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Quote latte

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  • Quote latte

    ciao ragazzi, qualcuno di voi sa qualcosa sulla revisione delle quote latte che ci sarà nel 2008? specie su evetuali fatti che provocheranno possibili penalizzazioni o premiazioni?

  • #2
    effetti delle quote latte

    Originalmente inviato da Teo81
    ciao ragazzi, qualcuno di voi sa qualcosa sulla revisione delle quote latte che ci sarà nel 2008? specie su evetuali fatti che provocheranno possibili penalizzazioni o premiazioni?
    Sono appena tornato dal Canada , dove le quote esistono da almeno 35 anni , lì , quando uno supera la quota il latte non glie lo ritirano neanche , anche perchè la multa è molto superiore al valore del latte .
    Il latte costa al caseificio 70 centesimi di dollaro canadese , tirando via 10 cent di trasporto restano 60 cent. di dollaro canada , sono 0,42 euro al Kg !
    Il tutto con terra a buon mercato e pascoli a volontà , nonchè con le splendide lattifere canadesi , ho visto un libro genealogico con tanto di fotografie , che partiva dal 1919 !
    Molti Olandesi si trasferiscono in Canada per continuare ad allevare vacche .
    Unico neo , la quota costa il doppio della terra .

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    • #3
      unico neo del Canada e che d'inverno capitano le settimane che devo buttare il latte in fogna, per cui se qualcono deve andare a comprare vacche, embrioni etc è consigliabile comprare in qst periodo e non quando sbattono le bestie al pascolo.
      vado fuori tema visto che qua non risponde nessuno x ora che zona hai visitato del canada e soprattutto che stalle se posso essere curioso

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      • #4
        Non si sà bene cosa accadrà nel 2008 con la riforma dell'ocm latte, molti stati spingono per l'abolizione delle quote anche se nei piani della commissione europea questo dovrebbe avvenire verso il 2014.
        Nel 2008 ci sarà probabilmente una spinta ancora maggiore verso rintracciabilità e qualità.
        Gianpietro

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        • #5
          a mio personale parere le quote latte hanno fatto piu danni che utili ,di fatto hanno tolto competivita alle aziende Questo é dimostrato dal fatto che la qualita ne ha perso notevolmente (da quello che vedo nelle mie zone) la reddittivita dei singoli capi é scesa notevolmente non solo per il prezzo inferiore del latte che a parere altrui doveva essere sostenuto proprio dalle quote. Da che mondo e mondo il prezzo di un prodotto é quasi sempre determinato da domanda ed offerta Non conosco altre realta come il canada, anche se mi incuriosisce parecchio , ma quote o non ,una decimazione delle aziende in italia credo che sia inevitabile.Perche non lasciare che il mercato trovi un equilibrio(senza quote ) e lasciare che solo allevatori che si possano definire tali e non investitori occasionali in grado di esborsare enormi capitali proseguano nella produzione ? vedremo ..............

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          • #6
            Ontario

            Originalmente inviato da Teo81
            unico neo del Canada e che d'inverno capitano le settimane che devo buttare il latte in fogna, per cui se qualcono deve andare a comprare vacche, embrioni etc è consigliabile comprare in qst periodo e non quando sbattono le bestie al pascolo.
            vado fuori tema visto che qua non risponde nessuno x ora che zona hai visitato del canada e soprattutto che stalle se posso essere curioso
            Sono stato nei dintorni di Toronto , i parenti che mi ospitavano non sono proprio di estrazione agricola per cui ho visto un paio di stalle a caso in zona Guelph e Waterloo , vicino a Toronto ho visitato una stalla , che mi ha fatto proprio pena , un breeder di 80 anni , che fino a 25 anni fa vinceva un sacco di premi , e mandava in giro per il mondo tori e manze , ridotto con due tori , 40 vacche , un alcolizzato per operaio , venduta la quota , e 100 dei suoi 300 acri , per pagare i debiti , con 5 figli che se ne fregano di lui e del suo lavoro ...... una tristezza .

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            • #7
              sicuramente nel 2008 ci sara la rimodulazione del sistema quote, che porterà nel 2014 all'abolizione.
              Ma siamo sicuri che l'abolizione del sistema quote sarà favorevole all'economia zootecnica? o segnerà la fine definitiva della zootecnia da latte italiana?

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              • #8
                Il problema è ampio e necessita di una discussione molto approfondita.
                Bisogna fare alcune considerazioni la più scontata è che il sistema quote latte in italia non è mai entrato a pieno regime, ha avuto il vantaggio di mantenere per un certo periodo di tempo stabile il prezzo del latte, inoltre c'è stato un certo svecchiamento del sistema produttivo italiano con l'abbandono delle stalle "di sussistenza".

                Purtroppo, e credo che questo sia sotto gli occhi di tutti, oggi la zootecnia italiana è allo sbando totale e penso che questo sia da imputare in buona parte alle quote, non si riescono a fare più gli accordi con l'industria, noi allevatori siamo profondamente divisi e intanto le stalle chiudono, quelle che rimangono fanno di tutto per rimanere a galla facendo salti mortali.

                Ma la domanda allora è scontata cosa accadrebbe se in europa domani venissero abolite le quote? Le risposte potrebbero essere molte dalle più catastrofiche (flotte di camion dall'europa dell'est) alle più ottimiste. Secondo me si potrebbe assistere ad una fase iniziale di stallo, quasi di incredulità a cui seguirebbe una fase di aggiustamento (probabilmente verso l'alto) della produzione. Le importazioni dovrebbero rimanere stabili per poi lentamente scendere (ricordo che il gasolio per far andare i camion è alle stelle) ed il prezzo dovrebbe rimanere sui livelli di oggi.
                Gianpietro

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                • #9
                  Che nel 2014 il sistema quote venga abolito e' gia' stato stabilito da tempo.Piuttosto la novita' e' costituita dalla proposta della commissaria europea Fischer Boel che prevede un graduale smantellamento del sistema stesso gia' a partire dal 2008.Tra l'altro i paesi nordeuropei vorrebbero addirittura anticipare al 2008 la totale eliminazione delle quote latte,mentre i paesi del sud Europa vorrebbero procedere oltre col sistema attuale.
                  Venendo all'ambito nazionale,mentre il ministro De Castro e' favorevole in linea di massima con la proposta Fischer Boel,i sindacati agricoli sono nettamente contrari.
                  Voglio qui ricordare che l'iniquo sistema delle quote latte da' all'Italia una produzione del 55% rispetto al consumo nazionale,alla Francia il 140%,alla Germania il 160% e all'Olanda il 220% :e' giusto ?
                  Questa la situazione dei fatti.

                  I commenti che si possono fare sono parecchi :innanzitutto, cos'e' meglio per la zootecnia italiana? Quali le conseguenze di uno smantellamento dal 2008 ?
                  Vi sono poi gli interessi particolari legati alle singole aziende :e chi ha fatto impegni per comperare le quote ? Cosa fare in vista del 2008 ?
                  Personalmente non credo a un forte aumento delle importazioni,queste non sono bloccate dalle quote,e gia' ora sono quindi libere.
                  Che poi la zootecnia italiana sia allo sbando, e' vero.La Lombardia ha visto negli ultimi dodici mesi una ennesima ecatombe di stalle,passate da oltre 10.000 a 8.785.
                  Le motivazioni del fatto sono, in primis, un prezzo del latte che non e' remunerativo a fronte dei costi di produzione,degli investimenti necessari a mantenere o elevare gli standard di una stalla e dell'acquisto di nuove quote che servirebbero ad aumentare la produzione per compensare un basso prezzo del latte.
                  In secondo luogo,una motivazione aggiuntiva e' costituita dall'aggravio degli adempimenti burocratici,che sono un carico di lavoro e quindi un costo in piu'.Tra questi anche l'onere della tracciabilita',degli smaltimenti dei reflui (con tutti gli obblighi conseguenti),dei registri vari,protocollature,eccetera eccetera.
                  Terzo ma non meno importante,le multe per le quote prodotte in eccesso,che,se non pagate, con le nuove disposizioni allo studio (perdita totale della PAC) sono una micidiale spada di Damocle.
                  Quarto,infine,uno scarso ricambio a livello generazionale e da parte dei giovani un'ancora piu' scarsa attitudine al sacrificio che comporta l'avere una stalla,dove l'attivita' e' richiesta tutti i giorni di tutto l'anno e dove le soddisfazioni sono sempre piu' rare.

                  Prevedere con esattezza cosa succedera' e' difficile,pero' secondo me,come al solito in sede europea si giungera' a un compromesso dare-avere tra gli stati membri,ma in linea di massima,effettivamente si comincera' a eliminare gradualmente le quote a partire dal 2008 con buona pace dei sindacati italiani, che tra l'altro hanno sempre consigliato di comprare quote latte.

                  Resta il fatto che il nodo essenziale e' il prezzo del prodotto,senza unita' dei produttori,almeno a livello nazionale,ma meglio ancora europeo,niente verra' di positivo,anzi continuera' la distruzione degli allevamenti finche' anche i prodotti tipici saranno ancor piu' a livello di nicchia e la scarsita' di prodotto costringera' chi di dovere a incentivare nuovi allevamenti,ma con quali risultati e con quali tempistiche ?

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                  • #10
                    Se le quote fossero state fatte funzionare , avremo sicuramente avuto una diminuzione dell' offerta , con probabile ma non certo aumento di prezzo .
                    Il calo del prezzo europeo , è generalizzato , il contributo PAC , dovrebbe servire a coprire la differenza tra i costi di produzione e il magro introito della vendita , solo che per giustificarlo , e per giustificare l' esistenza delle organizzazioni di categoria (tutte) , l' incasso del contributo è sottoposto a tutta una serie di adempimenti più o meno inutili (anagrafe, tracciabilità, buona pratica agricola , DURC , registro medicinali , etc. ) . Come se l' allevatore prima delle trovate di questi "geni" fosse stato un perfetto imbecille , che non registrava i suoi animali , dava mangime a casaccio , teneva male i terreni , etc. , mentre con tutti i registri vidimati e a posto , si diventa subito corretti e bravi .......
                    La marea di carte ed adempimenti , è anche importata dagli altri settori produttivi , vedi le varie certificazioni ISO , EMAS , VISIO , etc. , solo che in zootecnia , quello che prendi ti basta si e no a pagare la manodopera salariata , mentre ti tocca mantenere degli impiegati , come se producessi alta moda o telefonini ......

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                    • #11
                      Sono d'accordissimo con traction,pero' per quanto riguarda la questione del rapporto quota/prezzo ricordo che al tempo dell'introduzione delle quote furono in molti a prevedere un aumento del prezzo del latte.Ho sempre sostenuto fin da allora che in un mercato unico europeo caratterizzato da paesi con un forte surplus di produzione rispetto al consumo interno,un mercato locale deficitario di prodotto come quello nazionale ha pochissimo se non nessun incentivo alla tenuta del prezzo.
                      Detto in parole povere se gli altri stati fanno tantissimo latte rispetto al loro consumo e noi poco e' ovvio che il prodotto e' in media tanto per tutti,perche' dovrebbe aumentare di prezzo ?
                      Per il discorso contributo c'e' da aggiungere che gli industriali hanno pensato bene di tagliare il prezzo pagato alla stalla,cosi da fare in modo che il contributo se lo mangiano loro per meta', e senza nessuna burocrazia.

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                      • #12
                        Olmo concordo al 100%!
                        Come al solito è stato fatto un gran caos a partire dall'assegnazione delle quote individuali (negli anni 80), è stato creato un mercato su un qualcosa asseganto gratuitamente (nota: nel conto economico la quota NON VIENE CONTEGGIATA), sono stati spesi milioni di euro, sono state date multe milionarie, alcune pagate, altre no.
                        Si è cercato di dare un senso al sistema quote latte con diverse leggi, l'ultima la 119/2003 che appena varata pareva funzionare solo che si sono accorti che è entrata in vigore proprio nel catastrofico 2003 che ha visto un netto decremento della produzione di latte (e dire che in molti cantarono vittoria all'epoca). Oggi scorrendo gli ultimi dati si scopre che anche nel 2005 la multa asseganta all'italia è aumentata, cosa che sta avvenendo anche nel 2006 secondo le utime proiezioni.
                        Si cerca sempre di dare la colpa di qua e di là, si cercano inutili
                        giustificazioni ma a nessuno è mai venuto in mente di dire che a 0,30 euro/litro due sono le strade: chiudere o aumentare la produzione mandando a quel paese il sistema.
                        Gianpietro

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                        • #13
                          Originalmente inviato da Gianpi
                          due sono le strade: chiudere o aumentare la produzione mandando a quel paese il sistema.
                          Bravo,e passo dopo passo,qui arrivi a mettere il dito nella piaga.
                          Che giocano tanto nella questione sono le opinioni degli ''esperti'',ovvero ministro e burocrati vari,che senza sapere come,si trovano catapultati a posti di responsabilita' nel ministero e nelle regioni (pero' sicuramente seguiranno dei corsi di aggiornamento che gli danno la qualifica di ''competenti'',oltre a un salto di stipendio),oltre ai vari ''responsabili'' di settore dei vari sindacati agricoli.
                          Orbene,per questi ultimi,oltre a comportarsi da sindacati ''bulgari'' e a non interpellare mai la base,tanto siamo ignoranti che non sanno cos'e' meglio,decidono anzi che le quote sono il toccasana per la zootecnia da latte e si battono tuttora per il loro mantenimento.
                          Per forza,per anni hanno sempre spinto i loro soci all'acquisto di quote,non senza fare i mediatori,disinteressatamente pero'.Adesso che si trovano con la proposta di abolizione anticipata subiscono l'ennesimo scorno.

                          Non solo,continuano a riproporre la solita manfrina,trita e ritrita,della lotta al latte in nero.Non hanno ancora capito che sono in ritardo di qualche anno,ormai il fenomeno e' praticamente sparito,prova ne e' il fatto che sempre piu' produttori rischiano una incerta compensazione e possibile multa per esubero (vedi risultati anno 2006) contro una sicura stangata dalla GdF.
                          Come al solito nella loro ottusa miopia,i benemeriti sindacati,invece di essere in grado di precorrere i tempi,non riescono a vedere oltre il loro naso e i loro diretti interessi :chissa' perche' per salvare il prezzo,anche quest'anno non hanno mosso un dito.

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                          • #14
                            per chi e' fuori quota

                            Suggerimento (teorico) per chi sta producendo del latte fuori quota .
                            Prendetelo come spunto , per un esame più approfondito .
                            Recentemente sono stati abbassati ( o forse già tolti) i contributi per il latte in polvere , il latte in polvere è aumentato di prezzo , e se guardate il cartellino di un sacco , latte (scremato) ce' nè al max il 50 % .
                            Trovando un integratore in polvere , (soia micronizzata + siero + più quello che serve ) da aggiungere al al latte crudo , si ottiene un prodotto a prezzo non molto distante da quello del ricostituito e si potrebbe somministrarlo ai vitelli .
                            Parlo di vitelli a carne bianca , non lo svezzamento aziendale , trovando un accordo con un ingrassatore di vitelli , e mettendo dei vitelli in soccida con lo stesso , si ha una destinazione del latte che non rientra nel sistema delle quote .
                            Io ho parlato con degli ingrassatori , ma quelli liberi da soccide con le ditte del latte , sono rimasti in pochi , e quei pochi hanno la testa più dura del sasso , hanno paura che la carne non sia chiara , o che sia dolce , o che i vitelli vadano in diarrea , etc. etc.
                            Da notare che un vitello ottenuto "senza latte ricostituito" o con "latte di mucca naturale" , potrebbe ricavarsi una nicchia di mercato diversa da quella attuale del vitello , che adesso non brilla per redditività .
                            Che ne pensate ?

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                            • #15
                              Originalmente inviato da olmo
                              Non solo,continuano a riproporre la solita manfrina,trita e ritrita,della lotta al latte in nero.Non hanno ancora capito che sono in ritardo di qualche anno,ormai il fenomeno e' praticamente sparito,prova ne e' il fatto che sempre piu' produttori rischiano una incerta compensazione e possibile multa per esubero (vedi risultati anno 2006) contro una sicura stangata dalla GdF.
                              Come al solito nella loro ottusa miopia,i benemeriti sindacati,invece di essere in grado di precorrere i tempi,non riescono a vedere oltre il loro naso e i loro diretti interessi :chissa' perche' per salvare il prezzo,anche quest'anno non hanno mosso un dito.
                              Concordo (e sai con chi sto io).
                              Giusto la settimana scorsa parlando con il camionista che abitualmente viene da me a raccogliere il latte ho capito che siamo in una situazione molto strana....di latte c'è nè tanto da annegarci eppure non è la prima volta che lo raccolgono al di fuori delle giornate stabilite e la scusa è "cercano latte....adesso stiamo cercando di fare una cisterna" tesi avvalorata anche da quello che dice traction ovvero il latte alla stalla cala mentre il latte in polvere nonostante il deciso taglio dato dalla CE ai contributi sugli stock privati sale sempre più.

                              Il discorso dei sindacati bulgari lo abbiamo visto molte troppe volte....prima osteggiavano il sistema, osteggiavno le riforme poi da un momento all'altro cambiano bandiera. Ultimo esempio è l'OCM zucchero tanto osteggiata che alla fine è stata dichiarata come un toccasana per la bietola italiana dimenticandosi di quel 50% di produzione persa per la strada. Esempi ce ne sarebbero molti al di fuori delle quote latte, e pare che si stia preparando una stangata anche con l'OCM vino.

                              Ritornando sul discorso produzione di latte vorrei dire che in italia si è sempre prodotto lo stesso quantitativo con oscillazioni del 2-3% in più o in meno in relazione alla stagione quindi è inutile continuare a sostenere tesi stupide.

                              Nota: forse sapete già che io bazzico in ambiente Cobas, ora mi vorrei togliere un sassolino dalla scarpa dicendo che quando qualche caseificio/cooperativa di produttori ha bisogno di piazzare una cisterna o altro vengono da noi con la coda fra le gambe eppoi siamo noi i cattivi? (in FVG nonostante quello che succede a livello nazionale ci stiamo facendo un ottimo nome con i nostri prodotti tra cui anche il latte in polvere per lo svezzamento dei vitelli)
                              Gianpietro

                              Commenta


                              • #16
                                Avete sentito il ministro De Castro in questi giorni?? Bhè se non l'avete sentito vi aggiorno io........
                                Ieri mattina in una trasmissione di un'emittente locale ha dichiarato che il regime quote rimmarrà invariato fino alla sua scadenza naturale del 2014......
                                Tosi Alessandro

                                Commenta


                                • #17
                                  Beh,che questa sia la posizione dell'Italia,pur con i vari tentennamenti che ci sono stati ,(il ministro non era proprio cosi' deciso,uno o due mesi fa) e' logico,poiche' anche i sindacati agricoli sono fortemente dello stesso parere e questi portano avanti la ''voce'' dei produttori,rappresentandoli ufficialmente ma spesso non realmente.
                                  La decisione finale e' pero' in sede UE,dove contano i rapporti di forza tra i vari paesi aderenti. Per cui se si dovesse arrivare a uno smantellamento del sistema quote,De Castro, anche se la pensa al contrario,deve adeguarsi perche' per certe questioni,e l'agricoltura e' una di queste, gli stati membri non hanno sovranita' nazionale.
                                  Certo che se lo dice a titolo di portavoce di ciò che bolle nel pentolone comunitario........
                                  Qualcuno e' però al corrente di eventuali novita' da Bruxelles ?

                                  Commenta


                                  • #18
                                    Originalmente inviato da Gianpi
                                    Concordo (e sai con chi sto io).


                                    Nota: forse sapete già che io bazzico in ambiente Cobas, ora mi vorrei togliere un sassolino dalla scarpa dicendo che quando qualche caseificio/cooperativa di produttori ha bisogno di piazzare una cisterna o altro vengono da noi con la coda fra le gambe eppoi siamo noi i cattivi? (in FVG nonostante quello che succede a livello nazionale ci stiamo facendo un ottimo nome con i nostri prodotti tra cui anche il latte in polvere per lo svezzamento dei vitelli)
                                    Bhe caro Giampi ora mi tolgo io un sassolino dalla scarpa mi spieghi come mai qui in Lombardia gente che bazzica nel sistema cobas non prende i soldi del latte da 6 mesi? Se vuoi ti faccio anche parlare con le medesime persone.
                                    Secondo come mai il capo cobas della zona quasi concittadino di un
                                    altro utente del forum ha comprato in un colpo solo qualcosa come 10000 q di quota?
                                    Comunque io sono favorevole allo smantellamento delle quote nonostante in questi anni abbia sistemato stalla e comprato quote.

                                    Commenta


                                    • #19
                                      [QUOTE=olmo]La decisione finale e' pero' in sede UE,dove contano i rapporti di forza tra i vari paesi aderenti. Per cui se si dovesse arrivare a uno smantellamento del sistema quote,De Castro, anche se la pensa al contrario,deve adeguarsi perche' per certe questioni,e l'agricoltura e' una di queste, gli stati membri non hanno sovranita' nazionale.
                                      [\QUOTE]
                                      Guarda io che le tolgano o che le lascino non interessa più di tanto, però resta il fatto che i paesi che hanno quota in surplus, ovvero producono circa il 140% del proprio fabbisogno sono proprio i paesi che comandano a Bruxell (leggi Germania e Francia) quindi dubito che siano favorevoli allo smantellamento delle quote visto che esportano il latte in Italia
                                      Tosi Alessandro

                                      Commenta


                                      • #20
                                        Innanzitutto buonasera,
                                        qua bisogna chiarire alcune cose: i sindacati, come potete ben capire, ci portano alla rovina, in ogni settore (vedi Mirafiori la scorsa settimana). Ma secondo voi i vari Bedoni etc. se ne rendono conto che il comparto zootecnico sta andando alla deriva? Qua si continua a difendere la produzione di nicchia, la tracciabilità e altre cose TOTALMENTE inutili, quando la maggior parte dei cittadini italiani ha difficoltà ad arrivare a fine mese! Il sistema delle quote ha portato alla deriva gran parte degli allevatori che si sono indebitati fin sopra i capelli per acquistare i diritti per produrre! Ha penalizzato i giovani che non POSSONO sostenere ingenti investimenti per della "carta" che dal prossimo anno varrà zero, con il latte a circa 0.32 eurocent!

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                                        • #21
                                          La faccenda e' sicuramente in piena ebollizione ai piani alti della UE,ma cosa uscira' dal calderone e' ancora impossibile saperlo.Con certezza e' stabilito che la fine del sistema-quote e' fissata al 31/3/2015,pero' in parecchi settori comunitari si sta pensando con preoccupazione al fatto che da un giorno all'altro ci sara' un'uscita totale con possibili sconvolgimenti del settore,che sono allo studio.
                                          Sempre nel campo delle ipotesi,e' contemplata la possibilita' di quello che nell'ambiente e' previsto come soft-landing (atterraggio morbido) che verra' discusso nel corso delle riunioni durante la famosa revisione della PAC nel 2008.
                                          Molte controversi sono i punti di vista degli stati membri,col blocco orientale e dei paesi nordici in prima linea per un'eliminazione il piu' veloce possibile,per cui anche questo contribuisce ad aumentare le incertezze sull'esito finale.
                                          Purtroppo,e qui viene la nota dolente,il dilemma e' vitale per le aziende zootecniche che intendono ampliare la propria dotazione di quote latte.
                                          Alla luce di quanto sopra esposto,viene difficile,se non impossibile,consigliare una linea da tenere,poiche' ormai gli ammortamenti di questo genere di investimenti richiedono anni e anni di lavoro.
                                          Cadono le braccia al pensiero che siamo solo soggetti a controlli,multe,adempimenti vari che si manifestano col loro triste carico di negative certezze,quando ci vorrebbe ben altro per risollevare un settore che un tempo si poteva ben definire del tutto florido.
                                          Per chi vuol tenere duro c'e' solo da dire di lottare in tutti i modi per far cambiare le cose,e questo a partire dal far dure pressioni sui propri sindacati di appartenenza,affinche' almeno la finiscano di calar le brache di fronte alla minima avversita' e perche' evitino di escogitare nuove soluzioni ingegnose per la tutela e la salvaguardia della tipicita',soluzioni che poi non servono a nient'altro se non a farci sottostare a nuove regole sanzionatorie,e che lasciano pero' totalmente campo libero alle importazioni selvagge,anche extraeuropee,che per norme UE e per accordi commerciali non possono essere proibite.

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                                          • #22
                                            Originalmente inviato da GiancaMI Visualizza messaggio
                                            Bhe caro Giampi ora mi tolgo io un sassolino dalla scarpa mi spieghi come mai qui in Lombardia gente che bazzica nel sistema cobas non prende i soldi del latte da 6 mesi? Se vuoi ti faccio anche parlare con le medesime persone.
                                            Secondo come mai il capo cobas della zona quasi concittadino di un
                                            altro utente del forum ha comprato in un colpo solo qualcosa come 10000 q di quota?
                                            Comunque io sono favorevole allo smantellamento delle quote nonostante in questi anni abbia sistemato stalla e comprato quote.
                                            Bè se vuoi sapere le cose qui funzionano in maniera un pochetto diversa (non conosco come va dalle altre parti) i pagamenti sono a 90 giorni e sono regolari comunque come forse hai potuto leggere in altri post in friuli abbiamo fatto un gran lavoro in fatto di spacci e qualità....diversi soci che vendevano letame bianco sono stati sbattuti fuori senza tanti complimenti e se sgarri ti mazzuolano per benino. C'è da dire che il caseificio più grande della regione (entrato purtroppo in crisi nera con il la caduta del montasio) ha un prezzo base di 0.28 euro che a malapena arrivano a 0.31 con l'alta qualità e per molti allevamenti friulani notoriamente piccoli non se la passano molto bene.

                                            Ora però bisogna vedere quello che intendono i cervelloni della UE con "soft landing" l'italia come sappiamo tutti è a favore per il mantenimento delle quote (cosa palesemente sbagliata se vista dal punto di vista della base) ma sappiamo anche che il peso politico italiano in ambito agricolo è praticamente pari a zero quindi forse ci converrà fare il tifo per gli altri paesi europei.
                                            Non è nemmeno sicuro che l'abbandono progressivo parta dal 2008 ma a quanto leggo sulla stampa dovrebbe partire dal 2015 (questa è la posizione italiana).
                                            Comuqnue in questo clima di incertezza il prezzo delle quote si è ridimensionato verso il basso e a quanto sento dire in giro pare che in molti se ne stiano buoni buoni per vedere cosa effettivamente accadrà.

                                            Bisogna anche dire che dopo anni di stagnazione i consumi dei prodotti lattiero-caseari hanno ripreso a salire...si parla addirittura di un +10% per il prezzo del burro e un +20% per il prezzo del latte in polvere, inoltre bisogna dire che francia germania e paesi dell'est hanno fortemente ridimensionato le esportazioni di latte verso l'italia per far fronte ai consumi interni in costante salita.....intanto noi in italia ci continuiamo ad amazzare con le quote e la direttiva nitrati.
                                            Gianpietro

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                                            • #23
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                                              è possibile sapere il costo di questa quota latte?

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                                              • #24
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                                                • #25
                                                  grazie...
                                                  come funziona al quota latte?

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                                                  • #26
                                                    Io non sono un produttore di latte ma ho moltissimi amici che lo fanno e tutti hanno le quote.
                                                    Il discorso quote latte è un discorso molto delicato e non posso esprimere un giudizio favorevole ne sfavorevole, però io mi domando:nei produttori c'è chi ha le quote ed ha pagato le multe, e c'è chi invece questo non l'ha fatto.
                                                    Ma quelli che si sono messi in regola come vedono questo discorso?
                                                    mi raccomando non voglio creare scompigli tra cobas e non che sia ben chiaro!

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                                                    • #27
                                                      Se hai moltissimi amici,perchè non lo chiedi a loro?
                                                      Ognuno è ciò che è,non ciò che finge di essere....

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                                                      • #28
                                                        Ho capito che per vendere il mio latte una volta prodotto ho bisogno di queste quote,ma come faccio a capire di quante quote ho bisogno per essere in regola e soprattutto ora come ora se le dovessi comprare quanto vado a pagarle?

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                                                        • #29
                                                          di quanta quota hai bisogno? semplicissimo dipende dai litri annui che vuoi produrre.
                                                          per quanto riguarda il prezzo sembra in una fase 1pò altalenante. Chi l'ha venduta a preso 0,30 € litro ora sembra salire 1pò... gente spara 0,40 più iva, ma sono sicuro che ti tenta di venderla a quel prezzo ci riproverà il prossimo anno perchè gli resterà invenduta!

                                                          X Fabio1: a prescindere se il regime era giusto o meno(su questo non mi esprimo, x' la mia azienda era più agevolata dal libero mercato e allora sarei di parte) quando una legge viene adottata da uno stato e un'intera comunità penso che le persone onoste la rispettino!
                                                          ... come si vede la situazione? è semplice.... inizia a pensare che il 95% degli allevatori sono in regola! quel 5% cerca di dimostrare che gli altri sono in regola solo x' non sono stati capaci di espandersi o altro... mi sembra sbagliato x' la maggior parte che non si è espansa è gente che ha deciso di non investire in azienda e comunque ci sono realta come me e altre persone che che hanno raddoppia, triplicato o più la loro situazione...
                                                          quindi come situazione finale ottieni che sono quasi tutti in regola e una piccola parte di alevatori cerca di evadere le regole dietro raggiri, continui ricorso e molteplici cambiamenti di ragione sociale. Oviamente uno che entra in questo giro poi per forza di cose non riesce più ad uscire
                                                          analizza tu la situazione...

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                                                          • #30
                                                            Originalmente inviato da indiavolato Visualizza messaggio
                                                            Ho capito che per vendere il mio latte una volta prodotto ho bisogno di queste quote,ma come faccio a capire di quante quote ho bisogno per essere in regola
                                                            be!!! se la logica è logica
                                                            se produci un litro di latte, ti servirà un litro di quota.
                                                            stai attento che (mi sembra di ricordare, comunque qualche esperto potrebbe risponderti) non puoi andare sotto il 70% della tua quota (o sbaglio??) altrimenti potrebbero decurtartela e se la superi potresti pagare

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