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Coltivazione frutti di bosco: more, lamponi, mirtilli...

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  • Originalmente inviato da pablito77 Visualizza messaggio
    Un saluto a tutti i coltivatori di frutti di bosco, vedo che dai primi messaggi sono passati anni: che ne dite di postare un breve resoconto di come sta andando la vostra esperienza con queste colture? Problemi, esperienze positive, suggerimenti, avversità, andamento del mercato, tecniche, varietà ecc.. Potrebbe essere di enorme aiuto a chi, come me, si sta cimentando in questa nuova avventura. Paolo dal Friuli

    Il 90% avrà già abbandonato il tutto....leggevo la discussione..leggo tanta improvvisazione, gente che non ha mai visto una pianta di mirtillo e parla di migliaia di piante da coltivare......

    Ancora non impianterei nemmeno io i mirtilli..che ho un esperienza pluriennale in merito.........

    Senza considerare che oggigiorno il reddito potete scordarvelo coi frutti di bosco...tranne per chi riesce ad avere una clientela privata, fatta di gelaterie e altre attività.........

    Lavorando con cooperative e vari intermediari....il guadagno lo avranno solo loro...a voi spetterà il duro lavoro e basta....e loro guadagnano alle vostre spalle........

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    • condivido con Super riguardo la scarsa remunerazione dei P:F: se conferiti a terzi.Per questa ragione la coltivazione degli stessi ha un senso se il tutto è dimensionato alla capacità di vendere e/o trasformare direttamente.Ma questo vale ormai per tutte le produzioni agricole in generale.senza un approccio multifunzionale delle aziende è molto difficile fare reddito in agricoltura,ecco perchè certi canoni sono ormai superati(,intendo altissima meccanizazzione,turbo concimazione,coltivazioni intensive etc..).
      La speranza di sopravvivenza risiede,-forse- nella distintività delle produzioni e delle aziende,altissima qualita,bio,vendita diretta e valorizazzione degli "scarti".
      salus

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      • Originalmente inviato da coccinella Visualizza messaggio
        condivido con Super riguardo la scarsa remunerazione dei P:F: se conferiti a terzi.Per questa ragione la coltivazione degli stessi ha un senso se il tutto è dimensionato alla capacità di vendere e/o trasformare direttamente.Ma questo vale ormai per tutte le produzioni agricole in generale.senza un approccio multifunzionale delle aziende è molto difficile fare reddito in agricoltura,ecco perchè certi canoni sono ormai superati(,intendo altissima meccanizazzione,turbo concimazione,coltivazioni intensive etc..).
        La speranza di sopravvivenza risiede,-forse- nella distintività delle produzioni e delle aziende,altissima qualita,bio,vendita diretta e valorizazzione degli "scarti".
        salus
        Condivido a pieno il tuo post.........

        La rivendita agli intermediari ha senso solo se si hanno produzioni importanti....che non è il nostro caso........

        Purtroppo questa nazione è destinata al fallimento...i nostri governi fanno di tutto per distruggere ciò che i nostri nonni ci hanno lasciato......e non parlo solo di agricoltura....

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        • Buongiorno a tutti
          Periodicamente ritorno alla ricerca di info utili per la mia pazza idea di darmi alla frutticoltura, in particolare piccoli frutti (principalmente more e lamponi).
          Non so se tra coloro che seguono ancora questa discussione c'è qualcuno che li coltiva nel Lazio o in Abruzzo.
          Se sì, mi piacerebbe avere notizie su come va (se crescono e fruttificano bene, ecc).
          Grazie
          Mary

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          • ciao a tutti,qualcuno ha esperienza di coltivazione di mirtilli in terreno non acido?mi hanno consigliato di fare una trincea e isolarla con telo pacciamante traspirante,metterci dentro torba acida e chiudere a mo di sacco col telo...una sorta di vaso interrato in pratica...quello che volevo sapere e' se mettere solo torba bionda assoluta o mescolarla con un po della mia terra(che ha un ph 7 senza calcare e argillosa al 45%)...chi mi dice di mescolarcela un po perche' la torba e' solamente materiale organico morto e un po di terra viva non guasterebbe, chi mi dice di non mescolarcela perche' la pianta a distanza di anni ne soffrirebbe...allora mi chiedo se la prima ipotesi fosse valida allora a che servirebbe isolare con il telo i due terreni?

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