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Compravendita terreni

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  • #31
    Originalmente inviato da falco13 Visualizza messaggio
    Mio suocero sta vendendo un terreno nel terreno c'è un fabbricato che non è stato mai accatastato.
    intendi dire che al catasto risulta ancora come "fabbricato rurale" censito al catasto terreni o che addirittura è "sconosciuto" al catasto e neanche riportato in mappa?
    Originalmente inviato da falco13 Visualizza messaggio
    Il fabbricato ricade nella particella di mio suocero ma anche mia zia ha delle parti di proprietà sullo stesso; le parti sono ben definite nel rogito.
    vorresti dire che la zia possiede una porzione di fabbricato (e quindi non di una quota) la quale insiste su un terreno che è di proprietà di tuo suocero?
    av salùt

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    • #32
      Salve a tutti,
      in questi giorni sto perfezionando una compravendita di un terreno edificabile. Il bene in oggetto è un unico terreno, i proprietari sono 3, 1/3 indiviso ciascuno (lo scrivente e altri 2 fratelli dello stesso). Ora uno dei fratelli intende cedere la propria quota indivisa, gli acquirenti sono gli altri 2 fratelli che acquistano per 1/2 indiviso ciascuno la quota del fratello (1/3 indiviso) ne risulta che dopo l'atto il terreno rimane di proprietà di 2 fratelli con 1/2 indiviso ciascuno. Descritta l'operazione stiamo vedendo come affrontare la tassazione della compravendita. Il terreno è stato rivalutato (affrancamento), è stato versato allo Stato il 4% del valore della stima asseverata.
      Ecco i numeri:
      - valore della quota messa in vendita (1/3 del terreno) secondo la perizia che è anche la base dell'imponibile IMIS, 188.000 euro
      - prezzo concordato tra le parti 72.0000 euro
      Gli acquirenti si fanno carico di versare tutte le tasse per la compravendita, e sono più che disposti a liquidare il 9% (imposta di registro regime applicato ai terreni edificabili da privato a privato) sul valore stimato del terreno (188.000 euro) + imposta ipotecaria e catastale. Il problema è che nel rogito viene riportato il valore pattuito (72.000 euro) con la relativa modalità di pagamento. Impensabile dichiarare nel rogito il valore concordato e versare le tasse riferite solo a quell'importo, ci sarebbe un accertamento scontato da parte dell'Agenzia delle entrate, ci sarebbe la perdita dell'affrancamento e in futuro (se ci sarà la possibilità) bisognerà pensare a un secondo affrancamento.
      In sostanza c'è la volontà degli acquirenti di versare le tasse riferite a un importo che è quasi il triplo del valore realmente pagato, indicando nel rogito solo il quantitativo effettivamente versato.
      Qualcuno ha un esperienza simile? Qualche suggerimento?
      Confrontandoci con vari notai, le alternative non ci convincono per niente. Sentita l'Agenzia delle entrate ci risponde di agire come meglio crediamo e che si riserverà di fare le valutazioni quando le verrà sottoposto il caso.

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      • #33
        L'Agenzia delle entrate,non può consigliare,ma deve dare tutte le spiegazioni del caso,quale il criterio della valutazione del terreno e relative aliquote per calcolare gli importi da versare.
        Per la valutazione si attengono ai valori di mercato del terreno,ed è l'importo che deve essere riportato nel rogito ai fini della tassazione!

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