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Agrumeto

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  • Agrumeto

    Ciao a tutti, sono un ragazzo di 27 anni, laureato in giurisprudenza, ma con una grande passione per l'agricoltura in generale. Sono proprietario di un fondo agricolo di quasi 8 ettari, adibito ad agrumeto. Sul fondo vi sono diverse qualità di agrumi (tarocchi, marzole, clementine), tuttavia sono un po in crisi perchè non so cosa fare.! Mi spiego meglio, il fondo è situato in calabria e qui il mercato di questo tipo di agrumi è davvero nullo, nel senso che i costi quasi sempre superano i ricavi!!! I commercianti che acquistano i prodotti li pagano ogni anno di meno e naturalmente io non riesco a pareggiare le spese effettuate. Cosa posso fare? Ci sono tipologie di piantagioni più remunerative? Oppure potrei continuare a produrre agrumi ma affidandomi ad una vendita diretta al nord?Aiutoooooooooooooooooooooooo

  • #2
    Rispondo giusto per salutarti ed augurarti una felice permanenza nell'ambito del forum, ma circa i tuoi dubbi...non so proprio cosa dirti. Speravo rispondesse qualcuno più ferrato di me in agrumeti (non ci vuol molto) ma, credimi, siamo in molti (forse tutti) a cercar di capire qual'è la coltura più redditizia.
    Forse gli ortaggi...ma so che sono molto più impegnativi sia a livello di lavoro che di tempo e spese.
    Personalmente faccio solo olivicoltura ma lo faccio per passione e su un'estensione di 2.5 ettari, più umana rispetto i tuoi 8; mi piace l'olivo ma non credo cmq che possa essere la soluzione che cerchi.
    Io effettuo tutte le operazioni inerenti l'olivicoltura da solo con l'ausilio di un minimo di attrezzatura (che cmq ha un costo), dovessi pagare ore di manodopera penso che avrei già risolto radendo al suolo gli alberi e valorizzandone la legna.
    [font=System][size=4][color=royalblue]Ciao...Ciao![/color][/size][/font]
    [font=System][size=4][color=#4169e1]Luigi[/color][/size][/font]

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    • #3
      Ciao mimmone, certo 8 ettari sono tanti io non sò nulla di agrumi o meglio molto poco,noi abbiamo qualche albero per uso domestico. Mi viene da consigliarti di variare un pò la produzione, ma sinceramente non saprei dirti su cosa orientarti.
      Il vigneto non stà attraversando un buon periodo, gli ortaggi sono molto impegnativi la floricoltura è impegnativa ed anche soggetta a mercati particolari.
      Vorrei esserti di maggiore aiuto ma prorpio non sò cosa dirti.
      Cmq benvenuto tra noi.

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      • #4
        grazie TCE 50 ed a Tania 71! In effetti sono molto confuso sul da farsi, come ho già detto. Una domanda per TCE 50: perchè l'olivicoltura non potrebbe andar bene? Su un'estensione di 8 ettari qualcosa potrei ricavare...Comunque dovrei adoperarmi per effettuare una riconversione della piantagione, so che ci sono degli incentivi o meglio dei finanziamenti in atto. Qualcuno sa dirmi qualcosa in merito? Grazie a tutti.

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        • #5
          io se fossi in te lo farei per hobby come secondo lavoro e comprerei qualche altro ettaro 8 non sono tanti perché se ci vuoi avere un minimo profitto devi averli almeno 20 e organizzare dei viaggi per il mercato magari piu a nord come dici tu però devi esaminare bene gli acquirenti e cercare di vendere il prodotto a più caro prezzo io ho 36 ettari in noccioleto e devo dire che non sono poi così tanti e poi gli agrumi come il noccioleto non richiedono troppo tempo su giusto la potatura e la raccolta

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          • #6
            Originalmente inviato da mimmone Visualizza messaggio
            grazie TCE 50 ed a Tania 71! In effetti sono molto confuso sul da farsi, come ho già detto. Una domanda per TCE 50: perchè l'olivicoltura non potrebbe andar bene? Su un'estensione di 8 ettari qualcosa potrei ricavare...Comunque dovrei adoperarmi per effettuare una riconversione della piantagione, so che ci sono degli incentivi o meglio dei finanziamenti in atto. Qualcuno sa dirmi qualcosa in merito? Grazie a tutti.
            L'olivicoltura è una coltura come tante altre...ci si ricava qualcosa se si lavora personalmente per passione, per hobby (e a tempo perso da un'altra attività più remunerativa). Se si tiene conto delle proprie ore di lavoro e delle inevitabili ore di manodopera da pagare per far fronte ad 8 ettari...non saprei quanto il gioco valga la candela.
            I nuovi impianti di oliveti non hanno forme di sovvenzionamenti (spero che qualcuno mi corregga); ce ne sono invece per i nuovi impianti di mandorleti (di dove sei?), ma non conosco a fondo le condizioni (forse bisogna essere coltivatori diretti).
            [font=System][size=4][color=royalblue]Ciao...Ciao![/color][/size][/font]
            [font=System][size=4][color=#4169e1]Luigi[/color][/size][/font]

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            • #7
              Originalmente inviato da boccia7 Visualizza messaggio
              io se fossi in te lo farei per hobby come secondo lavoro e comprerei qualche altro ettaro 8 non sono tanti perché se ci vuoi avere un minimo profitto devi averli almeno 20 e organizzare dei viaggi per il mercato magari piu a nord come dici tu però devi esaminare bene gli acquirenti e cercare di vendere il prodotto a più caro prezzo io ho 36 ettari in noccioleto e devo dire che non sono poi così tanti e poi gli agrumi come il noccioleto non richiedono troppo tempo su giusto la potatura e la raccolta

              Ciao Ragazzi

              io conduco un piccolo agrumeto di 2 ettari e mezzo

              produco arancia tarocco pigmentato (polpa rossa) in provincia di catania a MINEO

              lo faccio per passione, non ho i mezzi per vendere il prodotto da solo.

              comunque Volevo dire che per produrre arance di qualità (da tavola) non è vero che basti solo fare la potatura e la raccolta, ci sono le concimazioni (a terra e fogliari), le irrigazioni e fertirrigazioni in estate, almento due lavorazioni del terreno all'anno, trattamenti con insetticidi e fungicidi vari.

              l'agrumeto , Non è impegnativo come gli ortaggi, i fiori o l' uva da tavola ma di sicuro è più impegnativo dell'oliveto
              Lo so per esperienza (ho anche 200 giovani piante di oliva Varietà TONDA IBLEA)
              per l'oliva da olio l'unico prodotto necessario è il rame per l'occhio di pavone e solo qualche volta un trattamento per la mosca e basta.
              non servono concimazioni fogliari, sono molto MOLTO MOLTO meno esigenti in concimazioni, non serve irrigare... Praticamente un olivicoltore a confronto con un agrumicoltore non deve fare nulla.

              e il reddito dell'agrumeto, è sempre stato più alto di quello dell'oliveto,

              Ora invece assistiamo a un livellamento verso il basso delle 2 colture.

              purtroppo neanche io ho una consiglio,

              ho in mente una idea utopistica per aumentare la redditività degli agrumeti:
              creare un nome riconoscibile al consumatore per le arance di qualità italiane. (siano esse siciliane, o calabresi ecc.)
              come hanno fatto i bravissimi produttori del trentino con i vari MELINDA MARLENE ecc.

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              • #8
                che solitudine

                Ciao Ragazzi!

                che solitudine in questo post

                mi piacerebbe scambiare esperienze con altri agrumicoltori,

                ma siamo pochini (forse sono rimasto solo )

                interessantissimo il post sull'ulivicoltura, in cui mi sono immerso, poco fa.

                ho scoperto che il boro è importantissimo,
                non lo sapevo.

                Saluti a tutti

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                • #9
                  è un vero peccato che questo campo stia perdendo...gli aranci sono tra i miei alberi preferiti, ci sono affezzionato da sempre forse anche perchè simobolo della nostra terra...eppure soprattutto da noi noto che ci si sta allontanando infatti si trovano sempre + agrumeti abbandonati...nella mia zona conosco un signore che sta pensanso proprio di abbandonare tutto perchè ormai non gli conviene + tra tutta la manodopera che serve e i costi bassissimi con cui vende le arance...

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                  • #10
                    è la selezione naturale,

                    succede anche nel mondo dell'industria,

                    quando i margini di guadagno si riducono , le micro aziende che non hanno mezzi propri aduguati,sono le prime a gettare la spugna,

                    e chi continua, lo fa rimettendoci,

                    solo le aziende più grandi e meglio organizzate resisteranno, e continueranno a produrre un pò di reddito.

                    comunque a mineo, nonostante tutto, non vedo agrumeti abbandonati.

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                    • #11
                      il mio paese nè ha moltissimi distrutti...spesso in estate chissà come mai quelli abbandonati spesso incendiano e l'anno dopo la questione quasi sempre si rivede.quindi per un paio di volte le piante ricrescono ma dopo un paio d'anni senza potature e dopo varii incendi si desertifica tutto...qua quelli curati sono veramente pochi.forse perchè il mio paese si sta ingrandendo sempre + e ormai tutto l'interesse è nel costruire.c'è un vecchio agrumeto (dove ormai resiste solo qualche albero perchè gli altri sono morti dopo svariati incendi) di circa 3 ettari e mezzo dove adesso non si sa come stanno facendo il progetto x una scuola grandissima...mah...

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                      • #12
                        quale è il tuo paese angelo ?

                        tu coltivi un agrumeto ? o sei un osservatore ?

                        è normale, che un terreno abbandonato, con le erbacce secche alte 2 metri, in estate sia a maggior rischio incendio, di uno coltivato e pulito.

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                        • #13
                          io sono di mascalucia.non coltivo un agrumeto ma a casa ho 4 bei alberi di arancia di cui uno arancia vaniglia (sono leggermente + lisce di sapore). a me qualcuno aveva detto che addirittura spesso potrebbero anche essere i pastori che incendiano le campagne abbandonate per fare crescere l'erba per far pascolare le pecore. chi lo sa...poi alcuni agricoltori non subiscono solo il danno ma pure la beffa!vicino casa mia i vigili del fuoco ogni estate vengono con l'elicottero e prendono sempre l'acqua da una riserva.di solito basta poi andare al comando a dirlo che poi pagano l'acqua presa...invece manco questo!e quindi spesso le piante non vengono annaffiate

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                          • #14
                            ciao angelo

                            si è vero che alcunii pastori siciliani (NON TUTTI) sono dei pluripregiudicati,

                            So per certo che (succede ogni estate nelle campagne del mio paese) :

                            a fine estate provocano incendi per anticipare la crescita di erba nuova,

                            oppure incendiano i campi di grano, a maggio, prima della mietitura, perchè la spiga cade aterra senza incendiarsi --> dopo diventa cibo per le pecore in estate.

                            PERO' è vero anche che se l'agrumeto lo lavori e lo tieni pulito da erbacce nei confini, non si può mai incendiare.

                            gli agrumeti che si bruciano, nel 99% dei casi, sono agrumeti già abbandonati.

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                            • #15
                              riattivo questa discussione se può essere utile a qualcuno.
                              Ci sono due tipi di agrumi sui quali meriterebbe fare una ricerca di mercato e sono il kumquat ed il chinotto.
                              Mentre il primo può essere venduto per alimentazione diretta ai mercati generali o ad industrie di trasformazione per la produzione di canditi o marmellate (anche prodotti sotto alcool o grappa) il secondo ha solo finalità industriali in particolar modo per la produzione dei chinotti in maraschino. Questa produzione, molto in voga ai primi del 900 è stata via via dimenticata, ma ultimamente è stata rivalutata tanto è vero che nella ns regione (liguria), dove tra l'altro esiste uno dei pochi stabilimenti in italia che ancora li acquista per la trasformazione, credo vengono incentivati dalla regione. Si tratta di una produzione di nicchia, magari molti ettari a chinotto potrebbero essere troppi ma forse vale la pena rifletterci. La maggior parte della produzione italiana finisce nel nord europa e comprende, oltre al classico chinotto sotto maraschino, anche amaretti, marmellate, canditi ecc. Personalmente ne ho solo una trentina di piante da cui ne ricavo circa 4/5 qli anno e vengono pagati circa 1,5 euro al kg, anche + ma dipende dalle annate, ovvero dallo smercio che c'è stato l'anno precedente, visto che la lavorazione dura 6 mesi per cui quello che si è raccolto a ottobre sarà sul mercato nell'estate successiva.
                              Potrebbe essere un'alternativa all'abbandono dell'agrumeto.

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                              • #16
                                Ciao Lory71
                                di che zona sei
                                io credo che tu fai quei prezzi perchè da quello che dici ne hai 30 piante e per venderle impieghi 6 mesi se ho letto bene
                                nella mia zona dell'agrigentino cè una persona che ha 50 piante di arance vaniglia un frutto succoso e dolce si vendono a buon prezzo ma metà del frutto non viene raccolto
                                perchè il mercato ortofrutticolo di Agrigento non riesce a smerciare più di 5 cassette al giorno
                                Credo che sia anche cosi' anche con i frutti di cui parli

                                nella mia zona tutti gli agrumeti di proprietà di persone non agricoltori , che si affidavano alla manodopera locale o chi lavorava da se nei ritagli di tempo hanno abbandonato gli agrumeti astensioni anche di 2 ettari lo stesso stanno facendo con gli oliveti
                                Ultima modifica di Motivo: aggiunte

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                                • #17
                                  Originalmente inviato da giusti12 Visualizza messaggio
                                  Ciao Lory71
                                  di che zona sei
                                  io credo che tu fai quei prezzi perchè da quello che dici ne hai 30 piante e per venderle impieghi 6 mesi se ho letto bene
                                  nella mia zona dell'agrigentino cè una persona che ha 50 piante di arance vaniglia un frutto succoso e dolce si vendono a buon prezzo ma metà del frutto non viene raccolto
                                  perchè il mercato ortofrutticolo di Agrigento non riesce a smerciare più di 5 cassette al giorno
                                  Credo che sia anche cosi' anche con i frutti di cui parli

                                  nella mia zona tutti gli agrumeti di proprietà di persone non agricoltori , che si affidavano alla manodopera locale o chi lavorava da se nei ritagli di tempo hanno abbandonato gli agrumeti astensioni anche di 2 ettari lo stesso stanno facendo con gli oliveti
                                  Forse mi sono espresso male. Quel prezzo (purtroppo per me) non lo faccio io ma lo fa la fabbrica che me li ritira, sono loro a decidere quanto darti anche perchè o prendi quello che ti danno oppure dei chinotti che te ne fai?
                                  Non so se nella tua zona una coltura del genere potrebbe avere qualche riscontro, bisognerebbe vedere se ci sono fabbriche di chinotti (mi pare di sì, anche se non so quali e dove, sicilia e liguria mi pare siano le uniche due regioni in cui si coltivano i chinotti) disposte a prenderti il prodotto e capire quanto lo pagano.
                                  I 6 mesi cui facevo riferimento si riferiscono al tempo necessario alla fabbrica per le lavorazioni necessarie a renderlo commestibile, io li raccolgo in una botta a ottobre e li consegno in fabbrica, a dicembre me li pagano quanto vogliono loro. La lavorazione è molto lunga in quanto prevede diversi cicli di salamoia + altre lavorazioni abbastanza lunghe. Certo il chinotto non è un prodotto da mercato in quanto non commestibile se non lavorato, quindi l'unico sbocco è l'industria di trasformazione.
                                  Da noi in liguria le vecchie piantagioni si stanno perdendo e il titolare della fabbrica cui li porto si lamenta della scarsa produzione e cerca di incentivare gli agricoltori che conferiscono a non abbandonare le piantagioni tanto è vero che alcuni ne hanno messo giù centinaia di piante, che però fruttificheranno fra anni, il chinotto è a crescita molto lenta. Per me sarà l'ultimo anno di raccolta il prossimo in quanto il terreno mi verrà espropriato, quando il titolare lo ha saputo ancora un poco e si mette a piangere, ha molta richiesta dall'estero ma poco prodotto, purtroppo le mie piante hanno quasi 60 anni e trapiantarle rischia di essere un buco nell'acqua visto che poche riusciranno ad attecchire e a produrre ancora.

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                                  • #18
                                    In Sicilia ci sono queste industrie che fanno concentrati di succhi sono in prov di Palermo ,Catania ,Messina Trattano per lo più arance e limoni
                                    anni fa ci è stata una grandinata che ha rovinato il raccolto e li abbiamo interpellato ci pagavano 100 lire al Kg era il 2000-2001 (ci si pagava solo il viaggio ) risultato si è fatto con cime per il terreno
                                    Io i prodotti che coltivo devono avere un mercato e tanti acquirenti e non tre probabili clienti

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                                    • #19
                                      Originalmente inviato da mimmone Visualizza messaggio
                                      Ciao a tutti, sono un ragazzo di 27 anni, laureato in giurisprudenza, ma con una grande passione per l'agricoltura in generale. Sono proprietario di un fondo agricolo di quasi 8 ettari, adibito ad agrumeto. Sul fondo vi sono diverse qualità di agrumi (tarocchi, marzole, clementine), tuttavia sono un po in crisi perchè non so cosa fare.! Mi spiego meglio, il fondo è situato in calabria e qui il mercato di questo tipo di agrumi è davvero nullo, nel senso che i costi quasi sempre superano i ricavi!!! I commercianti che acquistano i prodotti li pagano ogni anno di meno e naturalmente io non riesco a pareggiare le spese effettuate. Cosa posso fare? Ci sono tipologie di piantagioni più remunerative? Oppure potrei continuare a produrre agrumi ma affidandomi ad una vendita diretta al nord?Aiutoooooooooooooooooooooooo
                                      non è semplice risponderti. figurati mio cognato in sicilia ha diversi ettari di agrumeto e li lascia marcire a terra. di tanto in tanto se l'annata è buona vende tutto il raccolto. come dici tu molto spesso le spese non bilanciano i ricavi. in quale zona si trova l'agrumeto? Diciamo che guadagneresti di più facendoti un furgoncino andando a vendere casa per casa i tuoi agrumi in aree dove la produzione è scarsa.
                                      comunque 8 ettari sono tanti, forse con la vigna guadagni di più!
                                      comunque ci vuole tempo per vedere buoni risultati! ti conviene investire una parte del tuo tempo in questi 8 ettari, un pò di investiementi ci vogliono, io ti consiglio di fare due ettari di vigna sopratutto uve nere, poi un ettaro di fichi con viti, 2 ettari di uliveto fatto crescere a siepe 2,5m distanza tra gli alberi e 4 m tra le fila e 3 metri di altezza, ti conviene farli crescere a siepe perchè poi la raccolta è più semplice. due ettari li lasci in agrumeto, un ettaro coltivi meli del tipo rotella! ma ripeto ci vuole un pò di tempo per vedere i risultati ma 'importante è crederci. ciao
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                                      • #20
                                        come anticipato precedentemente entro 7/8 mesi al massimo mi espropriano il terreno per cui il mio agrumento di chinotti e kumquat probabilmente finirà per diventare legna da ardere a meno che non riesca a trovare qualche vivaista che se li voglia accollare se non tutti almeno una parte. Ovviamente non gratis perchè allora davvero ci tiro giu 20 qli di legna da ardere. La domanda è la seguente: come posso fare a sapere quanto potrebbero valere queste piante, giusto per non farmi prendere per i fondelli?
                                        Tutte le piante sono sane e hanno 50 anni suonati, ma perfettamente in vigore (tra l'altro questa è stata una annata eccezionale dal punto di vista della quantità).

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                                        • #21
                                          L'unico sitema secondo me e che te fai un giro per vivai chiedendo a loro se hanno in vendita piante del genere a cui sei interessato,in base alle loro risposte potresti fare il tuo prezzo calando un pò in modo che forse riesci a venderne qualcuna.Sono piante un pò particolari,non sono da consumo familiare ,credo sia difficile piazzarle.Non voreri dirti che la legna di agrume non è male....ciao
                                          vincenzo

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                                          • #22
                                            nuovo impianto

                                            riprendo questa discussione nella speranza anche di trovare qualche altro utente interessato, mi servono consigli. Sto pensando si sfruttare parte di un terreno attualmente incolto mettendo a dimora una cinquantina di piante di chinotto, anche in considerazione del fatto che l'impegno lavorativo non è alto per questo tipo di coltura. Negli ultimi due anni ci sono stati pagati quasi 3 euro/kg, non è affatto male considerato che non hanno bisogno di essere accuditi come l'insalata. inoltre la raccolta mi viene a cadere a fine stagione estiva, quindi mi va bene.
                                            Resta da capire quale sia il miglio sesto di impianto, e come intervenire con la concimazione e irrigazione nel corso dell'anno. In rete non si trovano molte informazioni essendo una produzione di nicchia, ma vista l'entità (per me) dell'investimento e la lenta crescita, vorrei accelerare quest'ultima il più possibile. Sono ben accetti consigli e suggerimenti.

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                                            • #23
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