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Impianto riciclaggio inerti - Studio di fattibilità

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  • Impianto riciclaggio inerti - Studio di fattibilità

    Sto sviluppando, per la mia tesi di laurea, una analisi sugli impianti di frantumazione delle macerie provenienti da demolizione.
    Dovendo ultimare il lavoro con una valutazione economica sull'argomento trattato mi servirebbero informazioni legate ai costi dei macchinari.
    gli impianti per i quali pensavo di sviluppare il lavoro sono:
    - impianto fisso
    - impianto mobile (gruppo di frantumazione primaria; secondaria e gruppo mobile di vagliatura)

    grazie mille

  • #2
    Ciao, ci son gia un paio di argomenti sul forum che ho trattato personalmente e che a mio parere dovrebbero soddisfare le tue domande.
    Comq o realizzi l'impianto fisso o il mobile, far entrambi è un po un controsenso, è come dire devo scrivere una lettera e uso sia la macchina da scrivere che il computer, ciao.
    F.M.

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    • #3
      Ciao!
      pazientemente, mi elenchereste le enormi differenze dall'avere un impianto fisso da, uno mobile?
      Grazie!

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      • #4
        IMPIANTO FISSO
        Consente un' efficace separazione di frazioni leggere e materiali non inerti
        Consente di ottenere aggregati con frazioni granulometriche standard prefissate
        Consente di ottenere prodotti di maggiore pregio in termini di qualità e di omogeneità
        Consente un' efficace separazione dei materiali di ferro
        Consente un' idonea salvaguardia ambientale con la riduzione del fabbisogno energetico e con efficaci processi di abbattimento delle polveri e dei rumori
        Consenta la possibilità di controllo, attraverso l’attività di smaltimento, della natura dei rifiuti
        Permette di poter usufruire di materiali inerti di riciclo;
        consente di applicare tariffe inferiori a quelle di conferimento in discarica, che contribuiscono ad eliminare il fenomeno dell’abbandono incontrollato dei rifiuti nell’ambiente;
        I ricavi che derivano, oltre che dalla vendita delle MPS, anche dalla vendita del ferro recuperato dalla frantumazione dei blocchi di calcestruzzo.
        Richiedono maggiori investimenti per l’acquisto dell’impianto e dell’area


        IMPIANTO MOBILE
        Consente un' adeguata riduzione volumetrica dei rifiuti
        Consente solo un recupero grossolano del metallo
        Non è in grado di separare materiali non inerti e materiali leggeri come carta, legno e plastica
        Non ha efficaci sistemi di riduzione delle polveri e rumori
        Costo di acquisto inferiore a quello degli impianti fissi
        Possibilità di abbattere le spese di trasporto nel caso in cui sia necessario frantumare grosse quantità di materiale da reimpiegare in loco, senza particolari esigenze di qualità del materiale da impiegare o di eliminazione della quota di rifiuti in essa presente
        Sono in grado di trattare anche piccole quantità sul posto di produzione, portando ad un risparmio sui costi di trasporto delle macerie
        Infine dal punto di vista del controllo ambientale pongono agli enti preposti (USL, Provincia) notevoli problemi operativi, in quanto la loro ubicazione si modifica con frequenza, dipendendo essenzialmente dalla locazione del materiale da frantumare
        Il materiale ottenuto è per lo più destinato alla discarica


        www.ambientenergia.info

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        • #5
          Ciao Rallentina.
          La lista di pregi e difetti da te stillata è abbastanza completa se paragoniamo un impianto fisso con una sola macchina mobile.
          L'impianto fisso è generalmente costituito da:
          - gruppo alimentazione,
          - gruppo di vagliatura grossolana (sgrossatura),
          - gruppo di frantumazione primaria,
          - eventualmente una frantumazione secondaria,
          - gruppo separazione metalli magnetici e non magnetici
          - gruppo separazione materiali non metallici
          - gruppo vagliatura fine
          - sitema abattimento polveri,
          - sistemi di stoccaggio.
          La macchina mobile è sostanzialmente una macchina che costituisce solamente uno o due dei gruppi di quelli elencati, generalmente frantumazione e separazione magnetica. Come ben sapiamo ci sono in commercio gruppi mobili con frantoio, mulino, vaglio, inpianto di lavaggio inerti, vagliatura grossolana ecc.
          Ti faccio notare cone sia uno sbaglio paragonare un impianto fisso come quello descritto con una macchina mobile magari col frantoio, come è consuetudine.
          Dato che una delle caratteristiche fondamentali delle macchine mobili è quella di lavorare in serie tra loro creando un vero e proprio processo di trasformazione "completo", molti dei contro, a riguardo delle macchine mobili, da te elencati decadono. Alla luce di quanto detto si nota come il confronto tra fisso e mobile sia più complesso di quanto appaia da una analisi grossolana e non obiettiva come si legge spesso nella stampa specializzata.
          Vorrei pertanto suggerire all'amico marco4ne, nella stesura della tesi, di essere obiettivo nell'analisi dei dati in suo possesso. Da tener presente che il mercato e la mentalità operativa del settore in italia è spostata verso l'impianto fisso a causa di un retaggio storico, quando invece nel resto dell'europa e negli usa la mentalità è opposta.

          P.S. Per quanto riguarda le problematiche nella gestione dei cantieri con macchine mobili, è da imputarsi unicamente ai leggislatori ed ai garanti regionali. Se dal punto leggislativo nazionale il decreto ronchi definisce ben chieri i paletti delle varie aree applicative della legge, colore che si trovano ad applicarla non sono in grado di farlo e non sono unissoni nell'interpretazione. L'unica soluzione sarebbe qualla di creare un documento unico di regolamentazione operativa.

          Scusate per gli eventuali errori di ortografia ma vado di fratta.
          Ciao a presto.

          P.S. In bocca al lupo a marco4ne.

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          • #6
            Ciao.
            Mi trovo in Brasile, dove sto accompagnando il progetto di un impianto di riciclo delle macerie.
            l'impianto avrà una capacità di 400t/g.
            Sinora ho prodotto due soluzioni che prevedono un trattamento a secco, con una frantumazione primaria del materiale in ingresso e una frantumazione secondaria delle frazioni con granulometria maggiore (oltre 12.5 mm). La seconda soluzione prevede l'inserimento, dopo la frantumazione, di un separatore aerodinamico, scelta di cui non sono certo per motivi economici e di reale utilità.
            Adesso mi è stato chiesto di valutare la possibilità di una fase di lavaggio e separazione delle frazioni fini. Come unico modello di riferimento ho un impianto esistente qui vicino, in cui le frazioni leggere sono buttate in un cassone metallico con acqua: la parte più pesante è sollevata con una vite di Archimede e il resto è lasciato decantare in una vasca (non vi dico in che condizioni).
            Qualcuno di voi saprebbe suggerirmi uno studio, un testo, un caso pratico da studiare?

            Grazie mille.

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