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| Zootecnia | ||||
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#1
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Come viene impostato un allevamento biologico di suini?
C'e una regolamento che impone una superficie minima per animale e per classe di età, alimentazione,inseminazione, ecc.... Aspettando un vostro aiuto.. Ciao! |
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#2
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La tua agenzia di riferimento agricolo dovrebbe darti delucidazioni ed istruzioni in merito, ma se tanto mi da tanto dovrai passare prima il tramite della conversione, quasi fosse una religione, dei terreni da agricoltura normale? a bio...........e cio' comporta pagare l'ente certificante il bio.
Ma se io uso solo la c...a delle mucche da 50 anni? Non importa ...devi passare da li'... la CASSA. |
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#3
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Allora cambio la domanda....
Come impostare un allevamento di suini all'aperto?? quello che mi interessa, a parte tutta la parte burocratica,è la gestione pratica! |
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#4
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intendi un allevamento con residui zero di medicinali nelle carni, tipo quelli che fanno all'aperto in inghilterra ed altri paesi, dove vi è solo un'arca come ricovero, e i suini sono liberi di pascolare.
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#5
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esatto!! che ne dici?
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#6
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Salve, sono nuovo di questo forum, e ho letto che ti interessi all'allevamento di suini all'aperto, anch'io ho pensato a questo tipo di gestione a basso impatto ambientale e credo che sia effettivamente uno degli sbocchi più vantaggiosi per il futuro, specie dei medio-piccoli allevamenti e per le aree marginali.Per entrare più nello specifico ti posso dire che in Sardegna, per esempio, stanno finanziando proprio questo tipo di allevamento, definito "en plain air". Da quanto ho potuto vedere in giro si sta diffondendo a macchia d'olio; questo perchè al vantaggio dei costi d'investimento e gestione relativamente contenuti ha degli utili interessanti. Per quanto riguarda la gestione pratica dovrebbero bastare delle recinzioni elettriche mobili e delle cucce per il parto (credo che da voi sia necessario il riscaldamento della nidiata), abbeveratoi automatici e mangiatoie, e naturalmente un minimo di attrezzatura per portare avanti qualche seminativo. Anch'io ho sentito parlare di superficie minima a capo distinta in categorie per venire incontro al benessere animale delle nuove normative, ma ora non sono in grado di darti dei ragguagli esatti. Posso però indicarti un sito che può esserti utile visitare, non è molto, però è un'inizio: www.ersat.it/comparti/suinicolo/suiniaperto.asp Spero di esserti stato d'aiuto, anche se è molto difficile essere precisi con domande così vaste...
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Gabriele |
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#7
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Ciao sardus pater, hai colto perfettamente il discorso! un allevamento estensivo che occupando zone marginali o scomode per essere coltivate se non a prato naturale polifita, possa comunque essere una realtà importante per una azienda agricola, soprattutto se pensiamo al rapporto costi-ricavi.... e non per ultimo una qualità superiore alla media del prodotto che si andrà a commercializzare.
Volevo avere conferma se davvero è un discorso che funziona o no di questo modo di allevare, che non è nulla di nuovo, ma che negli ultimi 50 anni è scomparso! avete parametri reali da confrontare? |
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#8
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Ciao Carlo Alberto, scusa il ritardo, ti volevo confermare che qui si punta molto su questo tipo d'allevamento e che per adesso sembra si riesca a spuntare dei prezzi un pochino più alti alla vendita, l'ideale sarebbe associarlo ad un'agriturismo. Io pensavo di utilizzare, per esempio, 2 ha di terra con imponenti querce da sughero sparse che mi impediscono qualsiasi lavorazione, non avendo altre idee credo che possa essere abbastanza interessante. Mi consigliavano comunque, se possibile, di tendere verso le più basse concentrazioni di animali ad ha possibili e, importantissimo, ruotare i recinti ogni anno, per evitare l'insorgenza di spiacevoli problemi sanitari. Pensavo di fare dei recinti elettrici mobili di 500 m per le singole scrofe in allattamento e più grandi 2-3000 m per i giovani al'ingrasso o le scrofe in gestazione fino a 1 mese prima del parto. alla recinzione elettrica si aggiungono gli abbeveratoi, automatici, l'arca per il parto e l'allattamento e possibilmente una pozza nel terreno per il fango( molto importante da noi per il caldo elevato e per la difesa dai parassiti). Credo che per piccoli allevamenti sia impossiblile pensare unicamente alla monta naturale, è bene poi scegliere soggetti molto rustici anche non di alta genealogia ma adatti al territorio e alle intemperie, ho visto che sono molto adatte le vecchie varietà tipo Cinta Senese e Casertana, ma anche Duroc, da noi è molto diffuso l'incrocio con il cinghiale( animale di dimensioni ridotte, meno prolifico e con minore indice d'accrescimento, ma con eccezionale adattamento al territorio, rustico e di ottima qualità della carne).
Tu mi chiedi poi di parametri da confrontare, purtroppo non tiposso essere d'aiuto, anch'io sono alla ricerca di qualsiasi dato utile per fare un minimo di bilaci preventivi , devo dire che non avrei mai pensato che fosse così difficile reperire dati certi, da quello che ho potuto vedere è quasi impossibile. A meno che non si conosca bene già qualche allevatore che pratica lo stesso metodo, tutti i dati di bibliografia si riferiscono ad allevamenti industriali e sono pressochè inutili nel nostro caso. L'unico consiglio che ti posso dare a riguardo è quello di fare , come me, una prova per 1-2 anni, io pensavo ad una decina di scrofe, e poi vedere come va... al limite nn ci si rimette un gran che, ma l'esperienza fatta sul campo è fondamentale per la buona gestione di un allevamento...
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Gabriele |
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#9
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Ciao Gabriele... quando pensi di cominciare??
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#10
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Spero proprio entro quest'anno, ma non so se mi sarà possibile. Ho già trovato gli animali giusti da un allevatore vicino, ma non ho ancora la possibilità di dedicarmi al lavoro a tempo pieno...
E tu hai già allevato o allevi maiali?... com'è che pensi di procedere?
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Gabriele |
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#11
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Ciao Gabriele, per ora sto solo pensando e progettando... per poi fare le cose con raziocinio e con organizzazione, magari il prossimo anno...!!
Per ora mi godo il mio maiale.. " Carla", una bellissima scrofetta Large White che ho preso quando aveva solo una settimana e pesava poco più di 1 kg ed ho allattato artificialmente fino a due mesi! Ad Agosto compirà un anno e sarà poi pronta per l'accoppiamento, magari sarà la capostipite di un allevamento biologico... i presupposti ci sono tutti, visto che è stata abituata fin da piccola a vivere all'aperto ed a procurarsi gran parte del cibo,non ha recinzioni... e libera di andare dove vuole... spesso dietro alle persone affinche mossi dalla simpatia gli danno qualcosa da mangiare! Oltre ad essere stata una esperienza memorabile, è stata anche una prova che questi animali seppur abituati ad vivere dentro un box di cemento armato(soprattutto come i Large White che è una razza selezionata da decenni per dare il meglio di se in allevamenti intensivi) messi in condizione ,dimostrano di avere ancora una buona istintività che gli permette di essere allevati all'aperto. Non ho ancora avuto modo per ora di verificare le doti materne con le varie conseguenze... provvederò! Sicuramente con un po di buona volonta e spirito di sacrificio i risultati prima o poi ci saranno, intanto beneficio della presenza dei miei animali che si dimostrano giorno dopo giorno molto meno "animali "di altri.... |
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#12
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Ma per un allevamento biologico non sarebbe meglio avere una razza più rustica dei Large White? Sicuramente l'istinto materno è migliore, e si rischiano di avere meno problemi.
Io e mio papà alleviamo una cinquantina di maiali, il sogno sarebbe averli allo stato brado ma non ci è possibile e li teniamo su lettiera permanente con ampi paddock esterni (50 maiali 100mq coperti e 500mq di paddock). Abbiamo il ciclo completo (nascono tutti all'interno dell'azienda), l'anno scorso siamo riusciti a trovare un verro CINTO SENESE. L'alimentazione è una miscelata di farine di mais,orzo,soia,crusca; le uniche punture che facciamo sono il ferro dopo 2-3 gg di vita e i vaccini obbligatori per legge. |
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#13
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Ciao... si sicuramente la razza large white non è il top per impostare un allevamento estensivo in quanto sto studiando ora le problematiche relative allo svezzamento , ovvero e molto prolifica ma ha una mortalita alta dei suinetti nati per schiacciamento.. cosa che invece razza come la cinta senese non ha. Ho potuto verificare la cosa di persona, vedendo scrofe che non si sdraiavano se non avevano i piccoli tutti davanti, inoltre in un parchetto dove stabulavano tre scrofe con relativa prole, i suinetti prendevano il latte dove gli capitava presentando quest'ultime un comportamento di branco dove tutti si prendono cura di tutti....
comunque i white presentano accrescimenti migliori e soprattutto ha una qualità della carne molto meno grassa rispetto alla cinta, ( cosa che buona parte del mercato chiede...) ecco perche bisogna considerare tanti fattori.... Avrai sicuramente 4/ 5 scrofe?! di che razza? come e a quanto ( di peso) commercializzi il tuo prodotto? e inoltre e una attivita principale della tua azienda, oppure fa parte di un contesto? Scusa le domande... non vogliono essere ne indiscrete ne invadenti! Buon lavoro Carlo Alberto |
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#14
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Citazione:
Ci sono anche dei clienti che vogliono i maiali molto più pesanti (250-280kg) perchè il salame rende molto meglio. Le nostre scrofe sono molto miste come razza perchè abbiamo provato ad incrociare con vari verri.Una cosa molto particolare che noi facciamo, è che la scrofa partorisce una sola volta nella vita, così l'anno seguente pùo essere venduta come un normale maiale poichè sono passati almeno 8 mesi dal parto. Il prezzo per i maiali solitamente è un po' sopra il prezzo di mercato (di solito il nostro prezzo è sui 1,55-1,75 €/kg), e questa attività non è la principale della azienda ma pian piano lo sta diventando. |
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#15
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Quindi quanto tempo impiegano i tuoi maiali per arrivare a 180 kg? e che tipo di strutture occupano tutti gli animali... (scrofe, verro, svezzati...)? Che media i 10 suinetti/srofa!!!!
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#16
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Citazione:
Le scrofe per il parto sono messe in apposite gabbie (abbiamo provato il parto su paglia ma la percentuale di maialini morti era superiore al 50%). Quando i maialini sono svezzati (35 40 gg) restano nelle stesse gabbie e viene tolta la scrofa.Nelle gabbie viene somministrata la miscela per il primo periodo (con del latte in polvere tra gli ingredienti); poi dopo 20-25 gg vanno in box su paglia e stocchi di mais e un ampio paddock. La lettiera va sempre inserita perchè i suini ne mangiano tantissima. Il verro è in un suo box a parte sempre su paglia e nel periodo della fecondazione inseriamo le scrofette per 35-40 gg in modo da essere sicuri che la fecondazione sia avvenuta . Le scrofe vengono inserite nelle gabbie per il parto 10-15 gg prima del parto. |
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#17
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Cosa ne pensate di creare un allevamento di maiali con alimentazione per la maggior parte con siero di latte?Datemi lucidazioni
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#18
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Cosa intendi esattamente?
se pensi di allevare i maiali unicamente con siero di latte credo non sia proprio possibile...è un alimento scquilibrato e da solo creerebbe notevoli scompensi metabolici... però può essere inserito come componente in una dieta bilanciata. Hai percaso molto siero da smaltire?
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Gabriele |
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#19
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sicuramente non puo essere l'alimento unico ma deve essere integrato! e inoltre dipende che tipo di maiale ti occorre!?.. per avere un maiale pesante oltre i 170 kg il discorso non regge, magari se si parla di maiali leggeri sotto i 100 kg allora forse qualcosa....
Specifica un pochino meglio! |
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#20
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Ciao Sardus come vanno i tuoi progetti???
Un saluto |
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#21
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Ho la possibilità di avere siero dolce in quantità elevate gratuitamente,la mia idea era di alimentare principalmente con siero e integrare con un pò di mangime.
I maiali superati i 180kg spedirli al nord per fare i prosciutti.Non ho una porcilaia e tutto da creare |
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#22
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Ciao Zeepe, se integri l'alimentazione in modo opportuno allora la cosa è vantaggiosa , pero devi stare attento a disordini metabolici, diaree....
Perdona la domanda... perche devi spedirli al nord per lavorarli?? Di dove sei?? |
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#23
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Sono della campania,voglio spedirli al nord dato che diventa diffcile vendere un maiale grasso qui al sud dato che vorrei alimentarli in maggioranza con siero.
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#24
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Citazione:
Ultima modifica di olmo : 03-01-2008 alle ore 19.44.31. Motivo: E' vietato postare messaggi consecutivi.Leggere il regolamento ! |
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#25
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ciao a tutti sono allevatore di suini al brado volevo chiedere come siete messi con le relative asl in quanto quada noi dove ci sono cinghiali è obbligatoria la tripla recinzione per evitare contatti diretti tra maiali e cinghiali, la recinzione e ina rete elettrosaldata 20x20 altezza min1,20 e filo elettrico interno-esterno se volete altre informazioni visitate il sito del nostro consorzio del suino nero di parma www.nerodiparma.it li potete trovare altre informazioni.
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#26
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Ciao a tutti,ho lavorato fin da piccolo con i suini,l'allevamento all'aperto direi ok per zone marginali,genetica sicuramente robusta,so di una casa genetica la COTSWOLD che produce una linea di scrofette apposite per l'allevamento in plein-air.Comunque non mi sembra tutto rosa e fiori,se non erro la cinta è calata di prezzo perchè ora c'è un bel numero di soggetti,poi bisogna fare i conti che si lavora solo all'aperto sia col sole neve e gelo. zeepe,ma i capi che vuoi spedire al nord a che bollettino prezzi fanno riferimento?
perchè dite problemi col siero?nell'alimentazione liquida o si usa quello o acqua,certo bisogna stare attenti e fare una razione ok,però i rapporti generalmente usati sono 3:1 o 4:1. poi si,se uno abitua il maiale a cibi secchi e gli da o liquido o bagnato questo va fuori,diventa come pazzo,diventa un iper goloso e poi si rischia di tirarlo fuori morto |
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#27
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Salve
ho un allevamento di maiali allo stato brado e sto cercando passare all'allevamento del nero casertano che per il lazio è considerato autoctono. Sono stato a parlare con il presidente del consorzio e si è detto molto disponibile a collaborare, anche se per ora esiste una oggettiva difficoltà di scambio con la provincia di caserta e più in generale con la campania per il veto sull'esportazione regionale dei suini causa mancanza di accredito della regione. Ma prendendo spunto da quello che ha fatto il presidente vorrei stimolare tutti coloro presenti nel Lazio se sono a conoscenza di razze autoctone non conosciute e segnalarmele, perchè mi piacerebbe allevarle e farle sviluppare. In particolare la maremmana. Aspetto notizie |
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#28
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ummmm sempre le stesse storie!!!! anche qui da noi in sicilia c'è una razza autoctona "il suino nero dei nebrodi" ma l'istituto zootecnico non ne vuole sapere di distribuire agli allevatori animali per una non chiara motivazione, e dire che spendono un sacco di soldi per promuoverne l'allevamento....come le aste per i capi eccedenti che chissà come mai non si mai quando e dove vengono fatte!!!!
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#29
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salve a tutti,
sono nuovo del forum è vorrei sapere il più informazioni possibili inerenti all'allevamento del suino all'aperto in particolar modo informazioni cul come aprire l'azienda e se vi sono dei finanziamenti da parte dello stato o comunità europea..... grazie a tutti |
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