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Allevamento yak

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  • Allevamento yak

    Salve
    La notizia che alcuni yak sono stati portati sulle montagne bellunesi mi ha incuriosito non poco...
    Qualcuno di voi conosce allevamenti?
    L'allevamento come avviene?

    Grazie

  • #2
    Originalmente inviato da Stitch Visualizza messaggio
    Salve
    La notizia che alcuni yak sono stati portati sulle montagne bellunesi mi ha incuriosito non poco...
    Qualcuno di voi conosce allevamenti?
    L'allevamento come avviene?

    Grazie
    Ho visto un servizio tv oggi,lasciava intendere che sono utilizzati solo per il pascolamento di zone montane da ripulire e per aumentare la biodiversità....
    Riporto solo un estratto:

    pubblicato da marco paganini –
    La notizia, è bene premetterlo, non è di quelle con cui il Tg5 farà l’apertura in prime time (il Tg1 forse sì…). Si tratta dello strano feeling che sembra unire gli uomini del centrodestra italiano per un animale esotico e peloso, il bovino tibetano chiamato Yak.

    Per qualche strano motivo, in tempi e aree diverse, due ministri berlusconiani all’agricoltura, Gianni Alemanno prima e Luca Zaia dopo, si sono invaghiti del simpatico ruminante, proponendone l’adozione (non a distanza, ma qui in Italia) e la dislocazione sugli Appennini e poi sulle Dolomiti in funzione di taglia erba vivente oltre che di fornitore di lana, carne e latte. L’esperimento di Alemanno con gli Yak stanziati in Abruzzo, stando alle cronache del 2006, non ebbe grande fortuna: stravolti dal lungo viaggio, alcuni sarebbero diventato scontrosi e poco amichevoli, altri si sarebbero dati alla macchia, altri ancora avrebbero fatto perdere le tracce, ma di certo non hanno fatto registrare una svolta nell’economia e nella gestione ambientale dei locali appennini. Oggi tocca alle Dolomiti, con il leghista Zaia che vuole portare 25 yak a sciare sulle Dolomiti: puliranno bosco e sottobosco, mangiando piante e arbusti che le nostre mucche e le nostre capre non gradiscono.

    A parte la bizzarra riproposizione dello straniero che fa i lavori che gli italiani rifiutano (ma non è che i bovini esteri verranno a rubare il lavoro alle nostre mucche?) lascia perplessi la scelta di portare in Italia un animale tipico di un altro emisfero, come se nel nostro Paese non esistessero ruminante, bovini, equini o asini in grado di mangiare qualche cespuglio. Da un punto di vista ambientale sembra una vera bestialità.
    Ognuno è ciò che è,non ciò che finge di essere....

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    • #3
      Leggevo sul corriere che gli animali sono gli stessi del progetto di Alemanno che era uno studio triennale, finito lo studio il mantenimento degli animali costava troppo e così hanno deciso di spostarli sulle dolomiti, c'è da chiedersi cosa ha fatto pensare che sulle dolomiti il costo di mantenimento sarà minore.
      Comunque io sono interessato all'esperimento, anni fa ne condussero uno analogo in Valtellina ma non ebbe fortuna, in buona parte per mancanza di fondi, finito il periodo di notorietà le autorità come spesso capita in Italia decisero di interromperlo.
      Lo yak viene preferito alle specie autoctone in quanto più rustico e resistente, ha un range termico accettabile che varia dai + 15° ai - 40° e come diceva Mefito si ciba di erbe che altre specie non mangiano.
      C'è da chiedersi, vista la mole, se non saranno un pericolo per i turisti, sperando comunque che riescano a ridurre un poco i danni dello spopolamento delle montagne.

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      • #4
        Cercando un pò con google sembra che in svizzera venga già usato come spazzino,e sembra anche mansueto nonostante l'indole e lo sguardo..
        Però se come dice SPAZ l'escursione termica e + 15° ai - 40°
        bisogna avere la cascina a 3000 metri...
        Carne di yak..e chi la compra? mha..resto titubante
        Forse e meglio indirizzarsi sul classico vitello...

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        • #5
          Conosco bene gli Yak per essere stato in Tibet 6 mesi per lavoro....sono molto docili a differenza di quello che potrebbe sembrare (ovviamente sono sempre animali con una discreta mole...). Penso però che la loro "docilità" sia legata strettamente anche all'ambiente: 4000 metri, freddo, poca pressione e quindi poco ossigeno, pascolo lento e "lungo"...allevatori molto pazienti e comprensivi. Probabile che in altro ambiente perdano un poco di queste caratteristiche.
          Riguardo la carne: i tibetani mangiano carne di yak in quanto è l'unico animale che la loro religione buddista permette di macellare. Solitamente viene macellato all'inizio dell'inverno per farne carne secca. I quarti vengono messi dentro dei gabbioni di ferro e portati sui tetti piani delle loro case in legno. Rimangono esposti al vento, freddo e sole, a volte alcuni pezzi vengono cosparsi di spezie e aromi. Dopo circa un mese la carne è pronta, viene tagliata a pezzi e mangiata cosi come è oppure usata per cucinare. Altro sistema è quello di congelare grossi pezzi di polpa per poi tagliarne pezzetti piccoli volta per volta e mangiarli crudi, dopo averli intinti in qualche salsa piccante. Poi c'è la zuppa tibetana...pezzetti di carne con patate e verdure...un portento!! Ho mangiato la carne di yak in tutti questi modi e l'ho trovata molto buona, saporita ma meno forte di quello che mi aspettavo.
          Sul fatto di importare yak per le nostre montagne.....non so, non abbiamo anche noi tradizioni da rivalorizzare? Mi sembra una forzatura inutile....

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          • #6
            Originalmente inviato da pietracubica Visualizza messaggio
            Sul fatto di importare yak per le nostre montagne.....non so, non abbiamo anche noi tradizioni da rivalorizzare? Mi sembra una forzatura inutile....
            Sintetico ed efficace.......................................
            Ognuno è ciò che è,non ciò che finge di essere....

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