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Tecniche di scavo

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  • Tecniche di scavo

    Da non addetto ai lavori, quando mi capita di vedere un cantiere, cerco di osservare le tecniche adottate da chi guida le macchine.
    Mi pare di aver notato che spesso, quando deve essere fatta una trincea o uno sbancamento abbastanza profondo (diciamo 4m per esempio) con un escavatore grosso, da almeno 30 ton, il lavoro viene svolto in più passate, asportando strati di un paio di metri per volta, e scendendo poi con l'escavatore nella trincea, sebbene la macchina potrebbe tranquillamente raggiungere la profondità richiesta già dal livello iniziale.

    Innanzi tutto mi chiedo se ci ho visto bene o se invece si scava spesso anche fino alla massima profondità a cui la macchina arriva.
    Nel caso la mia osservazione sia giusta, ci saranno delle ragioni, no?
    Forse il rendimento della macchina (al livello di cicli di lavoro) è migliore asportando uno strato più leggero e poi scendendo con l'escavatore nella trincea e continuando a lavorare da lì?
    Oppure è un discorso di potenza, nel senso che la benna riesce a tagliare meglio il terreno a profondità minori?
    Fatemi sapere.

    Ciao
    Barnaba

  • #2
    Ciao Barnaba!
    Guarda, il tutto dipende da svariati fattori.
    - se c'è spazio, si preferisce scavare in più passate sia perchè la macchina ha un rendimento più elevato, sia perchè non si lavora con una grossa scarpata davanti al mezzo e quindi la sicurezza è maggiore.
    - un'altro fattore è anche dato dal tipo di materiale che si trova dove si scava: spesso il primo strato è composto da terra vegetale, a cui segue un misto terra/misto alluvionale (il cosiddetto "naturale rosso"), seguito in fine dal natuale grigio (il classico misto alluvionale). Qui da noi è così, quindi scavando non mischiamo mai i tre materiali che hanno una collocazione diversa sul mercato e non vanno mischiati (poi c'è anche chi lo fa...ma sono affari suoi!!).
    - se poi non c'è spazio, allora si fa come si può, differenziando il materiale ad ogni mezzo caricato ed indirizzandolo verso luoghi di scarico diversi. Però, così facendo, risulta molto più impegnativo il lavoro per l'operatore che, di continuo, deve pensare a separare il materiale e, a volte, mettere qualche bennata a lato per caricare con il materiale adatto il camion di turno. Per fortuna capita raramente.
    - la consistenza del materiale, almeno qui da noi, non dipende in modo proporzionale dalla profondità a cui si trova quindi, in generale, escluderei la questione della potenza.
    Sicuramente, quando di può, conviene sempre fare più passate proprio per la velocità di ciclo e anche perchè, se ci si organizza bene, fatta una passata di una certa larghezza e profondità, si può far mettere il camion su un lato, in basso, per caricare la passata successiva. Qui subentra allora la profondità di circa un paio di metri, quella ideale per caricare comodamente un mezzo d'opera convenzionale (camion o bilico) senza alzare troppo il braccio e senza nemmeno che il mezzo sia troppo in basso (risulta altrettanto scomodo per l'operatore che deve compiere delle manovre correttive che portano via tempo).
    Salutoni!!
    Costantino Radis

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    • #3
      Dimenticavo: il fattore potenza, come lo chiamo tu, subentra in cui non tanto per la consistenza del materiale quanto, per un escavatore, è più conveniente in termini di resa avere una cinematica del braccio in cui dente benna-perno benna-perno avambraccio penetratore siano allineati e, in contemporanea, anche il perno avambraccio-perni pistoni di sollevamento boomerang siano allineati su una linea all'incirca parallela al terreno. Subito dopo questo allineamento, la benna inizia a penetrare girando leggermente in modo che i denti avanzino paralleli al terreno e la benna stessa si riempia da sola mossa solo dal penetratore. A benna piena, allora, si compie la rotazione della stessa e si alza il braccio iniziando ad andare verso il cassone del mezzo (che, mi raccomando, si carica partendo dal paracabina venendo verso il sedere del camion). In pratica, facendo pochi movimenti e usando molto il penetratore con la benna parallela al terreno, si ha la maggiore resa del mezzo con la massima velocità possibile. Questo tipo di manovra ingenera proprio una geometria in cui si è favoriti, con macchine di medio tonnellaggio (25-30 ton), se si lavora a cica due metri. Tutto cambia con macchine molto più grandi o molto più piccole.
      Costantino Radis

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      • #4
        interessante questo,argomento,grazie a Costantino per le delucidazioni,sembri un prof
        voleVO chiederti (Costantino)una cosa,nel post Hydromach hai parlato di tabelle per la resa di una macchina in scavo,per farla rendere al max,l'operatore deve essere molto tirato (nel senso che la deve far andare ha manetta),oppure in condizioni ,normali?
        nella tua azienda, o in quelle di altri utilizzatori del forum c'è spazio per operatori inesperti che VOGLIONO imparare ad utilizzare l'escavatore?
        se si quali sono le tecniche di insegnamento?
        ciao e grazie x le eventuali risposte

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        • #5
          Un tempo valeva la regola dell'acceleratore messo al massimo, a discapito dei consumi. Uno dei pregi degli Hydromac era proprio quello di avere, al contrario di altre marche, l'acceleratore non solo a leva ma anche a pedale. In questo modo regolavi la potenza e la velocità con il piede a favore dei consumi. Oggi non è più così e l'elettronica, checché se ne pensi, fornisce un aiuto a mio avviso importantissimo se non addirittura indispensabile in certe situazioni. La modalità di scavo è funzione del tipo di lavoro che si effettua, del materiale e delle condizioni operative in cui ci si trova ad operare.
          Sta all'operatore saper scegliere la modalità migliore in base alla situazione in cui si trova (molti, comunque, anche con l'aiuto dell'elettronica, dimenticano di avere macchine con portate e cilindrate delle pompe che si adattano alle situazioni in cui devono operare usando la macchina da "bestioline" e usando l'acceleratore come ai "bei vecchi tempi").
          Nella situazione del post precedente, ad esempio, sarebbe buona norma usare la modalità media delle impostazioni (parlo come se stessi usando un FH) perchè il rapporto prestazioni consumi risulta essere quello ottimale. Se poi il carico è duro va allora anche bene la modalità massima.
          Un vanataggio degli ultimi Hitachi (che comunque hanno qualche miglioria rispetto all'idraulica degli ultimi FH, prima che si passasse a Kobelco) è quella di adattarsi in continuo al tipo di materiale e lavoro variando in automatico anche il numero dei giri del motore (a molti questo non piace perchè non dà una sensazione omogenea della macchina).
          Per quel che riguarda la possibilità di imparare ad usare una MMT....oggi è più problematico di un tempo date le severe leggi sulla sicurezza e sul lavoro nero. Io ho avuto la possibilità di imparare fina da piccolo ad usare i vari tipi di macchine da cantiere ma penso che oggi, anche se "figlio del titolare", sarebbe molto rischioso fare tutto quello che ho fatto in passato. Ci sono comunque i modi per poter iniziare con dei contratti di formazione-lavoro molto interessanti: molti nostri giovani operatori hanno iniziato così. Alcuni sono diventati anche bravini ed ora sono del tutto autonomi: questo anche grazie al Comitato Paritetico Territoriale e al Collegio Costruttori di Torino (di cui facciamo parte) che organizzano dei corsi ben impostati anche per gli operatori di MMT. Ovviamente nulla a che vedere con il cantiere vero ma meglio che arrivare a digiuno: comunque la cosa fondamentale è avere tanta buona volontà, nolta testa e spirito di sacrificio (rimane comunque un lavoro duro anche con le macchine attuali).
          Sulle schede di prdoduttività dei mezzi, ogni casa costruttrice ha un "Performance handbook" che si usa per valutare l'acquisto della macchina operatrice in base al lavoro cui, in linea di massima, sarà destinata. Certe marche, come ad es. Liebherr e CAT (per ora Fiat non l'ha mai fatto e ti devi arrangiare un po' da solo), ti fornisce addirittura il costo di materiale estratto in applicazioni fisse (es. escavatore sempre in cava al carico di dumper, pala gommata in impianto, ecc) in modo che calibri il mezzo giusto per le tue esigenze, sconsigliando magari anche l'acquisto di macchine più grandi che, in realtà, non ti servirebbero a nulla. Mi pare un approccio serio al problema!!
          Costantino Radis

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          • #6
            Ciao Costantino, grazie per le spiegazioni.
            Tu parlavi di far posizionare il camion nello scavo effettuato, in modo da caricarlo meglio. Su questo sono daccordo, però anche l'escavatore dovrebbe scendere via via, per lavorare con 2m di scarpata davanti e non 4m, come se lavorasse dal livello superiore.
            Dunque allora, oltre che per strati, conviene scavare non tutta la larghezza in una passata (se questa per esempio è 15m), ma "a strisce" di una larghezza circa 3-4m, in modo da far scendere poi nello scavo il camion quando si fanno le "strisce" successive e caricarlo di fianco dall'alto?

            Ho visto delle foto, soprattutto con escavatori da 50ton e oltre e dumper, in cui lo scavo avviene dall'alto, mentre il dumper sta in basso nella trincea, non di lato ma di fronte all'escavatore, tipo in questa foto: questa tecnica quando si usa e che vantaggi ha?

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            • #7
              Hai perfettamente ragione!
              Non ho detto che bisogna fare delle "strisciate" in modo da avere sempre il camion di fianco e in basso...lo davo per scontato nella mia testa!!
              La strisciata non deve per forza essere lunghissima. Ogni 30, 40 metri puoi cambiare e riprenderla in modo da avere sempre lo scavo che avanza in modo quasi compatto di fronte a te anche se in realtà lo affronti con le strisciate.
              Nel caso dei maxi-escavatori e dei dumper il modo di lavorare che si vede nella foto ha il vantaggio che l'escavatore fa poca rotazione con la torretta e, caricando da dietro, l'operatore non si deve curare troppo del materiale che cade in sovrappiù: tanto lo raccoglierà caricando e avanzando con il fronte. Inoltre, usando grosse benne, non c'è il problema di fare manovre in più per centrare il carico: insomma, semplifichi un poco le cose. Quando si lavora internamente al cantiere, in grossi lavori che lo permettono, anche a me piace caricare i mezzi in questo modo...se ti organizzi un po' fai meno fatica.
              Costantino Radis

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              • #8
                In uno scavo come quello in foto, secondo te, stanno lavorando per strisciate oppure il fronte di scavo avanza abbastanza uniforme su tutta la larghezza?

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                • #9
                  Secondo me avanza in modo uniforme...con una macchina come quella non si hanno troppi problemi ad arrivare a caricare il materiale in ogni zona del fronte caricando i dumper sempre al centro. Rimane anche più comodo per gli autisti che compiono sempre la stessa manovra in ogni ciclo di carico.
                  Arrivano, girano a fanno retromarcia sotto la benna centrandola con il cassone. Terminato il carico vanno via dritti e veloci. Intanto l'escavatore pulisce l'area di scavo e si ammucchia il materiale in modo da avere sempre il carico pronto.
                  Dimenticavo: il carico da dietro è anche usatissimo ogni volta che si inizia lo sbancamento per un nuova strada o autostrada quando si traccia e scava la prima passata, il cosiddetto "tracciolino". Lavorando con gli escavatori risulta particolarmente comodo lavorare in questo modo!
                  Costantino Radis

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                  • #10
                    Non sapevo che per iniziare a scavare una strada prima si facesse un "tracciolino"; credevo che si avanzasse in maniera uniforme su tutto il tratto picchettato per lo sbancamento.
                    Potresti raccontarmi più in dettaglio le varie fasi dello scavo di una trincea per una strada, mi hai incuriosito?
                    Grazie
                    Barnaba

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