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Grano duro: agronomia e tecniche colturali

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  • Originalmente inviato da mikmar Visualizza messaggio
    Ragazzi vi faccio vedere il mio campo di grano,quest'anno spero di fare un bel raccolto!
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    http://img227.imageshack.us/my.php?i...2008062lk0.jpg
    Complimenti beato te che avrai finito i trattamenti, io quà ho diserbato solo la metà causa maltempo(umbria) e ancora nn è finita. devo finire di dare l'ultima urea, diserbo nn so se me lo faranno dare, il fungicida senz'altro, speriamo che con tutta questa umidità il grano nn prenda tante malattie.Ho paura che invece gli afidi avanzeranno. Anno bisesto anno funesto speramo de no

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    • complimenti per le foto e per i campi, un appunto particolare all'espressione "ecologista" del conte.

      una domanda: ma con prezzo del grano che in passato aveva raggiunto livelli bassissimi conviene (o meglio, conveniva) effettuare tutti questi trattamenti?

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      • Originalmente inviato da giuba Visualizza messaggio
        complimenti per le foto e per i campi, un appunto particolare all'espressione "ecologista" del conte.

        una domanda: ma con prezzo del grano che in passato aveva raggiunto livelli bassissimi conviene (o meglio, conveniva) effettuare tutti questi trattamenti?
        Il trattamento dovrebbe:
        - portare ad un aumento della produzione causa minori patologie

        - rendere il grano più sano e dunque spuntare un prezzo superiore.

        Poichè il trattamento ha un costo, ciascuno devrebbe fare i calcoli in base alla produzione presunta, l'aumento di produzione presunto ed il differenziale di prezzo presunto.

        Siccome siamo tutti bravi a fare i conti a campagna finita, a campagna in corso si dovranno fare delle scommesse.

        Comunque conviene sempre puntare sulla qualità in quanto ci sono anni in cui il grano di scarsa qualità non lo cerca nessuno. Non tutti gli anni andranno come nel 2007, ove bastava avere prodotto da vendere ed i trattamenti erano visti in secondo piano.

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        • Ecco una parte del mio grano molto avanti:





          E' così avanti per una serie di eventi. Per prima cosa si trova a 1 km in linea d'aria dal mare, seminato su sodo dopo colza un po' presto per la zona (23 ottobre) dopo 2 giorni ha piovuto ed è nato tutto, e in più è una varietà corta (Iride). Ma essendo un terreno che tiene poco l'acqua e a maggio di solito non piove molto non è un male che sia così avanti anzi.

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          • anche da noi va + che benone







            Grano duro Claudio seminato su set aside e su biada. Seminato 1 settimana di novembre con 1,5 ql di 18-46, 1 nitratura 25 gennaio in poi con nitrato 26% azoto 1,5 ql ettaro, seconda nitratura 25 febbraio in poi 1,5 ql ettaro, terza nitratura 22 marzo in poi 1,5 ql ettaro. Diserbo con hussar maxx 2 marzo in poi. Il resto a giorni ma mi piange il cuore ad entrarci dentro........

            Thanks to ImageShack for Free Image Hosting
            Ultima modifica di 90 c; 21/04/2008, 10:41. Motivo: correzione

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            • Come va col grano duro?
              Mi viene un po da ridere: l'anno scorso che è piovuto poco ho fatto 25q/ha ,quest'anno che di pioggia ne ha fatta come da manuale il mio terzista sostiene che non farò rese molto più alte del'anno scorso............boooooooohhhhhhhhhh!!!

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              • Nico ti rispondo in questa discussione perchè altrimenti in quella sulle colture da sovescio andiamo o.t.
                Si parlava del ringrano in previsione di conversione e passaggio al biologico.....
                Io modestamente te lo sconsiglio perchè anche con lavorazioni perfette il controllo sulle infestanti nel secondo anno di grano è impossibile senza interventi chimici...ahimè te lo dice chi ha fatto una prova su un piccolo appezzamento:
                dopo il ciclo di medica ho fatto grano senza interventi di diserbo e la coltura era abbastanza pulita dopodichè ho provato il ringrano nella stagione seguente sempre senza interventi...il risultato è stata una resa simile,in parte con prodotto inquinato da sinapis e la caduta di molta semenza di questa nel terreno....per combatterle ho provato ad interrare subito tutto con la fresa per poi trinciarle al momento del ricaccio,fare favino e trinciarle ancora al momento del sovescio quando anche loro avrebbero ricacciato e infine seminare erba medica tentando di estirparle con i vari tagli della stessa...al momento ho un prato di senapi con una medica stentatissima che spero si riprenda dopo il primo taglio......
                Questa è la mia esperienza per dirti quanto sia difficile fare una lotta naturale alle infestanti che si sviluppano nel grano fatto in modo biologico

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                • La mia ipotesi è di smorganare tutte le stoppie dopo la trebbiatura che avverrà il prossimo mese, poi dopo le pioggie rippare e preparare il terreno con falsa semina a novembre per poi seminare il favino. Ad aprile 2009 fare il sovescio e poi tenere il terreno pulito fino al novembre 2009. Poi di nouvo falsa semina e poi seminare tardivamente intorno alla prima decade di gennaio 2010. Così, in teoria, dovrei sperare in un controllo delle infestanti..............
                  E' follia?

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                  • non credo che sia follia, soprattutto se l'incidenza delle infestanti non è così massiva, la falsa semina soprattutto se ripetutra ti dovrebbe auitare a combatterla, stai attendo a guardare però i costi necessari per l'esecuzione ripetuta di questa pratica.

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                    • Lo stock di semi viene ridotto ma se il terreno è particolarmente infestato il problema rimane. Oltre ai costi che lievitano (con il prezzo del gasolio attuale!!!) anche l'humus si va a fare benedire!!!
                      Piuttosto che il ristoppio stretto sarebbe meglio l'orzo o meglio ancora l'avena.

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                      • che significa ristoppio stretto?

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                        • Originalmente inviato da nico 71 Visualizza messaggio
                          che significa ristoppio stretto?
                          Per ristoppio stretto intendo grano su grano. L'orzo dopo il grano non un vero ristoppio ma è comunque una graminacea che presenta, per esempio, molte malattie in comune.

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                          • C'è una metodica per stimare quanta resa si potrà avere ad ettaro ormai che siamo alle porte di giugno?
                            Ho bisogno di saperlo anche per capire su quanto assicurarlo.
                            Grazie

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                            • bè come rotazione ottimaleper il grano duro io farei seguire una leguminosa da granella ...favino apporta al terreno circa 180 punti di azoto e poi ha una buona resa in toscana senza dare niente si fanno i 30 quintali in collia se si semina bnee e presto...poi due annate di grano i si risparmi il concime di fondo....coi prezzi che ha!!!!
                              in pianura faccio grano grano girasole oppure sorgo da granella... in colllina orzo orzo poi una leguminosa o foraggio...
                              ho un azienda in affitto piccola una 60 di ha dove faccio sempre orzo da birra seminato a febbraio con eccellenti risultati , per il terreno e per la persistenza...

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                              • Grazie Mirotocci
                                allora mi pare di capire che forse potrei anche ringranare il prossimo anno visto che questo è il primo anno di grano duro dopo che il terreno era rimasto a sodo per cinque anni. Ti ricordo,però che sono in conversione biologico..........

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                                • Originalmente inviato da mirotocci Visualizza messaggio
                                  bè come rotazione ottimaleper il grano duro io farei seguire una leguminosa da granella ...favino apporta al terreno circa 180 punti di azoto e poi ha una buona resa in toscana senza dare niente si fanno i 30 quintali in collia se si semina bnee e presto...poi due annate di grano i si risparmi il concime di fondo....coi prezzi che ha!!!!
                                  in pianura faccio grano grano girasole oppure sorgo da granella... in colllina orzo orzo poi una leguminosa o foraggio...
                                  ho un azienda in affitto piccola una 60 di ha dove faccio sempre orzo da birra seminato a febbraio con eccellenti risultati , per il terreno e per la persistenza...
                                  Mi sembrano troppi 180 kg di azoto al massimo 80 kg (che già è tantissimo).Da noi, nelle Marche, risparmi una concimazione in copertura il primo anno ma per il secondo anno di azoto non nè rimane di sicuro.Come dimostrazione porto l'esempio di un mio vicino che da alcuni anni sovescia il favino fresandolo in fioritura e coltiva successivamente grano duro effettuando una concimazione di pre-semina e una in copertura.
                                  Per quanto riguarda la concimazione di fondo (se anche tu intendi quella fosfatica e potassica) debbo dire che il favino assorbe un elevato quantitativo di questi elementi e quindi occorre reintregare.

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                                  • Gennio Dilan
                                    e per quanto riguarda il controllo delle erbe infestanti tu che ne pensi? Col favino si hanno risultati? Io ti ricordo che ho il problema del biologico.
                                    ciao
                                    grazie

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                                    • Il favino come tutte le leguminose da granella ha una ridotta capacità di controllare le erbe infestanti, sopratutto durante i primi mesi di sviluppo questo anche perchè sia il favino che il grano sono a ciclo autunno-vernino e hanno in comune le stesse erbe infestanti (lolium, avena, papavero, sinapis spp, ecc..) perciò si mantengono elevati gli stock di semi.
                                      Un certo controllo lo si ottiene con l'erpice strigliatore.I migliori risultati si hanno con l'erba medica.Perciò, secondo me,dovrestri alternare il grano duro con l'erba medica (ma anche altre foraggere come i trifogli) o con colture primaverile-estivo (es girasole).

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                                      • mi domando se mettere erba medica per un anno solo non sia quasi un peccato............
                                        ma poi la medica apporterebbe le sostanze necessarie al terreno per affrontare di nuovo grano duro?

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                                        • ciao nico.....la medica per un anno penso non esista proprio,sai quanto costa un unita di seme?!?
                                          dovresti dividere gli appezzamenti e ruotare in modo che ogni anno fai un prato nuovo,hai un prato al secondo anno e uno al terzo che a fine stagione rompi per mettere grano....non so se è fa al caso tuo.....come colture annuali puoi fare un trifoglio il cui sfalcio aiuta a ridurre le infestanti e che, essendo una leguminosa porta dei benefici piu che per apporto azotato come struttura del terreno (importante in rotazione con grano)

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                                          • Ciao ragazzi! Una domanda:
                                            dal momento che il mio grano è ancora abbastanza verde, il fatto che stia continuando a piovere garbatamente è un fattore positivo?
                                            Creerà migliori presupposti di rese?

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                                            • anche a me l'idea di mettere la medica mi sembra abbastaza peregrina, andrebbe a finire che sarebbe il grano a rompere la medica e non la medica a rompere la monocoltura granaria, inoltre per il momento non credo che sia vantaggioso dal punto di vista economico lasciarsi scappare un'annata a grano. anche io consiglio un erbaio annuale, veccia o trifoglio.

                                              il grano che si continua a mantenere verde, anche se da un lato rimane esposto a possibili attacchi fungini, dall'altro continua a sintetizzare sostanze nutritive sia amidiche che proteiche.

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                                              • Grazie Giuba.
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                                                E' una delle cose più pesanti da gestire..............ho esperienza
                                                Credo che opterò per favino e ringrano.
                                                E' una decisione complicata. che p----e!

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                                                • Originalmente inviato da giuba Visualizza messaggio
                                                  anche a me l'idea di mettere la medica mi sembra abbastaza peregrina, andrebbe a finire che sarebbe il grano a rompere la medica e non la medica a rompere la monocoltura granaria, inoltre per il momento non credo che sia vantaggioso dal punto di vista economico lasciarsi scappare un'annata a grano. anche io consiglio un erbaio annuale, veccia o trifoglio.

                                                  il grano che si continua a mantenere verde, anche se da un lato rimane esposto a possibili attacchi fungini, dall'altro continua a sintetizzare sostanze nutritive sia amidiche che proteiche.
                                                  Sono daccordo veccia o trifoglio o loietto, potrebbe anche andare bene un miscuglio di tutto, poi a maggio fai lo sfalcio e hai due possibilità, o raccogli tutto e imballi o trincia(non necessariamente) e tutto sotto con l'aratro. Ma bisogna far attenzione a non fare cadere i semi dinuovo nel terreno altrimenti si punto e a capo.

                                                  Commenta


                                                  • Originalmente inviato da nico 71 Visualizza messaggio
                                                    La mia ipotesi è di smorganare tutte le stoppie dopo la trebbiatura che avverrà il prossimo mese, poi dopo le pioggie rippare e preparare il terreno con falsa semina a novembre per poi seminare il favino. Ad aprile 2009 fare il sovescio e poi tenere il terreno pulito fino al novembre 2009. Poi di nouvo falsa semina e poi seminare tardivamente intorno alla prima decade di gennaio 2010. Così, in teoria, dovrei sperare in un controllo delle infestanti..............
                                                    E' follia?
                                                    Scusa l'ignoranza ma per smorganare cosa intendi? Forse rimescolare in superficie le stoppie con il frangizzolle?

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                                                    • Si Sandro esattamente quello.........!!!
                                                      che ne pensi tu?

                                                      Commenta


                                                      • Originalmente inviato da nico 71 Visualizza messaggio
                                                        Si Sandro esattamente quello.........!!!
                                                        che ne pensi tu?
                                                        Se hai le andane non sono fino a che punto con il frangizolle viene un lavoro ben fatto,e con questo mi ricollego alla problematica della trinciatura delle stoppie ed alle perplessità espresse in un altro topic "Tecniche agronomiche grano duro bio" da mapomac a proposito dell'asporto di alcune unità di N dal terreno.

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                                                        • diciamo che l'asporto di unità N non dovrebbe essere un grosso problema visto che lo scopo in questo caso è per il controllo delle infestanti.(ma ti prego correggimi se sbaglio) ti ricordo vorrei impiantare una coltura da sovescio che,credo, dovrà riapportare le unità N eventualmente asportate.
                                                          Quel che mi lascia perplesso è questo: una volta fatto il sovescio a marzo/aprile cosa bisgna fare da lì a gennaio (periodo in cui vorrei seminare una coltura da reddito)? siamo sicuri che l'effetto del sovescio non vada perso?
                                                          ILLUMINATEMI!!!
                                                          ciao
                                                          e grazie
                                                          Ultima modifica di nico 71; 13/06/2008, 20:02. Motivo: aggiunta

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                                                            Prima cosa: per quanto riguarda il controllo delle malerbe, in ristoppi, minime lavorazioni ecc, nessuno ha ancora detto una cosa importante.
                                                            Ovvero la minima lavorazione, da un lato può portare ad un'incidenza maggiore di malerbe, nell'anno seguente, ma tendenzialmente diminuisce la carica di semi presenti nel terreno.
                                                            Intervenendo con minime lavorazioni si ha una diluizione della cosiddetta "banca del seme", lungo il profilo del terreno. I semi essendo più in superficie sono più esposti alle predazioni da parte degli animali, si instaura una falsa semina anche non necessariamente volontaria ecc.
                                                            Considerando che molti semi possono avere una dormienza o comunque una vita utile di molti anni, l'aratura può paradossalmente favorisce queste malerbe, che nel corso degli anni possono essere riportate in superficie e germinare.

                                                            Ritornando invece IT sul discorso dell'interramento della paglia, occorre introdurre il rapporto C/N (carbonio/azoto).
                                                            I microbi responsabili della degradazione della paglia utilizzano l'azoto e il carbonio per trarne energia e costruire proteine necessarie al loro sviluppo.

                                                            Generalmente i batteri mediamente necessitano di 30 di C e 1 di N, il rapporto ideale della S.O. (sost. organica) quindi sarebbe 30.

                                                            Qual'è il caso della paglia ? Nella paglie in generale, abbiamo generalmente un C/N > 30.
                                                            In questo caso i batteri si trovano ad esaurire l'azoto contenuto nella S.O. prima di aver finito il C.
                                                            Pertanto iniziano ad utilizzare quello del terreno.


                                                            In caso ad esempio di ristoppio, la cultura seguente, soprattutto se avida di azoto (graminacea ad esempio) può soffrire di fame di azoto.

                                                            Soluzioni ?
                                                            -apportare N prima dell'interramento della paglia.
                                                            Quanta ? Il C/N della paglia è 111. Aggiungendo un 1 Kg di N per 100 Kg di paglia il rapporto diventa 33. Molto vicino all'ottimale
                                                            -concimare abbondantemente la coltura del ristoppio.

                                                            Qual'è il caso del sovescio ?
                                                            In un sovescio, soprattutto se giovane, di una leguminosa magari, abbiamo un C/N < 30.
                                                            In questo caso l'N è in esubero rispetto alle necessità di degradazione del C e pertanto rimane disponibile nel terreno.
                                                            Ad esempio la pollina ha un C/N basso, e il rilascio di N può arrivare all' 80% del totale.

                                                            C'è comunque da dire che l'N eventualmente "rubato" dai batteri, è solo momentaneamente reso indisponibile, in quanto alla morte degli stessi viene nuovamente reso al terreno.

                                                            (certo che tutte queste "chicche" si potrebbero raccogliere a beneficio di tutti...)

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                                                            • Teoricamente è vero che nel tempo si riduce lo stock di erbe, poi però occorre considerare, nel caso di ristoppio di cereali, che l'aratura è quasi sempre necessaria per poter ridurre i rischi di malattie funginee come il mal del piede.Anche nel caso di colture come medica o girasole e necessaria l'aratura da ciò si evince che la minima lavorazione si pùò adottare per uno due anni di fila ma poi occorrerà una aratura.
                                                              Qualcuno obbietterà dicendo che si pùò sostituire l'aratura con la ripuntatura che però non permette il pur minimo controllo del mal del piede.

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