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Actinidia (kiwi): agronomia e tecniche colturali

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  • piccolofiore
    ha risposto
    Originalmente inviato da pollinekiwi Visualizza messaggio
    Eh! si, si salvi chi può. Le piante di kiwi si vendono ancora, ci sono ancora zone franche e zone abbastanza pulite. Si punta al colpaccio, a sfruttare la fase di transizione. C'è chi è speranzoso in una prossima cura e c'è chi non si rende conto di quello che sta per succedere


    Già quest'anno si sentirà il peso della malattia. Il piemonte non so se riuscirà a rimettersi in piedi. Ha avuto tre anni difficile con il freddo e la malattia ha fatto da compagna amorosa. I commercianti piemontesi cercano già di accaparrarsi la merce di chi gli ha venduto la roba l'anno scorso. ne vedremo delle belle.
    Io ho conferito ma non so cosa aspettarmi, spero di realizzare più di 55 altrimenti sarebbe un fallimento.

    Se ci pensate la malattia è perversa. Colpisce più le piante giovani di quelle vecchie. Ciò rende impossibile il reimpianto e quindi la rincorsa della malattia....che ti brucia in partenza

    Non rinnovate le piante tenendo polloni nuovi dal basso perchè è come se aveste una pianta giovane, si ammala. Molti, avendo constatato che la malattia colpisce facilmente i maschi che poi propagano la malattia, tagliano i maschi.................ma rimangono senza polline..........come faranno?

    Personalmente, visto che quest'anno anche noi abbiamo un pò di malattia e quindi del materiale su cui lavorare, consci che saremo travolti da qui a poco, abbiamo cominciato la sperimentazione per risolvere il problema.(non ci aspettiamo nulla dagli altri) Qualcuno riderà del nostro tentativo a fronte del mondo intero che ci sta provando........senza risultati. Ridevano anche quando studiavamo l'impollinazione......e il problema lo abbiamo risolto elegantemente. Qua la cosa è più difficile, ma non si sa mai

    Ciao e buona fortuna!
    Salve polline,
    scusami cosa intendi per cominciato la sperimentazione? Intendi un nuovo protocollo? Intendi l'uso del rame regolarmente? Oppure il trattamento con nuovi preparati tipo sali di alluminio, o Aci/benzolar? Grazie

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  • pollinekiwi
    ha risposto
    Eh! si, si salvi chi può. Le piante di kiwi si vendono ancora, ci sono ancora zone franche e zone abbastanza pulite. Si punta al colpaccio, a sfruttare la fase di transizione. C'è chi è speranzoso in una prossima cura e c'è chi non si rende conto di quello che sta per succedere


    Già quest'anno si sentirà il peso della malattia. Il piemonte non so se riuscirà a rimettersi in piedi. Ha avuto tre anni difficile con il freddo e la malattia ha fatto da compagna amorosa. I commercianti piemontesi cercano già di accaparrarsi la merce di chi gli ha venduto la roba l'anno scorso. ne vedremo delle belle.
    Io ho conferito ma non so cosa aspettarmi, spero di realizzare più di 55 altrimenti sarebbe un fallimento.

    Se ci pensate la malattia è perversa. Colpisce più le piante giovani di quelle vecchie. Ciò rende impossibile il reimpianto e quindi la rincorsa della malattia....che ti brucia in partenza

    Non rinnovate le piante tenendo polloni nuovi dal basso perchè è come se aveste una pianta giovane, si ammala. Molti, avendo constatato che la malattia colpisce facilmente i maschi che poi propagano la malattia, tagliano i maschi.................ma rimangono senza polline..........come faranno?

    Personalmente, visto che quest'anno anche noi abbiamo un pò di malattia e quindi del materiale su cui lavorare, consci che saremo travolti da qui a poco, abbiamo cominciato la sperimentazione per risolvere il problema.(non ci aspettiamo nulla dagli altri) Qualcuno riderà del nostro tentativo a fronte del mondo intero che ci sta provando........senza risultati. Ridevano anche quando studiavamo l'impollinazione......e il problema lo abbiamo risolto elegantemente. Qua la cosa è più difficile, ma non si sa mai

    Ciao e buona fortuna!

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  • Faro
    ha risposto
    io ho sentito le tue stesse cose.. in + pochi fiori x germoglio

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  • blaesus
    ha risposto
    Ciao a tutti, anche da me quest'anno la malattia è peggiorata e dovrò cavare almeno 4 o 5 maschi che non ce la faranno nemmeno a fiorire a causa della malattia.... la cosa che mi preoccupa un po' di più è il basso numero di fiori mediamente 2 o 3 per ogni germoglio e anche sai miei vicini la situazione floreale è simile... anche da voi è così?
    Ho sentito voci che parlano di situazione allarmante in Piemonte (tanto che mi hanno detto che questo potrebbe essere uno degli ultimi anni per questa coltura in quella regione)... sono dicerie o c'è un fondo di verità?
    Invece sul fronte del kiwi giallo com'è la situazione? Questo dovrebbe essere l'ultimo anno di vita del Hort16A ma le altre varietà come se la stanno passando?

    Grazie

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  • Faro
    ha risposto
    insomma è il caso di dirlo...Si salvi chi può! sinceramente nn so polline chi ha voglia di fare impianti nuovi di kiwi ora! Io penso che da qui a 5-7anni ci sarà un forte ridimensionamento della coltura..dove verranno estirpati quelli impianti marginali di aziende poco specializzate mentre potranno rimanere quelli di aziende + attente e specializzate nella sua coltivazione. Anche perchè negli ultimi anni nn è che stia brillando di prezzo! A proposito...x quelli come me che conferiscono...come va il kiwi? aspettative di prezzo..? ormai ci siamo..mancan meno di un paio di mesi...io la butto li...55cent tutti i kili..

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  • lunanera
    ha risposto
    Vi leggo con attenzione,a parte le reti antigrandine il percorso è simile al nostro. Noi qui ci sentivamo tranquilli e sicuri essendo questa una valle chiusa credevamo lontano dal problema.Accidenti ai nuovi impianti dei vicini...! Io temo che una volta entrato il batterio nel frutteto sia compromessa la situazione,ma mai arrendersi,non ai primi stadi,alle prime piante colpite. Qui sotto vi posto cose che forse avrete già trovato da voi o forse no,gli ultimi 2 link sono articoli recenti,gli altri linee guida e particolati tecnici sul batterio. Li ho letti e riletti negli anni... Per chi dice che ci sono pochi fiori direi di non allarmarsi perchè,almeno qui,ad anni alterni si ha più frutto rispetto l'anno prima,quindi calma... E la parte peggiore riguarda l'imbrunimento dei fiori,quelli non daranno frutti,cadranno,e se non cadranno faranno frutti che poi saranno destinati a seccare verso agosto qui da noi. Che altro dire? Ah, FOLLISSARA la PSA venne riscontrata sui gialli prima che sugli altri,spero siano di altra varietà gialla. http://www.timacagro.it/sites/defaul...nutrizione.pdf


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    ANIMO E SPERANZA!

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  • follissara
    ha risposto
    sicuramente portata dai vivaisti e sta massacrando tutti gli impianti speriamo trovino prodotti che almeno comincino a cotrastarla

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  • pollinekiwi
    ha risposto
    Se voi piangete noi non ridiamo

    Ormai la malattia dilaga.....dove è arrivata.
    Portata dai vivaisti, senza dubbio. Negli impianti giovani ed ovunque si sia inserito piante nuove nei vecchi impianti la malattia, in un batter d'occhio è comparsa. Dopo che è arrivata è stato effettuato il blocco degli impianti.....robe da matti.

    Ci sono zone più e meno colpite e dai nuclei infetti si vede la macchia allargarsi inesorabile.

    Qua, nelle zone infette, ci sono interi impianti molto giovani rinsecchiti ed impianti di 3-4 anni messi male. personalmente me la cavicchio, dei 5 appezzamenti uno è colpito. Troppo vicino ad impianti malati infettatisi con piante giovani provvenienti da zone infette. Per gli altri appezzamenti , se la malattia non si ferma da sola, non penso di avere molte speranze.

    In più ci sono anche meno fiori

    Ciao

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  • follissara
    ha risposto
    ciao lunanera siamo messi male ma nessuno lo dice io fatto un reimpanto dove ho estirpato 3 anni fa x psa provo una varieta gialla

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  • follissara
    ha risposto
    Originalmente inviato da lucamoto Visualizza messaggio
    Ciao FOLLISSARA
    Ti volevo chiedere alcune informazioni,
    Li nelle tue zone Alto Vercellese le aziende colpite sono di impianti giovani o vecchi,
    gli impianti sono dotati di impianti antigrandine, era abitudine trattare con il rame a fine raccolta durante la potatura e a fine potatura gli impianti vecchi che si trovano lontani da quelli giovani hanno problemi di PSA
    Ti ringrazio per l'attenzione,
    Qui a Verona è allerta , ci sono molte aziende colpite, però abbiamo notato una cosa le aziende con reti antigrandine e piante con 8 e + anni che era prassi trattare in inverno con 3 trattamenti di rame e che si trovano un pò lontane da aziende con impianti giovani al momento sono sane o almeno cosi sembra
    A presto....
    sono stato il primo a vedere il problema o a renderlo pubblico visto su un nuovo impianto al 3 anno
    e su piante con 10 anni circa ho trattato con rame disinfettando le forbici ogni pianta durante la potatura risultato zero
    antigrandine da noi praticamente non se ne vede e oramai si vede un po ovunque cerco di lascir passare piu tempo possibile prima di spostarmi da un appezzamento all'tro sembra che aiuti sugli impianti vecchi sembra siano colpiti molto meno ma andando il meno possibile e difficile giudicare correttamente
    anche perche come ho scritto tra gelo passato e 3 grandinate

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  • lunanera
    ha risposto
    http://www.freshplaza.it/news_detail.asp?id=53256 [PDF]
    Batteriosi dell'actinidia - Federazione Coldiretti Cuneo http://www.italiafruit.net/Dettaglio...x?IdNews=16667 http://www.kiwifruitpsa.com/dettagli...d=18&sezione=1 http://agronotizie.imagelinenetwork....tteriosi/12977 Luca,alcune si lasciano andare per altri motivi,potrebbe essere il marciume del piede fra le diverse possibilità.Normalmente si vede se è per causa della batteriosi per via dell'essudato ossidato... Se hai dubbi ELIMINA! Ti ho postato una serie di link utili ma aimè non trovo più quelli che mi furono molto utili per capire le dinamiche dell'evolversi della batteriosi,a dire il vero me le inviò via mail direttamente il dio della PSA. Se non ho eliminato mail te la faccio avere se capisco come spedire posta privata,so solo risp ai messaggi

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  • lucamoto
    ha risposto
    chiedo una cosa ... è possibile trovare una pianta con i germogli in fase di appassimento e nessun essudato rossastro ? o deve esserci prima l'essudato e poi il conseguente disseccamento?

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  • lunanera
    ha risposto
    Ciao,LUCAMOTO: Che si preparino,non è uno spettacolo bello. Ma la pioggia dei giorni scorsi ha “lavato” le piante. Lo dico senza remore,il Piemonte ha dato il peggio nella prevenzione,ha sbagliato le tecniche di assalto alla malattia. Tu pensa che ad aprile i nostri tecnici ci hanno fatto tagliare i tralci quando già le piante piangevano linfa a gogò,quindi è stata una zappata sui piedi. Leggi quanto più puoi del dott.Balestra,è l’unico assolutamente preparato. A fine anni 90 disse che sarebbe avvenuto tutto questo, nessuno gli dette retta ed oggi eccoci qui. Ho cercato e letto tutto ed ho trovato i suoi articoli e libri risalenti a quell’epoca…
    POCHIMABUONI: Io personalmente non li ho MAI usati ma quasi tutti usavano ed usano fitoregolatori ,NATURE,i tecnici hanno sconsigliato di utilizzarli così come la maggior parte dei concimi,dissero di tener le piante a “stecchetto” perché pare che sulle piante meno vigorose tardi a contagiarle,ma a questo punto…
    FOLLISSARA : Più che pazzo direi…pazzerello! Non credevo che anche li foste così massacrati,mi spiace. No,io personalmente mi fermo,stanno lavorando su nuove piante che saranno immuni alla PSA(vedi Dott.G.M.Balestra) aspetto e poi partirò con quelle…non mollo l’actinidia,non a fronte di mele ,pere o pesche…qui stanno smantellando quelli che già avevano pesche,tabula rasa,ora giù a metter meli e peri…puoi capire i prezzi che ci saranno…Io sono la vera pazza,stai sereno. Ti capisco in tutto e per tutto…

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  • lucamoto
    ha risposto
    Ciao FOLLISSARA
    Ti volevo chiedere alcune informazioni,
    Li nelle tue zone Alto Vercellese le aziende colpite sono di impianti giovani o vecchi,
    gli impianti sono dotati di impianti antigrandine, era abitudine trattare con il rame a fine raccolta durante la potatura e a fine potatura gli impianti vecchi che si trovano lontani da quelli giovani hanno problemi di PSA
    Ti ringrazio per l'attenzione,
    Qui a Verona è allerta , ci sono molte aziende colpite, però abbiamo notato una cosa le aziende con reti antigrandine e piante con 8 e + anni che era prassi trattare in inverno con 3 trattamenti di rame e che si trovano un pò lontane da aziende con impianti giovani al momento sono sane o almeno cosi sembra
    A presto....

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  • follissara
    ha risposto
    e da un po che non scrivo sono disgustato dal la psa ho estirpato 700 piccole e 300 capitozzate in un modo estremo per conto mio non e cambiato un c niente si e allargata in un modo impressionante anche in impianti di amici dove non si vedeva tra tra gelo 2anni fa grandine questanno e la caduta foglie che e durata un mese il rame lo puoi bere sembra che un conoscente si trovi bene con batteri antagonisti non so cosa si possa fare per salvare il salvabile io sono un pazzo perche comunque ho messo giu un po di giallo bisogna continuare a mangiare malgrado tutto e far studiare i figli

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  • Nature
    ha risposto
    L'uso dei fitoregolatori è ininfluente sul corso della batteriosi.

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  • Pochimabuoni
    ha risposto
    @lunanera (ed a chi fosse informato)
    Negli impianti colpiti ci sono stati trattamenti con Sitofex e/o similari per migliorare la pezzatura?

    Ossia che rapporto c'è tra la Virosi/batteriosui ed i trattamenti ormonali?

    Grazie anticipate a chi vorrà rispondere

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  • lucamoto
    ha risposto
    Grazie Luna per tutte queste informazioni
    Oggi mi ha chiamato un amico produttore di verona sta organizzando una visita con dei tecnici per i primi di maggio li nelle tue zone per capire la situazione e un scambio di opinioni

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  • lunanera
    ha risposto
    Ciao Luca,hai capito bene. Noi non facevamo trattamenti durante la raccolta,nella caduta delle foglie e nella potatura trattavamo col rame solo i tagli più importanti. Quattro anni fa ma credo anche 5,alcuni riscontrarono piante colpite nei nuovi impianti. Le mie erano tutte sane. Quindi si iniziò a trattare ed a tenere d’occhio con la massima cura. L’anno dopo 6 colpite. Ora si fa fatica a trovarne 6 sane. Inutile tagliare i tralci ammalati,meglio estirpare. Tutto sta nel non fare entrare la batteriosi nel frutteto … Voi siete avanti rispetto a noi,siate selettivi al massimo perché non perdona!

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  • lucamoto
    ha risposto
    Grazie Luna Nera per la risposta
    Scusami se insisto, ma da quanto ho capito ,li nelle tue zone non era prassi trattare con il rame nel periodo dopo raccolta ,durante potatura e fine potatura .

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  • lunanera
    ha risposto
    Psa

    Ciao,cerco di rispondere con ordine. Fiatagri-95 ,nella zona sono stati allestiti nuovi impianti 4 anni fa. Le piante arrivavano dallo stesso vivaista che si riforniva dal Lazio,non sto a fare il nome ma il servizio fitosanitario del Piemonte è risalito a lui. Poi c'è la parte legale che anche quella ha la sua importanza. Luca Moto,ciao,da dove sia arrivata è importante per il semplice fatto che prima di acquistare nuove piante pensaci su,anzi,avendo ancora piante sane cerca di farne da te.Noi ci siamo allertati tardi abbiamo dormito per meglio dire.L'unica prevenzione che adottavamo era quella di disinfettare i tagli più grossi con abbondanti spennellature di rame,mai prima,durante o dopo.L'abbiamo fatto solo dopo la comparsa della PSA... La trinciatura è varia,nel senso che chi la faceva pezzo per pezzo oppure chi arrivava alla fine della potatura,dipende un pò dal meteo insomma. Alla comparsa della malattia abbiamo anche bruciato tutto ciò che normalmente avremmo trinciato Il taglio dell'erba idem come sopra,ci sono i maniaci che grattano il terreno e quelli sono stati i primi ad aver danni sul tronco nella parte bassa,io avendo poco tempo non tenevo esattamente come campo da calcio ma neppure giungla! L'impollinazione in modo naturale,i santi maschi hanno sempre fatto il loro lavoro per benino,mai ricorsi a polline altrui fatto salvo che le api...spacciassero. Qui nessuno degli impianti ha reti antigrandine! Vabbè,per l'actinidia intendo. Ho pensato molto a quale potesse essere il fattore comune ma non ci arrivo. Usiamo tecniche e prodotti differenti fra di noi ma ora siamo pietosamente tutti allo stesso disastroso livello. Se ti venisse in mente altro chiedi,ci mancherebbe,ben volentieri! Ti posso consigliare di leggere tutto ciò che scritto il Dott.G.M.BALESTRA della Tuscia,è un grande! FARO,ciao! Qui una volta arrivata l'ha fatta da padrona,si dovrebbe evitar che arrivi nella zona perchè poi difficile/quasi impossibile da fermare. Per la fioritura non ti so dire nulla,qui siamo ai primi germogli,quindi non è possibile capire! Saluto.

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  • Faro
    ha risposto
    anche qua a Faenza (RA) il risveglio é stato accompagnato da una bella colata un po a random in tutte le aziende .. bandierine estirpi tagli fuochi...ma la psa ce quasi in tutte le aziende!nn ce nulla da fare se non prevenzione maniacale!ce uno da noi che ssta tenendo su 2ha di giallo a suon di trattamenti!x lu piu mancano il 50%dei fiori! a voi mancano??saluto

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  • lucamoto
    ha risposto
    Poco importa da dove sia arrivata la PSA , il problema adesso è riuscire a far fare reddito alle aziende colpite da questo problema e riuscire a mantenere pulite le aziende apparentemente sane.
    Mi rivolgo a LUNA NERA , volevo alcune informazioni:
    - Li nelle vostre zone era abitudine trattare con il rame dopo la raccolta, a caduta foglie durante la potatura e a fina potatura
    - i tagli grossi fatti durante la normale potatura venivano poi spennellati con con del rame
    - la trinciatura della potatura avveniva quando ? a fine potatura o settimanalmente
    - il taglio dell'erba sotto il frutteto avveniva di frequente o si lasciava cresciere per bene l'erba
    -L'impollinazione come viniva effettuata, con ventole ,a mano con polline di altre aziende o come
    - Gli impianti sono dotati di reti antigrandine
    Scusami per le tante domande, ma ho bisogno di avere più notizie possibili per riuscire a mentenere pulito il mio impianto, unica mia fonte di reddito
    Grazie infinite per l'attenzione

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  • Fiatagri-95
    ha risposto
    Che prove hai per dire che la PSA è arrivata dai vivai del lazio?

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  • lunanera
    ha risposto
    Ah ragazzi...che dire,è andata così. Le mie piante hanno 33 anni,iniziò mio padre ed io ho tentato,sto tentando di continuare,ma sono colpiti anche gli impianti più giovani,insomma...non c'è età che tenga. Qui la PSA è arrivata tramite vivai del Lazio con nuovi impianti. Io sono un pò pazza e l'anno scorso nel periodo della potatura ho trattato con prodotti a base di rame a dosi elevate,molto elevate,per poi calare nella fase vegetativa e pareva che,rispetto a chi si era attenuto alle dosi raccomandate,ci fosse stato un risultato migliore ma oggi pare sia stato inutile. Ho provato a non concimare parti di frutteto,ho sperimentato le cose più assurde ma sto messa come gli altri... Il discorso è che fin quando hai tutte le piante sane puoi star tranquillo ma dal momento che ne trovi una colpita alza pure la guardia al max perchè si infettano nonostante le attenzioni. Quello appena passato è stato un inverno con temperature normali ma il precedente aveva portato temperature bassissime,ovviamente il gelo ha fatto la sua parte lesionando i tronchi e questo ha permesso al batterio di infilarsi alla grande,già c'era il pericolo con i tagli della potatura(disinfettati e trattati con rame) figuriamoci col gelo! Consiglio che se avete solo alcune piante colpite NON limitatevi a tagliare la parte malata ma ESTIRPATE senza pietà,via radici,via tutto e giù di calce nella buca. Noi qui ci siam fottuti tagliando i tralci ammalati,le linee guida ci hanno portato in questa direzione ed abbiamo peggiorato la situazione. Oggi finalmente è arrivato il temporale,la pioggia lava via le colature rosse,almeno non si noterà più così tanto questo penoso strazio... Ho 3 piante di Arguta e per ora non sono state colpite,chissà,saranno soggette anche loro alla PSA? Altro consiglio che posso dare è quello di non immettere nuove piante per sostituire quelle mancanti,sopratutto se non se ne conosce l'origine. Un saluto a tutti,non mollate

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  • piccolofiore
    ha risposto
    Sono molto spiacente per i problemi kiwi Piemonte. Qui noi possiamo dire che siamo ancor molto fortunati, sarà perchè gli impianti sono datati, ed i prodotti che intendiamo usare sono solo preventivi. Ci auguriamo che tutto questo possa esaurirsi in breve tempo!E magari arrivare in uno stadio di quiescenza da poter convivere con la malattia senza subir grosse perdite.

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  • lucamoto
    ha risposto
    Sono desolato per quello che sta accadendo in divese aziende per questa batteriosi.
    Anche qui a verona ci sono zone molto colpite mentre altre sembrano pulite, volevo chiederti sono impianti giovani o impianti vecchi quelli più colpiti li nel Cuneese, e secondo te in un' azienda pulita per cercare di mantenere la copertura può essere utile trattare in vegetazione con il rame a dosi ovviamente ridotte

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  • grupel
    ha risposto
    mi spiace per i problemi che state affrontando.
    io ero curioso di sapere come vanno allevati i kiwi arguta.

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  • lunanera
    ha risposto
    Ciao a tutti. Desolazione, disperazione e sangue...parrebbe il titolo di un libro ma in realtà è lo scenario che si presenta agli occhi di chi in questi giorni guarda lungo i filari. Lo scorso anno eravamo ottimisti,pareva che la PSA avesse in qualche modo rallentato il suo cammino al di là di ogni aspettaviva,insomma,incerti ma sollevati. Qui nel Cuneese siamo al 90% di piante colpite. Gravemente colpite. Non solo sui tralci più o meno importanti ma direttamente dal tronco,lungo tutto il tronco. Sul terreno scorre sangue,è impressionante. Abbiamo seguito il protocollo e le varie linee guida,abbiamo usato e sperimentato tutto ciò che ci veniva indicato... A questo punto alziamo le mani e ci arrendiamo. Ieri fra noi produttori abbiamo fatto questo"censimento",ok...la situazione è andata. Non ci resta che aspettare luglio per capire cosa resterà delle piante,perchè negli anni scorsi abbiamo visto che, fra maggio e luglio, le piante più colpite si lasciano andare,oggi è li bella verde,domani con tutte le foglie giù. Si diceva che i maschi sono più resistenti,non è vero,da subito abbiamo trovato maschi ammalati ed ora lo sono al 100%. Sto parlando del kiwi verde,non quello giallo,non vorrei venir fraintesa. Non arrendetevi,provate e riprovate,è giusto farlo. Questa è la nostra esperienza,potrebbe esser stata peggiorata da fattori ambientali,terreno o chissà cosa,ma sta andando così.Ci piango,lo ammetto,ma è uno scenario orribile,ho sempre rispettato queste piante vedendole come esseri viventi ancor prima che come fonte di guadagno,ma io sono una scema sentimentale e pro natura. Ma questa è un'altra storia...

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  • piccolofiore
    ha risposto
    Questo è l'indirizzo corretto.

    Comunque Cliccate su attività sperimentale condotta in Piemonte.....
    A presto!

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