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investimento vigneto

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  • [Vigneto] investimento vigneto

    Ho notato che in questo forum molti partecipanti sono persone decisamenete chiare e dirette (nel senso che magari quello che sto pensando non ha senso, e avrei in questo contesto bisogno di risposte chiare).... ho già posto la questione in particolare a uno di voi ma non ho ancora avuto risposta.... per cui mi rivolgo direttamente al forum....

    dovendo fare un'investimento preferibilmente in Piemonte, ha senso secondo voi acquistare dei vigneti da parte di un non addetto ai lavori (io) che faccia quest'investimento per poi formare una joint venture di tipo contrattuale e non societario con un addetto ai lavori il quale abbia già maturato una competenza specifica e realmente valida e approfondita nella conduzione dei vigneti e nella vinificazione di qualità e abbia già iniziato a consolidare una propria immagine di mercato (intendo una piccola realtà che voglia crescere) dove magari io potrei sviluppare di più la parte commerciale condividendo entrambi risorse, lavoro competenza e alleanze comuni???

    e se si:

    1 quali sono eventualmente gli investimenti minimi in questo settore .... intendo acquisto di vigneti/attrezzature.... rendendomi perfettamente conto che il costo di un vigneto può variare enormemente in funzione della zona di produzione e del tipo di vino prodotto.... un vigneto nella zona del barolo può arrivare a 500.000/1.000.000 euro/ha .... una vigneto a barbera magari 30.000/40.000 euro/ha.

    2 che tipo di accordi si potrebbero formulare in questa logica ... esistono eventualmente realtà in questo senso?

    3 quali sono gli aspetti critici in cui si potrebbe eventualmente incorrerre.





    Grazie!!!

  • #2
    In modo chiaro e diretto....... poni delle domande che non possono avere alcuna risposta sensata!
    Mi spiego meglio.
    E' possibile benissimo che un'azienda cresca in un modo come quello che tu prospetti: un esempio (il primo che mi viene in mente) è la Pojer e Sandri di Faedo (TN). Uno era un fresco enologo dell'istituto di san Michele all'Adige, l'altro aveva vigneti e cantina. Et voilà: messi insieme e han fatto faville.
    Come società, ovviamente.
    Gli investimenti: tutto può succedere! Il business plan è una cosa da guardare nel dettaglio e devi calibrare tu che tipo di investimento fare e che rendimento pensi di avere. Sappi che non è difficile fare il vino: è difficile venderlo.
    Aspetti critici... beh, quelli di qualsiasi azienda del settore e non del settore! Potete litigare, non andare d'accordo, rubare soldi all'altro, fallire, sbagliare tutto, incappare nella grandine, fare vino che fa schifo, non riuscire a venderlo, avere una tormenta che scoperchia la cantina, i ladri che ti rubano le presse, gli operai che ti piantano grane, l'ispettorato repressione frodi che ti multa, il consorzio doc o docg che non ti approva il vino... se vuoi continuiamo!
    Insomma... la cosa in sè non è impossibile, ma è impossibile che tu trovi risposte qui: ogni situazione è diversa! Certo che se partite da zero sono io il primo a dirti "lascia perdere".
    L'idea della "joint-venture contrattuale e non societaria", A MIO MODO DI VEDERE (opinabile, quindi) è fallimentare. Non sono aziende dove puoi permetterti di non esserci, a meno che tu sia il proprietario della Louis Vitton (per la cronaca, possiede tutte le più grandi case vinicole francesi... e non solo le case vinicole!).
    Ciao!

    Lorenzo
    Az. Agr. Il Tralcio

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    • #3
      Leggendo questo topic penso alla mia situazione. Agricoltore per scelta dodici anni fa ho ripreso 8 ettari di terreno già di mio bisnonno e li ho totalmente reimpiantati. Ora a 34 anni ho, tra l'altro, due ettari di vigneto nelle migliori giaciture della mia doc in provincia di Asti. Per migliori giaciture uso un termine non per vanto ma per condizione in essere riconosciuta anche da esperti del settore. Stufo di vendere le uve per quattro soldi ho la possibilità di ristrutturare una cantina interrata di 70 mq divisa in locale fermentazione, stoccaggio e imbottigliamento. In previsione di produrre 2,3mila litri di vino sfuso o imbottigliato realizzato con i dovuti canoni e di metterlo in commercio in una piccola nicchia di prodotto vi chiedo un vostro spassionato parere. Considerate che vigneti e attrezzatura per la loro cura son già in mia proprietà, si tratta solo di attrezzare la cantina e trovarsi un mercato.
      Grazie attendo pareri!

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      • #4
        Originalmente inviato da 60-85 Visualizza messaggio
        Grazie attendo pareri!
        Nel post di LorenzVigna che ti precedeva,avevi già tutte le risposte alla tua domanda,l'unica variabile indefinibile sei tu
        Ognuno è ciò che è,non ciò che finge di essere....

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        • #5
          Concordo che la varibile indefinita sia il soggetto che avvia il progetto di lavoro..
          Ultima modifica di

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          • #6
            Originalmente inviato da LorenzVigna Visualizza messaggio
            In modo chiaro e diretto....... poni delle domande che non possono avere alcuna risposta sensata!
            Mi spiego meglio.
            E' possibile benissimo che un'azienda cresca in un modo come quello che tu prospetti: un esempio (il primo che mi viene in mente) è la Pojer e Sandri di Faedo (TN). Uno era un fresco enologo dell'istituto di san Michele all'Adige, l'altro aveva vigneti e cantina. Et voilà: messi insieme e han fatto faville.
            Come società, ovviamente.
            Gli investimenti: tutto può succedere! Il business plan è una cosa da guardare nel dettaglio e devi calibrare tu che tipo di investimento fare e che rendimento pensi di avere. Sappi che non è difficile fare il vino: è difficile venderlo.
            Aspetti critici... beh, quelli di qualsiasi azienda del settore e non del settore! Potete litigare, non andare d'accordo, rubare soldi all'altro, fallire, sbagliare tutto, incappare nella grandine, fare vino che fa schifo, non riuscire a venderlo, avere una tormenta che scoperchia la cantina, i ladri che ti rubano le presse, gli operai che ti piantano grane, l'ispettorato repressione frodi che ti multa, il consorzio doc o docg che non ti approva il vino... se vuoi continuiamo!
            Insomma... la cosa in sè non è impossibile, ma è impossibile che tu trovi risposte qui: ogni situazione è diversa! Certo che se partite da zero sono io il primo a dirti "lascia perdere".
            L'idea della "joint-venture contrattuale e non societaria", A MIO MODO DI VEDERE (opinabile, quindi) è fallimentare. Non sono aziende dove puoi permetterti di non esserci, a meno che tu sia il proprietario della Louis Vitton (per la cronaca, possiede tutte le più grandi case vinicole francesi... e non solo le case vinicole!).
            Ciao!

            Lorenzo
            Grazie per le risposte soprattutto a Lorenzo... che giustamente cerca di dipanare la matassa...
            Allora volevo immettere nel ragionamento qualche dato in + :

            1. non sono Louis Vitton.
            2. io non ho nessuna competenza di vino e vigneto se non dal punto di vista superficialmente teorico (enologia (riberaux gayon e colette navarre),viticoltura (Eynard/dalmasso) e un po’ di letture varie sul web).
            3. sono partito inizialmente dal fatto di trasferirmi in campagna (abito in città) e produrmi del vino per uso personale ed è così che ho cominciato ad interessarmi della cosa e a documentarmi, poi in considerazione del fatto di avere della liquidità da investire ho cominciato a domandarmi se investire in questo settore poteva avere una logica, quindi acquistare dei terreni a vigneto e iniziare delle produzioni sarebbe concepito fondamentalmente per mantenere il valore del capitale investito nel tempo e garantirmi una rendita che puo’ essere considerata intorno al 5% netto dell’investimento inteso in termini di media.
            4 sto parlando di vigneto ma non escludo assolutamente e a priori altre eventuali forme di investimento in agricoltura così come per altro sto verificando forme di investimento in altri settori che non sono l’agricoltura.....semplicemente mio nonno era un commerciante di vino, il vino mi piace, mi piace l’idea di produrlo, ed era un po’ un ritorno alle origini... inoltre mi sembra di aver capito che le tasse in agricoltura tenendo conto delle enormi difficoltà del settore sono al momento esigue.... e calcolate forfettariamente sul valore dominicale del fondo... sempre poi che con le riforme Monti non aumenti il valore dei terreni agricoli del 40% con conseguente disastroso incremento del 40% in termini di tasse. (queste considerazioni sono dovute al fatto che se dovessi aprire un’attività in Italia, in questo momento, con questa crisi e con le tasse d’impresa ormai tra il 65% e il 70% francamente mi passa subito la voglia).
            5. non ho nessun potenziale socio al momento.
            6. con joint venture contrattuale intendo il fatto di mettere in comune delle potenzialità ad esempio girellando sul web ho notato che ci sono tante piccole aziende con pochi ettari e che magari stanno ottenendo dei validi riconoscimenti e premi, aziende che producono vini di qualità e che conoscono bene il lavoro sia in vigna che in cantina, la conseguenza di tutto questo è che hanno delle potenzialità .... la joint venture contrattuale consiste nel fatto che si metterebbero in comune delle risorse e delle competenze ma ognuno è proprietario a casa sua, non come intendi tu come il fatto di vivere a new york e avere le vigne in piemonte.... in ogni caso non rifiuto nulla a priori in fase di ragionamento a formulazioni societarie postulate in modo differente.
            7 simpaticissimo l’elenco delle tragedie .... mancano soltanto: impatti di meteoriti, spostamento dell’asse terrestre e invasioni aliene di piccoli omini verdi che amano moltissimo il vino e vengono a rubarcelo tutto....in effetti la questione è stata posta male da parte mia, intendevo con questa domanda (aspetti critici) se ci sono modalità di associazionismo consolidate e che appunto gli aspetti critici li possano limitare... tenendo conto in generale che l’associazionismo in Italia e sempre stata cosa critica in qualsiasi settore.
            8 sono pienamente d’accordo sul fatto del problema commerciale della vendita ... del resto pare per fare un esempio che l’importanza di internazionale Bordeaux nella produzione vinicola è stata la conseguenza (e non il contrario) dell’interesse all’acquisto di vino da parte degli inglesi unita all’importanza dei porti commerciali di la rochelle e nantes ed è ovvio che ha completato il quadro il fatto che l’area fosse una zona vocata, ma inizialmente è stata la richiesta inglese a decretare lo sviluppo della zona.

            Originalmente inviato da 60-85 Visualizza messaggio
            Leggendo questo topic penso alla mia situazione. Agricoltore per scelta dodici anni fa ho ripreso 8 ettari di terreno già di mio bisnonno e li ho totalmente reimpiantati. Ora a 34 anni ho, tra l'altro, due ettari di vigneto nelle migliori giaciture della mia doc in provincia di Asti. Per migliori giaciture uso un termine non per vanto ma per condizione in essere riconosciuta anche da esperti del settore. Stufo di vendere le uve per quattro soldi ho la possibilità di ristrutturare una cantina interrata di 70 mq divisa in locale fermentazione, stoccaggio e imbottigliamento. In previsione di produrre 2,3mila litri di vino sfuso o imbottigliato realizzato con i dovuti canoni e di metterlo in commercio in una piccola nicchia di prodotto vi chiedo un vostro spassionato parere. Considerate che vigneti e attrezzatura per la loro cura son già in mia proprietà, si tratta solo di attrezzare la cantina e trovarsi un mercato.
            Grazie attendo pareri!
            scusa la mia ignoranza ma otto ettari non dovrebbero dare almeno 30/33.000 litri di produzione.... e di qualita' x giunta???
            Ultima modifica di Motivo: Il regolamento vieta di inserire due post consecutivi nell'arco delle 24 ore: usa la funzione "modifica messaggio" per aggiungere altro! Ciao, grazie!

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            • #7
              Che dire? In bocca al lupo!
              In ogni caso, prima di tutto, hai molta strada da fare per capire come funziona l'agricoltura. Sbagli, o meglio, sei impreciso sul discorso reddituale: oltre al reddito dominicale (che è in capo al proprietario dei terreni, il "dominus" per l'appunto) c'è il reddito agrario che spetta a chi lavora la terra (affittuario, comodatario, o il proprietario se è lui che si lavora la terra).
              Non parliamo poi della "rendita al 5%". Mi sa che devi prima chiarirti le idee su come si fa agricoltura.
              Se pensi che bastino un trattore di trent'anni fa e tanto olio di gomito, sappi che sei sulla strada sbagliata.
              Ciao!

              Lorenzo
              Az. Agr. Il Tralcio

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              • #8
                Io son giovane e i miei unici datori di lavoro son stati l'esercito e me stesso. Parlo per quelle che sono state le mie esperienze. In agricoltura ci vuole passione e costanza, capitali e sudore. Quando hai tutto impiantato ci vuol un anno di lavoro per raccogliere e altri mesi per monetizzare a volte. Salvo rischi climatici, economici e biologici. Se causa grandine perdi il raccolto che fai? Se causa oidio dici addio all'uva per questo anno e magari te lo trascini l'anno dopo? Che fai se poi Monti ti alza le rendite catastali e devi pagare tutte le spese? Assicurati una riserva e tanta pazienza e speranza se vuoi tentare l impresa! Ma non sognarti di far lavorare gli altri..a meno che non sei Louis Vuitton. Qui in ferie si va quando si può, se si va..perchè il lavoro è la certezza e come puoi delegare ad altri?. Ed è il più bel lavoro del mondo.. Mefito ha ragione a dire che la variabile indefinibile sei tu. Nel senso te stesso..perchè conta l'uomo in concreto in questo mestiere più delle parole e dei tanti fronzoli.
                Parere personale s'intenda.
                Ultima modifica di Motivo: Non pertinente all'argomento di discussione

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                • #9
                  Originalmente inviato da tykest Visualizza messaggio
                  Grazie per le risposte soprattutto a Lorenzo... che giustamente cerca di dipanare la matassa...
                  Allora volevo immettere nel ragionamento qualche dato in + :

                  1. non sono Louis Vitton.
                  2. io non ho nessuna competenza di vino e vigneto

                  ......omissis........
                  Ciao tykest!
                  Cerca di esporre meglio la tua idea.
                  Vuoi sapere i costi di produzione? gestione?investimento?
                  La domanda che hai posto è molto tecnica e principalmente "finanziaria". Una joint-venture contrattuale la accetta qualsiasi produttore che vede renumerato adeguatamente il suo lavoro.
                  L'attuale problematica è la vendita a prezzi decenti.
                  In che modo vorresti realizzare la joint venture?
                  A me è chiaro il concetto di joint-venture (se lo spieghi diviene chiaro anche ad altri utenti).

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                  • #10
                    Ciao 90 c grazie x l’intervento!

                    Ti pongo le seguenti questioni in termini più approfonditi che sicuramente potranno essere motivo di interesse anche per altri oltre a me ...e questo potrebbe costituire uno stimolo a investire in un settore che credo sia attualmente in profonda crisi .....

                    Comunque ok partiamo dalla mia questione di fondo che consiste nel fatto di voler investire un certo capitale cercando di ottenere 2 risultati: sia proteggerlo in termini difensivi dall’inflazione, sia ottenerne un utile in termini reddituali.

                    Se io fossi proprietario di un vigneto a quali costi di gestione andrei incontro nell’ipotesi in cui non sia io il coltivatore cioè:
                    1 Intanto quante tasse dovrei pagare inizialmente sull’acquisto del terreno.
                    2 quante ore di lavoro (e quali sono i prezzi orari attuali) medie annue comporta un ceppo di vite da lavorare, includendo, lavori del terreno in generale, sistemazioni dei sostegni, trattamenti sanitari, concimazioni, potature, vendemmia, ecc.
                    3 quali costi si devono mediamente sostenere in prodotti fitosanitari, concimi manutenzione impianto e spese varie per ceppo e per anno.
                    4 che costi d’impianto medi occorre sostenere per allestire una cantina per la vinificazione
                    5 in ultima analisi cosa costa produrre una bottiglia di vino di ottima qualità (anche perchè entrare in concorrenza con il tavernello la vedo dura).
                    7 come funziona la tassazione e quanto percentualmente potrebbe esserne la quota in un conto spannometrico di massima ..... si perchè le tasse d’impresa (non agricola) sono attualmente al 69% e da settembre quando con buona probabilità aumenteranno le ive andranno al 75%.
                    6 con joint venture intendo la possibilità ovviamente da studiare, da progettare, da inventare... dove due imprese abbiano l’interesse (pur mantenendo la propria totale assoluta indipedenza d’impresa) a costituire un accordo di intenti dove si mettono reciprocamente in comune i rispettivi know how (inteso come specifica competenza, abilità, esperienza) tutto questo nell’ottica di un vantaggio reddituale reciproco.... nel caso specifico un piccolo produttore (pochi ettari ma con produzione di qualità) potrebbe avere interesse ... visto che già coltiva il proprio vigneto a coltivare o gestire in modo oculato anche il mio e a seguire la vinificazione delle uve (visto che ne ricaverebbe un reddito).... io a mio volta potrei sviluppare migliorare e ottimizzare in modo specifico la parte commerciale con beneficio per entrambi in termini di vendita

                    Fatte queste e domande e conseguenti debite considerazioni magari la questione come l’ho impostata è impostata male o non funziona a priori .... fatemi capire..... il discorso per me è aperto.
                    Ultima modifica di Motivo: Linguaggio stile sms! Prego leggere http://www.forum-macchine.it/showthread.php?t=48161

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                    • #11
                      Andiamo con ordine, perché qui non è questione di capire o non capire l'agricoltura (a proposito, ti faccio notare che ho modificato pesantemente il tuo ultimo post, non solo per quanto riguarda il linguaggio in stile sms).

                      Le domande che fai a un forum di agricoltori sono quelle che potresti fare a un commercialista o ad un'associazione di categoria preposta.
                      Comunque
                      1. tassazione acquisto terreno. Se sei Coltivatore Diretto o IAP (imprenditore agricolo professionale), iscritto all'INPS, con impresa avviata, paghi l'1%. Se sei solo Imprenditore Agricolo (partita IVA agricola ma hai un altro mestiere) paghi il 10% (se non ricordo male).
                      Se sei mister X che non è niente di quanto sopra paghi il 18%.
                      2. le ore necessarie dipendono da MOLTISSIMI FATTORI: la tessitura del terreno, la sua composizione, il tipo di impianto (cordone speronato, sylvoz, guyot, pergola, gdc, doppio capovolto, alberello...). Se non sai quale impianto fare è abbastanza difficile darti delle risposte (come già detto sopra).
                      3. i costi variano! ogni anno! i concimi seguono il loro mercato e anche i fitofarmaci! Oltretutto ci sono enormi differenze da zona a zona! E' assolutamente IMPOSSIBILE dirti da un forum quali costi di produzione avrai! Devi chiedere a qualche agricoltore della tua zona e farti un'idea!
                      4. idem idem idem: hai già il capannone? Devi costruirlo? hai i fabbricati? Quanta capacità produttiva?
                      5. le bottiglie (intese come semplice contenitore di vetro) vanno dagli 8 €cent in su. Possono arrivare anche a costare svariati euro. Non parliamo delle etichette e dei tappi (ce n'è di tutti i prezzi). Ribadisco: fai domande su cose inesistenti... non sai neanche tu cosa vuoi fare!
                      il 6 l'hai scritto dopo e io uso la tua classificazione quindi
                      7 il vino è assorbito nel reddito agrario quindi la tassazione è quella agricola calcolata sulla rendita dei terreni.
                      Se sei in IVA ordinaria, verserai allo Stato l'intero importo (21%). Se sei in IVA a forfait trattieni il 12,5% e versi il rimanente 8,5.
                      6. Certo che l'interesse reciproco ci può essere. Spetta a voi farla funzionare, la joint venture.

                      Per concludere: continuare a parlare sul nulla non è utile a te nè a nessuno.
                      Siamo qui tutti volentieri per rispondere correttamente e con le nostre esperienze alle tue domande, ma comincia a fare domande specifiche!
                      Altrimenti qui ognuno, da Aosta a Caltanissetta, ti dirà la sua esperienza senza esserti d'alcun aiuto. Soprattutto sul versante "costi" credo che tu prima debba chiarirti le idee su ciò che vuoi andare a realizzare ed essere più preciso nell'esporlo.

                      Lorenzo
                      Az. Agr. Il Tralcio

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                      • #12
                        I costi di gestione di un vigneto sono effettivamente dipendenti da una moltitudine di fattori. Mi riferisco alla forma di allevamento, alla possibilità di meccanizzazione, al tipo e giacitura del terreno, all'andamento climatico..e queste son le prime cose che mi vengono in mente.
                        Ti riporto i dati di un prospetto in mio possesso riferito alle ore di potatura di un ettaro di vigneto in lavorazione manuale e su tre forme di allevammento. Dati medi quindi
                        suscettibili di oscillazioni.
                        Forma allevamento / pot invernale / pot estiva

                        bellussi / 204 ore / 35ore
                        GDC / 47/64ore / 30/35ore
                        guyot piemontese / 104ore / 70ore

                        Ora confronta un ettaro allevato GDC meccanizzabile : potatura invernale 5/6ore, potatura estiva 13/15ore.
                        Ovvioo che ogni caso o almeno microzona ha esigenze diverse..

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                        • #13
                          Originalmente inviato da tykest Visualizza messaggio
                          6 con joint venture intendo la possibilità ovviamente da studiare, da progettare, da inventare... dove due imprese abbiano l’interesse (pur mantenendo la propria totale assoluta indipedenza d’impresa) a costituire un accordo di intenti dove si mettono reciprocamente in comune i rispettivi know how (inteso come specifica competenza, abilità, esperienza) tutto questo nell’ottica di un vantaggio reddituale reciproco.... nel caso specifico un piccolo produttore (pochi ettari ma con produzione di qualità) potrebbe avere interesse ... visto che già coltiva il proprio vigneto a coltivare o gestire in modo oculato anche il mio e a seguire la vinificazione delle uve (visto che ne ricaverebbe un reddito).... io a mio volta potrei sviluppare migliorare e ottimizzare in modo specifico la parte commerciale con beneficio per entrambi in termini di vendita

                          Fatte queste e domande e conseguenti debite considerazioni magari la questione come l’ho impostata è impostata male o non funziona a priori .... fatemi capire..... il discorso per me è aperto.
                          Benissimo.
                          Supponiamo tu trovi un produttore-trasformatore in gamba.
                          Costui ha già "superato" la fase iniziale, quella più traumatica.
                          Il problema non è quello se vuole coltivare il tuo fondo ma se hai la possibilità di collocare il prodotto su un mercato ad un prezzo che sia interessante.
                          Esempio.
                          Tizio produce vino e lo vende ad 1 euro. Se deve fare una joint-venture si aspetta di vendere il suo vino ad un prezzo maggiore.
                          Se lo vende a 2 euro sicuramente accetta una società del genere.
                          Il problema è garantire un prezzo di vendita. Il franchising funziona perchè offre delle garanzia (potenziali clienti fidelizzati ed etichetta).

                          Nel nostro caso come può garantire una persona che la joint-venture gli aumenterà i profitti?Hai un mercato "garantito"?

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                          • #14
                            .... effettivamente la questione per me è al momento di carattere generale e non può essere specifica proprio perchè sto cercando di farmene un'idea, e non ho purtroppo altro modo che partire da un discorso di massima ...
                            comunque grazie a tutti x gli interventi

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                            • #15
                              Noi abbiamo tentato di aiutarti.
                              Sarei curioso di sapere la tua "parte" nella commercializzazione.
                              Come ritieni di ottimizzare l'aspetto commerciale?

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                              • #16
                                Ciao a tutti, nell'attesa di recarmi giovedì alla coldiretti per mettere assieme tutte le informazioni necessarie mi sto guardando intorno.
                                Pur portando avanti in parallelo il progetto della vigna fuori terra, stamattina mi è capitato di vedere un piccolo vigneto in vendita vicino casa mia.
                                Nel dettaglio si tratta di circa 20.000mq (scarsi) e da quello che ho capito ci sono quote per poter reimpiantare circa 16.000mq (il vigneto esistente è dell'anteguerra e da eliminare).
                                Siccome sento in giro voci (e trovo notizie in rete) parecchio discordanti e ho provato a fare un ipotetico calcolo delle giornate con risultati da dimenticare, pur essendo molto piccolo (visto i vigneti dei quali sento parlare....) potrebbe bastare per trasformare la mia acetaia in azienda agricola o giovedì mi diranno che ne devo avere più del doppio?
                                Sono curioso di capirci qualcosa perchè per la mia attuale produzione, anche volendola raddoppiare, avrei il doppio del mosto necessario, ma non ho capito bene come funziona.....
                                Richiesta circa 120.000 euri con un capanno in muratura (da rifare ma in regola catastalmente) di 70mq che per me sarebbero perfetti per inserirci le barrique.
                                Dite che si riesce ad ottenere qualche soldo o li devo tirare fuori tutti io?
                                Ultima modifica di Motivo: Il regolamento vieta di inserire due post consecutivi nell'arco delle 24 ore: usa la funzione "modifica messaggio" per aggiungere altro! Ciao, grazie!

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                                • #17
                                  Originalmente inviato da olivier19
                                  Dite che si riesce ad ottenere qualche soldo o li devo tirare fuori tutti io?
                                  Hai una "visione" dell'economia che è"tutto un programma"
                                  Ognuno è ciò che è,non ciò che finge di essere....

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                                  • #18
                                    Originalmente inviato da mefito Visualizza messaggio
                                    Hai una "visione" dell'economia che è"tutto un programma"
                                    Scusa? Non capisco il senso della risposta.....

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                                    • #19
                                      Originalmente inviato da olivier19 Visualizza messaggio
                                      Scusa? Non capisco il senso della risposta.....
                                      Se ci esponi il tuo business plan potremo capire cosa può avere senso.
                                      Ognuno è ciò che è,non ciò che finge di essere....

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                                      • #20
                                        Un business plan non ce l'ho, sto cominciando ad informarmi ora se avessi già un business plan sarei in una fase leggermente più avanzata, credo.....

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                                        • #21
                                          Originalmente inviato da olivier19 Visualizza messaggio
                                          Un business plan non ce l'ho, sto cominciando ad informarmi ora se avessi già un business plan sarei in una fase leggermente più avanzata, credo.....
                                          Quindi il tuo fine non è economico?
                                          Ognuno è ciò che è,non ciò che finge di essere....

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                                          • #22
                                            Gratis è morto, ovvio che ho anche un tornaconto economico.....
                                            Al momento ho già una piccola acetaia e produco balsamico tradizionale e condimenti; vorrei trasformarla in azienda agricola e sto valutando se provare a realizzare un progetto di coltura fuori terra o se optare per un vigneto tradizionale.
                                            Ultima modifica di Motivo: Ho tolto quello che avevi già scritto qualche messaggio sopra. Evitiamo inutili ripetizioni!

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                                            • #23
                                              Aggiornamento al 11/07, sono finalmente andato alla coldiretti per farmi chiarire circa un milione di dubbi.... Questo il risultato dell'incontro:
                                              il vigneto non posso comprarlo, o meglio, potrei ma non ci starei con i tempi tecnici dato che devo presentare domanda entro fine settembre.... e comunque sarebbe piccolo; a conti fatti, con 40gg/ha o nella migliore delle ipotesi 60gg/ha dovrei comunque averne altro, ed essendo da rifare l'impianto dovrei in ogni caso trovare 2/3 ha di vigneto in produzione in affitto.
                                              Alla luce di questo, ora che ho le idee leggermente più chiare, mi metto alla ricerca di un vigneto produttivo di 2/3ha in affitto e poi metto in moto le carte.
                                              Unica certezza dopo la mattinata è che il futuro è sul trattore

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                                              • #24
                                                Ma se ti servono 50-150 quintali di uva che te ne fai di 3 ettari?

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                                                • #25
                                                  Assolutamente di nulla, l'uva in esubero o la porto in cantina o vedo che farmene. I 3 ettari sono dovuti al fatto che loro mi chiedono minimo 104 giornate, un ha di vigna equivale a 40 giornate quindi per essere coperto ed arrivare a 104 ne devo avere 3.....

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                                                  • #26
                                                    Hai anche fatto due conti su cosa ti costa l'operazione per il "futuro sul trattore"?
                                                    Hai verificato che gli investimenti siano ripagati in tempo ragionevole?
                                                    Il vigneto in affitto necessita comunque di cure! Le attrezzature le hai già? O pensi di fare tutto a mano e da solo?
                                                    Oppure hai vinto al superenalotto e allora hai soldi da buttare.... in tal caso mi metto in coda per prenderne un po' anch'io!

                                                    Lorenzo
                                                    Az. Agr. Il Tralcio

                                                    Commenta


                                                    • #27
                                                      ..aggiungo, che non so nella tua zona, ma qui, chi ha pochi vigneti, e produceva per conferire a grandi cantine, sta smettendo perchè i ricavi non coprono i costi

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                                                      • #28
                                                        Originalmente inviato da LorenzVigna Visualizza messaggio
                                                        Hai anche fatto due conti su cosa ti costa l'operazione per il "futuro sul trattore"?
                                                        Hai verificato che gli investimenti siano ripagati in tempo ragionevole?
                                                        Il vigneto in affitto necessita comunque di cure! Le attrezzature le hai già? O pensi di fare tutto a mano e da solo?
                                                        Oppure hai vinto al superenalotto e allora hai soldi da buttare.... in tal caso mi metto in coda per prenderne un po' anch'io!

                                                        Lorenzo
                                                        Andando per punti (e ringraziandoti per l'ironia....) sì, ho fatto due conti dei costi ma ovviamente, non essendo io agricoltore di lunga data, non posso fare altro se non calcoli teorici che spero siano (più o meno) veritieri, tenendo comunque presente una parte di imprevisti non quantificabili da mettere in preventivo.
                                                        Per quello che riguarda ripagare l'investimento in tempi ragionevoli, avendo già l'acetaia che seppur piccola ha un suo portafoglio clienti e un (modesto) fatturato annuo, avendo già i locali per invecchiamento, lavorazioni, cottura ed imbottigliamento (regolari, accatastati e a norma usl), considerato nei conti anche il considerevole risparmio in termini di tasse (ora è una impresa familiare ma non azienda agricola) direi che l'investimento (in ottica del vigneto in affitto quindi senza l'onere di acquisto del terreno) sia una operazione fattibile con un rischio relativamente contenuto (sperando ovviamente di non sbagliarmi).
                                                        Le attrezzature no, non le ho, ma contavo di acquistarne la parte indispensabile usata (almeno trattore, atomizzatore e fresa) e per quello che non avrebbe un utilizzo costante durante l'anno appoggiarmi ad altri (avendo diversi amici in zona che producono vino).
                                                        Per concludere no, non ho fatto sei al superenalotto altrimenti sarei a contarmi le dita dei piedi su di un lettino in spiaggia e non ad informarmi per aprire una azienda agricola.....
                                                        Per quello che riguarda l'investimento (che onestamente per come ho intenzione di impostare l'azienda e per le dimensioni, considerato il terreno in affitto, non mi sembra così oneroso.....) contavo anche sui 15/40.000 euro a fondo perduto

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                                                        • #29
                                                          Originalmente inviato da olivier19 Visualizza messaggio
                                                          Andando per punti (e ringraziandoti per l'ironia....) sì, ho fatto due conti dei costi ma ovviamente, non essendo io agricoltore di lunga data, non posso fare altro se non calcoli teorici che spero siano (più o meno) veritieri, tenendo comunque presente una parte di imprevisti non quantificabili da mettere in preventivo.
                                                          Bene,se li hai fatti potresti quindi anche mostrarceli,chi lo fà di professione ti potrà confermare o indirizzare.
                                                          Originalmente inviato da olivier19 Visualizza messaggio
                                                          Per quello che riguarda ripagare l'investimento in tempi ragionevoli, avendo già l'acetaia che seppur piccola ha un suo portafoglio clienti e un (modesto) fatturato annuo, avendo già i locali per invecchiamento, lavorazioni, cottura ed imbottigliamento (regolari, accatastati e a norma usl), considerato nei conti anche il considerevole risparmio in termini di tasse (ora è una impresa familiare ma non azienda agricola) direi che l'investimento (in ottica del vigneto in affitto quindi senza l'onere di acquisto del terreno) sia una operazione fattibile con un rischio relativamente contenuto (sperando ovviamente di non sbagliarmi).
                                                          le due attività sono e devono restare distinte,puoi solo contabilizzare l'eventuale beneficio fiscale(quanto sarebbe?)

                                                          Originalmente inviato da olivier19 Visualizza messaggio
                                                          Le attrezzature no, non le ho, ma contavo di acquistarne la parte indispensabile usata (almeno trattore, atomizzatore e fresa)
                                                          e per quello che non avrebbe un utilizzo costante durante l'anno appoggiarmi ad altri (avendo diversi amici in zona che producono vino).
                                                          contavo anche sui 15/40.000 euro a fondo perduto[/QUOTE]
                                                          Mai fare i conti senza l'oste,qualsiasi finanziamento ormai è subordinato ad un business plain che lo giustifichi.
                                                          Ognuno è ciò che è,non ciò che finge di essere....

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                                                          • #30
                                                            L'acetaia (intesa come impresa familiare) che esiste ora verrebbe chiusa ed i locali concessi in comodato all'azienda agricola, che resterebbe l'unica mia attività

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