Originalmente inviato da Trakker
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, oppure, proprio per considerare gli Autisti che hanno avuto camion Veri , un fantastico Fiat 18 (bl)
!



( come la Cinquetti) per raccontarle! Una domanda: con che andavano a spasso i camionisti di altri tempi? La parola Habarth rimembra qual'cosa a qualche "vecchietto"? Dalle mie parti e ai miei tempi, gli autisti non avevano una lira, i loro datori viaggiavano con le Alfa Romeo Giulia o Alfa GT o le 1750, comunque tassativamente Alfa Romeo. Gli autisti invece si dovevano accontentare di vecchie Fiat 600 o anche 5oo, acquistate di terza o quarta mano e da rattoppare ma, essendo camionisti e un po' corsaioli con i camion, ecco che scatta la molla della fantasia e vecchi catorci vengono riesumati e trasformati, grazie ai prodotti della Habarth, in schegge impazzite capaci di tenere testa alle blasonate auto dei loro datori di lavoro. Se qualcuno ha da raccontare qualche episodio in merito lo dica. Tanto per solleticarvi un po', vi posso dire che c'è stato un tizio capace di mettere sotto il cofano di una Fiat 600, il motore della A112 HABARTH 70HP...............
Visto che il forum è "storie d'altri tempi", io la butto lì così, tanto per vedere che succede: c'è qualcuno che ha avuto a che fare con i bellissimi ALFA MILLE?
non l'avesse mai fatto!! Non sarebbero andati in giro dei bidoni, e già, proprio dei bidoni. Se il Lancia Esagamma era perfetto in tutto tranne che per il motore un po' fiacco e non molto duraturo, il Mille era proprio un macello: più fiacco del Lancia e sempre a pezzi col motore e il cambio. Se le due testate in alluminio dell'Esagamma davano qualche problemino con le piastre portavalvole e le guarnizioni, il Mille ne aveva tre di testate in alluminio che davano solo noie. Una volta me ne è capitato uno che aveva bruciato e sputato via un pezzo di guarnizione della testata posteriore, senza convogliare la compresssione nel circuito dell'acqua, ma soffiando all'esterno in direzione dell'ultimo prigioniero di serraggio, dopo aver tolto tutto ciò che serviva per levare la testata, ho impiegato due giorni solo per sfilarla dato che la fuliggine compressa nello spazio tra prigioniero e testata aveva fatto corpo unico: pali, paletti, leve, sgrippante, acido delle batterie, cannello da taglio ecc, non c'è stato verso di smuoverla. 



ma, nonostante la fretta, in poco tempo l'ho rimesso in marcia e, non appena mi sono tolto da sotto il veicolo, l'autista è partito a razzo. Raccolgo le mie cose e mi appresto a raggiungere il casello per uscire e rientrare dalla corsia opposta ma,
che fare? Stavo in ballo e dovevo ballare, mi fumo una sigaretta e riparto in retromarcia. 2 ore, c'ho messo 2 ore di retromarcia, un mare di km, non si arrivava mai, saranno na 20na di km, la 500 era un forno, il motore era arrostito e puzzava di bruciato, pure la stecca dell'olio s'è sfilata un paio di volte. Ma la perseveraza paga, ecco che scorgo lo svincolo di Settebagni, penso tra me e me: finalmente ce l'ho fatta ma, nonostante lo svincolo fosse in vista, quell'ultimo tratto è stato interminabile. Non appena è stato possibile imboccare la rampa che immette sulla Salaria, ho ingranato la prima e tutte le altre a razzo e ho ripreso a respirare. Mezzo serbatoio di benzina se n'è andato e un paio di litri di sudore anche ma avevo raggiunto lo scopo. D'allora, ogni volta che faccio quel tratto di autosole, non posso non ricordare quella retromarcia che è rimasta il mio segreto per molto tempo. A pensarci oggi è roba da matti, anzi da galera ma, è andata fin troppo bene e non l'ho fatto più.
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