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Agevolazioni fiscali & P.P.C.

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  • mefito
    ha risposto
    Scusa Vitality,ma se non hai ancora compreso una regola semplicissima del forum,che vieta di inserire messaggi consecutivi nell'arco delle 24 ore (evitabile con l'utilizzo della funzione modifica),non credi che il codice civile possa essere un pò più complesso, e che un approccio da semplice "appassionato" debba essere un pò più umile?
    Pensa che quando i si deve rivolgere ad un legale per questioni agrarie,è utile rivolgersi ad uno studio legale che abbia specifiche competenze in diritto agrario e non ad un legale generico,per la complessità e specificità del settore.
    L'aver avuto una malattia,non ci trasforma automaticamente in medici............

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  • Vitality
    ha risposto
    Vitality, intanto ti ringrazio per il sunto tratto dal libro del prof. Dalpiaz (anche perchè conosco l'Istituto Agrario di San Michele all' Adige .... studi lì?).... ma nonostante ciò non hai aggiunto nulla di nuovo.
    Comunque. Io non metto in dubbio ciò che studi (figuriamoci, poi, le conoscenze di colui che scrive ciò che studi) ma (ti ripeto!) le agevolazioni fiscali legate alla compravendita di fondi rustici, anche se non sono all'altezza del prof. Dalpiaz, non spettano solo ai C.D., valgono anche per gli Imprenditori Agricoli (esperienza diretta!).
    Se dalle tue parti non è così.... beh!.... mi dispiace![/quote]

    Ho studiato lì molti anni fa. Ormai ne ho intorno ai 40.Non metto in dubbio che anche un I:A:T:P possa aver diritto alle agevolazioni fiscali , ma quello che volevo far capire è che nella legislatura italiana la figura che riveste la maggiore importanza al fine di ottenere i diritti è la figura del coltivatore diretto e non quella dell' I.A.T.P. E' importante ribadire come la qualifica di coltivatore diretto e imprenditore agricolo a titolo principale non siano correllate, ovvero il possesso di una non implica assolutamente il possesso anche dell' altra. In questo modo si possono creare 4 diverse situazoni:
    -coltivatore diretto anche IATP;
    -coltivatore diretto NON IATP;
    -IATP non coltivatore diretto ;
    - imprenditore agricolo nè coltivatore diretto nè IATP
    Essere IATP è utile per diventare un soggetto da privilegiare dalla politica agricola comunitaria negli interventi finanziari volti all' ammodernamento delle imprese ma per le agevolazioni fiscali, contratti d' affitto prelazione, previdenza sociale ecc la forma che è stata individuata dalle norme nazionali per tutelare questi diritti è la figura del coltivatore diretto.


    [quote=Potionkhinson;345330]Si! E' così! Infatti non parlo I.A.T.P. ma di I.A.P. (cioè Imprenditore Agricolo Professionale, dove la prevalenza del reddito è, per così dire, relativa.....).

    Ok ma tu hai scritto che non è un coltivatore diretto, invece se lavora direttamente il fondo lo è, o almeno lo è ai fini dell' ottenimento della prelazione agraria o nei contratti agrari e non lo è ai fini previdenziali.Poi che sia un imprenditore, se vende i suoi prodotti nessuno lo mette in dubbio.



    Originalmente inviato da Potionkhinson
    Si! E' così! Infatti non parlo I.A.T.P. ma di I.A.P. (cioè Imprenditore Agricolo Professionale, dove la prevalenza del reddito è, per così dire, relativa.....).

    Se dalle tue parti non è così.... beh!.... mi dispiace!

    Prendiamo l' esempio di un I.A.T.P. non coltivatore diretto. Per esempio uno possiede una grande azienda in Sicilia e l' attività agricola è prevalente sulle sue altre attività personali. Lui fa l' insegnante part-time e non svolge nessun lavoro manuale nell' azienda, ma si avvale di manodopera esterna. Lui è un IATP ha diritto ai riconoscimenti della politica agricola comunitaria, ma non è un coltivatore diretto. Secondo me per la legge non ha diritto nè alla prelazione legale agraria nè alle agevolazioni fiscali in caso di compravendita di fondi.


    Poi se non ho scritto niente di nuovo non lo so,
    Ultima modifica di Vitality; 17/03/2008, 08:32.

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  • Potionkhinson
    ha risposto
    Originalmente inviato da alberto64 Visualizza messaggio
    Scusa Peppe, ma per essere I.A.T.P. serve la prevalenza del reddito.... o sbaglio?
    Si! E' così! Infatti non parlo I.A.T.P. ma di I.A.P. (cioè Imprenditore Agricolo Professionale, dove la prevalenza del reddito è, per così dire, relativa.....).
    Originalmente inviato da Vitality Visualizza messaggio
    Ok adesso che me lo chiedi ti dico che queste conoscenze le traggo dal libro "IL MANUALE GIURIDICO DELL' IMPRENDITORE AGRICOLO" elaborato dal prof. Giorgio Dalpiaz che da anni insegna diritto all' Istituto Agrario di San Michele all' Adige.
    Ora ho riassunto la definizione di Coltivatore diretto da un capitolo del suo libro. Se metti in dubbio le sue conoscenze fallo pure....
    Vitality, intanto ti ringrazio per il sunto tratto dal libro del prof. Dalpiaz (anche perchè conosco l'Istituto Agrario di San Michele all' Adige .... studi lì?).... ma nonostante ciò non hai aggiunto nulla di nuovo.
    Comunque. Io non metto in dubbio ciò che studi (figuriamoci, poi, le conoscenze di colui che scrive ciò che studi) ma (ti ripeto!) le agevolazioni fiscali legate alla compravendita di fondi rustici, anche se non sono all'altezza del prof. Dalpiaz, non spettano solo ai C.D., valgono anche per gli Imprenditori Agricoli (esperienza diretta!).
    Se dalle tue parti non è così.... beh!.... mi dispiace!

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  • Vitality
    ha risposto
    [quote=alberto64;345272]Scusa Peppe, ma per essere I.A.T.P. serve la prevalenza del reddito.... o sbaglio?
    Scusami se la domanda non era rivolta a me, ma mi permetto di risponderti

    Infatti non è un I.A.T.P ( con l' art. 12 L.153/75 si considera IATP chi dedica all' attività agricola almeno 2/3 del proprio tempo di lavoro complessivo e ne ricavi almeno i 2/3 del reddito globale)ma è un coltivatore diretto.
    Non è un coltivatore diretto ai fini previdenziali
    Ultima modifica di Vitality; 16/03/2008, 23:13.

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  • Vitality
    ha risposto
    Originalmente inviato da Potionkhinson Visualizza messaggio
    Salve Vitality,
    non c'è dubbio che "essere IATP è un 'altra cosa", però perchè dire che "non centra con le agevolazioni fiscali"? Su quali basi/esperienze lo sostieni?
    Non voglio fare l'antipatico..... ma qui il problema non è un "punto di vista diverso".... è proprio una questione di conoscenza ed esperienza diretta (altrimenti non insisterei): C.D. e I.A.P. possono usufruire della p.p.c.!
    Saluti.
    Ok adesso che me lo chiedi ti dico che queste conoscenze le traggo dal libro "IL MANUALE GIURIDICO DELL' IMPRENDITORE AGRICOLO" elaborato dal prof. Giorgio Dalpiaz che da anni insegna diritto all' Istituto Agrario di San Michele all' Adige.
    Ora ho riassunto la definizione di Coltivatore diretto da un capitolo del suo libro. Se metti in dubbio le sue conoscenze fallo pure

    L' imprenditore agricolo a titolo principale è stato introdotto nel 1972 dalla CEE al fine di individuare le imprese agricole meritevole di aiuti finanziari volti all' ammodernamento strutturale. Come risulta chiaramente dal termine "a titolo principale", ciò che permette di acquisire questa qualifica è la prevalenza dell' attività agricola su tutte le altre svolte, sia in termini di tempo dedicato che in reddito ricavato.A livello nazionale, con l' art. 12 L.153/75 si considera IATP chi dedica all' attività agricola almeno 2/3 del proprio tempo di lavoro complessivo e ne ricavi almeno i 2/3 del reddito globale.
    E' però il coltivatore diretto la figura giuridica che riveste la maggiore importanza nella legislazione italiana; però non ve ne è una unica ma sono diverse a seconda della situazione disciplinata, i cui requisiti vengono di volta in volta specificati dalla legge. Per fare un esempio, ai fini della prelazione agraria il CD possiede caratteristiche diverse da quelle previsto per i contratti d' affitto e a, sua volta da quelle necessarie ai fini previdenziali e per le agevolazioni fiscali in caso di compravendita di fondi rustici. E' per questo che il termine "io sono coltivatore diretto" senza specificare in quale situazione, è un espressione di scarso significato. Ciò che accomuna tutte le figure è però il fatto che l' agricoltore deve soddisfare il fabbisogno del fondo direttamente con il proprio lavoro.In quale misura lo debba soddisfare, dipende dalla situazione in cui ci si trova. Di seguito consideriamo le più importanti:
    A) Il codice civile non ne dà una specifica definizione, ma lo si puo' desumere dalla combinazione di tre diversi articoli, quello dell' imprenditore agricolo, del piccolo imprenditore e dell' impresa famigliare; ne risulta che è CD chi soddisfa prevalentemente il fabbisogno del fondo con il proprio lavoro e quello dei componenti della propria famiglia.
    B) Secondo la disciplina che regola i contratti d' affitto di fondo rustico(art 6 L 203/82) si definisce CD colui che coltiva il fondo con il lavoro proprio e della propria famiglia sempre che tale forza lavorativa costituisca almeno un terzo di quella necessaria per la coltivazione del fondo.
    C) Al fine di poter esercitare il diritto di prelazione legale agraria (art 31 L. 590/65) e avere accesso alle agevolazioni fiscali nella compravendita di fondi viene qualificato CD colui che coltivi il fondo abitualmente con il proprio lavoro e della propria famiglia, sempre che tale forza lavorativa costituisca almeno un terzo di quella necessaria per la coltivazione del fondo.
    Tale definizione di fatto è molto simile alla precedente, tranne che viene richiesta l' abitualità.
    D)Sicuramente quella che si discosta dalle precedenti è quella richiesta ai fini dell' applicabilità dell' assicurazione per invalidità, infortuni, vecchiaia, malattia del coltivatore diretto(INPS ex SCAU) dove sono richiesti i seguenti requisiti:
    -diretta, abituale e manuale coltivazione dei fondi e/o governo del bestiame;
    -il dedicarsi in modo esclusivo o almeno prevalente (sia impegnato la maggior parte dell' anno e costituisca la maggior fonte di reddito)
    - l' effettiva prestazione di lavoro del nucleo famigliare non sia inferiore ad un terzo di quella occorrente per le normali necessità di coltivazione del fondo o dell' allevamento;
    -la lavorazione del fondo richieda 104 giornate lavorative annue.
    Risulta chiaro come al fine dell' acquisizione del diritto di prelazione nella stipula di contratti d' affitto di fondo rustico, la qualifica di coltivatore diretto non dipenda dalla dimensione del fondo e tanto meno dallo svolgimento di altre attività. Quindi coltivatore diretto puo' essere l' operaio, l' insegnante , il falegname e chiunque altro, si dedichi alla coltivazione del fondo, purchè si dedichi realmente con il proprio lavoro e quello della propria famiglia; perciò, tale condizione è realtà tanto più facile da soddisfare quanto più piccolo è il fondo.Diversamente nel caso della previdenza sociale non è sufficiente dedicarsi direttamente alla coltivazione del fondo, ma è necessario dedicarvi almeno la maggior parte del proprio tempo lavorativo e trarne la maggior fonte di reddito e coltivare fondi di un' ampiezza significativa. Puo' accadere perciò che un imprenditore agricolo risulti coltivatore diretto ai fini della prelazione, nell' acquisto di fondi rustici o nei contratti d' affitto e non esserlo ai fini previdenziali.

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  • alberto64
    ha risposto
    Originalmente inviato da Potionkhinson Visualizza messaggio
    Salve Alberto,
    anche se la "domanda" è rivolta a Vitality, mi permetto di risponderti:
    No! Non può essere C.D. ..... ma I.A.P.: Si! (quindi: p.p.c.)
    Saluti,
    Peppe
    Scusa Peppe, ma per essere I.A.T.P. serve la prevalenza del reddito.... o sbaglio?

    Per Vitality: siamo d'accordo sul fatto che il coltivatore diretto è considerato tale dalla legge se ha il CD4?

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  • Potionkhinson
    ha risposto
    Originalmente inviato da Vitality Visualizza messaggio
    Su una cosa siamo tutti daccordo e cioè che per aver diritto alle agevolazioni fiscali bisogna essere coltivatori diretti. Essere IATP è un 'altra cosa e non centra con le agevolazioni fiscali.
    Salve Vitality,
    non c'è dubbio che "essere IATP è un 'altra cosa", però perchè dire che "non centra con le agevolazioni fiscali"? Su quali basi/esperienze lo sostieni?
    Non voglio fare l'antipatico..... ma qui il problema non è un "punto di vista diverso".... è proprio una questione di conoscenza ed esperienza diretta (altrimenti non insisterei): C.D. e I.A.P. possono usufruire della p.p.c.!
    Saluti.

    Lascia un commento:


  • Vitality
    ha risposto
    Su una cosa siamo tutti daccordo e cioè che per aver diritto alle agevolazioni fiscali bisogna essere coltivatori diretti. Essere IATP è un 'altra cosa e non centra con le agevolazioni fiscali.L' IATP è stato riconosciuto dalla politica comunitaria come soggetto da privilegiare negli interventi finanziari volti all' ammodernamento delle imprese; ne è un esempio significativo la priorità accordatagli nelle misure del Piano di Sviluppo.
    E' la figura del CD che è stata idividuata dalle norme nazionali al fine di tutelare questa tipologia d' impresa riconoscendo una maggiore protezione in determinate situazioni( prelazione agraria, agevolazioni fiscali contratti d' affitto, imposizione tributaria , previdenza sociale ecc. ecc.
    Secondo me è sulla figura giuridica dell' essere definito CD che non ci vede daccordo. Sul mio libro di diritto c' è un capitolo intero che parla del CD , però dovrei riassumerlo ed ora non ho molto tempo per scrivere. Vi risponderò con più calma

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  • Potionkhinson
    ha risposto
    Originalmente inviato da alberto64 Visualizza messaggio
    Facciamo un caso concreto:
    il conduttore di una azienda con numero di giornate lavorative superiore alle 104 (per esempio 120 giorni), lavori fatti solo dal conduttore tranne la mietitrebbiatura.
    Però il conduttore ha anche un lavoro dipendente il cui reddito supera il reddito che gli danno i campi.
    Inoltre il conduttore in questione non paga i contributi agricoli INPS.
    Ebbene, quel conduttore non è coltivatore diretto.
    Ebbene, non essendo coltivatore diretto niente piccola proprietà contadina.
    Su questo siamo d'accordo?
    Salve Alberto,
    anche se la "domanda" è rivolta a Vitality, mi permetto di risponderti:
    No! Non può essere C.D. ..... ma I.A.P.: Si! (quindi: p.p.c.)
    Saluti,
    Peppe

    Lascia un commento:


  • alberto64
    ha risposto
    [quote=Vitality;

    ....................
    Francamente non riesco a capire con il sito che mi hai indicato che dubbi dovevo togliermi.Ora come fa parte del mio carattere quello che volevo dire l' ho detto, ora onde evitare che la discussione diventi dispersiva mi fermo qui in modo che chi legge questo forum tiri fuori ciò che vuole. Ciao Stefano[/quote]

    Caro Vitality,

    Entrambe i siti indicano che la qualifica richiesta è essere coltivatore diretto o IATP.

    Vorrei capire se almeno siamo d'accordo sulla definizione di coltivatore diretto.

    Facciamo un caso concreto:
    il conduttore di una azienda con numero di giornate lavorative superiore alle 104 (per esempio 120 giorni), lavori fatti solo dal conduttore tranne la mietitrebbiatura.
    Però il conduttore ha anche un lavoro dipendente il cui reddito supera il reddito che gli danno i campi.

    Inoltre il conduttore in questione non paga i contributi agricoli INPS.
    Ebbene, quel conduttore non è coltivatore diretto.

    Ebbene, non essendo coltivatore diretto niente piccola proprietà contadina.

    Su questo siamo d'accordo?

    Secondo te quel conduttore è coltivatore diretto?

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  • Potionkhinson
    ha risposto
    Originalmente inviato da Vitality Visualizza messaggio
    Ho veramente parecchi esempi anche di proprietari terrieri che svolgono la professione di medico presso un ospedale e di pensionati non coltivatori diretti che andando in pensione si sono dati alla coltivazione e acquistando terreni hanno ottenuto le agevolazioni fiscali.
    Salve Stefano,
    non metto in dubbio che da regione a regione ci sia una differente interpretazione delle normative....e di conseguenza differente applicazione delle stesse.
    Sicuro che i "tuoi esempi" non sono in possesso dei requisiti necessari (C.D. o I.A.P.)?
    Comunque, accolgo quanto affermi ma anch'io (dalle mie parti) ho parecchi esempi (praticamente un'infinità!), cioè, le agevolazioni in oggetto sono riservate esclusivamente a C.D. e I.A.P.
    Ciao e Buon fine settimana.
    Peppe

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  • Vitality
    ha risposto
    [quote=alberto64;344618]Scosatemi, ma come al solito io sono un po testone.... ed insistente.

    Per avere diritto alle agevolazioni serve essere CD (coltivatore diretto) od IATP (imprenditore agricolo a titolo principale).

    Ve lo dice uno la cui madre aveva le agevolazioni come CD e che ora si paga ogni volta il 18%, e si è informato bene.

    Per i dubbiosi:


    Il forum è utile anche per questo, perchè significa che nelle varie regioni Italiane non sempre la legge viene interpretata ugualmente.Questo dipende molto anche da chi siede sulla sedia di quel determinato ufficio pubblico. Figurati che al primo terreno che ho acquistato tramite un asta fallimentare il capo ufficio dell' ufficio del registro mi aveva fatto pagare un 4% di imposte di registro. Ho fatto ricorso e dopo qualche anno ho avuto il rimborso. Ho veramente parecchi esempi anche di proprietari terrieri che svolgono la professione di medico presso un ospedale e di pensionati non coltivatori diretti che andando in pensione si sono dati alla coltivazione e acquistando terreni hanno ottenuto le agevolazioni fiscali.
    Leggendo però le condizioni della provincia di Cuneo per aver diritto alle agevolazioni non mi sembra che qui la differenza sia così grande.
    Faccio un paio di copia incolla tanto per capirci.

    La p.p.c si può ottenere per atti di compravendita riguardanti formazione, arrotondamento o accorpamento di azienda agricola.

    Anche qui si accetta la legge della FORMAZIONE arrotondamento o accorpamento di azienda agricola( ed è naturale, perchè è legge nazionale).

    Rivestire la qualifica di coltivatore diretto ad ogni effetto
    Essere in grado di fornire 1/3 della forza lavoro necessaria alla coltivazione del fondo e all'allevamento del bestiame

    Questo è tratto dalla legge 590/65 e l' avevo già scritto sopra come tale legge definisce il coltivatore diretto

    Non avere venduto fondi rustici, nel biennio precedente all'acquisto, per una superficie superiore ad 1.10.00 ha

    Anche questo fa parte della L590/65 che è anche la legge della prelazione. Sopra avevo scritto : al fine di poter esercitare il diritto di prelazione agraria e avere accesso alle agevolazioni fiscali nella compravendita di fondi..............

    Che la proprietà costituita, tra acquistando e preposseduto, sia di imponibile catastale almeno pari a € 150,00

    Sopra avevo scritto questo: Tutti hanno diritto a formarsi un azienda e diventare coltivatori diretti, bisogna solo vedere quanto terreno uno deve acquistare la prima volta per avere diritto alle agevolazioni. Questo lo decide solamente l' ufficio della proprietà coltivatrice della provincia dove si trova il terreno.

    Allora qui la provincia di Cuneo ha deciso come tetto minimo di terreno acquistato la prima volta o tra quello acquistato la prima volta e quello preposseduto un imponibile di almeno euro 150. Io non conosco gli imponibili di questa zona, ma guardando su di un mio foglio di possesso della mia zona siamo sui 96 euro per un ettaro di frutteto o vigneto, perciò basterebbero con i nostri imponibili acquistare poco più di 15000mq di vigneto per la prima volta per poter accedere alle agevolazioni.La nostra regione vista la media aziendale non molto alta mi sembra che abbia scelto degli imponibili più bassi.
    Francamente non riesco a capire con il sito che mi hai indicato che dubbi dovevo togliermi.Ora come fa parte del mio carattere quello che volevo dire l' ho detto, ora onde evitare che la discussione diventi dispersiva mi fermo qui in modo che chi legge questo forum tiri fuori ciò che vuole. Ciao Stefano
    Ultima modifica di Vitality; 15/03/2008, 16:40.

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  • Potionkhinson
    ha risposto
    Originalmente inviato da alberto64 Visualizza messaggio
    Per avere diritto alle agevolazioni serve essere CD (coltivatore diretto) od IATP (imprenditore agricolo a titolo principale).
    Mi dispiace per canalegianni ma alberto64 ha perfettamente ragione!..... le agevolazioni previste per la piccola proprietà contadina sono rivolte esclusivamente a CD e IAP.
    Saluti.

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  • alberto64
    ha risposto
    Scosatemi, ma come al solito io sono un po testone.... ed insistente.

    Per avere diritto alle agevolazioni serve essere CD (coltivatore diretto) od IATP (imprenditore agricolo a titolo principale).

    Ve lo dice uno la cui madre aveva le agevolazioni come CD e che ora si paga ogni volta il 18%, e si è informato bene.

    Per i dubbiosi:


    Inoltre:


    Tra l'altro le norme sono nazionali, e gli stanziamenti sono fatti nella legge finanziaria.

    Le norme sulla prelazione sono diverse dalle norme per la piccola proprietà contadina.

    Non confondiamo l'essere coltivatore dall' essere coltivatore diretto.

    Se uno coltiva i campi con le proprie braccia e le proprie macchine è un coltivatore, ma per essere coltivatore diretto servono altri requisiti: numero minimo di giornate lavorative, predominanza di lavoro e di reddito agricolo, ecc.

    Bye bye.
    Ultima modifica di alberto64; 14/03/2008, 14:53.

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  • Vitality
    ha risposto
    Originalmente inviato da alberto64 Visualizza messaggio
    Canalegianni ha detto di non essere coltivatore diretto ne imprenditore agricolo.

    Per avere le agevolazioni della piccola proprietà contadina si deve essere coltivatore diretto od imprenditore agricolo a titolo principale (ossia reddito > 50% del reddito totale e tempo di lavoro agricolo > 50% del tempo di lavoro totale, ridotti al 25% in montagna). Inoltre si debbono fare altre scartoffie per dimostrare l'arrotondamento.

    Dunque nulla da fare per Canalegianni, tranne sborsare i 18.000 euroni.
    La legge della piccola proprietà contadina a differenza di quella della montagna che parla solo di accorpamento e arrotondamento, parla anche di formazione. La legge 590/65 dice testualmente : al fine di poter esercitare il diritto di prelazione agraria e avere accesso alle agevolazioni fiscali nella compravendita di fondi, viene qualificato come coltivatore diretto, colui che coltivi il fondo abitualmente(con assiduità) con il lavoro proprio e della propria famiglia, sempre che tale forza lavorativa costituisca almeno un terzo di quella necessaria per la coltivazione del fondo.
    Perciò per essere coltivatori diretti non serve essere a titolo principale ma anche partime. In parole povere come nella prelazione gli ultimi pareri di cassazione hanno dichiarato coltivatore diretto colui che lavora abitualmente il fondo.Diversamente è la situazione per poter accedere alla previdenza sociale (art2, L9/63) in agricoltura (INPS ex SCAU) dove invece sono richiesti altri requisiti.Il problema è che gli uffici adetti alle agevolazioni fiscali in agricoltura applicano differentemente un tetto minimo di terreno per poter accedere alle agevolazioni fiscali. Tutti hanno diritto a formarsi un azienda e diventare coltivatori diretti, bisogna solo vedere quanto terreno uno deve acquistare la prima volta per avere diritto alle agevolazioni. Questo lo decide solamente l' ufficio della proprietà coltivatrice della provincia dove si trova il terreno. Almeno qua in Trentino A.A. funziona così.Non credo pertanto di aver dato un consiglio sbagliato a Canalegianni di informarsi all' ufficio competente della sua provincia,per vedere se ci sono delle possibilità per ottenere questa agevolazione con la legge sulla formazione arrotondamento e accorpamento della piccola proprietà contadina.Prima di pagare un bel 18% di imposte è sempre meglio fare qualche tentativo. Per pagare c' è sempre tempo o no?
    Ultima modifica di Vitality; 14/03/2008, 12:00.

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  • alberto64
    ha risposto
    Originalmente inviato da Vitality Visualizza messaggio
    Credo proprio che ha ragione doppiatrazione. !5% di imposta di registro, 2% di imposta ipotecaria e 1% di imposta catastale , totale 18 %.
    Informati all' ufficio delle agevolazioni fiscali dell' ispettorato agrario se puoi far valere la legge della formazione, l' arrotondamento e l' accorpamento della piccola proprietà contadina. Però dubito che 4,5 ettari di bosco siano sufficenti. Questo in genere varia da zona a zona. Per esempio da noi in Trentino Alto Adige per ottenere le agevolazioni fiscali sulla compravendita sono sufficienti 5000 mq di frutteto o vigneto.
    Canalegianni ha detto di non essere coltivatore diretto ne imprenditore agricolo.

    Per avere le agevolazioni della piccola proprietà contadina si deve essere coltivatore diretto od imprenditore agricolo a titolo principale (ossia reddito > 50% del reddito totale e tempo di lavoro agricolo > 50% del tempo di lavoro totale, ridotti al 25% in montagna). Inoltre si debbono fare altre scartoffie per dimostrare l'arrotondamento.

    Dunque nulla da fare per Canalegianni, tranne sborsare i 18.000 euroni.

    Lascia un commento:


  • Vitality
    ha risposto
    Credo proprio che ha ragione doppiatrazione. !5% di imposta di registro, 2% di imposta ipotecaria e 1% di imposta catastale , totale 18 %.
    Informati all' ufficio delle agevolazioni fiscali dell' ispettorato agrario se puoi far valere la legge della formazione, l' arrotondamento e l' accorpamento della piccola proprietà contadina. Però dubito che 4,5 ettari di bosco siano sufficenti. Questo in genere varia da zona a zona. Per esempio da noi in Trentino Alto Adige per ottenere le agevolazioni fiscali sulla compravendita sono sufficienti 5000 mq di frutteto o vigneto.

    Lascia un commento:


  • DOPPIATRAZIONE
    ha risposto
    Ciao,

    C'e' pocoda fare..se vuoi comprare e non puoi dichiarare meno di 100.000 euro per il terreno agricolo devi pagare il 18% di tasse.
    Quello che ti hanno detto e' vero.

    Saluti.

    Lascia un commento:


  • canalegianni
    ha risposto
    info aquisto casa + terreno agricolo

    salve a tutti, sto comperando una casa con 4,5 ettari di terreno di cui 3,5 sono vincolati come rimboschimento in quanto il proprietario ha voluto aderire a tale sovvenzione ed ha messo 2500 alberi. Ora io che vorrei comperare non esendo ne imprend. agricolo ne acoldivatore diretto, mi dicono che la tassazione della casa + la corte di 3000 m^2 hanno la tassazione come prima casa, mentre il restante terreno verra' tassato al 18% del valore effettivo, quindi non potendolo dichiarare meno di 100000€ devo pagare 18000 € di tassa per il terreno vincolato a bosco.
    qualcuno di voi sa come posso comportarmi in tale situazione? considerando che io non ricavo nessun reditto da tale terreno, solamente i 500€ di sovvenzione per il bosco e che il nostro reddito viene totalmente dal lavoro mio e della mia compagna come dipendenti.
    grazien a tutti

    Lascia un commento:


  • johndin
    ha risposto
    Ho cercato diunire le discussioni in modo da fornire nella stessa più aspetti legati allo stesso argomento, sia da un puinto di vista normativo che legale (per non parlare della gioia del ministro le tasse).

    Non sono d'aiuto alla discssione perchè coi prezzi che girano oggigiorno al massimo venderei
    Ultima modifica di johndin; 23/11/2007, 11:05. Motivo: Correzione

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  • raphaell
    ha risposto
    Acquisto terreno agricolo

    Salve a tutti, qualkuno mi sa dire come funziona l'acquisto di terreni tramite il riordino fondiario ismea? a chi ci si rivolge? è una cosa che funziona oppure è un ente che serve a pagare solo stipendi?
    grazie a tutti

    Lascia un commento:


  • ACUTO
    ha risposto
    L'iscrizione all'INPS e' prevista se sei coltivatore diretto o imprenditore agricolo, in pratica sono i contributi per laprevidenza sociale.
    Come privato cittadino, e come scritto da LorenzVigna, paghi il 18% del valore dichiarato dal notaio al momento del rogito

    Lascia un commento:


  • Solopittura
    ha risposto
    Cosa intendi per iscritto all'Inps? In che modo mi dovrei iscrivere? Grazie

    Lascia un commento:


  • LorenzVigna
    ha risposto
    Coltivatori diretti per PDC (proprietà diretta coltivatrice, ex PPC Piccola Proprietà Contadina), IAP iscritti regolarmente all'inps: 1% valore di rogito
    Ovviamente se rispettano poi il numero di giornate: devi essere iscritto all'inps all'atto di compravendita e per la PPC e le giornate hai 3 anni di tempo per raggiungere il minimo (che non ricordo qual è!!!)
    IAP non iscritti all'inps: 11% valore di rogito
    tutti gli altri: 18% valore di rogito

    Queste sono le tasse.
    Aggiungi l'onorario del notaio.
    Ciao!

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  • Solopittura
    ha risposto
    OK farò così grazie mille.

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  • Potionkhinson
    ha risposto
    Salve Solopittura,
    visto che non sei CD (coltivatore diretto) o IA (imprenditore agricolo) cambia la tassazione, quindi il prezzo che ho "buttato" è sempre più vicino ai € 2.000,00!
    Puoi sempre chiedere un "preventivo" ad un notaio.
    Saluti.

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  • Solopittura
    ha risposto
    Non so cosa sia CD o IA . Comunque non ho alcuna qualifica per quel che riguarda l'agricoltura (CD coltivatore diretto?).

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  • Potionkhinson
    ha risposto
    Salve Solopittura,
    a buttarla lì, direi tra € 1.500,00 e € 2.000,00.
    Dipende anche dalla tua qualifica (CD o IA).
    Saluti

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  • Solopittura
    ha iniziato un argomento Agevolazioni fiscali & P.P.C.

    Agevolazioni fiscali & P.P.C.

    Vorrei aquistare un terreno agricolo nei pressi di Anagni. E' un piccolo appezzamento di 3000 mq che costa circa 6000 euro, quanto verrebbe a costare con il passaggio di proprietà e tasse varie? Grazie
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