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Accatastamento fabbricati ex rurali e/o mai censiti

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  • Giuseppe61
    ha risposto
    Originalmente inviato da brentford Visualizza messaggio
    Ciao, Giuseppe!
    Veramente si parlava del problema opposto: per essere CD o IAP bisogna che Almeno il 50% del reddito sia agricolo.
    Quindi gli operai con 30 ettari sono in una botte di ferro...
    Ciao Brentford.
    Ti assicuro che a volte mi sento in una botte di cristallo.
    Se fai solo l'agricoltore allora tutto ok. Se fai un altro lavoro e poi ti mandi avanti l'azienda di famiglia, allora tutti ti volgiono morto. questa e la mia sensazione. Ora bando alle divagazioni e torniamo all'accatastamento dei fabbricati rurali. Io mi trovo con un fabbricato iscritto al catasto terreni ad uso cascina agricola e secondo me con i requisiti previsti: Iscrizione al registro imprese, partita iva ecc..
    Dalle riprese aere fatte e dall'elenco dei mappali elencati sul sito dell'agenzia del territorio e da informazioni fatte al comune, risulta una tettoia in ferro di circa 130 m.q. costruita intorno agli anni 80 ed utilizzata per i macchinari agricoli non risultante in mappa. A tale propositi ho gia dato mandatto al geometra che mi sistemera la pratica

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  • Potionkhinson
    ha risposto
    Originalmente inviato da arturin Visualizza messaggio
    bene svelato il segreto.......
    vedi che è come pensavo, la concessione e edilizia è stata chiesta come casa colonica e ricovero mezzi agricoli, questo perchè essendo un terreno agricolo hanno potuto realizzare più volumetria, successivamente circa dopo due anni sarà stata accatastata o d'ufficio o dall'architetto come A7 cioè VILLINO, QUINDI NN C'è PROBLEMA SE è ACCATASTATA COME VILLINO PUOI VIVERCI TRANQUILLAMENTE SENZA ZAPPARE LA TERRA
    Vorrei poter quotare in pieno quanto detto sopra da Arturin (ha perfettamente ragione), però consiglio di non andare mai contro il tribunale, visto che:
    Originalmente inviato da Mingio Visualizza messaggio
    ...sulla perizia del tribunale era scritto bene in evidenza che la casa non era civile abitazione e che l' avrebbe potuta abitare solo un coltivatore diretto!
    Suggerisco di studiare bene la perizia.
    Saluti,
    Peppe
    N.B. cosa c'è scritto, in proposito, sull'atto di acquisto?

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  • arturin
    ha risposto
    bene svelato il segreto.......
    vedi che è come pensavo, la concessione e edilizia è stata chiesta come casa colonica e ricovero mezzi agricoli, questo perchè essendo un terreno agricolo hanno potuto realizzare più volumetria, successivamente circa dopo due anni sarà stata accatastata o d'ufficio o dall'architetto come a7 cioè VILLINO, QUINDI NN C'è PROBLEMA SE è ACCATASTATA COME VILLINO PUOI VIVERCI TRANQUILLAMENTE SENZA ZAPPARE LA TERRA

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  • baldo
    ha risposto
    Da tutte le discussioni traspare chiaramente la confusione che regna in materia di imposte(ogni Amministrazione interpreta le normative a modo proprio).
    Quello che non va bene, è l'approccio che hanno certe Amministrazioni con il Contribuente.
    E' possibile che il Contribuente deve essere sempre considerato un evasore quando, spesso, sono proprio le Amministrazioni che disattendono la legge 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente).
    Nell'ultima finanziaria, ho trovato questo (forse può servire ad individuare i requisiti di ruralità).
    «Art. 42-bis. - (Fabbricati rurali) - 1. In attuazione delle disposizioni recate dal comma 339, lettera b), dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, all'articolo 9 del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modifiche:
    a) al comma 3, la lettera a) è sostituita dalle seguenti:
    "a) il fabbricato deve essere utilizzato quale abitazione:
    1) dal soggetto titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale sul terreno per esigenze connesse all'attività agricola svolta;
    2) dall'affittuario del terreno stesso o dal soggetto che con altro titolo idoneo conduce il terreno a cui l'immobile è asservito;
    3) dai familiari conviventi a carico dei soggetti di cui ai numeri 1) e 2) risultanti dalle certificazioni anagrafiche; da coadiuvanti iscritti come tali a fini previdenziali;
    4) da soggetti titolari di trattamenti pensionistici corrisposti a seguito di attività svolta in agricoltura;
    5) da uno dei soci o amministratori delle società agricole di cui all'articolo 2 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, aventi la qualifica di imprenditore agricolo professionale;
    a-bis) i soggetti di cui ai numeri 1), 2) e 5) della lettera a) del presente comma devono rivestire la qualifica di imprenditore agricolo ed essere iscritti nel registro delle imprese di cui all'articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580";

    b) al comma 3, la lettera b) è abrogata;
    c) il comma 3-bis è sostituito dai seguenti:
    "3-bis. Ai fini fiscali deve riconoscersi carattere di ruralità alle costruzioni strumentali necessarie allo svolgimento dell'attività agricola di cui all'articolo 2135 del codice civile e in particolare destinate:
    a) alla protezione delle piante;
    b) alla conservazione dei prodotti agricoli;
    c) alla custodia delle macchine agricole, degli attrezzi e delle scorte occorrenti per la coltivazione e l'allevamento;
    d) all'allevamento e al ricovero degli animali;
    e) all'agriturismo;
    f) ad abitazione dei dipendenti esercenti attività agricole nell'azienda a tempo indeterminato o a tempo determinato per un numero annuo di giornate lavorative superiore a cento, assunti in conformità alla normativa vigente in materia di collocamento;
    g) alle persone addette all'attività di alpeggio in zona di montagna;
    h) ad uso di ufficio dell'azienda agricola;
    i) alla manipolazione, trasformazione, conservazione, valorizzazione o commercializzazione dei prodotti agricoli, anche se effettuate da cooperative e loro consorzi di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228;
    l) all'esercizio dell'attività agricola in maso chiuso.
    3-ter. Le porzioni di immobili di cui al comma 3-bis, destinate ad abitazione, sono censite in catasto, autonomamente, in una delle categorie del gruppo A".

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  • alberto64
    ha risposto
    Originalmente inviato da Potionkhinson Visualizza messaggio
    Salve Alberto,
    non paralvo di F.R., però pensavo che questo:

    fosse riferito a:

    Ho sbagliato?
    Ciao Potionkhinson.

    L'armamentario è riferito agli anni 2001 - 2003, quando mia madre era titolare dell' azienda.

    Per gli anni 2004 - 2007 paghiamo e basta ( ho desistito per stress!)

    Per gli anni 2008 in avanti mia moglie diventa CD.
    Bye bye

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  • Mingio
    ha risposto
    L' immobile è già accatastato nell' N.C.E.U. ed è classificato A7 poi c'è un ricovero attrezzi agricoli che è un C2 che attualmente uso per garage macchina e attrezzi.
    la perizia è stata fatta nel 2004 da un architetto e sò per certo che ha parlato con l' ufficio tecnico del comune.
    il fatto che la casa è stata costruita con licenza edilizia agricola ha inciso molto sul prezzo di vendita dell' immobile che è risultato molto più basso.

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  • Potionkhinson
    ha risposto
    Originalmente inviato da Mingio Visualizza messaggio
    ammazza se è complicato !
    ....sulla perizia del tribunale era scritto bene in evidenza che la casa non era civile abitazione e che l' avrebbe potuta abitare solo un coltivatore diretto !
    Dire che è complicato mi sembra riduttivo!!!
    E' proprio questo che non capisco: "la casa non era civile abitazione e che l' avrebbe potuta abitare solo un coltivatore diretto".
    Se la casa non è civile abitazione non la può abitare nessuno! Perchè un C.D. invece si?
    Bisognerebbe leggere la perizia del tribunale per capire i motivi....
    Comunque! Visto che l'immobile è accatastato (almeno così ho capito), ti chiedo, con quale categoria?
    Saluti.

    Lascia un commento:


  • Mingio
    ha risposto
    ammazza se è complicato !

    comunque io l' ICI la pago regolarmente sia per la casa che per il terreno e per il capannone ricovero attrezzi agricoli

    io non stò cercando una scappatoia per non pagare l' ici ma vorrei essere in regola al 100%
    sicuramente su quella casa è stata fatta una fubata stupida: un' azienda agricola ha venduto il 90% di un terreno di quasi 4 ettari a un tizio che ha costruito 2 case agricole, poi non ha pagato più nessuno e le 2 case sono andate all' asta, io ho comprato la più piccola che era ancora da finire e sulla perizia del tribunale era scritto bene in evidenza che la casa non era civile abitazione e che l' avrebbe potuta abitare solo un coltivatore diretto !
    quindi se io apro la partita iva come agricoltore sarei in regola ?
    e con il mio reddito da lavoro dipendente come sono messo ?

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  • brentford
    ha risposto
    Originalmente inviato da Giuseppe61 Visualizza messaggio
    Dalle mie parti vi sono degli agricoltori che sono andati in fabbrica a fare gli operai e a tempo perso si mandano avanti l'azienda agricola magari di 30 ettari con l'aiuto di un figlio o di un fratello anchesso lavoratore dipendente. Non bisogna essere scenziati per capire che il volume d'affari agricolo supera il reddito da lavoratore dipendente. ovviamente nessuno chiede al proprio datatore di lavoro di sospendere le ritenute inps (non agricole) per versare quelle agricolo e allora come la mettiamo???. e poi eventualmente sarebbe una cosa fattibile???
    Se qualcuno vuole approfondire stassera ho trovato anche questo:
    http://www.provincia.vercelli.it/org.../requisiti.htm
    Ciao, Giuseppe!
    Veramente si parlava del problema opposto: per essere CD o IAP bisogna che Almeno il 50% del reddito sia agricolo.
    Quindi gli operai con 30 ettari sono in una botte di ferro...

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  • Potionkhinson
    ha risposto
    Salve Alberto,
    non paralvo di F.R., però pensavo che questo:
    Originalmente inviato da alberto64 Visualizza messaggio
    Ecco l'armamentario con cui sono dovuto andare dal funzionario del Comune:
    - Partita Iva degli anni accertati: foglio di pagamento
    - Iscrizione alla camera di commercio: fogli che la attestano
    - 740 od Unico per accertare il reddito
    - fatture emesse per accertare il reddito
    fosse riferito a:
    Originalmente inviato da alberto64 Visualizza messaggio
    Il Comune chiede l'ICI dell' alloggio abitato dai miei genitori dal 2004 in avanti;
    Ho sbagliato?

    Lascia un commento:


  • Giuseppe61
    ha risposto
    Originalmente inviato da alberto64 Visualizza messaggio
    Per quanto riguarda lCI i contributi inps non c'entrano nulla, ma bisogna guardare il reddito. Se per esempio un agricoltore iscritto all'Inps ha un secondo lavoro (cosa molto comune) come commerciante di legna o di fieno o di animali, se sul suo modello Unico il reddito è superiore al doppio rispetto alle fatture agricole, allora credo che non sia esonerato.
    O meglio, così dicono nel mio comune....
    Dalle mie parti vi sono degli agricoltori che sono andati in fabbrica a fare gli operai e a tempo perso si mandano avanti l'azienda agricola magari di 30 ettari con l'aiuto di un figlio o di un fratello anchesso lavoratore dipendente. Non bisogna essere scenziati per capire che il volume d'affari agricolo supera il reddito da lavoratore dipendente. ovviamente nessuno chiede al proprio datatore di lavoro di sospendere le ritenute inps (non agricole) per versare quelle agricolo e allora come la mettiamo???. e poi eventualmente sarebbe una cosa fattibile???
    Se qualcuno vuole approfondire stassera ho trovato anche questo:

    Lascia un commento:


  • alberto64
    ha risposto
    Originalmente inviato da Giuseppe61 Visualizza messaggio
    Si lo penso anchio. Ma la cosa che mi fa incavolare e che parlando con le associazioni di categoria per loro gli unici agricoltori sono quelli che versano i contributi inps agricoli.
    Per quanto riguarda lCI i contributi inps non c'entrano nulla, ma bisogna guardare il reddito. Se per esempio un agricoltore iscritto all'Inps ha un secondo lavoro (cosa molto comune) come commerciante di legna o di fieno o di animali, se sul suo modello Unico il reddito è superiore al doppio rispetto alle fatture agricole, allora credo che non sia esonerato.
    O meglio, così dicono nel mio comune....

    Lascia un commento:


  • Giuseppe61
    ha risposto
    Originalmente inviato da alberto64 Visualizza messaggio
    Credo voglia dire Partita Iva più iscrizione alla Camera di Commercio.
    Si lo penso anchio. Ma la cosa che mi fa incavolare e che parlando con le associazioni di categoria per loro gli unici agricoltori sono quelli che versano i contributi inps agricoli.

    Lascia un commento:


  • alberto64
    ha risposto
    Originalmente inviato da Potionkhinson Visualizza messaggio
    Salve Alberto,
    La documentazione prodotta mi sembra sufficiente.
    Beh! Adesso si attendono aggiornamenti sullo sviluppo!
    A presto.
    Ciao,
    Peppe
    Forse non mi sono spiegato bene!
    I fabbricati rurali da accertare non sono quelli della mia famiglia, che sono tutti al catasto urbano da tempo.

    Quello che volevo dire è che il Catasto ha stampato l'elenco di tutti i fabbricati presenti negli archivi, di tutti i proprietari, e li ha inviati ai singoli comuni. Un accertamento a tappeto, insomma.

    Per quanto riguarda il mio caso paghiamo l'ICI per intero dal momento in cui mia madre ha chiuso l'attività per passarla a me, in quanto io ho un reddito extraagricolo superiore.

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  • Potionkhinson
    ha risposto
    Originalmente inviato da alberto64 Visualizza messaggio
    Ecco l'armamentario con cui sono dovuto andare dal funzionario del Comune:
    - Partita Iva degli anni accertati: foglio di pagamento
    - Iscrizione alla camera di commercio: fogli che la attestano
    - 740 od Unico per accertare il reddito
    - fatture emesse per accertare il reddito; bizzarro osservare che le fatture pagate non le guarda nessuno!
    ....Ora è compito del comune accertare se ci sono ancora i requisiti di ruralità.
    Salve Alberto,
    La documentazione prodotta mi sembra sufficiente.
    Beh! Adesso si attendono aggiornamenti sullo sviluppo!
    A presto.
    Ciao,
    Peppe

    Lascia un commento:


  • alberto64
    ha risposto
    Originalmente inviato da Giuseppe61 Visualizza messaggio
    Penso che parecchi utendi chiarirebbero i loro dubbi spiegando esattamente che cosa si intende per fabbricato con il requisito della ruralità. Abbiamo già appreso da qualificati interventi precedenti (grazie potionkhinson) che tali fabbricati non dovranno essere censiti al catasto fabbricati ma è sufficiente il censimento al catasto terreni fatto a suo tempo ed oggi non pagherebbero ne ici ne irpef ovvero la loro rendita è quella del terreno su cui sorgono. Senza entrare nel tecnico o citare complessi riferimenti normativi, sapevo che il fabbricato rurale deve possedere i seguenti requisiti:
    1. deve essere al servizio di un terreno agricolo di almeno 10.000 mq utilizzato dal proprietario per il ricovero dei mezzi agricoli e dei prodotti coltivati sul terreno stesso;
    2. Il volume di affari derivante dall'attivita agricola deve essere superiore alla metà del reddito complessivo del soggetto conduttore del fondo.
    ora leggo sulla legge 24/11/2006 nr. 286, all'articolo 37 recita: All'articolo 9, comma 3, lettera a), del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con

    modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, dopo le parole: «l'immobile e' asservito» sono
    inserite le seguenti: «, sempreche' tali soggetti rivestano la qualifica di imprenditore agricolo,
    iscritti nel registro delle imprese di cui all'articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580,».
    cosa vuol dire?

    Credo voglia dire Partita Iva più iscrizione alla Camera di Commercio.



    Ecco l'armamentario con cui sono dovuto andare dal funzionario del Comune:
    - Partita Iva degli anni accertati: foglio di pagamento
    - Iscrizione alla camera di commercio: fogli che la attestano
    - 740 od Unico per accertare il reddito
    - fatture emesse per accertare il reddito; bizzarro osservare che le fatture pagate non le guarda nessuno!

    Comunque il comune ha ricevuto dal catasto l'elenco di tutti i fabbricati rurali presenti in archivio. Ora è compito del comune accertare se ci sono ancora i requisiti di ruralità, ed in caso contrario scatta una multa.
    La cosa buffa è che uno dei proprietari di un fabbricato rurale da accertare è il Comune stesso.

    A parte questo, nulla da ridere. Anche perchè so che in alcuni comuni i grandi proprietari non pagano l'ICI, in quanto i beni sono intestati a società immobiliari fittizie (e non alle persone) e le spese legali che il comune dovrebbe sostenere per vincere la causa sarebbero molto alte.

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  • Giuseppe61
    ha risposto
    censimento fabbricati

    Penso che parecchi utendi chiarirebbero i loro dubbi spiegando esattamente che cosa si intende per fabbricato con il requisito della ruralità. Abbiamo già appreso da qualificati interventi precedenti (grazie potionkhinson) che tali fabbricati non dovranno essere censiti al catasto fabbricati ma è sufficiente il censimento al catasto terreni fatto a suo tempo ed oggi non pagherebbero ne ici ne irpef ovvero la loro rendita è quella del terreno su cui sorgono. Senza entrare nel tecnico o citare complessi riferimenti normativi, sapevo che il fabbricato rurale deve possedere i seguenti requisiti:
    1. deve essere al servizio di un terreno agricolo di almeno 10.000 mq utilizzato dal proprietario per il ricovero dei mezzi agricoli e dei prodotti coltivati sul terreno stesso;
    2. Il volume di affari derivante dall'attivita agricola deve essere superiore alla metà del reddito complessivo del soggetto conduttore del fondo.
    ora leggo sulla legge 24/11/2006 nr. 286, all'articolo 37 recita: All'articolo 9, comma 3, lettera a), del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con
    modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, dopo le parole: «l'immobile e' asservito» sono
    inserite le seguenti: «, sempreche' tali soggetti rivestano la qualifica di imprenditore agricolo,
    iscritti nel registro delle imprese di cui all'articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580,».
    cosa vuol dire?

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  • arturin
    ha risposto
    ciao scusami ma che c'entra il cambio di destinazione d'uso?
    dal 2005 non esistono più i fabricati rurali ammenochè non sia intestato ad un azienda agricola!

    se tu hai accatastato la tua casa come rurale ora nn lo è più verrai iscrito al N.C.E.U nuovo catasto edilizio urbano. se invece hai fatto la furbata di chiedere la concessione come ricovero mezzi agricoli o laboratorio prodotti agricoli sei fregato! puoi rifare un nuovo accatastamento come civile abitazione.

    cmq la destinazione d'uso nn c'entra con il fatto che sia rurale o meno, semplicemente le abitazioni che una volta erano rurali e quindi pagavano meno di ici ora devono essere realmente possedute da un azienda agricola.

    L'esclusione ai fini Ici dei fabbricati rurali
    Ai sensi dell'articolo 1, comma 2, del Dlgs n. 504/1992, il presupposto dell'imposta comunale sugli immobili consiste nel possesso, tra l'altro, di fabbricati, compresi quelli strumentali all'esercizio di impresa, arte o professione. L'articolo 2 del medesimo decreto chiarisce che per fabbricato deve intendersi qualsiasi unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano.
    Dal coordinamento delle due norme, emerge come il legislatore abbia di fatto voluto escludere dall'applicazione dell'imposta le costruzioni rurali, che, sulla base del Dpr n. 1142/1949, non dovevano essere accatastate.
    L'articolo 9 del Dpr n. 557/1993 ha sancito l'obbligo di iscrivere nel "catasto dei fabbricati", anche i fabbricati rurali, senza però modificare la disciplina dei presupposti dell'Ici, che riguardano soltanto i fabbricati non rurali.
    Ai fini dell'esatta qualificazione di un immobile come "rurale", il citato articolo 9 del decreto legge n. 557/1993, nel testo attualmente in vigore, stabilisce che è necessario il ricorrere dei seguenti requisiti:
    il fabbricato deve essere posseduto dal proprietario o titolare di altro diritto reale sul terreno cui è asservito l'immobile stesso, ovvero dall'affittuario del terreno o dal soggetto che ad altro titolo conduce lo stesso, o ancora dai familiari conviventi che sono a loro carico, o, infine, dai titolari di pensioni corrisposte a seguito di attività svolte in agricoltura o coadiuvanti iscritti come tali a fini previdenziali
    l'immobile deve essere utilizzato come abitazione dai soggetti di cui al punto precedente o da dipendenti che esercitano attività agricola nell'azienda a tempo indeterminato o a tempo determinato per più di 100 giornate lavorative annue, o, infine, da soggetti addetti all'attività di alpeggio in zone di montagna
    il terreno cui il fabbricato è asservito deve avere superficie non inferiore a 10mila metri quadrati (ridotto a 3mila mq al ricorrere di determinate condizioni) ed essere censito in catasto come dotato di reddito agrario
    il volume di affari derivante dall'attività agricole del soggetto che conduce il fondo deve essere superiore alla metà del suo reddito complessivo (ovvero superiore a 1/3 nel caso di terreni ubicati in comuni montani)
    non deve trattarsi di immobili aventi le caratteristiche delle unità immobiliari di lusso.

    Il Dpr n. 139/1998 ha introdotto la disposizione contenuta nel comma 3-bis dell'articolo 9 del decreto legge n. 557/1993, in base alla quale deve, in ogni caso, riconoscersi carattere rurale alle costruzioni strumentali alle attività agricole di cui all'articolo 32 del Tuir e a quelle strumentali all'attività agricola e destinate alla protezione delle piante, alla conservazione dei prodotti agricoli, alla custodia delle macchine, attrezzi e scorte occorrenti per la coltivazione, nonché ai fabbricati destinati all'agriturismo.

    il mio consiglio se nn vuoi pagare molto di più di ici apri la partita iva come azienda agricola o tu o un tuo familiare a cui è intestata la casa, il terreno c'è

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  • Mingio
    ha risposto
    allora la mia casa è già censita al catasto urbano anche perchè è di recente costruzione (2004) e vi posso assicurare che il comune di Forlì non concede il cambio destinazione d' uso e mel' hanno confermato diversi geometri che avevo interpellato a suo tempo... mentre nei comuni limitrofi ( meldola, predappoio, bertinoro ecc...) non ci sono problemi e comunque se mi venisse concesso dovrei pagare uno sbarozzo di soldi per mettermi in regola, a sto punto preferirei intraprendere la carriera di coltivatore diretto utilizzando quei soldi per l' acquisto delle attrezzature.
    mi piacerebbe fare una piccola vigna e portare l' uva a una cantina (Ronco o Caviro) della mia zona perchè considerate che io lavoro 8-9 ore al giorno in azienda e tutti i fine settimana nel mio campo in più stò facendo per conto mio dei lavori in muratura e sinceramente se mi creo altri lavori mi tocca lavorare anche la notte !!!
    nella mia zona la vigna può rendere circa 6.000 euro a ettaro esclusa manodopera esterna, i diritti vanno circa sui 6.000 euro mi ero informato da un mio vicino di casa qualche mese fà però mi danno la possibilità di impiantare 1000 metri a vigna senza dover comprare diritti.

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  • giuba
    ha risposto
    mi sembra molto strano che un comune non conceda il cambio d'uso, è oltretutto controproducente. le cose mi sembrano un po confuse, prova a cambiare tecnico, affidati ad un agronomo che magarì è più ferrato in materia. poi dal punto di vista fiscale le due figure di imprenditore agricolo e il coltivatore diretto sono equivalenti.

    si era parlato di ciò in un'altra discussione

    Ti trovi nell’area tematica “Diritto Agrario”, cioè, l'insieme delle norme aventi ad oggetto rapporti di diritto privato e pubblico inerenti all'agricoltura.


    per quanto riguarda il vigneto quali sono le tue ambizioni: autoproduzione o fornitura a cantina?
    valuta bene tu; la disponibilità di quote nella tua zona mi da sentore che nella tua zona la viticoltura da vino non sia molto conveniente.
    per quanto riguarda gli incentivi dipende dalle misure del psr messe in campo dalla tua regione, esse infatti variano da regione a regione.
    inoltre puoi informarti per il credito agevolato per la ricomposizione fondiaria erogato dall'ISMEA.

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  • Potionkhinson
    ha risposto
    Originalmente inviato da 1880 DT Visualizza messaggio
    Comunque hai risposto alla mia domanda rispetto al riferiemnto normativo.
    Salve 1880 DT,
    sono (sinceramente) felice di aver dato qualche risposta utile.
    Per il resto, cioè questo:
    Originalmente inviato da 1880 DT Visualizza messaggio
    ... il resto era solo per dire che anche una situazione apparentemente delineata non lo è, quindi prima di dire che non sussiste l'obbligo di accatastare io sarei più cauto tutto lì. Perchè all'atto pratico secondo quando dici tu noi non avremmo dovuto accatastare quando c'era mia nonna, ma per il comune sì, quindi alla fine diventa una lotta impari.
    Se fossi stato (come dici) più cauto, tutti i miei clienti si sarebbero ritrovati ad accatastare anche la macchina, la moto, la bici!
    Che dici... ho sbagliato? Oppure ho operato bene (ligio al dovere! anche se ci ho perso: niente accatastamento niente dinero!)... beh!... ripensandoci... forse ho sbagliato.
    Tornando a noi: se dico-faccio-parlo-consiglio-ecc., mi limito solo a dare consigli o suggerimenti (sempre in buona fede: tutti possiamo sbagliare.... anche se io non dovrei...o potrei!).
    Saluti,
    Peppe

    Lascia un commento:


  • Mingio
    ha risposto
    dimenticavo...
    nella mia zona si riescono a trovare delle quote per la vigna e rispetto a 4 o 5 anni fà i prezzi si sono quasi dimezzati

    Lascia un commento:


  • Mingio
    ha risposto
    Il comune di Forlì non concede il cambio d'uso !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Il geometra incaricato a suo tempo si era informato in comune e per regolarizzare la cosa c'erano 3 modi:
    1) autodenuncia... praticamente mi autodenunciavo e avrei dovuto pagare una mora di circa 50-60 mila euro
    2) diventare coltivatore diretto ( e non imprenditore agricolo !!!)
    3) apettare 20 anni quando l' immobile potrà avere il cambio di destinazione d' uso
    il notaio ha detto che dal 2005 chiunque può intestarsi una casa "agricola" come prima casa al 3% ma solo il coltivatore diretto può prendere la residenza.
    io ho 35 anni e sicuramente posso accedere a degli incentivi a fondo perduto però quanta terra dovrei acquistare per diventare coltivatore diretto ?
    poi io sono perito meccanico, ho tanta passione e voglia di fare ma non ho le competenze, ad esempio mia moglie e mio padre sono laureati in agraria, come potrebbero aiutarmi ?

    Lascia un commento:


  • Potionkhinson
    ha risposto
    Originalmente inviato da Mingio Visualizza messaggio
    ....possiedo da 3 anni una casa "agricola" dove risiedo e 2 ettari di terreno di cui 1,7 circa seminativi.
    Sò che non potrei abitare questa casa perchè dovrei diventare un coltivatore diretto (o almeno così mi è stato detto dal notaio) vi risulta ?

    No! Proprio non mi risulta!
    Come fa la gente (un notaio???) a dire certe cose?
    Potresti (per favore) chiedere al notaio, perchè devi necessariamente diventare C.D.?
    Saluti

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  • giuba
    ha risposto
    scusa ma che c'entra che non puoi abitare in quella casa. sicuramente se non sei coltivatore diretto o IAP o IA, non puoi approfittare dell'esenzione ICI, dovrai convertire il tuo fabbricato da rurale a civile, ma puoi sicuramente abitarvi.ù
    diverso è il discorso se tu vuoi intraprendere l'attività agricola a livello professionale, che essa sia a tempo pieno o parzialmente (sempre nei limiti legislativi delle diverse figure imprenditoriali). per poter approfittare di agevolazioni ti consiglio di visionare il psr relativo alla tua regione, e magari, anche se non hai specificato la tua età potresti approfittare delle misure a favore del primo insediamento dei giovani agricoltori.
    per quanto riguarda il vigneto, se non disponi di una quota, puoi fare ben poco, inoltre il prodotto ottenuto da un impianto abusivo trova scarsa collocazione in cantina, potresti invece autoprodurre il vino, ma con tutte le incognite di questo ciclo produttivo.
    se invece, nella tua azienda è già presente un vigneto, potresti approfittare delle misure relative alla ristrutturazione dei vigneti. non so di preciso come funzione nel caso in cui vi sia la quota ma non più il vigneto, anche se credo che possa farti finanziare il reimpianto.

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  • Mingio
    ha risposto
    consiglio x piccolo fondo agricolo

    Ciao a tutti
    sono nuovo di questo forum
    possiedo da 3 anni una casa "agricola" dove risiedo e 2 ettari di terreno di cui 1,7 circa seminativi.
    Sò che non potrei abitare questa casa perchè dovrei diventare un coltivatore diretto (o almeno così mi è stato detto dal notaio) vi risulta ?
    A questo punto per diventare coltivatore diretto dovrei fare un grosso investimento per acquistare altro terreno e le attrezzature necessarie, mi piacerebbe molto ma sarei costretto a lasciare il mio lavoro attuale e avendo appena fatto un mutuo ho un po' di perplessità.
    Negli ultimi 3 anni mi sono molto appassionato alla vita in campagna e con i consigli di mio padre e i vicini di casa stò coltivando alcune piante da frutto, olivi, orto e ho intenzione di cominciare ad allevare galline e conigli.
    Senza diventare coltivatore diretto come posso fare per avere qualche agevolazione ?
    vorrei impiantare un ettaro a vigna (sangiovese) perchè mi sembra la coltura più adatta al mio terreno ma dovrei comprare le attrezzature necessarie (attualmente ho solo una vecchia BCS e una motozappatrice Goldoni) che tipo di incentivo potrei ottenere ?
    abito a Forlì in Romagna

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  • 1880 DT
    ha risposto
    Forse non mi sono speigato bene. La prima era proprio una domanda poichè dato che era scritto in caratteri diversi non avevo capito se era effettivamente parte integrante dell'art citato o se era una considerazione.
    Per la facilità non intedevo l'avessi affermata tu, ma il significato è che pure di fronte alla più certe motivazioni c'è un muro di gomma. Infatti anche di fronte ai coldiretti e pur ostentando una palese impreparazione in materia, il comune non ha abbassato la guardia e continua a fare la voce grossa. Quindi quello che intedevo io è che anche avendo elr isposte giuste come sono le tue non è così semplice definire una situazione (come dicevi ad alberto64). Infatti la nostra sarebbe chiara secondo quanto dici tu, ma così non è per chi ti chiede le tasse. Da questo deriva la considerazione che sei tu che devi difenderti. Ovvero qui in zona hanno detto che l'obbligo di accatastamento c'era per tutti e quindi se non accatastavi (pur avendo la ruralità) dovevano segnalare al catasto il mancato accatastamento. Quindi hanno poi mandato provvedimenti di riscossione dell'ici sui dati forniti dal catasto in base alle foto aeree senza curarsi se c'erano i requisiti. Poi non ci sarà nessun obbligo ma se chidendo ai tecnici e al catasto ti dicono che c'è l'obbligo (e qui è successo così) all'atto pratico è come ci fosse. Non intedevo dire che il catasto urbano sia diventato catasto terreni con questo termine ultimo.
    Comunque hai risposto alla mia domanda rispetto al riferiemnto normativo, il resto era solo per dire che anche una situazione apparentemente delineata non lo è, quindi prima di dire che non sussiste l'obbligo di accatastare io sarei più cauto tutto lì. Perchè all'atto pratico secondo quando dici tu noi non avremmo dovuto accatastare quando c'era mia nonna, ma per il comune sì, quindi alla fine diventa una lotta impari.

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  • Potionkhinson
    ha risposto
    Salve 1880DT,
    mi scuso ma non ti seguo molto bene! (spero di essere solo stanco...).
    Allora:
    Originalmente inviato da 1880 DT Visualizza messaggio
    Ciao Peppe
    ti chiedo cortesemtne di dirmi dove hai trovato i riferimenti relativi alla frase Tale qualifica e la conseguente iscrizione, però, non sono richieste nel caso in cui il possessore del fabbricato sia un soggetto titolare di trattamenti pensionistici corrisposti a seguito di attività svolta in agricoltura.
    il riferimento esatto (come ho già detto) è: art. 2, comma 37, del D.L. n. 262/2006.
    Originalmente inviato da 1880 DT Visualizza messaggio
    Il discorso purtroppo è un po' più complicato di come lo fai tu....
    Mi sbaglierò ma proprio non ricordo di avere affermato una cosa simile (sinceramente!).
    Come ho più volte sottolineato, in questo senso, nel nostro Paese regna la più assoluta anarchia. Ogni regione e (all'interno delle stessa) ogni comune sono riusciti a fare storia e se! Interpretando (o reinterpretando) leggi e circolari secondo i propri comodi (alias "bilancio regionale/comunale").
    Originalmente inviato da 1880 DT Visualizza messaggio
    ...qui in zona il comune ha mandato a tutti le cartelle per l'esazione dell'ici e alla fine sei tu contribuente che devi dimostrare la tua "innocenza".
    anche dalle mie parti (e anche dalle mie parti il contribuente deve dimostrare il diritto di esenzione). Concordo sull'assurdità della situazione. Però funziona così.
    Originalmente inviato da 1880 DT Visualizza messaggio
    Quello che mi hanno detto i tecnici che lavorano in provincia di padova è che il catasto terreni non dovrà più contenere Fabbricati Rurali e sarà quindi "SOLO" terreni
    questo (perdonami!) non è affatto vero! Non voglio ammorbarti con le leggi... mettiamola in questo modo... prima o poi sarà così (al catasto terreni saranno censiti solo i terreni), adesso no! Cioè, adesso non c'è alcun obbligo (da parte del contribuente) di "passare" i F.R. dal catasto terreni al catasto fabbricati (ovviamente parlo dei F.R. in regola con i requisiti della ruralità). In alcuni comuni questa "operazione" viene eseguita "d'ufficio" (senza oneri).
    Originalmente inviato da 1880 DT Visualizza messaggio
    ... mentre quello che era il catasto urbano diventa catasto fabbricati.
    ... per essere precisi, il catasto fabbricati è già stato istituito (ben 10 anni fa!).

    Rileggendo quanto ho scritto, però, ho la sensazione di non aver risposto ai tuoi quesiti. Come ti ho già detto, credo di non essere riuscito a capire (bene) il tuo intervento.
    Attendo tue nuove (o ragguagli).
    Ciao e Buona domenica.
    Peppe

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  • 1880 DT
    ha risposto
    Ciao Peppe
    ti chiedo cortesemtne di dirmi dove hai trovato i riferimenti relativi alla frase Tale qualifica e la conseguente iscrizione, però, non sono richieste nel caso in cui il possessore del fabbricato sia un soggetto titolare di trattamenti pensionistici corrisposti a seguito di attività svolta in agricoltura. Purtroppo anche noi abbimao col comune una triste vicenda relativa all'ICI. Infatti mia nonna era pensionata coltivatrice diretta, ma il comune ora vuole l'ici dal 2001 al 2003 (anno in cui è mancata). Il comune sostiene che senza partita iva in pensione, pur avendo il terreno in carico a livello di modello unico, lei non aveva diritto all'esenzione poichè secondo loro il reddito derivante da terrenoa gricolo non è dimostrabile poichè non c'è fatturazione (infatti mia nonna teneva il grano a casa per le galline).
    Il discorso purtroppo è un po' più complicato di come lo fai tu perchè qui in zona il comune ha mandato a tutti le cartelle per l'esazione dell'ici e alla fine sei tu contribuente che devi dimostrare la tua "innocenza". Al catasto di Padova hanno accatastato tutti i fabbricati e quindi l'obbligo è stato esteso anche a fabbricati rurali. Poi se esistono ancora i requisiti di ruralità non pagano l'ici, ma hanno accatastato pure quelli. Quello che mi hanno detto i tecnici che lavorano in provincia di padova è che il catasto terreni non dovrà più contenere Fabbricati Rurali e sarà quindi "SOLO" terreni, mentre quello che era il catasto urbano diventa catasto fabbricati. Per il discorso IAP è complicato pure quello perchè la normativa sullo IAP ai fini civilistici prevede che siano escluse le pensioni di ogni tipo per la qualifica, mentre ai fini ici il comune considera il reddito complessivo escludendo la pensione da agricoltura per il conteggio. Con questo non volgio dire che il comune abbia ragione, però il comune può mandarti un ingiunzione di pagamento e tu se non trovi materiale a tuo favore alla fine devi pagare.

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  • Potionkhinson
    ha risposto
    Originalmente inviato da alberto64 Visualizza messaggio
    Il mio sindacato .... a volte dice che non dobbiamo pagare, a volte si.

    Salve Alberto,
    scusa le mie "risatine" ...a volte si a volte no... ma che risposta è?
    Il mio unico dubbio sta nel 50% di possesso di tuo padre (pensione derivante da attività non agricola).
    Però, evidentemente, per il comune non è un problema (visto che fino al 2003 l'immobile era esente dall'ICI).
    Questa è l'unica risposta che posso darti:
    secondo l’art. 2, comma 37, del D.L. n. 262/2006:
    il proprietario del fabbricato abitativo, perché quest'ultimo possa essere riconosciuto rurale, deve essere un soggetto titolare di diritto di proprietà o di altro diritto reale sul terreno, ovvero affittuario del terreno stesso o conduttore del terreno cui l'immobile è asservito, il quale rivesta anche la qualifica di imprenditore agricolo iscritto nel Registro delle Imprese.
    Tale qualifica e la conseguente iscrizione, però, non sono richieste nel caso in cui il possessore del fabbricato sia un soggetto titolare di trattamenti pensionistici corrisposti a seguito di attività svolta in agricoltura.
    Non mi sento di aggiungere altro (per una risposta "definitiva" dovrei fare un "giretto" presso il tuo comune, l'AdT e l'Agenzia delle Entrate)...mi dispiace non riuscire a dirti altro.
    Saluti,
    Peppe

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