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mefito
21-10-2006, 22.52.53
Nuova tegola sugli allevamenti,è in dirittura d'arrivo in regione Lombardia
la nuova direttiva nitrati e tanto per cambiare e molto più restrittiva.

Si parte dalla proposta di aumentare del 50% le zone vulnerabili(limite di 170 kg/ha di azoto),concentrate a Brescia,Mantova,Cremona.

Un aumento del44% dell'azoto calcolato nei reflui,prima si calcolava una perdita per volatilizzazzione del 50%,ora sarebbe ridotta al 28%.

Per finire,verrebbero triplicati i valori di azoto nei reflui delle vacche:eek:
determinando un consistente aumento del terreno necessario allo spandimento e alcune pratiche accessorie,per esempio,per poter distribuire reflui in inverno bisogna avere il terreno con una copertura vegetale
ma questo è comprensibile.

Auguri a tutti.....

olmo
22-10-2006, 01.48.27
Comprensibile ? No,mi piacerebbe sapere dai cervelloni che inventano ste' baggianate,come dovrei fare dove ho trinciato il mais.
Visto e considerato che d'inverno non si puo' spandere,dato che non c'e' copertura vegetale,lo si deve per forza fare in primavera,quando l'inverno e' finito.E quando si va a seminare,in luglio ? E le vasche di accumulo di quanto dovrebbero essere ?

Secondo quesito : allora prima sbagliavano i calcoli ? O li sbagliano adesso ?
E' come ammettere di essere stati ignoranti o di esserlo ora,ma tanto chi paga sono sempre i soliti.

mefito
22-10-2006, 08.23.17
Agronomicamente è "comprensibile",che poi sia di difficile attuazione pratica è un altro discorso(cover crop).

Certamente è un problema per le nostre aziende,che generalmente hanno già un elevato carico animale.

bj
22-10-2006, 18.17.07
ecco escogitato il sistema per vincolarti a grandi estensioni di terreno qua in emilia le contrattazioni degli affitti di terreno si sono gia alzate ....................................

pablito
23-10-2006, 11.50.59
da noi in piemonte e' gia un paio d'anni che rompono con i nitrati, io non posso seminare mais dopo 2 anni consecutivi e se lo voglio fare devo seminare una coltura vegetale (che sia verde in inverno) e poi interrarla in primavera quando aro per il mais.

traction
24-10-2006, 12.03.03
E dopo latrati e nitriti , sono arrivati anche i nitrati .
Quì nel veneto la situazione è molto grave , perchè rispetto alle altre regioni del nord , di terra ce ne' proprio poca in rapporto agli allevamenti e gran parte delle areee su cui esistono allevamenti , sono "sensibili" o "vulnerabili" .
Ad una riunione con funzionari regionali , che ci spiegavano quanto azoto per legge caga una vacca o un vitellone , ho fatto due conti con la calcolatrice e ho affermato che un camion di urea corrisponde all' azoto di 400 vitelloni , e migliaia di camion arrivano in padania ogni anno , e vengono distribuiti senza nessun controllo :l:, attimo di panico e risposta al collega a fianco che chiedeva se c' erano contributi per acquistare carri botte .... :333:
Per smaltire i liquami , dovremo pagare : per le vasche , per le botti con gli interratori , per il terreno "gentilmente" messo a disposizione , per la marea di carte necessarie PUA , Comunicazione , addirittura sembra arrivi la bolla di accompagnamento vidimata , per la cacca ...... con estremi catastali del terreno .....
noi capiamo tutto ....:help:... ma a noi chi ci capisce ?

Gianpi
29-10-2006, 12.10.08
X traction: la situazione in veneto è molto complessa, basta dire che non c'è abbastanza terreno per smaltire tutti i liquami.

GabrieleB.
03-11-2006, 16.36.38
E per rincarare la dose, sull'ultimo bollettino della regione fvg è comparsa una legge regionale nella quale tutti i terreni facenti parte del consorzio di bonifica bassa friulana saranno sottoposti ai limiti stabiliti dalla direttiva nitrati

AndreaVerona
05-12-2006, 21.42.20
x traction ma x caso sai quanti ettari mi servono x ogni vitellone? anche noi ci stiamo preoccupando dovremmo correre in cerca di terra in affitto visto che il letame nn lo vuole nessuno ma sapendo quello che ti fa guadagnare la terra dopo che hai pagato l'affitto lavorerò x niente

albe 86
05-12-2006, 23.31.51
Come al solito c'è la volontà di mettere in crisi il nostro settore, come se già non lo fosse abbastanza. Si è passati dai 500 kg di azoto per ettaro ai 340, e adesso voglion già portare il limite (x tutti) a 170 kg. io mi domando nel resto d'europa (es Olanda) come fanno, visto che le leggi dovrebbero essere le stesse. cmq si stanno sviluppando dei sistemi di strippaggio, o cmq di abbattimento dell'azoto che, riducendo l'azoto nei reflui, fa aumentare il carico di bestiame x azienda. Sono sistemi non ancora molto efficienti, e cmq fino a poco tempo fa consistevano semplicemente nell'estrarre N2 da mandar in atmosfera. Mi è stato detto però che c'è un nuovo sistema che dovrebbe vitare anche questo problema. Poi però nascerebbe il problema che, svincolando l'allevamento dalla quantità di terreno x gli spandimenti, ci sarebbe il proliferare di allevamenti, con relativi altri problemi, sempre per noi, come al solito!

X olmo: già adesso non possiamo spandere in inverno, con terreno gelato, e lo stoccaggio x i liquami suini dovrà essere x 180 giorni.
A quanto pare cmq avevano davvero sbagliato i conti x anni, anni in cui si faceva meno attenzione a queste cose. Naturalmente a loro non cambia niente modificar una legge, ci metton due minuti, ma poi a noi....

traction
07-12-2006, 10.25.39
Mi sono letto la normativa che sta per entrare in vigore nella Regione Veneto , e mi rendo conto che c' è sempre più gente che prende uno stipendio per scaldare le sedie e complicare la vita a chi lavora , eccovi alcune "perle" :
- i cumuli di letame con una altezza massima di legge , io ci manderei quegli scaldasedie che non hanno un c....o da fare , sopra a misurarli (senza stivali)
- SOTTO detti cumuli , dovrà essere sistemato un telo di plastica (sic) , nessuno ha mai pensato che la pioggia che ci va sopra , va SEMPRE a finire in terra , a meno che la regione non incarichi detti scaldasedie di recuperare il percolato , (senza stivali) , il risultato sarà nullo dal punto di vista dei nitrati , in compenso vedremo ancora più plastica sparsa per i campi ;
- DIVIETO di spandimento per due mesi durante l' inverno , se va via un autunno piovoso , dovremo farcire i panettoni con la m....a perchè sarà l' unico modo di distribuire liquami ......
- DIVIETO di spandimento in terreni oltre il 15 % di pendenza , probabilmente gli scaldasedie non vanno mai in ferie in Alto Adige , In Svizzera o in Austria , e sicuramente non hanno mai fatto caso a come e dove in quelle zone si distribuiscono i liquami , ...... ma certo quelli sono paesi del terzo mondo e la cultura ambientale la devono apprendere dai nostri scaldasedie ......
- POTREI continuare ancora , con bolle registri e altre amenità .......
NON è che mi passi per questo la voglia di lavorare ,
MA mi è passata la voglia di pagare tessere , quote associative , e di andare a votare .........

pablito
07-12-2006, 13.06.25
a me e' gia passata, e' tutto vergognosamente vero purtroppo gli austriaci e svizzeri hanno molto da imparare dai nostri scaldasedie pagati lautamente con le nostre tessere o quote non riesci piu' a distinguere perche' tutte le volte che dobbiamo fare una domanda (non prendere, quello si vedra)per qualche contributo se prendi 100 a loro va 70 sai la carta, le biro e le sedie costano...............

Favorit
07-12-2006, 13.32.07
Quando questi "signori" entrano nelle nostre aziende a darci direttive di come , dove e quando , dovremmo gentilmente chiedere di come , dove e quando , si compilano le domande di assunzione a questi pubblici impieghi , chiudiamo e andiamo a lavorare tutti là con loro , insieme appassionatamente , tutti a controllare e ad imporre .
Adesso basta sono veramente in troppi!!!! .
Nella mia zona sono arrivati anche i "ranger d'italia" a vigilare sull'ambiente oltre ad arpa , asl , vigili urbani , invidiosi ecc. ecc..
Fondiamo l'ufficio regionale agricolo che si occupa del controllo dei controllori ...xchè no , sull'ambiente che và molto di moda.

Gianpi
10-12-2006, 17.17.41
A questo punto mi chiedo se questa è veramente una democrazia troppi limiti, troppi paletti, quote, carta su carta da compilare inutilmente solo per pagare inutili scaldasedia che fanno la bella vita alle spalle di chi lavora veramente e ora di finirla BASTA!

albe 86
10-12-2006, 19.51.35
A questo punto mi chiedo se questa è veramente una democrazia troppi limiti, troppi paletti, quote, carta su carta da compilare inutilmente solo per pagare inutili scaldasedia che fanno la bella vita alle spalle di chi lavora veramente e ora di finirla BASTA!

Hai pienamente ragione!! ma se no come fanno ad abbassar la disoccupazione?? :444: :444:

Gianpi
18-12-2006, 19.01.49
Certo che la nostra nazione è veramente strana: prima danno i contributi per costriure le stalle e poi te la fanno chiudere.
La pianura padana dovrà diventare zona vulnerabile al 100% (bassa, media e alta pianura) mi devono spiegare però come fanno gli olandesi a smaltire il loro letame visto a quanto mi risulta il carico animale è il più alto in europa...forse loro hanno la bacchetta magica.
Girando per le fiere ho visto tutta una nuova generazioni di attrezzature: rotoloni con ripuntatori (roba da mettere in crisi trattori da 200 cv), carri botti immensi e tutta una serie di attrezzature mescola-trangugia-spandi liquami ma mi speigate chi paga?

ggyno
19-12-2006, 20.05.01
per ora ce poko da lamentarsi, perche' senn rientriamo nei limiti ci tolgono i soldi dei psr e dei seminativi, e li mi sa che saranno uccelli x diabetici(c...I amari), comunque si sente sempre piu parlare che in italia l'agricoltura deve sparire, da una parte tirano fuori i psr che sembrano che devono cambaire il mondo, sembrano che devono regalare euro a destra e manca , e poii dall'altra non ce la copertura finanziaria, quello che rode ,e che ci son molte citta che non hanno i depuratori funzionanti , e tutti buttato nei fossi , idem per le fabbriche, perche' vorrei vedere il giorno che non si usassero piu ne urea e ne nitr.amm 33%, se realmente si abbassa i nitrtati nelle falde.
Io punto il dito contro chi ha fatto i prelievi, ditemi uno a cui son andati in cascina a fare i prelievi di acqua nella peschiera, o nei pozzi superficiali, mentre invece
i prelievi li han fatti nei fossi nella maggior dei casi a valle della citta'...., e comunque secondo me la documentazione su come han fatto i prelivi che loro dicono ineccepibile, e certificata, non e' stata concordata a priori con i nostri sindacati, ne come capitolato , ne su chi effettivamente doveva farla , enon e' stato neanche possibile fare dei capionamenti da parte nostra , da portare come in un contraddittorio,ce l'ahn messa nel postreriore punto e basta

olmo
19-03-2007, 02.13.44
mentre invece
i prelievi li han fatti nei fossi nella maggior dei casi a valle della citta'...
Ho visto ieri pomeriggio la fognatura di una intera via che scarica in fosso che poi porta in campagna,per non parlare dei corsi d'acqua del sud milanese.
Adesso il fosso non ha acqua corrente,per cui si vede il tutto,ma per il comune e tutte le ''autorita''' evidentemente va bene cosi'.
Ho visto anche enti pubblici,sia italiani che europei che scaricano le loro colpe su altri soggetti.

Poi fanno la ''direttiva nitrati'',viva l'Italia,viva l'Europa ..........

pederz_
19-03-2007, 04.46.51
milano é la cittá piú infame d'italia, relativamente ai depuratori, semplicemente non li ha.
Aveva dei fiumi , lambro , seveso, olona, li ha trasformati in fogne, poi per non vedere la porcheria che ha fatto li ha coperti.
Poi i dirigenti milanesi fanno sentire tutte le cittá di italia come se fossero dell cittá del terzo mondo.
Sono daccordo con voi che bisogna mettere a posto la situazione dei depuratori, sia per quanto riguarda gli scarichi e smaltimenti delle cittá cosí come gli scarichi e smaltimenti agricoli , non mi sembra giusto comunque il discorso ''io sto inquinando ma loro di piú'' .
E se gli olandesi stanno bluffando sarebbe dovere della nostra classe politica tentare di smascherarli.
Non mi stupirebbe scoprire che mandano la loro merda in paesi sottosviluppati per smaltirla, italia compresa

olmo
19-03-2007, 21.08.27
[quote=pederz_;236940non mi sembra giusto comunque il discorso ''io sto inquinando ma loro di piú'' .[/quote]



Non credo proprio di aver scritto un messaggio in questo senso,prima di tutto perche' gia' con la vecchia normativa era esclusa di fatto la possibilita' agli allevatori di inquinare superando i limiti predisposti,poi per il discorso esattamente opposto,cioe' ''visto che io non inquino, a maggior ragione nemmeno loro lo devono fare'' ed infine per il fatto che loro inquinano e la colpa se la pigliano gli allevatori !!!!!!!

mefito
16-11-2007, 21.58.04
In Lombardia in terreni compresi in zone considerate vulnerabili si potranno smaltire liquami e letame (in deroga) solo fino al 30 novembre (ed in assenza di bolleni metereologici negativi).
Poi fino al primo marzo quasi certamente non saranno concesse altre deroghe,per cui chi vuol capire......

boscarolo
17-11-2007, 09.38.48
Per correttezza e completezza di informazione: perche non postare qualche documento che spiega le ragioni(giuste o sbagliate) di queste nuove "limitazioni"?
Semplicemente un documento ufficiale.integro e senza commenti per iniziare ad avere due punti di vista,soprattutto per chi non è molto ferrato in materia.

DA quello che si legge sembra che queste nuove norme siano solo inutili restrizioni,chi le ha varate avrà avuto pure delle motivazioni...magari dettate da altre priorità.

mefito
17-11-2007, 09.55.47
Per correttezza e completezza di informazione: perche non postare qualche documento che spiega le ragioni(giuste o sbagliate) di queste nuove "limitazioni"?
Semplicemente un documento ufficiale.integro e senza commenti per iniziare ad avere due punti di vista,soprattutto per chi non è molto ferrato in materia.

DA quello che si legge sembra che queste nuove norme siano solo inutili restrizioni,chi le ha varate avrà avuto pure delle motivazioni...magari dettate da altre priorità.
Non serve ed è anzi inutile commentare ,serve solo come avviso per gli agricoltori che vogliono programmare i propri smaltimenti in regola con le prescrizioni.

boscarolo
17-11-2007, 20.41.23
Ok, solo che la maggior parte dei mess. era composta da commenti...per cui...

redevine
19-11-2007, 14.29.40
che io sappia la regione Piemonte ha subito una procedura d'infrazione da parte della UE perché non aveva adeguato le leggi alla Dir. Nitrati: il rischio era di avere bloccati i fondi PSR ed i pagamenti diretti.
ecco il link al sito della regione http://www.regione.piemonte.it/agri/dirett_nitrati/reg_reg10_07.htm
peraltro la regione Piemonte, dovendo fare le cose di fretta, ha individuato come vulnerabili (sia ai nitrati sia ai fitosanitari) solo le zone che già sono vulnerate.

Gli standard sono i medesimi in tutta l'UE, gli stati membri (le regioni in Italia) hanno l'obbligo di garantirne il rispetto.

Gianpi
19-11-2007, 20.01.32
La regione Friuli Venezia Giulia ha applicato la direttiva nitrati individuando nella bassa pianura friulana la cossidetta zona vulnerabile solo che un ricorso al tribunale di trieste ne ha annullato gli effetti ed ora non si sà più bene cosa fare.

Potionkhinson
19-11-2007, 20.30.38
La regione Friuli Venezia Giulia ha applicato la direttiva nitrati individuando nella bassa pianura friulana la cossidetta zona vulnerabile solo che un ricorso al tribunale di trieste ne ha annullato gli effetti ed ora non si sà più bene cosa fare.
Un ricorso al tribunale!!!
Ma da chi è stato mosso???

Gianpi
20-11-2007, 23.34.13
Un ricorso al tribunale!!!
Ma da chi è stato mosso???

E' stato mosso dalla coldiretti (qualcosina alle volte fanno). Se non ho capito male il testo del ricorso si basa sul fatto che l'eutrofizzazione delle acque (esplosione vitale di microrganismi a causa della presenza di elevate concentrazioni di nitrati nelle acque) non è da imputarsi completamente all'allevamento intensivo di bestiame.

Parlando con il prof di allevamenti ittici ho saputo che sencondo le loro ricerche la concentrazione di nitrati nelle acque di superfice ha avuto il picco massimo nella metà degli anni 80 per poi abbassarsi dalla metà degli anni '90 quindi ben prima che la direttiva nitrati fosse recepita dalla nostra nazione. Questo probabilmente è da imputarsi all'aumento del costo dei concimi minerali (urea in primis) e quindi ad un utilizzo un pò più consono degli stessi.

Fabio1
03-12-2007, 18.14.12
salve a tutti
ho saputo di questa norma che prevede il fermo per la distribuzione dei liquami dal 30 novembre al 28 febbraio, scusate la mia ignoranza ma a cosa serve bloccare lo smaltimento per 3 mesi:l::l:
grazie

GiancaMI
03-12-2007, 21.10.51
salve a tutti
ho saputo di questa norma che prevede il fermo per la distribuzione dei liquami dal 30 novembre al 28 febbraio, scusate la mia ignoranza ma a cosa serve bloccare lo smaltimento per 3 mesi:l::l:
grazie

Molte colture non sono in vegetazione quindi non assorbono.

Fabio1
04-12-2007, 13.45.22
Molte colture non sono in vegetazione quindi non assorbono.
scusami se ne approfitto ma voglio capire bene: tu mi hai detto che molte colture non sono in vegetazione dunque non assorbono ma gli agricoltori dovranno ingrassare il terreno prima di mettere le colture o sbaglio? a marzo i liquami li spargi prima di arare perciò non siamo di nuovo punto e a capo?
:l: non riesco a capire sta cosa...

GiancaMI
04-12-2007, 19.52.44
scusami se ne approfitto ma voglio capire bene: tu mi hai detto che molte colture non sono in vegetazione dunque non assorbono ma gli agricoltori dovranno ingrassare il terreno prima di mettere le colture o sbaglio? a marzo i liquami li spargi prima di arare perciò non siamo di nuovo punto e a capo?
:l: non riesco a capire sta cosa...

Chi ha le colture prative da marzo iniziano e vegetare e il mais si sta seminando quindi le colture iniziano a svilupparsi e quindi ad assorbire.

albe 86
04-12-2007, 21.44.34
Quello che purtroppo i burocrati non sanno è che per poter spargere correttamente tutto il liquame ci vuole molto tempo, e si deve dipendere anche dalle condizioni meteorologiche che spesso impediscono di svolgere il lavoro. Così si rischia che per spandere velocemente ci siano eccessi localizzati nelle aree limitrofe alle aziende.

Fabio1
05-12-2007, 13.34.39
Quello che purtroppo i burocrati non sanno è che per poter spargere correttamente tutto il liquame ci vuole molto tempo, e si deve dipendere anche dalle condizioni meteorologiche che spesso impediscono di svolgere il lavoro. Così si rischia che per spandere velocemente ci siano eccessi localizzati nelle aree limitrofe alle aziende.
ben detto albe 86:vabene:
infatti è quello che penso anche io, non vorrei essere nei panni di aziende di un certo numero che hanno un bel pò di liquami da spargere a ritrovarsi a marzo a dover ancora spargere tutti i liquami ed effettuare tutte le lavorazioni per la preparazione per la semina del mais:222:
Quest'anno sarà un casino, infatti nella mia zona è per quello che gli ultimi giorni prima del 30 ho visto in giro un via vai di carribotte...chi l'ha saputo per tempo ne ha approfittato.
Secondo voi ci sono dei rimedi per poter minimizzare il problema oppure la seminare slitterà più avanti?

albe 86
05-12-2007, 15.00.23
I sistemi per velocizzare lo smaltimento dei liquami ci sono, come il sistema ombelicale con la manichetta o la distribuzione tramite rotoloni.
Mi domando poi se questo divieto sulla distribuzione sia effettivamente utile, perchè il terreno è in grado di trattenere i nutritivi e non credo che le precipitazioni di quel periodo siano sufficienti a causare percolazione e quindi dilavamento dei nitrati. Se invece il rischio fosse legato all'eventuale ruscellamento bastarebbe utilizzare degli interratori.

olmo
07-12-2007, 07.05.31
I sistemi per velocizzare lo smaltimento dei liquami ci sono, come il sistema ombelicale con la manichetta o la distribuzione tramite rotoloni.
Mi domando poi se questo divieto sulla distribuzione sia effettivamente utile, perchè il terreno è in grado di trattenere i nutritivi e non credo che le precipitazioni di quel periodo siano sufficienti a causare percolazione e quindi dilavamento dei nitrati. Se invece il rischio fosse legato all'eventuale ruscellamento bastarebbe utilizzare degli interratori.

Non dapertutto si possono utilizzare certe attrezzature,ammesso che tutti le abbiano.Penso a piccole parcelle,alla distanza dai fabbricati,alla tpologia delle colture.
Ad esempio nei prati stabili,per ovvie ragioni e' impensabile utilizzare interratori.In aggiunta c'e' anche il problema del divieto a spandere letame da lettiera.
A marzo sarebbe pressoche' impossibile,oltretutto bisogna considerare la possibilita' che si vada incontro a un periodo piovoso :sarebbe ammesso,sempre che si possa tecnicamente farlo ?
O lo fanno rimandare ad aprile ? Certi cervelloni sarebbero capaci anche di questo,non ci sarebbe da stupirsi.
Certo che saranno almeno duemila anni che si letamano i prati in inverno e adesso ...................

Fabio1
07-12-2007, 09.26.36
ciao olmo
scusa l'OT ma nemmeno il letame si può spargere? so che non si possono fare le concimaie nei terreni ma neppure spargere il letame in questo periodo?:l:

olmo
07-12-2007, 11.52.00
Qui puoi trovre le risposte,comunque neanche il letame e' ammesso allo spandimento e nemmeno i concimi azotati.Questo e' riferito per la Lombardia,altrove valgono le relative direttive regionali.
http://www.provincia.bergamo.it/Provpor/provBgViewEditorialNewsProcessWAI.jsp?editorialID= 87744&nocache=67079679

puntoluce
07-12-2007, 22.22.27
da me (toscana) si dice che non si può dare azoto chimico al frumento prima del 1° marzo.
chiramente in certe situazioni è troppo tardi per dare la prima azotatura mi chiedo se è vero ciò o se ci sono delle eccezioni, tipo che si può anticipare di un mese se alla semina non è stato dato concime azotato o se ne è stato dato meno di 30 unità a lenta cessione ad ettaro

Potionkhinson
08-12-2007, 11.24.15
da me (toscana) si dice che non si può dare azoto chimico al frumento prima del 1° marzo.
chiramente in certe situazioni è troppo tardi per dare la prima azotatura mi chiedo se è vero ciò o se ci sono delle eccezioni, tipo che si può anticipare di un mese se alla semina non è stato dato concime azotato o se ne è stato dato meno di 30 unità a lenta cessione ad ettaro
Salve Mauro,
non conosco il programma d’azione obbligatorio della tua regione (informati presso l’Ispettorato Provinciale Agricoltura della tua regione, un tecnico o una associazione di categoria).
Posso dirti questo: la direttiva 91/676/CEE, recepita in Italia con il D.L. 152/99 e successive integrazioni, si pone l’obiettivo di ridurre l’inquinamento delle acque causato direttamente o indirettamente dai nitrati di origine agricola e di prevenire qualsiasi ulteriore inquinamento.
In applicazione alla suddetta legislazione le Regioni hanno individuato nel proprio territorio le “zone vulnerabili” e definito programmi di azione obbligatori per gli agricoltori da applicare all’interno di tali aree (quindi, in primis, devi appurare se la tua azienda ricade o meno in ZVN).
Premesso ciò, il ragionamento da fare è questo: ogni coltura ha un apporto massimo di unità di Azoto da non superare, poi in base alla coltura ed al tipo di fertilizzante c’è un periodo di divieto di distribuzione.
Per concludere, tutte le aziende che ricadono in ZVN hanno l’obbligo di rispettare il Programma d’Azione Obbligatorio della propria regione, tenere un idoneo Registro Aziendale ed un Piano di Concimazione.
Saluti

olmo
08-12-2007, 19.06.19
Normativa della regione Toscana.
http://www.arsia.toscana.it/UserFiles/File/idrico/ARSIA_nitrati%20web.pdf

ORSOALVOLANTE
04-02-2008, 20.54.20
la mia richiesta è probabilmente molto stupida. ma qunato azoto contiene un quintale di letame da stabulazione fissa, quindi con paglia, lasciato in concimaia 4 mesi......
giusto per farmi un'idea....

ciao

puntoluce
04-02-2008, 22.05.04
quanto ne contiene per legge te lo dicono delle tabelle compilate ad hoc da esperti dottori............
per fare tutti i calcoli di smaltimenti e concimazioni bisogna basarsi su queste

brentford
05-02-2008, 09.15.07
... e da altre parti non sanno come smaltirli!
Che situazione di m....da!

ORSOALVOLANTE
05-02-2008, 10.25.19
quanto ne contiene per legge te lo dicono delle tabelle compilate ad hoc da esperti dottori............
per fare tutti i calcoli di smaltimenti e concimazioni bisogna basarsi su queste

hai qualche link a queste tabelle. io ho provato sui siti delle varie regioni ma non ho trovate nulla.

ciao

puntoluce
05-02-2008, 10.58.37
questa è una tabella di un opuscolo sulla direttiva nitrati inviato dalla regione toscana.
quelli sono valori su cui gli allevatori da me devono fare i conti.

non sò se valgano anche per altre regioni

mefito
05-02-2008, 13.17.27
La regione Lombardia ha emanato un nuovo decreto,in deroga al divieto invernale di spandimento,per l'utilizzo agronomico di letame,liquami,fanghi e fertilizzanti azotati,diversi dagli "effluenti d'allevamento".
Per i liquami(effluenti zootecnici) sembra sia possibile sugli erbai, prati, cereali e superfici con inerbimento permanente,sempre seguendo le indicazioni dei bollettini.
Dovrebbe avere validità dal 5 al 22 febbraio nei comuni considerati vulnerabili.

Sandro82
05-02-2008, 15.43.07
ciao a tutti:111:
volevo porvi un quesito che mi ronzola in testa!:help:
quest'anno dopo la raccolta del frumento vorrei spargere letame o liquame in quei terreni dove avevo frumento! la disponibilità c'è perchè ho 2-3 aziende zootecniche nelle vicinanze!
ecco il mio quesito! la direttiva nitrati crea dei problemi anche a me, ci sono delle conseguenze?:l:
posso domandare e basta alle aziende zootecniche per il letame o liquame da spargere nei miei terreni o ci sono altre cose da fare?:l:

puntoluce
05-02-2008, 19.56.04
informati bene perchè a quel che ho capito devi fare comunicazione per il trasporto un mese prima, poi devi conteggiare le unità di azoto che apporti e fare il p.u.a.
almeno i toscana

mefito
20-02-2008, 21.28.08
La regione Lombardia ha emanato un nuovo decreto,in deroga al divieto invernale di spandimento,per l'utilizzo agronomico di letame,liquami,fanghi e fertilizzanti azotati,diversi dagli "effluenti d'allevamento".
Per i liquami(effluenti zootecnici) sembra sia possibile sugli erbai, prati, cereali e superfici con inerbimento permanente,sempre seguendo le indicazioni dei bollettini.
Dovrebbe avere validità dal 5 al 22 febbraio nei comuni considerati vulnerabili.
Allegri allevatori "poco" allegri...........
Nella mia zona sono "fioccati" verbali per spandimenti su terreno non coperto (anche per terreno gelato)e smaltimenti su appezzamenti non inseriti nei PUA.

follissara
29-05-2008, 18.28.52
:help:sto cercando di capire con la direttiva nitrati quante unita di azoto per ettaro si potranno usare sia su mais ,su soia ,su fagioli ,ecc
se qualcuno sa aiutarmi :help:oppure sa dove posso trovare un elenco con tutte le varie culture per capirci qualcosa (sono dellalto vercellese niente risaie solo pietre)
grazie un saluto a tutti

alberto64
01-06-2008, 22.17.45
:help:sto cercando di capire con la direttiva nitrati quante unita di azoto per ettaro si potranno usare sia su mais ,su soia ,su fagioli ,ecc
se qualcuno sa aiutarmi :help:oppure sa dove posso trovare un elenco con tutte le varie culture per capirci qualcosa (sono dellalto vercellese niente risaie solo pietre)
grazie un saluto a tutti

Ciao.

Se ricadi in zona di direttiva nitrati, gli apporti massimi di azoto sono:

Mais da granella: 240 unità/ettaro, 78 in presemina.
mais trinciato: 270 unità/ettaro, 81 in presemina
soia: 20 unita/ettaro, 0 in presemina
Frumento tenero e duro: 170 unità/ettaro, 0 in presemina
Fagiolo (ceroso): 35 unità/ettaro, 35 in presemina.

0 in presemina vuol dire che non si può usare azoto in presemina, a meno di usare azoto a lenta cessione (Entec, Sulfammo). per esempio in zona direttiva nitrati non si potrebbe concimare con 8-24-24 e poi seminare grano. Grazie Europa!!!!

Ho riportato i dati del bollettino ufficiale Regione Piemonte , secondo supplemento al numero 43, anno 2002, che custodisco gelosamente in archivio.

clayco
06-06-2008, 09.56.20
LA SITUAZIONE DEGLI SPANDIMENTI REFLUI
IN LOMBARDIA E’ DRAMMATICA!


Con le nuove imposizioni sulle zone vulnerabili in Lombardia, fatte dall’Unione Europea, e con i nuovi indici di produzione azoto al campo, la situazione degli spandimenti in Lombardia è diventata ingestibile.

A tal proposito ricordo le differenze di produzione azoto, per tipo di animale, tra la vecchia legge 37/93 e la nuova del 2006.
Il lavoro di comparazione è stato eseguito da: dott. Flavio Sommariva Specialista SATA per l’agronomia e la gestione reflui. Regione Lombardia.


L’azoto escreto
in funzione dell’evoluzione

Animali..................... Dgr3439/2006(kg/t) ......................Legge regionale 37/93 (kg/t)
Vacche adulte .................138 .................................................. ....45,5
Bovini da rimonta ............120 .................................................. ....45,5
Suini all’ingrasso .............110 .................................................. ......70
Scrofe con suinetti ...........101 .................................................. ......70
Ovaiole........................... 230 .................................................. ....153
Broilers ...........................250.................... ...................................153

In base alla nuova normativa il quantitativo di azoto escreto che
arriva al campo per alcune tipologie di animali è quasi triplicato rispetto
alla precedente normativa del 1993.
Il dott. Falvio Sommariva ha calcolato il fabbisogno di superficie agricola utile, necessaria allo spandimento dei reflui secondo la nuova normativa, delibera 5868, della Regione Lombardia, che pone i seguenti limiti di spandimento
-170 kg/ha di effluenti di allevamento in zona vulnerabile, e fino ad un massimo di 340 kg/ha di azoto totale, nel caso si integri con i concimi minerali, a seconda del al fabbisogno colturale.
- 340 kg/ha di effluenti in zona non vulnerabile con una integrazione minerale, fino al fabbisogno colturale
(*) Il calcolo del carico animale e della superficie agricola utilizzata è stato determinato ricorrendo ai dati del Siarl. La superficie necessaria è stata calcolata facendo il rapporto tra l’azoto totale prodotto in quella provincia con i limiti di spandimento. La differenza di superficie è ottenuta sottraendo alla superficie agraria utile sau, il valore della superficie necessaria agli spandimenti. Nel caso delle zone vulnerabili sono tutti numeri negativi. Purtroppo i dati sono sottostimati, perché nel calcolo del carico d’azoto non sono inclusi i fanghi di depurazione, e gli effluenti agroindustriali, e la superficie agricola utile è considerata tutta utilizzabile agli spandimenti ma non è così. Alla superficie dichiarata vanno tolte le aree vicino alla abitazioni, ai corsi d’acqua, alle fonti, e vanno tolte le aree destinate all’orticoltura.

Lo smaltimento di queste fonti azotate andrà a competere con lo smaltimento degli effluenti di allevamento. Inoltre in zona vulnerabile, la quota di 170 kg/ha non potrà essere applicata totalmente, in molte colture, che hanno fabbisogni più alti, ad es cereali vernini, erbai, pioppi,ecc. Quindi servirà molta più superficie per gli spandimenti.

TABELLA 3 - Analisi del carico di azoto e superficie necessaria allo
smaltimento dei nitrati per provincia

1) Zone vulnerabili secondo la delibera di Giunta della Regione Lombardia 3439/2006 (*)

Provincia.... Azoto totale (kg)..... Sau in zv (ha)..... Kg az./ha

Sup. necessaria con 170 kg/ha.... differenza di sup. (ha)

Mantova......... 26.380.393.......... 127.280............... 207..................

155179....... - 27.899


Cremona........ 18.765.259.......... ..75.864.............. 247...................

110384....... - 34.520

Brescia....... ....41.350.977...... ....115.187...............359....................

243241..... - 128.054

Bergamo.......... 9.521.109............ 28.997............... 328..................

56006....... - 27.010

Lodi................. 3.539.257............ 16.806................211...................

20819........ - 4.013

2) Zone non vulnerabili delibera di Giunta della Regione Lombardia 3439/2006 (*)

Provincia Az. tot. (kg) Sau in znv (ha) Kg azoto/ha

Sup. necessaria con 340 kg/ha differenza di Superficie (ha)

Mantova 5.479.884 41.526 132 16117 +25.408

Cremona 8.405.930 59.469 141 24723 +34.745

Brescia 2.706.665 20.524 132 7960 +12.563

Bergamo 2.603.692 15.926 163 7658 +8.268

Lodi 7.316.132 40.563 180 21518 +19.045

3) Zone vulnerabili secondo una ipotesi di carico ammesso di 250 kg N/ha, da richiedere in un nuovo piano d’azione.

Provincia Azoto totale (kg) Sau in zv (ha) Kg az./ha
Sup. necessaria con 250 kg/ha differenza di sup.(ha)


Mantova 26.380.393 127.280 207 105521 +21.758
Cremona 18.765.259 75.864 247 75061 +803
Brescia 41.350.977 115.187 359 165403 - 50.217
Bergamo 9.521.109 28.997 328 38084 - 9 .087
Lodi 3.539.257 16.806 211 14157 +2.649




Purtroppo nel copia incolla le tabelle si sgranano

Come vedete nelle provincie ad alto carico zootecnico, la situazione è grave, la terra non è sufficiente agli spandimenti in tutte le aree vulnerabili di tutte e cinque le provincie. Purtroppo anche nell’ipotesi di un limite più alto agli spandimenti, fino a 250 kg/ha, (3) che però è ancora da ottenere (certo che se non se ne fa richiesta nessuno lo concederà) sia nella provincia Brescia, sia in quella Bergamo, le superfici non saranno sufficienti agli spandimenti. La situazione migliorerebbe enormemente: da una mancanza di 128000 ha con i limiti a 170 Kg/ha si passerebbe a una mancanza di 50000 ha con i limiti a 250 kg/ha in provincia di Brescia, cioè tre volte di meno, ma mancherebbe comunque, la terra. Anche nelle zv di Cremona ci sarebbero comunque problemi. Molti allevatori ai confini della zona vulnerabile, smaltiscono in zone vulnerabili, alcuni, pochissimi, lavorano i liquami fino al pellets secco, io conosco solo un grosso allevamento che lo faceva anni fa, ma che voleva desistere per gli altissimi costi energetici. Quindi le carenze di superficie, sono solo indicative, ma restano drammatiche. Per quanto riguarda le zone non vulnerabili, la situazione apparentemente non è problematica, in realtà ci saranno grossi problemi con i cessionari, soprattutto per gli allevatori che hanno carichi di spandimento molto alti nel pua, difficilmente rientreranno nei limiti di coltura, e difficilmente i cessionari accetteranno di concimare solo con i reflui.



CONSEGUENZE DEL NUOVO PIANO D’AZIONE
DELLA
REGIONE LOMBARDIA



Gli allevatori saranno costretti a:

- Pagare gli affitti per le concessioni spandimento reflui, per regalare del concime organico agli agricoltori. Sicuramente gli affitti aumenteranno: ci saranno delle speculazioni vergognose, perché la domanda aumenterà enormemente e sarà molto più alta dell’offerta di terra disponibile, come abbiamo visto.

- Pagare per andare a distribuirglelo gratis

- Pagare per cercare nuove terre di spandimento, che non ci sono, perché le superfici di spandimento con i nuovi indici sono aumentate. Sono raddoppiate con i limiti di spandimento in zona vulnerabile. Addirittura triplicate nel caso dei bovini solo per gli indici, e poi raddoppiate per i limiti, alla fine le superfici di spandimento dovranno aumentare di 4-5 volte, nel caso dei bovini di 2-3 volte per i suini e gli avicoli. (i valori sono medi e approssimativi dipende dai pua di partenza).

- Pagare per abbattere l’azoto, in pratica per distruggerlo, perché mancherà la terra in 5 provincie della Lombardia: ma temo che molti allevatori saranno costretti a chiudere, piuttosto che aumentare notevolmente i costi kilo/carne o litro/latte, nell’ottica degli attuali mercati, e…di quelli futuri.

- Pagare per distruggere l’azoto, quindi consumare energia, e sprecare soldi, per poi:


- Pagare per comprare dell’azoto minerale, fatto con una quantità enorme di energia con circa un raddoppio nelle spese di concimazione, per le terre degli allevatori.

Gli agricoltori potrebbero disdire, in massa, le concessioni, come già sta succedendo, per :

- non rinunciare alla concimazione minerale, che dà rese più alte
- speculare chiedendo aumenti sugli affitti spandimento reflui.

Mentre dovrebbero essere gli agricoltori a pagare agli allevatori i reflui perché sono concimi meno inquinanti.

PROPOSTA DI CONDIZIONARE LA PAC
ALLA TUTELA DELLA FALDA

dal sito europeo
http://ec.europa.eu/agriculture/envir/index_it.htm#crosscom
Cito:
“Il principio secondo il quale gli agricoltori devono rispettare i requisiti di protezione dell’ambiente per poter beneficiare delle misure di sostegno del mercato è stato inserito nella riforma dell’Agenda 2000. La riforma della PAC del 2003 ha assegnato maggiore importanza alla condizionalità, divenuta obbligatoria.”
Quindi è prevista anche la condizionalità, cioè che la pac sia ritirata dagli agricoltori a condizione che si tuteli l’ambiente, in questo caso si tuteli la falda dall’inquinamento da nitrati.

Ad esempio le condizioni potrebbero essere:
si elargisca la pac a condizione che: gli agricoltori utilizzino solo concimi organici fino almeno al 75% dei fabbisogni colturali, sia in zona vulnerabile sia in zona non vulnerabile, salvo mancanza di concime organico. Questo perché i concimi organici sono meno solubili, quindi meno dilavabili dei concimi minerali. Di conseguenza il rischio d’inquinamento della falda con i concimi organici è molto inferiore rispetto ai concimi minerali.
si elargisca la pac a condizione che: gli agricoltori non chiedano affitti per la concessione spandimento reflui, perché questo ostacolerebbe la concimazione organica, meno inquinante, e la zootecnica, che è un bene d’interesse nazionale. (chi chiederà l’affitto per le concessioni, perderà il diritto alla pac)
si elargisca la pac solo se: gli agricoltori garantiscono una coltura intercalare (secondo raccolto) o di copertura (sovescio) durante i periodi intercolturali, sia estivi sia invernali, per evitare il dilavamento dei terreni.
Questi sono solo degli esempi, risolverebbero però dei problemi enormi, senza danneggiare nessuno, se non i produttori e i commercianti di concimi minerali, la vera fonte di inquinamento delle falde! In modo particolare potrebbero trovare utilizzo agronomico i separati, di solito benaccetti dagli agricoltori, che sono 5 volte più concentrati dei liquami, 100 kg di azoto in un mc, e che quindi si prestano ad essere trasportati anche a grandi distanze.
Se si riuscisse ad ottenere la condizionalità della pac all’uso dei concimi organici,:
- a livello REGIONALE lombardo: la distribuzione dei concimi organici delle zone vulnerabili, potrebbe essere allargata a tutte le aree non vulnerabili, aumentando enormemente la superficie utile di spandimento.
-
- a livello NAZIONALE: il separato si potrebbe conferire a consorzi (ancora da creare) che li trasportino e li rendano utilizzabili agronomicamente, anche in zone a basso carico zootecnico e a bassa vulnerabilità, fuori dalla regione Lombardia.. Dopo il conferimento al consorzio, l’azoto del separato uscirebbe dalla dichiarazione pua degli allevatori, perché diventerebbe ammendante organico di origine zootecnica. (entrerebbe solo nel puas degli agricoltori, con i limiti dei reflui)
-
- I vantaggi per gli allevatori sarebbero enormi.
-
- Gli agricoltori avrebbero gratuitamente gran parte della concimazione, che andrebbe a migliorare la qualità dei terreni, e ad aumentare la ritenzione idrica.
-
- La falda sarebbe senz’altro tutelata dai dilavamenti.
Il concetto è che la pac, non è un diritto per gli agricoltori: è prevista l’elargizione a condizione che l’ambiente venga protetto Ad esempio che sia rispettata la protezione della falda dall’inquinamento da nitrati, obbligando gli agricoltori a:
- una concimazione organica
- una coltura intercalare
- rinunciare agli affitti per le concessioni spandimento reflui, che è una schifosa speculazione
Il principio da applicare è che: tutti, sia allevatori, sia agricoltori, si devono impegnare a tutelare la falda.

ESEMPIO DI CONCIMAZIONE SECONDO LA NUOVA DISPOSIZIONE DELLA LOMBARDIA 5868, CON LA CONDIZIONALITA’ DELLA PAC ALLA CONCIMAZIONE ORGANICA

Nel caso di concimazione per il mays il fabbisogno, va calcolato secondo la formula del piano d’azione allegato 3 parte c, a pg 107 del pdf, in questo link:

http://www.agricoltura.regione.lombardia.i...dgr_5868_07. pdf (http://www.agricoltura.regione.lombardia.it/admin/rla_Documenti/1-3445/dgr_5868_07.pdf)

Togliendo l’apporto dell’azoto atmosferico e dell’azoto residuo nel terreno, il fabbisogno in azoto per il mays, da 280 kg/ha (fabbisogno secondo il codice di buona pratica agricola) diventa 230 kg/ha. Il 75% di 230 sono circa 170 kg/ha, e dovrebbe essere dato da concimi organici, tutti i tipi di concimi organici, non solo gli effluenti di allevamento. L’apporto in questo caso, rientra nei limiti di spandimento in zona vulnerabile. L’integrazione di minerali si calcola a seconda del periodo di spandimento del concime organico , e a seconda del tipo di terreno, secondo l’allegato 3 tabelle 1/a e 2/a, che trovate al solito link, a pg 101-102 del pdf:

http://www.agricoltura.regione.lombardia.i...dgr_5868_07. pdf (http://www.agricoltura.regione.lombardia.it/admin/rla_Documenti/1-3445/dgr_5868_07.pdf)

Quindi in caso di efficienza alta della concimazione organica, ad es in presemina , i 170 kg/ha di reflui vanno moltiplicati per 0,65, e cioè 110 kg/h. Questa è la reale disponibilità dell’azoto da reflui che giunge alla pianta. Per completare i fabbisogni bisogna integrare con 230 – 110 = 120 kg/ha di azoto da fonte minerale, che si presta ad essere distribuito in sarchiatura. Quindi 170 da reflui gratuiti + 120 da concimi minerali in totale 290 kg/ha di azoto totale, quindi sotto il limite massimo dei 340 kg/ha in zona vulnerabile.
Se invece, la distribuzione dei reflui, fosse a bassa efficienza, i quantitativi sarebbero 170 di reflui gratuiti + 170 di minerali = 340 kg/ha

clayco
06-06-2008, 10.00.22
1) SU LIMITI QUANTITATIVI, DI SPANDIMENTO AZOTO IN ZONE VULNERABILI
- chi utilizza gli effluenti di allevamento, anche solo parzialmente in zona vulnerabile zv, ha i limiti di 170 kg/ha di azoto,
- mentre chi utilizza solo i concimi minerali, può arrivare in zona vulnerabile zv anche fino a 340 kg/ha se la coltura lo prevede ad es. (silomays+erbasilo)

In questo modo non c 'è nessuna differenza tra zona vulnerabile e non vulnerabile per gli agricoltori che utilizzano solo i concimi minerali.
Questa è un’interpretazione assurda che danneggia enormemente gli allevatori. Nessun agricoltore cessionario di terreni in spandimento reflui, in zona vulnerabile, accetterà i liquami. Preferiranno disdire le concessioni, e concimare fino al massimo dei fabbisogni colturali, cioè 340 kg/ha che il pua vigente accetta solo per il doppio raccolto, ad es. silomays+erbasilo.

Questo è in evidenza e clamorosa contraddizione, con tutte le centinaia di pubblicazioni scientifiche che indicano proprio nei concimi minerali la prima causa di inquinamento delle falde, per la loro solubilità. E come seconda causa, l' inquinamento delle falde dai fiumi, per via dei milioni di quintali di nitrati immessi dai reflui urbani e industriali. ( prima causa di inquinamento dei fiumi).

E' molto difficile che siano dilavati e che diano inquinamento di falda i concimi organici, anzi dovrebbero ammettere solo quelli, soprattutto in zona vulnerabile.
E’ esattamente il contrario! Lo scopo della legge è quello di privilegiare l'uso dei concimi organici (nell'art.14 è affermato che: " sui terreni agricoli, devono essere impiegati come fertilizzanti prioritariamente, gli effluenti di allevamento", e nell'art. 22 che "gli e.a. migliorano la fertilità dei terreni").
In modo particolare i liquami sono gli unici che si possono utilizzare nell'intero sviluppo della pianta con la fertirrigazione. e non solo fino ai 50 cm di crescita della pianta, come i concimi minerali.

La normativa ci crea un danno reale, e quantificabile: ci hanno già disdetto le concessioni, e se non si chiarisce quanto prima, non ne troveremo più di concessioni. Perché mai, gli agricoltori dovrebbero accettare i liquami per avere delle limitazioni di 170 kg/ha? Potrebbero non accettarli mai più e farci chiudere tutti.

La delibera del 21/11/2007 non è per nulla chiara, infatti degli esperti come i tecnici della coldiretti, la stanno interpretando in contraddizione con la direttiva ministeriale.

In modo particolare è ASSOLUTAMENTE INACCETTABILE l’equiparazione nei limiti quantitativi di spandimento tra le fonti minerali e quelle organiche. Nello specifico:

- I LETAMI, cioè il letame, il digestato secco, il centrifugato, il separato, il compost maturo, il compost estemporaneo (ad es. liquame maturo assorbito da stocchi tritati), ecc. nella legge sono equiparati ai concimi minerali nel rischio di inquinamento falda, e quindi equiparati nei limiti di spandimento. Questo è assurdo per vai motivi:

- Queste fonti come dimostrato da centinaia di pubblicazione scientifiche, sono a lento rilascio di azoto, e di difficile dilavamento. In caso si affermi il contrario esigo i riferimenti alle fonti scientifiche dove si afferma che i letami siano un rischio equiparabile ai concimi minerali nell’inquinamento da azoto delle falde, se usato ovviamente rispettando i fabbisogni colturali.

- Fare questo tipo di equiparazione non dà nessun vantaggio, e quindi nessun incentivo a tutte quelle pratiche di trattamento degli effluenti di allevamento, caldamente consigliate dalle direttive comunitarie, ministeriali, dal cbpa, nemmeno dall’allegato 3 della delibera 21/11/2007

- Ad esempio nel mio caso specifico: abbiamo acquistato un separatore, riusciamo a separare circa il 20% del nostro liquame, il prodotto di risulta è facilmente gestibile e trasportabile anche a lunghe distanze. E’ un prodotto stabile a lento rilascio di azoto, e di difficile dilavamento, ma con questa legge non ho alcun vantaggio nell’aver fatto questo investimento, consigliato in tutte le fonti ufficiali. Nessun allevatore investirà nella produzione di letami se non ci saranno vantaggi più che evidenti.

- Nel caso dei letami i limiti quantitativi devono assolutamente essere equiparati al digestato vegetale, e quindi 340 kg/ha anche in zona vulnerabile, sempre nel rispetto dei fabbisogni colturali. Questo perché non c’è nessun rischio di inquinamento falda con questo tipo di fonti.

- Inoltre sarebbe senza dubbio un incentivo a far scegliere, ai cessionari, una fonte organica anziché una minerale per la fertilizzazione dei loro terreni, senz’altro più rischiosa nell’inquinamento delle falde.

Anche per i liquami vale lo stesso tipo di discorso. Anche se il rischio inquinamento falde, è più alto dei letami, è sempre e indiscutibilmente, molto più basso nei confronti dei concimi minerali. . In caso si affermi il contrario esigo i riferimenti alle fonti scientifiche dove si afferma che le fonti organiche, come liquami digestati, fanghi di depurazione, e liquami zootecnici, siano un rischio equiparabile ai concimi minerali nell’inquinamento da azoto delle falde, se usati ovviamente rispettando i fabbisogni colturali. Nello specifico:

- I LIQUAMI DIGESTATI, E I FANGHI DI DEPURAZIONE, dovrebbero avere un limite di 280 kg/ha, anche in zona vulnerabile, sempre nel rispetto dei colturali., e per gli stessi motivi dei letami, e cioè minor rischio di inquinamento falde, un incentivo a far scegliere ai cessionari, una fonte organica anziché una minerale per la fertilizzazione dei loro terreni, senz’altro più rischiosa nell’inquinamento delle falde, e quindi un incentivo per gli allevatori a fare scelte di trattamento anaerobiotico dei liquami. Come consigliato da tutte le fonti ufficiali.

- A questo proposito, non riesco a capire come mai, in Italia non sia ancora possibile fermentare, le carogne degli animali morti, all’interno degli impianti di digestione anerobiotica. Pratica assolutamente semplice da gestire, come dimostrato dalle sperimentazioni fatte dall’università di agraria di Piacenza. Si tratta di bollire le carogne, tritarle ed immetterle nel digestore. I vantaggi sono: la resa energetica che è 300 volte più alta di quella dei liquami, vantaggi sanitari perché si evitano i camion di raccolta carogne, che fungono da untori nella diffusione delle malattie, vantaggi economici perché si risparmia sulla conservazione e sullo smaltimento delle carogne, e un vantaggio in quanto fonte di energia rinnovabile. Questa tecnica sarebbe un incentivo alla scelta degli allevatori nell’investire in impianti di digestione anaerobica, consigliati da tutte le fonti ufficiali.

L’assurdità è che gli allevatori anziché investire nei trattamenti dei liquami, dovranno spendere sempre di più per gli affitti delle concessioni spandimento reflui, a causa di un’infame speculazione, favorita da questa legge.

- I LIQUAMI ZOOTECNICI infine, dovrebbero avere un limite di 230 Kg/ha in zone vulnerabile perché è inaccettabile che vengano equiparati ai concimi minerali. I liquami zootecnici sono quantitativamente, la prima fonte di concimi organico, quindi anche, e soprattutto in questo caso, i limiti più alti dovrebbero incentivare i cessionari alla scelta di una concimazione organica, anziché minerale, senz’altro più inquinante per la falda. Mi si dimostri il contrario altrimenti

2) SU MONITORAGGI E CONTROLLI
I cessionari che ci hanno disdetto le concessioni, hanno affermato, che la col diretti ha detto loro che chi usa i liquami avrà più controlli.
Questo oltre a essere falso è enormemente discriminante nei confronti degli allevatori. Ci crea un danno reale, e quantificabile: ci hanno già disdetto le concessioni, e se non si chiarisce quanto prima, non ne troveremo più di concessioni.

Anzi sarebbe meglio affermare che: chi usa solo i concimi minerali avrà molti più controlli perché più facilmente inquinante.

3) SU DIVIETO DI SPANDIMENTO INVERNALE DI LIQUAMI E DI LETAMI
I divieti sono i seguenti:

ZONA VULNERABILE ZV:
-dal 01/12 al 28/02 per i letami
-dal 01/11 al 28/02 per i liquami

ZONA NON VULNERABILE ZNV:
-dal 01/12 al 28/02 sia per i letami, sia per i liquami.

Questi divieti non hanno nessuna motivazione scientifica, e nemmeno logica, nella tutela all’inquinamento della falda acquifera da parte dei nitrati.

- Per il divieto non c’è nessuna motivazione scientifica, perché i concimi organici sono a lento rilascio, una volta interrati, sono difficilmente dilavabili. In modo particolare non si riesce a capire, come possa una concimazione organica, fatta dal 15 gennaio alla fine di febbraio, andare ad inquinare la falda, quando il rilascio di azoto, avviene proprio durante la fase di accrescimento delle colture in primavera. In caso contrario ci dovrebbero essere delle pubblicazioni scientifiche che dimostrino quest’inquinamento, sia nelle modalità, sia nelle quantità.

- E’ totalmente inaccettabile l’equiparazione nei divieti, tra concimi minerali, molto solubili e facilmente dilavabili, ed i concimi organici a lento rilascio in particolare i letami. Come gia dimostrato per i limiti quantitativi.

- Per il divieto non c’è nessuna motivazione logica, perché è permessa una concimazione in prearatura fino a novembre, e l’azoto di questi spandimento, non è utilizzato da nessuna coltura fino alla semina primaverile. Non c’è nessuna logica nei divieti di spandimento invernali, perché si permette una concimazione autunnale, dove l’azoto rimane a rischio dilavamento per tutto l’inverno. Questo è particolarmente vero per i concimi minerali. Quindi perché mai dovrebbe essere rischioso uno spandimento di concimi organici, in inverno?

Le difficoltà riguardano:

- I fanghi di depurazione hanno una produzione continua e quindi si dovranno stoccare, in vasconi che non ci sono

- Nelle zone vulnerabili, gli allevatori dovranno vuotare i vasconi del maturo, entro i primi di novembre, e questo è discriminante per gli allevatori, che dovranno convincere i cessionari a fare l’aratura preinvernale. Mentre gli agricoltori con la concimazione minerale, possono decidere a piacimento i programmi delle lavorazioni.

- Sia nelle zv, che nelle zvn, si arriverà ai primi di marzo con i vasconi pieni e l’obbligatorietà di spandere, in tutta fretta, perché i cessionari dovranno preparare i terreni per la semina. Anche questo è discriminante per gli allevatori, poiché lo spandimento con i minerali è molto più rapido, dell’organico, inoltre si può fare simultaneamente in più aziende perchè ognuno ha il suo girello, mentre per l’organico gli allevamenti hanno a disposizione una sola botte e un solo carroletame, perché sono attrezzature dai costi elevati. Gli operai agricoli addetti allo spandimento saranno costretti ai primi di marzo a fare dei turni massacranti di lavoro, per riuscire a vuotare i vasconi in tempo prima delle semine. E bisognerà chiedere ai cessionari di aspettare a seminare. Non è detto che ci si riesca.

- In una sola riga, della legge, si buttano al vento anni di discussioni, fatte con i cessionari, nel cercare di convincerli a pianificare le lavorazioni, per fare uno spandimento razionale, dilazionato, frazionato, e organizzato. Con il risultato che gli allevatori in zv saranno costretti a vuotare completamente i vasconi a novembre, anche con il fresco, per non rischiare la tracimazione in febbraio.

I limiti di spandimento invernali devono assolutamente essere modificati in base alla fonte di azoto, e nello specifico sia in zona vulnerabile, sia in zona non vulnerabile dovrebbero essere:

- Nessun limite invernale allo spandimento dei letami e dei digestati vegetali, salvo le condizioni del terreno
- Dal 15/12 al 30/01 per tutte le altre fonti organiche
- Dal 01/11 al 28/02 per tutte le fonti minerali

4) SU CONTROLLO DELL’ACQUISTO DEI CONCIMI MINERALI
Le aziende agricole dovranno fare il puas, nel caso utilizzino più di 3000 kg/anno d’azoto in zv e più di 6000 kg/anno in znv. Questo non ha nessuna logica nella tutela dell’inquinamento di falda perché:

- nelle zone vulnerabili, la somma di migliaia di aziende agricole, che dichiareranno di utilizzare meno di 3000 kg/anno di azoto minerale, potranno distribuire migliaia di quintali d’azoto senza nessun controllo e senza nessun limite pur essendo la zona vulnerabile. Questo è un vantaggio che potrebbe portare al frazionamento delle aziende agricole per non rientrare nei parametri.

- ad esempio 10000 aziende, ma sono molto di più, che dichiarino l’utilizzo di 2900 kg/anno di azoto minerale, andranno a spargere 29 000 000 di kg/anno d’azoto minerale facilmente dilavabile in zona vulnerabile senza nessun controllo, senza limitazioni sia per la vulnerabilità sia per i fabbisogni colturali

- Questo tra l’altro, è discriminate nei confronti degli allevatori, che invece sono perfettamente controllati nel numero dei capi e quindi nella produzione di azoto organico. Inoltre gli agricoltori ad es dai 18 ai 25 ettari potrebbero decidere di non fare il puas e comprare 2900 kg/anno di azoto in fattura, per restare sotto i parametri. Hanno altresì molti mezzi per integrare le concimazioni perché:

- non è previsto nessun controllo sulle fatture d’acquisto dei concimi minerali. Infatti, si possono comprare con lo scontrino, anche in grandi quantità, trasportare senza bolla con i carri agricoli, e volendo, si possono acquistare in nero, dai produttori, dai commercianti, e da altri agricoltori. Quelli ad esempio che non devono fare il puas, e quindi possono comprare tutte le quantità di concimi che vogliono, o che non sono in zona vulnerabile, e quindi ne possono comprare di più di quello che usano ecc..

E’ logico che il divieto di utilizzare concimi minerali sarà difficile da far applicare e da controllare, per le ragioni esposte sopra, ma obbligando tutte le aziende in zona vulnerabile, a fare il poas, quindi a rendere conto delle concimazioni, cambierebbe enormemente l’uso dei concimi organici, facendone aumentare l’utilizzo, parte degli agricoltori, e fermando la speculazione vigliacca sulle concessioni.

Comunque la delibera del 21/11/2007, a parole, afferma che vanno privilegiati i concimi organici, ma non è previsto nessuno strumento per facilitarne l’utilizzo, anche se sono 30 anni, che i politici ce li promettono. Cosi com’è scritta, la legge, finirà per danneggiare enormemente gli allevatori, va assolutamente rivista.

Trovare delle leve che obblighino l’uso dei concimi organici, nelle zone vulnerabili, e ne incentivi l’utilizzo nelle zone non vulnerabili, porterebbe solo dei vantaggi, che vanno ad elencare di seguito in quella che dovrebbe essere la lettera destinata a tutti gli agricoltori

LETTERA AGLI AGRICOLTORI
Il programma d’azione per la tutela da inquinamento nitrati, va ancora definito nel dettaglio e nelle norme. Ci sono però chiare indicazioni sullo spirito e sulle motivazioni della legge, e cioè: limitare l’inquinamento della falda acquifera dai nitrati. Questo è possibile limitando la concimazione dei terreni, al solo fabbisogno delle colture, rispettando però i limiti massimi delle zone vulnerabili, anche se le colture richiedessero più azoto, e utilizzando come scelta prioritaria i concimi organici, ad esempio gli effluenti d’allevamento. (art.14)
Questo perché i concimi organici sono meno solubili, subiscono meno il dilavamento e quindi inquinano meno la falda rispetto ai concimi minerali. In modo particolare i liquami sono gli unici che si possono utilizzare nell'intero sviluppo della pianta, e non solo fino ai 50 cm di crescita della pianta, come nel caso ad es. dell’urea. E come?
Per chi ha la possibilità, con la fertirrigazione! Immettendo i liquami nei fossi d’irrigazione interni alle aziende, sia con tubazioni dirette, sia con carrobotte, favorendo la mescita con l'acqua. In questo modo, si riesce a fornire alla coltura il fertilizzante, nel momento del suo massimo fabbisogno, riducendo enormemente i rischi di dilavamento, e quindi d’inquinamento falda.
Inoltre la concimazione organica migliora la struttura, la capacità idrica, e la fertilità dei terreni.
(art.22)
Nello specifico caso degli effluenti d’allevamento, il vantaggio è anche economico, l’agricoltore risparmia sia sull’acquisto dei concimi, sia sullo spandimento, che in genere negli accordi privati, è a carico degli allevatori.
Ad es. una botte di liquame suino da 100 ql. (10 mc) contiene circa 25 kg d’azoto puro (l’urea è al 46%), 18 Kg di fosfato puro e 20 kg di potassio puro. Sono circa 50 euro di valore in concime minerale, a botte. Circa 600 euro/ha per una concimazione di 300 kg/ha d’azoto, più il fosfato, e il potassio. (ad es. la concimazione necessaria per produrre il silomays)
Inoltre il costo dei concimi minerali è cresciuto enormemente, e crescerà sempre di più, perché è legato al costo dell’energia.
Un'altra indicazione della nuova legge è che si potranno spandere i liquami, anche in area golenale, ma solo se immediatamente interrati, e nei periodi di magra di fiume. Questo anche nelle zone di golena vulnerabili, proprio per sviluppare il più possibile in queste zone, la concimazione organica a scapito di quella minerale che è più inquinante. (art. 13)

RIFLESSIONI
In certe zone, per la speculazione, gli allevatori sono costretti a pagare più di 100 euro/ha per gli affitti concessioni reflui. Perché gli allevatori dovrebbero subire questa speculazione, quando già forniscono molti vantaggi economici agli agricoltori, con la concimazione gratuita, e molti vantaggi all’ambiente con la tutela delle falde?
Dovrebbero essere gli agricoltori a contendersi i liquami, non gli allevatori a trovarsi in difficoltà enormi per cercare le concessioni!
Ricordo, a proposito, le megatangenti pagate dalla Montedison alla politica, negli anni 80, in cambio di una serie di favori. Tra questi potrebbe esserci stato il blocco di una legge, che favorisse realmente l'uso dei concimi organici. Legge promessa dai politici da 30 anni, e mai fatta! Chissà mai il perché.

clayco
06-06-2008, 10.03.55
Rilinko alcune proposte per abbattere il liquame gia in biogas: ma ce ne sono di nuove.
Ho ricevuto diverse em: alcune sono suggerimenti interessanti, ve li giro, sperando che vi possano servire. Per evitare forme pubblicitarie ho criptato i nomi delle ditte e dei prodotti, se li volete basta scrivermi.

ABBATTIMENTO DELL’AZOTO CON ENZIMI DENITRIFICANTI
Da una em di un ricercatore.
E’ importante perché introduce la necessità di un piano monitoraggio liquami, in quanto i valori reali sono diversi da quelli delle tabelle, e perché il piano sarà necessario a tutti coloro che dovranno, o sceglieranno, di abbattere l’azoto con i diversi metodi: dieta ipoproteica, enzimi denitrificanti, o ossigenatori. Chi userà i fanghi attivi invece, si dovrà rifare alla legislazione dei depuratori urbani.

-“La deliberazione regionale 5668 del 21 Novembre 2007 allegato 3 parte C comma "f" dichiara "Nel caso di particolari modalità di gestione e trattamento degli effluenti, da dettagliare in una relazione tecnica e da supportare con misure dirette, la quantità e le caratteristiche degli effluenti prodotti possono essere determinate senza utilizzare i valori delle predette tabelle. Le misure accennate dovranno seguire uno specifico piano di campionamento, concepito secondo le migliori metodologie disponibili, di cui sarà fornita dettagliata descrizione in apposita relazione tecnica allegata alla comunicazione".

Come fare il piano di campionamento, salvo nuove indicazioni, è indicato nella legge regionale 37/93 ed è abbastanza semplice.
Ho monitorato parecchie aziende di bovini che usano questa tecnica e nella maggiorparte ho trovato un contenuto di Ntot ridotto del 50% rispetto a quello teorico calcolato con le tabelle!
Il monitoraggio dei liquami suini mostra invece dei livelli piu' bassi delle tabelle ,ma con differenze inferiori, rispetto ai bovini, e anche con una certa variabilità da allevamento ad allevamento.
La ditta per la quale lavoro ha un prodotto con un azione stimolante i batteri denitrificanti.
Intendiamoci, non è che con questo prodotto si elimini tutto l'azoto dal vascone ma si può contare su una riduzione del 8-12 %.
La riduzione del 50% che ho rilevato secondo me dipende:

- sovravalutazione dei contenuti di azoto nei liquami da parte delle tabelle della legge.
- corretta gestione della frazione proteica in allevamento.
- utilizzo di additivi stimolanti denitrificazioni e della minerallizzazione anaerobia con aumento delle perdite di NH3 ( il famoso 8-12%)
- movimentazione della massa di liquame che aumenta le perdite di NH3 finchè lo permetterà l'IPPC.

Comunque sia sono convinto che nei vasconi lombardi ci sia meno azoto di quanto ci impongono di dichiarare.
Per quanto riguarda i costi non so bene il prezzo al dettaglio ma siamo dell'ordine dei 30 centesimi/m3 di liquame per uno stoccaggio di 120 giorni

Questo significa che è possibile, a seguito di trattamenti particolari ai liquami, senza grandi spese, dichiarare valori di azoto inferiori a quelli delle tabelle, e cioè i valori analitici reali del Ntot presente nei propri vasconi.

ABBATTIMENTO DELL’AZOTO CON OSSIGENATORI.
Ce ne sono di mille tipi e di mille ditte. La loro azione è chiaramente facilitata dalla separazione solidi-liquidi. Io ho un preventivo da 1500 euro l’uno di una ditta famosa, ma non si sa quanti ne servono e quanto costa l’utilizzo, perché dipende da quanto azoto si vuole abbattere, nella Beccalossi si parla di un massimo di abbattimento del 48% (allegato 3 tabella 3 linea 3), che è poco perché il 31% è dato dallo stoccaggio quindi gli ossigenatori potrebbero abbattere al max il 17% dell’azoto. Infatti l’indice di 110 kg azoto per ql di pv è già al netto delle perdite di azoto (Beccalossi allegato 3 tabella 3) In realtà la produzione di azoto per i suini è di 152 kg azoto per ql/pv.
L’azoto abbattuto con gli ossigenatori va valutato con i piani di monitoraggio. Il mio preventivo prevedeva un ossigenatore ogni 1000 mc di liquame. Lo schema dell’ ossigenatore prevede una compressione del liquame, che passa attraverso dei grossi ugelli all’interno della pompa che è sommersa. Nel momento della decompressione il liquame si mischia all’aria pescata da un tubo verso l’esterno. Si può usare anche sui liquami integrali, ne facilita il rimescolamento, fungendo da agitatore, ma i costi di gestione sono molto più alti, servono molti più ossigenatori, e l’efficienza è inferiore. Il meccanismo ha un’azione deodorante sui liquami, e ne accelera la maturazione. La tecnica però non è IPPC, si consuma energia e si producono enormi quantità di gas serra, e anche in questo caso la legge Beccalossi è in contraddizione con la normativa CEE
L’ossigenazione si può usare in sinergia con gli enzimi, ma l’abbattimento reale è da verificare, con i piani di monitoraggio.
Io consiglio a tutti ( soprattutto agli allevatori di bovini) di dichiarare un abbattimento, con enzimi, o con anche solo con un ossigenatore, in modo da rendere obbligatorio il piano di campionamento, a andare a redimere il pua con i valori reali di azoto prodotto, e non quelli indicati da tabelle che non tengono conto ad es. delle variazioni dietetiche. Presentare un piano di abbattimento inoltre è un modo per ottenere la deroga fino al 2010.

NUOVE TECNICHE DI SPANDIMENTO
- Il separato: è comodo da gestire, e da spandere, si può trasportare lontano, si può mischiare agli stocchi per farne un compost, e si può convogliare in essicatoi per farne pellets. Il costo è enorme, ma è inferiore all’essicazione del liquame, e si riesce a vendere. La tecnica però non è IPPC, e anche in questo caso la legge Beccalossi è in contraddizione con la normativa CEE
Io ho un separatore cilindrico rotante, e ne sono contento, il separato tal quale contiene circa 100 kg di azoto puro ogni m3. E’ quindi 4-5 volte più concentrato del liquame. In risposta all’amico dott. Serafino Valtulini, penso che si possa costruire una macchina per la distribuzione del separato in sarchiatura sul mays, basta una tramoggia, montata su ruote strette ed alte, con delle piccole coclee di estrazione, che scarichino il separato davanti alle zappette di sarchiatura. Per il separato bisognerà valutarne la convenienza azienda per azienda, non per i costi del separatore, che si aggirano sui 10000-20000 euro, quanto nel caso sia necessaria la costruzione di platee per lo stoccaggio. Però sarà una scelta necessaria a tutti coloro che vorranno abbattere l’azoto, perché la frazione liquida è molto più facile da lavorare rispetto al liquame integrale.

- Il sedimentato: dopo separazione la frazione liquida si può concentrare con i sedimentatori, io ce li ho in cemento fatti 30 anni fa da una nota ditta di prefabbricati. Sono due vasconi in serie, e finiscono a cono. Alla fine del cono si sedimentano le particelle fini che sono passate dal separatore,. Alla fine del cono c’è una pompa che con un timer asporta il sedimentato denso e lo convoglia nel vascone del denso, mentre il chiarificato tracima nei vasconi del chiaro. Penso che si possano fare dei sedimentatori anche con dei silos in vetroresina. I vantaggi sono:

- ad es nel mio caso: uso il chiaro per il ricircolo, e per la fertiirrigazione all’interno dell’azienda con i tubi, e il denso in spandimento con carrobotte in prearatura, presemina.
- Per chi deve trasportare i liquami fuori dall’azienda conviene sempre concentrarli, per ridurre i costi di spandimento.

- Si può usare in sarchiatura, in questo caso c’è anche un vantaggio agronomico, perché nel liquame denso l’azoto è sicuramente disponibile a breve termine, quasi come il concime minerale, a differenza del separato che invece si presta ad uno spandimento in prearatura. La distribuzione in sarchiatura potrebbe interessare agli allevatori con molta terra di proprietà, più costoso e complicato l’utilizzo nei terreni dei cessionari.

- ogni azienda dovrà fare delle analisi sul denso, per sapere quanto azoto si somministra con una botte, certamente il vantaggio della concentrazione permette un’ottima concimazione anche in copertura.

- il denso si presta anche alla fertirrigazione presso i cessionari: si riversa nei fossi, solo quelli interaziendali, in mescita con l’acqua. Ovviamente i fossi vanno prosciugati dopo l’irrigazione, di solito si fa scorrere per un po’ di tempo solo acqua, e poi si vuota il fosso nel campo con le turbine. Si usava fino adesso ma ora con il bilancio azotato penso che sia difficile far accettare questo tipo di concimazione ai cessionari. Ricordo che l’efficienza in questo caso è media, cioè solo il 50% dell’azoto in campo risulterà effettivamente disponibile alla pianta di mays (Beccalossi allegato 3 tabella 1/a)

- nel caso in cui si voglia abbattere l’azoto con enzimi e/o ossigenatori, o con fanghi attivi, si può limitare l’azione al solo vascone del denso.

- anche il sedimentato, come il separato, si presta alla produzione di compost

- Compost: un modo semplice di fare il compost è quello di mettere sotto il separatore un carro unifeed, miscelatore, con gli stocchi tritati sul fondo. A carro colmo si miscela il separato con gli stocchi che ne assorbono le parti umide.

- La stessa tecnica si può utilizzare con il sedimentato, lo si pompa all’interno del carro in miscelazione con gli stocchi tritati.

- Il compost lo si può fare anche con il liquame integrale ma non so se ne vale la pena.

ABBATTIMENTO DELL’AZOTO CON PIROLISI
Da questo sito estraggo la parte sulla pirolisi
http://www.crpa.it/media/documents/crpa_ww...re/Candolo1.pdf (http://www.crpa.it/media/documents/crpa_www/Progetti/Seq-Cure/Candolo1.pdf)
La pirolisi (fig. 3) è un processo di conversione termochimica della materia
organica, chiamata anche distillazione a secco, che si basa sulla trasformazione
della biomassa ad opera del calore, in forte carenza di ossigeno. In pratica la pirolisi si può applicare a qualsiasi materiale organico purché a basso contenuto
di acqua (< 15%). Il materiale viene portato a temperature comprese tra i 200 e
i 700 °C, talvolta immettendo opportune quantità di ossigeno che consentono l’innesco di una parziale combustione che porta ad un’aumento della temperatura.
Come prodotto finale si ottengono prodotti gassosi, liquidi e solidi in percentuale
dipendente dai parametri di reazione.
La ricerca in merito ha portato a sviluppare tre tipi di pirolisi:

• pirolisi lenta, ottenuta con temperature
minori di 600 °C, e lungo periodo di permanenza
a tali temperature; il prodotto
principale ottenuto è un carbone da
legna che rappresenta circa il 30% della
sostanza secca iniziale;

• pirolisi veloce, ottenuta con temperature
tra i 500 e 650 °C: si ottengono
prodotti gassosi che raggiungono l’80%
del peso iniziale;

• flash pirolisi, condotta con temperature
sui 650 °C e tempi di permanenza molto
ridotti a tali temperature, inferiori ad 1
secondo; consente di ottenere un 60%
di prodotti liquidi.
La flash pirolisi è il processo più promettente,
in quanto consente di trasformare
la biomassa in un prodotto liquido chiamato
bioolio o raw tar, ad elevato contenuto
energetico, facilmente trasportabile
e conservabile per lungo tempo senza
problemi di degradazione.

Allo studio della pirolisi vengono destinate ingenti risorse in tutto il mondo,
attualmente tale processo è ancora in una fase sperimentale.

COMMENTO: Ho conferme verbali che gli impianti si possono già installare, nel pratico. Il prodotto di elezione è il separato, ma vi si può immettere anche il compost estemporaneo, anzi è da preferire perché abbassa i costi di essicazione, ed aumenta la resa energetica da combustione di carbonio. Ricordo che il compost si può fare anche con il sedimentato.
Il sistema presenta i seguenti vantaggi:
- abbattimento dell’azoto, e anche del fosforo, che invece i depuratori a fanghi non fanno
- produzione di energia rinnovabile che può usufruire dei certificati verdi
- accesso a finanziamenti, per la produzione di energia rinnovabile, cosa che non avviene con i depuratori a fanghi. Ci sono stati anche finanziamenti della Lombardia a riguardo ma il bando è scaduto il 31\12\2007, qualcuno ben informato li ha presi
- la tecnologia di pirolisi è considerata IPPC
- diminuiscono i volumi di stoccaggio del chiarificato,
- non servono strutture di stoccaggio per il separato, in quanto viene utilizzato nell’impianto.
- Possibilità di immettere nell’impianto il compost quindi di abbattere anche l’azoto del sedimentato
- Manca ancora la legislazione al riguardo, però si possono immettere nell’impianto anche le farine di carogne, destinate adesso agli inceneritori.

Non ho nessuna idea dei costi, ma immagino siano elevati, sostenibili solo da grandi impianti zootecnici.
Il sistema si presta però, verosimilmente, al consorzio di più allevatori, per gestire in comune il separato, o il compost. Se la deroga è entro il 2010 bisogna decidere in fretta!

ABBATTIMENTO CON STRIPPAGGIO
I costi sono elevati 300000 euro per un impianto che lavora 50 mc /g.
Anche i costi di gestione sono molto alti, sia per i reagenti, sia per i consumi energetici.
Si può applicare solo alla frazione liquida del digestato. Sfruttando il recupero di calore del digestore e dei cogeneratori, si scalda il liquame in una campana di strippaggio. Degli agitatori favoriscono il rilascio dell’azoto.
I gas sono aspirati in una camera di lavaggio e sono trattati con acidi e poi basi. Come reagenti si usano ac solforico e calce.
Il precipitato solfato di ammonio e altro, è un gel, per utilizzarlo bisogna seccarlo e pellettarlo.
L’abbattimento è del 75%, solo sulla frazione liquida, quindi 60- 65% sul totale
Il paradosso è che poi l’ammonio sarà usato sugli stessi campi dove si facevano gli spandimenti reflui, che non si potranno più fare ma che sono meno inquinanti dell’ammonio.

DEPURAZIONE A FANGHI
sia in aerobiosi, sia in anaerobiosi, può raggiungere abbattimenti anche del 90%. I costi sono alti. Ci sono sistemi detti biologici ad es. Stowa, che sono a basso costo…ma sembra li facciano solo in Olanda, e negli Usa.
I sistemi biologici tradizionali non sono comunque definibili come 'ad alto costo', sono infatti meno costosi rispetto ai trattamenti chimico/fisici. Questo è il motivo per cui sono i trattamenti universalmete adottati nella depurazione delle acque reflue domestiche. Sui sistemi biologici innovativi, non esistono ancora casi di studio su reflui zootecnici, in Olanda/Usa ci sono progetti di ricerca in corso.
Valutateli entrambi con preventivi, sia nei costi iniziali, sia e soprattutto, nei costi gestione (energia e reagenti)…..ma temo che sia meglio chiudere, piuttosto che aumentare notevolmente i costi kilo/carne o litro/latte, nell’ottica degli attuali mercati, e…di quelli futuri.
La depurazione a fanghi si può fare anche con la frazione liquida del digestato, ma in questo caso serve l’aggiunta di un substrato (in genere melasso)

ABBATTIMENTO CHIMICO
sistema Phosnix Unitika: si aggiunge idrossido di magnesio e si forma un sale la Struvite, utilizzabile come concime minerale. Sembra buono, solo che l’abbattimento è del 90% del fosforo, ma solo del 30% dell’azoto nella fase liquida del liquame
La regione Lombardia altresì consiglia i sistemi a pirolisi, per le polline, e per i separati bovini e suini, questi sono sicuramente vantaggiosi….sulla carta. Servono però i consorzi, perchè sono dei veri e propri termovalorizzatori, simili a centrali termoelettriche.

DENITRIFICAZIONE SUL DIGESTATO
Io aggiungo che chi ha già i digestori, può creare una vasca di denitrificazione a basso costo:
ricordatevi che anche in questo caso si tratta di nitro/denitro dato che il refluo non contiene nitrati da denitrificare, ma essi sono prodotti dal processo di nitrificazione supportato dall'aeratore.

- scaldare il liquame, in una vasca a cielo aperto, con il calore di recupero dal raffreddamento dei cogeneratori. L’aumento delle temperature favorisce la denitrificazione non conviene andare oltre i 30-35°C

- E ossigenare! Bastano anche un paio di ossigenatori speculari in una vasca circolare

Il sistema è da definire:
-nei costi (secondo me bassi)
- nell’effettivo abbattimento dell’azoto, secondo me più del 30% nella fase liquida, più il 7-8% del separato digestato, che è comunque da smaltire. L’abbattimento potrebbe essere più alto con una dieta ipoproteica.

L'abbattimento dipende molto da come viene dimensionato il sistema, ma può essere anche molto più spinto

- dal punto di vista del sistema IPPC, però penso che lo accettino in quanto: miglior tecnica disponibile perché recupera calore, e le emissioni riguarderebbero l’N2 che non è un gas serra a differenza dell’NH4, che si sprigiona, invece, ossigenando il liquame fresco, anziché il digestato.

Per chi non ha i digestori e non intende metterli, restano i seguenti sistemi:
- dieta ipoproteica
- separazione
- enzimi,
- e ossigenatori.
Cioè:
- massimo 30% con la separazione, separato da mandare poi o alla pirolisi, o all’utilizzo agronomico lontano dall’allevamento.
- dal 15% al 30 % nella fase liquida, da valutare!
Il 30% è raggiungibile secondo me solo sommando tutti gli abbattimenti, cioè dieta + enzimi + ossigenatori
- Inoltre sembra che le tabelle sovrastimino l’azoto, soprattutto nei bovini, quindi con i piani di campionamento, analizzando i liquami, l’azoto prodotto realmente potrebbe essere molto più basso, di quello preventivato. (anche grazie all’abbattimento)

DOPPIO RACCOLTO O SOVESCIO
Le possibilità sono varie:
per gli allevatori di bovini ed i loro cessionari:
- Silomays \ erba silos
- Silomays \ orzo silos
- Silomays 115 gg \ orzo distico da granella
- Silomays \ orzo distico da pastone
- Silomays 115 gg \ colza
- Silomays \ erbaio
- Orzo \ erbaio
Per gli allevatori di suini e avicoli
- Mays 115 gg \ colza
- Mays 115 gg ceroso per il pastone \ colza
- Mays 115 gg\ orzo distico da granella
- Mays 115 gg ceroso per il pastone\ orzo da pastone
- Mays 115 gg ceroso per il pastone\ orzo distico da pastone
- Mays 130 gg ceroso per il pastone \ orzo distico da pastone

Le soluzioni con il silomays interessano ovviamente gli allevatori dei bovini e i loro cessionari, mentre le altre quelli dei suini. In particolare l’ultima soluzione mi sembra molto interessante, sia economicamente, sia per le rese, sia per l’utilizzo agronomico dei reflui, ovviamente per gli allevatori che hanno la tecnologia adatta a sfruttare i pastoni. Su questo sito trovate una sperimentazione di: Successione Mais in secondo raccolto con orzo distico.
http://www.cedra.it/portal/page?_pageid=35...cp=0&tipodocu=S (http://www.cedra.it/portal/page?_pageid=35,74566&_dad=portal&_schema=PORTAL&iddocu=3126&idtipodocu=100&idarea=22&title=Concimazione&cp=0&tipodocu=S)
Le rese sono bassine, però si può fare! In particolare una ditta di contoterzisti mi assicura che le rese in pianura padana sono molto più alte, se volete info basta che me le chiediate e vi mando il link.
Il vantaggio del doppio raccolto per gli spandimenti è che si riesce ad utilizzare ad alta efficienza quello autunnale, e a dividere equamente tra le due produzioni gli spandimenti. Inoltre è un modo di mascherare il calo delle rese che ci sarà a legge applicata.
Lo svantaggio sta nei costi di lavorazione della terra, che spesso incidono troppo rispetto al reddito del doppio raccolto. A questo proposito consiglio a tutti le tecniche di bassa lavorazione, o di semina su sodo (in questo caso lo spandimento deve essere fatto con gli iniettori), in modo particolare per il cereale invernale.

Mary72
01-07-2008, 15.24.27
Chi mi aiuta a capire? :help:
Ho un piccolo gregge di capre. La provincia mi impone la concimaia, il Comune mi indica una distanza di 500 metri dal centro abitato. I miei terreni finiscono entro quest'area e si tratta di una zona montana molto scoscesa. Talmente scoscesa che tutte le case scaricano nel torrente :mad: si si avete capito bene: quando andiamo in bagno, laviamo i piatti o i panni, c facciamlo shampoo o laviaml pavimento con la candeggina, poi scarichiamo nel torrente.
Però le cacchine delle capre che posso scopare via con una ramazza no, per quelle devo fare una bella concimaia. Ma allora perché non obbligare tutti gli abitanti a scaricare in una vasca e poi chiamare gli spurghi a portare via?

PS naturamente i terreni a distanza idonea da me sono abbandonati da anni, valgono € 0,50/mq ma i proprietari non li vendono :(

Gianpi
19-07-2008, 23.26.02
...alla fine la scure della direttiva nitrati si è abbatutta anche qui in friuli.
Inizialmente la giunta regionale aveva individuato nella bassa pianura friulana la cossidetta zona vulnerabile, il tutto però è stato immediatamente impugnato dai sindacati presso il TAR regionale che ha annullato le delibere della giunta regionale (sentenza e testo del ricorso http://www.lexambiente.it/article-3272-thread-0-0.html ).
Dopo l'annullamento la regione ha individuato una nuova zona vulnerabile definita "bacino scolante della laguna di Marano e Grado", rendendo di fatto vulnerabile 1/3 della pianura friulana.
Qui tutta la documentazone a riguardo http://www.regione.fvg.it/asp/delibereinternet/documenti/DGR1246_6_30_08_10_02_25_AM.zip

Inutile dire che è "vulnerabile" anche il nostro comune.

Inutile dire che la faglia in zona è ad una profondità di 15-20 metri.

Inutile dire che abbiamo un carico zootecnico ridicolo.

Inutile dire che buona parte delle aziende non è in grado strutturalmente ed economicamente di adempiere a tale normativa.

Mi chiedo se vogliono anche il nostro sangue :mad:

Forse farebbero bene a concentrarsi su altre questioni invece di correre dietro a quattro scassati e rugginosi spandiletame

mefito
01-11-2008, 21.26.08
La Lombardia dovrebbe aver prorogato al 9 novembre l'inizio del divieto invernale di spandimento liquami,ma tanto se piove non si può comunque.........:222:

ORSOALVOLANTE
05-11-2008, 11.52.56
in sede di presentazione della pratica per la normativa nitrati mi chiedono pure come smaltisco gli scarti della lavorazione del latte. ma tali scarti non contengono azoto e non vengono smaltiti sul terreno ma tramite pozzetti condensa grassi e fossa imhof...
sapete indicarmi dove posso trovare della normativa in merio, ho provato da solo ma non sono riuscito

ciao

GiancaMI
05-11-2008, 12.10.31
La Lombardia dovrebbe aver prorogato al 9 novembre l'inizio del divieto invernale di spandimento liquami,ma tanto se piove non si può comunque.........:222:

Quanto comunicatomi dalla mia associazione di categoria.

GabrieleB.
07-11-2008, 16.56.40
Per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia la situazione è in fase di stallo; la seguente delibera della Giunta Regionale del 25 settembre 2008:


http://www.regione.fvg.it/rafvg/export/sites/default/RAFVG/AT4/ARG4/FOGLIA15/allegati/DGR_1947-2008.pdf

non è ancora stata recepita con decreto del Presidente della Regione e quindi non è ancora attuabile.

Rimane dunque il decreto ministeriale del 7 aprile 2006 il punto di riferimento:

http://www.regione.fvg.it/rafvg/export/sites/default/RAFVG/AT4/ARG4/FOGLIA15/allegati/DM_MIPAAF_07-04-2006_effluenti.pdf


Inutile sottolineare la confusione che regna fra gli allevatori della zona.

saluti

Gabriele:)

JD 7710
06-01-2009, 17.10.53
Da noi in Veneto non possiamo spargere liquami fino al 14 Febbraio non so come faremo a conservare i liquami prodotti fino ad allora

Rammstein
31-01-2009, 11.23.19
CONSEGUENZE DEL NUOVO PIANO D’AZIONE
DELLA
REGIONE LOMBARDIA



Gli allevatori saranno costretti a:

- Pagare gli affitti per le concessioni spandimento reflui, per regalare del concime organico agli agricoltori. Sicuramente gli affitti aumenteranno: ci saranno delle speculazioni vergognose, perché la domanda aumenterà enormemente e sarà molto più alta dell’offerta di terra disponibile, come abbiamo visto.

- Pagare per andare a distribuirglelo gratis

- Pagare per cercare nuove terre di spandimento, che non ci sono, perché le superfici di spandimento con i nuovi indici sono aumentate. Sono raddoppiate con i limiti di spandimento in zona vulnerabile. Addirittura triplicate nel caso dei bovini solo per gli indici, e poi raddoppiate per i limiti, alla fine le superfici di spandimento dovranno aumentare di 4-5 volte, nel caso dei bovini di 2-3 volte per i suini e gli avicoli. (i valori sono medi e approssimativi dipende dai pua di partenza).

- Pagare per abbattere l’azoto, in pratica per distruggerlo, perché mancherà la terra in 5 provincie della Lombardia: ma temo che molti allevatori saranno costretti a chiudere, piuttosto che aumentare notevolmente i costi kilo/carne o litro/latte, nell’ottica degli attuali mercati, e…di quelli futuri.

- Pagare per distruggere l’azoto, quindi consumare energia, e sprecare soldi, per poi:


- Pagare per comprare dell’azoto minerale, fatto con una quantità enorme di energia con circa un raddoppio nelle spese di concimazione, per le terre degli allevatori.




Io aggiungerei anche: Gli agricoltori saranno costretti a:
-Dichiarare il falso sul SIARL

90 c
31-01-2009, 13.34.59
CONSEGUENZE DEL NUOVO PIANO D’AZIONE
DELLA
REGIONE LOMBARDIA



Gli allevatori saranno costretti a:

- Pagare gli affitti per le concessioni spandimento reflui, per regalare del concime organico agli agricoltori. Sicuramente gli affitti aumenteranno: ci saranno delle speculazioni vergognose, perché la domanda aumenterà enormemente e sarà molto più alta dell’offerta di terra disponibile, come abbiamo visto.

Siamo al solito.....gli allevatori dicono che regalano il concime ai cerealicoltori ed i cerealicoltori dicono che regalano paglia e fieno agli allevatori :no::no::no:

- Pagare per andare a distribuirglelo gratis

Stranamente anche i cerealicoltori da quando non possono più bruciare le stoppie sono costretti a pagare per far rimuovere la paglia e regalarla accompagnata dalla parola "grazie".
Specialmente poi chi effettua minima lavorazione, semina su sodo.....ecco perchè molte persone piuttosto la fanno trinciare durante la mietitura, pagando, visto che poi per rimuoverla costa molto di più:l::l::l:



Gli agricoltori potrebbero disdire, in massa, le concessioni, come già sta succedendo, per :

- non rinunciare alla concimazione minerale, che dà rese più alte

ecco già il primo motivo per il quale un cerealicoltore vuole essere pagato :rolleyes::rolleyes::rolleyes:

- speculare chiedendo aumenti sugli affitti spandimento reflui.

questo perchè non si ragiona nell' ottica che siamo tutti nella stessa barca...anche se legati a filo doppio ognuno ragiona vedendo solo il proprio tornaconto.

Mentre dovrebbero essere gli agricoltori a pagare agli allevatori i reflui perché sono concimi meno inquinanti.

Tu vorresti obbligare gli agricoltori a comprare i concimi-reflui della tua azienda...gli agricoltori vorrebbero che gli allevatori non comprassero la soia importata, i mangimi importati, ecc... come vedi essere miopi danneggia tutti....:(:(


PROPOSTA DI CONDIZIONARE LA PAC
ALLA TUTELA DELLA FALDA

dal sito europeo
http://ec.europa.eu/agriculture/envir/index_it.htm#crosscom
Cito:
“Il principio secondo il quale gli agricoltori devono rispettare i requisiti di protezione dell’ambiente per poter beneficiare delle misure di sostegno del mercato è stato inserito nella riforma dell’Agenda 2000. La riforma della PAC del 2003 ha assegnato maggiore importanza alla condizionalità, divenuta obbligatoria.”
Quindi è prevista anche la condizionalità, cioè che la pac sia ritirata dagli agricoltori a condizione che si tuteli l’ambiente, in questo caso si tuteli la falda dall’inquinamento da nitrati.

La regione Puglia ha reso il tutto operativo dal 2005:mad::mad::mad:

Ad esempio le condizioni potrebbero essere:
si elargisca la pac a condizione che: gli agricoltori utilizzino solo concimi organici fino almeno al 75% dei fabbisogni colturali, sia in zona vulnerabile sia in zona non vulnerabile, salvo mancanza di concime organico. Questo perché i concimi organici sono meno solubili, quindi meno dilavabili dei concimi minerali. Di conseguenza il rischio d’inquinamento della falda con i concimi organici è molto inferiore rispetto ai concimi minerali.

Prove sperimentali nei comuni di Ariano Irpino (Av) e San Marco la Catola hanno dimostrto che non è proprio come dici tu......anzi.....i dati sono su internet, sono commentati in maniera dettagliata.:D:D

si elargisca la pac a condizione che: gli agricoltori non chiedano affitti per la concessione spandimento reflui, perché questo ostacolerebbe la concimazione organica, meno inquinante, e la zootecnica, che è un bene d’interesse nazionale. (chi chiederà l’affitto per le concessioni, perderà il diritto alla pac)

si elargisca la pac a condizione che: gli allevatori acquistino prodotti non ogm, prodotti almeno comunitari, ecc.... ;););)

si elargisca la pac solo se: gli agricoltori garantiscono una coltura intercalare (secondo raccolto) o di copertura (sovescio) durante i periodi intercolturali, sia estivi sia invernali, per evitare il dilavamento dei terreni.

da questo capisco che non sai nemmeno cosa sia la cerealicoltura e similare.....tu credi che da Roma in giù si effettuano colture intercalari? :eek::eek:
Quest' anno vieni a farti una vacanza al sud e vedrai stoppie a perdita d'occhio... spesso smette di piovere ad aprile e se va bene ricomincia a settembre. Non abbiamo l'acqua da bere, figurati per le colture intercalari....

Questi sono solo degli esempi, risolverebbero però dei problemi enormi, senza danneggiare nessuno, se non i produttori e i commercianti di concimi minerali, la vera fonte di inquinamento delle falde! In modo particolare potrebbero trovare utilizzo agronomico i separati, di solito benaccetti dagli agricoltori, che sono 5 volte più concentrati dei liquami, 100 kg di azoto in un mc, e che quindi si prestano ad essere trasportati anche a grandi distanze.

Il problema di questi concimi è il basso contenuto di fosforo.
Tu analizzi solo il problema azoto. I cerealicoltori il problema fosforo potassio e azoto,

Se si riuscisse ad ottenere la condizionalità della pac all’uso dei concimi organici,:
- a livello REGIONALE lombardo: la distribuzione dei concimi organici delle zone vulnerabili, potrebbe essere allargata a tutte le aree non vulnerabili, aumentando enormemente la superficie utile di spandimento.
-
- a livello NAZIONALE: il separato si potrebbe conferire a consorzi (ancora da creare) che li trasportino e li rendano utilizzabili agronomicamente, anche in zone a basso carico zootecnico e a bassa vulnerabilità, fuori dalla regione Lombardia.. Dopo il conferimento al consorzio, l’azoto del separato uscirebbe dalla dichiarazione pua degli allevatori, perché diventerebbe ammendante organico di origine zootecnica. (entrerebbe solo nel puas degli agricoltori, con i limiti dei reflui)

Chi paga tutte le spese di questa operazione?
Provo ad indovinare?


- I vantaggi per gli allevatori sarebbero enormi.
-
- Gli agricoltori avrebbero gratuitamente gran parte della concimazione, che andrebbe a migliorare la qualità dei terreni, e ad aumentare la ritenzione idrica.

Come gratuitamente? Se noi non paghiamo i reflui-concimi le spese di trasporto,stoccaggio, ecc...chi le paga?

- La falda sarebbe senz’altro tutelata dai dilavamenti.
Il concetto è che la pac, non è un diritto per gli agricoltori: è prevista l’elargizione a condizione che l’ambiente venga protetto

Appunto. In Puglia è già attuata la condizionalità. L'utilizzo dei concimi organici o della letamazione dà dei vantaggi ma non come li descrivi tu, anzi con le produzioni che si hanno è una scelta antieconomica perchè apporta pochissimo fosforo.

Ad esempio che sia rispettata la protezione della falda dall’inquinamento da nitrati, obbligando gli agricoltori a:
- una concimazione organica
- una coltura intercalare
- rinunciare agli affitti per le concessioni spandimento reflui, che è una schifosa speculazione

I primi 2 obblighi già chiariti. Sul terzo prendo atto del tuo punto di vista non conoscendo la specifica situazione lombarda.



Il principio da applicare è che: tutti, sia allevatori, sia agricoltori, si devono impegnare a tutelare la falda.



I cerealicoltori, almeno da noi in Puglia sono già partiti......gli allevatori hanno avuto 2 anni di deroga......affrettatevi!!!:vabene::vabene::vabene :

cepy75
31-01-2009, 14.21.18
Prove sperimentali nei comuni di Ariano Irpino (Av) e San Marco la Catola hanno dimostrto che non è proprio come dici tu......anzi.....i dati sono su internet, sono commentati in maniera dettagliataPer cortesia, potresti inserire dei links di riferimento? :vabene:

L'utilizzo dei concimi organici o della letamazione dà dei vantaggi ma non come li descrivi tu, anzi con le produzioni che si hanno è una scelta antieconomica perchè apporta pochissimo fosforo.
Non conoscendo nel dettaglio le vostre realtà, potresti indicare il come sei giunto a questa conclusione? :l:

giuba
31-01-2009, 18.52.37
penso che la gestione dei reflui debba cominciare a essere presa in maniera più seria. come sopra è stato esposto il problema è abbastanza grande, ma non credo che la regione lombardia e i suoi allevatori non riescano a far fronte. come sopra detto qualcuno di essi si era attrezzato per la produzione di concime in pellet; perchè per le eccedenze non continuate a operare in tal verso. la produzione di compost e di substrati potrebbe aprire la strada verso nuove forme di reddito. come per l'inceremento dei capi di bestiame morti anche in questo caso la creazione di una struttura ad hoc per la gestione dei reflui, una coop ad esempio, consentirebbe di gestire meglio la situazione e di porre un intrlocutore forte nelle trattative con la regione e gli agricoltori.

il problema dei reflui non va sottovalutato, perchè anche loro sono molto inquinanti, tal quali, e se essi arrivano alle falde provocano maggiori danni rispetto ai concimi minerali. i fertilizzanti organici si ossidano nell'acqua liberando elementi minerali, ma inoltre, possono veicolare batteri fecali.
per gli affitti penso che ci sia poco da fare. essi scaturiscono infatti da fenomeni speculativi e come tali sono difficilmente controllabili.
le coltivazioni intercalari non possono essere effettuate ovunque, al sud spesso non sono praticabili a causa dell'impossibilità di irrigare. al massimo potrebbe essere opportuna l'introduzione dell'obbligatorietà degli interventi ammendanti.

in definitiva, credo che fin quando gli allevatori non trasformeranno i reflui in un prodotto realmente utile per gli agricoltori, essi rimarranno dei sottoprodotti scomodi, difficilmente smaltibili.

sicuramente nel paragonare il letame a un concime minerale si commette un errore grossolano, diverso è invece il discorso per quanto riguarda il compost e gli altri fertilizzanti organici derivati dal letame.

90 c
31-01-2009, 23.52.10
Per cortesia, potresti inserire dei links di riferimento? :vabene:

Il documento è composto da circa 70 pagine, ma è dettagliato, "referenziato" e scientifico. E' indispensabile leggere le condizioni iniziali (periodo di semina, parcellizzazione, concimazione di fondo......).
http://www.sito.regione.campania.it/agricoltura/erbacee/pdf/relazione-finale-cereali.pdf


Non conoscendo nel dettaglio le vostre realtà, potresti indicare il come sei giunto a questa conclusione? :l:

La condizionalità ha costretto i cerealicoltori a modificare le lavorazioni standard dei terreni. Anche per noi la soglia massima di unità di azoto per ettaro è di 170 kg. Senza contare le zone SIC e ZFP dove le restrizioni sono ancora maggiori.
Chi brucia le stoppie (pratica utilizzata per contenere lo zabro gobbo ed il mal del piede) deve attuare la concimazione organica, oppure la letamazione o altre soluzioni.
La letamazione tuttavia non fornisce al terreno il fosforo asportato dalla coltura precedente. Inoltre a causa del dilavamento dell' azoto, di quest'ultimo in primavera non si conosce l' effettiva quantità a disposizione della coltura.
Poichè è proprio da inizio levata in poi che i cereali necessitano della gran parte dell' azoto, quanto sopra detto rende la letamazione una pratica poco affidabile per fornire azoto. Quindi, dopo varie esperienze in campo, viste anche le rese inferiori, si preferisce la concimazione minerale in primavera.
Dovendo apportare fosforo si è costretti a fare concimazioni di fondo che vincolano la scelta al perfosfato triplo, semplice o similari. Altri concimi che apportano azoto sono naturalmente da escludere. Sottraendo le unità da riservare in primavera resta ben poco da apportare con il letame.
Inoltre la letamazione presenta dei disagi non trascurabili (se il terreno è umido e molle il trattore ed il rimorchio lasciano profondi solchi durante l' operazione,se piove dopo lo spargimento il letame diventa peggio della sciolina e non si asciuga facilmente, bisogna interrarlo quindi niente semina su sodo o con minima lavorazione). Bisogna poi distinguere il tipo di letame, il suo grado di maturazione, la quantità da spargere, ecc...
Dell' azoto che somministro con la letamazione, oltre ad essere ben poco per i suddetti motivi, non saprò neanche quanto di questo sarà realmente a disposizione della coltura in primavera.
Contabilizzando, avrò un risparmio di una trentina di euro.
I vantaggi sono pochi ed incerti, i disagi tangibili e reali.
Inutile considerare l' opzione di fornire tutto l'azoto con la letamazione. Il nostro aerale risente finache delle concimazioni azotate in forma ureica. Esperienze dirette suffragano quanto detto anche se non posso fornire dati certi. Le esperienze suddette sono state fatte con letame bovino maturo e con letame avicolo fresco e maturo .
Le prove sono sta fatte su biada, grano duro e orzo.

La concimazione organica pur avendo i suoi vantaggi circa la qualità della granella prodotta e la possibilità di bruciare le stoppie, si rivela attualmente una scelta antieconomica se confrontiamo il costo dei fertilizzanti per unità. Le stesse unità di azoto somministrate con concime organico hanno un costo nettamente superiore rispetto al costo che avrei somministrando minerale. I benefici non coprono i costi, almeno nella mia esperienza.

GiancaMI
01-02-2009, 13.15.36
La direttiva nitrati è stata come al solito concepita e recepita all'italiana. Nel senso ignoriamola sino all'ultimo e poi vediamo; invece di partire in anticipo e dire che questi numeri non vanno bene.:cool:
Come si fa a fare mais più loietto con 170kgIha di N ( se ho capito bene).
Ovviamente parlo delle mie latitudini.

cepy75
02-02-2009, 09.23.53
Il documento è composto da circa 70 pagine, ma è dettagliato, "referenziato" e scientifico. E' indispensabile leggere le condizioni iniziali (periodo di semina, parcellizzazione, concimazione di fondo......).Hai anche i risultati di prove riferite alle campagne successive? Il documento presente nel link postato fà riferimento a un solo anno, e francamente fare commenti su oncimazioni azotate riferite ad una singola campagna mi sembra al quanto riduttivo.....



La condizionalità ha costretto i cerealicoltori a modificare le lavorazioni standard dei terreni. Anche per noi la soglia massima di unità di azoto per ettaro è di 170 kg. Senza contare le zone SIC e ZFP dove le restrizioni sono ancora maggiori.
Chi brucia le stoppie (pratica utilizzata per contenere lo zabro gobbo ed il mal del piede) deve attuare la concimazione organica, oppure la letamazione o altre soluzioni.
La letamazione tuttavia non fornisce al terreno il fosforo asportato dalla coltura precedente. Inoltre a causa del dilavamento dell' azoto, di quest'ultimo in primavera non si conosce l' effettiva quantità a disposizione della coltura.
Poichè è proprio da inizio levata in poi che i cereali necessitano della gran parte dell' azoto, quanto sopra detto rende la letamazione una pratica poco affidabile per fornire azoto. Quindi, dopo varie esperienze in campo, viste anche le rese inferiori, si preferisce la concimazione minerale in primavera.
Dovendo apportare fosforo si è costretti a fare concimazioni di fondo che vincolano la scelta al perfosfato triplo, semplice o similari. Altri concimi che apportano azoto sono naturalmente da escludere. Sottraendo le unità da riservare in primavera resta ben poco da apportare con il letame.
Inoltre la letamazione presenta dei disagi non trascurabili (se il terreno è umido e molle il trattore ed il rimorchio lasciano profondi solchi durante l' operazione,se piove dopo lo spargimento il letame diventa peggio della sciolina e non si asciuga facilmente, bisogna interrarlo quindi niente semina su sodo o con minima lavorazione). Bisogna poi distinguere il tipo di letame, il suo grado di maturazione, la quantità da spargere, ecc...
Dell' azoto che somministro con la letamazione, oltre ad essere ben poco per i suddetti motivi, non saprò neanche quanto di questo sarà realmente a disposizione della coltura in primavera.
Contabilizzando, avrò un risparmio di una trentina di euro.
I vantaggi sono pochi ed incerti, i disagi tangibili e reali.
Inutile considerare l' opzione di fornire tutto l'azoto con la letamazione. Il nostro aerale risente finache delle concimazioni azotate in forma ureica. Esperienze dirette suffragano quanto detto anche se non posso fornire dati certi. Le esperienze suddette sono state fatte con letame bovino maturo e con letame avicolo fresco e maturo .
Le prove sono sta fatte su biada, grano duro e orzo.

La concimazione organica pur avendo i suoi vantaggi circa la qualità della granella prodotta e la possibilità di bruciare le stoppie, si rivela attualmente una scelta antieconomica se confrontiamo il costo dei fertilizzanti per unità. Le stesse unità di azoto somministrate con concime organico hanno un costo nettamente superiore rispetto al costo che avrei somministrando minerale. I benefici non coprono i costi, almeno nella mia esperienza.
Conosci le dotazioni di questi terreni? Hai l' idea di tutte le interazioni che avvengono quando si parla di materia organica nel terreno?
D' accordo che la Direttiva Nitrati possa essere stretta, ma le conclusioni tecniche espresse fin' ora andrebbero analizzate fino in fondo.

GiancaMI
02-02-2009, 10.30.09
il problema dei reflui non va sottovalutato, perchè anche loro sono molto inquinanti, tal quali, e se essi arrivano alle falde provocano maggiori danni rispetto ai concimi minerali. i fertilizzanti organici si ossidano nell'acqua liberando elementi minerali, ma inoltre, possono veicolare batteri fecali.


Parlando di batteri fecali mi domando se qualcuno si è mai posto il problema di pensare di quanto be producano gli insediamenti urbani.
Perchè diciamolo chiaramente non è solo la zootecnia a produrre reflui. Quanti centri urbani sono a norma con lo smaltimeto dei propri reflui?
Qualcuno si è mai posto questo problema?
Per Giuba è paradossale che io debba rinuciare al prodotto aziendale e andare comprare concime di sintesi.
Realizziamo abbattitore consorziato ok; l'abbattittore dovrebbe lavorare in concomitanza ad un digestore perchè farlo funzionare in termini energetici costa. Il digestore va con le biomasse (trinciato di mais) ma se il trinciato lo porto al digestore cosa do da mangiare alle vacche?.
La soluzione sarebbe di coinvolgere i monocultori ma a sto punto forse conviene portare li il liquame senza fare il discorso di prima.
Sinceramente sono cose da approfondire visto anche il periodo di ammortamento di tale impianti.

Rammstein
02-02-2009, 11.03.11
Come si fa a fare mais più loietto con 170kgIha di N ( se ho capito bene).
Ovviamente parlo delle mie latitudini.
Come si fa? Solo il mais assorbe circa 240 kg/ha di N per rendere quanto rende alle nostre latitudini, quindi siamo gia in deficit.
Di questi 170 kg/ha dati dai reflui zootecnici quanti ne assorbe la pianta?sicuramente di meno.
E alla loiessa cosa diamo? Crescerà grazie alle deposizioni atmosferiche:333:
Ci vuole subito la deroga a 250 kg/ha per chi dimostra che riesce a lavorare bene.

clayco
02-02-2009, 17.52.36
Siamo al solito.....gli allevatori dicono che regalano il concime ai cerealicoltori ed i cerealicoltori dicono che regalano paglia e fieno agli allevatori :no::no::no:
In Lombardia la paglia e il fieno si compra e costano anche cari!
Stranamente anche i cerealicoltori da quando non possono più bruciare le stoppie sono costretti a pagare per far rimuovere la paglia e regalarla accompagnata dalla parola "grazie".
Specialmente poi chi effettua minima lavorazione, semina su sodo.....ecco perchè molte persone piuttosto la fanno trinciare durante la mietitura, pagando, visto che poi per rimuoverla costa molto di più:l::l::l:
ecco già il primo motivo per il quale un cerealicoltore vuole essere pagato :rolleyes::rolleyes::rolleyes:
questo perchè non si ragiona nell' ottica che siamo tutti nella stessa barca...anche se legati a filo doppio ognuno ragiona vedendo solo il proprio tornaconto.

Tu vorresti obbligare gli agricoltori a comprare i concimi-reflui della tua azienda...gli agricoltori vorrebbero che gli allevatori non comprassero la soia importata, i mangimi importati, ecc... come vedi essere miopi danneggia tutti....:(:(

Io non voglio obbligare proprio nessuno, solo che noi allevatori saremo obbligati a chiudere! Perchè le soluzioni sono onerose e fuori portata.

Ti ricordo che nelle zone protette (sempre in Lombardia, non conosco le altre normative regionale è già pesante capire la nostra) è già obligatorio concimare solo con i fertilizzanti organici. E le zone vulnerabili dovrebbero essere zone protette, e a rigore d logica scientifica geologica tutto il bacino di Po dovrebbe essere vulnerabile come proposto dalla UE io ad es che sto in bassa pavese sono in zv abbiamo i nitrati alti perchè ci becchiamo tutti quelli della lodigiana e della milanese essendo noi a quote più basse.

Io non voglio obbligare nessuno ma la Pac non è un diritto è un premio, e il piano d'azione nitrati se non passa da:
-una coltura intercalare ( in Lombardia è chiaro) non sarà mai efficace, proprio a causa del dilavamento invernale.
-da uno spargimento reflui in alta efficenza
-da un continuo apporto organico che trattenga e impedisca dilavemento ed erosione

NON SERVIRA' A NIENTE SE NON A FAR VENDERE PIU'CONCIMI MINERALI
Originalmente inviato da clayco
Ad esempio le condizioni potrebbero essere:
si elargisca la pac a condizione che: gli agricoltori utilizzino solo concimi organici fino almeno al 75% dei fabbisogni colturali, sia in zona vulnerabile sia in zona non vulnerabile, salvo mancanza di concime organico. Questo perché i concimi organici sono meno solubili, quindi meno dilavabili dei concimi minerali. Di conseguenza il rischio d’inquinamento della falda con i concimi organici è molto inferiore rispetto ai concimi minerali.

90C Prove sperimentali nei comuni di Ariano Irpino (Av) e San Marco la Catola hanno dimostrto che non è proprio come dici tu......anzi.....i dati sono su internet, sono commentati in maniera dettagliata

C: ti posto una vecchia discussione che ti fa capire cosa intendevo

In risposta all’amico dott. Serafino Valtulini che mi chiedeva delle pubblicazioni scientifiche dimostranti il maggior rischio di inquinamento falda, da parte dei concimi minerali rispetto ai liquami vi mando tutti a pag 7 di questa pubblicazione, dell’università di Milano :
http://www.progettopanda.isnp.it/esempi_risultati2.htm
sono grafici complessi, nello specifico ci interessa la tabella a pg. 7 ,che riporto in basso, “ contenuti di nitrati in diversi strati di terreno a mays trattato con differenti fertilizzazioni nel biennio 93-94”, sul sito la si può ingrandire io consiglio il 150%. Vi sembreranno cose ovvie ma vista la legge Beccalossi, queste dimostrazioni scientifiche non sono tenute in considerazione.
Contenuti di nitrati in diversi strati di terreno a mais trattato con differenti fertilizzazioni nel biennio 1993-94 (L1 e L4=0 e 225 kg/ha-1 di N da liquame suino; C1 e C4=0 e 225 kg/ha-1 di N da urea). Si notino le basse concentrazioni e le piccole differenze tra i trattamenti a 0.8-1 m di profondità in tutte le epoche di prelievo.
(Spallacci C. et al., Agric. Ric., 168 (1997), 57-58)
Dal terzo grafico in giù, cioè da quello delle analisi dei nitrati alla profondità dei terreni di 0,4-0,6 mt.: si indica il dilavamento dell’azoto.
Il quadratino nero corrisponde alla concimazione L1C4 cioè L1= a 0 kg/ha di liquame suino, e C4 = a 225 kg/ha di concime minerale. Quindi il massimo del dilavamento si ha nella concimazione fatta esclusivamente con i concimi minerali.
La quota di azoto da fonte minerale che non è assorbita dalla pianta va direttamente in falda!
Questa pubblicazione scientifica è in netta contraddizione con quanto affermato nella Beccalossi, e nello specifico allegato 3 parte c cito
“ Kc è il coefficiente di efficienza relativo agli apporti di concime chimico (Fc). In genere si considera il 100% del titolo commerciale del concime azoto”.
COMMENTO: Ma come fa, ad essere efficace al 100%, se il concime minerale è il più dilavabile? La porzione dilavata sicuramente non è disponibile per la pianta.
E’ significativa nel dilavamento, anche la concimazione del triangolo nero: la L4C4 corrispondente alla massima concimazione, cioè L4 = 225 kg/ha di liquame suino, e C4 = 225 di kg/ha di concime minerale, urea. Pur essendo una concimazione più alta nell’azoto totale, la sostanza organica dei liquami, probabilmente trattiene l’azoto.

E’ interessante l’analisi dei primi due grafici fino a 0,4 mt., che indicano la disponibilità dell’azoto, negli strati attivi del terreno, è ovviamente massima nelle concimazioni minerali, ed i picchi corrispondono ai periodi di giugno. Però anche nel terzo grafico cioè alla profondità di 0,4-0,6 mt ci sono i picchi di azoto da fonte minerale proprio in giugno luglio, vuol dire che alle prime irrigazioni, l’azoto minerale è dilavato, e quindi non è più disponibile per la pianta.
Sempre nei primi due grafici la concimazione da liquame il pallino nero pieno, indica una disponibilità di azoto bassa, tra i 20 e i 30 ppm di azoto.
A riguardo torniamo alla Beccalossi allegato 3 tabelle 1/a e 2/a, che trovate al solito sito, a pg 101-102 del pdf:
http://www.agricoltura.regione.lombardia.it/admin/rla_Documenti/1-3445/dgr_5868_07.pdf
si scopre che l’efficienza dei liquami è molto lontana dal 100% dichiarato per i minerali, in particolare la concimazione autunnale su stocchi è media cioè al 50%, senza stocchi è bassa cioè 40%, perché viene più facilmente dilavata. Questo è importante, già dal settembre 2008, quando gli agricoltori dovranno fare i pua, perché con efficienza medio-bassa a parità di azoto totale somministrato, rispetto alla concimazione minerale, si fanno rese più basse, sia nel mays sia nell’orzo. Basta un anno con delle rese più basse per indurre i cessionari a disdire le firme. Bisogna assolutamente puntare allo spandimento reflui ad efficienza alta, che sono quelle in presemina, o in copertura con interramento, ecco perché in seguito consiglierò il doppio raccolto.

Tornando alla pubblicazione, dell’università di Milano esposta nel grafico sopra:
molto significativo è l’ultimo grafico commentato dall’autore con:
“ Si notino le basse concentrazioni e le piccole differenze tra i trattamenti a 0,8-1 mt di profondità in tutte le epoche di prelievo”.
Vuol dire che se le concimazioni sono effettuate secondo i fabbisogni colturali, il dilavamento è molto basso.
Purtroppo nell’ultimo grafico cioè 0,8-1 mt si evidenzia che esiste il dilavamento, anche se minimo, nel caso della concimazione fatta solo con i liquami, che è il pallino nero, corrispondente alla concimazione L4C1 cioè L4 225 kg/ha di liquame, C1 0 kg/ha di urea. E’ fondamentale in questo caso l’analisi del periodo di picco massimo cioè la fine dell’inverno. La conclusione è che il liquame distribuito in autunno, è facilmente dilavabile, perché non vi sono una coltura, o una copertura che trattenga l’azoto, evitando il dilavamento dovuto alle piogge autunnali invernali. Questo vale anche per i residui di concime minerale: sono dilavati sia a giugno-luglio, sia nel periodo invernale. (quadratino e triangolo nero, a 0,8-1mt).

Ecco perché insito nel sostenere che nel presentare un nuovo piano d’azione chiedendo limiti di spandimento reflui più alti ad es 250 kg/ha, come in Olanda, il piano per essere serio ed essere quindi approvato, deve prevedere una coltura invernale: o una coltura da doppio raccolto, (secondo me il sistema migliore) oppure un sovescio.
Il sistema migliore per tutelare la falda dall’inquinamento è ridurre le concimazioni minerali, le più dilavabili, non ridurre le concimazioni da reflui, (la Beccalossi va nel senso opposto, sempre che l’art 38 allegato2 non sia valido per il corpo intero della legge) e obbligare una copertura invernale, che è l’unico modo di trattenere l’azoto sia da fonte minerale, sia e soprattutto, da fonte zootecnica, durante le piogge autunnali invernali.

Perché la normativa sia efficace, bisogna prevedere una condizionalità nella pac. Cioè gli agricoltori che vorranno il premio della pac, in zona vulnerabile, dovranno prevedere una copertura invernale, ma molto meglio una coltura da doppio raccolto, in seguito vedremo degli esempi.
Questo è un modo razionale e scientifico di tutelare la falda, tutto l’opposto della Beccalossi, che secondo le comunicazioni verbali, della dott. Marisa Meda prevede in zona vulnerabili il solo limite colturale per le concimazioni minerali. Tradotto in pratica chi fa un doppio raccolto ad es mays colza, può concimare fino a 460 kg/ha (fabbisogni del cbpa) di azoto minerale, o di fanghi. Ma non vi sembra una presa per il CULO? In che modo sarebbe tutelata la falda di una zona a rischio? Permettendo una concimazione di 460 kg/ha di azoto facilmente dilavabile? in netta contraddizione con la direttiva ministeriale Alemanno Matteoli).

In risposta alla dott. Alice Buonarotti se l’Olanda ha scelto questa strada, ed ha ottenuto i limiti più alti, perché non la scegliamo anche noi?) Nello specifico è da modificare l’art 6 della Beccalossi, che è molto blando.
La legge Beccalossi non tutela la falda ma tutela chi deve vendere i concimi minerali, e chi deve speculare sulle concessioni, nello stesso tempo danneggerà enormemente la zootecnica lombarda.
La legge è da rifiutare! Proprio dal punto di scientifico, (rebuttal) è stata formulata per incompetenza od incapacità senza requisiti scientifici.

Tornando alla pubblicazione dell’università di Milano è molto interessante la seconda tabella:
Principali caratteristiche di diversi sistemi colturali in termini economici e ambientali
(valori espressi per ha medio degli avvicendamenti biennali)
Avvicendamento Livello input IPN GHI IRF(.000) RL(.000£)*
Barbabietola-frumento 1 153 12 1.721 1.912
2 238 25 10.372 3.126
3 282 31 16.629 3.690
Girasole-frumento 1 125 3 2.112 2.275
2 199 12 3.524 2.379
3 231 18 10.059 2.324
Mais-frumento 1 144 0 31 1.545
2 237 12 3.291 1.823
3 295 18 9.548 1.772
Soia-frumento 1 80 0 31 1.507
2 106 3 796 1.684
3 135 10 7.145 1.571
(*) Il reddito lordo è stato calcolato come differenza tra la produzione vendibile ed i costi dei soli input dei mezzi di produzione ad eccezione delle spese relative all'irrigazione e alle lavorazioni meccaniche che sono attribuite in matrice a specifiche attività.

dove si dimostra che il reddito più alto, sia nel frumento, sia nel mays, si ottiene con l’imput medio, cioè non con la concimazione massima che dà le rese più alte, ma con una concimazione media, che inquina meno la falda.
Questo sarà sempre più importante, le associazioni agricoltori lo dovrebbero comunicare, agli iscritti, perché il costo dei concimi minerali crescerà sempre di più, in quanto legato al costo dell’energia, si dovrebbe sottolineare che i liquami essendo gratuiti, sono sempre e comunque i più convenienti.

La regione Emilia Romagna ha istituito un servizio di assistenza agli allevatori, dei tecnici valutano per ogni azienda i sistemi migliori, per risolvere la problematica nitrati. E’ vergognoso che la Lombardia, che ha problemi molto più gravi, non abbia previsto questo tipo di assistenza.

Potionkhinson
02-02-2009, 18.17.43
Salve clayco,

Io non voglio obbligare nessuno ma la Pac non è un diritto è un premio, e il piano d'azione nitrati se non passa da...
un piccolo "appunto"... è vero che per "riscuotere" i premi PAC è necessario rispettare i principi della "condizionalità" (compresi i "vincoli" relativi alle ZVN), ma vorrei far notare che la direttiva nitrati riguarda tutte le aziende che ricadono in ZVN, comprese (quindi) anche quelle prive di titoli PAC! ;)
Saluti

clayco
02-02-2009, 18.32.14
[quote=90 c;433159]
da questo capisco che non sai nemmeno cosa sia la cerealicoltura e similare.....tu credi che da Roma in giù si effettuano colture intercalari? :eek::eek:
Quest' anno vieni a farti una vacanza al sud e vedrai stoppie a perdita d'occhio... spesso smette di piovere ad aprile e se va bene ricomincia a settembre. Non abbiamo l'acqua da bere, figurati per le colture intercalari....

C: Si scusa il discorso va calato nelle realtà produttive, e chiaramente nelle zone vulnerabili, poi tenendo conto delle deroghe per le zone dove vige il divieto di spandimento.

Il problema di questi concimi è il basso contenuto di fosforo.
Tu analizzi solo il problema azoto. I cerealicoltori il problema fosforo potassio e azoto,

C: In Lombardia si possono fare le integrazioni minerali, so che in altre regioni non si può ed è un mistero. Comunque sia i reflui sia i digestati contengono fosforo e potassio ad es puoi trovare i calcoli qui: http://alternativenergetiche.forumcommunity.net/?t=17608568
Tieni conto invece che nei digestati l'azoto è soprattutto ammonio.

Chi paga tutte le spese di questa operazione?
Provo ad indovinare?
Come gratuitamente? Se noi non paghiamo i reflui-concimi le spese di trasporto,stoccaggio, ecc...chi le paga?

C: sono appena stato al congresso sui nitrati a Cremona, in Germania ci sono consorzi da 20 anni che ritirano i reflui e si fanno pagare lo smaltimento dagli allevatori, fermentano in consorzi, e si fanno pagare i fertilizzanti dagli agricoltori.
I dirigenti della regione hanno risposto alla mia proposta di condizionare la pac avanzando mille problematiche dei reflui: puzza, disomogeneità, diluizione, stagionalità, sanificazione di patogeni e di infestanti.
Ma dove sono le problematiche dei reflui se l'agricoltore spende molto meno a concimare, e migliora il suo terreno?
Il piano dei dirigenti Lombardi prevede che gli allevatori rendano sempre più appetibile e gestibile il refluo: quindi non c'è scampo BIOGAS.
Con il digestato le problematiche crollano e si punta a farlo accettare all'UE come concime mineralizzato con ammonio fostato e potassio e quindi a portarlo a 340 Kg/Ha anche in zv, il ministro Zaia è d'accordo ...speriamo!
Per ora in zone ad alta densità e zv gli agricoltori vogliono fino a 500 e/Ha solo per il favore di regalar loro del concime (lo ha detto ieri il presidente della provinci adi Cremona Torchio)

Capisci da solo, che così si chiude, e lo sapevano tutti che finiva così, e nessuno ha fatto niente.

90 c
09-02-2009, 16.00.53
Hai anche i risultati di prove riferite alle campagne successive? Il documento presente nel link postato fà riferimento a un solo anno, e francamente fare commenti su oncimazioni azotate riferite ad una singola campagna mi sembra al quanto riduttivo.....


Della medesima commissione purtroppo no....di altre prove ho file in pdf che però sono troppo grandi per postarli e non riesco a dividerlo,però sarei felice se tu riuscissi a fornire un documento dove si evince il contrario di quello che c'è scritto in quello da me linkato.....



Conosci le dotazioni di questi terreni? Hai l' idea di tutte le interazioni che avvengono quando si parla di materia organica nel terreno?
D' accordo che la Direttiva Nitrati possa essere stretta, ma le conclusioni tecniche espresse fin' ora andrebbero analizzate fino in fondo.

Le dotazioni dei miei terreni le conosco. Non necessitano di potassio. Necessitano di fosforo secondo le asportazioni della coltura precedente che nel mio caso è grano duro. Quindi necessitano di 1,2 kg circa di fosforo per ogni quintale di granella prodotta. Il raccolto scorso la media ad ettaro è stata di 57 ql di granella prodotta ad ettaro, quindi allasemina dovevo fornire circa 70 kg di fosforo ad ettaro. Hai idea di quanto letame serve?

La materia organica nel mio caso dei viene immessa con l'avvicendamento colturale (ad esempio la colza fornisce circa 80 ql ). Sicuramente il letame aiuterebbe tantissimo, ma almeno secondo la mia esperienza, per il caso dei cereali non risulta determinante. La letamazione (somministrando con essa il massimo apporto ammissibile di azoto)causa un eccessivo vigore vegetativo tra gennaio e febbraio (cosa non buona per i ritorni di freddo, possibile allettamento differente dalla semplice inclinazione del solo culmo, eccessica crescita della parte vegetativa con maggior necessità idrica proprio quando viene a mancare l'acqua,ecc...)
Se invece somministri letame solo per l' apporto di piccole quantità di azoto diviene antieconomico per chi deve spargerlo e per me che lo ricevo qualora si verificano le suddette difficoltà.
Ripeto: la letamazione, almeno su orzo, grano duro e biada ,secondo me , è una scelta da prendere con le pinzette......vedi l' annata in corso, MOLTO piovosa....quanto azoto sarà presente nei terreni a maggio se ho letamato a settembre dell' anno precedente?

cepy75
12-02-2009, 01.06.23
Della medesima commissione purtroppo no....di altre prove ho file in pdf che però sono troppo grandi per postarli e non riesco a dividerlo,però sarei felice se tu riuscissi a fornire un documento dove si evince il contrario di quello che c'è scritto in quello da me linkato.....
Non ho nulla in contrario a quanto hai espresso fin' ora...le mie perplessità sono più rivolte al fatto che analisi di questo tipo necessitano di maggiori archi temporali di riferimento...
Effetti della sostanza organica sulla chimica del terreno presentano talmente tante variabili che rendono ben difficile valutazioni precise...
Mi spiace :( se dai miei messaggi precedenti, hai colto uno pseudo attacco nei tuoi confronti. Non sono queste le intenzioni.... :vabene:

90 c
12-02-2009, 12.23.52
Non ho nulla in contrario a quanto hai espresso fin' ora...le mie perplessità sono più rivolte al fatto che analisi di questo tipo necessitano di maggiori archi temporali di riferimento...
Effetti della sostanza organica sulla chimica del terreno presentano talmente tante variabili che rendono ben difficile valutazioni precise...
Mi spiace :( se dai miei messaggi precedenti, hai colto uno pseudo attacco nei tuoi confronti. Non sono queste le intenzioni.... :vabene:

Tranquillo.....è un semplice confronto....anzi ho piacere a scambiare esperienze diverse. La mia richiesta era proprio mirata a valutare l' effettiva credibilità dei documenti dei santoni che scendono in campo....non si sa mai nella vita......
Il letame, non i liquami, sicuramente apporta dei benefici enormi. La sostanza organica è un discorso molto lungo. Restando fermi sulla normativa nitrati, il problema resta sempre il carico di azoto che rende diifficoltoso lo smaltimento del letame. Se l'azoto raggiunge cifre da urlo la faccenda cambia, ma fin quando le cifre sono queste, per la mia piccola esperienza, siamo molto lontani dal vedere i cerealicoltori lottare per un carico di letame.
Aggiungo qualche particolare. Abbiamo sperimentato per alcuni anni la letamazione con un agronomo che effettuava un business plan per una cooperativa che voleva "vendere" il letame avicolo. Quindi seguendo le tabelle da lui fornite (non ricordo le cifre con esattezza...se non sbaglio erano circa 400ql ad ettaro se fresco, oppure 80 ql ad ettaro se era quello maturo). Fornitura e smaltimento erano gratuiti e forniti dagli stessi allevatori che si volevano costituire cooperativa. L' anno scorso si sono costituiti cooperativa ed hanno inziato a produrre anche il concime organico. Infatti la letamazione non ha avuto i benefici sperati, inoltre dal 2006 con la condizionalità è diventato difficile starci dentro con il letame. La composizione dell' organico prodotto da loro è lontanissima dall' apportare gli elementi (fosforo specialmente) nelle quantità necessarie a parità di costo.
Se pensi al costo attuale dell' urea o del nitrato vedrai che 100 kg di azoto costano 100 euro circa. Quanto costano 100 kg di azoto forniti tramite letamazione o peggio, tramite concime organico? Pensa che quando l' ho sperimentato io l'azoto minerale costava ancor meno!!!!!!!
Ecco perchè ritengo che la normativa nitrati ha la testa ma non la coda. Facile dire che lo smaltiamo nei terreni o lo insacchiamo. Il problema ora tocca soprattutto gli allevatori. In parte anche i cerealicoltori. Quando si importano cereali gm, olive fermentate arabe, pomodori cinesi, etc....sembra che interessa 1000 persone, nessuno protesta. Il problema toccava pochi agricoltori ma avvantaggiava l' intera filiera a valle dei cereali. Ora, allo stato attuale, il peso maggiore di questa direttiva non grava sulle spalle degli agricoltori, ma sono sicuro che si impegneranno tutti a scaricarlo sui cerealicoltori, come si è fatto sempre. Ecco perchè lo zappatore era raffigurato con la schiena curva....proprio come....l'as.....no.
:o:oscusate OT:o:o

clayco
16-02-2009, 09.07.30
@ 90C

Purtroppo molti agronomi non sanno quantificare l'azoto da reflui. Te lo dico per esperienza, per lunghe discussioni. Un conto è i nitrato un conto il nitrito un'altro l'ammonio, le percentuali sono molto diverse a seconda del tipo di refluo.
Ma quello che conta di più nella concimazione con reflui è l'efficienza! In condizioni ottimali a ridosso della semina l'azoto ad es da refluo maturo suino è del 65%. Se non si tiene conto dell'efficienza nell'integrazione con i concimi minerali, non si faranno mai le rese/Ha alte.
http://alternativenergetiche.forumcommunity.net/?t=21606442

Senza un continuo apporto di sostanza organica il terreno va inesorabilmente incontro a erosione dilavamento e desertificazione.
Poi il resto del discorso non sta in piedi se si impara a dosare il refluo a seconda dell'efficienza e del reale fabbisogno della pianta, la concimazione che costa meno è sempre quella più conveniente e in modo clamorosamente plateale se è gratuita!