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batterie trazione

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  • batterie trazione

    Salve a tutti : aprofitto della vostra competenza per chiedere ragguagli su un tipo di batteria che ogni tanto mi capita : cosa significa esempio : 12 V 90 ah (5h) 120 ah (20h) ? come vanno interpretate le due capacita? Grazie Ciao a tutti

  • #2
    allora 12v è la tensione della batteria o la differenza di potenziale tra i due poli della batteria 9ah (ah son ampere ora) ed è la capacità della batteria...5 ore è la durata..e significa che la batteria è in grado di fornire una corrente di 18 ampere per 5 ora(circa) 90/5=18....e viceversa per caricarla completamente bisogna fornire una corrente di 18 ampere per almeno 5 ore!!!!!

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    • #3


      12 v - 90 Ah (5h) .....

      Indica la capacità di erogare la corrente (90 Ampere, in questo caso) per un tempo STANDARD minimo di 5 ore. E' una metodologia adottata per poter confrontare in modo univoco le capacità delle batterie, diversamente sarebbe difficile effettuare un confronto.

      120 Ah (20h).... francamente non ho mai visto questa indicazione, dove l'hai vista ? su una batteria trazione o stazionaria ?

      Piccola precisazione: gli ampere, unità di misura della corrente, si indicano con la A maiuscola.

      .

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      • #4
        Originalmente inviato da santolamaria Visualizza messaggio
        e significa che la batteria è in grado di fornire una corrente di 18 ampere per 5 ora(circa) 90/5=18
        Originalmente inviato da Lupo Alberto Visualizza messaggio
        12 v - 90 Ah (5h) .....
        Indica la capacità di erogare la corrente (90 Ampere, in questo caso) per un tempo STANDARD minimo di 5 ore.
        A chi dobbiamo credere? Non vorrei pensare che uno dei due abbia detto una boiata colossale col rischio di dare agli utenti informazioni sbagliate...
        Per chi volesse saperne di più consiglio di visonare questo PDF preso dal sito Faam

        http://www.faam.com/files/pdf-downlo...e/catalogo.pdf
        Ultima modifica di
        ACTROS
        "CB COMINO"

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        • #5
          Come indicato dal manuale FAAM linkato, pagina 3 -

          REGIME DI SCARICA

          "...Al fine di dare una unica interpretazione al valore della capacità delle batterie...cut...regime di scarica in 5 ore...."


          Saluti

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          • #6
            scusatemi errore mio!!!!!! mi era sfuggito un'h avevo letto 90 a invece di 90ah ..ha perfettamente ragione lupo alberto!!!!sono 90 ampere ora per 5 ore che vanno moltiplicatie non divisi per trovare la capacità della batteria...

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            • #7
              Originalmente inviato da Lupo Alberto Visualizza messaggio


              12 v - 90 Ah (5h) .....

              Indica la capacità di erogare la corrente (90 Ampere, in questo caso) per un tempo STANDARD minimo di 5 ore. E' una metodologia adottata per poter confrontare in modo univoco le capacità delle batterie, diversamente sarebbe difficile effettuare un confronto.

              120 Ah (20h).... francamente non ho mai visto questa indicazione, dove l'hai vista ? su una batteria trazione o stazionaria ?

              Piccola precisazione: gli ampere, unità di misura della corrente, si indicano con la A maiuscola.

              .
              Ciao Lupo Alberto,queste indicazioni sono riportate su una piccola batteria instalata su una piattaformina aerea,dove sono riportate entrambe le diciture e cioe' 90Ah (5h) 120Ah (20 h) il tutto a 12V batteria trazione a piastre piane Ciao e grazie

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              • #8
                90 Ah in 5h

                oppure

                120Ah in 20h sono la stessa cosa. Cioe:

                Rappresentano la capacità della batteria sulla quale viene eseguita una 'scarica'
                in 5 ore oppure in 20 ore (chiaramente varia la capacità)
                Le batterie che hai menzionato sono sicuramente delle batterie monoblocco
                che possono essere di 'Trazione' cioè con piastre tubolari (circa 1200 cicli di ricarica) o 'semitrazione' con piastre piane(circa 500 cicli di ricarica).

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                • #9
                  info rabbocco batteria

                  chiedo a voi esperti come si fàla manutenzione alla batteria.
                  io ho un OM EU18 con 11 anni di vita (batteria FIAMM 72v) però con 1100 ore.
                  lo ricarico una volta la settimana e aggiungo acqua distillata ogni mese.
                  devo fergli qualcos'altro o vado avanti cosi?
                  grazie per gli aiuti

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                  • #10
                    Puoi anche dargli una lavata una volta all'anno con una spugna bagnata, ma la cosa importante è rabboccare la batteria dopo la carica.

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                    • #11


                      1) Confermo rabbocco acqua solo DOPO ricarica, SE necessario, cioè se le piastre sono scoperte
                      2) Pulizia delle connessioni, cioè dove sono collegati i cavi positivo e negativo, spazzolando via l'ossido che si forma ed una bella pennellata di vasellina (...eh sì, serve proprio a questo....)
                      3) Aspirazione acqua dal cassone, se necessario; tra i singoli elementi c'è dello spazio che in caso di fuoriscita di acqua/acisdo si può riempire. E' importante fare attenzione che non vi rimanga, poichè con il tempo può rovinare la protezione interna del cassone con il risultato che si può sfondare.

                      Una piccola annotazione: la carica và fatta preferibilmente con la batteria con capacità residua inferiore al 40/50%; caricarla prima significherebbe accorciagli la vita.....cosa che non è certamente il nel tuo caso

                      Commenta


                      • #12
                        Una piccola annotazione: la carica và fatta preferibilmente con la batteria con capacità residua inferiore al 40/50%; caricarla prima significherebbe accorciagli la vita.....cosa che non è certamente il nel tuo caso
                        [/QUOTE]

                        Perche? E' un'indicazione che arriva sempre dal manuale FAAM da te precedentemente indicato?

                        Commenta


                        • #13
                          greziemille perle risposte.
                          un'altra domnda, quando l'ho comperato in dotazione alla batteria c'era il Densimetro + Termometro. a cosa serve?
                          il rabbocco si fà solo con acqua distillata?

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                          • #14
                            Se la batteria ha 11 anni, è consigliabile una carica di desolfatazione (carica di durata 24-36 ore a basso amperaggio), ed un equalizzazione dell'elementi a fine carica.

                            Il densimetro serve per misurare la densità dell'elettrolito negli elementi ed il termometro la temperatura, naturalmente.

                            La densità conviene misurarla a fine carica, dopo circa una mezz'ora.Gli elementi nuovi dovrebbero essere 1,28 kg/l, usati come i tuoi è un miracolo se sviluppano 1,22 kg/l circa.
                            E' corretto che negli elementi si aggiunga SOLAMENTE acqua distillata, perchè l'acido è sempre presente negli elementi, è l'acqua che evapora!! Altrimenti modificheresti la densità negli elementi procurando sicuramente danno alle piastre della batteria.

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                            • #15
                              Originalmente inviato da alecattelan Visualizza messaggio
                              Salve a tutti : aprofitto della vostra competenza per chiedere ragguagli su un tipo di batteria che ogni tanto mi capita : cosa significa esempio : 12 V 90 ah (5h) 120 ah (20h) ? come vanno interpretate le due capacita? Grazie Ciao a tutti
                              Si tratta di una batteria per trazione leggera(piccola spazzatrice o lavapavimenti, transpallet ecc...).
                              Confermo quello che hanno già scritto:
                              vuole dire che quella batteria scarica 90 Ah in 5 ore o 120Ah in 20 h.

                              Generalmente il valore di riferimento è quello in 20 ore......

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                              • #16
                                Originalmente inviato da orion-dualsteer Visualizza messaggio
                                chiedo a voi esperti come si fàla manutenzione alla batteria.
                                io ho un OM EU18 con 11 anni di vita (batteria FIAMM 72v) però con 1100 ore.
                                lo ricarico una volta la settimana e aggiungo acqua distillata ogni mese.
                                devo fergli qualcos'altro o vado avanti cosi?
                                grazie per gli aiuti
                                Innanzitutto....complimenti per la vita della batteria!
                                Se fossero tutti come te.....morirei di fame!
                                Continua così, visti i risultati di longevità!
                                Confermo qto detto da lupo alberto in toto.
                                Ah, ricorda che qdo metti la vaselina devi poi continuare a rimetterla ogni qualvolta si scioglie(per il calore), altrimenti il piombo ossiderà più velocemente!

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                                • #17
                                  Un saluto a tutti !

                                  Sono intenzionato all'acquisto di un buon caricabatterie con la funzione di desolfatazione delle piastre, vorrei sentire il parere di qualcuno che lo possiede già.
                                  Ho anche la possibilità di costruirlo, solo che non ancora ho trovato uno schema elettrico valido.
                                  Cosa ne pensate?

                                  Commenta


                                  • #18
                                    X falanghino.
                                    Scusa ma se non sai neanche cosa sighifica disolfatazione come fai a costruire un carica batterie?
                                    Perche occorre uno schema?
                                    Ti consiglio di chiamare en esperto e fai controllare la batteria, è probabile che devi darla al recupero rottami.
                                    Non spendere soldi inutilmente.
                                    Se dici in che zona ti trovi è probabile che qualche anima buona viene a trovarti seza che gli paghi la chiamata.
                                    Nino.

                                    Commenta


                                    • #19
                                      Originalmente inviato da falanghino Visualizza messaggio
                                      Un saluto a tutti !

                                      Sono intenzionato all'acquisto di un buon caricabatterie con la funzione di desolfatazione delle piastre, vorrei sentire il parere di qualcuno che lo possiede già.
                                      Ho anche la possibilità di costruirlo, solo che non ancora ho trovato uno schema elettrico valido.
                                      Cosa ne pensate?
                                      1)come funziona la batteria?
                                      Semplicemente: durante la scarica l'acido viene assorbito dalle piastre, che restano immerse in acqua; durante la carica l'acido viene espulso dalle piastre e, tramite l'ebollizione dell'elettrolito, l'acido si rimescola con l'acqua.Solo nell'ultima mezz'ora/ora di carica viene rimescolato tutto l'elettrolito ed è per questo che sono sconsigliate le cariche parziali(biberonaggio).

                                      2)la solfatazione
                                      Se, per esempio, per molto tempo la batteria rimane scarica o non viene ricaricata completamente....una parte delle piastra(o l'intera piastra) rimane a bagno nell'acqua ed ossida. La piastra ossidata non permette più l'effetto "spugna" sopracitato di assorbimento e rilascio dell'acido, riducendo la capacità dell'accumulatore.

                                      3)cosa fare?
                                      Chiamare un tecnico che,in base alla propria esperienza ed alle verifiche che può effettuare in loco sull'accumulatore, proporrà o la sostituzione della batteria o la possibilità di fare un "trattamento di desolfatazione" che consiste nella carica della batteria fatta con un raddrizzatore manuale che permette di far scaldare parecchio le piastre(bisogna conoscere bene le batterie, altrimenti il rischio e di "cuocerle"!!!!) e nella successiva scarica fatta con uno scaricabatterie che consente di verificarne il rendimento. L'operazione di carica e scarica viene ripetuta più volte. Conta che la carica viene efettuata in circa 10 ore e per la scarica ci vogliono dalle 2 alle 5 ore. Per ripetere l'operazione ci può volere anche un fermo-batteria di 1 settimana nella peggiore delle ipotesi.

                                      Diffida da chi ti vuole cambiare o aggiungere acido solforico.
                                      Ti consiglio di rivolgerti ad un tecnico di una marca conosciuta che ti può garantire il miglior servizio.
                                      Marco

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                                      • #20
                                        Se devi sostituire il caricabatterie hai due opzioni:
                                        - classico a trasformatore
                                        - ad alta frequenza
                                        Per il primo tipo(più diffuso) evita come la peste quelli con microprocessori ed amenicoli vari: il miglior raddrizzatore, a parità di tensione ed Ampère erogati, è quello che pesa di più: più è pesante e....più rame ha il trasformatore! Il funzionamento delle schede è lo stesso e deve soddisfare le 3 fasi di carica. Meglio se ha un amperometro.
                                        Per il secondo......hanno dimensioni contenute, caricano mediamente la batteria un pochino più velocemente ma.....costano di più e per ripararli devi mandarli in assistenza, mentre per quelli normali, un tecnico delle batterie o dei muletti decente è ingrado di riparartelo.

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                                        • #21
                                          ?

                                          Originalmente inviato da TUDORman Visualizza messaggio
                                          Se devi sostituire il caricabatterie hai due opzioni:
                                          - classico a trasformatore
                                          - ad alta frequenza
                                          Per il primo tipo(più diffuso) evita come la peste quelli con microprocessori ed amenicoli vari: il miglior raddrizzatore, a parità di tensione ed Ampère erogati, è quello che pesa di più: più è pesante e....più rame ha il trasformatore! Il funzionamento delle schede è lo stesso e deve soddisfare le 3 fasi di carica. Meglio se ha un amperometro.
                                          Per il secondo......hanno dimensioni contenute, caricano mediamente la batteria un pochino più velocemente ma.....costano di più e per ripararli devi mandarli in assistenza, mentre per quelli normali, un tecnico delle batterie o dei muletti decente è ingrado di riparartelo.
                                          Bisogna pero' spiegare anche quali sono i vantaggi di quelli ad alta frequenza,perche' cosi'ogniuno puo' ragionare in termini di costo-beneficioCiao

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                                          • #22
                                            Batteri Trazione.

                                            BUONGIORNO!
                                            C'è da distinguere intanto che in commercio ci sono due tipi di batterie trazione.
                                            1° A placche piane.
                                            2° A placche tubolare.
                                            Le placche piane sono quelle che indicano che la batteria è del tipo economico, è indicata per utenti poco esigenti, e comunque sono batterie delicate, e con vita breve molto vulnerabbili a eventuale eccesiva temperatura.
                                            Le placche tubolatri sono più indicate ma comunque, quando la batteria vieve consegnata sarebbe opportuno che la messa in opera (o in funzione) venga effetuato da persona competente.
                                            Devo dire che di str....te in giro se ne dicono tante, e mi dispiace in quanto l'utente non viene tutelato molte aziende hanno l'unico obittivo da raggiungere "la vendita", fatta la cosegna da parte del corriere il rapporto è terminato.
                                            Devo farvi notare che deve distinguersi l'insolfatazione, dall'equalizzazione.
                                            L'insolfatazione, è un problema che insorge se la batteria rimane abbandonata per parecchi mesi, ed in particolare se invece di aggiungere acqua distillata, viene aggiunta acqua contenente calcare, la preseza di calcare è visibile, svitando il tappo dell'elemento, è meglio visibile in quelle batterie ove, non viene inserito il paraspruzzi quando vengono prodotte, pertanto si può notare che le placche, sono diventate di colore biancastro.
                                            La disolfatazione è quasi sempre possibile, se effetuato in aziende con radrizzatori ad impulsi -che costano oltre 10.000,00 euro- e da personale veramente competente.
                                            Sono radrizzatori utilizzati da produttori di accumulatori, che li usano per la formazione.
                                            Utilizzare radrizzatori normali è sconsigliabile, in quanto non è garantito il recupero della batteria, o comunque possibile se la fase d'insolfatazione non è cronica.
                                            L'equalizzazione è un problema, che si rende necessaria per le batterie usate in aziende con grosse esigenze operative, dove necessitano la ricarica in tempi ristretti effetuano la ricarica con corrente molto alta .
                                            Gli elementi che formano la batteria nominalmente sono uguali, ma in effetti tra di loro ci sono piccole differenze stutturali che ne fanno la differenza in potenza disponibile nell'erogazione, e capacità di autonomia, tali differenze si risaltano nell'uso ad alta esigenza, sia nei tempi di scarica che di ricarica, pertanto alcuni radrizzatori hanno la funzione di equalizzazione, generalmante utilizzata a fine settimana in quanto vi è disponibilità di tempo, in prativa quando la scheda di controllo ha staccato il radrizzatore per batteria carica, ad intervalli di tempo lo riattacca dando delle cariche supplementari per equalizzare il livello di carica degli elementi.
                                            Devo far notare a chi conosce il TEOREMA di NORTON E TEVERIN che applicandolo, può ben capire le problematiche relative al dimensionamento del carica batterie in relazione della capacità della batteria, in quanto la legge del mercato è inesorabilmente padrona, delle scelte, il peso del radrizzatore è sicuramente l'indice del costo, ma le aziende che li producono per stare nei costi di mercato, e della concorrenza, sono stati costretti a ridurre al massimo il materiale nel componente primario, ma se il venditore è un competente può dare al cliente un radrizzatore che entra nelle caratteristiche di dimensionamento perfezionando l'opera, nella taratura al momento della messa in opera (adattare l'ingresso al radrizzatore alla tensione di rete).
                                            La ricarica dell'accumulatore dev'essere effutuata prima che scenda al disotto del 20% (consigliato dai produttori) personalmente suggerisco prima del 40% questo perche, la corrente iniziale della ricarica sia più bassa possibile e con una corrente finale più vicina possibile a quella iniziale.
                                            l'ideale è una corrente costante a valore idealmente basso, dette caratteristiche sono garantite da carica batterie ad alta frequenza.
                                            Il termometro viene dato proprio per controllare la temperatura che raggiunge la betteria nel processo di ricarica, maggiore è la corrente tanto maggiore è la temperatura che raggiunge l'elettrolite e quindi la batteria, una temperatura troppo alta è distruttiva per il separatore ed comunque agevola l'ivecchiamento precoce dell'elemento, la pasta presente nel tubolare, fuoriesce posandosi sul fondo e quindi arrivata al livello delle piastre le cortocircuita provvocando l'autoscarica, e nel processo di carica la corrente attraversa il materiale sul fondo senza caricare l'eletrolite, nei vecchi radrizzatori era presente la sonda da inserire negli elementi che superata una determinata temperatura il radrizzatore andava in pausa riprendendo la carica quando la temperatura scendeva.
                                            QUINDI non sono i cicli di carica che invecchiano la batteria, ma il modo d'impiego e quindo la professionalità del venditire e del manutentore.
                                            Per controllare il livello di carica è da usare il densimetro, unico strumento veritiero,da utilizzare in qualsiasi momento e condizione, ad eccezione al momento subito dopo aver aggiunto acqua in quanto nella parte superiore dell'elemento è presente acqua non ancora mescolata con l'acido solforico, l'indicatore di carica del tipo elettronico sono da monitoraggio esclusivo, in quanto rilevavo la tensione della batteria, alcune marche sono totalmente inaffidabili.
                                            Per esempio se prendiamo una battreia da 12 v (qualsiasi capacità)
                                            se buona è carica al massimo senza carico si rileva una tensione di 12,80v, invece se scarica ed è buona indica una tensione di 12,00 volt, a salire in funzione della carica pertanto è chiaro che in presenza di carico la misurazione è alterata.

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                                            • #23
                                              Originalmente inviato da alecattelan Visualizza messaggio
                                              Bisogna pero' spiegare anche quali sono i vantaggi di quelli ad alta frequenza,perche' cosi'ogniuno puo' ragionare in termini di costo-beneficioCiao
                                              Ok. Ti racconto però la favola di Bianca neve ed i sette nani o........le cose come stanno???

                                              I raddrizzatori ad alta frequenza permettono in teoria una ricarica più veloce dell'accumulatore ed una minore ebollizzione dell'elettrolito.
                                              Allora........tu mi dici che vuoi un caricabatterie a ad impulsi, io, per esempio, in casa ce l'ho: per qto mi riguarda è comodo xchè con un caricabatterie soddisfo fino a 3 tipi di amperaggio differenti.
                                              Esatto, xchè mi dà X Ah la ricarica in 8 ore, YAh me la ricarica in 10 ore e Z Ah me la ricarica in 12 ore.
                                              Se sei fortunato che la tua batteria ha la potenza X......avrai una ricarica più veloce altrimenti........rischi qtomeno di andare pari con un raddrizzatore a trasformatore.
                                              Oltretutto abbiamo a disposizione 2 curve di carica da configurare: 1 a corrente costante ed 1 tradizionale.Questo è un esempio di qto ti può accadere.....purtroppo, se il venditore se ne sbatte.
                                              Se so che usi bene il muletto potrei anche rischiare di metterti la curva più performante per la batteria che è la seconda ma, se so che usi male la batteria( non la carichi mai completamente, la ricarichi qdo è ancora carica, non la ricarichi almeno un aio di volte al mese ecc....) ti metterei la curva standard.
                                              Per cui rischi di aver speso il 20% in più per un prodotto standard( qtomeno xchè non te ne rendi conto dei benefici del raddrizzatore ad alta frequenza in un uso normale!) !

                                              Per cui, casi rari a parte, i vantaggi concreti sono le minori dimensioni ed il minore assorbimento di corrente.
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                                              • #24
                                                Originalmente inviato da ninoapr Visualizza messaggio
                                                BUONGIORNO!
                                                C'è da distinguere intanto che in commercio ci sono due tipi di batterie trazione.
                                                1° A placche piane.
                                                2° A placche tubolare.
                                                Le placche piane sono quelle che indicano che la batteria è del tipo economico, è indicata per utenti poco esigenti, e comunque sono batterie delicate, e con vita breve molto vulnerabbili a eventuale eccesiva temperatura.
                                                Le placche tubolatri sono più indicate ma comunque, quando la batteria vieve consegnata sarebbe opportuno che la messa in opera (o in funzione) venga effetuato da persona competente.
                                                Devo dire che di str....te in giro se ne dicono tante, e mi dispiace in quanto l'utente non viene tutelato molte aziende hanno l'unico obittivo da raggiungere "la vendita", fatta la cosegna da parte del corriere il rapporto è terminato.
                                                Devo farvi notare che deve distinguersi l'insolfatazione, dall'equalizzazione.
                                                L'insolfatazione, è un problema che insorge se la batteria rimane abbandonata per parecchi mesi, ed in particolare se invece di aggiungere acqua distillata, viene aggiunta acqua contenente calcare, la preseza di calcare è visibile, svitando il tappo dell'elemento, è meglio visibile in quelle batterie ove, non viene inserito il paraspruzzi quando vengono prodotte, pertanto si può notare che le placche, sono diventate di colore biancastro.
                                                La disolfatazione è quasi sempre possibile, se effetuato in aziende con radrizzatori ad impulsi -che costano oltre 10.000,00 euro- e da personale veramente competente.
                                                Sono radrizzatori utilizzati da produttori di accumulatori, che li usano per la formazione.
                                                Utilizzare radrizzatori normali è sconsigliabile, in quanto non è garantito il recupero della batteria, o comunque possibile se la fase d'insolfatazione non è cronica.
                                                L'equalizzazione è un problema, che si rende necessaria per le batterie usate in aziende con grosse esigenze operative, dove necessitano la ricarica in tempi ristretti effetuano la ricarica con corrente molto alta .
                                                Gli elementi che formano la batteria nominalmente sono uguali, ma in effetti tra di loro ci sono piccole differenze stutturali che ne fanno la differenza in potenza disponibile nell'erogazione, e capacità di autonomia, tali differenze si risaltano nell'uso ad alta esigenza, sia nei tempi di scarica che di ricarica, pertanto alcuni radrizzatori hanno la funzione di equalizzazione, generalmante utilizzata a fine settimana in quanto vi è disponibilità di tempo, in prativa quando la scheda di controllo ha staccato il radrizzatore per batteria carica, ad intervalli di tempo lo riattacca dando delle cariche supplementari per equalizzare il livello di carica degli elementi.
                                                Devo far notare a chi conosce il TEOREMA di NORTON E TEVERIN che applicandolo, può ben capire le problematiche relative al dimensionamento del carica batterie in relazione della capacità della batteria, in quanto la legge del mercato è inesorabilmente padrona, delle scelte, il peso del radrizzatore è sicuramente l'indice del costo, ma le aziende che li producono per stare nei costi di mercato, e della concorrenza, sono stati costretti a ridurre al massimo il materiale nel componente primario, ma se il venditore è un competente può dare al cliente un radrizzatore che entra nelle caratteristiche di dimensionamento perfezionando l'opera, nella taratura al momento della messa in opera (adattare l'ingresso al radrizzatore alla tensione di rete).
                                                La ricarica dell'accumulatore dev'essere effutuata prima che scenda al disotto del 20% (consigliato dai produttori) personalmente suggerisco prima del 40% questo perche, la corrente iniziale della ricarica sia più bassa possibile e con una corrente finale più vicina possibile a quella iniziale.
                                                l'ideale è una corrente costante a valore idealmente basso, dette caratteristiche sono garantite da carica batterie ad alta frequenza.
                                                Il termometro viene dato proprio per controllare la temperatura che raggiunge la betteria nel processo di ricarica, maggiore è la corrente tanto maggiore è la temperatura che raggiunge l'elettrolite e quindi la batteria, una temperatura troppo alta è distruttiva per il separatore ed comunque agevola l'ivecchiamento precoce dell'elemento, la pasta presente nel tubolare, fuoriesce posandosi sul fondo e quindi arrivata al livello delle piastre le cortocircuita provvocando l'autoscarica, e nel processo di carica la corrente attraversa il materiale sul fondo senza caricare l'eletrolite, nei vecchi radrizzatori era presente la sonda da inserire negli elementi che superata una determinata temperatura il radrizzatore andava in pausa riprendendo la carica quando la temperatura scendeva.
                                                QUINDI non sono i cicli di carica che invecchiano la batteria, ma il modo d'impiego e quindo la professionalità del venditire e del manutentore.
                                                Per controllare il livello di carica è da usare il densimetro, unico strumento veritiero,da utilizzare in qualsiasi momento e condizione, ad eccezione al momento subito dopo aver aggiunto acqua in quanto nella parte superiore dell'elemento è presente acqua non ancora mescolata con l'acido solforico, l'indicatore di carica del tipo elettronico sono da monitoraggio esclusivo, in quanto rilevavo la tensione della batteria, alcune marche sono totalmente inaffidabili.
                                                Per esempio se prendiamo una battreia da 12 v (qualsiasi capacità)
                                                se buona è carica al massimo senza carico si rileva una tensione di 12,80v, invece se scarica ed è buona indica una tensione di 12,00 volt, a salire in funzione della carica pertanto è chiaro che in presenza di carico la misurazione è alterata.
                                                Ferma ferma ferma !!!!! Mi sa che stai facendo un po' di confusione. Spero tanto che tu sia un curioso e appassionato perchè se sei del mestiere.........scusami ma proprio non ci siamo!! Hai detto una serie di inesattezze mostruose, da rabbrividire.
                                                Iniziamo........sigh!
                                                PIASTRA PIANA E TUBOLARE
                                                qui si parlava di batterie da muletto e, se mi trovi degli elementi a piastra piana.....sei un fenomeno!!!! Magari qche elemento proveniente dai Paesi dell'est ma.....secondo me non esistono proprio più!
                                                Esistono i MONOBLOCCHI a pastre piane o tubolari, 6V, 12V ecc.....
                                                Come hai detto giustamente la piastra corazzata tubolare offre maggiori performance, soprattutto negli anni ma....c'è qche eccezione.
                                                Se prendiamo le classiche 6V 240Ah(c 20)....ebbene, ci sono le americane trojan che sono a piastre piane, eppure hanno una durata pari alle classiche a piastra tubolare corazzata.
                                                Generlamente la piastra piana è un prodotto per trazione leggera più economica alla piastra tubolare.
                                                Chi vende batterie industriali non ha dei bonus in base alle vendite(se ci sono sono irraggiungibili, specie in questo periodo), al massimo ne compri un grosso stock a magazzino ed hai più sconto.

                                                "INSOLFATAZIONE"
                                                Bene, se mi trovi che cos'è l'insolfatazione.......vinci una coppa!
                                                NON ESISTE !!!!!! SI chiama S O L F A T A Z I O N E !!!!!
                                                FOrse non hai proprio compre il come avviene chimicamente la solfatazione.
                                                La batteria ha all'interno un elettrolito composto da acqua distillata ed acido solforico. Qdo la batteria si scarica, l'acido viene assorbito dalle piastre....che si trovano così immerse in acqua. Una batteria lasciata parecchio tempo scarica si solfata, cioè si ossida in qto il piombo e l'antimonio(di cui sono fatte le piastre) immersi in acqua....ossidano e lo strato di ossido impedisce l'effetto spugna delle piastre abbassando l'autonomia di scarica.
                                                DUrante la ricarica l'acido esce dalle piastre e si deposita sul fondo del vaso. Occorre far bollire l'elettrolito xchè l'acido e l'acqua si rimescolino( si stratificano a cusa dei diversi pesi specifici) e solo nell'ultima ora di carica l'elettrolito si riesce a rimescolare nella parte più alta. Per questo è dannoso il biberonaggio, xchè non permette mai una rimescolazione completa dell'elettrolito.
                                                Altro caso di solfatazione: la bateria non viene mai scaricata all'80% ma solo al 20% e poi si ricarica. SOlfatazione xchè le piastre non riescono a fare l'effetto spugna ed assorbire l'acido, si induriscono e si perde così autonomia.
                                                Ci sono poi altri casi particolari ma generalizziamo, s eno scrivo un libro!
                                                La cosa dei caricabatterie da 10mila euro a d alta frequenza è una grandissima boiata!!! Ma chi te l'ha detta sta cosa? Ti hanno fregato!!!
                                                Leggi nel post precedente come si fa a ripristinare l'autonomia di una batteria solfatata!

                                                ACQUA O..........ACQUA DISTILLATA??

                                                Se devo essere sincero ho parecchie aziende dove usano acqua del rubinetto per i rabbocchi e la vita della batteria o la resa è assolutamente normale e nella media.
                                                CALCARE ?! Ma che dici!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
                                                L'acqua distillata o DEMINERALIZZATA, serve per problemi di conducibilità elettrica, mica per il calcare !!! Non sto qui a parlarti di formule e parametri per la conducibilità elettrica......non è il caso, ma prima di dire boiate, informati sui libri(prima) e "sul campo"(dopo).

                                                EQUALIZZAZIONE

                                                Questa volta hai studiato bene, complimenti!

                                                DIMENSIONAMENTO CARICABATTERIE(ed altre amenità..)

                                                1) la vita della batteria è calcolata in CICLI(1500), non l'ho inventato io, è una norma internazionale. Che poi dipenda dall'uso....beh, come tutte le cose del mondo!
                                                Il densimetro: cosa te ne fai se non sai usarlo? Cosa ti serve sapere la densità dell'acido se non sei a conoscenza di come viene usato il mezzo, di come viene caricato, qte ore ha lavorato al momento del prelievo di acido ecc....??? La densità da sola non dice nulla, l'unico momento in cui puoi capire qcosa(da profano) è alla fine della ricarica. Se non hai un tester, nel 90% dei casi col densimetro puoi dare l'acqua al bonsai e basta.
                                                Il dimensionamento dela caricabatterie rispetto alla batteria va fatto da un tecnico e va rispettato. E non si risparmia. Punto.
                                                Chi ti dà un raddrizzatore con carica iniziale non sufficiente o al limite e poi abbassa la tensione sul trasformatore....è un pirla.
                                                Il professionista ti consiglia la soluzione migliore, poi se a te non va bene....libero di scegliere altri prodotti, ma le specifiche restano.
                                                Ora, con tutte le cavolate che hai detto.............cosa ha capito di un caricabaterie? Ora che hai fatto il saputello sparandone di ogni.....chi hai aiutato??
                                                Su un forum, secondo me, bisogna essere chiari, semplici....non siamo qui per vendere ma per darci una mano!
                                                Poi chiaro, s emi pungi sul vivo........io sono 12 anni che vivo sulle batterie e la mia azienda è da 30 che fa solo questo.
                                                Ed è la differenza tra un professionista serio e chi si improvvisa tale.
                                                Se vuoi manuali tecnici o altro su cui documentarti sono a tua disposizione.
                                                Ma attento a quello che dici per cortesia.......

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                                                • #25
                                                  Originalmente inviato da falanghino Visualizza messaggio
                                                  Un saluto a tutti !

                                                  Sono intenzionato all'acquisto di un buon caricabatterie con la funzione di desolfatazione delle piastre, vorrei sentire il parere di qualcuno che lo possiede già.
                                                  Ho anche la possibilità di costruirlo, solo che non ancora ho trovato uno schema elettrico valido.
                                                  Cosa ne pensate?
                                                  Volevo solo sapere se la funzione di desolfatazione di apparecchi tipo il ctek 25000 (per portare solo un esempio) e equivalenti funziona veramente o se è prerogativa di apparecchi più costosi e per quello citato prima solo uno specchietto per le allodole per indurre a comprare il cliente sprovveduto con conseguenze di avere una fregatura.Non mi serve sapere come funziona un accumulatore al piombo nè sapere come funziona la desolfatazione delle piastre che dovrebbe essere condotta con una carica ad impulsi con la frequenza di circa 3,26 Mhz e semionda positiva.In quest'ultimo caso ho trovato anche uno schemino elettrico da costruire che però ha una frequenza di 1000 Hz e non è adatto in quanto la frequenza da usare dovrebbe essere quella di risonanza dei cristalli di solfato di piombo per permettere così la demolizione per così dire meccanica degli stessi e riportare così l'efficienza dello scambio elettrolitico della batteria ad uno stato migliore.

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                                                  • #26
                                                    Lascia perdere. Ne ho comprato uno per provarlo.
                                                    Se la batteria è molto solfatata non fa nulla purtroppo. In questo cao si hanno risultati migliori con un normale caricabatterie manuale.
                                                    Ma come caricabatterie va benissimo e mi pare abbia anche una funzione di mantenimento carica.

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                                                    • #27
                                                      Originalmente inviato da TUDORman Visualizza messaggio
                                                      Ferma ferma ferma !!!!! Mi sa che stai facendo un po' di confusione. Spero tanto che tu sia un curioso e appassionato perchè se sei del mestiere.........scusami ma proprio non ci siamo!! Hai detto una serie di inesattezze mostruose, da rabbrividire.
                                                      Iniziamo........sigh!
                                                      PIASTRA PIANA E TUBOLARE
                                                      qui si parlava di batterie da muletto e, se mi trovi degli elementi a piastra piana.....sei un fenomeno!!!! Magari qche elemento proveniente dai Paesi dell'est ma.....secondo me non esistono proprio più!
                                                      Esistono i MONOBLOCCHI a pastre piane o tubolari, 6V, 12V ecc.....
                                                      Come hai detto giustamente la piastra corazzata tubolare offre maggiori performance, soprattutto negli anni ma....c'è qche eccezione.
                                                      Se prendiamo le classiche 6V 240Ah(c 20)....ebbene, ci sono le americane trojan che sono a piastre piane, eppure hanno una durata pari alle classiche a piastra tubolare corazzata.
                                                      Generlamente la piastra piana è un prodotto per trazione leggera più economica alla piastra tubolare.
                                                      Chi vende batterie industriali non ha dei bonus in base alle vendite(se ci sono sono irraggiungibili, specie in questo periodo), al massimo ne compri un grosso stock a magazzino ed hai più sconto.

                                                      "INSOLFATAZIONE"
                                                      Bene, se mi trovi che cos'è l'insolfatazione.......vinci una coppa!
                                                      NON ESISTE !!!!!! SI chiama S O L F A T A Z I O N E !!!!!
                                                      FOrse non hai proprio compre il come avviene chimicamente la solfatazione.
                                                      La batteria ha all'interno un elettrolito composto da acqua distillata ed acido solforico. Qdo la batteria si scarica, l'acido viene assorbito dalle piastre....che si trovano così immerse in acqua. Una batteria lasciata parecchio tempo scarica si solfata, cioè si ossida in qto il piombo e l'antimonio(di cui sono fatte le piastre) immersi in acqua....ossidano e lo strato di ossido impedisce l'effetto spugna delle piastre abbassando l'autonomia di scarica.
                                                      DUrante la ricarica l'acido esce dalle piastre e si deposita sul fondo del vaso. Occorre far bollire l'elettrolito xchè l'acido e l'acqua si rimescolino( si stratificano a cusa dei diversi pesi specifici) e solo nell'ultima ora di carica l'elettrolito si riesce a rimescolare nella parte più alta. Per questo è dannoso il biberonaggio, xchè non permette mai una rimescolazione completa dell'elettrolito.
                                                      Altro caso di solfatazione: la bateria non viene mai scaricata all'80% ma solo al 20% e poi si ricarica. SOlfatazione xchè le piastre non riescono a fare l'effetto spugna ed assorbire l'acido, si induriscono e si perde così autonomia.
                                                      Ci sono poi altri casi particolari ma generalizziamo, s eno scrivo un libro!
                                                      La cosa dei caricabatterie da 10mila euro a d alta frequenza è una grandissima boiata!!! Ma chi te l'ha detta sta cosa? Ti hanno fregato!!!
                                                      Leggi nel post precedente come si fa a ripristinare l'autonomia di una batteria solfatata!

                                                      ACQUA O..........ACQUA DISTILLATA??

                                                      Se devo essere sincero ho parecchie aziende dove usano acqua del rubinetto per i rabbocchi e la vita della batteria o la resa è assolutamente normale e nella media.
                                                      CALCARE ?! Ma che dici!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
                                                      L'acqua distillata o DEMINERALIZZATA, serve per problemi di conducibilità elettrica, mica per il calcare !!! Non sto qui a parlarti di formule e parametri per la conducibilità elettrica......non è il caso, ma prima di dire boiate, informati sui libri(prima) e "sul campo"(dopo).

                                                      EQUALIZZAZIONE

                                                      Questa volta hai studiato bene, complimenti!

                                                      DIMENSIONAMENTO CARICABATTERIE(ed altre amenità..)

                                                      1) la vita della batteria è calcolata in CICLI(1500), non l'ho inventato io, è una norma internazionale. Che poi dipenda dall'uso....beh, come tutte le cose del mondo!
                                                      Il densimetro: cosa te ne fai se non sai usarlo? Cosa ti serve sapere la densità dell'acido se non sei a conoscenza di come viene usato il mezzo, di come viene caricato, qte ore ha lavorato al momento del prelievo di acido ecc....??? La densità da sola non dice nulla, l'unico momento in cui puoi capire qcosa(da profano) è alla fine della ricarica. Se non hai un tester, nel 90% dei casi col densimetro puoi dare l'acqua al bonsai e basta.
                                                      Il dimensionamento dela caricabatterie rispetto alla batteria va fatto da un tecnico e va rispettato. E non si risparmia. Punto.
                                                      Chi ti dà un raddrizzatore con carica iniziale non sufficiente o al limite e poi abbassa la tensione sul trasformatore....è un pirla.
                                                      Il professionista ti consiglia la soluzione migliore, poi se a te non va bene....libero di scegliere altri prodotti, ma le specifiche restano.
                                                      Ora, con tutte le cavolate che hai detto.............cosa ha capito di un caricabaterie? Ora che hai fatto il saputello sparandone di ogni.....chi hai aiutato??
                                                      Su un forum, secondo me, bisogna essere chiari, semplici....non siamo qui per vendere ma per darci una mano!
                                                      Poi chiaro, s emi pungi sul vivo........io sono 12 anni che vivo sulle batterie e la mia azienda è da 30 che fa solo questo.
                                                      Ed è la differenza tra un professionista serio e chi si improvvisa tale.
                                                      Se vuoi manuali tecnici o altro su cui documentarti sono a tua disposizione.
                                                      Ma attento a quello che dici per cortesia.......
                                                      Grazie mille per aver posto fine alla diatriba;ho notato che in questo forum spesso si parte con una discussione normalissima e si finisce a "chi e' il piu' bravo"!!! : proprio il sig.Ninoapr precedentemente mi critico' proprio per questo;mi pare che questo signore predichi bene e razzoli male!!

                                                      quindi vi prego,cerchiamo di scambiarci informazioni per amore del nostro lavoro,e non come chiacchiere da bar!!

                                                      A tal proposito apro un nuovo quesito: io spesso mi trovo a dimensionare il raddrizzatore rispetto alla capacita' della batteria;premesso come ho gia' detto,che non sono un superesperto di elettronica (il mio campo e' sicuramente l'oleodinamica e autogru')) ho sempre sentito : 1/5 della capacia',1/6 della capacita' ,il 16% della capacita' .qualcuno puo' dare una risposta definitiva?veramente grazie a chi sapra' scoprire l'arcano

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                                                      • #28
                                                        Batterie avviamento o trazione????

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                                                        • #29
                                                          Originalmente inviato da TUDORman Visualizza messaggio
                                                          Lascia perdere. Ne ho comprato uno per provarlo.
                                                          Se la batteria è molto solfatata non fa nulla purtroppo. In questo cao si hanno risultati migliori con un normale caricabatterie manuale.
                                                          Ma come caricabatterie va benissimo e mi pare abbia anche una funzione di mantenimento carica.
                                                          Che modello è quello che hai provato ?

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                                                          • #30
                                                            Il ctec 25000.........poi l'ho venduto.
                                                            Tu conta che un comune caricabatterie manuale da 10A/15A valido costa cqe sui 120 euro......Questo ne costa, mi pare, più del doppio.

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