MMT Forum Macchine

Annuncio

Collapse
No announcement yet.

Come va in vigneto?

Collapse
Questo argomento è stato chiuso.
X
X
 
  • Filtro
  • Data
  • Visualizza
Cancella tutto
new posts

  • ALFIERI479
    ha risposto
    Anch'io do il chelato di ferro e sangue in superfice come Alle però solo su pere con 20 ql acqua faccio circa un ettaro.

    Lascia un commento:


  • tocia
    ha risposto
    Originalmente inviato da giovannic Visualizza messaggio
    il professore Lacconè consigliava solfato di ferro e acido citrico direttamente per via fogliare, nelle dosi di cinque parti di solfato e una parte di acido citrico, ho capito bene ? .
    la memoria mi tradisce (sai oramai son troppo vecchio ) ma di sicuro ricordo che il rapporto solfato ferroso \ ac. citrico era di 5\1 ------ prova con solfato a 250 gr e citrico a 50 gr.
    semmai prova con 2 piante e..aspetta una settimana
    Dato in fertirrigazione è più sicuro , puoi andare su quantità maggiori e acidifichi leggermente la zona bagnata
    salùt

    Lascia un commento:


  • giovannic
    ha risposto
    Originalmente inviato da Alle Visualizza messaggio
    Io il chelato lo dò in superfice senza iniettarlo e funziona (nelle pere e nei kiwi)
    Ma non si perde in superficie ,o almeno con grosse quantita' di acqua in modo da penetrare.

    Lascia un commento:


  • Cinghiale
    ha risposto
    Scarmagnan è una delle industrie che vanno per la maggiore.

    Lascia un commento:


  • MOLF
    ha risposto
    Mi è stato consigliato il solfato di rame dell'Ind. Chimica SCARMAGNAN Alberto.
    Qualcuno lo conosce, l'ha usato, ne è rimasto soddisfatto?
    Grazie dell'aiuto.

    Lascia un commento:


  • Alle
    ha risposto
    Passiamo con un vecchio atomizzatore a cui abbiamo staccato un tubo dei getti e con una piastra lo facciamo correre a filo delle piante e lo distribuiamo in superfice, per non mi chiedere le dosi distribuite perchè non le sò.

    Lascia un commento:


  • tocia
    ha risposto
    ALLE ma tu lo metti sotto al gocciolatore oppure così a terra dove capita

    Lascia un commento:


  • Alle
    ha risposto
    Io il chelato lo dò in superfice senza iniettarlo e funziona (nelle pere e nei kiwi)

    Lascia un commento:


  • giovannic
    ha risposto
    Originalmente inviato da tocia Visualizza messaggio
    acido citrico è un'acido organico non costa molto a differenza del ac. tartarico
    solfato ferroso credo non esista liquido
    io lo chiamo palo iniettore ,ma lo faccio ogni 2 anni con l'impianto a goccia come prevenzione
    l'effetto non è immediato come i gelati.. di ferro, ma ho provato su piante clorotiche a dosi elevate e ...funziona!!
    un certo prof. di cognome Lacconè sull'informatore agrario lo consigliava per via fogliare
    il professore Lacconè consigliava solfato di ferro e acido citrico direttamente per via fogliare, nelle dosi di cinque parti di solfato e una parte di acido citrico, ho capito bene ? sarebbe meglio visto il mio terreno pieno di pietre..


    x Alle ma non si perde sul terreno ,almeno che' non usi grandi quantita' di acqua .
    Ultima modifica di giovannic; 19/04/2009, 17:11. Motivo: inserimento di piu' post nelle 24° ore

    Lascia un commento:


  • tocia
    ha risposto
    Originalmente inviato da giovannic Visualizza messaggio


    non ho mai provato .forse e' la volta buona non so', che cosa e' l'acido citrico,
    dovrei sciogliere il solfato di ferro ,oppure in forma liquida sciolto esiste? mettere dell'acido citrico e poi fertirrigare con il paletto,o siringa il nome preciso non so' quale'
    dei due gli effetti sono immediati?
    acido citrico è un'acido organico non costa molto a differenza del ac. tartarico
    solfato ferroso credo non esista liquido
    io lo chiamo palo iniettore ,ma lo faccio ogni 2 anni con l'impianto a goccia come prevenzione
    l'effetto non è immediato come i gelati.. di ferro, ma ho provato su piante clorotiche a dosi elevate e ...funziona!!
    un certo prof. di cognome Lacconè sull'informatore agrario lo consigliava per via fogliare
    Ultima modifica di tocia; 18/04/2009, 21:27. Motivo: disastro!

    Lascia un commento:


  • ALFIERI479
    ha risposto
    Io la concimazione fogliare la uso già da qualche anno e mi trovo benissimo sia su frutta che su vite in particolare i prodotti della BMS li trovo particolarmente buoni.

    Lascia un commento:


  • giovannic
    ha risposto
    Grazie dei consigli ,infatti ora ho le idee piu' chiare ,faro' una prima concimazione a base di solfato di ferro,e poi con dei chelati di ferro tre o quattro trattamenti scaglionati, semmai ogni quindici giorni,purtroppo la fertirrigazione e' quasi impossibile perche'nella parte del vignetodove c'e maggior ingiallimento fogliaree seccume dei tralci nuovi e' pieno di pietre ,quindi diventa quasi impossibile infilare la siringa per fertirrigazione vicino le radici.
    Apensare che l'anno scorso il dottore agrario della zona mi aveva fatto fare dei trattamenti contro la cicalina ,insomma ho speso tantissimo in klartan, e magister,ogni settimana che non lo posso dire spero di riuscire quest'anno.
    Allego delle foto per far vedere come si presentava il vigneto in modo di presentare un quadro generale piu' ampio, ringrazio tutti dei preziosi consigli,un ultima cosa ,noto una certa stabilita'nel vigneto solo nella parte ,diciamo a monte del terreno dove non ci sono le pietre il problema quasi non esiste. ho letto il link inserito nella risposta di Vitality,infatti come si legge appena effettuo una lavorazione sia con vanga, erpice vibrocultorew dopo quattro cinque giorni le foglie ingialliscono e si seccano allora ho pensato quest'anno di non effettuare lavorazioni solo trincia e decespugliatore,e per il concime come faro'? dovro utilizzare quello fogliare non avevo calcolato questo quando in precedenza.




    Originalmente inviato da tocia Visualizza messaggio
    mai provato in fertirrigazione cinque parti di solfato di ferro e una di acido citrico?
    non ho mai provato .forse e' la volta buona non so', che cosa e' l'acido citrico,
    dovrei sciogliere il solfato di ferro ,oppure in forma liquida sciolto esiste? mettere dell'acido citrico e poi fertirrigare con il paletto,o siringa il nome preciso non so' quale'
    dei due gli effetti sono immediati?
    Ultima modifica di giovannic; 18/04/2009, 20:58. Motivo: il regolamento vieta di inserire post consecutivi nell'arco di 24 ore (utilizza la funzione "Modifica Messaggio"!).

    Lascia un commento:


  • Vitality
    ha risposto
    Originalmente inviato da grillo131 Visualizza messaggio
    studiando da perito agrario e svolgendo la professione sento parlare anche voi di concimazione fogliare, personalmente sono titubante(se non vedo non credo) qualcuno di voi li usa REALMENTE?? pregi difetti.....tempo fa inoltre sentivo parlare di BIOSTIMULANTI ma non ho ancora capito se portano reali vantaggi!!
    Perchè titubante?
    La concimazione fogliare se fatta regolarmente con costanza per più trattamenti in fila porta sicuramente a dei vantaggi visibili.Logico se ho delle carenze nel terreno queste le devo compensare con delle concimazioni via terra, però nel frattempo per avere dei risultati immediati ci si puo' aiutare anche via foglia. Tu pensa una bella chioma di foglie di una pianta e su tutte le foglie ho dato una copertura di un concime fogliare e attraverso gli stomi in poche ore il prodotto viene assorbito e va in circolo per via sistemica, non pensi che possa portare vantaggi?
    Per quanto riguarda i biostimolanti, sono in pratica dei concimi fogliari come il fosfito di potassio, ora anche il fosfito d' ammonio o d' urea che sono risultati efficaci nella lotta antiperonosporica.
    Il meccanismo d'azione dello ione Fosfito, oltre ad apportare nutrimento alla coltura, manifesta una forte attività fungistatica, inducendo la pianta ad una maggiore produzione di sostanze naturali (Fitoalessine) unitamente ad una contemporanea attività, dovuta alla sua trasformazione in acido fosforoso, che rappresenta il prodotto finale ad alta attività fungistatica.
    Questi prodotti sono entrati ormai a far parte nella mia lotta antiperonosporica già da qualche anno e i risultati sono stati ottimi. C'è solo un problema che essendo concimi fogliari se usati con una certa frequenza su vigne non bisognose mi possono creare dei problemi di eccesso di vigore e questo l' ho potuto constatare di persona.
    Io non finirò mai di ripetere che non è un solo trattamento che mi puo' dare il risultato, ma è la costanza e la continuità del trattamento che mi puo' portare al risultato finale, cioè se ho una carenza di ferro nella pianta non è un solo trattamento di un concime fogliare a base di ferro che mi risolve la cosa ma devo farne alcuni in fila ad una distanza di una settimana fino a che non ottengo il risultato desiderato.
    E' un po' il discorso della qualità dell' uva. Non è una sola operazione colturale che me la fa ottenere ma una serie messe assieme (e a volte per tanto che si faccia non riesce ugualmente, ma quello è un altro discorso)

    Lascia un commento:


  • grillo131
    ha risposto
    studiando da perito agrario e svolgendo la professione sento parlare anche voi di concimazione fogliare, personalmente sono titubante(se non vedo non credo) qualcuno di voi li usa REALMENTE?? pregi difetti.....tempo fa inoltre sentivo parlare di BIOSTIMULANTI ma non ho ancora capito se portano reali vantaggi!!

    Lascia un commento:


  • tocia
    ha risposto
    mai provato in fertirrigazione cinque parti di solfato di ferro e una di acido citrico?

    Lascia un commento:


  • kira
    ha risposto
    Devi utilizzare dei chelati di ferro come il sequestrene o per via fogliare o per fertirrigazione il quale dende a far diventare solubile e quindi assorbibile il ferro presente nel terreno che a causa del ph alcalino non lo è.
    I trattamenti vanno ripetuti per evitare la reinsorgenza del fenomeno noto come clorosi ferrica.
    La clorosi riduce la capacità fotosintetica.
    Ultima modifica di kira; 17/04/2009, 22:29. Motivo: il regolamento vieta di inserire post consecutivi nell'arco di 24 ore (utilizza la funzione "Modifica Messaggio"!).

    Lascia un commento:


  • Vitality
    ha risposto
    Originalmente inviato da giovannic Visualizza messaggio
    Ciao a tutti queste sono le analisi del mio terreno , dove sono impiantate 500 viti di montepulciano d'abruzzo su un paulsen779 e con clone apm/ p3 che nella campagna 2008,aveva avuto seri problemi di foglie secche nel periodo estivo, molti grappoli non sono maturati restando verdi e piccoli ,su dieci occhi nei tralci solo la meta' degli occhi hanno avuto ricacci portando non due grappoli per ognuno, ma in genere uno e piccoli, qualcuno si era espresso con clorosi ferrica ,ad analisi effettuate il tenore di ferro e' basso ,posso concimare ,con del solfato di ferro a lenta cessione in questo periodo.Oppure quali altre strade posso intraprendere per ristabilire i valori normali. Quest'anno sembra che tutti gli occhi si stiano aprendo l'unica differenza ho effettuato una potatura piu' corta 6/8 occhi su 4 tralci.di ogni vite , se ci fosse qualcuno che vuole esprimere la propria opinione il proprio consiglio frutto di esperienza e professionalita' ne sarei contento.
    grazie
    Sono riuscito a leggere la tua analisi e ho notato che hai un ph di 7,61 pertanto piuttosto calcareo. ti faccio un copia incolla di questo articolo che ti spiega un po' il discorso della clorosi ferrica in base al Ph del terreno.

    La solubilità del ferro è un fattore legato ad alcune variabili tra cui la più importante è il pH del terreno, cioè la percentuale di calcare. II calcare infatti tende a bloccare il ferro.
    Semplificando molto il fenomeno, possiamo dire che la presenza di ferro solubile nella fase liquida del terreno aumenta all'abbassarsi del pH del suolo (e quindi all'aumentare dell'acidità): tanto più è acido un terreno, quanto maggiore è la quantità di ferro direttamente disponibile per la nutrizione vegetale. I terreni che hanno una reazione neutra (e cioè con pH compreso tra 6,8 e 7,2) consentono di solito, alla maggior parte delle piante, una sufficiente nutrizione ferrica.
    All'incrementarsi dell'alcalinità del suolo (cioè all'aumentare del pH) si osserva una graduale riduzione della quantità di ferro nella soluzione acquosa.
    A pH già prossimi a 8 molte specie vegetali non riescono più ad assorbire il quantitativo minimo di ferro necessario per il loro sviluppo e quindi vengono a trovarsi in una condizione nutrizionale definita ferro-carenza.

    E poi ti consiglio anche di leggere questo che ti consiglia in caso di un futuro impianto nella scelta dei portainnesti adatti ad un terreno calcareo. Nel frattempo credo sia meglio intervenire con concimazioni via fogliare.Ciao

    Lascia un commento:


  • Eno2005
    ha risposto
    che portinnesto hai? per alcuni è più che normale....

    Lascia un commento:


  • kira
    ha risposto
    vigneto

    Ciao,
    sono nuovo del forum e volevo chiedervi delle informazioni.
    A febbraio ho impiantato delle barbatelle innestate di pinot grigio con cartellino azzurro in un terreno di medio impasto ed in lieve pendenza quindi non suscettibile a ristagni idrici.In questi giorni ho notato che assieme all'emissione dei germogli, al di sotto del punto d'innesto vengono emessi dei polloni. Ora mi chiedevo se qualcuno di voi ha avuto delle esperienze simili e a cosa può essere riconducibile visto che è una cosa che non dovrebbe succedere.
    Grazie a tutti

    Lascia un commento:


  • Vitality
    ha risposto
    Originalmente inviato da tocia Visualizza messaggio
    riguardo all'epoca del taglio \ potatura radicale , sai dirmi niente ?
    cioè il momento più opportuno per non danneggiare la qualità dell'uva prodotta? dovrebbe esserci un periodo + indicato, secondo mè
    salute x tutti
    Allora il periodo migliore in assoluto per il taglio delle radici è subito dopo vendemmia, è infatti in questo periodo che le radici ricrescono più velocemente. Io però lo scorso anno l'ho effettuato ad inizio vegetazione quando i germogli erano lunghi ormai 10 cm. Quando l' ho detto al mio tecnico di zona ha cambiato volto e mi disse che non dovevo farlo e che rischiavo che tutta la fioritura mi mollasse a causa dello stress. Invece il risultato fu strabiliante anzi proprio in quel vigneto avevo sempre avuto problemi di allegagione a causa della forte vigoria e lo scorso anno finalmente riuscii a produrre dei grappoli compatti. I problemi di eccesso di vigoria nel mio caso li ho avuti dove avevo cambiato coltura, praticamente dove avevo spiantato frutteto e messo vigneto.
    Parlando poi con un enologo con grande esperienza proprietario di una cantina privata lui mi disse che la vigna è una pianta fantastica che però si adagia facilmente, cioè se trova l' umidità in alto fa le radici superficialmente e non ci pensa minimamente ad andare in profondità, poi quando arriva un periodo di straordinaria siccità si trova impreparata. Secondo lui la vigna si puo' tagliare sia sopra che sotto in qualunque periodo dell' anno in base a quello che noi vogliamo ottenere. Mi spiego meglio se la vigna vegeta continuamente anche nel mese di luglio sicuramente non avrò il massimo della qualità perchè a luglio la vigna deve rallentare e tutta la sua energia deve andare non più nella spinta vegetativa ma nel portare a maturazione l' uva. Per questo avevo scritto che quest' anno dove ho ancora problemi di eccesso di vigoria vorrei provare a tagliare da un solo lato le radici ad una distanza dal ceppo di circa 80 cm nell' ultima settimana di giugno e cioè nella settimana dove tagliando nella vigna si avrà la risposta maggiore per bloccarla. Naturalmente sarà una prova che non consiglio di farla ad altri ma la voglio provare solo io su un filare o due.
    Come vedi i pareri sono diversi io per esempio sono favorevole al taglio delle radici perchè lo considero un metodo valido e rapido per portare in equilibrio un vigneto dove ci sono problemi di eccesso di vigoria anche se so che questa operazione va ripetuta anche negli anni a seguire. Per esempio per il mio tecnico questa operazione non è consigliata, per altri è preferibile intervenire con altre operazioni colturali come non diserbare, lasciare tutti i germogli crescere fino alla piena fiuoritura e poi passare a toglierli in quel periodo, sospendere le concimazioni ecc. Secondo me sono tutte operazioni valide ma ci vuole il suo tempo per portare il vigneto in perfetto equilibrio, mentre con il taglio sia sopra che sotto riesco a comandare la vigna e fargli fare quello che voglio io. Logicamente è un operazione che va fatta con una certo criterio e in funzione alla risposta che voglio ottenere, nel senso che non è che posso tagliare a 10cm dal ceppo da ambedue i lati in piena vegetazione perchè significherebbe far seccare il vigneto.

    Lascia un commento:


  • tocia
    ha risposto
    Originalmente inviato da Vitality Visualizza messaggio
    Cosa vuoi nei vigneti dobbiamo continuamente fare prove e anche i tecnici di san Michele vengono da noi per imparare.Se ti va tieniti in contatto con questo forum così possiamo confrontarci le esperienze nei prossimi mesi.
    riguardo all'epoca del taglio \ potatura radicale , sai dirmi niente ?
    cioè il momento più opportuno per non danneggiare la qualità dell'uva prodotta? dovrebbe esserci un periodo + indicato, secondo mè
    salute x tutti

    Lascia un commento:


  • Vitality
    ha risposto
    Originalmente inviato da giovannic Visualizza messaggio
    Ciao a tutti queste sono le analisi del mio terreno , dove sono impiantate 500 viti di montepulciano d'abruzzo su un paulsen779 e con clone apm/ p3 che nella campagna 2008,aveva avuto seri problemi di foglie secche nel periodo estivo, molti grappoli non sono maturati restando verdi e piccoli ,su dieci occhi nei tralci solo la meta' degli occhi hanno avuto ricacci portando non due grappoli per ognuno, ma in genere uno e piccoli, qualcuno si era espresso con clorosi ferrica ,ad analisi effettuate il tenore di ferro e' basso ,posso concimare ,con del solfato di ferro a lenta cessione in questo periodo.Oppure quali altre strade posso intraprendere per ristabilire i valori normali. Quest'anno sembra che tutti gli occhi si stiano aprendo l'unica differenza ho effettuato una potatura piu' corta 6/8 occhi su 4 tralci.di ogni vite , se ci fosse qualcuno che vuole esprimere la propria opinione il proprio consiglio frutto di esperienza e professionalita' ne sarei contento.
    grazie
    Non si riesce a leggere l' analisi.
    La clorosi ferrica si manifesta con un ingiallimento della foglia, ma non l'ho mai vista con un disseccamento. Forse nel tuo caso la carenza è stata molto grave.
    Cmq va bene il solfato ferroso via terreno per ripristinare la carenza, l' importante è sotterrarlo subito dopo averlo distribuito.
    Se il terreno è fortemente calcareo e il ph è alto, il ferro non è assimilabile e perciò anche se è presente nel terreno la vite non riesce ad assorbirlo.
    Io in genere quando certe primavere vedo ad inizo stagione un po' di giallume preferisco nei primi tre trattamenti integrare con dei concimi fogliari a base di ferro.Il risultato è più immediato e il colore della foglia torna più velocemente alla normalità.

    Lascia un commento:


  • T.D.K.12
    ha risposto
    Ciao, anch'io ho dato il diserbo interfilare venerdì ed è circa 1 settimana che la vite ha buttato. Io trincio l'erba a fine mese, avevo trinciato un mese fa circa i bacchetti della potatura.....Ciao!!!

    Lascia un commento:


  • Cawa
    ha risposto
    Sabato ho diserbato sotto hai filari e lunedì ho piantato 50 barbatelle di Nebbiolo.Domani se il tempo lo permette dovrei andare a trinciare e sfalciare un pò d'erba.

    Lascia un commento:


  • giovannic
    ha risposto
    Ciao a tutti queste sono le analisi del mio terreno , dove sono impiantate 500 viti di montepulciano d'abruzzo su un paulsen779 e con clone apm/ p3 che nella campagna 2008,aveva avuto seri problemi di foglie secche nel periodo estivo, molti grappoli non sono maturati restando verdi e piccoli ,su dieci occhi nei tralci solo la meta' degli occhi hanno avuto ricacci portando non due grappoli per ognuno, ma in genere uno e piccoli, qualcuno si era espresso con clorosi ferrica ,ad analisi effettuate il tenore di ferro e' basso ,posso concimare ,con del solfato di ferro a lenta cessione in questo periodo.Oppure quali altre strade posso intraprendere per ristabilire i valori normali. Quest'anno sembra che tutti gli occhi si stiano aprendo l'unica differenza ho effettuato una potatura piu' corta 6/8 occhi su 4 tralci.di ogni vite , se ci fosse qualcuno che vuole esprimere la propria opinione il proprio consiglio frutto di esperienza e professionalita' ne sarei contento.
    grazie
    Ultima modifica di giovannic; 15/04/2009, 13:25.

    Lascia un commento:


  • Vitality
    ha risposto
    Originalmente inviato da vinrob Visualizza messaggio
    Saluti a tutti!
    Lo scorso anno per ridurre la vigoria del mio piccolo vigneto (eta' 30 anni ca., chardonnay e Pinot G. a pergola - alto Trentino), ho provveduto al taglio delle radici, con ottimi risultati (marcata riduzione della vigoria, incremento del grado zuccherino, ridotta virulenza delle crittogame, marciume assente, e per fnire ho speso molto meno tempo nelle operazioni a verde).
    Quest'anno si presenta con tralci piu' deboli e gemme ravvicinate, complessivamente in buona salute, anche se qualche pianta ne ha risentito troppo e si mostra alquanto deboluccia.
    Secondo voi e lo chiedo a chi ha avuto gia' esperienza, per frenare la vigoria anche quest'anno, il taglio e' da ripetere, magari in maniera piu' blanda, o l'effetto "calmante" perdura nel tempo?
    Grazie dell'aattenzione

    Anch' io mi trovo nella tua stessa situazione e ho fatto il taglio delle radici lo scorso anno. Io direi che per quest' anno dovremmo essere a posto mentre il prossimo anno la cosa va ripetuta in quanto si andrà incontro ad una maggiore vigoria.
    Il taglio delle radici a quanti cm dal ceppo l' hai fatto? L' hai fatto da tutte due le parti o solo da una parte?.
    Io sconsiglierei farlo da ambedue le parti nello stesso anno, ma piuttosto un anno da un lato e l' anno dopo dall' altro.
    Il taglio delle radici è una operazione molto valida nella nostra zona ( io sono a nord della Rotaliana) e ti porta vantaggi che ti costringe la vigna a spingere le radici più in profondità con la conseguenza che si ha meno mortalità a causa del freddo invernale a causa dell' asfissia dello strato di terreno ghiaggiato in superfice.
    Anch' io ho avuto sicuramente un bel miglioramento di qualità dell' uva e meno lavoro in estate. Adesso vedo un po' come le viti reagiscono quest' anno e semmai farò un taglio da un solo lato e piuttosto distante a fine giugno su una pergola o due per vedere se si notano differenze. Cosa vuoi nei vigneti dobbiamo continuamente fare prove e anche i tecnici di san Michele vengono da noi per imparare.Se ti va tieniti in contatto con questo forum così possiamo confrontarci le esperienze nei prossimi mesi.

    Lascia un commento:


  • vinrob
    ha risposto
    Saluti a tutti!
    Lo scorso anno per ridurre la vigoria del mio piccolo vigneto (eta' 30 anni ca., chardonnay e Pinot G. a pergola - alto Trentino), ho provveduto al taglio delle radici, con ottimi risultati (marcata riduzione della vigoria, incremento del grado zuccherino, ridotta virulenza delle crittogame, marciume assente, e per fnire ho speso molto meno tempo nelle operazioni a verde).
    Quest'anno si presenta con tralci piu' deboli e gemme ravvicinate, complessivamente in buona salute, anche se qualche pianta ne ha risentito troppo e si mostra alquanto deboluccia.
    Secondo voi e lo chiedo a chi ha avuto gia' esperienza, per frenare la vigoria anche quest'anno, il taglio e' da ripetere, magari in maniera piu' blanda, o l'effetto "calmante" perdura nel tempo?
    Grazie dell'aattenzione

    Lascia un commento:


  • vinceco
    ha risposto
    Ragazzi...un consiglio ,nel mio piccolo vigneto ho delle viti che hanno già ricacci di circa7-8 cm ed altre che stanno gettando adesso ,da cosa dipende dal momento che ho concimato tutto allo stesso periodo?adesso non ricordo il concime che ho dato ,ma era specifico per viti,come posso vi posto il n ome.ciao
    vincenzo

    Lascia un commento:


  • pvg10
    ha risposto
    Ho trovato! Il responasbile è proprio la Nottua. Ne ho catturata una è me la son mangiata

    Lascia un commento:


  • Vitality
    ha risposto
    Originalmente inviato da devilgear Visualizza messaggio
    Io penso che il danno sia provocato dalle nottue invece che dai tripidi. Il terreno com'è?? Inerbito? Anche il sottofila?

    Ho dato un' occhiata al bolettino dell' istituto agrario di San Michele che mi è arrivato in questi giorni e penso tu abbia ragione. Hai fatto bene a farlo presente.

    X pvg10 Leggi questo bolettino, parla di problemi di ripresa vegetativa, sia di nottue che tripidi ed eriofidi e anche di concimazioni del vigneto.

    Ultima modifica di Vitality; 14/04/2009, 07:18.

    Lascia un commento:

Caricamento...
X