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Allevamento di Asini.

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  • Allevamento di Asini.

    Salve ragazzi , cosa ne pensate degli allevamenti di asini che in questi ultimo periodo si sente spesso parlare, per la produzione di carne e di latte.
    Pensavo che sia un sistema per ripopolare le zone collinari e montane che sempre più si stanno spopolando e un modo anche di incrementare il reddito e uscire dalla monocoltura della pecora(sopratutto in Sardegna).
    Ciao ragazzi ditte la vostra ciao

  • #2
    Originalmente inviato da Predu Paule Visualizza messaggio
    Salve ragazzi , cosa ne pensate degli allevamenti di asini che in questi ultimo periodo si sente spesso parlare, per la produzione di carne e di latte.
    Pensavo che sia un sistema per ripopolare le zone collinari e montane che sempre più si stanno spopolando e un modo anche di incrementare il reddito e uscire dalla monocoltura della pecora(sopratutto in Sardegna).
    Ciao ragazzi ditte la vostra ciao
    salve io mi occupo di produzione e commercio di foraggi per l'alimentazione zootecnica,e sono in contatto commerciale con diversi importatori e commercianti di bestiame che trattano questo tipo di animali,loro importano sopratutto dai paesi dell'est,e piazzano moltissimi animali nel bresciano e zone attigue,dove ce' la tradizione di produrre insaccati e salumi con la carne di asino,..beh ultimamente non sono proprio contenti visto che la richiesta di questi animali si va' progressivamente attenuando,e sembra che ci sia sempre meno interesse per gli asini,...ovviamente sono solo voci raccolte tra gli operatori, ma la tendenza sembra proprio questa,...se ci sono altri operatori,avanti con le proprie impressioni.....

    stefano

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    • #3
      Salve a tutti volevo dire alcune cose sull' allevamento degli asini, personalmente non vedo grandi possibilità di reddito in questo settore: per la pruduzione di carne infatti esiste una forte concorenza dal Sud America che tiene basso il prezzo della carne. Per il latte d' asina ci sono grandi difficoltà di commercializzazione che si potrebbero superare solo trasformandolo da latte fresco a latte in polvere più facilmente conservabile e distribuibile.Al momento l' attività più remunerativa è la vendita di piccoli che sono acquistati da appassionati principalmente per la pulizia di piccoli fondi ma ho constatato come tali vendite siano estremante soggette alle mode del momento, a mio avviso una possibile fonte di commercializzazione è la vendita di soggetti per il trekking o per il traino ma è necessaria una grande competenza ed esperienza nell' addestramento. Per questi motivi ritengo che sia difficile che l' asino abbia un' immediata diffusione e questo va a discapito degli allevatori, tale fatto è reso evidente dalla scarsezza di ricerche e innovazioni nel settore rendendo questa forma di allevamento marginale e spesso trascurata.

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      • #4
        Quoto in pieno Christianio. La mia è una piccolissima esperienza nata a luglio dello scorso anno con l'acquisto di una coppia (maschio e femmina) di asini. L'acquisto è stato un esperimento in quanto io e mio marito, da soli con due lavori molto impegnativi, lo scorso anno abbiamo avuto delle difficoltà enormi per fare il fieno e tutti ci hanno suggerito appunto di acquistare un paio di asini per mantenere il nostro fondo (15.000 mq c.ca) pulito. Gli asini sono stupendi! Intelligenti, anche più dei cavalli (se posso dirlo), affettuosi all'inverosimile. Magnifici. Il problema è sorto invece poiché noi abbiamo acquistato una coppia e solo al momento della registrazione all'ASL e della successiva all'APA della provincia di Torino ci è stato detto che essi non potevano accoppiarsi senza la concessione di una stazione di monta privata. Da lì l'inferno. Non posso raccontarvi tutto perché mi ci vorrebbe un libro. Ora la mia domanda è: visto che gli asini sono quasi in via di estinzione e sono animali meravigliosi ci doveva essere proprio tutta questa burocrazia che porterà la maggior parte degli allevatori a sbarazzarsi almeno degli asini maschi ricorrendo alle stazioni di monta? Io capisco che gli animali debbano essere sani, ci mancherebbe! Ma ti chiedono addirittura il pedigree e per me questo è assurdo. Ditemi voi? Premetto che noi siamo praticamente vegetariani e che i piccoli che nasceranno saranno acquistati da allevatori come appunto diceva Christianio. Sicuramente una fonte di reddito potrebbe essere quella dell'asinoterapia che sta prendendo piede e che sicuramente è molto affidabile. Ho avuto una cavalla per qualche anno ma devo dire che l'asino è talmente buono e remissivo che potrebbe essere ancora meglio dell'ippoterapia. Per il fatto della carne mi farebbe orrore solo pensarci e per il latte l'impegno è sicuramente troppo oneroso.

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        • #5
          Salve Franca,
          Originalmente inviato da Franca1963 Visualizza messaggio
          La mia è una piccolissima esperienza nata a luglio dello scorso anno con l'acquisto di una coppia (maschio e femmina) di asini. ...solo al momento della registrazione all'ASL e della successiva all'APA della provincia di Torino ci è stato detto che essi non potevano accoppiarsi senza la concessione di una stazione di monta privata.
          <O</O

          anche se (come spiegato in MP) la mia esprienza è altrettanto piccola... e ancora più recente (circa 2 settimane!)... non riesco a "giustificare" la necessità di una stazione di monta privata... (o forse la mia situazione... è "semplicemente" diversa?)
          Poiché questa discussione non è adatta a trattare l'aspetto normativo, ti chiedo di spiegare la procedura seguita, nonché le "motivazioni", in questa discussione: Allevamento e detenzione di animali domestici
          Saluti

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          • #6
            Per quanto può valere desidero incoraggiare Franca 1963 a non modificare i suoi obbiettivi ricordandogli che spesso la burocrazia è a dir poco incompetente......
            L' ippoterapia è sicuramente un' importante impiego dell' asino ma credo che tale attività possa difficilmente essere svolta da normali allevatori, primaditutto bisognerebbe costruire un progetto specifico per ogni tipologia di pazienti, questo richiede delle competenze mediche oltre che personali non indifferenti.
            Inoltre credo che la componente dell' allevamento e della selezione che sono gli ambiti di maggior rilievo per l' allevatore risulterebbero marginali rispetto all' attività con gli utenti. Dopo aver fatto questa considerazione ritengo che l' ippoterapia per chi intenda occuparsene debba essere il fine primario rispetto all' allevamento e alla gestione, di conseguenza tutta l' attività e le modalità di allevamento devono essere in funzione di essa.
            Nel caso specifico non credo che questa attività contribuirebbe ad incrementare di molto l'allevamento dell' asino e la conseguente innovazione tecnica del settore.Un esempio di questo può essere che non esiste una razza più indicata di altre per l' ippoterapia la caratteristica fondamentale è che gli animali siano mansueti e di facile gestione........

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            • #7
              Ti posso dire che qui a 10 km da me c'è uno dei maggiori allevamenti di asini europei (credo che sia il più grande).
              Il sito è www.montebaducco.it
              E' nato per passione, poi si è ampliato: hanno agriturismo (stracotto di somarina ovviamente in menu), vendita diretta di prodotti e, soprattutto, vendono il latte d'asina.
              Questo prodotto è ciò che regge economicamente la realtà perché viene venduto CARISSIMO ed è anallergico per tutti quei bambini che manifestano allergie al latte bovino o che hanno problemi di assimilazione.

              Poi, ovvio, è estremamente criticato il gestore proprio perché gli asini li macella: ma questo è un altro discorso.
              Ciao!

              Lorenzo
              Reggio Emilia
              Az. Agr. Il Tralcio

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              • #8
                Ciao LorenzVigna, ho dato un' occhio al sito dell' allevamento di montebaducco e credo sarebbe interessante ma assai difficile sapere in quale percentuale influiscono le attività di allevamento sul reddito complessivo dell' attività.
                Questa risposta servirebbe a risolvere un mio quesito, l' asino può essere un' animale da redddito, si potrebbe vivere solo di questo allevamento?
                Guardando il sito di montebaducco credo la risposta sia negativa, i gestori infatti affiancano all' allevamento tutta una serie di attività (agriturismo, vendita prodotti tipici, covegni sull' allevamento degli asini ecc...) che possono essere considerate come minimo integrazioni al reddito.
                A montebaducco, hanno messo al centro il tema asino e sono riusciti a costruirgli attorno un' insieme quanto mai sfaccettato di attività, la mia considerazione è quindi che per chi volesse intraprendere simili attività siano indispensabili collegamenti con il territorio molto forti. Allevando asini non è sufficente produrre un prodotto perchè esso deve essere valorizzato e venduto.

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                • #9
                  Salve christianio,
                  Originalmente inviato da christianio Visualizza messaggio
                  Questa risposta servirebbe a risolvere un mio quesito, l' asino può essere un' animale da redddito, si potrebbe vivere solo di questo allevamento?
                  Guardando il sito di montebaducco credo la risposta sia negativa, i gestori infatti affiancano all' allevamento tutta una serie di attività (agriturismo, vendita prodotti tipici, covegni sull' allevamento degli asini ecc...) che possono essere considerate come minimo integrazioni al reddito.
                  Beh!... in un certo senso ti sei risposto da solo... cioè, puoi creare un allevamento di asini attorno al quale "girano" attività connesse, oppure (come dici tu) "vivere solo di questo allevamento" (latte e/o carne).... ma:
                  Originalmente inviato da christianio Visualizza messaggio
                  Allevando asini non è sufficente produrre un prodotto perchè esso deve essere valorizzato e venduto.
                  ... esatto!
                  Se ho capito bene, il tuo obiettivo è quello di allevare asini... e basta!
                  Ti chiedo: con quale indirizzo produttivo? latte o carne?... o entrambi? Dimensioni del fondo a tua disposizione? Stalle?
                  Ultima modifica di Potionkhinson; 09/03/2009, 13:11. Motivo: precisazioni

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                  • #10
                    Il cuore del problema credo sia il seguente, un allevatore che inizia un' allevamento di qualsiasi tipologia deve fare un passo dopo l' altro, cioè ogni anno amplia la sua attività, la migliora l' ammodernizza. Per quello che ho capito se una persona vuole guadagnare con gli asini deve avere un' insieme di attività (mungitura, produzione carne,agriturismo.....) perchè il reddito deriva dalla somma di tutte queste attività.
                    La difficoltà risulta quindi dal dover fare se non tutto, almeno molto nello stesso tempo, sia a livello economico che proprio pratico.
                    Per quanto riguarda la mia attività di allevamento non vedo la possibilità di grandi sviluppi, io abito in Trentino e quindi esistono difficoltà logistiche (tempo atmosferico, grande pendenza dei prati) il maggiore mercato è la vendita di piccoli ad appassionati per la pulizia di prati, raramente per la produzione di salumi visti i costi.
                    Per quanto riguarda l' allevamento ideale di asini credo davvero che Montebaducco rappresenti l' esempio migliore,dopo è solo un discorso di capitali che si possono investire........

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                    • #11
                      Il &quot;primo&quot; parto

                      Lo scorso 26 maggio, la nostra asina più giovane ha partorito (primipara lei... "primipari" noi )... ma non è stata (come invece avrei preferito) una situazione "semplice e tranquilla". La puledra ha subito manifestato evidenti problemi agli arti posteriori: impossibilitata a distendere le gambe al livello del nodello.
                      Sciolto ogni dubbio su eventuali malformazioni congenite (il problema è "solo" di carattere tendineo), il veterinario ha prescritto la seguente terapia:
                      6 ml di Dobetin B1, 10 ml di Fosfocarnitina, una fasciatura semi-rigida (cotone garzato + vetrap) dallo zoccolo a 5 cm sopra il nodello. Dopo una settimana si vedrà...
                      I primi quattro giorni sono stati piuttosto duri: poppate ogni due ore con la puledra che non si regge in piedi... e la madre che non ha alcuna intenzione di lasciarsi mungere... (oltre agli impegni di lavoro impossibili da rimandare)...
                      V giorno: la piccola si è tirata su da sola... e (trovato il suo equilibrio) ha cominciato a nutrirsi autonomamente. Adesso anche la madre è più tranquilla: non c’è più nessun "estraneo" che (anch’egli sotto la sua pancia ) regge la figlia. Da oggi abbandoniamo le fasciature. Inoltre, adesso si può (finalmente) tornare a casa: a dormire!!!!! (in quattro notti ho dormito poco meno di 12 ore).
                      VI & VII giorno: la puledra migliora sempre di più. Farle le iniezioni, invece, è sempre più impegnativo (adesso bisogna prenderla, metterla giù e tenerla ferma).
                      Oggi (2 giugno) la terapia è terminata... risentirò il veterinario ma, nel frattempo, abbiamo (finalmente) "liberato" madre e figlia al pascolo . Anche se ancora non poggia perfettamente gli zoccoli posteriori, spero che la terapia sia terminata... anche perché la puledra ha scoperto un nuovo gioco: la sgroppata!

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                      • #12
                        Che bella notizia. Beneeeeeeeeeee

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                        • #13
                          Sono contento che tutto sia andato per il meglio, personalmente non ho mai avuto avuto problemi simili, fortunatamente le mie asine si sono sempre arrangiate probabilmente anche perchè sono tutte e 3 pluripare ma quest' anno ho anch'io una primipara che deve partorire, speriamo in bene, in bocca al lupo per l' allevamento.....

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                          • #14
                            salve a tutti, quacuno saprebbe dirmi le possibili cause che possono indurre ad abortie a pochi giorni dal parto gli asini? vorrei poter capire cosa può esser successo e se c'è qulcosa che potevo fare per evitare questa situazione, grazie a tuttti.

                            Commenta


                            • #15
                              Salve rumi77,
                              le cause potrebbero essere tante (ma davvero tante... infezioni batteriche, infezioni fungine, traumi, ecc...).
                              Hai già parlato con il tuo veterinario?

                              Saluti

                              Commenta


                              • #16
                                Originalmente inviato da Potionkhinson Visualizza messaggio
                                Salve rumi77,
                                le cause potrebbero essere tante (ma davvero tante... infezioni batteriche, infezioni fungine, traumi, ecc...).
                                Hai già parlato con il tuo veterinario?

                                Saluti
                                grazie potionkhinson scusa il ritardo ma ho visto solo ora la tua risposta, ho parlato con il veterinario ma si è limitato a dirmi che capita ed è normale,beh non mi è sembrata una gran risposta per questo ho provato qui.

                                Commenta


                                • #17
                                  Ciao rumi77, anch' io ho avuto una situazione simile, un pomeriggio ho trovato un' asino agonizzante , ho chiamato subito il veterinario per fare il possibile, ma con risultati pessimi. Così gli ho chiesto che cosa fosse successo all' animale e il veterinario è stato estremamente vago, non si è sbilanciato minimamente, ìl risultato è che ad oggi non so che cosa sia successo al mio asino.
                                  La verità è che fino a quando noi allevatori specialmente gli obbisti (me compreso) resteremo nell' ignoranza non capiremo mai che cosa succedeai nostri animali e tutti potranno raccontarci quello che vogliono.
                                  E' per questo motivo che ho lanciato la discussione sui manuali veterinari, la mia intenzione sarebbe riuscire a selezionare dei testi per riuscire a capire che cosa ci succede attorno, non essendo così inermi davanti agli eventi.

                                  Commenta


                                  • #18
                                    Originalmente inviato da christianio Visualizza messaggio
                                    La verità è che fino a quando noi allevatori specialmente gli obbisti (me compreso) resteremo nell' ignoranza non capiremo mai che cosa succedeai nostri animali e tutti potranno raccontarci quello che vogliono.
                                    E' per questo motivo che ho lanciato la discussione sui manuali veterinari, la mia intenzione sarebbe riuscire a selezionare dei testi per riuscire a capire che cosa ci succede attorno, non essendo così inermi davanti agli eventi.
                                    Sono d'accordo con te al 100%. Io allevo capre da due anni, ma il problema è identico. Inoltre il veterinario "della zona" non esce neanche se lo paghi! Testi di ausilio non ne ho trovati. Morale: sono sempre a pregare che gli animali stiano bene di loro!

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                                    • #19
                                      Temo che la buona volonta non basti,anche considerando che anche tra i singoli veterinari possa mancare una specializzazzione su una specie in particolare,i soli testi aiutano ben poco,anzi in alcuni casi possono solo essere una complicazione se portano ad interpretazioni sbagliate.
                                      Purtroppo solo una grande esperienza aiuta ad avere sempre meno casi "difficili".
                                      Ognuno è ciò che è,non ciò che finge di essere....

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                                      • #20
                                        Originalmente inviato da mefito Visualizza messaggio
                                        considerando che anche tra i singoli veterinari possa mancare una specializzazzione su una specie in particolare
                                        Originalmente inviato da mefito Visualizza messaggio
                                        i soli testi aiutano ben poco,anzi in alcuni casi possono solo essere una complicazione se portano ad interpretazioni sbagliate.
                                        Originalmente inviato da mefito Visualizza messaggio
                                        Purtroppo solo una grande esperienza aiuta ad avere sempre meno casi "difficili".
                                        tripletta di saggezza!
                                        E' dura prendere coscienza delle affermazioni di mefito... ma è così... e come egli stesso mi ha detto (in occasione dell'evento descritto al post n° 11):
                                        "bene!*... meglio iniziare così... dalle situazioni difficili si possono apprendere più cose... inoltre, queste occasioni (nel bene e/o nel male) ci fanno capire se & quanta passione abbiamo..."

                                        * confesso che dopo il "bene!" stavo già pensando agli insulti migliori da "dedicargli"... ()

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                                        • #21
                                          Personalmente credo che il sapere rende l' uomo libero, non è che leggendo alcuni manuali di veterinaria pensi di diventare un dottore ma certamente le mie competenze nel campo aumenteranno.
                                          Mefito dice che solo una grande esperienza faccia ridurre i casi difficili, vero ma l' esperienza può essere anche quella di qualcun' altro, l'importante è che il sapere sia diffuso........ Comunque qualcuno ha qualche idea su come procedere??????????

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                                          • #22
                                            ehm... scusa christianio, forse mi sono perso qualcosa (e non sarebbe una novità ) ma "saper procedere" in cosa?

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                                            • #23
                                              Sono alla ricerca di consensi, abbiamo capito che la questione non interessa solo noi due adesso dobbiamo riuscire a metterli insieme questi benedetti manuali altrimenti siamo nuovamente da capo.
                                              Se qualcuno ha idee è ben accolto, ricordate discussione su Manuali veterinari,Manuali veterinari scrivete in molti Alè........

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                                              • #24
                                                Volete un manuale veterinario? Se riuscite a comprendere il linguaggio scientifico le biblioteche universitarie sono zeppe di scritti piu' o meno recenti a cui affidarvi. Ma non otterrete gran che perche' per ogni sintomo ci sono spesso migliaia di patologie e non ne verrete mai a capo. Purtroppo, e lo dico per esperienza, e' solo l'esperienza la grandiosa fonte di sapere.
                                                La nostra esperienza, e quella altrui ci aiuteranno a comprendere delle situazioni nuove e a farne tesoro. E' nel capire se quel professionista che abbiamo chiamato ci sta dando un banale palliativo (un esempio: un antidolorifico per non far zoppicare l'equide senza capire perche' zoppica..) o se ci spiega veramente i problemi del nostro animale. Non e' facile partire da neofiti nel gestire uno o piu' animali (che sia un cavallo o un canarino) ma e' solo la nostra sete di conoscenza che ci puo' far sentire meno soli, meno incompetenti di fronte a un mondo tanto difficile come la medicina.

                                                Z.

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                                                • #25
                                                  E' un pò di tempo che non scrivo, a dire la verità speravo l'argomento interessasse più persone ma evidentemente mi sbagliavo......
                                                  Sono d'accordo anch'io che le bibblioteche universitarie siano piene di manuali ma sussistono 2 problemi:
                                                  1 non tutti hanno delle bibblioteche o librerie universitarie sono sotto casa, se avessi un'università di veterinaria vicino a casa chiederei direttamente informazioni ai docenti in orario di ricevimento.
                                                  2 Credevo che chiedere a chi ha frequentato la facoltà di veterinaria fosse il modo migliore per migliorare le mie conoscenze.

                                                  Personalmente non mi voglio sostituire ad un veterinario, voglio solo capire nella maniera migliore cosa succede ai miei animali, se non lo capisco è indifferente perchè il veterinario lo chiamerei ugualmente.
                                                  L'esperienza è indubbiamente la maniera migliore per aumentare la propria competenza ma è anche la maniera più lenta, e se si può imparare dagli altri è tanto meglio, e si riducono gli sbagli.....
                                                  Inoltre non tutti sono neofiti nell'allevamento degli asini, magari qualcuno è laureato o molto motivato e quindi potrebbe quantomeno farsi un'idea del contenuto di un manuale di medicina... Chissà.....
                                                  Sapere è potere...... Questo è l'unica certezza

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                                                  • #26
                                                    Anche i veterinari non sono degli dei, come i normali medici. Tutto si basa su una teoria, una pratica e un'esperienza personale. La rete rende accessibile ogni informazione ma e' la nostra capacita' di analisi a far si che, a volte, una banale cosa non diventi un problema serio, o che non dormiamo piu' la notte per una cosa banale.

                                                    Z.

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                                                    • #27
                                                      Gli animali a differenza delle persone non parlano e quindi non sempre è semplice capire che tipo di problema sussiste.
                                                      A me è capitato di vedere veterinari fare una serie di diverse punture quando un asino stava male, e comunque non tutte le informazioni sono reperibili in rete, prova ne è che da quando è iniziata questa discussione nessuno ha consigliato un testo di veterinaria da consultare......
                                                      Inoltre è difficile che un piccolo allevatore abbia la capacità di analisi che dici tu perchè non dispone di una casistica sufficentemente ampia, l'unica possibilità è quella di fare fronte comune.
                                                      L' asino in Italia è allevato in molti casi da singoli appassionati di conseguenza le esperienze restano frammentate e hanno poca divulgazione..........

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                                                      • #28
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                                                        E' vero che la rete mette in comunicazione persone con esperienze diverse, ma e' sempre la nostra sete di conoscenza (e anche le nostre esperienze) a fare la differenza.
                                                        Se si parte da neofiti, e questo e' un iter che ho fatto personalmente, e' utilissimo andare a "rubare" il mestiere a chi lo fa da molti anni.

                                                        Z.

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                                                        • #29
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                                                          L'asina in questione è circa una trentina di centimetri più alta dello stallone e la mia paura è che questo fatto impedisca la copula, ho anche pensato che la femmina non fosse in calore ma il maschio l'ha proprio ignorata mentre di solito si scatena nel corteggiamento, non capisco il motivo del suo comportamento.
                                                          Lo stallone è giovane ha circa 5 anni ed è già diventato papà perciò non comprendo il suo disinteresse.......
                                                          Qualcuno ha qualche idea o simili esperienze???


                                                          Che ne pensate????
                                                          Ultima modifica di mefito; 27/08/2010, 12:35.

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                                                          • #30
                                                            Ciao a tutti, sono uno studente di veterinaria e dopo la laurea ho intenzione di avviare un allevamento di asine da latte. ritengo questa discussione molto interessante.la terrò sott'occhio e parteciperò con piacere.
                                                            cristiano, da quanto aveva partorito l'asina?
                                                            è molto strano che uno stallone non sia interessato ad una femmina in calore, a prescindere dalla stazza di quest'ultima.

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