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Vale ancora la pena investire in agricoltura?

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  • Originalmente inviato da nanno Visualizza messaggio
    grazie brentford..ho sentito dire qualcosa a proposito ma voglio informarmi meglio....nel senso di come posso riuscire a sfruttare al meglio la situazione....se qualcuno di voi avesse avuto un'esperienza del genere e volesse consigliarmi gliene sarei grato...
    Pur non essendo chiarissimo ciò che vuoi dire, una buona risposta la trovi nell'ultimo post scritto dall'utente 90c.

    Partendo dalla risposta di Brentford, la PAC non è legata al fatto che tu sia Coltivatore diretto o Imprenditore agricolo professionale. L'importante è che tu sia titolare di Partita IVA.
    Quindi tu potresti benissimo essere assunto quale lavoratore dipendente in altro settore (o anche in agricoltura), e mantenere l'attuale posizione agricola, cancellandoti però dagli elenchi INPS dei coltivatori diretti.
    Ricordati che per essere cancellato dagli elenchi, il lavoro dipendente dev'essere o a tempo pieno o con un part-time elevato, ciò perchè devi dimostrare che il tempo lavoro non è più prevalente come coltivatore diretto.
    Ovviamente devi valutare se l'estensione aziendale ti permettere di dedicare sufficiente tempo alle lavorazioni agricole, essendo già impegnato come dipendente.
    Perchè chiaramente maggiori lavorazioni deleghi a contoterzisti, minore sarà il guadagno netto finale.

    Come dice 90c, spesso chi ha un altro lavoro, si accontenta di guadagnare pochi euro in agricoltura, perchè comunque ha già altra fonte di reddito sicura.

    Fondamentale l'attaccamento alla terra dell'agricoltore. Eccetto rare eccezioni, quando viene a mancare conviene dedicarsi ad altro.

    saluti

    Gabriele
    Roger Federer

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    • grazie gabriele x la risposta...per quanto riguarda il discorso attaccamento non sai quanto mi scoccia il fatto che con me s'interrompano diverse generazioini di agricoltori...e il tutto non tanto perche' io non abbia passione quanto per il fatto di non poter,ha detta dei miei vecchi,riuscire con i tempi che corrono a camparci "decorosamente"....per questo sto cercando di muovermi su due fronti,uno e' quello di un lavoro che comunque mi garantisca un'entrata mensile,l'altro e' la speranza che fra 100 anni quando i miei non ci saranno piu' io sia in grado cmq di portare avanti l'azienda...magari come unica fonte di guadagno,,,,,,,,nel frattempo devo coniugare le due cose xke cmq x campare ci voglion i soldi non i discorsi....tutto qui...come piano e' un po' confusionario ma potrebbe funzionare...ecco xke sto raccogliendo informazioni ..

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      • Ciao ragazzi
        visto le numerose risposte avute in merito alla coltivazione di mais che mi stanno aiutando nella valutazione di investire in agricoltura
        Vorrei qualche informazione in più, sulla coltivazione di riso qui nella mia zona ho sentito alcuni agricoltori che vorrebbero passare tutti i terreni da mais a riso e vero che c'è un pò di margine con questo tipo di coltivazione
        Se riuscissimo a risalire ad un ipotesi di costo per ettero sarebbe di grande aiuto

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        • azienda agricola

          ciao a tutti mi chiamo carmine e voorei chiedere delle informazioni a chi ha un pò di esperienza nel settore io vorrei intraprendere una piccola attività agricola per allevare 30-35 maiali m,acellarli trsformarli e venderli.quale sarebbe la strada migliore da seguire secondo voi?grazie mille a tutti per la disponibilità.

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          • ciao.
            sicuramente 30 - 35 maiali sono un bel numero di capi per cominciare un attività agricola, ma niente rispetto ad un allevamento.
            direi che possiamo distinguere il modo di fare agricoltura in due rami principali:
            il primo è sicuramente quello intensivo, quello dei numeri, fatto di guadagni miseri, penosi, ma che moltiplicato per migliaia di capi ti lascia la speranza che domani andrà meglio.
            il secondo è quello della qualità, ovvero della produzione di nicchia, venduta necessariamente al privato e a prezzi da "banco".
            Sicuramente, da quello che ho capito, non puoi certo puntare al mercato nazionale con 35 maiali, ma venduti a privato 35 maiali sarebero sicuramente un grosso quadagno, soprattutto lavorati.
            ma qui vengono a galla alcune problematiche! strutture e burocrazia.
            per allevare 35 maiali hai bisogno di una stalla, stalla che puoi evitare con l'allevamento allo stato brado.
            ma per ucciderli hai la necessità di recarti al macello e quindi hai bisogno di un mezzo autorizzato dall'U.s.l.
            una volta morti hai bisogno di un mezzo per tornare a ritirare le mezzene, sempre mezzo idoneo con i regolamenti U.S.L.
            per lavorarli poi hai bisogno di un laboratorio, laboratorio a norma con tutti i crismi di oggi, quindi banco in teflon, guidovia, cellafrigo, zona fuochi, aspirazione, bagno e spogliatoio, celle di stagionatura.. ecc ecc
            per venderli poi hai bisogno di uno spaccio, magari ricavato all'interno del laboratorio, un banco frigo, una bilangia una cassa ecc ecc.
            per realizzare tutto questo, ci vuole un Permesso di Costruire e innumerevoli autorizzazioni U.S.L., ma con un pò di pazienza si fa tutto!
            il problema di solito sono sempre gli Euri!!!! (maledetti)
            per allestire un laboratorio ci vogliono (attrezzature) dai 20.000 euro in su.
            considera che una cappa di acciaio inox costa 4000 euro e una bilancia 2000.
            e per realizzarlo (struttura in muratura su un piano) si spendono circa 60.000,00
            oltre a circa 10.000,00 di spese tecniche.
            Ultimo cosa, ma non per importanza, vendere 35 maiali a privati è davvero dura.

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            • Info su avvio di un frutteto

              Salve a tutti,
              Sono uno studente appassionato di agricoltura, leggo questo forum da un pò di tempo e grazie alle persone molto preparate che scrivono qua vi ho trovato numerose informazioni utili per mettere in opera la mia idea, in particolare sulle varie leggi del psr (scrivo dalla sicilia).
              Avevo intenzione di avviare una piccola azienda agricola per la produzione di frutta subtropicale.
              Ho una buona esperienza di coltivazione ma ho meno esperienza nel redigere uno studio di fattibilità.
              Tralasciando le varie problematiche di adattamento dei fruttiferi subtropicali sapreste dirmi quali parametri devono essere presi in considerazione per fare lo studio di fattibilità?

              Cosa va tenuto in conto dalla parte delle spese?

              io avevo tenuto in considerazione le seguenti variabili:

              -ammortamento delle spese iniziali (terreno, impianto, macchinari necessari)
              -concimi
              -carburante macchine
              -manodopera

              Vi ringrazio anticipatamente per i suggerimenti che saprete darmi.
              ciao

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              • Originalmente inviato da spaz Visualizza messaggio
                Se mais o grano rendessero così tanto i cerealicoltori sarebbero tutti ricchissimi ma purtroppo non è così, i margini di guadagno sono abbastanza risicati.
                Conta che in una buona coltura di mais non irriguo potresti arrivare a 60q\ha, vendendoli ad un prezzo esagerato, visti i tempi, 20€\q otterresti 1200€ dai quali sottrarre tutte le spese ed aggiungere i contributi ma alla fine dei conti purtroppo non resterà molto..
                Bei tempi, 20 euro, comunque per entrare in un mercato "maturo" come quello agricolo servono prudenza e tante "idee nuove", non prese da riviste ambientaliste o di vita bucolica, per la prudenza ci possiamo attrezzare, per le idee è molto più dura.

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                • devi tenere conto che produci prodotti tropicali con costi italiani.

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                  • Originalmente inviato da rimazza Visualizza messaggio
                    devi tenere conto che produci prodotti tropicali con costi italiani.
                    Si, naturalmente ne tengo conto, il mango, l'avocado, i lychees, etc.. hanno bisogno di poche operazioni culturali rispetto ai nostri frutti comuni ed hanno un ottima produzione sulle coste siciliane (rispettivamente 25 t\h, 100 t\h, 40 t\h), per non parlare del fatto che questi prodotti si vendono dai 3€ ai 7€ al chilo, mentre frutti come le pesche o gli agrumi se arrivano a 0,30€ al chilo è tanto..
                    E' naturale che la manodopera nei luoghi d'origine costa pochissimo, ma è anche vero che questi prodotti in Italia arrivano a prezzi esorbitanti al chilo (i lychees li ho visti a 12€ al chilo..).
                    Che trattore mi consigliate per lavorare 4ha pianeggianti con un sesto di 5 x 5 ?

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                    • Produzioni redditizie

                      Salve a tutti,

                      Sono nuovo del forum e stavo cercando un parere da persone competenti come dicerto é pieno questo forum.

                      Ho un terreno di 40ha circa situato nell'immediato entroterra del nord Sardegna, di questi 20ha sono seminativi con vari tipi di pendenze (tutte coltivabili) e dove sono stati coltivati vari tipi di frumento ed erbe aromatiche per pascoli.
                      Il terreno é molto fertile e si trova poco distante da un torrente mai secco.
                      Sarebbe possibile la realizzazione di un pozzo e conseguente irrigazione.
                      Il terreno é stato adibito al pascolo bovino da circa 10 anni.

                      La mia domanda é quale potrebbe essere una coltivazione redditizia che possa sostenere un eventuale sviluppo del terreno per altre coltivazioni future?
                      Per essere piú chiaro, qualcosa che abbia un rendimento immediato piuttosto che un investimento a lungo termine.
                      In Sardegna i carciofi sono molto richiesti ma altre varietá ortofrutticole.
                      Suppong che vista la ridotta dimensione del terreno debba orientarmi verso quelle?

                      Vi ringrazio anticipatamente per il vostro aiuto.

                      Nichol

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                      • Ciao, Nichol ,
                        le tue domande sono in attesa di risposta da più di 45 giorni... un motivo ci sarà :

                        - che sia forse per come hai intitolato l'argomento ( produzioni redditizie ) , cosa che avrà fatto sicuramente sorridere più d'uno ;

                        - che sia per aver definito " ridotta dimensione " un terreno di 40 ha , di cui 20 ha a seminativo, situato non in Australia,di cui segnalo un esempio di dimensionamento argrario su Youtube cercando " West Glenvar Harvest- Big Lexion ", ma nell'entroterra sardo ;

                        - che sia per la ricerca di un " rendimento immediato " , nel qual caso propongo di affittare ad uso pascolo, se non addirittura di vendere in blocco la proprietà ;

                        Ora, tornando seri, per avere risposte precise e veloci bisogna circostanziare le situazioni ed evitare , per quanto possibile, domande troppo generiche.
                        Ad esempio non si sa se l'agricoltore lo fai come CD o come hobbista, se aiuti i tuoi che hanno una azienda, se già coltivi qualcosa o semplicemente vuoi iniziare, se da questa terra vuoi trarre reddito tassabile e soggetto a ritenute e versamenti o una semplice intergrazione economica per il lavoro che già fai, vendi direttamente o porti tutto all'ingrosso, etc. ...

                        Sapere dove si vuole arrivare fa prendere certe strade e certe altre no.
                        Ad esempio , una monocoltura di 20 ha di carciofi ti porrebbe tra i leader della tua zona, oppure no? Dalle mie parti con quella superficie produrrei per quasi tutta la provincia !!!
                        Con maggiori chiarimenti su ciò che PUOI fare e ciò che VORRESTI fare anche altri potranno risponderti ; in particolare mi riferisco a chi ha esperienza di coltivazione e commercializzazione in Sardegna , perchè io non ne ho.
                        CIAO

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                        • Ciao "le rivette"

                          Ti ringrazio tantissimo per la risposta e apprezzo il chiarimento.

                          In effetti non sono stato molto specifico se non un po troppo generico per non essere troppo prolisso nella richesta.
                          Io non faccio il coltivatore diretto, lavoro nell'informatica, dove sinceramente guadagno un buono stipendio.
                          Questo terreno che per il momento é propietá di mio padre é rimasto inutilizzato per lunghissimo tempo ormai (salvo essere affitato per pascolo ad una rendita irrisoria).
                          Io vorrei cercare di valorizzarlo in qualche modo, anche senza fretta (tolte ovviamente coltivazioni che rendono dopo 10 anni, come frutteti o oliveti). Come dicevo prima non ho alcuna esperienza agraria, mio padre invece ha un pó di esperienza ma ormai non se la sente di ricominciare tutto da capo, il che pone il terreno sotto il mio controllo.
                          Ho citato la coltivazione dei carciofi perché ovviamente in Sardegna é una delle coltivazioni piú usate. Ho ricevuto pareri contrastanti su questo tipo di ortaggio dovuti alla difficoltá di coltivazione ed ai grossi investimenti iniziali. É ovvio che con 20ha non posso mettermi a coltivare frumento in maniera redditizia, quindi vorrei qualche delucidazione a livello di quale coltivazione piú si adatta a questa situazione.
                          L'idea sarebbe pian piano di avviare un attivitá agricola che possa sostenere altre attivitá (come l'agriturismo) quindi non sto parlando di un redditto sostanziale ma qualcosa dove si possa sopravvivere.

                          Vi ringrazio per l'aiuto.

                          Nichol

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                          • Benchè io non sia il più adatto a rispondere relativamente alla realtà dell' entroterra Nord della Sardegna, alcune considerazioni di massima su quanto hai scritto sono comunque possibili :

                            - lavorando nell'informatca con un buon stipendio, il mio consiglio è , almeno inizialmente, di tenerti stretto il lavoro ed inquadrare l'agricoltura sotto un profilo più hobbistico e amatoriale ; senza avere la fretta di " fare qualcosa " per forza.

                            - prima di fare QUALUNQUE tipo di acquisto utilizza la rete per informarti il più possibile riguardo le coltivazioni in generale e su quelle da te prescelte in particolare.

                            - a mio avviso i testi universitari di agraria - che dovresti trovare con una certa facilità anche fotocopiati e anche presso amici - ed i libri - questi sconosciuti - che trattano di specifiche pratiche agricole, sono molto utili e rimangono sempre a portata di mano.

                            - Tuo padre è una valida fonte di esperienze agricole in generale, ed ancora di più considerando la sua conoscenza diretta del terreno in questione palmo a palmo.

                            - anche andare di persona dentro delle aziende agricole , vedendo di persona come sono fatte e come lavorano, non guasta.

                            - riguardo che COSA coltivare, la Sardegna col suo clima mite - almeno rispetto a Treviso o Cracovia - ti permette di spaziare quasi ovunque nel panorama vegetale.
                            Ti dico cosa ho fatto io , ma non vuole essere una linea guida, anzi, è proprio il suo contrario : dopo " indagini di mercato " , dopo " aver ascoltato ciò che la tua potenziale clientela ricerca " , dopo aver passato anni a convertire parte delle coltivazioni in ciò che sembrava più redditizio ; ho iniziato a :

                            " PIANTARE QUELLO CHE MI PIACE MANGIARE A ME "

                            scusate il voluto rafforzamento sgrammaticato

                            - quindi potresti mettere, ad esempio, pochi esemplari del tuo frutto preferito, o una aiola piccola per i tuoi ortaggi preferiti, e crearti una esperienza da, eventualmente, tradurre in più grande scala produttiva.

                            - infine un breve cenno sull'agriturismo, poichè esso è già trattato altrove : alla fine dei conti , per un agriturismo , troverai un ostacolo inaggirabile :
                            l' I N P S
                            o tu , o qualcuno , deve risultare lavoratori dell'azienda agricola pagando i contributi, e mi fermo qui perchè l'argomento è vasto e da trattare altrove.

                            - quello che ti voglio dire, in parole povere, è di non pensare OGGI di come utilizzare TUTTO il terreno a tua disposizione , e che comunque 10 anni non sono poi , in agricoltura, così tanti.
                            CIAO

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                            • per aprire una piccola azienda agricola

                              mi piacerebbe aprire una piccola azienda agricola a conduzzione famigliare,secondo voi su quale settore converrebbe investire dei euri?

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                              • Adesso penso proprio che convenga non investire gli euri in agricoltura ma se davvero ci tieni solo il biologico puo avere un futuro un po meno cupo...
                                [URL="http://www.husqvarna.com/it/"]346xp[/URL]

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                                • Originalmente inviato da malax 76 Visualizza messaggio
                                  Adesso penso proprio che convenga non investire gli euri in agricoltura ma se davvero ci tieni solo il biologico puo avere un futuro un po meno cupo...
                                  Non è il prodotto in se ad essere remunerativo,ma la capacità dell'imprenditore di renderlo remunerativo.
                                  Questo a prescindere da biologico o meno,anche se il biologico offre in questo senso una sua specificità.
                                  Puoi avere anche il miglior prodotto del mondo,ma sxe non lo sai vendere.......
                                  Ognuno è ciò che è,non ciò che finge di essere....

                                  Commenta


                                  • Da principio

                                    Buonasera a tutti,
                                    scrivo dopo aver bazzicato un po' nel forum.
                                    Sono un trentenne e ho l'opportunità (un mio amico mi darebbe in gestione l'area) di investire in un appezzamento di terreno, pochi ettari, fra Langhe e Monferrato. L'idea sarebbe di cominciare una coltivazione vegetale accessibile a chi non ha nessuna esperienza agricola, ristrutturare il rustico e magari poi trasferirsi e aprire un agriturismo (io e la mia famiglia vorremmo andarcene dalla città, Milano, e provare nuove strade lavorative e di vita). Che consigli mi date? Sto sognando ad occhi aperti o la cosa può reggersi? Forse ho pochi dati, me ne rendo conto ma...cosa consigliereste di coltivare? nocciole? Oppure me ne sto nel bilocale e gli suggerisco di vendere a una multinazionale??
                                    Grazie mille per ogni intervento.

                                    Commenta


                                    • cosa ne pensate?

                                      Salve a tutti sono nuovo ed è la prima volta che scrivo. Dopo tanto tempo mi sono staccato dal mio vecchio lavoro ed ho comprato un casolare e circa 1ht e mezzo di terreno.alle porte di siena. Vorrei coltivare tutto ad orto biologico,non sono completamente sprovveduto da circa sei anni già mi coltivo un piccolo appezzamento,ci sono anche 170 piante di olivi. Che ne pensate? avrei laa possibilità di prendere in affitto anche un'altro ettaro confinante alla mia terra.Nel frattempo sono già stato alla coldiretti ed ho presentato la domanda per il nuovo bando. Aspetto fiducioso vostre risposte e idee anche perché ho ancora molti dubbi. grazie mille
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                                      • benarrivato yem, tanti auguri, io da 4 anni ho fatto il tuo passo. il mio terreno è prevalentemente frutticolo, tanti errori, pochi aiuti, tanta passione, che a volte viene minata..... spero per il bando tu sia + fortunato di me...
                                        ciao
                                        daniele

                                        Commenta


                                        • grazie per la risposta . quali errori? stai coltivando bio? io vorrei fare anche vendita diretta, sono molto vicino al centro storico e mi stò rendendo conto che tante persone stanno cercando dei prodotti bio.pensavo comunque agli ortaggi. che difficoltà hai incontrato con il frutteto?

                                          Commenta


                                          • qualche errore di ingenuità, (e ci sta) ho sperato troppo nelle promesse/parole di associazioni, consorzi, associazioni, dipendenti pubblici. ho lottato 4 anni per organizzare la vendita diretta consociata in città, vista la mia posizione non certo felice, per vedermi sorpassare in dirittura d'arrivo. per il bio l'ho messo in attesa per una più tranquilla gestione integrata poi vedremo, sicuramente c'è richiesta, ma poca offerta soprattutto corretta. per il frutteto la prima cosa, visto che la sto soffrendo in questi giorni, l'impianto di 1.200 piante negli ultimi 2 anni in condizioni meteo non certo favorevoli.
                                            ciao
                                            daniele

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                                            • il dubbio più grosso che ho al momento ,è la resa. L' idea l'ho ben chiara,bio-ortaggi come diciamo dalle nostre parti a " girare", ma se non trovo i canali giusti per la vendita diventa difficile. Anche perchè il passo l'ho fatto ma non vorrei farlo più lungo della gamba, sento dire di tante difficoltà che attraversa l'agricoltura, come il resto delle attività ma la passione e la voglia sono più grandi e sono ottimista per natura.....

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                                              • io conferisco la gran parte in cooperativa, ma ormai sono una realtà i mercati contadini, sicuramente ci sono anche nella tua zona, bisogna presentare domanda in comune procurarsi un gazebo e mettersi in gioco, col tuo prodotto mi sembra la strada migliore
                                                ciao
                                                daniele

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                                                • Originalmente inviato da yem Visualizza messaggio
                                                  ... Dopo tanto tempo mi sono staccato dal mio vecchio lavoro ed ho comprato un casolare e circa 1ht e mezzo di terreno alle porte di siena. Vorrei coltivare tutto ad orto biologico,non sono completamente sprovveduto da circa sei anni già mi coltivo un piccolo appezzamento,ci sono anche 170 piante di olivi. Che ne pensate? avrei la possibilità di prendere in affitto anche un'altro ettaro confinante alla mia terra....
                                                  Ciao Yem , benarrivato tra i kamikaze del XXI° secolo ... ( tra cui ilgipeto che saluto )
                                                  Anch'io coltivo in bio frutteti vari su un totale di 4 ha
                                                  Quando ho letto il tuo post , con le dovute differenze , mi è venuta in mente questa discussione : " Produzioni redditizie " http://www.forum-macchine.it/showthread.php?t=38228

                                                  Ora sarò accusato di voler smontare l'entusiasmo di un volenteroso amante della natura , però mi sembra doveroso dare la precedenza alle difficoltà

                                                  Dici che hai mollato il vecchio lavoro e vorresti coltivare tutto ad orto bio , quindi hai lasciato una fonte certa di guadagno prima di conoscere il reddito derivante dal coltivare? spero di no...

                                                  Il canale di vendita preferenziale è certamente la vendita diretta , e su questo punto puoi trovare diverse informazioni su " frutti di bosco " http://www.forum-macchine.it/showthr...025#post505025

                                                  Un consiglio spassionato che ti dò è di coltivare tutto il possibile sotto serre , nei limiti del piano regolatore del tuo Comune , e di avere a tua disposizione più superficie coltivabile che puoi ( l'ettaro in affitto al confine , se il prezzo è basso ) , perchè 1,5 Ha non è tantissimo , soprattutto se vuoi , come è auspicabile , differenziare le produzioni ed ampliare il calendario di raccolta

                                                  Sui soldi dei P.S.R. stai attento a non farci troppo affidamento : quelli a fondo perduto certamente male non fanno , ma per la ricostruzione di muretti a secco mi è slittato un pagamento e non si sà come andrà , anche se la C.i.a. garantisce che verranno effettuati , e sono 9.000 euro...
                                                  Anche per mettere le reti antigrandine sui peschi e ciliegi , misura coperta all' 80% - nel mio caso era un'investimento da 10.000 euro - , è saltato tutto , perchè nessuna ditta faceva il preventivo su impianti piccoli ( 6000 m2 ) e già esistenti

                                                  Buona fortuna e non mollare
                                                  CIAO

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                                                  • Caro le rivette, come riesci a far crollare i sogni tu....
                                                    comunque tutto giusto, anche se, trovando i giusti sistemi di vendita e cercando di coprire i "buchi" stagionali con lavoretti o produzioni alternative si può galleggiare.
                                                    ho letto un tuo post dove ad esempio descrivevi come intendi gestire un terreno con più produzioni, se ricordo bene; lamponi, asimine, castagni può essere una strada da valutare..
                                                    ciao
                                                    daniele

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                                                    • Originalmente inviato da ilgipeto Visualizza messaggio
                                                      .... e cercando di coprire i "buchi" stagionali con lavoretti o produzioni alternative si può galleggiare.

                                                      ....ho letto un tuo post dove ad esempio descrivevi come intendi gestire un terreno con più produzioni, se ricordo bene; lamponi, asimine, castagni ....
                                                      Ho sentito in TV che uno dei mestieri che stanno diventando più ricercati e ben pagati , è il potatore
                                                      Quelle ormai poche volte che ho il tempo di curare le piante altrui , prendo 15 euro/h
                                                      Al limite , per essere più convinti delle proprie capacità e fornire un lavoro professionale ( e quindi meglio pagato ) , si può fare uno degli innumerevoli corsi di potatura proposti ( ad es. su Vita in Campagna ed altre riviste del settore ) , e lì conoscere anche qualche bella contadinella

                                                      Mirtilli siberiani , asimine , castagni , in " Permacoltura " http://www.forum-macchine.it/showthr...199#post505199 , per terreni marginali , ombreggiati , e bisognosi di poca manutenzione durante l'anno
                                                      CIAO

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                                                      • urca!! Simone, io ho seguito corsi di potatura, ma 15€ non oso chiederli. non ho il tempo per coltivare questo tipo di lavoro, ma le rarissime occasioni in cui esco chiedo 10€, sono il buon samaritano??
                                                        qualche bella ragazza ai corsi c'è, ma scriviamolo piano, piano altrimenti la mia padrona legna!!
                                                        ciao
                                                        daniele

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                                                        • questa mi sembra il posto adatto per postare quanto segue, anche se da parte mia ci credevo di più agli inizi del 2008
                                                          --------------------------------------------------------------------------
                                                          Verso un'agricoltura eco-sostenibile
                                                          Agricoltura: La ricerca, la spinta fondamentale per l'aumento dei raccolti

                                                          A rischio l'approvvigionamento alimentare, si portebbe tornare ai tempi del dopoguerra
                                                          © ansa.it per NEWSFOOD.com - 06/04/2010


                                                          »

                                                          Il rapporto tra offerta e domanda nelle materie prime alimentari potrebbe scendere anche "al di sotto dei livelli visti durante gran parte del periodo post bellico". Lo sottolinea il Fondo Monetario internazionale che, nel world Economic Outlook (Weo) che sarà pubblicato il 21 aprile, mette in evidenza l'esigenza di puntare su una aumento dei raccolti, aumentando gli investimenti in ricerca, piuttosto che seguire la strada ormai meno praticabile di una estensione delle aree coltivabili.

                                                          Alimentari - Nonostante un recupero più lento dal fondo della crisi, ed un calo da inizio 2009 (tranne il caso di zucchero e cacao), anche per le materie prime alimentari i prezzi sembrano destinati nei prossimi anni a restare sotto una continua spinta verso l'alto, come tutto il mercato delle commodity. La domanda è sempre più spinta da un aumento dei consumi di cibo nelle economie emergenti ma anche da nuovi mercati, come le coltivazioni destinate ai biocombustibili. Mentre, nota il Fondo, sui raccolti pesano i cambiamenti climatici, la qualità del terreno, i costi per la produzione (come per i fertilizzanti), la spesa in ricerca e sviluppo.
                                                          av salùt tòt

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                                                          • A mio parere, Tocia, non solo ne varrà la pena, ma sarà anche un settore vitale per l' economia mondiale.
                                                            Ed i primi a patire il peso dei rincari dovuti alle mancanze saranno proprio quei Paesi dove, in maniera assolutamente sconsiderata, l' agricoltura è stata relegata al ruolo di scomoda Cenerentola, quando non apertamente osteggiata, proprio come nella UE, dove a parole si sostiene l' agricoltura, ma nei fatti le si mettono i bastoni tra le ruote.
                                                            Ricordate quell' intervista di (se non erro) un annetto fa di una alta responsabile della UE per il settore agricolo, dove si diceva che "gli agricoltori dovevano trovare un secondo lavoro" per integrare ciò che l' attività primaria non poteva più dare?
                                                            Ecco, secondo me è follia pura.
                                                            Come è follia pura il pensare che il "libero mercato" sia una valida alternativa ad acquistare all' estero ciò che qui non si vuole più (per mille motivi) venga prodotto: un Paese che demanda ad un Paese terzo la produzione delle derrate alimentari necessarie e vitali è.....un Paese voltato verso la fame certa.......
                                                            Un conto è importare primizie esotiche (e di genere, in fondo, voluttuario) che qui da noi non crescono, un conto è credere che l' importazione di generi di prima necessità come grano, granturco, patate e verdure di necessità possa avvenire dall' estero senza conseguenze devastanti sulle finanze dello Stato, ed in definitiva della gente.
                                                            Quindi, per come la vedo io non solo è e sarà conveniente che la società investa nell' agricoltura, ma dovrànno anche smetterla di continuare a bastonare con tutti i mezzi chi sceglie (per nascita, passione o necessità) di guadagnare il pane per sè e per la propria famiglia coltivando la terra.
                                                            Non è solo una questione filosofica o di salvaguardia dei sapori di una volta, è proprio una questione vitale, per un Paese come il nostro.
                                                            E faranno bene ad accorgersene alla svelta, e magari, quando fanno vedere in TV la pubblicità, al posto di mostrare la fighetta dalle gambe chilometriche ed il palestrato superabbronzato a bordo della fuoriserie (immagine tipo della pubblicità del whisky), che inizino a mostrare un agricoltore a bordo del suo trattore mentre svolge il suo lavoro (faticoso): la gente, magari, sognerà qualche biondona e qualche fuoriserie in meno, ma (forse) comincerà a capire che ciò che trova sulla tavola non viene da Marte, e che se vuole mangiare, qualcuno deve salire su quel trattore e mettersi a lavorare.
                                                            E che quel qualcuno non è un parassita che vive di sovvenzioni della UE (come l' immaginario collettivo oramai crede), ma bensì un professionista il cui orario di lavoro non conosce "dalle 8 alle 5", nè sabati e domeniche nè tutte le menate ed i benefit cui l' industria ha abituato la gente, e che lavora duro e sodo per produrre una cosa la quale, alla fine, oltre che tornaconto personale ha anche, e soprattutto, una valenza sociale che va riconosciuta.
                                                            O no?

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                                                            • Tanto di cappello al tuo discorso BLIZZARD ..
                                                              Concordo in pieno... in teoria!

                                                              In pratica... bisogna anche tener conto che l'economia mondiale è in mano a dei veri e propri banditi senza scrupoli che se ne fregano se l'agricoltore italiano lavora 20ore al giorno per un guadagno da fame...
                                                              L'unica cosa che conta per questi mercanti è acquistare al prezzo minimo e ottenerci il massimo guadagno PUNTO!

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