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Motoseghe: Hobbystiche e da giardinaggio (1)

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  • NANNAI
    ha risposto
    Originalmente inviato da fede73 Visualizza messaggio
    Lascia da parte Alpina.
    Per quella cifra le altre si equivalgono grossomodo tutte.
    La Oleomac/Efco 136 la trovi già a190 euro.


    grazie mille fede per il consiglio, la prenderò su internet.

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  • luca z
    ha risposto
    motosega in acqua

    mi é caduta la motosega completamente nell'acqua e ci é rimasta cinque buoni minuti prima di capire dove fosse finita! cosa faccio adesso per evitare o almeno limitare i danni la motosega, una Jonsered era spenta

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  • giancarlo66
    ha risposto
    Buongiorno a tutti. Sono nuovo di questo forum. Devo acquistare una nuova motosega e avrei pensato alla Husqvarna 445. Abbatto ogni anno circa 40 q di robinie, diametro max 30 cm. Potete darmi qualche consiglio?

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  • Ld-125
    ha risposto
    Magari può interessare a chi non ha sbirciato al link postato da MaxB, ieri sera ho dato uno sguardo veloce, cercando di fare un confronto, su autonomia e tempi di ricarica, con la bosch Ak 30 Li, (makita produce solo una versione a 18v piccola, non confrontabile, se non mi è sfuggito qualche modello), stihl dichiara autonomia di 30- 35minuti con batteria ap160 (la top disponibile), mentre bosch dichiara 100 tagli da 10x10 , ......tempi di ricarica, bosch dichiara 80% di carica dopo 45minuti e 1,5 ore per il 100%.....per stihl ho trovato solo il dato per l'alimentatore standard AL100 dove è dichiarato 80% in 70 minuti, mentre per l'alimentatore rapido AL300 non ho trovato dati......... in quanto a design, se interessa metterla in salotto , stihl stravince non c'è storia, ma lo "stihlista" deve esser costato , .......... tra la bosch e la stihl al top (con alimentatore rapido e batteria da 160Wh) ci ballano circa 240 euri, ammesso che i prezzi rimangano quelli anche in italia,..........è anche vero, se non ho frainteso, che è disponibile anche la macchina nuda e a scelta il cliente può optare per il tipo di batteria ( 3 disponibili 80-120-160Wh) e per il tipo di alimentatore (standard o rapido) abbassandone il costo totale........................per quanto mi riguarda sarebbe interessante per le potature in pianta, quindi avrei preferito un modello tipo la Makita, utilizzabile con una sola mano come una motosega tradizionale da potatura, ma con il vantaggio di non doverla lasciare accesa a penzoloni oppure doverla accendere ogni volta, vabbè arriverà, starando studiando il modo per non far sfilare la batteria quando lasciata ciondolare .......comunque interessante.

    Ciao

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  • Actros 1857
    ha risposto
    Metti un pannellino solare portatile...eheheheh
    Scherzi a parte, il ridurre le emissioni e il peso di attrezzature che gravano totalmente sulle braccia è comunque una strada ottima da seguire, sopratutto il secondo punto.

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  • MaxB.
    ha risposto
    Originalmente inviato da erikle Visualizza messaggio
    Poi cambieranno le abitudini ci si porterà dietro un generatore piccolino magari di quelli ad inverter per caricare gli accumulatori così si può lavorare anche all'aperto
    Però così facendo si annullano i vantaggi ecologici del sistema a batteria.
    è anche vero tuttavia che la produzione della corrente in italia avviene non sempre con fonti rinnovabili ecc ecc ecc .....finiamo in un altro discorso...

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  • fede73
    ha risposto
    Originalmente inviato da NANNAI Visualizza messaggio
    salve, sono nuovo del forum e saluto tutti.
    accetto consigli sull'aquisto di una motosega per uso domestico, di marca e che parta al primo colpo: la legna da tagliare sono un 20 quintali l'anno (no elettroseghe) .
    sono indeciso tra sthill 170, oleomac 936 , alpina , Jonsered CS 2138 ,
    husqvarna. max 230 euri.
    grazie Gianluigi.
    Lascia da parte Alpina.
    Per quella cifra le altre si equivalgono grossomodo tutte.
    La Oleomac/Efco 136 la trovi già a190 euro.

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  • erikle
    ha risposto
    infatti mano a mano che gli accumulatori fanno progressi e sempre + si allarga il loro uso

    Ormai i tempi per una motoseghina da potatura a batteria se non sono maturi ci manca poco

    Poi cambieranno le abitudini ci si porterà dietro un generatore piccolino magari di quelli ad inverter per caricare gli accumulatori così si può lavorare anche all'aperto

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  • MaxB.
    ha risposto
    esatto, per il momento la stihl ha due batterie, una da 2,2 ah ed unaltra da 4,5 ah.
    il tosasiepi hsa 85 è corredato con 2 batterie da 2,2 e caricabatterie rapido, se si pensa che in un utilizzo normale si ha circa 45 minuti di autonomia, ed il tempo di ricarica è poco più, si riesce ad avere la possibilità di utilizzarlo quasi in continuo. anch'io comunque sono convinto che questa tecnologia è destinata ad avere grandi potenzialità nel futuro. il problema potrebbe essere però il litio.

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  • erikle
    ha risposto
    proprio oggi ho visto usare un tagliasiepi a batteria non quello della stihl ma quello della pellenc con la batteria in spalla

    Certo che se la batteria dura abbastanza è una vera schiccheria poco peso nessun baccano e niente filo

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  • erikle
    ha risposto
    mano a mano che le batterie diventano + potenti e affdabile e + si aggiungono applicazioni una volta inpensate

    Per dire una volta ci facevano solo gli avvitatori..adesso ci sono buoni tassellatori a batteria

    Certo una motosega è un utilizzo piuttosto impegnativo e per dire se vai in un cantiere e vedi i caricatori degli avvitatori per la motosega si complica visto l'uso tipicamente outdoor a meno che non si preveda un generatore per caricare le batterie e allora basta che una batteria duri il tempo necessario a caricarne una altra

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  • miscela
    ha risposto
    Originalmente inviato da MaxB. Visualizza messaggio
    A solo scopo informativo, per chi mastica il tedesco:

    http://www.stihl.de/die-neue-stihl-a...-160-c-bq.aspx
    bisogna vedere i prezzi, ma l'idea mi piace e dopo aver provato le motoseghe a batteria pellenc non posso che essere pro-utensili a batteria (ovviamente negli adeguati campi d'applicazione).

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  • MaxB.
    ha risposto
    A solo scopo informativo, per chi mastica il tedesco:

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  • NANNAI
    ha risposto
    salve, sono nuovo del forum e saluto tutti.
    accetto consigli sull'aquisto di una motosega per uso domestico, di marca e che parta al primo colpo: la legna da tagliare sono un 20 quintali l'anno (no elettroseghe) .
    sono indeciso tra sthill 170, oleomac 936 , alpina , Jonsered CS 2138 ,
    husqvarna. max 230 euri.
    grazie Gianluigi.

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  • Robbier
    ha risposto
    Secondo me quelle elettroseghe con la corona in plastica sono fatte appositamente per essere usa e getta (tant'è che è la soluzione piu usata nelle elettroseghe da brico), a livelli insudtriali montare un sistema che fa da frizione tipo le elettroseghe husqvarna non costa moltissimo credo, però è chiaro che in tutto ciò che viene venduto oggi viene messo qualche punto debole per garantire una certa costanza nelle vendite e nelle riparazioni. Sarebbe piu laborioso e delicato effettuare un sistema elettronico che taglia corrente al di sotto di una certa soglia di giri.

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  • MaxB.
    ha risposto
    Originalmente inviato da erikle Visualizza messaggio
    ci sono però applicazioni in cui magari si preferisce una macchina con motore elettrico a prescindere ma per uso professionale es nei cantieri in cui tagliano tipicamente abete che è tenero e misure molto contenute
    difatti esistono elettroseghe specifiche. La stihl, tanto per parlare di qualcosa che conosco a fondo, ha in gamma la mse 220 che è una macchina prettamente professionale, destinata al mondo della cantieristica e delle segherie.

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  • erikle
    ha risposto
    ci sono però applicazioni in cui magari si preferisce una macchina con motore elettrico a prescindere ma per uso professionale es nei cantieri in cui tagliano tipicamente abete che è tenero e misure molto contenute

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  • deggio
    ha risposto
    Bhe, che una elettrosega non sia per un uso professionale mi sembra quasi scontato.
    Se usata correttamente, ti posso dire che dura, ne ho sistemata una di 12 anni un mese fa.

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  • erikle
    ha risposto
    io comunque non nego che si sgranino ingranaggi nelle elettroseghe l'unica differenza è che qualcuno pensa che sia un fatto nobile a fin di bene io invece sono convinto che si rompono spesso per usura prematura derivante dal fatto che molte di queste macchine sono pensate non per uso professionale cioè spesso come ripiego rispetto alla motosega

    tipicamente c'è il motore che ha l'ingranaggio piccolo e metallico che aziona uno di materiale plastico solitamente inizia uno a segnarsi e si inizia a perdere la perfetta sincronizzazione per cui anche i vicini vanno in sofferenza
    spesso fra le cause ci sono anche giochi che si formano fra gli ingranaggi per sistemi di perni ridicoli o per giochi vari dovuti alla scarsa solidà della struttura

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  • chainsawcarver
    ha risposto
    Senza voler offendere nessuno mi viene in mente una barzelletta molto simpatica : Un ingegnere neo laureato e neo assunto si presenta presso l'ufficio di un'importante ditta dicendo "Buongiorno , sono l'Ingegnere Paolo Rossi" , il capo ufficio si alza , prende una scopa, gli si avvicina e gli risponde "Buongiorno , io sono il capoufficio , prenda questa scopa e vada a spazzare la sala riunioni." l'ingegnere piccato replica " Lei non ha capito io sono l'Ingegnere Paolo Rossi!" Il capo ufficio tranquillamente lo prende sottobraccio e accompagnandolo verso la sala riunioni con la scopa gli dice
    "Mi scusi Ingnegnere....... venga che le spiego come funziona......"

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  • fede73
    ha risposto
    A tal proposito mi viene in mente il famoso aneddoto del calabrone:
    negli anni 30 secondo alcuni calcoli fatti su massa, peso e apertura alare di un calabrone venne fuori che il calabrone medesimo non poteva "fisicamente" volare.

    Ma siccome il calabrone non legge testi di fisica, non sa nulla di questi calcoli, quindi vola lo stesso........

    Probabilmente anche gli ingranaggi non hanno frequentato l'università.....

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  • Actros 1857
    ha risposto
    Originalmente inviato da erikle Visualizza messaggio
    Ecco una cosa che un ingegnere ha appreso è che la realtà non segue andamenti ideali dei modelli studiati sui libri
    Nella tua carriera ne troverai molte di queste situazioni...un noto ingegnere soveva dire che "il ferro è generoso", per giustificare cose che in teoria non avrebbero dovuto resistere ma in realtà lo hanno fatto (e lo stanno facendo).
    Si possono calcolare tutte le forse che agiscono sui denti degli ingranaggi ma non è fattibile in pratica una transizione rigida ed ideale fra carico sopportabile da un ingranaggio con continuità e sicurezza e poi col 10% in + un cedimento immediato
    E chi ti dice che è solo il 10%?
    Guarda che lo stesso metodo è usato anche in altri eletroutensili, tipo il distuggidocumenti che ho in ufficio...se lo utilizzi troppo in continuo si blocca in protezione termica del motore e dopo riparte, invece, come successo, se ti dimentichi una graffetta bella grossa, si "spana" l'ingranaggio interno come sicurezza a protezione del motore.
    Se si prova a fare una cosa del genere la cessione avviene o prematuramente senza che ce ne siano le condizioni oppure con margini tali che la protezione del motore per questa via è inefficace
    Il prematuramente sarebbe dovuto esclusivamente o ad errori di calcolo o a difetti del materiale, mentre i margini se studiati ad hoc sono sicuramente sotti i limiti sopposrtati dal motore.
    Anche perchè di sistemi + efficaci per tenere sotto controllo un motore elettrico ce ne sono a bizzeffe anche prima dell'avvento dell'elettronica
    Il tutto sta nel rapporto costi\benefici
    Sugli altri casi citati è diverso perchè per dire una macchina agricola collegata a un trattore potrebbe richiedere un certa potenza durante il suo lavoro regolare es 30 hp ha poi un margine di sicurezza per eventuali sovraccarichi etc ad es mettiamo fino a 40...ma io potrei collegarci un trattore da 120 hp è chiaro quindi che ci sono intervalli per poter usare sistemi di questo tipo anche perchè quì a differenza di un motore elettrico non ci sono altrettante altrnative
    qualcosa mi dice che non hai colto il senso del bullone di sicurezza...
    E poi una elettrosega a parte quelle di buona marca in cui vale la pena e c'è il ricambio..ma tutte le altre con l'ingranaggio piallato finiscono la loro carriera
    Ecco perchè scegliere SEMPRE prodotti di cui si è certi di avere un'assistenza adeguata e non badare solo al risparmio...

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  • erikle
    ha risposto
    il nostro actros potrebbe fare l'indovino..la facoltà l'ha azzeccata..comunque che alle elettroseghe si sgranino gli ingranaggi ci credo...che sia un metodo di protezione del motore manco per idea

    Ecco una cosa che un ingegnere ha appreso è che la realtà non segue andamenti ideali dei modelli studiati sui libri

    Si possono calcolare tutte le forse che agiscono sui denti degli ingranaggi ma non è fattibile in pratica una transizione rigida ed ideale fra carico sopportabile da un ingranaggio con continuità e sicurezza e poi col 10% in + un cedimento immediato

    Se si prova a fare una cosa del genere la cessione avviene o prematuramente senza che ce ne siano le condizioni oppure con margini tali che la protezione del motore per questa via è inefficace

    Anche perchè di sistemi + efficaci per tenere sotto controllo un motore elettrico ce ne sono a bizzeffe anche prima dell'avvento dell'elettronica

    Sugli altri casi citati è diverso perchè per dire una macchina agricola collegata a un trattore potrebbe richiedere un certa potenza durante il suo lavoro regolare es 30 hp ha poi un margine di sicurezza per eventuali sovraccarichi etc ad es mettiamo fino a 40...ma io potrei collegarci un trattore da 120 hp è chiaro quindi che ci sono intervalli per poter usare sistemi di questo tipo anche perchè quì a differenza di un motore elettrico non ci sono altrettante altrnative

    E poi una elettrosega a parte quelle di buona marca in cui vale la pena e c'è il ricambio..ma tutte le altre con l'ingranaggio piallato finiscono la loro carriera

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  • MaxB.
    ha risposto
    l'ultima risposta di fede sintetizza perfettamente la funzionalità del sistema. detto questo mi chiamo fuori dallo specifico di questo disquisire: ognuno si tenga le sue opinioni, spiegazioni e chiarimenti vengono testardamente rigettati quindi è inutile.

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  • fede73
    ha risposto
    Originalmente inviato da erikle Visualizza messaggio

    torno a ripetere e senza tema di smentita..è impossibile dimensionare un ingranaggio stabilmente robusto per il 100% di carico del motore e resistente all'usura del tempo per poi sgranarsi immediatamente con un carico superiore
    eppure ci riescono.... in officina arrivano macchine sgranate nuove e macchine che si sgranano dopo 10 anni, in base all'uso che se ne fa.... non sarà un sistema perfetto, ma è semplice economico ed efficace.

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  • Actros 1857
    ha risposto
    Ecco che abbiamo trovato un ingegnere!!!!
    Sei così sicuro di quello che affermi? Potresti dimostrarlo con teorie e calcoli?
    Mi spieghi l'esistenza di bulloni di sicurezza ad esempio sui cardani o sulle imballatrici, mi spieghi l'esistenza dei dischi di rottura usati come sicurezza in alcuni settori?
    Io ritengo che sia fattibilissimo dimensionare un particolare che si rompa ad un determinato carico...
    Basta dimensionare i denti dell'ingranaggio ad un determinato carico e il gioco è fatto...
    In attesa delle dimostrazioni che ci porterai....

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  • erikle
    ha risposto
    appunto l'acqua scalda l'hanno già inventata ed è pure noto che se non la tieni sul fuoco si raffredda...se il motore che è l'organo con la massa maggiore tollera il repentino bloccaggio ad opera del freno..che cosa dovrebbe proteggere l'ingranaggio "sacrificale"??

    torno a ripetere e senza tema di smentita..è impossibile dimensionare un ingranaggio stabilmente robusto per il 100% di carico del motore e resistente all'usura del tempo per poi sgranarsi immediatamente con un carico superiore

    tipicamente si sgranano perchè sono fatti male si formano giochi scaldandosi etc o per lo sporco poi inizia a rovinarsene uno e poi a catena uno dopo l'altro

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  • MaxB.
    ha risposto
    Originalmente inviato da erikle Visualizza messaggio
    suvvia vuoi dirmi che se aziono il freno catena poi mi si sgrana l'ingranaggio?? o se mi si incastra la catena??

    sarebbe un progetto demenziale..dovrebbero darti 10 ingranaggi come dotazione di serie e non durerebbero a lungo!!
    Spiacente ma l'acqua calda è già stata inventata.

    Il freno catena sulle elettroseghe agisce sulla trasmissione primaria, che in questo è caso è l'ingranaggio metallico collegato direttamente al motore. Il pignone in materiale plastico "è a valle" di tale organo, quindi insensibile ai repentini rallentamenti dovuti al'inserimento del freno. (che normalmente per ridurre gli strappi di potenza, agisce anche sul interruzione di corrente.)
    sulle elettroseghe stihl ad esempio il freno quickstop super interviene automaticamente al rilascio del grilletto. Senza per questo traumatizzare il rocchetto catena principale, che possiede al suo interno una corona dentata in materiale plastico tarata appunto per "cedere" quando la catena viene sovracaricata eccessivamente, più volte.

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  • erikle
    ha risposto
    suvvia vuoi dirmi che se aziono il freno catena poi mi si sgrana l'ingranaggio?? o se mi si incastra la catena??

    sarebbe un progetto demenziale..dovrebbero darti 10 ingranaggi come dotazione di serie e non durerebbero a lungo!!

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  • MaxB.
    ha risposto
    Originalmente inviato da erikle Visualizza messaggio
    si ma è impossibile progettare un ingranaggio con buon margine di robustezza e di margine nell'uso normale e che poi ceda in anticipo per proteggere il motore

    Il motore elettrico è meglio protetto con altri sistemi
    invece è proprio come ha detto fede.
    non esistono altri sistemi oltrechè la protezione termica, che però non garantisce il motore da incidenti di controcoppia, per i quali l'ingranaggio che "cede" è ad oggi la miglior soluzione

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