MMT Forum Macchine

Annuncio

Collapse
No announcement yet.

Fitofarmaci e trattamenti su vigneto

Collapse
X
  • Filtro
  • Data
  • Visualizza
Cancella tutto
new posts

  • [Vigneto] Fitofarmaci e trattamenti su vigneto

    Su consiglio di un viticoltore esperto sarei intenzionato ad usare, oltre allo zolfo bagnabile con il verderame(che già uso), anche quello in polvere.

    Vorrei sentire i pareri favorevoli o sfavorevoli di chi lo usa o lo usava...
    Come Rodeo95 e Dagri....

    Vorrei capire se effettivamente l'uso di quello in polvere può essere molto utile specialmente contro l'OIDIO(dato che l'anno scorso si è leggermente presentato nel mio vigneto).

    grazie1000

  • #2
    Originalmente inviato da azfidanken
    Vorrei capire se effettivamente l'uso di quello in polvere può essere molto utile specialmente contro l'OIDIO(dato che l'anno scorso si è leggermente presentato nel mio vigneto).

    grazie1000
    Sempre usato sia il bagnabile che quello in polvere (1-2 volte alla stagione) mai avuto problemi di malattia.

    Commenta


    • #3
      Originalmente inviato da azfidanken
      Su consiglio di un viticoltore esperto sarei intenzionato ad usare, oltre allo zolfo bagnabile con il verderame(che già uso), anche quello in polvere.

      Vorrei sentire i pareri favorevoli o sfavorevoli di chi lo usa o lo usava...
      Come Rodeo95 e Dagri....

      Vorrei capire se effettivamente l'uso di quello in polvere può essere molto utile specialmente contro l'OIDIO(dato che l'anno scorso si è leggermente presentato nel mio vigneto).

      grazie1000
      Premetto che il ns vigneto è piccolo, circa 2 ha impiantati quattro anni fa e 1 ha appena impiantato. Siamo partiti praticamente da zero, pertanto ci stiamo attrezzando pian piano e per forza di cose dobbiamo dare delle priorità alle spese.

      Finora e probabilmente ancora per un pò abbiamo fatto fare i trattamenti con liquido da un ns. vicino ed abbiamo preso prima l'impolveratore perchè è un'investimento inferiore rispetto all'atomizzatore e comunque ci permette di agire con tempestività nelle emergenze (si può anche usare zolfo ramato in polvere).

      Sinceramente non ho notato differenza di efficacia rispetto al bagnabile anche perchè finora non abbiamo mai avuto problemi di oidio.

      Il vantaggio che abbiamo è che in un attimo si riempie il solforatore e si applica, non ci sono particolari problemi di taratura e la diffusione è ben omogenea.

      Ciao

      Commenta


      • #4
        i primi trattamenti li faccio con il ramato in polvere, a nche secondo diverse pubblicazioni è più efficace del bagnabile.

        Commenta


        • #5
          Originalmente inviato da fede73
          i primi trattamenti li faccio con il ramato in polvere, a nche secondo diverse pubblicazioni è più efficace del bagnabile.
          Scusa l'ignoranza... Ma il ramato in polvere è verderame che contiene anche zolfo in polvere, oppure è il solito verderame?

          Poi ho letto che alcuni usano lo zolfo in polv. da solo altri combinato al bagnabile.

          Ma vorrei sapere sapere se chi lo usa in polv. ha delle varietà sensibili all'oidio,

          come le varietà che ho io: mueller thurgau, pinot grigio e prossimamente traminer o chardonnay... (quest ultimo dovrebbe essere più sensibile del traminer)

          ...e purtroppo con l'oidio non vanno d'accordo...
          Con conseguente maggior probabilità di sviluppo della patologia.

          Commenta


          • #6
            lo zolfo ramato ha una percentuale di solfato di rame intorno al 3 - 8 % e una intorno al 10% di inerti (bentonite).

            cito da una scheda prdotto:
            "Lo zolfo penetra nella cellula fungina, infatti, grazie alla sua liposolubilità, è in grado di rompere la membrana cellulare e di determinare la fuoriuscita dell'acqua. Ciò comporta deficienza idrica e morte del fungo. La sua azione, inoltre, si esplica a livello della catena respiratoria (citocromo b), dove si sostituisce all'ossigeno come accettore di elettroni; si riduce formando idrogeno solforato e impedendo, in tal modo, la formazione di ATP, con notevole perdita di energia a livello cellulare. Il potere anticrittogamico è in funzione della temperatura, della finezza delle particelle e dell'umidità relativa. La temperatura ambientale deve essere sufficientemente elevata per permettere la formazione del sublimato dalle particelle solide. L'azione fungicida aumenta progressivamente sino a 40°C e inizia sui 10-20°C con zolfi fini e sui 18-20°C con quelli più grossolani. Inoltre, l'azione diminuisce con l'elevarsi dell'umidità relativa dell’ambiente. Svolge un'azione secondaria contro gli acari. Gli zolfi per trattamenti liquidi, composti da particelle più fini, sono più efficaci dei corrispondenti polverulenti, che vengono utilizzati con dosaggi più elevati. I trattamenti polverulenti, garantiscono una migliore penetrazione all'interno della massa verde."

            Commenta


            • #7
              p.s.

              non dimenticare che l'azione dello zolfo è eminentemente preventiva. come curativo devi passare a prodotti sistemici ad esempio a base di penconazolo o cimoxanil.

              Commenta


              • #8
                150 ettari trattati solo con zolfo in polvere!

                Originalmente inviato da fede73
                p.s.

                non dimenticare che l'azione dello zolfo è eminentemente preventiva. come curativo devi passare a prodotti sistemici ad esempio a base di penconazolo o cimoxanil.
                si lo so che l' azione dello zolfo in polvere e bagnabile è solo preventiva.

                Recentemente ho sentito di un agricoltore che ha 150 ettari di viti per la maggiore rossi, e tratta l'oidio SOLO con lo zolfo in polvere! E non ha oidio in campo!
                Però in caso che nel vigneto ci sono spore che svernano, penso che in primavera bisognerà stare molto attenti a feremarle ancora prima che, causa pioggia, si diffondano nel vigneto.

                Per la peronospora usa un prodotto da contatto simile al mancozeb, ma di cui non ricordo il nome.
                Secondo questa persona i sistemici oramai costano troppo e non risolvono il problema oidio.
                Infine i tempi sono 10-12 gg con sist e10 gg con zolfo in polvere.

                Trovo che sia un'esperienza molto interessante che fa riflettere.

                Commenta


                • #9
                  il primo problema è che con i prodotti di copertura come lo zolfo sei soggetto a le variabili meteo, mentre con i sistemici bastano poche ore perchè il principio attivo sia assorbito.

                  Per quanto riguarda il prezzo tieni conto che a un sistemico basta entrare in contatto con il 30% della parte aerea della pianta. Personalmente uso un atomizzatore, così risparmio ulteriormente sulle quantità. Lo zolfo deve ricoprire la pianta....

                  Quindi minori quantità e minori frequenzedi trattamenti.

                  Senza contare che rame e zolfo si fissano nel terreno e nelle falde acquifere che tendono a inquinare, infatti in agricoltura bio le quantità permesse sono limitate proprio per questa ragione.
                  Non dico che non sia efficace, anzi...

                  Commenta


                  • #10
                    Originalmente inviato da fede73
                    p.s.

                    non dimenticare che l'azione dello zolfo è eminentemente preventiva. come curativo devi passare a prodotti sistemici ad esempio a base di penconazolo o cimoxanil.
                    Verissimo una volta che c'è l' infezione di oidio nel vigneto se si vuole combattere la malattia bisogna passare ai prodotti sistemici perchè lo zolfo farebbe molto poco. Il penconazolo è molto efficace e ora che è scaduto il brevetto lo si trova anzichè come Topas come Radar o altro e costa 30 euro anzichè 50 e lo si usa a 20 grammi/hl preventivo fino a 50g/hl come curativo. Io quest' anno appena ho notato un po di oidio ho fatto due trattamenti a 50g/hl a distanza di 4 giorni e l' oidio si è completamente bruciato.Se avessi continuato con lo zolfo anche a doppia dose non me la sarei più cavata.
                    Il cimoxanil è un antiperonosporico ed è inefficace contro l'oidio.

                    Commenta


                    • #11
                      chiedo venia per il cimoxanil.... ho detto cappella...
                      il topas lo uso magno cum gaudio per trattamenti alle rose (vigne per hobby, manutenzione ville e giardini per lavoro....). sapere che si trova come generico mi rende estremamente felice.

                      Commenta


                      • #12
                        Trattamento vite

                        L'agronomo di fiducia mi ha consigliato questo trattamento per la mia picola vigna 1.500 mq circa 400 viti, che ne pensate? Quanto è distante questo tarttamento da quello biologico? Considerando anche che la maggior parte dei trattamenti viene eseguita ogni 15gg.

                        Fino alla fioritura:
                        - MICEXANIL + TIOSOL

                        Durante la fioritura:
                        - TAIREL M 8-65 + EMERALD COMBY

                        Dopo la fioritura:
                        - TAIREL R 4-33 + EMERALD COMBY

                        Ultimi due trattamenti:
                        - POLTIGLIA BORDOLESE + ZOLFO BAGNABILE

                        Commenta


                        • #13
                          possibile che nessuno conosca questi prodotti ed il loro utilizzo?
                          ...aspetto....

                          Commenta


                          • #14
                            Ma non esisteva già un argomento...moderatori aiuto che ora non lo trovo...

                            In ogni caso:

                            Io non seguo il biologico, ma sono molto vicino... I tuoi prodotti non li conosco (salvo poltiglia bordolese) questo è il mio piano trattamenti, spero possa esserti utile (iniziati 11/05), ora siamo al III fatto sabato scorso:
                            Coprantol Ultra Micron + Tiovit
                            Forum R + Tiovit
                            Forum R + Folicur Combi
                            Forum R + Folicur Combi + Cascade
                            Forum R + Folicur Combi
                            Coprantol Ultra Micron + Tiovit
                            Coprantol Ultra Micron + Tiovit
                            Coprantol Ultra Micron + Tiovit

                            Conta che gli ultimi 2 di solito non si fanno.

                            Coprantol UM è un rameico per contatto; Tiovit è zolfo bagnabile, Forum R è un rameico sistemico, folicur è uno zolfo sistemico; Cascade è un blando insetticida contro la tignoletta lo si usa solo in caso di necesità.

                            In ogni caso ti sconsiglio la poltiglia bordolese vera e propria, "spalmi" di solfatop di rame le piante, se usi prodotti un po' più moderni hai una minor presenza di rame e uguale (se non migliore) risultato.
                            Luca Bini
                            www.lacapannaccia.com

                            Commenta


                            • #15
                              i sitemici resistono sulla pianta dai 12 ai 15 gg giusto? a seconda delle condizioni metereologiche.
                              Quindi durante la fioritura tratti la vite con rameico e zolfo sistemici, se ho ben capito.
                              C'è anche chi sostiene che durante la fioritura non si debbano eseguire trattamenti.
                              Che ne pensi?

                              Commenta


                              • #16
                                In genere con i prodotti sistemici l' intervallo tra un trattamento e l' altro non dovrebbe superare i 10 12 giorni. Con i prodotti organici normali invece la persistenza varia dai 4 ai 7 giorni a seconda di forti dilavamenti in caso di pioggia. Bisogna fare molta attenzione quando si parla di prodotti sistemici in viticoltura in quanto per la peronospora della vite gli unici prodotti sistemici sono quelli della famiglia dei fosetil e fosfiti e cioè Aliete e fosfiti di potassio. Tutti gli altri prodotti tipo forum ridomil ecc. sono semisistemici e cioè penetrano nella foglia ma non entrano in circolo. Sono comunque prodotti che oltre ad essere preventivi sono anche retroattivi. Il forum è un ottimo prodotto bloccante in caso di infezione. Da me è concesso l' uso di ditiocarbammati tipo Mancozep, metiram ecc. fino ad allegagione avvenuta e poi in seguito si possono usare prodotti a base di rame (con il consiglio di ridurre drasticamente il suo uso), 4 trattamenti massimi per stagione con aliete o fosfiti, ridomil, forum ecc. per quanto riguarda l' oidio i prodotti sono quelli a base di zolfo o prodotti sistemici tipo Topas, arius ed altri.Si consiglia di intervallare i p.a. sistemici per evitare la formazione di ceppi resistenti e possibilmente non farli mai da soli ma miscelarli con un prodotto di contatto.Il loro uso è consigliato nel periodo intorno alla fioritura in quanto la vite si trova in un momento molto delicato. La poltiglia bordolese puo' andare bene per gli ultimi trattamenti anche se da noi ormai non se ne fa quasi più uso. Per me nei trattamenti finali ci farei un fosfito di potassio che risulta molto efficace a mantenere sane le femminelle. I prodotti che hai citato te a parte la poltiglia bordolese non li conosco dovresti dirci quale è il loro principio attivo in modo che così possiamo aiutarti di più.

                                Commenta


                                • #17
                                  Ciao George,
                                  ma il tuo agronomo di fiducia lavora per Sipcam?
                                  Tutti i prodotti che ti ha consigliato sono distribuiti da Sipcam, anche se i Tairel sono un marchio Isagro.
                                  Allora:
                                  il Micexanil è un antiperonosporico translaminare in polvere bagnabile composto da un 4% di Cymoxanil e da un 40% di Mancozeb;
                                  Il Tiosol è uno zolfo all'80% (come la maggior parte degli zolfi) in granuli idrodispersibili (formulazione WG) il che vuol dire che si maneggia molto meglio di una polvere bagnabile, lo misceli meglio e ti impesta meno;
                                  Il Tairel M 8 - 65 è Benalaxyl (8%) + Mancozeb (65%), anche questo in polvere bagnabile;
                                  L'Emerald è un buon antioidico: Tetraconazolo 1% + Zolfo 40%, ma è sempre in polvere;
                                  Il Tairel R 4 - 33 è Benalaxyl (4%) + Ossicloruro di rame (33%).
                                  Il Cymoxanil è un ottimo principio attivo, è citotropico ed ha una buona azione curativa, inoltre avendo un meccanismo d'azione multisito (4) non esercita una gran pressione selettiva per ceppi resistenti: NB anche il dimetomorph (Forum) come dice giustamente Vitality ha una buona azione curativa.
                                  Lo zolfo all'80% va benone per i primi trattamenti, ma stai attento, nelle tue zone c'è una bella pressione di oidio, soprattutto in collina, quindi visto il turno di 15 giorni ti consiglierei di passare a qualcosa di più deciso già prima della fioritura. L'Emerald va bene perchè è un triazolo, ma cerca di alternarlo a principi attivi di altre famiglie, ottimi prodotti sono l'Arius (Quinoxyfen), il Systhane 4,5 Plus (Miclobutanyl), il Folicur Combi (Tebuconazolo + Zolfo) e il nuovissimo Prosper (Spyroxamina).
                                  I Tairel sono a base di Benalaxyl, un prodotto che rimane abbastanza persistente dentro ai grappoli, ma non ha una gran sistemia ascendente, ti consiglio di alternarlo con prodotti a base di Metalaxyl (assicurati che sia l'isomero "M").
                                  Beh, forse sto esagerando un pochino perchè questi sono prodotti costosi e non voglio entrare nel merito degli insetticidi e degli antibotritici, anche perchè credo le tue 400 viti, se hai passione ttu le tenga lisciate e pettinate come una Barbie, e questo è già un bel metodo di lotta (totalmente biologico, stavolta) per contrastare molte avversità, o perlomeno per non creare le condizioni ottimali per il loro sviluppo . . . in bocca al lupo!

                                  Commenta


                                  • #18
                                    The Lamb,
                                    sei un mago, un alchimista o che?
                                    Ho dovuto rileggere più volte per capire quello che mi hai gentilmente scritto.
                                    Mi azzardo a semplificare: dovrei cambiare ogni anno al marca o tipologia di prodotto a base di zolfo (Emerald Comby) e per il resto va bene cosi com'è.
                                    Ma come è l'impatto di questi prodotti sul "prodotto" finale? Cioè, è abbastanza biologico questo tipo di trattamenti per la mia Barbie? Tieni conto anche del fatto che non posso star troppo dietro alle condizioni metorologiche, quindi tendo ad utilizzare un trattamento sitemico da dare ad intervalli regolari.
                                    Comunque grazie mille.

                                    George

                                    Commenta


                                    • #19
                                      Ciao George, non sono un mago, sono solo il direttore di un'azienda vitivinicola e come tale ci tengo ad essere informato e documentato sui fitofarmaci.
                                      Credo che quei prodotti non vanno bene per il biologico vero e proprio, eccezion fatta per il Tiosol. Purtroppo non sono ferratissimo sulle norme che regolano il biologico, io sono in convenzionale puro. Se avessi una piccola azienda, magari tutta mia, farei anch'io biologico senza alcun dubbio!
                                      Se non vendi il vino e vuoi stare sul biologico, senza tante complicazioni, ti basta cercare prodotti che siano approvati per il biologico (è scritto in etichetta per legge) e non superare il numero massimo di trattamenti ammessi per quel prodotto.
                                      Se vendi il vino (ma non credo) la musica è diversa: devi dichiarare alla CCIAA che sei in regime biologico, o in "misura F" ed attenerti al relativo disciplinare di produzione. Da quel momento sei (giustamente) passibile di controlli periodici a campione, ecc, ecc. . .
                                      NB: queste notizie prendile con le molle perchè io opero in una Regione a Statuto Autonomo, quindi nel Lazio potrebbe essere diverso.
                                      Comunque su Internet non dovresti aver difficoltà a trovare notizie in merito.
                                      Il fatto di alternare i prodotti non vuol dire cambiare marca ogni anno ma usare durante la stessa annata dei principi attivi con diverse modalità di azione; cioè: per la peronospora non usare solo benalaxyl, (parlo di "sistemici") ma alternalo ad altri antiperonosporici con modalità d'azione diversa, ce ne sono una marea! Lostesso vale per la lotta all'oidio, al black rot, alla botrytis, agli insetti e a qualunque altro accidente che affligga le Colture.
                                      Scusami ma non ho ben capito cosa intendi per impatto sul prodotto finale.
                                      Qualunque fitofarmaco (o quasi, a dire il vero) se usato entro il tempo di carenza e nelle dosi massime raccomandate (anche questo scritto per legge in etichetta) non comporta effetti macroscopici sulla composizione delle Uve e sull'andamento delle fermentazioni, ma qui il discorso comincia a diventare vasto davvero . . .
                                      In definitiva i fitofarmaci servono a garantire il migliore stato sanitario possibile delle uve che porti a casa, la qualità del prodotto (uva e vino) sta solo nelle mani e nella testa dell'uomo. Scusa per le elucubrazioni e a presto,

                                      L'Agnello.

                                      Commenta


                                      • #20
                                        The Lamb,
                                        ho capito la filosofia, quest'anno continuerò con il convenzionale nel frattempo cercherò di trovare su internet un calendario con trattament biologici. Spero soltanto che esistano prodotti che mi evitino di dover ridare nuovamente il trattamento dopo una breve pioggia, per capirsi: che abbiano un tempo di carenza simile a quello dei prodotti sistemici 10-12 gg. Il vino non lo vendo, fin'ora non ho mai utilizzato correttivi per l'acidità o altre carenze del vino, ne tantomeno solfiti (spero di aver indovinato la famiglia) a scapito di un'attenzione molto elevata nella pulizia e nei travasi.
                                        Per impatto sul prodotto finale, intendevo i residui di questi prodotti che rimangono poi nel vino.

                                        George & Barbie

                                        Commenta


                                        • #21
                                          Ciao George,
                                          il tempo di carenza non è il lasso di tempo in cui il prodotto resta attivo sulla (o nella) pianta, bensì il tempo minimo che deve trascorrere tra la data dell'ultimo trattamento e la raccolta (infatti si chiama anche intervallo di sicurezza). Se il tempo di carenza indicato è per esempio 20 giorni e tu tratti il primo di settembre, allora non dovresti vendemmiare prima del 20 di settembre (meglio anche dopo). In questo modo il produttore del fitofarmaco ti assicura che non avrai tracce apprezzabili di quel prodotto (principio attivo e coformulanti) nelle uve e nei vini. O meglio, vendemmiando dopo trascorso il tempo di carenza i residui massimi sulle uve e sui vini sono inferiori a quelli ammessi dalla legge.
                                          Altra cosa è il tempo durante il quale il principio attivo esplica la sua azione nella pianta, da cui discende il turno di trattamento consigliato in etichetta. Per i sistemici buoni puoi stare tranquillo 10 -12 giorni, se non piove, non c'è grande umidità e magari un po'di venticello puoi andare anche a 14 - 15 giorni. Considera che anche un prodotto altamente sistemico (fosetil alluminio) viene lentamente degradato (o metabolizzato) dalla pianta e quindi la sua concentrazione diminuisce; inoltre la pianta in 10 giorni può crescere anche molto e anche questo va a limitare la concentrazione del pincipio attivo.
                                          Se subito dopo trattato viene una pioggia dilavante è opportuno ripetere il trattamento (sia esso sistemico o residuale), se invece piove dopo 6 - 7 ore dall'applicazione di un sistemico la pianta se lo è già tirato dentro e quindi sei abbastanza tranquillo, magari anticipi di un paio di giorni il trattamento successivo. Se invece hai fatto solo residuale dopo una pioggia dilavante devi ritrattare appena possibile.
                                          Il nodo della questione è determinare se e quanto una pioggia è stata dilavante: non ci si può basare solo su quanta pioggia è venuta (es: ha fatto meno di 5 mm allora non sto a ritrattare), tutto dipende dall'intensità della pioggia (quantità caduta nell'unità di tempo) e dalla dimensione e fittezza delle gocce. Anche una pioggia di 5 mm se è a gocce medie e fitte e cade in meno di un'ora può mettere a rischio il buon esito di un trattamento.
                                          In questi casi si deve andare un po'a senso . . . e sperare sempre che il Padreterno non ce l'abbia troppo con noi!!!

                                          Un saluto a te e Barbie!

                                          Commenta


                                          • #22
                                            Concordo in pieno con quanto scritto da The Lamb...ma il nostro caro amico George sembra che voglia trattare la vite dalla "scrivania"!!!!
                                            Fare i trattamenti ed occuparsi della gestione fitoiatrica di un vigneto è un'arte ed un lavoro molto importante..come penso sia d'accordo con me l'amico Tha Lamb...bisogna essere in campagna..costantemente...e con passione....
                                            Trovare quindi prodotti che tengano automaticamente ed indipendentemente dai fattori ambientali dai 10 ai 14 giorni è praticamente impossibile...!!!
                                            Come mi disse tempo fa un enologo....i fattori che condizionano il buono od il cattivo esito dei trattamenti sono ben 4....
                                            1- Operatore che guida il trattore (influisce per un 40%)
                                            2- Tipo di fitofarmaco (20%
                                            3- Epoca d'intervento (20%)
                                            4- Macchina utulizzata(20%)
                                            Solitamente si da sempre la colpa a quest'ultimo fattore...: l'atomizzatore...
                                            Tu immagino (George) per trattare le tue 400 piante avrai una vecchia botte o addiruttura uno spalleggiato...
                                            Che volumi impieghi....?
                                            Oggi giorno è importantissimo conoscere oltre che i prodotti anche i volumi di distribuzione...ed avere l'attrezzatura adatta..
                                            Buon week-end....

                                            Commenta


                                            • #23
                                              The Lamb,
                                              Barbie ti restituisce i saluti!
                                              ...ma, visto che sei così esperto in merito ai prodotti ed hai principi chimici in essi contenuti, ti chiedo: Se ti dovesse capitare sottomano un trattamento BIO da fare alla capigliatura di Barbie, te ne sarei molto grato, se me ne inviassi un copia.

                                              Comunque il fatto di tenere la vite ed i tralci ben puliti e regolarmente distanziati e quindi con una buona areazione, aiuta a diminuire i rischi di attacchi di vario genere?

                                              Commenta


                                              • #24
                                                Ciao George,
                                                la corretta gestione della chioma è FONDAMENTALE per l'equilibrio e la salute della pianta, la deve fare la mano giusta e al momento giusto, in questo modo si contrastano le condizioni che favoriscono lo sviluppo delle principali avversità biotiche (funghi, batteri e insetti, fondamentalmente).
                                                Purtroppo oggi ho una giornatina un po'complicata (d'altronde è lunedì), ma uno di questi giorni mi piacerebbe approfondire (tutti insieme, s'intende) il discorso di Gigio SK, in merito a quanto detto tempo fa da un enologo di sua conoscenza.
                                                Un saluto a tutti!

                                                Commenta


                                                • #25
                                                  Sono un dilettatnte allo sbaraglio, così mi definisco!
                                                  Però, cerco di capire il più possibile quello che gli altri mi consigliano di fare, il "perchè" mi ha sempre affascinato fin da piccolo. Di questi tempi la comunicazione forte sta su internet, i confronti più che al bar si svolgono sui forum, e di conseguenza dalla mia scrivania cerco di capire.
                                                  Caro GigioSK, sono tre anni che mi occupo di Barbie, e quest'anno sono riuscito dopo vari campbiamenti ed aggiornamenti ad avere queste attrezzature:
                                                  Trattorino Valpadana 260 con fresa e vanga;
                                                  Pompa per i trattamenti collegata alla presa di forza con una potenza di circa 30 atm;
                                                  Biotrituratore elettrico, per la trinciatura dei tralci dopo la potatura.

                                                  Ora, dopo la potatura (Marzo-Aprile), eseguo la vangatura del terreno, a fine maggio: Fresatura ed infine taglio dell'erba sotto i filari a fine giugno.
                                                  Manualmente eseguo le operazioni sui tralci secondo la stato vegetativo delle viti.

                                                  Rispetto a l'anno scorso che usavo un atomizzatore con motorino a miscela, sto notando che per ora i consumi di H2O per i trattamenti si sono ridotti del 30-40%, il terzo trattamento Sabato 17-06 ha richiesto solo 100lt contro i 130 dell'anno scorso, evidentemente l'alta pressione ottimizza la distribuzione del prodotto.

                                                  Poi, il trattore lo porto io con cura ed amore, per i fitofarmaci mi sto fidando degli amici ma continuo a ricercare e verificare anche altre alternative.
                                                  Per gli interventi il prodotto viene dato manualmente e con molta cura, anche perchè poi il vino lo bevo io!!!
                                                  Comunque sono interessatissimo a conoscere come infuliscono le lavorazioni del terreno sullo sviluppo della vite.

                                                  George.

                                                  Commenta


                                                  • #26
                                                    Di preciso George cosa usi per trattare ora? la pompa è collegata all'atomizzatore a ventola o usi una lancia? io sono passato dall'atomizzatore spalleggiato (komatsu) alla pompa azionata da p.d.f. ma con la lancia i volumi sono aumentati!! per calendario biologico ti posso aiutare, mandami messaggio privato così ti contatto con una mail + allegati..

                                                    Commenta


                                                    • #27
                                                      Caro Fordjans interesserebbe anche a noi sapere qual'è il tuo calendario dei trattamenti...

                                                      Ci credo che passando dallo spalleggiato alla lancia a mano i volumi ti siano aumentati...
                                                      avrai sicuramente migliorato le tue condizioni di lavoro ma come tipo mi micronizzazione è peggiorata...perchè sei passato da un sistema di polverizzazione pneumatico a uno meccanico...
                                                      Cmq la vite sopravvive lo stesso...:-)
                                                      Non hai mai pensato ad un macchinario a p.d.f. con cannone...?
                                                      Immagino tu abbia delle forti pendenze e la vigna è ovviamente terrazzata....

                                                      Commenta


                                                      • #28
                                                        Aderendo al programma di lotta integrata relativo al P.S.R. della Regione Valle d’Aosta, dispongo di un numero più ristretto di principi attivi rispetto a quelli in commercio, e ho alcune restrizioni in merito al numero di trattamenti annui.
                                                        Quest’anno,finora, ho effettuato due trattamenti contro la peronospora, mancozeb in pre-fioritura (vigne con problemi di escoriosi) e iprovalicarb (melody) in post-fioritura; per l’oidio, ho fatto un trattamento con zolfo in polvere, quindi due trattamenti liquidi, in cui oltre agli antiperonosporici ho usato rispettivamente zolfo bagnabile e penconazolo (il mitico topas) e oggi il secondo e ultimo trattamento con zolfo polverulento.
                                                        Il rischio basso per la peronospora mi consentirà, se tutto va bene, di rimandare un po’ il prossimo trattamento, comunque questo sarà presumibilmente con cimoxanil, cui aggiungerò il secondo e spero ultimo antioidico penconazolo.
                                                        Quest’anno ho pensato molto all’oidio, che nella scorsa stagione mi aveva dato problemi, spero in un luglio meteo-fortunato, in modo da farmi bastare l’economico zolfo bagnabile; se il tempo continua così, potrei usare già da subito antiperonosporici di copertura (rame e derivati), altrimenti se la stagione si fa più piovosa e rischia di partire un’infezione decisa alternerò al cimoxanil un trattamento con dimetomorf.
                                                        Se e solo se le uova sono tante, ad inizio luglio sarà ora del flufenoxuron (cascade) contro la seconda generaz. di tignole; qualora non riesca a prender ferie, perché talvolta ci sono anche questi intoppi, rimando di venti giorni e uso sull’insetto il clorpirfos-metile.
                                                        Ad Agosto in genere solo prodotti di copertura, tanto se l’uva è brutta a quel punto te la tieni…
                                                        Dimenticavo, solo nelle vigne in fondovalle, più sensibili alla botrytis, un trattamento antibotritico a fine agosto; (quest’anno ho ancora del sumisclex, con principio attivo procimidone, userò quello).

                                                        Purtroppo non riesco a usare attrezzature tipo cannoni, per via della lontananza dalle strade e per la presenza dei terrazzamenti; ho abbandonato il valido atomizzatore a spalla solo per alleviarmi un po’ di fatiche, e anche perché tra vibrazioni e rumore cominciavo ad averne abbastanza… per ora la scelta fatta mi soddisfa, chiaramente si paga una minor efficacia a livello di penetrazione tra gli strati fogliari… vediamo a fine stagione se ha funzionato!
                                                        ciao, ale.

                                                        Commenta


                                                        • #29
                                                          Volevo chiedervi se qualcuno di voi usa la poltiglia bordolese preparata da se come facevano i nostri nonni. Siccome parlando con un tecnico che opera in vigneti della Pianura Padana e cioè in una zona con un umidità relativa molto alta mi diceva che nella sua azienda tratta con la poltiglia bordolese preparata da lui, perchè è più efficace di quella comprata già pronta e anche più agressiva e funziona meglio per il contenimento della vigoria.Se qualcuno la sa preparare e mi sa dire le dosi e cosa bisogna usare mi farebbe un grande favore.

                                                          Commenta


                                                          • #30
                                                            sul sito della manica dovresti trovare qualcosa...

                                                            con la poltiglia bordolese hai una buona efficacia antiperonosporica, un persistenza limitata ed un alto "consumo" di rame metallo per ha.
                                                            Inoltre per un trattamento a medio volume (500 l/ha) ti troveresti a sciogliere + di 15 kg di prodotto in 10 hl di acqua... il che non è proprio piacevole...

                                                            Commenta

                                                            Annunci usato

                                                            Collapse

                                                            Caricamento...
                                                            X