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AUTOCOSTRUZIONE: spaccalegna idraulico a pistone

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  • tonino.ciocci
    ha risposto
    X Ceccato Olindo
    Con un cilindro di alesaggio pari a 80 mm ho montato una pompa da 30 l/min a 1000 g/min, moltiplicatore con rapporto di trasmissione 1 : 3,8 in modo da avere una velocità di spacco intorno ai 10 cm/sec con la pdf a 260 g/min questo consente di tenere il motore della trattrice a 1100- 1200 g/min. In questo modo la coppia motrice è sempre maggiore della coppia resistente della pompa, almeno per i trattori che ho preso in considerazione, cioè i più diffusi ma credo che di questo non dovevo preoccuparmi.

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  • Ceccato Olindo
    ha risposto
    anch'io ho un modello a 16t che pesa sui 230kg, è robusto per quello che deve fare visto che ha un cilindro da 500mm di corsa.
    ma la serie professionale con corsa cilindro 1100mm pesa dai 300 kg in su.
    dopo cmq che contano sono i tempi di produzione. che moltiplicatore hai montato? pompa?

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  • tonino.ciocci
    ha risposto
    Originalmente inviato da Actros 1857 Visualizza messaggio
    Se ancori un cilindro al telaio "per la testa" e non per il "fondello" hai comunque una colonna più corta...oppure a parità di colonna, più spazio per lavorare...
    E poi così ad occhio ti direi che lavora solo lo stelo e non tutto il pistone...
    E' un po' che non gioco coi diagrammi delle forze ma se analizziamo bene il tutto mi sa che qualcosa ci si ricava...
    Sono daccordo con quello che hai detto.
    Se si ancora il cilindro per la testa la camicia del cilindro è sottoposta anche ad uno sforzo di trazione oltre che alla pressione di esercizio, comunque non sono queste le considerazioni che ho fatto nella scelta poi se sei interessato ti esporrò il ragionamento che ho seguito.
    Ultima modifica di tonino.ciocci; 22/07/2011, 17:51.

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  • Actros 1857
    ha risposto
    Originalmente inviato da tonino.ciocci Visualizza messaggio
    di avere un'accoppiamento rigido del cilindro al telaio?
    Se ancori un cilindro al telaio "per la testa" e non per il "fondello" hai comunque una colonna più corta...oppure a parità di colonna, più spazio per lavorare...
    E poi così ad occhio ti direi che lavora solo lo stelo e non tutto il pistone...
    E' un po' che non gioco coi diagrammi delle forze ma se analizziamo bene il tutto mi sa che qualcosa ci si ricava...

    Lascia un commento:


  • tonino.ciocci
    ha risposto
    Originalmente inviato da Actros 1857
    Lo STELO avanza senza flettersi grazie all'attacco rigido, alla propria ersistenza a flessione (difatti molti usano steli "tozzi") e le guide servono solo in caso di forte deviazione laterale a non permettere che il cuneo devii andando anche a rovinare paraolii e attaco rigido.

    Nel campo delle strutture industriali capita di trovare soluzioni simili. Bulloni di imbastitura e successiva saldatura in cantiere.

    Il tuo continuare a far "pesare" queste deviazioni mi incuriosisce. Hai per caso determinato l'ampiezza media di queste escursioni con uno spaccalegna ad atttacco rigido? Sicuro che queste deviazioni non possono essere compensate dai giochi di accoppiamento tra i vari pezzi?
    Sono sicuro che pian piano un punto di convergenza lo troviamo.
    Perchè usare le guide solo in emergenza (forte deviazione) e non farle lavorare sempre visto che le ho messe ed hanno avuto un costo?
    Non dico che la soluzione con perni sia necesaria però e un modo di progettare che attribuisce ad ogni elemento la funzione per la quale è stato messo, senza ambiguità.
    Potrei chiederti: quali sono i vantaggi (tal punto di vista funzionale e non per esempio di ingombro per rientro del cilindro) di avere un'accoppiamento rigido del cilindro al telaio?
    Comunque alcuni costruttori utilizzano questo sistema.
    Ultima modifica di tonino.ciocci; 22/07/2011, 16:48.

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  • Actros 1857
    ha risposto
    Originalmente inviato da tonino.ciocci
    Allora è grazie alla guida che il pistone avanza senza flettersi e non agli attacchi rigidi.
    Lo STELO avanza senza flettersi grazie all'attacco rigido, alla propria ersistenza a flessione (difatti molti usano steli "tozzi") e le guide servono solo in caso di forte deviazione laterale a non permettere che il cuneo devii andando anche a rovinare paraolii e attaco rigido.
    Insomma è come se noi decidessimo di collegare due lembi con bulloni e poi diciamo che per sicurezza è meglio fare in aggiunta una saldatura.
    Nel campo delle strutture industriali capita di trovare soluzioni simili. Bulloni di imbastitura e successiva saldatura in cantiere.

    Il tuo continuare a far "pesare" queste deviazioni mi incuriosisce. Hai per caso determinato l'ampiezza media di queste escursioni con uno spaccalegna ad atttacco rigido? Sicuro che queste deviazioni non possono essere compensate dai giochi di accoppiamento tra i vari pezzi?

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  • Actros 1857
    ha risposto
    Originalmente inviato da tonino.ciocci Visualizza messaggio
    aumentano la sua temperatura anche di 30° C, quindi se vogliamo essere sicuri che l'olio non si scaldi troppo qualche considerazione sul dimensionamento e posizione del serbatoio la dobbiamo pur farla.
    Magari la si può fare anche sulle caratteristiche fisiche dei tipi di olio...
    I due perni a 90° di cui si parla se ho capito bene, sono uno sul fondello ed uno sullo stelo e consentono solo rotazioni su piani perpendicolari fra di loro.Su un piano ruota tutto il cilindro mentre, sull'altro ruota solo il cuneo di spacco quindi è un sistema che consente una sola delle deviazioni.
    No, ne consentono 2, perchè una sola? Considera il fatto che io non ne avrei messo manco uno di perno...
    Infine mi piacerebbe ascoltare una tua opinione sulla necessità di adottare un cuneo con guide di scorrimento (bronzo, ottone , teflon etc).
    Scusa, ma le tue guide di che materiale sono? Le guide laterali DEVONO essere di un materiale tenero...
    Visto però che tu usi i perni devi prevedere anche una guida frontale, a contatto con l'ala dell' HE

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  • tonino.ciocci
    ha risposto
    Originalmente inviato da Actros 1857 Visualizza messaggio
    Infatti uno dei compiti del progettista è quello di mediare tra le facce della medaglia, non solo in base ai "calcoli strutturali", ma sopratutto in base all'ingegnerizzazione del prodotto con tutto ciò che ne consegue a livello costruttivo/vendita.

    Mi sembra un discorso molto teorico e poco pratico. Spaccalegna con radiatore non ne ho ancora visti, quindi questa grande necessità di convezione tra serbatoio e aria esterna non è poi così rilevante.
    Per quanto riguarda il calore, molto si fa all'atto del progetto dell'impianto oleodinamico, utilizzando raccordi e distributori che diminuiscano il riscaldamento dell'olio non dovuto al "lavoro" vero e proprio del pistone.

    Addirittura rottura a fatica dovuta ai giochi delle guide...non ci siamo all'atto pratico...teoricamente condivido l'analisi, ma da utilizzatore ti dico che non è certo quello che può danneggiare lo spaccalegna.

    Permetti di dissentire, due perni a 90° permettono deviazioni sia su X che su Y , mentre sul tuo hai possibilità di deviazioni in un unica direzione. Quando spacchi il legno dfficilmente si apre perfettamente sull'asse Z, quindi il pistone deve prendersi anche forze trasversali.

    Se fossero sostanziali sarebbe un ammissione di errori in fase di progetto...

    Posso tradurla come "istigazione al lavoro NON in sicurezza"?

    Divagando un attimino mi pare di essere tornato ai tempi delle superiori, durante le lezioni di meccanica...purtroppo oramai è qualche anno che lavoro e mi sono accorto che dalla teoria alla pratica c'è un abisso e quindi il progetto non sono più capace di vederlo solo sotto l'aspetto meccanico, ecco perchè "tante" critiche che spero siano anche costruttive.

    Buona giornata, professore!!!!
    Per quanto si possa intervenire sul progetto oleodinamico, il 20% circa della potenza meccanica in gioco viene trasformata in calore (e questo dato non contestarlo a me, ma sono dati riportati nei migliori testi di oleodinamica), per cui ad esempio, 15 l di olio in un serbatoio esterno con pareti in lamiera da 3 mm a servizio di una macchina da 8-10 KW, aumentano la sua temperatura anche di 30° C, quindi se vogliamo essere sicuri che l'olio non si scaldi troppo qualche considerazione sul dimensionamento e posizione del serbatoio la dobbiamo pur farla.
    I due perni a 90° di cui si parla se ho capito bene, sono uno sul fondello ed uno sullo stelo e consentono solo rotazioni su piani perpendicolari fra di loro.Su un piano ruota tutto il cilindro mentre, sull'altro ruota solo il cuneo di spacco quindi è un sistema che consente una sola delle deviazioni.
    Infine mi piacerebbe ascoltare una tua opinione sulla necessità di adottare un cuneo con guide di scorrimento (bronzo, ottone , teflon etc).

    Le critiche se fatte in buona fede sono sempre costruttive!

    Buona giornata anche a te.

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  • 90 c
    ha risposto
    [/QUOTE]
    Originalmente inviato da tonino.ciocci Visualizza messaggio
    Scusa ma non capisco proprio il tuo ragionamento..... cosa centrano i bracci del sollevatore. La sollecitazione prevalente sulla colonna la da l'azione di spinta del cilindro in fase di spacco... chiariscimi meglio non ti seguo proprio.
    Immagino che hai considerato la struttura sollecitata da un sistema di forze autoequilibrato. Nel momento però che il cilindro tende ad inflettersi avremo una deviazione e il sistema forze non è più autoequilibrato (giustamente hai creato i pattini proprio per questo).
    In quel momento però i pattini diventano una cerniera.
    Nel caso la cerniera non sia mai sollecitata, il vincolo è inefficace e la schematizzazione cerniera-cerniera al carico critico non veritiera.
    Nel caso sia sollecitata non sarà costante il diagramma del momento e le sezioni non sono sollecitate tutte in egual modo.
    Inoltre il sistema non è equilibrato.
    Questa è un analisi prettamente grafica e non numerica.
    Tuttavia necessita il calcolo per verificare se la reazione della cerniera è trascurabile.

    Originalmente inviato da Actros 1857 Visualizza messaggio
    E se per caso il pistone ti devia di lato perchè il legno è talmente fibroso da non spaccarsi verticalmente??? Anche con la tua soluzione spaccheremmo tutto....
    Sembra che anche Actro 1857 ha il mio stesso dubbio.

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  • Actros 1857
    ha risposto
    Originalmente inviato da tonino.ciocci Visualizza messaggio
    SLe soluzioni e scelte progettuali sono tante è vero, ma in genere per ogni scelta c'è il rovescio della medaglia
    Infatti uno dei compiti del progettista è quello di mediare tra le facce della medaglia, non solo in base ai "calcoli strutturali", ma sopratutto in base all'ingegnerizzazione del prodotto con tutto ciò che ne consegue a livello costruttivo/vendita.
    il serbatoio dell'olio integrato con la colonna che rende sicuramente tutto più compatto e forse esteticamente più bello, ma peggiora sicuramente lo scambio termico richiedendo un volume di olio maggiore a parità di flusso termico smaltito.
    Mi sembra un discorso molto teorico e poco pratico. Spaccalegna con radiatore non ne ho ancora visti, quindi questa grande necessità di convezione tra serbatoio e aria esterna non è poi così rilevante.
    Per quanto riguarda il calore, molto si fa all'atto del progetto dell'impianto oleodinamico, utilizzando raccordi e distributori che diminuiscano il riscaldamento dell'olio non dovuto al "lavoro" vero e proprio del pistone.
    Le piccole deviazioni flessionali di cui parlo sono quelle che si presentano in seguito all'usura delle guide del cuneo che essendo cicliche provocano rottura dopo un certo numero di cicli (anche se alto). La rottura per fatica non è imputabili all'evento che in quell'istante la provoca ma è il risultato di tutte gli eventi cilclici precedenti che l'organo meccanico ha subito.
    Addirittura rottura a fatica dovuta ai giochi delle guide...non ci siamo all'atto pratico...teoricamente condivido l'analisi, ma da utilizzatore ti dico che non è certo quello che può danneggiare lo spaccalegna.
    Due perni a 90 ° non risolvono le deviazioni ne in una direzione tantomeno nell'altra.
    Permetti di dissentire, due perni a 90° permettono deviazioni sia su X che su Y , mentre sul tuo hai possibilità di deviazioni in un unica direzione. Quando spacchi il legno dfficilmente si apre perfettamente sull'asse Z, quindi il pistone deve prendersi anche forze trasversali.
    Nella versione che metterò in commercio ci saranno delle modifiche rispetto alla foto, anche se non sostaziali.
    Se fossero sostanziali sarebbe un ammissione di errori in fase di progetto...
    Infine il riparo fisso si può facilmente togliere svitando tre bulloni, per consentire all'utente di fare un eventuale intervento di manutenzione e provare se la macchina funziona spaccando qualche ciocco libero da qualunque ostacolo e impedimento
    Posso tradurla come "istigazione al lavoro NON in sicurezza"?

    Divagando un attimino mi pare di essere tornato ai tempi delle superiori, durante le lezioni di meccanica...purtroppo oramai è qualche anno che lavoro e mi sono accorto che dalla teoria alla pratica c'è un abisso e quindi il progetto non sono più capace di vederlo solo sotto l'aspetto meccanico, ecco perchè "tante" critiche che spero siano anche costruttive.

    Buona giornata, professore!!!!

    Lascia un commento:


  • tonino.ciocci
    ha risposto
    E' vero hai perfettamente ragione, sono state utilizzate due viti forate per comodità visto che la pompa lavora sottobattente, comunque non è una pratica consigliata per cui questa soluzione non verrà ripetuta in seguito. Il tubo alta pressione in aspirazione l' ho messo semplicemente perchè l'avevo.
    Ultima modifica di tonino.ciocci; 21/07/2011, 09:13. Motivo: Integrazione

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  • doctor46
    ha risposto
    Piccolo suggerimento oleodinamico: Mai usare raccordi ad occhio in aspirazione, creano cavitazione quindi usura precoce della pompa.
    Vedo che ne hai messi addirittura 2 e con un tubo raccordato ad alta pressione, che in aspirazione non serve.

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  • tonino.ciocci
    ha risposto
    Originalmente inviato da 90 c Visualizza messaggio
    La nuova foto chiarisce meglio il funzionamento.
    I perni dei pattini sono stati progettati per quale sforzo massimo?



    No. nel momento in cui il cuneo è incernierato alla trave non può essere costante il momento. Sembrerebbe che hai considerato un unico corpo con incastro. Invece sarebbe più opportuno cerniera al braccio sollevatore + pendolo al terzo punto.
    Nel momento in cui schematizzi cerniera-cerniera il cilindro, quest'ultimo diviene un pendolo compresso, schematizzabile come puntone per la trave. Non riesco ad immaginare in nessun modo diagrammi costanti.
    Ecco il perchè la mia richiesta dei diagrammi.
    Scusa ma non capisco proprio il tuo ragionamento..... cosa centrano i bracci del sollevatore. La sollecitazione prevalente sulla colonna la da l'azione di spinta del cilindro in fase di spacco... chiariscimi meglio non ti seguo proprio.

    Lascia un commento:


  • 90 c
    ha risposto
    Originalmente inviato da tonino.ciocci Visualizza messaggio
    La schematizzazione vincolare del carico di punta è cerniara-cerniera per cui la lunghezza libera d'inflessione e pari alla lunghezza della trave (in questo caso del cilindro aperto). I due perni sono sollecitati allo stesso modo quindi basta verificarne uno.
    La nuova foto chiarisce meglio il funzionamento.
    I perni dei pattini sono stati progettati per quale sforzo massimo?

    Originalmente inviato da tonino.ciocci Visualizza messaggio
    La colonna è sollecitata a trazione e flessione costanti per ogni sezione quindi i diagrammi delle sollecitazioni sono delle rette parallele all'asse della trave di nessuna utilità non essendoci una sezione critica da individuare.
    No. nel momento in cui il cuneo è incernierato alla trave non può essere costante il momento. Sembrerebbe che hai considerato un unico corpo con incastro. Invece sarebbe più opportuno cerniera al braccio sollevatore + pendolo al terzo punto.
    Nel momento in cui schematizzi cerniera-cerniera il cilindro, quest'ultimo diviene un pendolo compresso, schematizzabile come puntone per la trave. Non riesco ad immaginare in nessun modo diagrammi costanti.
    Ecco il perchè la mia richiesta dei diagrammi.

    Lascia un commento:


  • tonino.ciocci
    ha risposto
    Originalmente inviato da bolo86
    ciao
    ho guardato un pò i calcoli, qualche cosa o capito, più o meno, se hai tempo tonino mi piacerebbe approfondire la parte sull' dimensionamento della trave, anche per realizzare altre costruzioni...
    approfitto per chiedere se secondo voi và meglio uno spaccalegna verticale orizzontale?
    ciao
    grazie
    Una trave si dimensiona apllicando conoscenze di meccanica e/o scienza delle costruzioni ed i risultati ottenuti per un caso sono generalizzabili solo qualitativamente e non quantitativamente, quindi tu poni il problema nello specifico ed io sarò ben lieto di aiutarti.

    Lascia un commento:


  • tonino.ciocci
    ha risposto
    Originalmente inviato da Actros 1857 Visualizza messaggio
    Per quanto riguarda il discorso HEA/HEB il mio era un appunto relativo più al peso che alla resistenza. Sappiamo bene che le due tipologie di profilato sono nettamente difefrenti, ma quando si progetta un prodotto bisogna tener conto di molti fattori tra cui il peso.
    Ho visto spaccalegna fatti con un piatto da 12 su cui scorre il cuneo e il retro fatto con una lamiera piegata a formare un C che saldato sul piatto frontale oltre che creare un profilo scatolato fa direttamente da serbatoio...quindi le soluzioni e le inventive non mancano.
    Ad esempio saldando sull'ala opposta al cuneo un piatto in corrispondenza dell'anima per tutta la lunghezza della colonna andiamo ad aumentare la rigidezza della trave riducendone la possibilità di flessione...magari arriviamo ad utilizzare un HE140A..bisognerebbe far di calcolo.
    Il mio è solo un modo per far capire a tutti che come già detto, non si tratta SOLO di una colonna e un pistone...
    E' con tutti questi accorgimenti che si crea lo spaccalegna "migliore" della concorrenza.
    Discorso pistone ancorato con i perni:
    Mi pare un poco assurdo arrivare ad adottare dei perni per compensare eventuali giochi o flessioni del tutto ininfluenti se si dimensiona correttamente il tutto.
    E se per caso il pistone ti devia di lato perchè il legno è talmente fibroso da non spaccarsi verticalmente??? Anche con la tua soluzione spaccheremmo tutto....i perni se caso avnno messi uno a 90° rispetto all'altro....
    Pensare di utilizzare pistoni con steli di maggiori diemnsioni? Dimuiresti la snellezza del tutto...

    Poi un ultimo commento alla seconda foto da parte di chi usa spaccalegna verticali....
    Il tuo non lo comprerei mai. Ergonomicamente inadeguato nonchè poco versatile. Ma qua si esula dai calcoli....
    Si ma la trave che pesa di meno ha una resistenza insufficiente per i miei scopi. Le soluzioni e scelte progettuali sono tante è vero, ma in genere per ogni scelta c'è il rovescio della medaglia come ad esempio il serbatoio dell'olio integrato con la colonna che rende sicuramente tutto più compatto e forse esteticamente più bello, ma peggiora sicuramente lo scambio termico richiedendo un volume di olio maggiore a parità di flusso termico smaltito. Le piccole deviazioni flessionali di cui parlo sono quelle che si presentano in seguito all'usura delle guide del cuneo che essendo cicliche provocano rottura dopo un certo numero di cicli (anche se alto). La rottura per fatica non è imputabili all'evento che in quell'istante la provoca ma è il risultato di tutte gli eventi cilclici precedenti che l'organo meccanico ha subito. Due perni a 90 ° non risolvono le deviazioni ne in una direzione tantomeno nell'altra. Nella versione che metterò in commercio ci saranno delle modifiche rispetto alla foto, anche se non sostaziali. Infine il riparo fisso si può facilmente togliere svitando tre bulloni, per consentire all'utente di fare un eventuale intervento di manutenzione e provare se la macchina funziona spaccando qualche ciocco libero da qualunque ostacolo e impedimento, questa prendila con una certa ironia...... ma non troppo.....

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  • Actros 1857
    ha risposto
    Per quanto riguarda il discorso HEA/HEB il mio era un appunto relativo più al peso che alla resistenza. Sappiamo bene che le due tipologie di profilato sono nettamente difefrenti, ma quando si progetta un prodotto bisogna tener conto di molti fattori tra cui il peso.
    Ho visto spaccalegna fatti con un piatto da 12 su cui scorre il cuneo e il retro fatto con una lamiera piegata a formare un C che saldato sul piatto frontale oltre che creare un profilo scatolato fa direttamente da serbatoio...quindi le soluzioni e le inventive non mancano.
    Ad esempio saldando sull'ala opposta al cuneo un piatto in corrispondenza dell'anima per tutta la lunghezza della colonna andiamo ad aumentare la rigidezza della trave riducendone la possibilità di flessione...magari arriviamo ad utilizzare un HE140A..bisognerebbe far di calcolo.
    Il mio è solo un modo per far capire a tutti che come già detto, non si tratta SOLO di una colonna e un pistone...
    E' con tutti questi accorgimenti che si crea lo spaccalegna "migliore" della concorrenza.
    Discorso pistone ancorato con i perni:
    Mi pare un poco assurdo arrivare ad adottare dei perni per compensare eventuali giochi o flessioni del tutto ininfluenti se si dimensiona correttamente il tutto.
    E se per caso il pistone ti devia di lato perchè il legno è talmente fibroso da non spaccarsi verticalmente??? Anche con la tua soluzione spaccheremmo tutto....i perni se caso avnno messi uno a 90° rispetto all'altro....
    Pensare di utilizzare pistoni con steli di maggiori diemnsioni? Dimuiresti la snellezza del tutto...

    Poi un ultimo commento alla seconda foto da parte di chi usa spaccalegna verticali....
    Il tuo non lo comprerei mai. Ergonomicamente inadeguato nonchè poco versatile. Ma qua si esula dai calcoli....

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  • tonino.ciocci
    ha risposto
    Originalmente inviato da 90 c Visualizza messaggio
    Benvenuto sul forum anche da parte mia.
    Potresti postare altre foto dove è possibile vedere tutti i particolari?



    Puoi spiegare meglio questo passaggio?



    Ho visto velocemente l'allegato con i calcoli.
    La forza di spinta massima è vicina con tutte le approssimazione alle 7 tonnellate o sbaglio? Se il braccio è 165 mm come può un tronco da 60 cm essere in asse?
    La verifica per l'instabilità a carico di punto secondo il carico critico euleriano per la trave elastica è stata calcolata considerando la sola luce libera d'inflessione. La correlata schematizzazione di appoggio-appoggio non può essere valutata come soddisfacente. Sarebbe opportuno calcolare il doppio della luce libera con il correlato schema incastro-estremo libero. In tal caso non è verificato.
    Dalla foto non si notano altri vincoli da far supporre il contrario e nella verifica perni è menzionato il solo perno visibile in foto.
    La verifica di resistenza della sezione della colonna andava fatta nel punto più sollecitato. Non vedo il diagramma.
    La schematizzazione vincolare del carico di punta è cerniara-cerniera per cui la lunghezza libera d'inflessione e pari alla lunghezza della trave (in questo caso del cilindro aperto). I due perni sono sollecitati allo stesso modo quindi basta verificarne uno. La colonna è sollecitata a trazione e flessione costanti per ogni sezione quindi i diagrammi delle sollecitazioni sono delle rette parallele all'asse della trave di nessuna utilità non essendoci una sezione critica da individuare.

    Lascia un commento:


  • tonino.ciocci
    ha risposto
    Originalmente inviato da Actros 1857 Visualizza messaggio
    Domanda:
    Come mai è stato scelto di ancorare il pistone dalla parte del fondello e non dalla testa?
    Perchè è stato scelto l'HEB direttamente e non un HEA? Ok a livello di resistenza, ma si parla di 12 kg/m di differenza di peso....
    Perchè è sato scelto di far lavorare il pistone a taglio su un perno e non a compressione su un nodo rigido sulla testa della colonna? La necessità di avere il perno non la capisco.
    Per quanto riguarda il cuneo avete fatto degli studi e\o calcoli per determinarne la forma?
    1- Il pistone è ancorato al telaio sul fondello con un perno d 30 mm ed al cuneo sullo stelo con un' altro perno d 30mm parallelo al primo.
    2- La trave HEB 160 ha una sez resistente pari a 54,25 cq ed un Wx pari a 311,5 cc
    La trave HEA 160 ha una sez resistente pari a 38,77 cq ed un Wx pari a 220,1 cc
    quindi come puoi dedurre la capacità di resistenza a trazione ed a flessione (ved.Wx) della trave HEA (a parità di dim.esterne 160) è significativamente inferiore della HEB.
    3- Il pistone ancorato con due perni come descritto al punto 1 mi garantisce uno sforzo su di esso perfettamente assiale in qualunque condizione eliminando la flessione (seppur piccola) dovuta all'usura del pattino o ad un difetto di assemblaggio, in questo modo viene scongiurata la rottura per fatica.
    4- L'angolo di apertura del cuneo di spacco dipende dalla natura del legno, dal grado di umidità di esso etc. Ci vorrebbe quindi un cuneo per ogni tipo di legno se non per ogni ciocco! Condizione questa non praticabile per cui in base a prove sperimentali è stato scelto un angolo di apertura pari a 28°.
    Attached Files
    Ultima modifica di tonino.ciocci; 20/07/2011, 08:26. Motivo: Manaca allegato

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  • 90 c
    ha risposto
    Originalmente inviato da tonino.ciocci Visualizza messaggio
    . Mi piacerebbe una vostra opinione sulla macchina essendo disponibile a qualunque chiarimento. Saluti a tutti e buona estate.
    Benvenuto sul forum anche da parte mia.
    Potresti postare altre foto dove è possibile vedere tutti i particolari?

    Originalmente inviato da tonino.ciocci
    -Le innovazioni ci sono anche se sfuggono ad un analisi superficiale perchè di natura sostanzialmente tecnica come ad esempio, e non solo, l'aumento del carico critico (in fase di spacco) del cilindro ottenuta utilizzando un sistema isostatico di vincolo al telaio allo scopo di contrastare lo sbandamento laterale dello stelo.
    .
    Puoi spiegare meglio questo passaggio?

    Originalmente inviato da tonino.ciocci Visualizza messaggio
    Le prestazioni dello spaccalegna sono: forza di spinta = 10 t, diametro max trochi 60 cm, altezza max tronchi 63 cm, velocità di spacco= 9,5 cm/sec, velocita rientro cuneo 12,5 cm/sec, e questi sono dati di progetto e non legati al fatto che l'operatore aziona il cuneo da dietro la rete. Per quanto riguarda lo sbandamento dello stelo è stata applicata la teoria del carico di punta per verificare la stabilità del cilindro sottoposto ad una compressione di 10 t.
    Ho visto velocemente l'allegato con i calcoli.
    La forza di spinta massima è vicina con tutte le approssimazione alle 7 tonnellate o sbaglio? Se il braccio è 165 mm come può un tronco da 60 cm essere in asse?
    La verifica per l'instabilità a carico di punto secondo il carico critico euleriano per la trave elastica è stata calcolata considerando la sola luce libera d'inflessione. La correlata schematizzazione di appoggio-appoggio non può essere valutata come soddisfacente. Sarebbe opportuno calcolare il doppio della luce libera con il correlato schema incastro-estremo libero. In tal caso non è verificato.
    Dalla foto non si notano altri vincoli da far supporre il contrario e nella verifica perni è menzionato il solo perno visibile in foto.
    La verifica di resistenza della sezione della colonna andava fatta nel punto più sollecitato. Non vedo il diagramma.

    Lascia un commento:


  • Actros 1857
    ha risposto
    Domanda:
    Come mai è stato scelto di ancorare il pistone dalla parte del fondello e non dalla testa?
    Perchè è stato scelto l'HEB direttamente e non un HEA? Ok a livello di resistenza, ma si parla di 12 kg/m di differenza di peso....
    Perchè è sato scelto di far lavorare il pistone a taglio su un perno e non a compressione su un nodo rigido sulla testa della colonna? La necessità di avere il perno non la capisco.
    Per quanto riguarda il cuneo avete fatto degli studi e\o calcoli per determinarne la forma?

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  • tonino.ciocci
    ha risposto
    Originalmente inviato da Actros 1857
    Non è questione di divertirsi o no...resta il fatto che si potrebbere far conoscere agli altri utenti "come si progetta" uno spaccalegna che, come non tutti sanno, non è solo un pistone trovato da un demolitore, una poma e una trave ad H come guida...
    Sostanzialmente uno spaccalegna è proprio quello che tu hai descritto. La teoria serve a scegliere un pistone dalle giuste dimensioni, una pompa di adatta cilindrata, una trave ad H di opportuna sezione resistente, i perni con giusto diametro etc. Per ora ti invio le verifiche strutturali che sono una parte del fascicolo tecnico. Poi metterò in allegato i calcoli oleodinamici che sarà sicuramente l'aspetto più interessante per i frequentatori del fomum.
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  • tonino.ciocci
    ha risposto
    Originalmente inviato da Actros 1857 Visualizza messaggio
    Il risultato però è il medesimo...
    E' questa similitudine che ha fatto si che sul mercato ci siano almeno una ventina di produttori che propongono la medesima amcchina ed ognuno ha un "innovazione".
    Per me il numero dei singoli pezzi dello spaccalegna sono inferiori al numero di "innovatori"...quindi mi paicerebbe capire cosa innovano.

    Dalla foto a me pare uno spaccalegna fatto solo per tronchetti da 35 cm di lunghezza o poco più perchè parrebeb di capire che l'utente stando dietro la "rete" aziona la leva.
    Poi pare di vedere che il pistone è fisso e non riposizionabile per allungare la corsa di spacco.
    Se così fosse, in 50 cm massimo di corsa, come farebeb a sbandare lo stelo?
    Io ho stortato uno stelo spaccando un tronco di rovere da 1 mt solo perchè si è rotta la guida tra cuneo e colonna. il tutto però dovuto anche a scarsa manutenzione dello spaccalegna.

    Qualche foto in più non la puoi mettere???
    A me par di capire che sia solo la rete che impedisce di cacciare la mano tra cuneo e legno...
    Risp. per Actros 1857
    Tralasciamo per ora il discorso sull'innovazione e la tua correlazione tra numero di pezzi e numero di innovazioni sulla quale non sono daccordo perchè un innovazione è il risultato non solo dei pezzi utilizzati ma anche di come essi interagiscono fra loro.
    Le prestazioni dello spaccalegna sono: forza di spinta = 10 t, diametro max trochi 60 cm, altezza max tronchi 63 cm, velocità di spacco= 9,5 cm/sec, velocita rientro cuneo 12,5 cm/sec, e questi sono dati di progetto e non legati al fatto che l'operatore aziona il cuneo da dietro la rete. Per quanto riguarda lo sbandamento dello stelo è stata applicata la teoria del carico di punta per verificare la stabilità del cilindro sottoposto ad una compressione di 10 t. Nel tuo caso la rottura dello stelo in seguito al cedimento del pattino è avvenuta per flessione, in quanto suppongo il cilindro collegato al telaio in modo rigido, e non per carico di punta. Infine non ho capito come si può allungare la corsa di spacco semplicemente riposizionando il pistone, semmai può aumentare la luce libera fra cuneo e suppurto del ceppo per ospitare tronchi più lunghi con la speranza che essi si spacchino senza che il cuneo raggiunga la base di appoggio.
    P.S. Si metterò altre foto.

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  • Actros 1857
    ha risposto
    Originalmente inviato da tonino.ciocci
    Risp. per Actros 1857
    -Tutti gli spaccalegna sono "simili" ma non uguali, ed è anche questo che influisce sulla scelta finale dell'utente.
    Il risultato però è il medesimo...
    E' questa similitudine che ha fatto si che sul mercato ci siano almeno una ventina di produttori che propongono la medesima amcchina ed ognuno ha un "innovazione".
    Per me il numero dei singoli pezzi dello spaccalegna sono inferiori al numero di "innovatori"...quindi mi paicerebbe capire cosa innovano.
    -Le innovazioni ci sono anche se sfuggono ad un analisi superficiale perchè di natura sostanzialmente tecnica come ad esempio, e non solo, l'aumento del carico critico (in fase di spacco) del cilindro ottenuta utilizzando un sistema isostatico di vincolo al telaio allo scopo di contrastare lo sbandamento laterale dello stelo.
    Dalla foto a me pare uno spaccalegna fatto solo per tronchetti da 35 cm di lunghezza o poco più perchè parrebeb di capire che l'utente stando dietro la "rete" aziona la leva.
    Poi pare di vedere che il pistone è fisso e non riposizionabile per allungare la corsa di spacco.
    Se così fosse, in 50 cm massimo di corsa, come farebeb a sbandare lo stelo?
    Io ho stortato uno stelo spaccando un tronco di rovere da 1 mt solo perchè si è rotta la guida tra cuneo e colonna. il tutto però dovuto anche a scarsa manutenzione dello spaccalegna.
    -Dalla foto si può dedurre come nonostante ci sia una sola leva di azionamento del cuneo, la macchina soddisfa alla D.E. n 42/2006 recepita in Italia nel 2010 per quanto riguarda i requisiti min di sicurezza.
    Qualche foto in più non la puoi mettere???
    A me par di capire che sia solo la rete che impedisce di cacciare la mano tra cuneo e legno...

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  • tonino.ciocci
    ha risposto
    Ciao a tutti, oggi ho terminato la realizzazione di un prototipo di spaccalegna dopo un anno di progettazione strutturale e oleodinamica con tanto di fascicolo tecnico contenente l'analisi dei rischi per ottenere la conformità europea. Tutto questo allo scopo di commercializzarlo. Mi piacerebbe una vostra opinione sulla macchina essendo disponibile a qualunque chiarimento. Saluti a tutti e buona estate.
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  • stubenruss
    ha risposto
    Pompa da consigliare

    Una pompa che eroga intorno ai 200 bar con al massimo 10 l/min dovrebbe andare bene.
    Saluti
    Paul Stubenruss

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  • tuttofar
    ha risposto
    salve a tutti vorrei costruire uno spaccalegna sono gia in possesso di un pistone idraulico del diametro di 60mm esterno lo stelo ha un diametro di 35mm una lunghezza di30 cm vorrei realizzarlo con motore elettrico da 3hp 1400 giri no sò come dimensionare la pompa di quanti litri al minuto deve essere? grazie
    Ultima modifica di Potionkhinson; 26/08/2011, 12:57. Motivo: unione thread.

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  • navimus
    ha risposto
    Ciao caro Doctor,
    devi sapere, innanzitutto, che dalle mie parti non c'è molta competenza professionale, quindi, viene a mancare la disponibilità. I rivenditori qui hanno solo l'interesse a vendere.
    Es. ho visto presso il rivenditore un kit di assemblaggio completo di pompa,campana,giunto e motore elettrico proprio per spaccalegna, a loro dire. Quando ho spiegato che stavo per realizzarlo anche io e per cui avevo necessità di delucidazioni tecniche, l'addetto alle vendite mi ha rimandato ad un ingegnere. Poi il titolare, apprezzando la mia buona educazione, si è rivolto al loro ingegnere che era in sede. Beh, anche questo si è limitato a dire che la pompa che stavo comprando poteva andare bene. Ti lascio immaginareil resto.
    Camunque, scrivo da Lecce.
    Grazie ancora Doctor.

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  • CAT 980G
    ha risposto
    pompa idraulica su grillo 127

    Ciao a tutti,mi sono appena iscritto. I miei complimenti per il forum.
    Il mio problema è questo...... vorrei montare una pompa idraulica su un motore lombardini diesel di circa 10 cv (è il motore di un grillino 127).
    per far funzionare uno spaccalegna,sapreste dirmi che pompa riesce a far girare il lombardini e le dimensioni del pistone che dovrei montare per avere una velocita' di lavoro decente?
    non sono molto sicuro della potenza del motore,chi dice 8.5 cv chi 10 cv

    Grazie,salutoni a tutti
    Ultima modifica di CAT 980G; 03/02/2011, 21:47.

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  • doctor46
    ha risposto
    Mi dispiace che tu abbia fatto acquisti sbagliati, però un buon venditore ti avrebbe dovuto consigliare meglio, a meno che tu non gli abbia saputo spiegare bene cosa volevi realizzare.
    Se mi dici di che parti sei vedo se posso indirizzarti da qualcuno per la tua pompa doppia.
    La valvola disgiuntrice potrebbe anche essere separata, tipo questa:
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    Ultima modifica di doctor46; 01/02/2011, 14:13.

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