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Fitopatologie della Vite

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  • [Vigneto] Fitopatologie della Vite

    Salve ragazzi!

    In questi giorni da noi è iniziato il volo della seconda generazione di tignoletta della vite. Che strategie di difesa adottate nelle vostre aziende??

    Regolatori di crescita, fosforganici tradizionali o bacillus thuringiensis??

    Nella nostra azienda trattiamo, nel caso di varietà a grappolo compatto, la prima generazione con match e la seconda con un estere fosforico a 10 giorni dal picco del volo. Nelle altre varietà saltiamo la prima generazione e trattiamo la seconda con match a inizio volo e rifiniamo con un fosforganico 15gg dopo (clorpirifos o fenitrotion)

    Come vi comportate nelle vostre aziende?

  • #2
    Originalmente inviato da c_h_e_c_c_o

    Come vi comportate nelle vostre aziende?
    Io come primo trattamento faccio questo:
    http://www.syngenta.it/solintra/intr...p=1&albero=100

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    • #3
      Da noi sono già alcuni anni che adottiamo la confusione sessuale. Mettiamo i ferormoni nel vigneto ad aprile e ci dimentichiamo della tignoletta per tutta la stagione. Naturalmente questa strategia viene adottata da tutti coprendo una vasta zona.

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      • #4
        Patologie della vite 2005

        Vorei sapere un pò come è andata quest' anno con le malattie della vite.
        Oidio, peronospora, marciumi vari... ecc. ecc.
        Cosa secondo voi ha contribuito quest'anno alla presenza di un patogeno o meno.

        In particolare come è andata con pinot grigio e mueller thuragau... essendo direttamente interessato...
        [B] [/B]

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        • #5
          In linea di massima nondovrebbe essere stato un anno difficile. Temperature ottimali e piogge mooderate.
          C'è stato però un periodo, mi sembra alla fine di agosto dove c'èera molta umidità e qualche piccola pioggia, dove grazie alle alte T° le micosi andavano che era una bellezza.......la tua peò è un'altra zona

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          • #6
            Qui in toscana niente di grave o fuori routine...abbiamo perfino risparmiato 1 trattamento contro ragno rosso... Al contrario a fine luglio abbiamo dovuto fare un ultima ramatura causa frequenti piogge...visto che il trattamento precedente non abbiamo usato sistemici.

            Per quanto riguarda la produzzione di gran qualità e sui livelli dell'anno scorso. Speriamo solo che la cantina paghi...
            [FONT=Times New Roman]Luca Bini
            [I][URL="http://www.lacapannaccia.com"][COLOR=Green]www.lacapannaccia.com[/COLOR][/URL][/I][/FONT]

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            • #7
              Dalle nostre parti abbiamo controllato bene la peronospora e l'escoriosi nei mesi di maggio e giugno.
              Qualcuno ha avuto problemi di oidio, specialmente in alta collina; nella nostra azienda, usando 4kg/ha di Tiovit, mai visto nulla.
              un match al 20 di maggio e un estere nella prima sett di luglio per il controllo della tignoletta.
              A fine giugno il vigneto era uno spettacolo.
              Infine il mese disastroso di agosto dove su pinot bianco e chardonnay abbiamo avuto problemi di botrite ( 5-8% di grappoli colpiti).
              Avevamo trattato preventivamente con switch e procimidone ma il tempo è stato davvero pessimo.
              Tant'è vero che a metà agosto la peronospora a cominciato a colpire le femminelle dei vitigni più tardivi (cabernet sauvignon e merlot)... e qui non saprei se in questi casi conviene trattare con cimoxanil + fosetil con le prime piogge dopo le cimature, quando spuntano le femminelle, al posto del classico ossicloruro di rame

              Anche le malerbe difficili da contenere quest'anno...

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              • #8
                Da noi quest' anno ha dato problemi in certi casi l' oidio. Nel mio caso quando me ne sono accorto a giugno ho fatto alcuni trattamenti con Topas a 50 g/hl e non ho avuto nessun danno. Quelli che l' hanno trascurato non se la sono più cavata. I tre giorni di acqua dopo ferragosto ci ha rovinato un pochino lo chardonnay che è rimasto molto delicato fino a che non lo si ha vendemmiato. Il Pinot grigio non mi ha dato particolari problemi se non nelle particelle dove le viti avevano subito danni da freddo in primavera con conseguente germogliamento irregolare.In queste particelle l' uva era più sensibile alla botrite.

                X checco. Il cimoxanil da noi non si usa più da qualche anno perchè ormai il ceppo è resistente a questo principio attivo e perciò non è più efficace contro la peronospora. Per le femminelle quello che trovo più efficace è il fosfito di potassio con 100 grammi di Kocide ad ettolitro. Il fosfito di potassio è un concime fogliare ed è risultato efficacissimo contro la peronospora. Non si possono fare però più di 2 trattamenti a stagione. Ecco una testimonianza di due esperti.
                Spettro d'azione/Caratteristiche:
                Il fosfito di potassio è un concime fogliare liquido contenente Fosforo e Potassio ed è indicato per il trattamento di diverse colture durante le fasi di formazione della pianta, dei fiori, dei frutti e durante la maturazione. Fosforo e Potassio così altamente presenti svolgono un’azione di miglioramento delle caratteristiche organolettriche e commerciali del prodotto (colore, sapore, profumo, consistenza e resistenza ai trasporti). Inoltre conferiscono alle colture ad una notevole resistenza a stress ambientali, patogeni (Phytophtora, Bremia, Pseudoperonospora e Peronospora)*.
                Infatti il meccanismo d'azione dello ione Fosfito, che oltre ad apportare nutrimento alla coltura, manifesta una forte attività fungistatica, inducendo la pianta ad una maggiore produzione di sostanze naturali (Fitoalessine) unitamente ad una contemporanea attività, dovuta alla sua trasformazione in acido fosforoso, che rappresenta il prodotto finale ad alta attività fungistatica.

                Il fosfito di k è caratterizzato da una sistemia ascendente e discendente per cui tutta la pianta beneficia della spiccata attività nutrizionale e del forte potere stimolante, il quale, inoltre, attiva il sistema endogeno di protezione della pianta stessa.

                * Markus Kelder (Centro di sperimentazione Agraria e Forestale di Leimburg ad Ora-BZ), Michele Morten (Istituto Agrario di S.Michele all'Adige-TN). Informatore Fitopatologico 1/96.
                Ultima modifica di

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                • #9
                  Che tu sappia il fosfito di potassio è registrato anche su altre colture?

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                  • #10
                    Originalmente inviato da mapomac
                    Che tu sappia il fosfito di potassio è registrato anche su altre colture?
                    Ho dato un occhiata alla confezione e c' è scritto che si può usare su olivo vite drupacee pomacee agrumi actinidia orticole floricole vivai tappeti erbosi cereali ed ornamentali. Non so dirti se è però efficace l' attività fungistatica su queste colture. Sulla vite posso garantire che se si fanno due trattamenti a fine luglio ed inizio agosto non si hanno più problemi di peronospora fino a vendemmia ed ha il vantaggio che non fa resistenza.Non è efficace sul grappolo ma solamente sulla parte verde in particolare le femminelle. Per questo motivo si sconsiglia l' uso da solo ma miscelato con del kocide che è neutro. Usato con altri tipi di rame tipo ossicloruro puo dare problemi di fitotossicità.

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                    • #11
                      x rotarnord, ti ringrazio per la risposta sulle femminelle, anch'io non ero sicuro sul cimoxanil.
                      L'anno prossimo proverò di sicuro.

                      Per quanto riguarda la peronospora su grappolo, me la sono sempre cavata con i due o tre ridomil mz + eventuale forum se le condizioni lo richiedono.

                      Concordo sull'oidio... una volta preso non ti lascia più, un trattamento con topas o equivalente andrebbe sempre fatto.
                      Lo zolfo ad alte dosi non è sempre sufficiente... e in più ora hanno anche tolto il dinocap (nei nostri protocolli di lotta integrata non si poteva + usare da un pezzo..)

                      E' vero che da voi si può ancora usare l' insegar?? bel prodotto quello...

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                      • #12
                        [

                        E' vero che da voi si può ancora usare l' insegar?? bel prodotto quello...[/QUOTE]

                        E' vero.Però non lo si usa nei vigneti in quanto ormai per la lotta contro la tignoletta usiamo il metodo della confusione sessuale, con la posa dei ferormoni. In frutticoltura si usa contro ricamatori e carpocapsa. Qui non l' hanno vietato perchè non si allevano bachi da seta. Infatti questo prodotto fa morire i bachi da seta a 8 km di distanza da dove ha trattato l' insegar. Addiritura una volta che siamo andati a visitare una stazione sperimentale non ci hanno fatto entrare a visitare il laboratorio perchè altrimenti gli sarebbero morte le larve sperimentali.Boh sarà vero?

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                        • #13
                          Settimana scorsa, aiutando a raccogliere la Barbera nel vigneto dello suocero ho notato che in una zona la maturazione dell'uva era molto indietro, ed esaminando le foglie (peraltro più ingiallite della media) ho notato diverse bestioline verdi lunghe circa un mm che se infastidite si muovevano di lato tipo granchio e poi saltavano (Mai viste prima ma posso confermare che non erano marziani).

                          Secondo voi cosa sono ? possono essere responsabili della mancata maturazione ?

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                          • #14
                            Potrebbero trattarsi di cicaline verdi della vite. Fanno danni se l'infestazione è forte siccome pungono la foglia facendo ingiallire e seccare i bordi bloccano un po la maturazione facendo perdere grado zucherino.
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                            • #15
                              Originalmente inviato da Rotarnord
                              Potrebbero trattarsi di cicaline verdi della vite. Fanno danni se l'infestazione è forte siccome pungono la foglia facendo ingiallire e seccare i bordi bloccano un po la maturazione facendo perdere grado zucherino.
                              Si, sembrano proprio loro, hai idea di come si contrastino, pensi che prodotti a base di piretro come quelli che uso per lo Scaphoides dorato per la prevenzione della Flavescenza possano andare bene ? (Seguo il disciplinare bio)

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                              • #16
                                Penso di si perchè lo scaphoides della flavescenza è pur sempre una cicalina e perciò della stessa famiglia.Cmq le cicaline si combattono facilmente con un trattamento ai primi di agosto con un prodotto a base di dimetoato.Io non le ho mai combattute in quanto sulle varietà che possiedo la cicalina non da mai grossi problemi.Se segui un disciplinare bio devi però usare un prodotto ammesso da esso.

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                                • #17
                                  Anche se sono un po' OT qualcuno sa spiegarmi come agisce la flavescenza dorata? Cioè a livello biologico cosa accade nelle paianta?

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                                  • #18
                                    Fitopatologie della Vite

                                    Salve a tutti , mi rivolgo a tutti i viticoltori:secondo voi i trattamenti insetticidi obbligatori funzionano davvero? Dalle mie parti (alessandrino-astigiano) abbiamo l'obbligo di due all'anno ma tre sono cosigliati. Sono finiti tutti i contributi ,che prima erano a pioggia... Ho notato che nelle viti di 4-5 anni e piu' forte la pressione (puo' essere anche legno nero pero') che in quelle vecchie nonostante i tratt. abbattenti (il cascade non funziona). Per non parlare delle vigne abbandonate : le viti dovrebbero essere tutte morte invece, ne ho una vicino, non presentano segni di malattia. BOH quest'anno nelle trappole non hanno trovato schafodeus ( numero trascurabile). Da noi il decreto di lotta e' solo sulla carta nessuno lo fa rispettare nemmeno se fai la segnalazione a i tecnici della regione (sai che tecnici) come ho fatto. Secondo me l'unico modo e' quello di raccogliere varie esperienze fatte sulla nostra pelle dalle varie regioni anche perche' tutti ne parlano ma sono stipendiati. Organizzano convegni nei piu' belli alberghi ma non hanno trovato ancora niente o quasi. Grazie a tutti per la vs. collaborazione.
                                    Ultima modifica di Motivo: unione argomento

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                                    • #19
                                      In toscana (zona chianti) se ne parla appena e ancora non è diffuso...
                                      Piuttosto (visto che sono molto polemico sul disciplinare Biologico) dalle tue parti non è possibile (finalmente) produrre secondo tale disciplinare o ci son deroghe?
                                      [FONT=Times New Roman]Luca Bini
                                      [I][URL="http://www.lacapannaccia.com"][COLOR=Green]www.lacapannaccia.com[/COLOR][/URL][/I][/FONT]

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                                      • #20
                                        Per il biologico si dovrebbe usare il piretro naturale ma non funziona un gran che. Ma mi sembra che abbiano la deroga per fare un abbattente.Qui siamo tutti aderenti alla vecchia 2078 del PSR che dovrebbe limitare l'uso di pesticidi in teoria... In pratica poi alla fine chi e' senza scrupoli puo' concimare e trattare come vuole basta che compri in nero senza fattura.

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                                        • #21
                                          Ciao macanica, il problema della flavescenza è preponderante per il piemonte, forse anche per la sensibilità di alcune varietà tipiche della zona. Il problema di informazione è effettivo, sui quaderni di agricoltura della regione Piemonte tuttavia si dà ampio risalto alle varie campagne di informazione, prevenzione, controllo e… repressione! Resta comunque il fatto che anche nella nostra zona (nord Piemonte - bassa Valle d’Aosta) lo scafoideo c’è, e la flavescenza, almeno con casi conclamati, per ora sembra di no..
                                          Il problema, però, è che in realtà con forte disetaneità delle viti negli impianti, con differenti cloni e addirittura varietà mescolate, con virosi e carenze tra le più disparate, questa fitoplasmosi secondo me è “mascherata” ma presente. Considerando poi l’età media dei viticoltori, l’incolto che avanza e l’anarchia per i trattamenti… ne esce un quadro tutt’altro che roseo, soprattutto per chi non è un semplice hobbista, ma alla viticoltura dedica, come me, parecchie, e mio malgrado troppe, ore/annue ( c’ho pure fatto la tesi di specializzazione, sigh!).
                                          Pertanto vorrei chiederti come operi tu sul vigneto e qual è l’incidenza della malattia che mi dovrò aspettare, anche perché mi risulta che un vivaio da cui in molti ci siamo forniti… ha di recente avuto seri, seri problemi fitosanitari… grazie, ale.

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                                          • #22
                                            ciao fordjans, da quello che ho sentito alle ultime riunioni sindacali, mi sa che con questa malattia dovreme imparare a convivere come, del resto fanno altre regioni del nord italia. Il problema da noi si e' presentato con una certa virulenza circa 4-5 anni fa, all'epoca ricordo una visita del dottor Lorenzo Corino esperto di viticoltura che esercita la sua professinoe nell'albese,zona estranea all'epoca del problema. Mi ricordo che facemmo visita a un vigneto di barbera di circa 40-45 anni di eta' di un'ettaro.Eravamo circa una decina di agricoltori tutti piu' o meno preoccupati, figurati che a distanza si vedeva il vigneto completamente colorato di rosso, (eravamo a inizio agosto sembrava autunno).Dopo una prima analisi il dt.Corino disse di stare tranquilli che era uno stress provocato da erronnee potature e lavorazioni interceppi senza contare la mancanza di professionalita' dell' imprenditore ( lavorava anche a Torino).Mentre gli altri tecnici erano per l'esecuzione di trattamenti insetticidi e per l'estirpazione del vigneto, Corino ci faceva osservare che i polloni basali erano verdi quindi si poteva,secondo lui, recuperare la pianta. All'epoca io,che ho i vigneti nella collina di fronte, non ero stato colpito se non in minima parte (0,5-1 % aziendale) e proprio il mio confinante ha estirpato un vigneto ormai vecchio perche colpito per la sua totalita'(sfruttando anche i contributi regionali circa 30 milioni per Ha.).Comunque quella mattinata fini' a tarallucci e vino con Corino che ci ribadi' di stare tranquilli che erano fenomeni sporadici e colpivano le zone meno vocate ( su questo ne sono convinto).Adesso il problema si e' spostato anche nell'albese ( zona focolaio) e il dottor Corino sta cambiando un po' opinione iniziando a preoccuparsi anche lui.Questo per dire che fino che uno non c'e' dentro, sopprattutto gli agricoltori,lascia sempre andare l'acqua al suo mulino.Adesso e' da un po' di anni che ci fanno effettuare due trattamenti: in un primo tempo ci cosigliavano un regolatore di crescita ( Cascade) da effettuarsi nella prima decade di giugno contro le popol.giovanili dell'insetto vettore,poi sostituito con un insett. abbattente.Un secondo trattamento abbattente viene fatto poi a meta' luglio circa. Devo dire che oltre ai costi del prodotto non e' che tutti erano propensi a i trattamenti anche perche' nel vigneto in queste zone non venivano fatti solo qualche azienda ne fageva uno contro la tignoletta. Oltre tutto visto che il periodo di sicurezza dei trattamenti e' di una ventina di giorni, e' quasi impossibile che uno non effettui lavorazioni manuali tipo la sfogliatura o "tirare su" visto che da noi si usa tanto il guyot o il casarza. Certo che dopo gli insetticidi nel vigneto non vedi piu' un'insetto e respiri proprio un'aria pulita e incontaminata!(Che bella la campagna).Oltre alla flavescenza dorata esistono altri fitoplasmi come il legno nero, quindi anche se basta un'occhiata per capire i sintomi e collegarli al fitoplasma io ci andrei cauto a dichiarare un a pianta infetta o no, anche perche' il responso definitivo puo' essere fatto solo da un'analisi di laboratorio (anzi due per avere riscontro) fra l'altro costosa. Per ora cerchiamo di seguire i tecnici e di fare esperienze sulla nostra pelle, c'e' chi ha provato a risanare il vigneto con la calcio ciannamide (si scrive cosi?) e sostiene di esserci riuscito era scritto anche sui giornali ma i tecnici sono scettici.Io estirpo le piante malate( FD Legno nero mal dell'esca ecc.) in autunno e effettuo i due trattamenti obbligatori anche se non sono totalmente convinto della loro efficacia.Per ora sono colpito in % per un 3-4% aziendale considerando che ci sono cloni come il brachetto e il moscato quasi non colpiti e altri come lo chardonnay(che viene messo nei fondovalle) il barbera e il dolcetto che sono piu' soggetti.Per l'efficacia dei tratt. ci consigliano 1000 lt. acqua per Ha. e volume normale, per te fordjans, la vedo male portarti tutta st'acqua sulle spalle due volte l'anno.Considera che andrebbero fatti possibilmente sulle ore fresche e senza miscelare altri prodotti anticripdogamici (il pastone).Ciao a tutti mi si e' addormentata la tastiera.

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                                            • #23
                                              Nella mia zona è da parecchio tempo che conviviamo (siamo stati tra i primi in Italia ancora negli ultimi anni 80 a combattere contro questa avversità) ma grazie a dio dopo diversi anni di lotta al vettore vigneti spiantati perchè decimati da questo fitoplasma ecc... l'incidenza da flavescenza è ormai nulla, cmq io continuo lo stesso i trattamenti a causa in quanto sono obbligatori anche se vorrei farne a meno. Quest'anno ho utilizzato come prodotto il fenitrotion (esterefosforico) nel formulato microincapsulato.

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                                              • #24
                                                Ciao a tutti, ritiro su la discussione perchè avrei bisogno di un chiarimento.
                                                Ho un piccolissimo vigneto (circa 40 piante) in Canavese e se non ho letto male sono sati segnalati 2 focolai di flavescenza nella zona. L'insetto vettore c'è.
                                                Viste le mie scarse dotazioni tecniche ho fatto un trattamento nella prima quindicina di giugno con piretro+rotenone con uno spruzzatore a mano (pochissimo volume d'acqua, curando però la bagnatura della pagina sup e inf delle foglie).
                                                E' corretto?
                                                Per il secondo trattamento devo variare prodotti, aumentare il volume d'acqua, o cosa?

                                                Alberto

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                                                • #25
                                                  Secondo me no... e ti spiego perché.
                                                  Probabilmente hai usato un abbattente, e in quel periodo la vite era in fioritura! In sostanza hai fatto fuori tutti: scafoideo, hyalestes (vettore del legno nero), coccinelle, api, insetti cattivi e insetti buoni.
                                                  Un'ecatombe, insomma.
                                                  Io ho atteso la completa sfioritura prima di trattare con dell'Etofenprox.

                                                  Comunque guarda i grappoli: stanno chiudendo bene?
                                                  Az. Agr. Il Tralcio

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                                                  • #26
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                                                    Tosi Alessandro

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                                                    • #27
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                                                      • #28
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                                                        Per quanto riguarda i grappoli sembra che vengano su bene anche se in numero eccessivo (è tardi per sfoltire?). In settimana è previsto l'arrivo di un fronte temporalesco, sperando che non trituri tutto.

                                                        In caso di vigne abbandonate, soprattutto nell'astigiano, non c'è l'obbligo dell'espianto della vigna o almeno delle piante infette?

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                                                        • #29
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                                                          saluti

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                                                          • #30
                                                            http://www.regione.piemonte.it/agri/...4/art09-24.htm


                                                            http://www.provincia.cuneo.it/agrico...etermina67.pdf

                                                            Quest'ultimo è relativo alla prov di Reggio Emilia ma contiene spunti per la legislazione a livello nazionale:

                                                            http://www.fitosanitario.re.it/index...zione=25&id=18
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