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AUTOCOSTRUZIONE: spaccalegna idraulico a pistone

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  • Originalmente inviato da tonino.ciocci Visualizza messaggio
    La schematizzazione vincolare del carico di punta è cerniara-cerniera per cui la lunghezza libera d'inflessione e pari alla lunghezza della trave (in questo caso del cilindro aperto). I due perni sono sollecitati allo stesso modo quindi basta verificarne uno.
    La nuova foto chiarisce meglio il funzionamento.
    I perni dei pattini sono stati progettati per quale sforzo massimo?

    Originalmente inviato da tonino.ciocci Visualizza messaggio
    La colonna è sollecitata a trazione e flessione costanti per ogni sezione quindi i diagrammi delle sollecitazioni sono delle rette parallele all'asse della trave di nessuna utilità non essendoci una sezione critica da individuare.
    No. nel momento in cui il cuneo è incernierato alla trave non può essere costante il momento. Sembrerebbe che hai considerato un unico corpo con incastro. Invece sarebbe più opportuno cerniera al braccio sollevatore + pendolo al terzo punto.
    Nel momento in cui schematizzi cerniera-cerniera il cilindro, quest'ultimo diviene un pendolo compresso, schematizzabile come puntone per la trave. Non riesco ad immaginare in nessun modo diagrammi costanti.
    Ecco il perchè la mia richiesta dei diagrammi.

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    • Originalmente inviato da 90 c Visualizza messaggio
      La nuova foto chiarisce meglio il funzionamento.
      I perni dei pattini sono stati progettati per quale sforzo massimo?



      No. nel momento in cui il cuneo è incernierato alla trave non può essere costante il momento. Sembrerebbe che hai considerato un unico corpo con incastro. Invece sarebbe più opportuno cerniera al braccio sollevatore + pendolo al terzo punto.
      Nel momento in cui schematizzi cerniera-cerniera il cilindro, quest'ultimo diviene un pendolo compresso, schematizzabile come puntone per la trave. Non riesco ad immaginare in nessun modo diagrammi costanti.
      Ecco il perchè la mia richiesta dei diagrammi.
      Scusa ma non capisco proprio il tuo ragionamento..... cosa centrano i bracci del sollevatore. La sollecitazione prevalente sulla colonna la da l'azione di spinta del cilindro in fase di spacco... chiariscimi meglio non ti seguo proprio.

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      • Piccolo suggerimento oleodinamico: Mai usare raccordi ad occhio in aspirazione, creano cavitazione quindi usura precoce della pompa.
        Vedo che ne hai messi addirittura 2 e con un tubo raccordato ad alta pressione, che in aspirazione non serve.

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        • E' vero hai perfettamente ragione, sono state utilizzate due viti forate per comodità visto che la pompa lavora sottobattente, comunque non è una pratica consigliata per cui questa soluzione non verrà ripetuta in seguito. Il tubo alta pressione in aspirazione l' ho messo semplicemente perchè l'avevo.
          Ultima modifica di tonino.ciocci; 21/07/2011, 09:13. Motivo: Integrazione

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          • Originalmente inviato da tonino.ciocci Visualizza messaggio
            SLe soluzioni e scelte progettuali sono tante è vero, ma in genere per ogni scelta c'è il rovescio della medaglia
            Infatti uno dei compiti del progettista è quello di mediare tra le facce della medaglia, non solo in base ai "calcoli strutturali", ma sopratutto in base all'ingegnerizzazione del prodotto con tutto ciò che ne consegue a livello costruttivo/vendita.
            il serbatoio dell'olio integrato con la colonna che rende sicuramente tutto più compatto e forse esteticamente più bello, ma peggiora sicuramente lo scambio termico richiedendo un volume di olio maggiore a parità di flusso termico smaltito.
            Mi sembra un discorso molto teorico e poco pratico. Spaccalegna con radiatore non ne ho ancora visti, quindi questa grande necessità di convezione tra serbatoio e aria esterna non è poi così rilevante.
            Per quanto riguarda il calore, molto si fa all'atto del progetto dell'impianto oleodinamico, utilizzando raccordi e distributori che diminuiscano il riscaldamento dell'olio non dovuto al "lavoro" vero e proprio del pistone.
            Le piccole deviazioni flessionali di cui parlo sono quelle che si presentano in seguito all'usura delle guide del cuneo che essendo cicliche provocano rottura dopo un certo numero di cicli (anche se alto). La rottura per fatica non è imputabili all'evento che in quell'istante la provoca ma è il risultato di tutte gli eventi cilclici precedenti che l'organo meccanico ha subito.
            Addirittura rottura a fatica dovuta ai giochi delle guide...non ci siamo all'atto pratico...teoricamente condivido l'analisi, ma da utilizzatore ti dico che non è certo quello che può danneggiare lo spaccalegna.
            Due perni a 90 ° non risolvono le deviazioni ne in una direzione tantomeno nell'altra.
            Permetti di dissentire, due perni a 90° permettono deviazioni sia su X che su Y , mentre sul tuo hai possibilità di deviazioni in un unica direzione. Quando spacchi il legno dfficilmente si apre perfettamente sull'asse Z, quindi il pistone deve prendersi anche forze trasversali.
            Nella versione che metterò in commercio ci saranno delle modifiche rispetto alla foto, anche se non sostaziali.
            Se fossero sostanziali sarebbe un ammissione di errori in fase di progetto...
            Infine il riparo fisso si può facilmente togliere svitando tre bulloni, per consentire all'utente di fare un eventuale intervento di manutenzione e provare se la macchina funziona spaccando qualche ciocco libero da qualunque ostacolo e impedimento
            Posso tradurla come "istigazione al lavoro NON in sicurezza"?

            Divagando un attimino mi pare di essere tornato ai tempi delle superiori, durante le lezioni di meccanica...purtroppo oramai è qualche anno che lavoro e mi sono accorto che dalla teoria alla pratica c'è un abisso e quindi il progetto non sono più capace di vederlo solo sotto l'aspetto meccanico, ecco perchè "tante" critiche che spero siano anche costruttive.

            Buona giornata, professore!!!!
            ACTROS
            "CB COMINO"

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            • [/QUOTE]
              Originalmente inviato da tonino.ciocci Visualizza messaggio
              Scusa ma non capisco proprio il tuo ragionamento..... cosa centrano i bracci del sollevatore. La sollecitazione prevalente sulla colonna la da l'azione di spinta del cilindro in fase di spacco... chiariscimi meglio non ti seguo proprio.
              Immagino che hai considerato la struttura sollecitata da un sistema di forze autoequilibrato. Nel momento però che il cilindro tende ad inflettersi avremo una deviazione e il sistema forze non è più autoequilibrato (giustamente hai creato i pattini proprio per questo).
              In quel momento però i pattini diventano una cerniera.
              Nel caso la cerniera non sia mai sollecitata, il vincolo è inefficace e la schematizzazione cerniera-cerniera al carico critico non veritiera.
              Nel caso sia sollecitata non sarà costante il diagramma del momento e le sezioni non sono sollecitate tutte in egual modo.
              Inoltre il sistema non è equilibrato.
              Questa è un analisi prettamente grafica e non numerica.
              Tuttavia necessita il calcolo per verificare se la reazione della cerniera è trascurabile.

              Originalmente inviato da Actros 1857 Visualizza messaggio
              E se per caso il pistone ti devia di lato perchè il legno è talmente fibroso da non spaccarsi verticalmente??? Anche con la tua soluzione spaccheremmo tutto....
              Sembra che anche Actro 1857 ha il mio stesso dubbio.

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              • Originalmente inviato da Actros 1857 Visualizza messaggio
                Infatti uno dei compiti del progettista è quello di mediare tra le facce della medaglia, non solo in base ai "calcoli strutturali", ma sopratutto in base all'ingegnerizzazione del prodotto con tutto ciò che ne consegue a livello costruttivo/vendita.

                Mi sembra un discorso molto teorico e poco pratico. Spaccalegna con radiatore non ne ho ancora visti, quindi questa grande necessità di convezione tra serbatoio e aria esterna non è poi così rilevante.
                Per quanto riguarda il calore, molto si fa all'atto del progetto dell'impianto oleodinamico, utilizzando raccordi e distributori che diminuiscano il riscaldamento dell'olio non dovuto al "lavoro" vero e proprio del pistone.

                Addirittura rottura a fatica dovuta ai giochi delle guide...non ci siamo all'atto pratico...teoricamente condivido l'analisi, ma da utilizzatore ti dico che non è certo quello che può danneggiare lo spaccalegna.

                Permetti di dissentire, due perni a 90° permettono deviazioni sia su X che su Y , mentre sul tuo hai possibilità di deviazioni in un unica direzione. Quando spacchi il legno dfficilmente si apre perfettamente sull'asse Z, quindi il pistone deve prendersi anche forze trasversali.

                Se fossero sostanziali sarebbe un ammissione di errori in fase di progetto...

                Posso tradurla come "istigazione al lavoro NON in sicurezza"?

                Divagando un attimino mi pare di essere tornato ai tempi delle superiori, durante le lezioni di meccanica...purtroppo oramai è qualche anno che lavoro e mi sono accorto che dalla teoria alla pratica c'è un abisso e quindi il progetto non sono più capace di vederlo solo sotto l'aspetto meccanico, ecco perchè "tante" critiche che spero siano anche costruttive.

                Buona giornata, professore!!!!
                Per quanto si possa intervenire sul progetto oleodinamico, il 20% circa della potenza meccanica in gioco viene trasformata in calore (e questo dato non contestarlo a me, ma sono dati riportati nei migliori testi di oleodinamica), per cui ad esempio, 15 l di olio in un serbatoio esterno con pareti in lamiera da 3 mm a servizio di una macchina da 8-10 KW, aumentano la sua temperatura anche di 30° C, quindi se vogliamo essere sicuri che l'olio non si scaldi troppo qualche considerazione sul dimensionamento e posizione del serbatoio la dobbiamo pur farla.
                I due perni a 90° di cui si parla se ho capito bene, sono uno sul fondello ed uno sullo stelo e consentono solo rotazioni su piani perpendicolari fra di loro.Su un piano ruota tutto il cilindro mentre, sull'altro ruota solo il cuneo di spacco quindi è un sistema che consente una sola delle deviazioni.
                Infine mi piacerebbe ascoltare una tua opinione sulla necessità di adottare un cuneo con guide di scorrimento (bronzo, ottone , teflon etc).

                Le critiche se fatte in buona fede sono sempre costruttive!

                Buona giornata anche a te.

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                • Originalmente inviato da tonino.ciocci Visualizza messaggio
                  aumentano la sua temperatura anche di 30° C, quindi se vogliamo essere sicuri che l'olio non si scaldi troppo qualche considerazione sul dimensionamento e posizione del serbatoio la dobbiamo pur farla.
                  Magari la si può fare anche sulle caratteristiche fisiche dei tipi di olio...
                  I due perni a 90° di cui si parla se ho capito bene, sono uno sul fondello ed uno sullo stelo e consentono solo rotazioni su piani perpendicolari fra di loro.Su un piano ruota tutto il cilindro mentre, sull'altro ruota solo il cuneo di spacco quindi è un sistema che consente una sola delle deviazioni.
                  No, ne consentono 2, perchè una sola? Considera il fatto che io non ne avrei messo manco uno di perno...
                  Infine mi piacerebbe ascoltare una tua opinione sulla necessità di adottare un cuneo con guide di scorrimento (bronzo, ottone , teflon etc).
                  Scusa, ma le tue guide di che materiale sono? Le guide laterali DEVONO essere di un materiale tenero...
                  Visto però che tu usi i perni devi prevedere anche una guida frontale, a contatto con l'ala dell' HE
                  ACTROS
                  "CB COMINO"

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                  • Originalmente inviato da tonino.ciocci
                    Allora è grazie alla guida che il pistone avanza senza flettersi e non agli attacchi rigidi.
                    Lo STELO avanza senza flettersi grazie all'attacco rigido, alla propria ersistenza a flessione (difatti molti usano steli "tozzi") e le guide servono solo in caso di forte deviazione laterale a non permettere che il cuneo devii andando anche a rovinare paraolii e attaco rigido.
                    Insomma è come se noi decidessimo di collegare due lembi con bulloni e poi diciamo che per sicurezza è meglio fare in aggiunta una saldatura.
                    Nel campo delle strutture industriali capita di trovare soluzioni simili. Bulloni di imbastitura e successiva saldatura in cantiere.

                    Il tuo continuare a far "pesare" queste deviazioni mi incuriosisce. Hai per caso determinato l'ampiezza media di queste escursioni con uno spaccalegna ad atttacco rigido? Sicuro che queste deviazioni non possono essere compensate dai giochi di accoppiamento tra i vari pezzi?
                    ACTROS
                    "CB COMINO"

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                    • Originalmente inviato da Actros 1857
                      Lo STELO avanza senza flettersi grazie all'attacco rigido, alla propria ersistenza a flessione (difatti molti usano steli "tozzi") e le guide servono solo in caso di forte deviazione laterale a non permettere che il cuneo devii andando anche a rovinare paraolii e attaco rigido.

                      Nel campo delle strutture industriali capita di trovare soluzioni simili. Bulloni di imbastitura e successiva saldatura in cantiere.

                      Il tuo continuare a far "pesare" queste deviazioni mi incuriosisce. Hai per caso determinato l'ampiezza media di queste escursioni con uno spaccalegna ad atttacco rigido? Sicuro che queste deviazioni non possono essere compensate dai giochi di accoppiamento tra i vari pezzi?
                      Sono sicuro che pian piano un punto di convergenza lo troviamo.
                      Perchè usare le guide solo in emergenza (forte deviazione) e non farle lavorare sempre visto che le ho messe ed hanno avuto un costo?
                      Non dico che la soluzione con perni sia necesaria però e un modo di progettare che attribuisce ad ogni elemento la funzione per la quale è stato messo, senza ambiguità.
                      Potrei chiederti: quali sono i vantaggi (tal punto di vista funzionale e non per esempio di ingombro per rientro del cilindro) di avere un'accoppiamento rigido del cilindro al telaio?
                      Comunque alcuni costruttori utilizzano questo sistema.
                      Ultima modifica di tonino.ciocci; 22/07/2011, 16:48.

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                      • Originalmente inviato da tonino.ciocci Visualizza messaggio
                        di avere un'accoppiamento rigido del cilindro al telaio?
                        Se ancori un cilindro al telaio "per la testa" e non per il "fondello" hai comunque una colonna più corta...oppure a parità di colonna, più spazio per lavorare...
                        E poi così ad occhio ti direi che lavora solo lo stelo e non tutto il pistone...
                        E' un po' che non gioco coi diagrammi delle forze ma se analizziamo bene il tutto mi sa che qualcosa ci si ricava...
                        ACTROS
                        "CB COMINO"

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                        • Originalmente inviato da Actros 1857 Visualizza messaggio
                          Se ancori un cilindro al telaio "per la testa" e non per il "fondello" hai comunque una colonna più corta...oppure a parità di colonna, più spazio per lavorare...
                          E poi così ad occhio ti direi che lavora solo lo stelo e non tutto il pistone...
                          E' un po' che non gioco coi diagrammi delle forze ma se analizziamo bene il tutto mi sa che qualcosa ci si ricava...
                          Sono daccordo con quello che hai detto.
                          Se si ancora il cilindro per la testa la camicia del cilindro è sottoposta anche ad uno sforzo di trazione oltre che alla pressione di esercizio, comunque non sono queste le considerazioni che ho fatto nella scelta poi se sei interessato ti esporrò il ragionamento che ho seguito.
                          Ultima modifica di tonino.ciocci; 22/07/2011, 17:51.

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                          • anch'io ho un modello a 16t che pesa sui 230kg, è robusto per quello che deve fare visto che ha un cilindro da 500mm di corsa.
                            ma la serie professionale con corsa cilindro 1100mm pesa dai 300 kg in su.
                            dopo cmq che contano sono i tempi di produzione. che moltiplicatore hai montato? pompa?
                            [url]www.ceccato-olindo.it[/url]

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                            • X Ceccato Olindo
                              Con un cilindro di alesaggio pari a 80 mm ho montato una pompa da 30 l/min a 1000 g/min, moltiplicatore con rapporto di trasmissione 1 : 3,8 in modo da avere una velocità di spacco intorno ai 10 cm/sec con la pdf a 260 g/min questo consente di tenere il motore della trattrice a 1100- 1200 g/min. In questo modo la coppia motrice è sempre maggiore della coppia resistente della pompa, almeno per i trattori che ho preso in considerazione, cioè i più diffusi ma credo che di questo non dovevo preoccuparmi.

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                              • pompa con portata variabile

                                Devo dare ragione a Olindo. Un prodotto più povero dello spaccalegna sarà difficile a trovare, sempre se studiato per grande quantità.
                                Una cosa è fare, un altra cosa è vendere. Se non esiste già a priori una fitta rete di vendita, meglio lasciar perdere. Rimane solo di studiare uno spaccalegna che copre una nicchia di mercato e che anche con piccole quantità fa tornare i conti. Noi abbiamo scelto quest´ ultima strada. Lasciamo fare tutto da conto terzisti, noi facciamo solo il montaggio. Dato la esclusività del prodotto, copriamo un mercato che altri non riescono a coprire, non diamo fastidio a nessuno, e così nessuno ci pensa a farci concorrenza. A parte che fare funzionare uno spaccalegna con le idropulitrici necessita di cilindri e valvole di alta tecnologia che difficilmente saranno da copiare.
                                Non avendo premura che qualcuno ci faccia concorrenza, posso ben suggerirti una nicchia di mercato. Spaccalegna monofase se di potenza allevata, sono lenti da far venire i nervi solo a vedereli. Una soluzione sono pompe a due stadi. Assai meglio sarebbero pompe a portata variabile con autoregolazione, e a mio sapere nessun costruttore usa questa soluzione. Tempo fa, nostri spaccalegna vendevamo con le idropulitrici monofase Hurricane della Lavor, che hanno una pompa a portata variabile con autoregolazione. A verde funzionare nostri spaccalegna con queste idropulitrici era una meraviglia. Senza l´intervento dell´ operatore, questa idropulitrice regolava da sola la portata a secondo della durezza del legno. Anche se alcuni impianti oggi funzionano ancora, abbiamo abbandonato questa soluzione perchè dette idropulitrici sono fatte per i grossi mercati, dove conta solo il prezzo e non la qualità. Comunque la soluzione tecnica rimane più che valida e noi stessi studiamo attualmente motopompe con autoregolazione sempre per acqua, però con qualità per uso professionale. Il traguardo è un uno spaccalegna monofase da 10 t con una velocità massima di 20 cm/sec.
                                Parliamo anche di costi di detta soluzione. La Hurricane da 2,4 kW oggi viene venduta al pubblico con tutti gli accessori a 360 €, vuol dire che a produrre, lasciando via gli accessori che per nostro impiego non servono, costa forse meno di un terzo. Pensiamo che una unità pompante incluso motore elettrico da 2,4 kW, una pompa a portata regolabile da zero fino a 40 l/min e da pochi bar fino a 300 bar, e forse anche oltre, sempre con autoregolazione incorporata, completa anche di interruttore, con qualità professionale, fatta anche in piccole quantità, dovrebbe costare a noi meno intorno ai 300 €.
                                Una domanda agli esperti della oleodinamica ( noi siamo esperti solo del´ acquaidraulica) : Quanto verrebbe a costare una soluzione simile con la oleodinamica? Esiste sul mercato?
                                Altra domanda: Perchè nessun altro costruttore di spaccalegna pensa a questa soluzione? Dato che per l´ Italia, ed anche per altri paesi con corrente limitata per le case private la soluzione accennata sarebbe più che interessante.
                                Distinti saluti
                                Paul Stubenruss
                                Ultima modifica di fede73; 24/07/2011, 12:17.

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                                • Per Stubenruss

                                  10 t a 20 cm/sec corrisponde ad una potenza di 20 KW non disponibili in una civile abitazione, poi, uno spaccalegna ad uso familiare non necessariamente può avere una spinta inferiore a 10 t. Infine non ho capito ma quanto costa uno spaccalegna al completo con sistena ad acqua? (per chi l'idropulitrice non c'è l'ha)
                                  saluti.

                                  Commenta


                                  • Salve a tutti premetto che sono nuovo in questo forum quindi ringrazio tutti quelli che mi danno un buon consiglio ma veniamo a noi,io o costruito un spaccalegna ma solo la parte metallica per la parte idraulica sono un po in difficoltà,vorrei fare girare una pompa con un motore lombardini di 14 cavalli e applicare la pompa all'albero motore secondo voi e possibile ? e se si ci sono dei pezzi in commercio per queste applicazioni?un grazie a tutti ciao

                                    Commenta


                                    • Originalmente inviato da endi333 Visualizza messaggio
                                      Salve a tutti premetto che sono nuovo in questo forum quindi ringrazio tutti quelli che mi danno un buon consiglio ma veniamo a noi,io o costruito un spaccalegna ma solo la parte metallica per la parte idraulica sono un po in difficoltà,vorrei fare girare una pompa con un motore lombardini di 14 cavalli e applicare la pompa all'albero motore secondo voi e possibile ? e se si ci sono dei pezzi in commercio per queste applicazioni?un grazie a tutti ciao
                                      si è possibilissimo!
                                      in commercio ci sono già dei componenti adatti per calettare l'eventuale pompa al motore (lanterna e giunto) sempre che sia un motore corrente, altrimenti la si realizza.
                                      io ne avevo costruite alcune per dei carrelli cingolati, non avendole trovate in commercio.
                                      lo stesso fornitore, se ben fornito, ti può dare tutte le indicazioni su come fare l'impianto idrauilico (serbatoio, distributore, tubi ecc) e il giusto dimensionamento, ammesso che il cilindro lo hai già.

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                                      • Allego alcune immagini del mio spaccalegna da me costruito, più di 20anni fa, trasmissione a cardano, carrellato e con comando ad "uomo presente" anche se non ha marchio CE.
                                        Ha lavorato molto con legna nodosa e dura (quercia, olmo, acacie...) e mi trovo davvero soddisfatto.

                                        Buon lavoro a tutti.

                                        PS: mefito ha perfettamente ragione!



                                        Ultima modifica di robertod; 28/08/2011, 20:43.

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                                        • Allego alcune immagini del mio spaccalegna da me costruito, più di 20anni fa, trasmissione a cardano, carrellato e con comando ad "uomo presente" anche se non ha marchio CE.
                                          Ha lavorato molto con legna nodosa e dura (quercia, olmo, acacie...) e mi trovo davvero soddisfatto.

                                          Buon lavoro a tutti.





                                          __________________

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                                          • Originalmente inviato da robertod Visualizza messaggio
                                            Allego alcune immagini del mio spaccalegna da me costruito, più di 20anni fa, trasmissione a cardano, carrellato e con comando ad "uomo presente" anche se non ha marchio CE.
                                            Ha lavorato molto con legna nodosa e dura (quercia, olmo, acacie...) e mi trovo davvero soddisfatto.

                                            Buon lavoro a tutti.





                                            __________________
                                            molto bello roberto e anche molto robusto, l'unica pecca è che il coltello (mi sembra quello di un B3) non è guidato e quindi lo stelo è a rischio.
                                            [url]www.ceccato-olindo.it[/url]

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                                            • Originalmente inviato da Ceccato Olindo Visualizza messaggio
                                              molto bello roberto e anche molto robusto, l'unica pecca è che il coltello (mi sembra quello di un B3) non è guidato e quindi lo stelo è a rischio.
                                              Giustissima osservazione Olindo, ma non ho specificato che lo stelo è un diametro 80 mm (acciaio) e la testa con il relativo "zuccherotto" interno le ho realizzate prevedendo questo, quindi notevolmente maggiorate. Internamente ho messo anche le doppie guide.

                                              Tieni presente che per tutti gli anni che ha lavorato, non ho mai sostituito la balsella e il raschiafango, senza nessuna perdita di olio.

                                              Grazie per il piacevole commento.

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                                              • Originalmente inviato da robertod Visualizza messaggio
                                                Giustissima osservazione Olindo, ma non ho specificato che lo stelo è un diametro 80 mm (acciaio) e la testa con il relativo "zuccherotto" interno le ho realizzate prevedendo questo, quindi notevolmente maggiorate. Internamente ho messo anche le doppie guide.

                                                Tieni presente che per tutti gli anni che ha lavorato, non ho mai sostituito la balsella e il raschiafango, senza nessuna perdita di olio.

                                                Grazie per il piacevole commento.
                                                per avere un piccolo miglioramento potresti saldare sul piano di lavoro una superficie in lamiera mandorlata, in modo da annullare il riscio che i pezzi in fase di spacco scivolino

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                                                • Originalmente inviato da MaxB. Visualizza messaggio
                                                  per avere un piccolo miglioramento potresti saldare sul piano di lavoro una superficie in lamiera mandorlata, in modo da annullare il riscio che i pezzi in fase di spacco scivolino
                                                  Bravo, ottima idea! infatti, quando un pezzo di legno è umido, oppure rilascia acqua per pressione, tende a scivolare.

                                                  Grazie, e buon lavoro a tutti.

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                                                  • Originalmente inviato da Ceccato Olindo Visualizza messaggio
                                                    molto bello roberto e anche molto robusto, l'unica pecca è che il coltello (mi sembra quello di un B3) non è guidato e quindi lo stelo è a rischio.
                                                    Ciao, anch'io mi sono costruito uno spaccalegna secondo le esigenze che avevo. Mi serviva velocità, potenza, possibilità di lavorare in assenza di corrente elettrica ma senza impegnare il trattore, consumi ridotti e facilità nello spostamento. Ho risolto il problema costruendomi una centralina a scoppio con motore diesel e recuperato un vecchio spaccalegna pezzolato azionato da un motore 380 v. Potrete dirmi che bastava prendere un generatore...In realtà un generatore che faccia 4 kw-380 v consuma almeno il doppio di quello che consumo io. In pratica ho tolto il pistone e ne ho costruito uno con corsa 65 e diametro dello stelo 50 per avere più potenza e corsa per produrre legna per stufe ad olle e forni per pizza.
                                                    Ho cambiato il distributore e montato uno adeguato alla portata della pompa. Costruito il fine corsa visto che prima la corsa era solo di 35 cm.
                                                    Ma la cosa che mi ha dato più soddisfazione è stata la centralina.
                                                    Ho preso un motore lombardini diesel lda510 monocilindrico dal rottamaio, l'ho sistemato e dopo averlo messo in moto mi sono messo al lavoro. Ho preso una pompa gruppo 2 ad ingranggi da 18 l, un supporto tirocinghia, due corone per catena da 2 pollici con rispettiva catena, un radiatore da scooter e un filtro olio a cartuccia.
                                                    Dalle foto vedete come ho assemblato il tutto.Ho dovuto lavorare svariate sere e notti ( tornire conicamente le corone, piegare le lamiere e saldarle per fare il serbatoio, costruitr il supporto carellato, assemblare il tutto, costruire tendicatena, ecc) ma il risultato e impressionante. Ho una velocità elevata, pressione di 220 bar limitata altrimenti prima che ceda il motore si arriva a 250-260 bar ma si potrebbe danneggiare la pompa, consumo di circa 1 litro ora ( grazie al regolatore di giri del motore che accelera solo quando c'è ne bisogno), olio sempre a temperature basse grazie al radiatore, peso ridotto( circa 65 kg della centralina), solo 9 litri di olio, facilità di trasporto grazie alla possibilità di staccare lo spaccalegna dalla centralina( io sposto lo spaccalegna da un posto all'altro con un ape piaggio) , possibiltà di usare la centralina per altri impieghi, trattore non impegnato .
                                                    Io spacco legna di faggio in prevalenza, ma anche rovere, acacia, larice, abete, castagno e melo. Difficilmente si trovano ceppi che resistano allo spacco. Naturalemente ci vuole un pò di senso pratico e puntare il cuneo sempre nella parte esterna del ceppo e non in mezzo specie con tronchi di grandi dimensioni. Prima usavo uno spaccalegna a cardano ma la velocità non era così elevata. A mio dire anche se il trattore ha molta più potenza non si può montare una pompa troppo grossa con portata eccessiva perchè altrimenti l'olio girerebbe troppo velocemente surriscaldandosi velocemente, oppure ci vorrebbe un serbatoio enorme. Quindi alla fine la potenza del trattore non è per niente sfruttata oltre al fatto che un trattore per piccolo sia consuma un bel pò di gasolio alla fine della giornata.
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                                                    • Complimenti per il tuo impegno ed il risultato ottenuto. Solo per una mia curiosità puoi dirmi il diametro del cilindro, la velocità di uscita dello stelo e come è collegato il radiatore (penso sul ritorno)?
                                                      Saluti

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                                                      • Ciao, il diametro del cilindro è 90. La corsa è 65 cm e regolato con la pompa a 1950 giri tutta la corsa viene effettuata in 2,5 secondi.

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                                                        • Originalmente inviato da valterkawa Visualizza messaggio
                                                          Ciao, il diametro del cilindro è 90. La corsa è 65 cm e regolato con la pompa a 1950 giri tutta la corsa viene effettuata in 2,5 secondi.
                                                          Se il cilindro ha un alesaggio pari a 80 (e diametro esterno 90) con i dati da te forniti lo stelo esce con una velocità pari a 26 cm/sec ed è richiesta una portata di 78,7 l/min, mentre una pompa da 18 l, a 1950 g/min riesce a dare 35,1 l/min tranne che tu non abbia utilizzato un circuito rigenerativo. Infine con le caratteristiche di cui sopra la potenza assorbita è pari 43,11 cv.

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                                                          • salve ragazzi ho appena recuperato un pistone per fare lo spaccalegna, le misure sono: stelo 80 mm con corsa di 108 cm, cilindro 125 mm e 129 cm.
                                                            Potreste dirmi il tipo di pompa e moltiplicatore devo comprare? Lo spaccalegna lo mando con una piccola 20cv

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                                                            • Originalmente inviato da tommaso2732 Visualizza messaggio
                                                              salve ragazzi ho appena recuperato un pistone per fare lo spaccalegna, le misure sono: stelo 80 mm con corsa di 108 cm, cilindro 125 mm e 129 cm.
                                                              Potreste dirmi il tipo di pompa e moltiplicatore devo comprare? Lo spaccalegna lo mando con una piccola 20cv
                                                              Un alesaggio da 125 mm richiede una portata consistente intorno ai 66 l/min se vuoi una velocita di uscita stelo di 9 cm/sec. Per quanto riguarda il moltiplicatore devi conoscere i g/min della pdf del trattore ma comunque le soluzioni sono più di una. Buon lavoro.

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