MMT Forum Macchine

Annuncio

Collapse
No announcement yet.

Come va in vigneto?

Collapse
Questo argomento è stato chiuso.
X
X
 
  • Filtro
  • Data
  • Visualizza
Cancella tutto
new posts

  • uvabonarda
    ha risposto
    Originalmente inviato da ALFIERI479 Visualizza messaggio
    X Eno 2005. Se Uvabonarda ha poche viti e presumo sia questa la superfice visto che ha comperato un prodotto da giardinaggio, non ha nessun quaderno di campagna o carico e scarico. X Uvabonarda. Ma perchè complicarsi la vita, bastava prendessi del mancozeb e zolfo è non serve nient'altro contro la peronospera in prefioritura, poi passi al rame e concludi. X FIAT 27. Ma le cocciniglie e l'oidio c'è l'hai o sei stato colpito?
    per alfieri479: dalle mie parti non riesco a trovare il mancozeb, e' per questo che ho comprato quel prodotto(anticrittogamico pb) che ha appunto mancozeb e penconazolo, mi sapresti dire un'altro prodotto piu' adatto alla vite, ma che cmq abbia sempre questi due principi attivi? per eno2005: ha ragione alfieri quando dice che avendo poche viti non ho nessun quaderno dove scrivere i trattamenti, e chi dovrebbe venire a chiedermelo? per 150 piantine? ciao.

    Lascia un commento:


  • Eno2005
    ha risposto
    si si, anche io il lavaggio lo faccio sempre, ma in questo caso volevo sottolineare che la cosa è necessaria e in tempi brevi dalla fine del trattamento, fino a che c'è pressione ed agitatore in funzione non ci sono problemi...ma poi sedimenta abbastanza velocemente...e formando unn sedimento abb compatto (tipico della bentonite).

    per gli altri prodotti da te citati buio completo...

    Lascia un commento:


  • TNV65
    ha risposto
    Originalmente inviato da Eno2005 Visualizza messaggio
    X TNV65: con atomizzatore. Conta comunque che il prodotto e micronizzato o incapsulato, se ben ricordo alcuni sono incapsulati altri micronizzati, quindi hai meno problemi per quanto riguarda la pulizia; cmq un lavaggio delle tubazioni a fine trattamento è d'obbligo... una volta per problemi di tempo non ho potuto lavare immediatamente e la bentonite ha fatto in suo lavoro... un bel sedimento in tutti i tubi.
    Ok grazie,
    comunque il lavaggio completo lo faccio ogni volta che finisco un trattamento, non sopporto l'atomizzatore/trattore sporchi

    e per quanto riguarda rame e zolfo con aggiunta di alcol terpenici? In particolare HELIOCUIVRE e HELIOSOUFRE S della Intrachem?
    Ultima modifica di Potionkhinson; 02/04/2009, 11:25. Motivo: sistemata la citazione.

    Lascia un commento:


  • Eno2005
    ha risposto
    X TNV65: con atomizzatore. Conta comunque che il prodotto e micronizzato o incapsulato, se ben ricordo alcuni sono incapsulati altri micronizzati, quindi hai meno problemi per quanto riguarda la pulizia; cmq un lavaggio delle tubazioni a fine trattamento è d'obbligo... una volta per problemi di tempo non ho potuto lavare immediatamente e la bentonite ha fatto in suo lavoro... un bel sedimento in tutti i tubi.

    X pvg: io intendo la prima fascia di terreno... 10 15 cm senza problemi... conta che la barbatella la imianti a circa 20 quindi l'apparato radicale è sicuramente più profondo...

    Lascia un commento:


  • pvg10
    ha risposto
    Originalmente inviato da Eno2005 Visualizza messaggio
    beh, quelle in superficie, io le taglio indistintamente. In questo modo l'apparato radicale si approfondisce.
    Ciao,
    in superficie per te quanti cm sono? Io diciamo che taglierei tutte le radici fino a una profondità di 15 cm. Troppo profondo?

    Lascia un commento:


  • TNV65
    ha risposto
    Originalmente inviato da Eno2005 Visualizza messaggio
    qualsiasi sia la superficie se l'uva è destinata al commercio o alla trasformazione il QdC è obbligatorio.

    I prodotti con bentonite, commercializzati da dal cin, a mio avviso offrono una buona protezione, ma non dai primi trattamenti, io li uso da un paio d'anni in post fioritura, la bentonite, diminuendo l'umidità a livello della vegetazione aiuta, soprattutto in annate con caldo umido. Questo è il mio parere, e per ciò che riguarda la mia zona... mai avuto la possibilità di confrontarmi con altri viticultori...purtroppo.

    Ma li distribuisci con atomizzatore oppure impolveratrice?
    La mia perplessità è che la bentonite possa intasarmi le tubazioni e ugelli dell'atomizzatore...
    Comunque nei primi trattamenti ne farie sicuramente uno con sistemici per star tranquillo...

    Lascia un commento:


  • Eno2005
    ha risposto
    beh, quelle in superficie, io le taglio indistintamente. In questo modo l'apparato radicale si approfondisce.

    Lascia un commento:


  • pvg10
    ha risposto
    Ciao a tutti,
    nelle mie viti non riesco a distinguere le radici fatte dall'innesto da quelle fatte dal portainnesto. Devo tagliare quelle dell'innesto e non vorrei sbagliarmi.
    Qualcuno sa spiegarmi come distinguerle?
    Grazie.

    Lascia un commento:


  • Eno2005
    ha risposto
    qualsiasi sia la superficie se l'uva è destinata al commercio o alla trasformazione il QdC è obbligatorio.

    I prodotti con bentonite, commercializzati da dal cin, a mio avviso offrono una buona protezione, ma non dai primi trattamenti, io li uso da un paio d'anni in post fioritura, la bentonite, diminuendo l'umidità a livello della vegetazione aiuta, soprattutto in annate con caldo umido. Questo è il mio parere, e per ciò che riguarda la mia zona... mai avuto la possibilità di confrontarmi con altri viticultori...purtroppo.

    Lascia un commento:


  • ALFIERI479
    ha risposto
    X Eno 2005. Se Uvabonarda ha poche viti e presumo sia questa la superfice visto che ha comperato un prodotto da giardinaggio, non ha nessun quaderno di campagna o carico e scarico. X Uvabonarda. Ma perchè complicarsi la vita, bastava prendessi del mancozeb e zolfo è non serve nient'altro contro la peronospera in prefioritura, poi passi al rame e concludi. X FIAT 27. Ma le cocciniglie e l'oidio c'è l'hai o sei stato colpito?

    Lascia un commento:


  • FIAT 27C DIESEL
    ha risposto
    Io appena il tempo me lo permette tratto con zolfo bagnabile e olio bianco contro cocciniglie e oidio, cercando di bagnare bene i tralci

    Lascia un commento:


  • grillo131
    ha risposto
    Il mancoze Ok....ma lal bentonite non l'ho mai sentita per i trattament ancticrittogamici, la uso in cantina per chiarificare il vino...sentiamo cosa dicono gli altri più esperti

    Lascia un commento:


  • TNV65
    ha risposto
    Una domanda,
    qualcuno di voi ha esperienza di trattamento con:
    - Bentoram (Rame Idrossido + Bentonite)
    - Cuprobenton (Rame da Ossicloruro + Bentonite)
    - Bentozol 60 (Zolfo + Bentonite)

    pensavo di utilizzarli quest'anno per il mio vigneto (sono in una zona a basso rischio di Peronospora) se la primavera non fa scherzi con continue pioggie.
    Per la distribuzione uso un atomizzatore a basso volume a 330 lt/ha...

    che dite?

    grazie per la risposte

    ciao ciao

    Lascia un commento:


  • Eno2005
    ha risposto
    Originalmente inviato da uvabonarda Visualizza messaggio
    io non ho nessun registro da compilare, intendevo trattare solo fino a maggio poi vado con il bio. dato che l'anno scorso ho preso un bel po peronospora, quest'anno voglio trattare con il mancozeb per eliminare tutte le spore, ma solamente per i primi trattamenti, cmq era solo per sapere se potevo usare quel tipo di prodotto, ciao.
    Il quaderno di campagna lo devi compilare obbligatoriamente (<meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"><meta name="ProgId" content="Word.Document"><meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"><meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"><link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5CADMINI%7E1%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5 Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"><!--[if gte mso 9]><xml> <w:WordDocument> <w:View>Normal</w:View> <w:Zoom>0</w:Zoom> <w:HyphenationZone>14</w:HyphenationZone> <w:PunctuationKerning/> <w:ValidateAgainstSchemas/> <w:SaveIfXMLInvalid>false</w:SaveIfXMLInvalid> <w:IgnoreMixedContent>false</w:IgnoreMixedContent> <w:AlwaysShowPlaceholderText>false</w:AlwaysShowPlaceholderText> <w:Compatibility> <w:BreakWrappedTables/> <w:SnapToGridInCell/> <w:WrapTextWithPunct/> <w:UseAsianBreakRules/> <wontGrowAutofit/> </w:Compatibility> <w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4</w:BrowserLevel> </w:WordDocument> </xml><![endif]--><!--[if gte mso 9]><xml> <w:LatentStyles DefLockedState="false" LatentStyleCount="156"> </w:LatentStyles> </xml><![endif]--><style> <!-- /* Font Definitions */ @font-face {font-family:"Comic Sans MS"; panose-1:3 15 7 2 3 3 2 2 2 4; mso-font-charset:0; mso-generic-font-family:script; mso-font-pitch:variable; mso-font-signature:647 0 0 0 159 0;} /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal {mso-style-parent:""; margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:12.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 {size:612.0pt 792.0pt; margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; mso-header-margin:36.0pt; mso-footer-margin:36.0pt; mso-paper-source:0;} div.Section1 {page:Section1;} --> </style><!--[if gte mso 10]> <style> /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;} </style> <![endif]-->Decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile 2001, n. 290) , quello di carico e scarico solo al di sopra di una determinata sup. aziendale; quindi per forza uno lo devi fare.
    In ogni caso come ti ho già detto prima, io non mi prenderei la briga di trattare con quel prodotto...

    Lascia un commento:


  • uvabonarda
    ha risposto
    Originalmente inviato da Eno2005 Visualizza messaggio
    Si, ma il prodotto non è registrato per l'impiego su vite, magari a causa delle quantità di p.a., o per la presenza di determinati coformulanti, o chissà perchè... consiglio mio: non trattare, se hai problemi poi son tutti c....i tuoi, e in oltre, come lo registri sul quaderno ci campagna? in seguito a quale impiego lo scarichi dal registro di carico e scarico?
    io non ho nessun registro da compilare, intendevo trattare solo fino a maggio poi vado con il bio. dato che l'anno scorso ho preso un bel po peronospora, quest'anno voglio trattare con il mancozeb per eliminare tutte le spore, ma solamente per i primi trattamenti, cmq era solo per sapere se potevo usare quel tipo di prodotto, ciao.

    Lascia un commento:


  • Eno2005
    ha risposto
    Originalmente inviato da uvabonarda Visualizza messaggio
    per grillo: ti ringrazio ma so che prodotto e', dato che l'ho acquistato, mi domandavo come mai leggendo l'etichetta non si puo' trattare la vite , o piante destinate all'alimentazione. il mancozeb e il penconazolo non sono due prodotti usati per le viti?
    Si, ma il prodotto non è registrato per l'impiego su vite, magari a causa delle quantità di p.a., o per la presenza di determinati coformulanti, o chissà perchè... consiglio mio: non trattare, se hai problemi poi son tutti c....i tuoi, e in oltre, come lo registri sul quaderno ci campagna? in seguito a quale impiego lo scarichi dal registro di carico e scarico?

    Lascia un commento:


  • uvabonarda
    ha risposto
    per grillo: ti ringrazio ma so che prodotto e', dato che l'ho acquistato, mi domandavo come mai leggendo l'etichetta non si puo' trattare la vite , o piante destinate all'alimentazione. il mancozeb e il penconazolo non sono due prodotti usati per le viti?

    Lascia un commento:


  • grillo131
    ha risposto
    Originalmente inviato da uvabonarda Visualizza messaggio
    ciao a tutti, tra poco si parte con i trattamenti!! vorrei chiedervi di un prodotto in particolare che ho acquistato: "anticrittogamico PB" della combo. si tratta di mancozeb + penconazolo contro l'oidio, peronospora, ruggine, ecc....quello che mi ha sorpreso e' che sull'etichetta c'e' specificato di non trattare in agricoltura e comunque su piante destinate all'alimentazione. avete qualche spiegazione ? grazie.
    Son riuscito a trovare la scheda del prodotto, la marca è la COMPO, e si tratta come scritto
    (quihttp://www.compoagricoltura.it/htm/h...asp?idpro=FS09) di un prodotto per giardinaggio, adatto particolarmente per colture da giardino.
    Ultima modifica di Potionkhinson; 01/04/2009, 11:48. Motivo: post "diviso & spostato" per argomenti.

    Lascia un commento:


  • uvabonarda
    ha risposto
    ciao a tutti, tra poco si parte con i trattamenti!! vorrei chiedervi di un prodotto in particolare che ho acquistato: "anticrittogamico PB" della combo. si tratta di mancozeb + penconazolo contro l'oidio, peronospora, ruggine, ecc....quello che mi ha sorpreso e' che sull'etichetta c'e' specificato di non trattare in agricoltura e comunque su piante destinate all'alimentazione. avete qualche spiegazione ? grazie.

    Lascia un commento:


  • Cinghiale
    ha risposto
    Non c'è di che scusarsi, anzi, è stato un servizio prezioso anche per chi, per pigrizia (come il sottoscritto), non ha eseguito i conti da sé.

    Lascia un commento:


  • LorenzVigna
    ha risposto
    Originalmente inviato da Cinghiale Visualizza messaggio
    Ringraziamo per la gentile fornitura di conti tabulati.
    Oh, scusa se ho risposto con cognizione di causa e cercando di far capire come viene effettuato il calcolo!

    Lorenzo

    Lascia un commento:


  • Cinghiale
    ha risposto
    Ringraziamo per la gentile fornitura di conti tabulati.

    Lascia un commento:


  • LorenzVigna
    ha risposto
    Originalmente inviato da Cinghiale Visualizza messaggio
    La sigla GDC mi è ignota.
    Qui nel Monferrato si viaggia intorno ai 2.30 m tra un filare e l'altro. Distanze superiori sono considerate spreco di terra, almeno dai più anziani.
    Con filari a 2,30 di distanza hai 4,3 km per ettaro di cordone produttivo disponibile.
    Al momento attuale, l'unico modo delle spalliere di superare i 5 km del GDC è mettere in pratica il sistema Scott-Henry (cordone doppio sovrapposto), con tutti i problemi annessi e connessi, però!

    L'unico impianto che supera il GDC ma di difficile applicazione nella realtà è il COMBI, che arriva a 6 km/ha di cordone produttivo.
    A Cadriano (Bologna, vigneti sperimentali dell'università) ho visto coi miei occhi un COMBI con Scott-Henry: 12 km di cordone produttivo per ettaro!!!!!!!!!

    Comunque, per consentire il conto...
    Un ettaro è un quadrato di 100 metri per 100 metri.
    Avrai quindi filari da 100 metri di lunghezza e
    a 2,30 mt saranno 43,4
    a 2,50 mt saranno 40
    a 2,70 mt saranno 37
    a 3 mt saranno 33,3
    a 4 mt saranno 25

    Moltiplicando il numero dei filari per ettaro per 100 (la loro lunghezza) ottieni i km di cordone produttivo.
    Per il GDC, ovviamente, il risultato raddoppia perché ogni filare ha due cortine di pari lunghezza.

    Lorenzo
    Ultima modifica di LorenzVigna; 22/03/2009, 17:20.

    Lascia un commento:


  • Eno2005
    ha risposto
    Originalmente inviato da uvabonarda Visualizza messaggio
    ciao ragazzi, io ho iniziato a concimare e voi? il letame lo posso lasciare sopra al terreno oppure meglio mescolarlo insieme? ciao grazie
    Premettendo che ora è il periodo adatto per la prima dose di azoto, questo necessita di un leggero interramento se utilizzi la forma ammoniacale, per evitare perdite per evaporazione.

    Lascia un commento:


  • LorenzVigna
    ha risposto
    Originalmente inviato da Cinghiale Visualizza messaggio
    La sigla GDC mi è ignota.
    Qui nel Monferrato si viaggia intorno ai 2.30 m tra un filare e l'altro. Distanze superiori sono considerate spreco di terra, almeno dai più anziani.
    In buona parte fatmike ha già risposto.
    GDC significa "Geneva Double Curtain": è una forma di allevamento elaborata e messa a punto negli anni '60 dalla facoltà di agraria dell'università dello Stato di New York e attuata, per l'appunto, nei vigneti sperimentali di Geneva.
    In Italia è stata fortemente rivista, adattata e corretta dal prof. Cesare Intrieri dell'università di Bologna: infatti, è corretto in Italia parlare di DOPPIA CORTINA piuttosto che di GDC.

    La distanza tra le due cortine sulla stessa fila è di circa 150 cm (il braccetto "sporge" dal palo per 70 cm, il palo ha larghezz 9 cm di solito). Ne deriva che avendo i filari fatti a T ed essendo i filari a 4 metri, la distanza tra due cortine contigue ma su differenti filari è di circa 2,60 metri.
    Consente l'integrale meccanizzazione delle operazioni.
    Ottimo compromesso, comunque, rimane la rifinitura manuale del lavoro svolto già ottimamente dalle macchine: tanto per dirne una.... sulla potatura viaggiamo qui da me circa a 25 ore complessive per ettaro di vigneto. Significa che in 3 giorni una persona pota un ettaro: non male no?
    Sulla raccolta: le macchine a scuotimento verticale consentono un grado di ammostamento infinitamente inferiore rispetto alle scavallatrici da spalliera. Il grappolo non viene mai toccato dall'organo di raccolta e, di conseguenza, si ha una qualità superiore in vendemmia meccanica.
    L'impianto si presta per terreni molto fertili, poichè il portamento dei germogli è "a ricadere" deprimendo naturalmente la vigoria delle piante.
    Il cordone è solitamente a 1.70 metri di altezza.
    Non è indicato per le varietà con germogli assurgenti (tanto per citarne una, il Cabernet Sauvignon): in realtà io ho anche il Cabernet su GDC ed è uno spettacolo per gli occhi. Si tribola un po' di più a pettinare la vegetazione ma non dà problemi di sorta.

    Come anticipato da fatmike: si, sono un pioniere della meccanizzazione!
    Calcolate che gestisco i miei (ormai) 17,5 ha di vigneto con l'aiuto di un pensionato in potatura e spollonatura. Per il resto... sono da solo.
    Ciao!

    Lorenzo
    Ultima modifica di LorenzVigna; 22/03/2009, 07:01.

    Lascia un commento:


  • uvabonarda
    ha risposto
    ciao ragazzi, io ho iniziato a concimare e voi? il letame lo posso lasciare sopra al terreno oppure meglio mescolarlo insieme? ciao grazie

    Lascia un commento:


  • fatmike
    ha risposto
    Originalmente inviato da Cinghiale Visualizza messaggio
    La sigla GDC mi è ignota.
    Qui nel Monferrato si viaggia intorno ai 2.30 m tra un filare e l'altro. Distanze superiori sono considerate spreco di terra, almeno dai più anziani.
    GDC non letteralmente ma è tradotto come 'doppia cortina', ovvero come brevemente spiegato da LorenzVigna, ogni vite possiede 2 cordoni speronati, affiancati, ad un'altezza non elevata (a occhio direi circa 1,60 mt, poi dipende) ed è una forma di allevamento molto utilizzata in quanto permette una elevata meccanizzazione,(di cui immagino che LorenzVigna sia pioniere...) sia per potatura che per spollonatura sia per la raccolta anche se necessita mi macchine a scuotimento verticale invece che orizzontale...questo è possibile perchè lo spazio che c'e tra i 2 cordoni (non so di preciso quanto sia, 80 cm?) rende facili il passaggio di queste macchine...
    P:S: qua in romagna, ogni tanto si vedono ancora i vitigni piantati a pergoletta romagnola...i piu tradizionali sono 8x1!!attualmente si preferisce stare sui 3-3,5 mt...ovviamente!

    Lascia un commento:


  • Cinghiale
    ha risposto
    La sigla GDC mi è ignota.
    Qui nel Monferrato si viaggia intorno ai 2.30 m tra un filare e l'altro. Distanze superiori sono considerate spreco di terra, almeno dai più anziani.

    Lascia un commento:


  • LorenzVigna
    ha risposto
    Originalmente inviato da Cinghiale Visualizza messaggio
    Siamo arrivati già a distanze così elevate?
    Originalmente inviato da grillo131 Visualizza messaggio
    Ammazza, che invidia, 4 metri me li sogno, la igna vecchia a filari a 1,7metri di distanza...CHE FATICA...
    A dire il vero non "siamo arrivati a distanze così elevate" ma, fortunatamente, siamo a distanze così ridotte....

    Io ho tutto GDC: avere i filari di GDC con doppia cortina a 4 metri è come avere filari a 2 metri (impossibili nella realtà per passare con i macchinari). Sulla fila le piante sono accoppiate a 1,50 metri di distanza.
    Il sesto d'impianto è quindi 4x0,75 con uno spazio disponibile per pianta di 3 metri quadrati e una densità per ettaro di 3.333 piante.
    Il totale è di 5 km lineari di cordone produttivo per ettaro contro i 3,7 km di una spalliera con filari a 2,7 metri di distanza o i 3,3 km di una spalliera con filari a 3 metri di distanza.

    Lorenzo

    Lascia un commento:


  • grillo131
    ha risposto
    Ammazza, che invidia, 4 metri me li sogno, la igna vecchia a filari a 1,7metri di distanza...CHE FATICA...comunque mi accingo a legare, ho piantato 200 barbatelle, acquistate dal buon Cerrato a 1euro cadauna

    Lascia un commento:

Caricamento...
X