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Essenze per ricavare legna da ardere

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  • Essenze per ricavare legna da ardere

    salve io sono un boscaiolo della prov di rm e sono 10 anni che faccio questo mestiere, ho visto che parlate sempre delle solite tipologie di legname da ardere, ma avete mai provato a bruciare l'eucaliptus? be provateci e vi accorgerete subito del potere calorifero di questa legna che certo non e' paragonabile alla famiglia della quercia! pero io la piazzo al terzo posto della mia scala di legna da ardere.

    1. quercia,leccio,cerro,
    2. olivo,oleaspro
    3. eucaliptus
    4. faggio,rovere
    5. olmo,robinia,acacia
    6. castagno
    7. carpino
    8.pioppo,salice


    se qualcuno volesse aggiungere o intervenire sarei molto felice di discutere sulle qualita' delle diverse varieta' di legname da ardere

  • #2
    Qui in Brasile l'eucaliptus é coltivato per fare la carbonella, che viene usata sia nelle case per fare la carne alla brace che nella produzione di acciaio.
    È tra l'altro un ottimo investimento, visto che qui viene tagliato dopo 5-7 anni dall'impianto.
    Inoltre viene usato nella costruzione civile per fare i ponteggi e per la produzione della base dei laminati melaminici per pavimenti

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    • #3
      Bene bene!
      Però ogni regione può dire la sua.. Nel senso che da noi (Valle D'Aosta) l'olivo non è così presente..
      Ovviamento la butto sul NON COMPRARE la legna, ma FARSELA..
      Nei nostri boschi (dai 1000 mt in su) è il larice a farla da padrona, sopratutto se bello secco! Con ciò non avrei la più pallida idea a livello di resa come sia..

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      • #4
        concordo con eekk1071, per chi come me si procura la legna dai propri boschi senza comprarla si adegua a quello che la propria terra offre. Quindi volendo stilare una classifica di ciò che brucio io:
        -la Quercia, quando ne muore qualcuna altrimenti col fischio che la forestale te la lascia abbattere, è anche giusto visto che non ne son rimaste molte
        -la Robinia, per la mia zona la più ricercata
        -il Castagno, che però viene accatastato a prender acqua per un paio d'anni, altrimenti non scalda manco la piastra della stufa,
        -Ontano, Betulla, Pioppo
        -Pino Strobo, questo lo mettete nella stufa fa puff e non c'è più niente però scalda a se scalda

        Ora vi dico quello che secondo me ha una resa incredibile, anche se non è proprio un'essenza usata comunemente per ardere, il GELSO!!, una volta secco ( non la ramaglia ovviamente ma il tronco) è come usare il carbone, quando hanno allargato una strada li abbiamo dovuti tagliare, abbiamo fatto l'errore di non affettarli subito così son seccati, quando li abbiamo affettati non vi dico spaccarli con la scure . Comunque la sera metto 2/3 pezzi nella stufa prima di andar a dormire e la mattina trovo ancora la brace sufficente a dar fuoco, e ho mantenuto l'ambiente caldo. Purtoppo in giro non se ne vede quasi più, troppo tempo per crescere.

        Ciao

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        • #5
          Credo che dipenda anche dall'uso che ne fai della legna. Io ad esempio nella stufa Efel brucio di tutto ma in ordine preferisco :carpine, cerro, faggio, frassino, castagno slavato per tre anni. Invece nel caminetto ad aria forzata che mi riscalda tutta la casa uso solo ontano per portarlo velocemante in temperatura e poi solo cerro e carpine. Tieni presente che sono le essenze che trovo nei nostri boschi, altro non ho. Nel caminetto a volte nelle lunghe nottate d'inverno prima di coricarmi metto un ceppo di erica che trovo in un bosco in riviera. Eccezionale.

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          • #6
            io brucio quasi tutta robinia, gelso e la mischio con qualcosa che faccia un po di fiamma e piu morbido tipo salice pioppo e qualche porcheria... quest anno m è capitat di tagliare un gelso nel grosso adesso quando inizio ad usarlo ti sapro dire come è pensavo fosse na cosa tipo il pioppo e compagnia bella.. un paio di domande il sambuco e il nocciolo come sono?
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            • #7
              Originalmente inviato da luca90
              io brucio quasi tutta robinia, gelso e la mischio con qualcosa che faccia un po di fiamma e piu morbido tipo salice pioppo e qualche porcheria... quest anno m è capitat di tagliare un gelso nel grosso adesso quando inizio ad usarlo ti sapro dire come è pensavo fosse na cosa tipo il pioppo e compagnia bella.. un paio di domande il sambuco e il nocciolo come sono?
              Il sambuco buono per accendere il fuoco e basta. Il nocciolo anche però ha il vantaggio che ci puoi riscaldare, se ce l'hai, il forno specialmente per cuocere dolci

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              • #8
                nel camino come si comporta ?al massimo comunque la mischio con la robinia che scalda bene ma un solo difetto ovvero poca fiamma
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                • #9
                  Originalmente inviato da luca90
                  nel camino come si comporta ?al massimo comunque la mischio con la robinia che scalda bene ma un solo difetto ovvero poca fiamma
                  Il nocciolo nel camino io lo uso eventualmente solo all'inizio quando voglio fare tanta fiamma per riscaldare le pareti radianti a contatto con l'aria del ventilatore , però dura troppo poco e allora poi uso solo cerro carpine e frassino

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                  • #10
                    Il carpino io lo metterei sicuramente al di sopra del castagno...e per conto mio il primo posto è meritato dall'olivo e dall'acacia...il nocciolo dura poco ma scalda..... l'ontano (stagionato max un anno altrimenti non vale niente) qua dicono che è quello che da più calore anche se dura poco...si dice che lo usavano nelle fonderie per fondere i metalli...nella classifica inserirei dopo il castagno l'alloro che emana anche un bel profumo

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                    • #11
                      Originalmente inviato da Cataio04
                      Il carpino io lo metterei sicuramente al di sopra del castagno...e per conto mio il primo posto è meritato dall'olivo e dall'acacia...il nocciolo dura poco ma scalda..... l'ontano (stagionato max un anno altrimenti non vale niente) qua dicono che è quello che da più calore anche se dura poco...si dice che lo usavano nelle fonderie per fondere i metalli...nella classifica inserirei dopo il castagno l'alloro che emana anche un bel profumo
                      Ti do del tu anche perchè siamo vicini: abito a Chiavari anche se la legna la taglio e uso a Santo Stafano. A me l'acacia non piace tanto mi sembra che specialmente nel caminetto faccia troppa cenere. Che ne pensi ?

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                      • #12
                        Originalmente inviato da luca90
                        io brucio quasi tutta robinia, gelso e la mischio con qualcosa che faccia un po di fiamma e piu morbido tipo salice pioppo e qualche porcheria... quest anno m è capitat di tagliare un gelso nel grosso adesso quando inizio ad usarlo ti sapro dire come è pensavo fosse na cosa tipo il pioppo e compagnia bella.. un paio di domande il sambuco e il nocciolo come sono?

                        un problema del gelso quando lo si abbatte è che le piante vecchie all'interno diventano cave e quindi si accumula terra che ti fa affilare la motosega ad ogni abbattimento. Comunque, se vuoi la massima resa dal gelso aspetta quando il colore del legno affettato e spaccato sarà diventato da bianco a un marrone rosso, se non ricordo male dovrai aspettare un'annetto.

                        Ciao

                        Ah già dimenticavo il sambuco rende niente, a parte il fatto che ne devi tagliare per fane una catasta, io lo uso per fare i manici di rastrelli, tridenti, legno leggero, direte si spacca!! e io rispondo col cavolo ne ho caricate con il tridente di balle di fieno da 22/25kg . Nocciolo nin so capitato raramente di bruciarlo, ma che noccioli avete dalle vostre parti? al max da noi son di 10/15cm di diametro ad esagerare

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                        • #13
                          Paese che vai,legna che trovi.

                          Nelle mie zone al primo posto Leccio e Carpino,Orniello Faggio e Roverella seguono ad un passo, il castagno si usa per paleria da fuoco non lo vendi manco gratis,olivo lo vendono a peso d'oro ma ne circola poco,Alloro tanto per riempire la stufa...a me piace per il profumo,Robinia non troppo diffusa ma buona resa,Nocciolo non vale la pena tagliarlo visti i diametri tronco,Maggiociondolo ...per far volume sul trattore c'è chi lo ama e chi lo odia,altre essenze non diffuse.
                          Ciò che tutti evitano come la peste:qualsiasi tipo di conifera!
                          Per fortuna ne esiste poca.

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                          • #14
                            Qualcuno mi delucida sul perchè il castagno fa così schifo da brucio??

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                            • #15
                              Originalmente inviato da Orus
                              Qualcuno mi delucida sul perchè il castagno fa così schifo da brucio??
                              perchè ad esempio, la robinia brucia anche subito, mentre il castagno siccome contiene il tannino devi lasciarlo all'acqua in modo tale che venga slavato via, se lo bruci la stessa stagione fatica a bruciare e quindi non hai resa, se poi lo usi nel camino tende a scoppiettare.
                              Questa è la mia opinione.

                              Ciao

                              Commenta


                              • #16
                                Originalmente inviato da Ld-125
                                perchè ad esempio, la robinia brucia anche subito, mentre il castagno siccome contiene il tannino devi lasciarlo all'acqua in modo tale che venga slavato via, se lo bruci la stessa stagione fatica a bruciare e quindi non hai resa, se poi lo usi nel camino tende a scoppiettare.
                                Questa è la mia opinione.

                                Ciao
                                Condivido appieno aggiungendo anche che specialmente nel camino per rendere devi prima di tutto mischiarlo con altra legna e poi lasciare molto aperta la serranda dei fumi altrimenti non ti scaldi. Nella stufa invece rende già molto meglio sopratutto quando è già tutta brace.

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                                • #17
                                  Io ho bruciato nel camino a ventilazione forzata di tutto, carpine, olivo, pioppo, faggio, castagno di recupero da un pavimento ultracentenario, come pure e capitato abete, pino larice, adesso mi lancerò su essenze esotiche, iroco, mogani e similari, ho fatto a pezzi un vaso di uno Yacht da 20m., se tanto mi da tanto, visto come erano duri da tagliare dovrebbe essere come mettere pezzi di carbone nel camino, vi saprò dire, a proposito il vaso è arcistagionato almeno 20anni. ciao

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                                  • #18
                                    Originalmente inviato da giorgioo
                                    Ti do del tu anche perchè siamo vicini: abito a Chiavari anche se la legna la taglio e uso a Santo Stafano. A me l'acacia non piace tanto mi sembra che specialmente nel caminetto faccia troppa cenere. Che ne pensi ?
                                    qua in zona è considerato un gran legno l'acacia...non so dirti se fa più cenere ma non ci sarà gran differenza dagli altri legni forti (carpine rovere....)l'acacia è ottima anche lavorazioni diverse, tavole travi...resiste molto ed è un legno molto duro

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                                    • #19
                                      "ferdana"

                                      Chiaccherando con i miei colleghi di lavoro ( molti sono agricoltori ), mi sono lamentato del fatto che nel solito mucchio di legna secca c'erano pezzi che bruciavano bene e facevano caldo ed altri bruciavano male e non scaldavano.
                                      mi hanno risposto che era legna chiamata " ferdana " ovvero alberi esposti al Nord e perciò di scarsa qualità.
                                      devo crederci oppure ci sono altre spiegazioni ?

                                      ringrazio tutti ..
                                      ps.
                                      la legna era tutta di cerro.

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                                      • #20
                                        Tanto per ravvivare un po'.....

                                        Il legname cresciuto " a nord" ha una struttura diversa dovuta a differenze climatiche e di esposizione solare ,ovvio,poi ci sino altri fattori: composizione del terreno,fertilità...ecc.

                                        Poi,forse,non è uno dei fattori che influenzano di piu la resa di legna da ardere....

                                        Speriamo che qualcuno non dica che anche questa è una diceria popolare

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                                        • #21
                                          nella pedemontana veneta, il carpino nero e' in assoluto l'essenza che da piu' calore, anche perche' cresce bene solo in posti aridi e assolati montani.

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                                          • #22
                                            Originalmente inviato da Orus Visualizza messaggio
                                            Qualcuno mi delucida sul perchè il castagno fa così schifo da brucio??
                                            Si deve prescindere da una considerazione: Il potere calorifico della legna varia da essenza ad essenza e segue l'andamento del peso specifico. Ovvero a parità di volume e di quantità residua di umidità, l'essenza che pesa di più è anche quella con potere calorifico più alto. I cosiddetti legnami forti sono anche quelli con alto potere clorifico: Robinia e querce varie, al posto più in basso sono il pioppo e i suoi simili, un attimino più in su l'abete e il castagno. Quest'ultimo come detto da altri per bruciare al meglio senza trovar carboni spenti nel camino la mattina e senza insozzare camini, caldaie, e stufe con i residui che derivano dal tannino che contiene in alta percentuale, deve essere lasciato lavare dalle intemperie per un paio d'anni dopo di che può essere bruciato in modo più che onorevole. Le essenze resinose invece non rilasciano mai la loro resina che imbratterà anch'essa più o meno alla stregua del castagno non stagionato, ma bruciano più velocemente.

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                                            • #23
                                              Originalmente inviato da shunt Visualizza messaggio
                                              Si deve prescindere da una considerazione: Il potere calorifico della legna varia da essenza ad essenza e segue l'andamento del peso specifico..
                                              Prima considerazione errata.
                                              Ovvero a parità di volume e di quantità residua di umidità, l'essenza che pesa di più è anche quella con potere calorifico più alto.
                                              seconda errata. è vero che se a parità di volume una pesa 10 volte l'altra rende più kw termici, ma ne bruci 10 volte tanta.e il potere calorifico la si misura in base al peso, non al volume..
                                              I cosiddetti legnami forti sono anche quelli con alto potere clorifico: Robinia e querce varie, al posto più in basso sono il pioppo e i suoi simili, un attimino più in su l'abete e il castagno.
                                              terza errata (misurami anche un'attimino)
                                              Quest'ultimo come detto da altri per bruciare al meglio senza trovar carboni spenti nel camino la mattina e senza insozzare camini, caldaie, e stufe con i residui che derivano dal tannino che contiene in alta percentuale, deve essere lasciato lavare dalle intemperie per un paio d'anni dopo di che può essere bruciato in modo più che onorevole.
                                              questa è giusta.
                                              Le essenze resinose invece non rilasciano mai la loro resina che imbratterà anch'essa più o meno alla stregua del castagno non stagionato, ma bruciano più velocemente
                                              Su questa non sono d'accordo, parere personale, ma le prime tre sono sbagliate.
                                              siamo sempre alla questione
                                              pesa di più un kilo di piombo o un kilo di piume?
                                              chi risponde a questa domanda trova la risposta al quesito sulla resa termica assoluta e reale delle varie specie..non (con quella la stufa mi diventa rossa) scusate se si capisce poco ma ho un problema di battitura e disposizione del testo(nun c'è verso di farlo andare a capo..)
                                              S-Riki

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                                              • #24
                                                Penso sia evidente a tutti che le diverse essenze non si comportano allo stesso modo nella stufa. Anche la stessa essenza cresciuta sul "grasso" o sul "magro" porta a differenze abissali. Probabilmente e' la struttura e disposizione stessa delle fibre che compongono i diversi tipi di legno che li fanno comportare diversamente, trattenendo anche piu' o meno umidita'. La combustione pertanto potrebbe essere piu' o meno completa e il rendimento variare in funzione di questa. Io brucio quasi solo castagno che lascio stagionare per tre anni al coperto e ne sono soddisfatto, mentre il legno che considero peggiore e' l' olmo.(una volta ho provato a bruciare in rogo un tronco di palma, provandoci per ben tre volte, e vi assicuro che e' ignifugo)

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                                                • #25
                                                  Originalmente inviato da s_riki Visualizza messaggio
                                                  Prima considerazione errata.
                                                  Ovvero a parità di volume e di quantità residua di umidità, l'essenza che pesa di più è anche quella con potere calorifico più alto.
                                                  seconda errata. è vero che se a parità di volume una pesa 10 volte l'altra rende più kw termici, ma ne bruci 10 volte tanta.e il potere calorifico la si misura in base al peso, non al volume..
                                                  I cosiddetti legnami forti sono anche quelli con alto potere clorifico: Robinia e querce varie, al posto più in basso sono il pioppo e i suoi simili, un attimino più in su l'abete e il castagno.
                                                  terza errata (misurami anche un'attimino)
                                                  Quest'ultimo come detto da altri per bruciare al meglio senza trovar carboni spenti nel camino la mattina e senza insozzare camini, caldaie, e stufe con i residui che derivano dal tannino che contiene in alta percentuale, deve essere lasciato lavare dalle intemperie per un paio d'anni dopo di che può essere bruciato in modo più che onorevole.
                                                  questa è giusta.
                                                  Le essenze resinose invece non rilasciano mai la loro resina che imbratterà anch'essa più o meno alla stregua del castagno non stagionato, ma bruciano più velocemente
                                                  Su questa non sono d'accordo, parere personale, ma le prime tre sono sbagliate.
                                                  siamo sempre alla questione
                                                  pesa di più un kilo di piombo o un kilo di piume?
                                                  chi risponde a questa domanda trova la risposta al quesito sulla resa termica assoluta e reale delle varie specie..non (con quella la stufa mi diventa rossa) scusate se si capisce poco ma ho un problema di battitura e disposizione del testo(nun c'è verso di farlo andare a capo..)
                                                  Ho decisamente spiegato male il concetto, ci riprovo:
                                                  Il calore specifico fisicamente inteso( quantità di energia termica sviluppata dalla combustione di un kg di combustibile solido) è pressochè uguale a tutte le specie legnose ad eccezione delle conifere che hanno l'apporto delle resine e lo innalzano comunque percentualmente di poco. Quello che varia è il peso specifico delle varie specie. Quindi sarebbe più corretto per una valutazione di proprietà delle specie legnose a dare maggiore RESA TERMICA esprimere il calore specifico non in calorie al chilo ma calorie a metro cubo. Questo volevo dire affermando..." a parità di volume e di quantità residua di umidità, l'essenza che pesa di più è anche quella con potere calorifico più alto"...

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                                                  • #26
                                                    Vorrei permettermi di dire una cosa:
                                                    Per resa di una certa essenza, bisognerebbe anche considerare la durata della cosiddetta "brace".
                                                    Mi spiego meglio, se alla sera riempio la stufa di castagno, la mattina non troverò solo cenere.
                                                    Se introduco nella stessa stufa la stessa quantità in peso di leccio (ad esempio), alla mattina troverò ancora la brace e quindi produzione aggiuntiva di calore.

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                                                    • #27
                                                      Originalmente inviato da Stefanog Visualizza messaggio
                                                      Chiaccherando con i miei colleghi di lavoro ( molti sono agricoltori ), mi sono lamentato del fatto che nel solito mucchio di legna secca c'erano pezzi che bruciavano bene e facevano caldo ed altri bruciavano male e non scaldavano.
                                                      mi hanno risposto che era legna chiamata " ferdana " ovvero alberi esposti al Nord e perciò di scarsa qualità.
                                                      devo crederci oppure ci sono altre spiegazioni ?

                                                      ringrazio tutti ..
                                                      ps.
                                                      la legna era tutta di cerro.
                                                      L'influenza della fase lunare al momento del taglio della pianta è una diceria popolare o no?

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                                                      • #28
                                                        Originalmente inviato da ZAIPSS Visualizza messaggio
                                                        L'influenza della fase lunare al momento del taglio della pianta è una diceria popolare o no?
                                                        Guarda: in facoltà han detto che non c'è una spiegazione scientifica assodata sul fatto di tagliare in fase di luna calante o di luna crescente; in alcune stazioni, dove sono state fatte dei rilievi sulla ripresa vegetativa prima e dopo il taglio, sembrerebbe che il seguire le indicazioni popolari porti ad una migliore quelità della legna ed a un popolamento più vigoroso dopo il taglio.

                                                        Sottolineo che sono rilievi superficiali e non ricerche approfondite, comunque compiute da personale esperto; a mio giudizio la luna potrebbe avere un influsso sui fluidi all'interno delle piante, come per le maree: tagliare in presenza o no del contributo lunare sulla "gravità" della linfa potrebbe avere il suo perchè. Magari ci faccio un pensiero per la tesi!

                                                        Spero di non essere andato OT, saluti a tutti_
                                                        Rock 'n Roll!

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                                                        • #29
                                                          Originalmente inviato da ilmarronaro Visualizza messaggio
                                                          Vorrei permettermi di dire una cosa:
                                                          Per resa di una certa essenza, bisognerebbe anche considerare la durata della cosiddetta "brace".
                                                          Mi spiego meglio, se alla sera riempio la stufa di castagno, la mattina non troverò solo cenere.
                                                          Se introduco nella stessa stufa la stessa quantità in peso di leccio (ad esempio), alla mattina troverò ancora la brace e quindi produzione aggiuntiva di calore.
                                                          Ciao Marronaro, Il fatto che hai ancora braci vive presenti nella cenere alla mattina non dà indicazione di maggiore potere calorifico. Se ci pensi nei vecchi essiccatoi di castagne il fuoco è attivo h24 ed ogni 12 ore viene alimentato, fra una carica e l'altra ci si trova davanti ad un fuoco pressochè esaurito ed anche lì vedi che al 99% la legna è bruciata tutta senza lasciare carboni spenti. In questo caso ciò che fa la differenza è la "maturazione" che ha avuto la legna di castagno prima di essere messa sul fuoco. Come ben puoi insegnarmi occorre più di una stagione all'aperto perchè questa essenza possa dare bruciandola un comportamento simile alle essenze più "forti". Il legno è fatto sempre da cellulosa e lignina e soprattutto quest'ultima dà il maggior contributo energetico durante la combustione. Se hai a parità di volume una quantità maggiore di lignina hai una resa termica maggiore. Se invece c'è "più aria" fra una molecola di lignina e l'altra ne avrai meno resa termica.

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                                                          • #30
                                                            Ciao a tutti.
                                                            Nessuno ha citato il platano, io ne brucio parecchio e mi sembra ottimo....voi che ne pensate?

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