orto, nel caso in cui lo sterpatore con dischiera lasci la terra troppo rozza. Questa fresa, se impiegata per il solo orto, potrebbe essere sostituita da motocoltivatore con aratro rotativo.
    A complemento, un tagliaerba a filo, per fare pulizia alla base delle piante, meglio se multifunzione, in modo tale da poterlo corredare di prolunga e motosega a lama corta per potatura e / o da scuotiolive.

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    • #3
      Ciao Cinghiale e grazie per la risposta dettagliata, che va contro quello che leggo sui vari siti: "un trattore sotto i 10,000mq non si compra!".

      Sapresti consigliarmi dei modelli su cui orientarmi? Compatto o isodiametrico? Snodato o meno? Posso tenere in considerazione trattori di bassa potenza (25/35cv) oppure occorrono 50cv o più? La presa di forza deve avere caratteristiche particolari?

      Per quanto riguarda invece il motocoltivatore, mi piacciono molto i BCS/Ferrari che vanno da 5 a 12 cavalli, indicazioni sulla potenza e caratteristiche che dovrebbe avere?

      Grazie ancora per la disponibilità

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      • #4
        Io posseggo meno di 5000 metri quadrati, ma, nel lontano 2012, si è presentata l'occasione di acquistare, per soli 19000 €, un trattore isodiametrico reversibile Valpadana 6575, avente sul groppone solo 76 ore di lavoro, dotato di un ottimo motore John Deere turbosovralimentato, cinque distributori, di cui quattro a doppio effetto ed uno a semplice effetto ed un quintale di zavorre anteriori e, pertanto, vista la ghiotta occasione, non me la sono lasciata sfuggire.
        Essendo i due appezzamenti separati, è da escludere il trattore cingolato, a meno che non sia dotato di cingoli in gomma; restringendo l'analisi ai mezzi gommati, la scelta dovrebbe cadere su di un mezzo ad architettura classica, ma compatto di tipologia Frutteto / Vigneto oppure su di un trattore isodiametrico o pseudoisodiametrico, con le ruote posteriori di diametro leggermente superiore rispetto a quelle anteriori, ma non così differenti come nell'architettura classica. Da quanto descritto, le arature non sono le operazioni più importanti, ragion per cui sarebbe preferibile godere della maggior compattezza offerta da un trattore isodiametrico o pseudoisodiametrico, più agile in mezzo e, soprattutto, sotto le piante, rinunciando all'ottimizzazione dell'architettura classica rispetto all'aratura ed al traino di rimorchi. Essendo gli appezzamenti pianeggianti, potrebbe andare benissimo anche un mezzo articolato, ma occorre tener presente che, oltre ad essere intrinsecamente più vulnerabile a causa dello snodo interposto, qualora si acquistassero appezzamenti in pendenza o si avesse intenzione di recarvisi, i trattori articolati non sarebbero per nulla adatti, in quanto estremamente pericolosi in presenza di pendenze trasversali.
        Da quanto sopra esposto, si deduce facilmente che il mezzo più adatto sarebbe un trattore isodiametrico o pseudoisodiametrico, ancor meglio se reversibile, in maniera tale da poter sfruttare attrezzi come il muletto per la raccolta delle olive, senza dover ricorrere a manovre di torcicollo od agli specchietti. Quanto alle potenze, dai 50 CV in su va tutto bene, a meno di non voler compiere le operazioni in tempi lunghi e con poco conforto, derivante sia dalle piccole dimensioni dei mezzi, sia dalle vibrazioni emesse dai motori poco frazionati, ma tenendo anche in debito conto che certe caratteristiche od accessori non sono implementate nemmeno come opzionali nei mezzi più piccoli. Va da sé che, per piccole estensioni di terra, un mezzo usato, magari venduto da persona che lo cambia causa passaggio a caratteristiche superiori o perché, semplicemente, non gradisce quel trattore od eliminato da eredi incuranti della terra e dei mezzi necessari per lavorarla potrebbe far risparmiare molto denaro; lo stesso dicasi per gli attrezzi, ma occorre, comunque, avere l'occhio particolarmente vigile.
        Per quanto riguarda i motocoltivatori, posseggo un BCS 740 di ormai 26 anni, corredato di barra falciante, aratro rotativo e turboneve: la referenza del produttore è fuori discussione.
        Naturalmente, non deve mancare un decespugliatore multifunzione, con testata filo, prolunga e motosega potatura.
        A disposizione.

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        • #5
          Grazie per la risposta e per gli spunti di riflessione che mi stai offrendo. Ho spulciato i vari siti specializzati per farmi un'idea dei prezzi, da quello che ho visto l'usato ha spesso un costo così alto che quasi giustificherebbe l'acquisto di un trattore di media potenza nuovo. Sempre rimanendo nel gruppo BCS/Ferrari, ho visto che i loro trattori montano motori Kohler (da quello che ho capito ex Lombardini), sono affidabili e prodotti in Italia? Quali sono i mezzi "cinesi" da cui è meglio stare alla larga?

          Per quanto riguarda il motocoltivatore: mi risulta difficilissimo trovare modelli recenti usati (mi piacciono il Ferrari 360 ed il suo equivalente BCS 750), il motivo è che sono validi e quindi non li vende nessuno, oppure i motocoltivatori non sono popolari in generale? Per un motocoltivatore, sarebbe consigliabile cercare la potenza più alta possibile? 1 o 2 cavalli in più possono fare la differenza?

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          • #6
            Purtroppo, capita di trovare trattori con molte ore di lavoro sul groppone venduti a prezzi assurdi: essendo, nella maggior parte dei casi, un acquisto di merce vista e piaciuta nelle condizioni nello stato di fatto e di diritto in cui si trova, occorre essere quanto mai guardinghi: meglio un'occhiata, un'indagine, una prova in più che ritrovarsi la classica fregatura nelle mani: a questo punto, magari approfittando di promozioni, meglio acquistare un trattore nuovo. In quest'ultimo caso, accertarsi delle dotazioni di serie od eventualmente implementabili dopo l'acquisto ed evitare, comunque, i motori a tre o, peggio, a due cilindri, poiché, trattandosi di macchine a quattro tempi, sarebbe un'autentica sagra delle vibrazioni. I motocoltivatori sono popolarissimi, ragion per cui è difficile trovare un mezzo usato in buone condizioni, visto che l'acquirente, il più delle volte, lo lascia in eredità a figli e nipoti, specie quando si tratti di BCS, Ferrari, Goldoni o Pasquali. Aumentare la potenza di uno o due cavalli su di un motocoltivatore significa apportare incrementi compresi approssimativamente tra il 10% ed il 20% della potenza base.

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