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Actinidia (kiwi): agronomia e tecniche colturali

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  • GON
    ha risposto
    Auguri!

    Col clima asciutto non vedrai essudati sospetti, ma non credere di essere al sicuro.

    Da me 4 o 5 piante estirpate (Jin Tao, anno 2007) e prima dell'inverno ero tra i candidati a fornire marze per la propagazione, pensa te!

    Il mio vicino ha tolto la prima pianta (impianto vecchio di almeno 8 o 10 anni (Haiward).

    Altri nei paraggi col problema in casa non ne conosco, ma immagino che sia già un po' a casa di tutti.

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  • Meteo81
    ha risposto
    Salve a tutti belli e brutti!
    Sono nuovo in questo forum
    Come procede nelle vostre aziende con questo problema batteriosi?
    Qua da me sembra ancora tutto ok anche se voci di corridoio dicono che a pochi km di distanza da me hanno dovuto tagliare alcune piante infette.
    Comunque qualcosa di strano ho trovato pure io nell'impianto più giovane, mi sono accorto ieri di piante di maschio con la corteccia spaccata, anche più spaccature nella stessa pianta di alcuni cm, al momento non ho mai sentito dire che sia un sintomo della batteriosi, ho pensato possa essere un danno da gelo, e visto che solo alcuni maschi hanno questo problema credo possa essere stata la gelata a -6/7°C di marzo siccome il maschio inizia il risveglio vegetativo prima della femmina e durante la gelata aveva a linfa ben in circolo molto più della femmina.
    Voi cosa ne pensate?

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  • tocia
    ha risposto
    il 29 aprile al Creso (Manta di Cuneo) incontro tecnico su questa PSA
    ----------------------------------------------------------------------------

    Il dott. Marco Scortichini – batteriologo del CRA Centro ricerche per la frutticoltura di Roma – descriverà la biologia del batterio, come e in quali condizioni si sviluppa, come penetra e come si diffonde nella pianta. Il dott. Fabio Marocchi di Apofruit riferirà dell’esperienza maturata a Latina nella prevenzione e nei tentativi di arginare la diffusione della malattia. Lodovica Gullino, direttrice del Centro di competenza Agroinnova dell’Università di Torino riferirà della sperimentazione in corso.

    Molte le linee su cui si sta lavorando, dalle sostanze che prevengono la penetrazione del batterio, agli induttori di resistenza, ai batteri "buoni" antagonisti del Psa.

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  • brentford
    ha risposto
    Originalmente inviato da GON Visualizza messaggio
    E' ufficiale: anche noi siamo entrati nel club PSA...

    Oggi le prime 4 piante estirpate dopo la visita del Servizio Fitosanitario Regionale.

    PORCAPALETTA!!!
    Porca zozza!
    Tu stai trattando con poltiglia bordolese anche adesso?
    A 50 g/hl?
    Piante giovani o di mezza età?

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  • GON
    ha risposto
    E' ufficiale: anche noi siamo entrati nel club PSA...

    Oggi le prime 4 piante estirpate dopo la visita del Servizio Fitosanitario Regionale.

    PORCAPALETTA!!!

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  • acme
    ha risposto
    Originalmente inviato da marck Visualizza messaggio
    Ieri sono venuti in azienda a propormi bombi per l'inpollinazione del kiwi, a sentir loro fanno miracoli, cosa ne pensate? Qualcuno di voi che li usa, o li ha usati?
    A presto ciao.
    Lascia perdere... l'impollinazione entomofila da sempre scarsissimi risultati per semplici motivi... Primo, il fatto che il fiore del kiwi ha quasi zero nettare e solo polline e poi per una questione di tempi tecnici della fecondazione... è dato certo che il fiore femminile è nel massimo della ricettività con i petali parzialmente appassiti e/o caduti... Il polline a disposizione in quei giorni è poco rispetto a quello necessario ad una buona impolllinazione... c'è poi da dire che il fiore femminile riceve polline per le 36 ore successive da quando il primo granulo di polline è giunto al fiore... trascorso questo tempo il fiore non riceve più niente... un buon approccio iniziale all'impollinazione meccanizzata è l'utilizzo delle ventole combinate con la distribuzione di prodotti per salvaguardare il fiore dalla batteriosi... il passo successivo è la raccolta e la successiva distribuzione del polline

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  • marck
    ha risposto
    Ieri sono venuti in azienda a propormi bombi per l'inpollinazione del kiwi, a sentir loro fanno miracoli, cosa ne pensate? Qualcuno di voi che li usa, o li ha usati?
    A presto ciao.

    Lascia un commento:


  • coccinella
    ha risposto
    salve a tutto il forum,
    sono nuovo del forum e anche della agricoltura, ho piantato un filare 26 piante di arguta, c'è qualcuno nel forum che le coltiva? se si anche loro potrebbero avere problemi di batteriosi?
    grazi per l'eventuale risposta

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  • Plinio
    ha risposto
    Originalmente inviato da tocia Visualizza messaggio
    capperi , mi ricordo che anch'io l'usavo in fertirrigazione quando era in funzione una fabbrichetta a pochi km. da mè .....una autentica bomba , era in sacchi di carta ed era simile al sequestrene in polvere , con un puzzo tremendo
    Ed è pure difficile da sciogliere... se ti fa il grumo non lo sciogli più! Però era efficace, se è fatto bene e non è stato "cotto" durante l'essicazione è un ottimo prodotto!

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  • follissara
    ha risposto
    da noi sembra si veda gia anche su qualche impianto vecchio se vicini a quelli giovani

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  • ibertas
    ha risposto
    Originalmente inviato da Nature Visualizza messaggio
    A Latina quest'anno raccoglieranno al massimo il 25% del prodotto per poi espiantare quasi tutto...

    La cura la dobbiamo trovare noi produttori.

    Direi che la previsione è un pò esagerata, anche perchè il problema è presente negli impianti di giallo e verde giovane.
    Da quello che vedo in questi giorni gli impianti vecchi (20 anni e oltre) sono in buona salute, e comunque faccio i dovuti scongiuri

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  • ibertas
    ha risposto
    quello lì....

    se è quello che penso anche io (cognome come un prodotto da forno..) gli sono addosso anche a Latina ma principalmente per il consorzio del summer... confermo inoltre che ha chiuso il suo vivaio in prov. di LT

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  • GON
    ha risposto
    7 lettere in totale .

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  • brentford
    ha risposto
    Originalmente inviato da GON Visualizza messaggio
    quel nome...

    ormai tristemente famoso...

    (mi dicono lo stiano aprendo come una cozza)
    Già, due parole tre e 4 lettere?

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  • brentford
    ha risposto
    Originalmente inviato da follissara Visualizza messaggio
    un amico mi ha detto che ci dovrebbe essere un antibatterico quasi pronto speriamo sia molto presto anche per poter passare negli impianti vecchi diventa sempre piu un problema da noi ormai si vedono quasi tutti i fiori
    Voi trattate con poltiglia bordolese ancora adesso?
    Io non so se farlo, mi dicono che se ne possono ancora mettere 200 g/hl.

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  • Faro
    ha risposto

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  • Faro
    ha risposto

    questa foto l'ho scattata ieri a Fossolo (tra Bagnacavallo e Russi) impianto di 4ha 2+2 di hayward e zespri tagliati pari terra...

    Inquietante

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  • follissara
    ha risposto
    un amico mi ha detto che ci dovrebbe essere un antibatterico quasi pronto speriamo sia molto presto anche per poter passare negli impianti vecchi diventa sempre piu un problema da noi ormai si vedono quasi tutti i fiori

    Lascia un commento:


  • Nature
    ha risposto
    Ad ogni modo, la cosa più brutta è che non c'è una linea di trattamenti dove sono d'accordo tutti.
    Ogni tecnico ha una sua linea o linea per dove lavora, le ditte dei prodotti poi non ne parliamo nemmeno.
    A Latina quest'anno raccoglieranno al massimo il 25% del prodotto per poi espiantare quasi tutto.
    Nel 2005 qualche tecnico aveva notato il problema, ma nessuno voleva che venisse fuori il discorso per non fare del terrorismo, quel qualcuno ora dice due anni e addio kiwi.
    La cura la dobbiamo trovare noi produttori.

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  • GON
    ha risposto
    quel nome...

    ormai tristemente famoso...

    (mi dicono lo stiano aprendo come una cozza)

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  • tocia
    ha risposto
    giallo o verde ? vivaista ??(in privato almeno)
    dalle mie parti sento sempre più spesso un solo nome

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  • follissara
    ha risposto
    io ho gia estirpato un ettaro piantate del 2009 e in un altro sono messo male è un bel casino
    Ultima modifica di follissara; 03/04/2011, 21:29.

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  • blaesus
    ha risposto
    Originalmente inviato da ibertas Visualizza messaggio
    ti posto il link della mia scuola, con riferimento al convegno.
    ciao.



    al seguente link, una breve guida della regione Lazio sulla batteriosi.
    è in formato pdf.

    http://www.regione.lazio.it/agriserv...del_KIWI_2.pdf
    ma i servizi fitosanitari del lazio dell'emilia romagna e del piemonte ne sono al corrente? Perchè a mio avviso la cosa andrebbe approfondita e l'informazione estesa alla maggior platea possibile anche per verificare l'effettivo uso del batterio in altre attività industriali..

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  • Nature
    ha risposto
    Mai nessuna pianta di kiwi europea è andata in nuova zelanda, cina ,corea e giappone.
    La batteriosi è arrivata con il kiwi giallo.
    Dopo che è morto in corea lo hanno portato qua.
    Per me ce l'hanno spedita di proposito.

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  • tecnico1967
    ha risposto
    Non ho parole, ecco perchè in Sardegna negli ultimi anni piove sempre!

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  • tocia
    ha risposto
    Originalmente inviato da ibertas Visualizza messaggio
    ........ anche perchè se hanno detto il vero entro 4-5 anni (secondo le previsioni dei prof. della Tuscia) spariranno le coltivazioni di kiwi.
    Aggiungo un'ultima notizia catastrofica di sabato 26 marzo che verificherò in settimana:
    a Cisterna di Latina (dove vivo) è stato trovato un canneto ,sull'argine di un canale di bonifica, infettato da Pseudomonas. Gli operatori della bonifica hanno notato una "polvere rossastra" che fuoriusciva dalle canne trinciate ed hanno avvisato la asl. Vero o no, quì il panico è aumentato!
    mah ,ha dell'incredibile comunque

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  • ibertas
    ha risposto
    ti posto il link della mia scuola, con riferimento al convegno.
    ciao.



    al seguente link, una breve guida della regione Lazio sulla batteriosi.
    è in formato pdf.

    Ultima modifica di Potionkhinson; 29/03/2011, 11:23. Motivo: il regolamento vieta di inserire post consecutivi nell'arco di 24 ore (per modifiche e/o integrazioni: utilizza la funzione "Modifica Messaggio"). Grazie

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  • brentford
    ha risposto
    Originalmente inviato da ibertas Visualizza messaggio
    ecco quello che è venuto fuori dal convegno........è sconcertante!

    Il batterio Pseudomonas syringae è correlato agli eventi atmosferici artificiali

    <HR SIZE=2 width="100%">Lo Pseudomonas syringae (pronuncia “siringe”) è un batterio a forma di bastoncino, appartenente al genere Pseudomonas. E’ gram-negativo ed aerobio, ha flagelli polari che gli permettono di muoversi. Vive nel suolo, sulle piante e nell’atmosfera. È un microorganismo fitopatogeno: attacca, infatti, gli alberi, in cui causa danni all’epitelio, rendendo disponibili i nutrienti dei tessuti vegetali sottostanti per il parassita stesso.
    Poiché è legato alla formazione dei nuclei di condensazione che sono all’origine di pioggia e neve, è usato, da alcuni anni, in luogo dello ioduro d’argento, per generare le precipitazioni piovose e nevose. Recenti studi hanno suggerito che la specie svolge un ruolo più ampio di quanto si pensasse in precedenza nella produzione di pioggia e neve naturali.
    Tra l’altro, poiché questo batterio, grazie ad una proteina in esso contenuta, consente di innalzare la temperatura di congelamento, è adoperato sia per la neve artificiale, che può così cadere anche con temperature superiori a 0 gradi Celsius, sia nella catena del freddo per risparmiare nella produzione di energia impiegata negli impianti per il surgelamento degli alimenti.

    Con le piogge, sia indotte sia naturali, lo Pseudomonas syringae si diffonde negli ecosistemi e, oltre a colpire la flora, rende il terreno molle, cedevole, simile alla gelatina.
    Scrive lo scienziato Jay Hardy, a proposito dello Pseudomonas syringae: “I minerali possono orientare solo poche molecole d’acqua, mentre le proteine dei batteri sono più grosse e possono orientare molte molecole simultaneamente. […] Numerose ricerche riguardano l’abilità dello Pseudomonas syringae di creare nuclei di aggregazione, alla base della formazione dei cristalli di ghiaccio.”
    Si è anche intervenuti geneticamente su questo microbo per sfruttare le sue proprietà di elevazione della temperatura per il congelamento.
    Alla luce di queste annotazioni, si comprende per quale motivo le piogge militari sono oggi giorno violente e copiose, per quale ragione i terreni sono soggetti sempre più spesso a rovinose frane ed a smottamenti. Si può anche ragionevolmente sospettare che i numerosi casi di latticini ed altri alimenti blu siano dovuti ad una contaminazione da batterio del genere Pseudomonas che ha anche aggredito le coltivazioni di kiwi dell’Italia centrale. Ci si chiederà: cui prodest? Provocare nubifragi ed alluvioni, rovinare le coltivazioni di kiwi ed altre coltivazioni? Da un lato possiamo addebitare questi disastri all’imprevidenza: una volta in cui è diventata una prassi l’impiego dello Pseudomonas syringae per la neve programmata, il batterio si è insediato in ecosistemi dove era assente o poco presente per propagarsi altrove in modo incontrollato.
    ecc........
    Chiunque abbia la possibilità di partecipare al seminario, lo faccia, anche perchè se hanno detto il vero entro 4-5 anni (secondo le previsioni dei prof. della Tuscia) spariranno le coltivazioni di kiwi.
    Aggiungo un'ultima notizia catastrofica di sabato 26 marzo che verificherò in settimana:
    a Cisterna di Latina (dove vivo) è stato trovato un canneto ,sull'argine di un canale di bonifica, infettato da Pseudomonas. Gli operatori della bonifica hanno notato una "polvere rossastra" che fuoriusciva dalle canne trinciate ed hanno avvisato la asl. Vero o no, quì il panico è aumentato!
    Hai un riferimento, un link per queste affermazioni? E' la prima volta che le sento e fatico a crederci...

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  • ibertas
    ha risposto
    convegno batteriosi

    ecco quello che è venuto fuori dal convegno........è sconcertante!

    Il batterio Pseudomonas syringae è correlato agli eventi atmosferici artificiali
    <hr width="100%" size="2"> Lo Pseudomonas syringae (pronuncia “siringe”) è un batterio a forma di bastoncino, appartenente al genere Pseudomonas. E’ gram-negativo ed aerobio, ha flagelli polari che gli permettono di muoversi. Vive nel suolo, sulle piante e nell’atmosfera. È un microorganismo fitopatogeno: attacca, infatti, gli alberi, in cui causa danni all’epitelio, rendendo disponibili i nutrienti dei tessuti vegetali sottostanti per il parassita stesso.
    Poiché è legato alla formazione dei nuclei di condensazione che sono all’origine di pioggia e neve, è usato, da alcuni anni, in luogo dello ioduro d’argento, per generare le precipitazioni piovose e nevose. Recenti studi hanno suggerito che la specie svolge un ruolo più ampio di quanto si pensasse in precedenza nella produzione di pioggia e neve naturali.
    Tra l’altro, poiché questo batterio, grazie ad una proteina in esso contenuta, consente di innalzare la temperatura di congelamento, è adoperato sia per la neve artificiale, che può così cadere anche con temperature superiori a 0 gradi Celsius, sia nella catena del freddo per risparmiare nella produzione di energia impiegata negli impianti per il surgelamento degli alimenti.
    Con le piogge, sia indotte sia naturali, lo Pseudomonas syringae si diffonde negli ecosistemi e, oltre a colpire la flora, rende il terreno molle, cedevole, simile alla gelatina.
    Scrive lo scienziato Jay Hardy, a proposito dello Pseudomonas syringae: “I minerali possono orientare solo poche molecole d’acqua, mentre le proteine dei batteri sono più grosse e possono orientare molte molecole simultaneamente. […] Numerose ricerche riguardano l’abilità dello Pseudomonas syringae di creare nuclei di aggregazione, alla base della formazione dei cristalli di ghiaccio.”
    Si è anche intervenuti geneticamente su questo microbo per sfruttare le sue proprietà di elevazione della temperatura per il congelamento.
    Alla luce di queste annotazioni, si comprende per quale motivo le piogge militari sono oggi giorno violente e copiose, per quale ragione i terreni sono soggetti sempre più spesso a rovinose frane ed a smottamenti. Si può anche ragionevolmente sospettare che i numerosi casi di latticini ed altri alimenti blu siano dovuti ad una contaminazione da batterio del genere Pseudomonas che ha anche aggredito le coltivazioni di kiwi dell’Italia centrale. Ci si chiederà: cui prodest? Provocare nubifragi ed alluvioni, rovinare le coltivazioni di kiwi ed altre coltivazioni? Da un lato possiamo addebitare questi disastri all’imprevidenza: una volta in cui è diventata una prassi l’impiego dello Pseudomonas syringae per la neve programmata, il batterio si è insediato in ecosistemi dove era assente o poco presente per propagarsi altrove in modo incontrollato.
    ecc........
    Chiunque abbia la possibilità di partecipare al seminario, lo faccia, anche perchè se hanno detto il vero entro 4-5 anni (secondo le previsioni dei prof. della Tuscia) spariranno le coltivazioni di kiwi.
    Aggiungo un'ultima notizia catastrofica di sabato 26 marzo che verificherò in settimana:
    a Cisterna di Latina (dove vivo) è stato trovato un canneto ,sull'argine di un canale di bonifica, infettato da Pseudomonas. Gli operatori della bonifica hanno notato una "polvere rossastra" che fuoriusciva dalle canne trinciate ed hanno avvisato la asl. Vero o no, quì il panico è aumentato!


    Originalmente inviato da tocia Visualizza messaggio
    a qualcuno interesserà

    Ciclo di seminari tecnico-divulgativi a Latina, Velletri e Viterbo
    Primi risultati della ricerca in merito alla prevenzione e lotta della batteriosi del kiwi



    Sono in programma per il 10 marzo 2011 a Latina (presso l'Istituto Professionale di Stato Agricoltura e Ambiente "San Benedetto"), per il 22 marzo 2011 a Velletri (presso l'Istituto Tecnico Agrario) e per il 31 marzo 2011 a Viterbo (presso la Facoltà di Agraria dell'Università della Tuscia) tre seminari tecnici divulgativi al fine di divulgare i "Primi risultati sulla ricerca in merito alla prevenzione e lotta della batteriosi del kiwi"

    Il primo appuntamento è in calendario per il 10 marzo 2011, alle ore 10:30 presso l'Istituto Professionale di Stato Agricoltura e Ambiente "San Benedetto" (Via Mario Siciliano, 4 -Borgo Piave - Latina).

    Saranno presenti:
    Assessore Regionale Agricoltura: Angela Birindelli
    Presidente Commissione Agricoltura Regionale: Francesco Battistoni
    Dirigente Area Servizi Tecnici e Scientifici, Servizio Fitosanitario Regionale: Giovanna Sinatra
    Università degli Studi della Tuscia di Viterbo Dip. Protezione delle Piante: Giorgio M. Balestra
    Centro di Ricerca per la Frutticoltura di Roma (CRA-FRU): Marco Scortichini

    Clicca qui per scaricare la locandina dell'incontro del 10 marzo a Latina
    Clicca qui per scaricare la locandina dell'incontro del 22 marzo a Velletri
    Clicca qui per scaricare la locandina dell'incontro del 31 marzo a Viterbo
    Ultima modifica di ibertas; 27/03/2011, 23:10. Motivo: aggiunta informazioni

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  • GON
    ha risposto
    proprio ieri ho ricevuto visita dal Serfizio Fitosanitario della Regione Emilia Romagna:

    Hanno prelevato un campione ma solo a fine statistico.

    Al momento l'impianto pare a posto.

    Torneranno a controllare il fogliame.

    Tra una settimana circa ripeterò il trattamento con bordolese.

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