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Nocciolo: gestione e tecniche agronomiche

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  • Plinio
    ha risposto
    Originalmente inviato da sergiom
    Si, mi riferisco alla tossicità per le persone e per gli animali dell'ecosistema, comunque il glufosinate, noto commercialmente come "basta" è anch'esso attivo solo come disseccante e completamente innocuo per le altre parti della pianta.
    Mah... anche a me l'hanno venduta così inizialmente ma ti assicuro che su piantine giovani di pero (1-2 anni) il Basta ha lasciato il segno a differenza del Seccatutto. Tanto che nei nuovi impianti metto una protezione in materiale plastico all'esterno del tronco in modo che per almeno 2 anni posso usare il Basta o addirittura il glifosate senza mai bagnare il giovane tronco.

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  • boccia7
    ha risposto
    io li tolgo sempre a mano e confermo anche il problema della trincia sai che bestemmie

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  • sergiom
    ha risposto
    Originalmente inviato da Plinio
    Tossico x la persona intendi?
    Quello è il grosso problema del Seccatutto, però quando hai molti polloni nei fruttiferi è veramente innocuo x le piante a differenza del glufosinate ammonio...
    Si, mi riferisco alla tossicità per le persone e per gli animali dell'ecosistema, comunque il glufosinate, noto commercialmente come "basta" è anch'esso attivo solo come disseccante e completamente innocuo per le altre parti della pianta.

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  • nocchio
    ha risposto
    Diserbo o no diserbo???
    Bel problema.
    Diserbare i polloni e di conseguenza l'interfila è il modo più veloce e conveniente per togliere i polloni e permette anche un 50% di risparmio in termine di tempo sulle trinciature.
    Le note dolenti del diserbo sono la fitotossicità e l'asfissia radicale che ne consegue.
    I polloni sono i "ricacci" dell'apparato radicale superficiale della pianta. E' quella parte dell'apparato radicale che maggiormente, grazie alla alla sua vicinanza al fusto, riesce a catturare gli elementi nutritivi ed a distriuirli. E' grazie al pollone che quella parte di "radica" si sviluppa contribuendo al rinnovo dell'apparato radicale. Tanto è vero che i nostri nonni quando una pianta la vedevano un pò sofferente lasciavano una decina di polloni troncandone le punte onde favorire lo sviluppo verso il basso (pratica che consiglio e che io per primo applico su tutti i noccioleti). C'è anche da dire che utilizzando quest'ultima pratica (il taglio delle punte và effettuato durante la potatura) il ricaccio dei polloni durante l'estate è inferiore che in quelle piante dove tale tecnica non viene eseguita.
    Pertanto che dire ritornando al problema del diserbo? I polloni andrebbero tolti a mano selezionando quelli eventualmente da lasciare e magari in più riprese per non creare troppe ferite. Questo è quello che si dovrebbe fare, ma non è quello che faccio io. Io diserbo una sola volta l'interfila, molto presto (metà marzo), utilizzando diserbanti non fitotropici. Così facendo i polloni crescono con un pò di ritardo e risparmio tempo sulla prima trinciatura.

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  • Plinio
    ha risposto
    Non mi pare molto veloce come metodo infatti, soprattutto hai queste "ciambelle" intorno alle piante e quando passi con la trincia rischi di portare via tutto il fagotto... mentre se ci stai lontano poi ti rimane parecchia erba a ridosso e al di sopra del telo...

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  • boccia7
    ha risposto
    io non lo userei mai il telo di nylon il tempo di metterlo è lo stesso di quello che ci vuole per tagliare i polloni e che fatica a tagliarlo per molti ettari fino a quando sono 100 piante bene ma poi no

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  • pancrazio ciamb
    ha risposto
    Ciao a tutti, rispondo a Roger2, questo sistema io non lo ho ancora adottato, ma ho intenzione di provarlo, lo ho visto su altri noccioleti anche di diversi ettari e funziona bene,la plastica e' quella che si usa sui campi di fragole o altri seminativi, in mezzo alle fragole di solito e' di colore nero. Per far crescere i polloni basta toglierla o lasciare uno spazio scoperto dove vuoi che crescano i polloni. Come e' fatto? Prendi il telo di plastica ritagli un cerchio con un buco in mezzo come una ciambella, questa ciambella che ai fatto la tagli da una parte con le forbici, quel taglio serve per mettere il cerchio di plastica intorno al tronco, la circonferenza in mezzo la fai circa come il tronco del nocciolo (o i tronchi se sono piu di uno), se e' piu stretta non e' un problema, fai qualche taglietto nella parte interna che va a contatto con il tronco, la plastica in piu la rialzi e la lasci appogiata al tronco. Dove ai fatto il taglio per spaccare la ciambella con le forbici se vuoi fare crescere qualche pollone, lo pieghi ci metti sopra un po di terra e lasci lo spazzio che vuoi. Per sostituire le falanze se ai qualche pollone nella stessa pianta lasci crescere quello, altrimenti io ho sempre diversi polloni (o piantine )in vaso, da uno fino a quattro e anche da cinque anni, li uso in caso di falanze, li tiro fuori dal vaso e li pianto insieme alla sua terra, senza toccare le radici ,cosi le piante non hanno nessun trauma e in pochi anni vanno in produzione.
    Ultima modifica di pancrazio ciamb; 23/04/2006, 18:28.

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  • Plinio
    ha risposto
    Originalmente inviato da sergiom
    Diserbo per diserbo consiglierei il glufosinate ammonio che è sempre un disseccante ma meno tossico del paraquat
    Tossico x la persona intendi?
    Quello è il grosso problema del Seccatutto, però quando hai molti polloni nei fruttiferi è veramente innocuo x le piante a differenza del glufosinate ammonio...

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  • sergiom
    ha risposto
    Diserbo per diserbo consiglierei il glufosinate ammonio che è sempre un disseccante ma meno tossico del paraquat

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  • roger2
    ha risposto
    Originalmente inviato da pancrazio ciamb
    Per il controllo dei polloni, prova la tecnica di mettere intorno ai tronchi un cerchio di plastica, taglialo largo 30/40 cm per tutta la circonferenza, e coprilo con la terra, intorno alla pianta non dovrebbero crescere ne polloni ne erba, ogni 5/6 anni andrebbe sostituito, perche col tempo si degrada e si spacca. Ciao a tutti.
    Interessante, ma su superfici medio grandi (15-20 ha) ritieni sia conveniente?
    Hai delle foto di questi cerchi?
    Se non generi polloni come sostituisci le fallanze?
    E quando sostituisci le fallanze pianti direttamente il pollone oppure usi altri accorgimenti?
    Ciao.

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  • pancrazio ciamb
    ha risposto
    Per il controllo dei polloni, prova la tecnica di mettere intorno ai tronchi un cerchio di plastica, taglialo largo 30/40 cm per tutta la circonferenza, e coprilo con la terra, intorno alla pianta non dovrebbero crescere ne polloni ne erba, ogni 5/6 anni andrebbe sostituito, perche col tempo si degrada e si spacca. Ciao a tutti.

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  • boccia7
    ha risposto
    è pultroppo il lavoro più faticoso che c'è nella potatura e nella lavorazione in generale del nocciolo comunque bisogna piegare la schiena e con un zappitello magari fatto con la lama di un disco di morgano finito e con manico lungo non si fatica più di tanto comunque rispetto ad altre coltivazioni devo dire che è la più facile ed abbastanza economica sia per costi e sia per la mano d'opera oggi ho iniziato a fare la seconda trinciata con il tnf nuovo
    trincio a 1500 giri con la 750 (540E) non fatica nulla con la trincia da 2 metri quest'anno le nocciole dovrebbero essere salve perché non ha gelato e penso che arrivo ai 500 quintali

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  • Plinio
    ha risposto
    Originalmente inviato da Langarolo
    l'eliminazione manuale dei polloni a base pianta è uno dei lavori per me più impegnativi sulle nocciole Qualcuno di voi può consigliarmi metodi più veloci

    ciao e grazie a tutti
    Finchè sono allo stadio "erbaceo" potresti provare col Seccatutto (Paraquat+Diquat) ed una buona parte dovrebbe seccarsi senza ricacciare, o cmq ricacciando + avanti.
    Oppure se l'appezzamento è limitato puoi provare con dosi alte di NAA (tipo i prodotti anticascola per la frutta) andando a bagnare i soli polloni con la pompetta a spalla.
    Nel caso invece siano già polloni legnosi ti rimane la sola rimozione manuale da quel che ne so...

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  • boccia7
    ha risposto
    il diserbo ma a lungo andare rovini le piante, oppure prova a toglierli quando sono molto giovani con il decespugliatore con poco gas e filo lungo e spesso da 3.3 mm di diametro

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  • Langarolo
    ha risposto
    eliminazione polloni

    l'eliminazione manuale dei polloni a base pianta è uno dei lavori per me più impegnativi sulle nocciole Qualcuno di voi può consigliarmi metodi più veloci

    ciao e grazie a tutti

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  • nocchio
    ha risposto
    Originalmente inviato da boccia7
    infatti lo sapevo che il fogliare e il rame nn si usano in sieme ma dopo 20 giorni dal trattamento


    Non è che il fogliore in genere non si usa con il rame, ma solo il concime fogliare che ha effetti veicolanti; mi spiego meglio: il K-bios ed il Megafol riescono a veicolare all'interno della pianta i prodotti presenti nel trattamento. Questo può essere molto ma molto utile se questi concimi fogliari vengono abbinati ad insetticidi o funghicidi non rameici.

    Esistono, poi, concimi fogliari del tutto compatibili con il rame in quanto hanno un'azione veicolante molto limitata. Ne cito alcuni di diversa etichetta per la par-condicion: tutta la serie "Plantafol" della Valagro (senza dimenticare il Kendal), il 20.20.20 della CIFO, tutta la serie FOLIAR della SIAPA (ottimo il FOLIAR K per la resa).

    Purtroppo di concimi fogliari consentiti per il biologico e compatibili con il rame non ne conosco. Il problema è che la matrice organica presente nei prodotti consentiti per il bio è veicolante per il rame e di conseguenza lo rende fitotossico.

    Rimane da dire che quantità minime di rame sotto forma di ossicloruro possono comunque essere miscelate con tutti i concimi senza che gli stessi diano problemi. ad. es. acqua 10ql x 2 ha = 8 l di K bios + 1 kg di ossicloruro (testato).

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  • boccia7
    ha risposto
    infatti lo sapevo che il fogliare e il rame nn si usano in sieme ma dopo 20 giorni dal trattamento

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  • nocchio
    ha risposto
    Originalmente inviato da boccia7
    io concimo solo a febbraio 10 quintali di concime organico con 10% d'azoto perché ho il biologico e quest'anno voglio provare il k bios con il 4% d'azoto fogliare e do una o due volte il rame
    Il K-Bios l'ho provato. Niente male, anche se molto blando. Per vedere effetti esaltanti lo dovresti usare almeno 3 volte a 5l x ha. Comunque per il biologico si sono molte alternative valide al K-Bios... Magari anche l'Azomin della CIFO. Attenzione, comunque, alla compatibilità con i prodotti rameici. La stragrande maggioranza dei prodotti fogliari induce il rame a penetrare nella pianta facendolo diventare fitotossico per la stessa.

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  • boccia7
    ha risposto
    io concimo solo a febbraio 10 quintali di concime organico con 10% d'azoto perché ho il biologico e quest'anno voglio provare il k bios con il 4% d'azoto fogliare e do una o due volte il rame

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  • nocchio
    ha risposto
    Originalmente inviato da Plinio
    Mi sono intrufolato ma non ho nocciole cmq...
    Anch'io ho usato il megafol in passato e mi sembra un buon prodotto, ed anche prodotti della Cifo ma poca roba perchè nonostante sia qui a 10km ha una rete di vendita poco efficiente in zona...! I prodotti sono tanti che le varie case produttrici si copiano a vicenda, uso soprattutto roba della Terranalisi (Folter complex, folter PK) perchè mi fornisco lì ma anche a me piace provare nuovi prodotti. Prodotti a base di alghe ne hai mai usati?
    In particolare su pero alla ripresa vegetativa uso i singoli microelementi chelati, ferro in primis, boro ed altro all'occorrenza...
    Alghe? Un paio di anni fà ho usato Algacifo (Cifo) alla ripresa vegetativa. Purtroppo non è compatibile con il rame (come daltronde il Megafol e come tutti i veicolanti in genere). L'effetto sulle piante è buono. Si denota un'inspessimento delle foglie ed una colorazione verde-scuro-intenso delle stesse. Purtroppo l'ho usato in un unico trattamento.

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  • Plinio
    ha risposto
    Mi sono intrufolato ma non ho nocciole cmq...
    Anch'io ho usato il megafol in passato e mi sembra un buon prodotto, ed anche prodotti della Cifo ma poca roba perchè nonostante sia qui a 10km ha una rete di vendita poco efficiente in zona...! I prodotti sono tanti che le varie case produttrici si copiano a vicenda, uso soprattutto roba della Terranalisi (Folter complex, folter PK) perchè mi fornisco lì ma anche a me piace provare nuovi prodotti. Prodotti a base di alghe ne hai mai usati?
    In particolare su pero alla ripresa vegetativa uso i singoli microelementi chelati, ferro in primis, boro ed altro all'occorrenza...

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  • nocchio
    ha risposto
    Originalmente inviato da Plinio
    Ma più nel dettaglio, come prodotti commerciali intendo, quale biostimolante e quale azoto organico usi? Anch'io ne uso di concimi fogliari soprattutto alla ripresa vegetativa ma ce ne sono davvero a migliaia sul mercato... e tutti quanti definiti "unici" da chi li vende ovviamente...
    1°trattamento: biostimolante + boro (il boro l'ho dato anche durante il trattamento invernale) = KENDAL TE + BOROPLUS (VALAGRO)
    2°trattamento: biostimolante + azotato organico (veicolatore) = KENDAL + MEGAFOL (VALAGRO)
    3°trattamento:biostimolante + azotato organico (veicolatore) = KENDAL + MEGAFOL (VALAGRO)
    4°trattamento:biostimolante + azotato organico (veicolatore) + potassio= KENDAL + MEGAFOL (VALAGRO) + FLORAL K (CIFO)
    5°trattamento: azotato organico (veicolatore) + potassio + calcio = MEGAFOL (VALAGRO) + FLORAL K (CIFO) + BREXIL CA (VALAGRO).

    Naturalmente in commercio ci sono numerosi altri validissimi prodotti analoghi. Bisogna fare una scelta in base all'esperienza maturata, al rapporto qualità prezzo e all'azione che svolta dal singolo prodotto.
    Io quest'anno seguirò questo programma sicuramente diverso da quello che ho effettuato lo scorso anno e, probabilmente, diverso da quello che effettuerò nel 2007.
    In sintesi, dato che esistono molti prodotti validi in commercio, a me piace sperimentare e non fossilizzarmi su una singola etichetta/società.

    Tu cosa usi in particolare?

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  • Plinio
    ha risposto
    Ma più nel dettaglio, come prodotti commerciali intendo, quale biostimolante e quale azoto organico usi? Anch'io ne uso di concimi fogliari soprattutto alla ripresa vegetativa ma ce ne sono davvero a migliaia sul mercato... e tutti quanti definiti "unici" da chi li vende ovviamente...

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  • nocchio
    ha risposto
    Originalmente inviato da roger2
    Ciao nocchio e benvenuto.
    Quali sono i vantaggi della concimazione fogliare rispetto alla tradizionale?
    Potresti inoltre dirci la tua produzione per ha con tipo di allevamento e sesto d'impianto?
    La concimazione fogliare serve, principalmente, per far assimilare alla pianta i nutrimenti di cui ha bisogno durante quei periodi in cui sarebbe difficile, se non addirittura impossibile, distribuire concime tradizionale sperando che ques'ultimo venga assimilato dalla vegetazione. Non riesce a sostituire la concimazione di fondo ma serve come integrazione nel periodo primaverile/estivo.
    I vantagi sono che si riesce a dare al nocciolo (come ad ogni altra coltura) il minerale giusto al momento giusto in tempi rapidissimi; basti pensare che gli effetti visivi sulle foglie di alcuni concimi fogliari si riescono a notare già dopo soli due/tre giorni dal trattamento.

    Per quanto riguarda la produzione/ha, avendo noccioleti abbastanza eterogenei sia per tipo di nocciola che per età, varia a secondo del noccioleto; comunque tutti sopra la media della zona.

    Stessa cosa per il tipo di allevamento; considerando che i noccioleti sono stati ereditati o acquistati già in produzione i sesti di impianti anche quì sono molto variegati; si và dal classico 5x5 al 5x6 ed al 4x5; io sono per quest'ultimo. I nuovi impianti (circa 1,5ha) sono a 3,8x5.

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  • roger2
    ha risposto
    Originalmente inviato da nocchio
    Inutile dire che sono soddisfattissimo dei risultati ottenuti.

    Vorrei conoscere le vostre esperienze in tal senso.
    Ciao nocchio e benvenuto.
    Quali sono i vantaggi della concimazione fogliare rispetto alla tradizionale?
    Potresti inoltre dirci la tua produzione per ha con tipo di allevamento e sesto d'impianto?

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  • nocchio
    ha risposto
    Concimazione noccioleto.

    Ho noccioleti in Capranica, Sutri e Bassano Romano. Terreni alquanto acidi. Noccioleti che vanno dai 25anni ai 60. 15 ha circa.

    Vorrei conoscere le vostre esperienze sulle concimazioni e, nonchè, sulle eventuali lavorazioni atte a dissodare il terreno in alternanza alla trinciatura.

    Personamente prediligo i concimi di fondo a lenta cessione possibilmente di tipo organo-minerale con buona matrice organica.
    Faccio inoltre largo uso ormai da una decina di anni di concimi fogliari. Iniziamente ho usato prodotti classificati unicamente solo come concimi, mentre da 4/5 anni a questa parte ho abbandonato quest'ultimi per lasciare posto a concimi/biostimolanti/veicolatori.

    Concimazioni e trattamenti:
    • Calcitazione invernale con calcio-magnesio 10q.li/ha;
    • Mese di febbraio concimazione di fondo con circa 5/6 q.li/ha di organo minerale.
    • dalla metà del mese di aprile (in concomitanza con il trattamento di rame) e fino a fine luglio 5 trattamenti di concime fogliare normalmente abbinati ai trattamenti anticrittogamici e antiparassitari previsti.
    Per quanto riguarda i fogliari:
    • 1°trattamento: biostimolante + boro (il boro l'ho dato anche durante il trattamento invernale);
    • 2°trattamento: biostimolante + azotato organico (veicolatore);
    • 3°trattamento:biostimolante + azotato organico (veicolatore);
    • 4°trattamento:biostimolante + azotato organico (veicolatore) + potassio;
    • 5°trattamento: azotato organico (veicolatore) + potassio + calcio.
    Non ho citato le società produttrici dei singoli prodotti in quanto in commercio ormai si trovano validissimi prodotti di marche differenti che più o meno hanno le stesse funzioni (CIFO, VALAGRO, NOVARTIS, ecc.).

    Inutile dire che sono soddisfattissimo dei risultati ottenuti.

    Vorrei conoscere le vostre esperienze in tal senso.

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  • boccia7
    ha risposto
    io poto le mie nocciole una volta l'anno e si può potare dalla fine di ottobre fino a febbraio questo è il periodo per concimare piove sempre pultroppo devo spargere gli ultimi 50 quintali io trincio 5-6 volte l'anno con il trerzo punto alto sia per nn compattare il terreno e sia per consumare meno le mazze alcune persone che secondo me sono pazze usano la trincia nel periodo estivo per fresare la terra fanno una polvere è pazzia secondo me
    perché le mazze così le usi due anni, invece io dal 2000 nn le ho ancora cambiate e per altri due anni vanno bene tranne quella di destra che è più vicina alle piante e che ogni tanto tocca terra quest'anno la cambio forse la mia trincia è una bpel da 2 metri visibile su trince da vigneto con disco interfilare azionato da una semplice cinta e serve per tagliare l'erba tra pianta e pianta per nn fare 4 passate anche se secondo me viene un lavoro migliore comunque l'ultima trinciata estiva trincio ad entrambi i versi e viene un capolavoro
    sembra un campo da tennis a terra nemmeno una foglia ci rimane poi si da il rame e si consiglia un mese il rame con l'atomizzatore e un mese il concime fogliare e durante l'estate annaffiare con due gocciolatoi da 10 l/h per pianta e con concime dentro i tubi io lo spargo sopra il concime nn lo sotterro e comunque la terra alle piante nn va più toccata va solo trinciata poi per la raccolta la facma fa raccoglitrici da attaccare dietro al trattore che la migliore secondo me è la 200 per piccole aziende fino agli 8 ettari di terreno e l'unico svantaggio è che si devono fare dei mucchi nella fila per poi piegare la schiena e raccogliere le nocciole con i tubi comunque se si è vecchietti e si è da soli e se si vuole una macchina autonoma con una sola persona al lavoro e si vuole fare molto prima 1-2 giorni dipende dall' estensione del terreno si compra una bella 180 semovente che costa tipo 40.000€ ma che dura molti anni dopo l'acquisto comunque se si hanno fino ai 50 ettari la migliore è la 300 meglio due per i 50 ettari come nel mio caso io per ora mi limito a 20 ma tra 5-6 anni avrò a disposizione altri 16 ettari con delle belle piante di giffona oltre i 50 ettari meglio una 380 che dal tubo di risucchio sembra che dietro ci sia un motore di un aereo succhia il doppio quasi della 300 e quindi raccoglie sui 5 km orari o in condizioni più sfavorevoli poco meno io ho il biologico e quest'anno ho buttato 200 quintali di concime di differente marche il dermazoto, l'ilsa ed altre marche di cui nn ricordo il nome

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  • boccia7
    ha risposto
    si tipo ulivo fagli i rami che sono di troppo e i cacchi dritti che si formano sulla pianta ma ci vuole un bel po di tempo in meno per potare le nocciole rispetto gli ulivi perché la scala nn serve comunque benvenuto pancrazio ciamb io sto a sant'eutizio a 500 metri da dove abita marcello bellachioma il proprietario della facma comunque è un piacere vedere questo forum che si allarga anche dalle mie parti

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  • L85
    ha risposto
    Grazie pancrazio, chiarissimo diciamo che la potatura di produzione segue gli stessi criteri di quelli per l'ulivo e per gli agrumi, cioè tagli di diradamento , mirati ad areare la pianta ed a mantenere un buon equilibrio vegeto-produttivo.

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  • pancrazio ciamb
    ha risposto
    Ciao L85.la potatura ha l'obiettivodi mantenere la pianta produttiva, con una chioma ben illuminata, senza lo sviluppo di rami bassi che costituiscono un ostacoloper per l'esecuzionedelle cure culturali e per la raccolta. La produttivita di un noccioleto e' strettamente legata alla vigoria dei rami che annualmente si formano: Infatti i rami maggiormente fruttiferi sono quelli lunghi 15-20 cm, mentre i rami intorno ai 5cm sono praticamente sterili, anche se riescono a differenziare qualche gemma mista. Pertanto la potatura, insieme alla concimazione, all'irrigazione e alle lavorazioni, deve stimolare la pianta verso la produzione di rami di vigore ottimale. La produzione e' localizzata sui rami dell'anno precedente, per cui le sedi produttive si rinnovano ogni anno. Per questo e'opportuno intervenire annualmente attraverso operazioni di diradamento della chioma, per diminuire i punti di accrescimento, per rendere meglio illuminate le foglie, per avere rami piu lunghi e quindi piu fruttiferi. L'entita del materiale asportato si aggira sul 10-15% della massa totale della chioma.
    Pertanto le piante di nocciolo, durante la fase di allevamento, debbono subire potature tendenti a favorire lo sviluppo del tronco e delle branche principali, controllando l'accrescimento dei rami concorrenti.
    Successivamente, all'inizio della fase produttiva, la potatura deve essere limitata all'asportazione dei succhioni e dei polloni. Poi, quando si manifesta uno scarso accrescimento dei rami e un addensamento della chioma, la potatura dovra' essere esequita ogni anno .

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