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Motore Landini Testacalda: costituzione e funzionamento

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  • Motore Landini Testacalda: costituzione e funzionamento

    Originalmente inviato da mapomac
    Sbaglio o tutti i testacalda tipo Landini sono 2T
    Esatto!!!!!!!!!!!

  • #2
    Originalmente inviato da mapomac
    Sbaglio o tutti i testacalda tipo Landini sono 2T
    i motori testacalda dei principali costruttori italiani erano a due tempi, ma comunque esistono motori a testacalda a 4 tempi (i primi motori testacalda mai prodotti erano 4 tempi).

    Cmq um motore testacalda non è un motore diesel!

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    • #3
      Il Landini testacalda e' due tempi.Il ciclo e' definito Sabathe'( policarburante ).

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      • #4
        Originalmente inviato da olmo
        Il Landini testacalda e' due tempi.Il ciclo e' definito Sabathe'( policarburante ).
        Olmo, premesso che il testa-calda non funziona secondo il ciclo Diesel puro, scusami ma vorrei fare due precisazioni:

        a) Un motore funzionante secondo il ciclo teorico Sabathè non è detto che sia policarburante e viceversa. I motori che funzionano secondo il ciclo Sabathè sono anche detti semi-diesel.

        b) Il motore testa calda non funziona secondo il ciclo Sabathè quindi non è un semi-diesel ma un è motore ad esplosione, quindi strano a dirsi ma il ciclo di riferimento è quello Otto.

        Ciao.

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        • #5
          Originalmente inviato da same61
          Olmo, premesso che il testa-calda non funziona secondo il ciclo Diesel puro, scusami ma vorrei fare due precisazioni:

          a) Un motore funzionante secondo il ciclo teorico Sabathè non è detto che sia policarburante e viceversa. I motori che funzionano secondo il ciclo Sabathè sono anche detti semi-diesel.

          b) Il motore testa calda non funziona secondo il ciclo Sabathè quindi non è un semi-diesel ma un è motore ad esplosione, quindi strano a dirsi ma il ciclo di riferimento è quello Otto.

          Ciao.
          Non sono d'accordo sulla precisazione di same61.
          I motori a testa calda non sono classificabili nè come diesel e neppure come ciclo otto. Hanno tutte le caratteristiche del ciclo sabathè, e come tali devono essere classificati.
          Per quanto concerne l'associazione sabathè = semi-diesel, anche questa non è necessariamente vera.
          Vi invito a leggere le introduzioni dei due libri di Dozza su cui è spiegato molto il concetto di testa calda e le caratteristiche dei cicli teorici e le corrette classificazioni.
          Su uno dei due libri c'è anche un articolo di un ingegnere (di cui non ricordo il nome) che spiega in maniera molto precisa il tutto.
          Questa sera se ho tempo di connettermi allego tutti i riferimenti bibliografici del caso.

          Saluti

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          • #6
            I testacalda sono semidiesel visto che a Cavezzo(MO) c'era l'officina Gualdi che oltre a costruire trattori aveva brevettato il sitema per passare da semidiesel a diesel puro cambiando la testata cmq appena ho un pò di tempo allego quelche dettaglio
            Tosi Alessandro

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            • #7
              Ho copiato pari pari cio' che e' scritto sul manuale originale uso e manutenzione del mio L35,pag.24.
              Manuale oltretutto molto ben realizzato,con spiegazione tecniche.
              Alle prime due righe c'e' scritto:''Sotto il nome generico di motore semi-Diesel si designa impropriamente una categoria speciale di motori utilizzanti come combustibile............. '' ecc. ecc.
              Conosco la trasformazione Gualdi,non ebbe molta fortuna.
              I Gualdi non parlarono di trasformare da semi-diesel a diesel il Landini,ma da testacalda a diesel.

              Non credo proprio che si siano sbagliati gli ingegneri della Landini.
              Attached Files
              Ultima modifica di olmo; 04/10/2005, 12:26.

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              • #8
                Forse c'è un pò di confusione in giro, consultati i miei cimeli cartacei e le varie bibbie del settore (i libri di Dozza)dove ne i "Trattori Testacalda Italiani" spiega il ciclo dei testa calda e dice".........il funzionamento di un motore endotermico viene classificato in base a dei cilcli termici ideali che vengono definiti "a volume costante","a pressione costante" e "ciclo misto". A volume costante viene realizzato in un motore a 4 tempi (ciclo otto). A pressione costante viene attribuito il nome di ciclo Diesel. Per quanto riguarda il ciclo misto, nel quale la combustione avviene in parte a volume costante e in parte a pressione costante, si è concordi nel definirlo "ciclo Sabathè" dal nome dello scienziato francese che probabilmente per primo ha realizzato questo tipo di motore"mentre il ciclo è generalmente a 2 Tempi.
                Scusatemi per le castronerie dette nel post precedente
                Tosi Alessandro

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                • #9
                  Generalmente si intende Due tempi quel motore che necessita per lo svolgimento di un ciclo utile di lavoro un solo giro dell'albero motore, quindi il Landini e tutti i testacalda sono 2T.

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                  • #10
                    Per Alle :vista la precisazione del manuale Landini da me sopra citato,sicuramente gia' ai tempi c'erano delle controversie circa le corrette definizioni dei motori.

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                    • #11
                      Vi invito a leggere a pag. 17 del libro "trattori classici italiani" di William Dozza, dove viene riportata una spiegazione dettagliata e precisa fatta dall'Ing. Nicola De Biase che spiega perchè un motore testacalda non può essere considerato nè diesel, nè otto, nè semidiesel.

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                      • #12
                        Non è che voglio gettare benzina sul fuoco, ma sul manuale del landini testacalda confermo che il motore viene detto a ciclo Sabate'.

                        Inoltre stando alla mia documentazione, semi-diesel e testacalda non sono la stessa cosa, il parametro principale di differenza è la compressione.

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                        • #13
                          .........anzi, metto un allegato tratto da una pubblicazione di un "certo" Magnanini.
                          Attached Files

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                          • #14
                            Originalmente inviato da ilTagliaerbe
                            Non è che voglio gettare benzina sul fuoco, ma sul manuale del landini testacalda confermo che il motore viene detto a ciclo Sabate'.

                            Inoltre stando alla mia documentazione, semi-diesel e testacalda non sono la stessa cosa, il parametro principale di differenza è la compressione.
                            Infatti, diciamo la stessa cosa, i testacalda sono dei motori che seguono i principi del ciclo sabathè, e non sono quindi nè diesel, nè semidiesel nè ciclo otto.

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                            • #15
                              Grazie Tagliaerbe di aver allegato la pagina del manuale per chi come me non conosceva tecnicamente la differenza tra il motore testa calda e un diesel a tutti gli effetti.
                              Ancora un chiarimento, ma quindi sono a 2 t cioè effettuano un ciclo attivo ogni giro dell'albero motore?

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                              • #16
                                Originalmente inviato da Rodeo95
                                Infatti, diciamo la stessa cosa, i testacalda sono dei motori che seguono i principi del ciclo sabathè, e non sono quindi nè diesel, nè semidiesel nè ciclo otto.
                                Ciao Rodeo95, sono Same61 alias Nicola De Biase.

                                Apprezzo molto, anzi moltissimo, la tua voglia di approfondimento e capisco che non sfogli soltanto quello che ti capita sotto gli occhi ma lo leggi con attenzione. Cosa che non ho trovato nemmeno tra i fortunati (con molte disponibilità anche economiche) possessori di pezzi pregiati di "testacalda". Valga come esempio questo che cito. Come sai i motori a testacalda, fissi o installati su trattori, sono generalmente monocilindrici. Una volta ne ho visto un bicilindrico ad una fiera, mostrato con giusto orgoglio dal suo proprietrario. Da tecnico curioso gli chiesi che tipo di soluzione fosse stata adottata per superare il problema della compressione nel carter a causa della presenza di due cilindri anzichè uno. Le modalità potevano essere due: con manovellismi a 0 gradi (tipo Fiat 500 anni 60, per interderci) oppure il carter doveva essere diviso in due camere a tenuta stagna. Oppure magari c'era qualche altro curioso marchingegno... Purtroppo la risposta fu deludente anche se egli aveva provveduto a revisionarlo personalmente. Questo per dire che in giro non c'è molta voglia di approfondimento o passione per i dettagli. Questo è un peccato...

                                Torniamo alla discussione nella quale mi permetto di dire la mia, senza nessuna pretesa di cambiare le convinzioni altrui. Tanto siamo andati avanti per un secolo... Da vivi i testacalda hanno dato da mangiare ai contadini, ma morti (stipati in container da mandare all'estero) hanno fatto arricchire alcuni commercianti. In passato c'è stata molta confusione e credo ci sia tuttora. Sacri testi contengono imprecisioni o trattazioni superficiali:
                                - Nel manuale Landini TC credo che l'avverbio "impropriamanente" metta d'accordo tutti anche se nel manuale UM di qualche TC Landini credo che si sia affermato l'appartenenza del motore a TC alla categoria semi-diesel.
                                - il Magnanini è onesto e preciso: infatti se ben ricordo non cita mai il ciclo Sabathè o la categoria semi-diesel riferendosi al testacalda ma si limita a descriverne la caratteristiche
                                - il primo libro di Dozza ("che è uno storico e non un tecnico", parole sue) contiene imprecisioni ereditate dai testi a cui egli fa riferimento
                                - Numerosi testi dei primi decenni del Novecento, come Garuffa per esempio, contengono imprecisioni ed errori grossolani.

                                Passiamo ai dettagli e mi scuso per eventuali banalità.
                                Partiamo dalla teoria. Esistono due cicli teorici (e sottolineo teorici, perchè in realtà ci sarebbero delle osservazioni da fare) Otto e Diesel che sono agli estremi opposti, in mezzo c'è il Sabathè.

                                Poi esiste la realtà ed i motori che lavorano secondo uno dei tre cicli. Essi vengono denominati rispettivamente: ad esplosione, ad accensione progressiva e mista. Non a caso, tra le varie disponibili, ho usato la definizione dei tre motori che fa riferimento alle modalità di accensione della miscela aria-combustibile o aria-carburante: perchè qui nasce la differenza tra le tre categorie di motri e da questa è possibile dedurre il ciclo di funzionamento.

                                Mi spiego meglio.
                                Ciclo Otto: quando inizia la combustione (esplosione) tutto il combustibile è in camera di combustione.
                                Ciclo Diesel: quando inizia la combustione (progressiva) "il combustile è tutto fuori".
                                Ciclo Sabathè: quando inizia la combustione il combustile è parte già in camera di combustione (accensione ad esplosione) e parte fuori (accensione progressiva).

                                Facciamo degli esempi:

                                Motore a carburatore: lavora certamente secondo il ciclo Otto, perchè non solo quando inizia la combustione ma additura prima, fin dall'inzio della fase di compressione, il combustile (qui chiamato più propriamente carburante perchè è trattato da un organo che si chiama carburatore) è "tutto dentro".

                                Motore ad iniezione nel collettore di aspirazione: vale il discorso del motore a carburatore.

                                Motore ad iniezione in camera: qui si apre il discorso più ampio in quanto dobbiamo riferirci al digramma di distribuzione per capire se il motore è Diesel (ciclo Diesel) oppure Semidiesel (ciclo Sabathè). Come ho scritto scherzosamente nell'articolo del libro di Dozza, nessun ci vieterebbe di chiamarlo semi-scoppio o semi-otto, ma credo che semidiesel suoni più possente... Per semplicità di discorso ipotizziamo che non esista l'anticipo di iniezione necessario per la "latenza" della combustione. Diciamo anche che la combustione deve avvenire oltre il punto morto superiore (PMS) all'inizio della fase di espansione, altrimenti il lavoro generato sarebbe negativo!!! Detto questo
                                - se l'iniezione avviene dal PMS in poi il motore è un Diesel
                                - se avviene a cavallo del PMS superiore (ma la prima esplosione DEVE avvenire al PMS e a ciò si provvede con accorgimenti tecnici) è un semidiesel. L'iniezione a cavallo del PMS si può ottenere in due modi: con un angolo di iniezione lungo o con due iniezioni: una pilota e l'altra effettiva (una specie di MultiJet rudimentale...)

                                - se avviene tra il PMI ed il PMS cos'è? Credo che siamo in presenza acclarata di un motore che lavora secondo il Ciclo Otto. Infatti l'esplosione al PMS "incendia" tutto il combustibile deciso per quel ciclo.

                                Nei Testacalda l'iniezione ha inizio a 180 gradi, o prima ancora, e c'è una sola pompa di iniezione. Mi è difficile pensare ad una camma che "pompi" oltre 180 gradi quindi devo dedurre che l'iniezione termina prima del PMS. Quindi il "combustibile è tutto dentro". A questo punto è doveroso ammettere che un TestaCalda lavora secondo il ciclo Otto.

                                Non escludo, comunque, che possano esistere motori a Testacalda denominati tali dal costruttore (perchè bisogna riscaldare qualcosa per l'avviamento e lasciarla senza raffreddamento per il funzionamento) ma che hanno una diagramma di distribuzione diverso da quelli che avete citato (diciamo anticipo sui 30-40 gradi) che lavorano con il ciclo Sabathè.

                                Nel ragionamento non abbiamo parlato nè di combustibili, nè di espedienti per l'avviamento, nè di fasi, nè valori di compressione. Questi sono elementi secondari che non entrano nella distinzione tra i tre cicli teorici e tra le tre categorie di motori.

                                Per Olmo:
                                ===============
                                Molto interessante la brochure dei fratelli Gualdi. Credo che, oltre la testa ed il sistema di iniezione, il Kit prevedesse anche un diverso albero a camme per variare il diagramma di distribuzione. Hai la possibilità di veirificarlo?

                                Ciao a tutti.

                                Same61

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                                • #17
                                  X Same61

                                  Grazie molte per la spiegazione chiara e precisa (che ho apprezzato molto), ma ho ancora un velo di confusione sull'argomento.
                                  premettendo che non ho competenze tecniche in merito e sto cercando di capire come si possa classificare un motore testacalda cercando documentazione al riguardo (che è veramente difficile trovare).

                                  Fino ad oggi conoscevo questo:

                                  1- Sul manuale UM del Landini L25 e sul primo libro di Dozza -trattori testa calda ItalianI- (spero di non sbagliare la citazione, visto che sto andando a memoria, comunque mi riprometto di verificare ed eventualmente correggere) si dice che il testacalda non segue nè il principio del ciclo otto ne quello diesel in quanto la combustione non avviene nè totalmente a volume costante nè totalmente a pressione costante, ma avviene in maniera mista, proprio come teorizzato da Sabathè. Questa è la motivazione per cui queste fonti lo classificherebbero come appartenente al ciclo Sabathè.

                                  2- Il manuale UM del Landini L25, oltre a quanto detto al punto 1, accenna che il testacalda viene impropriamente (od erroneamente, non ricordo il termine preciso) definito "semi-diesel", ma senza spiegare il perchè.

                                  3- Nel secondo libro di Dozza (Trattori classici italiani) viene riportato il suo articolo, leggendo il quale ho potuto dare una spiegazione all'affermazione del punto 2. Mi pare di ricordare che dicesse che il testa-calda non può essere considerato un semi-diesel in quanto il carburante viene iniettato nella camera di scoppio con un (notevole) anticipo (180° sul landini L25) rispetto al PMS.

                                  Mettendo insieme questi tre punti, mi sembrava si potesse sostenere che il ciclo teorico che meglio rappresentasse il testa-calda fosse proprio quello di Sabathè.

                                  Ora, dal suo intervento in questo post, vedo che propone una classificazione basata essenzialmente sul diagramma della distribuzione, secondo il quale dimostra che il ciclo teorico che più fedelmente descrive un motore testacalda (tra le tre macro-categorie) è il ciclo otto.

                                  A questo punto il mio dubbio è:
                                  Qual'è il criterio più giusto (e perchè?) per classificare un motore in una delle tre macro-categorie?

                                  Grazie.

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                                  • #18
                                    Il libro di Magnanini credo che si chiami Storia della trattrice agricola dalle otrigini al 1960, è stato ristampato nel 2002 da una casa editrice di parma ma è esaurito e non prevedono ristampe a breve..se per caso qualcuno sa di una libreria dove ne hanno ancora a me interesserebbe..

                                    Commenta


                                    • #19
                                      Per same61 urtroppo non ho nessuna possibilita' di verifica su una modifica Gualdi.Non ne ho mai vista una e non solo,pare che a tutt'oggi non ne siano state rintracciate.Mi spiace.Non veniva sostituito anche il pistone,per variare il rapporto di compressione ? Secondo me si,vista la strana forma dello stesso.

                                      Commenta


                                      • #20
                                        Io il Gualdi con la modifica l'ho visto per la prima volta a Gonzaga alla fiera però il proprietario non c'era e non ho potuto indagare
                                        Tosi Alessandro

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                                        • #21
                                          Ciao Rode95.

                                          La tua ultima domanda è interessante molto ma richiede un ulteriore ragionamento teorico forse un po' noioso. Ti chiedo ancora venia per le banalità che potranno emergere nel ragionamento. Userò anche un linguaggio non rigoroso… spero che su questo forum non ci sia uno scienziato, altrimenti mi lincerà o storcerà il naso.

                                          Premesse
                                          =========
                                          a) Esistono 3 categorie di cicli termodinamici a cui un motore può appartenere (esistono casi in un cui un motore può essere "configurato" per lavorare secondo due cicli, ma non è questa la sede per discuterne). I cicli termodinamici si rappresentano, solitamente, su un diagramma “posizioni del pistone (o angoli di manovella)” e “pressioni”.

                                          b) Un motore endotermico a combustione interna è una macchina con una fase attiva coincidente con la fase di espansione dei gas. Per far espandere i gas dobbiamo riscaldarli, quindi aumentare la loro temperatura e lo facciamo "internamente" perciò il motore è definito endotermico.

                                          e) Le 3 categorie di motori, che utilizzano uno dei cicli termodinamici, non le chiameremo più ad esplosione, ad accensione progressiva e mista ma useremo dei nomi equivalenti che fanno riferimento alle modalità di “combustione” che genererà lavoro attivo. Esse sono: combustione a volume costante, combustione a pressione costante e combustione mista.

                                          c) Ogni volta che in un sistema c’è un gas è valida l’equazione fondamentale dei gas:

                                          P * V = n * R * T

                                          dove n ed R sono termini che, per il ns ragionamento, possiamo ignorare.

                                          Questa equazione ci dice che in ogni istante il prodotto della Pressione (P) per il Volume (V) deve "equilibrare" la temperatura (T). Questa legge vale per ogni sistema dove il gas sia protagonista, sia esso una macchina frigorifera, un compressore alternativo per l’aria compressa, una locomotiva a vapore, un motore alternativo, ecc.


                                          Ora veniamo al ragionamento.
                                          =====================
                                          Per verificare secondo quale ciclo lavora un motore alternativo a combustione interna puoi fare due cose: o misuri la pressione in camera di combustione per un ciclo intero oppure guardi il diagramma di distribuzione, sufficiente ovviamente se hai bisogno solo di una indagine qualitativa. Questa ultima affermazione (analisi diagramma della distribuzione) è valida perché la differenza sostanziale tra i 3 cicli è nella variazione del secondo membro dell’equazione (rispetto all’angolo di manovella). Il secondo membro dell’equazione (temperatura) varia con la combustione (dal suo innesco alla fine) che avviene ovviamente quanto si ammette combustibile in camera. Quindi verificando “come e quando” avviene la combustione si può capire con che tipo di motore abbiamo a che fare.

                                          Esempi
                                          ======
                                          Ciclo Otto: teniamo ben presente PV=nRT. La combustione di tutto il carburante destinato al ciclo è istantanea ed il pistone non ha il tempo di spostarsi, quindi il volume a disposizione per la combustione è costante. Per i motori a carburazione, oppure ad iniezione extra-camera di combustione, è superfluo guardare il diagramma di distribuzione perché in qualunque condizione la combustione avverrà SEMPRE a volume costante=Ciclo Otto.

                                          Ciclo Diesel: sempre PV=nRT. La combustione è progressiva, quindi fin dal primo istante il pistone si muove ed il volume a disposizione per la combustione varia. Sicuramente non è a Volume Costante e conveniamo, IN LINEA TEORICA, che avvenga a pressione costante (da cui il nome) = Ciclo Diesel.
                                          Un motore, per lavorare secondo il ciclo Diesel, deve avere un diagramma di distribuzione in cui l’ammissione del combustibile in camera di combustione avviene dal PMS in poi (ammettendo per semplicità che l’anticipo necessario per la latenza dell’accensione sia zero).


                                          Ciclo Sabathè: vale sempre PV=nRT ma esistono due fasi della combustione da analizzare. Prima del PMS ha inizio l’ammissione del combustibile in camera di combustione ma, a differenza del ciclo Diesel, non esistono immediatamente le condizioni per l’innesco della combustione. La combustione ha invece inizio al PMS e TUTTO il combustibile ammesso in camera fino a quel momento si accende INSTANTANEAMENTE. Quindi fin qui la combustione è a volume costante perché il pistone non ha “il tempo di spostarsi”. Ormai però in camera esistono le condizioni per accendere il combustibile che resta ancora da iniettare. La seconda parte della combustione, mentre il pistone continua la sua corsa di discesa, avviene secondo il ciclo Diesel quindi a pressione costante. Un motore del genere deve avere un diagramma della distribuzione dove rileviamo dei forti angoli di anticipo, ben oltre quelli necessari per la latenza combustione, e DEVE continuare oltre il PMS. Oppure, ed allora è semplice capirlo, il diagramma di distribuzione prevede due iniezioni di combustibile.

                                          Testacalda: il combustile non è ammesso in camera tramite carburazione ma tramite iniezione. L’iniezione avviene dal PMI (180 gradi, punto morto inferiore) in poi. Non esistono le condizioni per l’innesco della combustione ma esisteranno al PMS (punto morto superiore). Prima del PMS l’iniezione è già terminata (la mia deduzione scaturisce dalle caratteristiche operative del sistema camma+pompante) e quindi “istantaneamente” viene acceso tutto il combustibile presente in camera per ciclo. Quindi combustione a Volume costante = ciclo Otto.


                                          Invito, chi ha voglia e disponibilità, a fare delle verifiche sperimentali, cioè direttamente sul motore con il metodo del traboccamento , o teoriche se avete sottomano dei diagrammi di distribuzione di motori a testacalda.

                                          Restando sempre nell’ambito della discussione, e quindi testacalda, potranno presentarsi due casi:

                                          a) l’iniezione termina prima del PMS allora ne consegue che lavora secondo il ciclo Otto

                                          b) l’iniezione termina DOPO il PMS ed allora abbiamo scovato, e sarei molto felice se accadesse, un motore testacalda che lavora con il ciclo Sabathè anche se presenta notevoli differenze costruttive rispetto al motore semi-diesel classico.


                                          Ciao a tutti.

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                                          • #22
                                            Originalmente inviato da same61

                                            x Rodeo95: sono felice se ti sono stato utile. Ma, mi dai del "lei"? Guarda che io ho 24 anni!!!

                                            Ciao.
                                            Beh, allora siamo quasi coetanei e ti do del tu (io ho 27 anni)!!!!
                                            Non so perchè, ma mi ero fatto l'idea che non fossi affatto così giovane (normalmente le persone che ho incontrato appassionate di trattori testacalda non hanno meno di 50 anni....)

                                            Ti segnalo anche questo post
                                            http://www.forum-macchine.it/showthr...1248#post91248
                                            in cui si è sviluppato un interessantissimo argomento relativo all'evoluzione (nella storia dei trattori) delle curve della coppia e delle riserva di coppia. Sicuramente tutti apprezzeremmo una tua opinione in merito (io non ho dato nessun contributo alla discussione, ma l'ho sempre seguita con attenzione, ed ho imparato molte cose).

                                            Ciao

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                                            • #23
                                              Per Rodeo:sul manuale del Landini L35 c'e' il diagramma della distribuzione(pag46).Controlla se c'e' anche su quello dell'L25.
                                              Riporto dal manuale di cui sopra:''Il motore a testa calda rientra piu' propriamente nella categoria di motori in cui la combustione si svolge prevalentemente a volume costante.Il ciclo pratico,rilevato all'indicatore,mostra infatti che la combustione avviene soprattutto a volume costante:si e' cioe' in presenza di un ciclo duale o misto,che va sotto il nome di ciclo ordinario a scoppio (ciclo Otto),principalmente per il fatto che il combustibile in luogo di formare la miscela carburante in un apposito organo (carburatore),viene iniettato,per mezzo del polverizzatore,direttamente entro la camera di combustione.L'adozione di questo ciclo rimuove le limitazioni imposte dai carburatori e consente l'impiego di diverse specie di combustibile.
                                              Mi sono dimenticato di dire perche' secondo me nella modifica Gualdi veniva sostituito anche il pistone perche'a parte la forma dello stesso nella faccia fronte scoppio,dalla parte del collegamento alla biella serve come pompa di lavaggio dei carter,per cui nella trasformazione a diesel comprimerebbe l'aria in quella che diventa coppa dell'olio.

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                                              • #24
                                                Originalmente inviato da olmo
                                                Per Rodeo:sul manuale del Landini L35 c'e' il diagramma della distribuzione(pag46).Controlla se c'e' anche su quello dell'L25.
                                                Riporto dal manuale di cui sopra:''Il motore a testa calda rientra piu' propriamente nella categoria di motori in cui la combustione si svolge prevalentemente a volume costante.Il ciclo pratico,rilevato all'indicatore,mostra infatti che la combustione avviene soprattutto a volume costante:si e' cioe' in presenza di un ciclo duale o misto,che va sotto il nome di ciclo ordinario a scoppio (ciclo Otto),principalmente per il fatto che il combustibile in luogo di formare la miscela carburante in un apposito organo (carburatore),viene iniettato,per mezzo del polverizzatore,direttamente entro la camera di combustione.L'adozione di questo ciclo rimuove le limitazioni imposte dai carburatori e consente l'impiego di diverse specie di combustibile.
                                                Mi sono dimenticato di dire perche' secondo me nella modifica Gualdi veniva sostituito anche il pistone perche'a parte la forma dello stesso nella faccia fronte scoppio,dalla parte del collegamento alla biella serve come pompa di lavaggio dei carter,per cui nella trasformazione a diesel comprimerebbe l'aria in quella che diventa coppa dell'olio.
                                                Ho sfogliato velocemente ora il manuale uso e manutenzione del L25, ma non ho trovato il diagramma della distribuzione (guarderò un po meglio).
                                                Però leggendo il capitolo "fase di iniezione" dice che "l'iniezione dell'L25 inizia con un anticipo di 180° rispetto al PMS, mentre la durata è di 25" (purtroppo non si vede bene il simbolo dopo 25, ma presumo sia 25°); se così fosse (puoi verificare sul manuale L35 se è così?) direi che l'iniezione finisce sicuramente prima del PMS dove avviene lo scoppio, giusto? Se è così si può dire (vedere la dimostrazione di Same61 qualche intervento più su) che la serie L della landini ha motori che seguono il ciclo Otto.

                                                Per quanto concerne l'introduzione del manuale riportata da Olmo, devo dire che è esattamente quella che è riportata nel manuale UM del L25 (notare la parola "prevalentemente" che rende incerto il significato di tutta la frase), peccato che poche pagine dopo, nella scheda delle caratteristiche tecniche, sia riportato "CICLO MOTORE: Sabathè (policarburante)". Quindi o sono due persone diverse ad aver scritto quelle sezioni del manuale, oppure, nella mente di chi scriveva, quel "prevalentemente" tendeva a non confermare l'appartenenza al ciclo otto.

                                                Ciao

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                                                • #25
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                                                  Dice poi che l'iniezione,ad ogni ciclo avra'inizio quando nella fase di compressione il pistone si trovera' al punto morto inferiore.
                                                  Il diagramma e' compreso nel capitolo ''12 Fase di iniezione'' ed e' semplicemente un' illustrazione.
                                                  Sicuramente e' 25°,perche' 25'' mi pare proprio esageratamente lunga.
                                                  Anch'io ho notato quella che sembra una contraddizione,ma penso anche:siamo proprio sicuri che lo sia ?Secondo me il testacalda Landini funziona con un incrocio tra due cicli,ma non vorrei dire una fesseria,anche perche' adesso non ho tempo per pensarci.Anzi se riesco,quanto prima inviero' lo schema del diagramma di distribuzione.

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                                                  • #26
                                                    Originalmente inviato da olmo
                                                    Mi sono dimenticato di dire perche' secondo me nella modifica Gualdi veniva sostituito anche il pistone perche'a parte la forma dello stesso nella faccia fronte scoppio,dalla parte del collegamento alla biella serve come pompa di lavaggio dei carter,per cui nella trasformazione a diesel comprimerebbe l'aria in quella che diventa coppa dell'olio.
                                                    Ciao Olmo,

                                                    ovviamente posso sbagliarmi ma credo che il carter, con la modifica Gualdi, continuasse a funzionare come "pompa" e non come "coppa olio". Semplicemente perchè nel cilindro c'è una luce di travaso, oltre a quella di scarico, ed il cilindro, mi sembra, non sia stato oggetto di modifica. I Diesel 2 tempi con "carter pompa" esistono...

                                                    Forse il pistone non è stato sostituito perchè era stato disegnato, essenzialmante, per le funzioni che doveva assolvere: travasare aria dal carter ed espellere i gas di scarico. E' poi un pistone costava parecchio secondo me...

                                                    Per aumentare il rapporto di compressione, osservando il depliant, forse era stato sufficiente "abbassare" la testa.

                                                    Ciao a tutti.

                                                    Commenta

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