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Come va in vigneto?

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  • apo
    ha risposto
    Originalmente inviato da Vitality Visualizza messaggio
    I tagli rasi nel guyot non vanno mai bene perchè si rischia di non avere fuoriuscite di tralci dove servono. Con una potatura sporca questo problema non esiste più e si avrà sempre una bella disponibilità di germogli tra cui scegliere. Questa non è una novità, non so se vi è mai capitato di fare qualche giro in Francia nella zona della Champagne, in Borgogna o anche nella vicina Alsazia, lì i guyot vengono tenuti molto bassi e nella parte più alta del ceppo negli impianti più vecchi si nota proprio un bel blocco legnoso. Le prime volte che li ho visti mi sembravano orribili, ma dopo con il tempo ho capito che quello è proprio il sistema che va adottato.
    Ciao Vitality avresti foto da postare? Ma se si lascia una potatura sporca sul ceppo non vengono fuori troppi tralci, di ridotte dimensioni e quindi non utilizzabili?
    ciao grazie e buone feste!

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  • grupel
    ha risposto
    Originalmente inviato da LorenzVigna Visualizza messaggio
    Le concimazioni con letame, fosforo e concimi complessi trovano il loro periodo ottimale di applicazione in autunno, precisamente subito dopo la raccolta.
    In questa fase, infatti, l'attività radicale è ancora molto alta e la vite immagazzina sostanze di riserva per l'inverno assorbendo elementi dal terreno.
    Ovviamente, alla ripresa vegetativa questi elementi sono subito disponibili.
    Diverso, invece, il discorso per l'azoto, la cui dilavabilità elevata e l'effetto "fiammifero" (cioè molto rapido) portano a preferire un'applicazione primaverile.

    Personalmente, in primavera non faccio alcuna concimazione.
    Ogni 2-3 anni distribuisco letame maturo bovino in autunno e, all'occorrenza, fosforo se ho problemi di scarsa vegetazione o stentata crescita di qualche vigneto.
    Con l'azoto meglio andarci piano sempre... almeno nella mia zona! Il potassio, poi, è proprio da non dare vista la dotazione super di queste terre.
    Diventa più importante, secondo me, distribuire in forma fogliare nei primi trattamenti microelementi quali magnesio, boro, manganese, ecc... che troppo spesso sono trascurati nell'alimentazione.
    Ciao!

    Lorenzo
    grazie mille...cercherò di cambiare questa mia brutta abitudine

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  • guardian72
    ha risposto
    Originalmente inviato da LorenzVigna Visualizza messaggio
    Quale dei tanti?
    Perchè quanti ne stai facendo?



    Originalmente inviato da LorenzVigna Visualizza messaggio
    Mah, difficile a dirsi! Ogni forma di allevamento ha pro e contro: sincereamente fare una classifica risulta difficile.
    Oltretutto, il terroir influenza moltissimo le scelte d'allevamento: tanto per fare un esempio... qui da noi (in terreni molto vigorosi) è importante fare vigneti che consentano di deprimere la vegetazione o, comunque, controllarla.
    Poi, naturalmente, ogni terra è diversa!

    Lorenzo
    Il problema è proprio quello della terra che da me cambia dal tufo all' argilla in poce decine di metri, già scegliere il portainnesti diventa un impresa, poi scegliere come allevarle è ancora peggio anche se molto importante

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  • LorenzVigna
    ha risposto
    Originalmente inviato da guardian72 Visualizza messaggio
    Ciao Lorenzo a che punto sei con il nuovo vigneto?
    Quale dei tanti?

    Originalmente inviato da guardian72 Visualizza messaggio
    Secondo voi qual'è il miglior medoto di allevamento Cordone semplice, doppio cordone o cordone speronato?
    Mah, difficile a dirsi! Ogni forma di allevamento ha pro e contro: sincereamente fare una classifica risulta difficile.
    Oltretutto, il terroir influenza moltissimo le scelte d'allevamento: tanto per fare un esempio... qui da noi (in terreni molto vigorosi) è importante fare vigneti che consentano di deprimere la vegetazione o, comunque, controllarla.
    Poi, naturalmente, ogni terra è diversa!

    Lorenzo

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  • guardian72
    ha risposto
    Originalmente inviato da LorenzVigna Visualizza messaggio
    Le concimazioni con letame, fosforo e concimi complessi trovano il loro periodo ottimale di applicazione in autunno, precisamente subito dopo la raccolta.
    In questa fase, infatti, l'attività radicale è ancora molto alta e la vite immagazzina sostanze di riserva per l'inverno assorbendo elementi dal terreno.
    Ovviamente, alla ripresa vegetativa questi elementi sono subito disponibili.
    Diverso, invece, il discorso per l'azoto, la cui dilavabilità elevata e l'effetto "fiammifero" (cioè molto rapido) portano a preferire un'applicazione primaverile.

    Personalmente, in primavera non faccio alcuna concimazione.
    Ogni 2-3 anni distribuisco letame maturo bovino in autunno e, all'occorrenza, fosforo se ho problemi di scarsa vegetazione o stentata crescita di qualche vigneto.
    Con l'azoto meglio andarci piano sempre... almeno nella mia zona! Il potassio, poi, è proprio da non dare vista la dotazione super di queste terre.
    Diventa più importante, secondo me, distribuire in forma fogliare nei primi trattamenti microelementi quali magnesio, boro, manganese, ecc... che troppo spesso sono trascurati nell'alimentazione.
    Ciao!

    Lorenzo
    Ciao Lorenzo a che punto sei con il nuovo vigneto?

    Secondo voi qual'è il miglior medoto di allevamento Cordone semplice, doppio cordone o cordone speronato?

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  • LorenzVigna
    ha risposto
    Originalmente inviato da grupel Visualizza messaggio
    ho letto che molti concimano con il letame in autunno.io abitualmente lo faccio a fine febbraio-inizio marzo.è un pratica sbagliata?
    Le concimazioni con letame, fosforo e concimi complessi trovano il loro periodo ottimale di applicazione in autunno, precisamente subito dopo la raccolta.
    In questa fase, infatti, l'attività radicale è ancora molto alta e la vite immagazzina sostanze di riserva per l'inverno assorbendo elementi dal terreno.
    Ovviamente, alla ripresa vegetativa questi elementi sono subito disponibili.
    Diverso, invece, il discorso per l'azoto, la cui dilavabilità elevata e l'effetto "fiammifero" (cioè molto rapido) portano a preferire un'applicazione primaverile.

    Personalmente, in primavera non faccio alcuna concimazione.
    Ogni 2-3 anni distribuisco letame maturo bovino in autunno e, all'occorrenza, fosforo se ho problemi di scarsa vegetazione o stentata crescita di qualche vigneto.
    Con l'azoto meglio andarci piano sempre... almeno nella mia zona! Il potassio, poi, è proprio da non dare vista la dotazione super di queste terre.
    Diventa più importante, secondo me, distribuire in forma fogliare nei primi trattamenti microelementi quali magnesio, boro, manganese, ecc... che troppo spesso sono trascurati nell'alimentazione.
    Ciao!

    Lorenzo

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  • roberto 64
    ha risposto
    Originalmente inviato da Vitality Visualizza messaggio
    Anzi la neve semmai protegge le gemme e le mantiene verdi
    La neve d' inverno è sempre stata l' amica più grande delle vigne. Gli inverni nevosi hanno sempre protetto i vigneti e non ci sono mai grosse mortalità. Gli inverni secchi sono invece quelli pericolosi e il terreno ghiacciato (spece se lavorato) puo' arrivare anche a 80 100 cm di profondità e far morire le vigne a febbraio per asfissia radicale, spece se tirano forti venti. Se invece il terreno è molto umido o meglio coperto da neve, al massino ghiaggia uno strato di 10 cm e a febbraio quando la vigna inizia a tirare acqua ne trova in abbondanza.
    Per il discorso taglio sarebbe molto più pericoloso tagliarle a febbraio quando subito dopo iniziano a piangere e avere un brusco calo di temperatura da andare qualche notte un bel po' sotto zero.
    Ora invece la vigna è proprio ferma e non si dovrebbero mai avere grossi problemi. Stavolta però uso anch' io il condizionale
    La vite è una bestia grama,quindi molto resistente,ne ho avuto le prove anche con i grandi freddi primaverili che secondo me sono i peggiori.Saluti a tutti.

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  • grupel
    ha risposto
    ho letto che molti concimano con il letame in autunno.io abitualmente lo faccio a fine febbraio-inizio marzo.è un pratica sbagliata?

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  • FIAT 27C DIESEL
    ha risposto
    Grazie ragazzi!
    Almeno mi sento un po' più sollevato...

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  • Vitality
    ha risposto
    Originalmente inviato da FIAT 27C DIESEL Visualizza messaggio
    Io ho finito di potarle e legarle il 6 dicembre, poi nei grossi tagli gli ho spennellato una poltiglia con ossicloruro di rame e olio bianco, il grande freddo è arrivato il 18-19 mi pare , ma andare a -11 solo la scorsa notte ...
    Un vecchietto stamattina mi ha detto che non dovevo legare i tralci perchè se ci rimane la neve sopra risciano di accecarsi gli occhi , e io gli ho risposto, nei cordoni speronati allora? Non ha detto più niente...
    Speriamo che vada tutto bene...
    Anzi la neve semmai protegge le gemme e le mantiene verdi
    La neve d' inverno è sempre stata l' amica più grande delle vigne. Gli inverni nevosi hanno sempre protetto i vigneti e non ci sono mai grosse mortalità. Gli inverni secchi sono invece quelli pericolosi e il terreno ghiacciato (spece se lavorato) puo' arrivare anche a 80 100 cm di profondità e far morire le vigne a febbraio per asfissia radicale, spece se tirano forti venti. Se invece il terreno è molto umido o meglio coperto da neve, al massino ghiaggia uno strato di 10 cm e a febbraio quando la vigna inizia a tirare acqua ne trova in abbondanza.
    Per il discorso taglio sarebbe molto più pericoloso tagliarle a febbraio quando subito dopo iniziano a piangere e avere un brusco calo di temperatura da andare qualche notte un bel po' sotto zero.
    Ora invece la vigna è proprio ferma e non si dovrebbero mai avere grossi problemi. Stavolta però uso anch' io il condizionale

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  • FIAT 27C DIESEL
    ha risposto
    Io ho finito di potarle e legarle il 6 dicembre, poi nei grossi tagli gli ho spennellato una poltiglia con ossicloruro di rame e olio bianco, il grande freddo è arrivato il 18-19 mi pare , ma andare a -11 solo la scorsa notte ...
    Un vecchietto stamattina mi ha detto che non dovevo legare i tralci perchè se ci rimane la neve sopra risciano di accecarsi gli occhi , e io gli ho risposto, nei cordoni speronati allora? Non ha detto più niente...
    Speriamo che vada tutto bene...

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  • LorenzVigna
    ha risposto
    Originalmente inviato da FIAT 27C DIESEL Visualizza messaggio
    Secondo voi le viti che sono già state potate e legate con questo freddo possono subire traumi?
    Da me si è arrivati a -11° ieri notte...
    Dipende da quando le hai potate: se le hai potate da almeno una settimana prima del freddo, il taglio dovrebbe già essere cicatrizzato e non dovrebbero esserci problemi.
    Poi, il condizionale è d'obbligo...

    Lorenzo

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  • FIAT 27C DIESEL
    ha risposto
    Secondo voi le viti che sono già state potate e legate con questo freddo possono subire traumi?
    Da me si è arrivati a -11° ieri notte...

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  • giovannic
    ha risposto
    Originalmente inviato da Vitality Visualizza messaggio
    I tagli rasi nel guyot non vanno mai bene perchè si rischia di non avere fuoriuscite di tralci dove servono. Con una potatura sporca questo problema non esiste più e si avrà sempre una bella disponibilità di germogli tra cui scegliere. Questa non è una novità, non so se vi è mai capitato di fare qualche giro in Francia nella zona della Champagne, in Borgogna o anche nella vicina Alsazia, lì i guyot vengono tenuti molto bassi e nella parte più alta del ceppo negli impianti più vecchi si nota proprio un bel blocco legnoso. Le prime volte che li ho visti mi sembravano orribili, ma dopo con il tempo ho capito che quello è proprio il sistema che va adottato.

    Per Giovannic, se nel tendone arrivi tranquillamente a 21 gradi e nel guyot invece fatichi vuol dire che devi lavorare di più nel rapporto quantità grappoli e foglia. Nel guyot è facilissimo sbagliare questo rapporto, infatti basta rimanere anche 20 cm più bassi con la cimatrice che si perde subito un grado Babo o più.
    Nel tendone con tutti gli svataggi che ha rispetto alla spalliera si ha invece un grande vantaggio sul rapporto quantita grappoli e foglie che ti permette anche un buon margine di errore, poi c'è il vantaggio dell' esposizione delle foglie che sono perpendicolari ai raggi del sole e tutta la superficie del vigneto è esposta. Nel guyot invece i raggi del sole sono longitudinali ai filari e pertanto con questo sistema c'è sicuramente più arieggiamento e meno umidità a vantaggio della sanità ma si perde in fatto di esposizione.
    Anch' io nella pergola ho più gradazione e più produzione rispetto al guyot ci sono però più svantaggi per quanto riguarda la sanità e la meccanizzazione.
    Cmq per ovviare al problema nel guyot non bisogna mai impacchettare troppo i tralci ma lasciare anche uscire qualcosa e regolare la cimatrice in modo da lasciare la parte alta un po' più larga.
    Grazie tantissimo c'era qualcosa che non tornava con le mie sbagliate accortezze non
    sono riuscito ad avere un bellissimo prodotto, cioe' prodotto bello ma con pochi gradi e' colore, la prossima settimana prima di natale iniziero' a potare il montepulciano a fialre speriamo bene...
    deciso per il guyot non mi sento pronto per lo speronato faro' una prova su un appezzamento piu' piccolo in caso soddisfa l'anno prossimo vedremo.

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  • Spandau
    ha risposto
    Originalmente inviato da Vitality Visualizza messaggio
    Domanda da un milione di euro. Abbiamo avuto il periodo delle vacche grasse, adesso è arrivato il periodo di quelle magre e non abbiamo ancora toccato il fondo. Se l' azienda è sana e non ci sono grossi indebitamenti, ci si dovrebbe riuscire a farci fronte. Presto o tardi ne usciremo, però di sicuro non è una cosa imminente.
    Ciao a tutti, a Vitality vorrei dire che non intendevo polemizzare anzi hai tutta la mia stima;
    poi, volevo chiedere a tutti voi:
    "Cosa proponete nelle assemblee delle vostre cantine sociali per uscire dalla crisi?
    Avete belle esperienze di zonazioni, studio dei terreni o viticoltura di precisione?
    Potrebbero essere proposte che aiutano a dare una piccola svolta a delle cantine che non ne hanno mai voluto sapere?
    Grazie e buone feste in anticipo.

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  • ziopeppino
    ha risposto
    Leggendo di certi prezzi che ci sono su da voi mi sono un pò rincuorato, nel senso che credevo i prezzi qui da noi i più bassi. Io quest'anno ho venduto a 75 € al quintale. Prezzo che personalmente reputo ancora basso. Infatti avrei intenzione di metterci altri 5 € alla prossima vendemmia. Naturalmente parlo di prezzi ai privati, Alle cantine ho sentito che il prezzo era di 55 €.

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  • Vitality
    ha risposto
    I tagli rasi nel guyot non vanno mai bene perchè si rischia di non avere fuoriuscite di tralci dove servono. Con una potatura sporca questo problema non esiste più e si avrà sempre una bella disponibilità di germogli tra cui scegliere. Questa non è una novità, non so se vi è mai capitato di fare qualche giro in Francia nella zona della Champagne, in Borgogna o anche nella vicina Alsazia, lì i guyot vengono tenuti molto bassi e nella parte più alta del ceppo negli impianti più vecchi si nota proprio un bel blocco legnoso. Le prime volte che li ho visti mi sembravano orribili, ma dopo con il tempo ho capito che quello è proprio il sistema che va adottato.

    Per Giovannic, se nel tendone arrivi tranquillamente a 21 gradi e nel guyot invece fatichi vuol dire che devi lavorare di più nel rapporto quantità grappoli e foglia. Nel guyot è facilissimo sbagliare questo rapporto, infatti basta rimanere anche 20 cm più bassi con la cimatrice che si perde subito un grado Babo o più.
    Nel tendone con tutti gli svataggi che ha rispetto alla spalliera si ha invece un grande vantaggio sul rapporto quantita grappoli e foglie che ti permette anche un buon margine di errore, poi c'è il vantaggio dell' esposizione delle foglie che sono perpendicolari ai raggi del sole e tutta la superficie del vigneto è esposta. Nel guyot invece i raggi del sole sono longitudinali ai filari e pertanto con questo sistema c'è sicuramente più arieggiamento e meno umidità a vantaggio della sanità ma si perde in fatto di esposizione.
    Anch' io nella pergola ho più gradazione e più produzione rispetto al guyot ci sono però più svantaggi per quanto riguarda la sanità e la meccanizzazione.
    Cmq per ovviare al problema nel guyot non bisogna mai impacchettare troppo i tralci ma lasciare anche uscire qualcosa e regolare la cimatrice in modo da lasciare la parte alta un po' più larga.

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  • FIAT 27C DIESEL
    ha risposto
    Originalmente inviato da apo Visualizza messaggio
    Ciao a me hanno insegnato a lasciare il capo a frutto più uno sperone a due gemme il resto eliminare tutto a raso evitando così troppi polloni, ma in effetti come dici tu poi si va incontro a grossi tagli, con il conseguente rischio di malattie, vedi ad es mal dell'esca!!!!!!!!
    Infatti, nel guyot semplice, se lo sperone lasciato risponde bene e fa due tralci belli robusti si lascia uno sperone e una bacchetta da quella, nel doppio guyot invece io preferisco lasciare due speroni così che da ogni sperone, l'anno successivo, lascio tralcio e sperone, purtoppo a volte se non ci sono tralci disponibili dai speroni tocca lasciarli dal vecchio capo a frutto...

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  • apo
    ha risposto
    Originalmente inviato da Vitality Visualizza messaggio
    Il Nel Guyot sia ad archetto che con il tralcio legato orrizzontalmente, non è vero che si andrà incontro a tagli grossi in futuro nelle fasi di potatura, o meglio non si andrà incontro se la potatura verrà effettuata correttamente. Per non sbagliare al secondo anno d' allevamento si taglia il tralcio 10 cm sotto il primo filo di ferro e da lì non bisogna più salire. Bisogna fare sempre una potatura sporca senza fare mai tagli troppo rasi e lasciare sempre dei speroncini. Quando si fa in tarda primavera la prima spollonatura bisogna allevare uno o due tralci usciti da uno di questi speroncini che saranno poi uno di questi che verranno lasciati nell' inverno successivo. L' errore che invece fanno molti è che nell' anno successivo lasciano un tralcio uscito da quello dell' anno prima con conseguente innalzamento della parte a frutto. Nel giro di qualche anno poi per tornare indietro sono costretti a dover fare dei grossi tagli di rinnovo, dovuti appunto da un' errata gestione della potatura.
    Ciao a me hanno insegnato a lasciare il capo a frutto più uno sperone a due gemme il resto eliminare tutto a raso evitando così troppi polloni, ma in effetti come dici tu poi si va incontro a grossi tagli, con il conseguente rischio di malattie, vedi ad es mal dell'esca!!!!!!!!

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  • Vitality
    ha risposto
    Originalmente inviato da LUPO 70-65 Visualizza messaggio
    .Un giudizio sincero da parte di tutti voi ,senza scendere nella banalità.che futuro pensate che abbia la nostra amata viticoltura.
    Domanda da un milione di euro. Abbiamo avuto il periodo delle vacche grasse, adesso è arrivato il periodo di quelle magre e non abbiamo ancora toccato il fondo. Se l' azienda è sana e non ci sono grossi indebitamenti, ci si dovrebbe riuscire a farci fronte. Presto o tardi ne usciremo, però di sicuro non è una cosa imminente.

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  • LorenzVigna
    ha risposto
    Originalmente inviato da TNV65 Visualizza messaggio
    nelle nostre zone si va dai 50 ai 70.00 € / q.le per i rossi DOC per consegne alle cantine sociali...
    sempre troppo pochi visto l'aumentare dei costi di gestine di un vigneto
    Io pur di prendere quelle cifre venderei anche un rene...

    Lorenzo

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  • TNV65
    ha risposto
    Originalmente inviato da Alle Visualizza messaggio
    Tornato ora dall'assemblea di bilancio, premetto che è stata operata una fusione tra due grosse cooperative quindi quest'anno ci sono ancora i bilanci separati comunque la situazione è questa:
    ramo Riunite&Maschio € 41,51/q.le
    ramo Civ&Civ € 20,04/q.le
    Prezzi media Cantina IVA esclusa.
    nelle nostre zone si va dai 50 ai 70.00 € / q.le per i rossi DOC per consegne alle cantine sociali...
    sempre troppo pochi visto l'aumentare dei costi di gestine di un vigneto

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  • LUPO 70-65
    ha risposto
    opinioni

    vedendo i vostri prezzi quasi quasi mi rallegro con i miei 27 euro al qle di media .Un giudizio sincero da parte di tutti voi ,senza scendere nella banalità.che futuro pensate che abbia la nostra amata viticoltura.Scordavo ,potati circa 4 ha tutto guyot semplice , dei 12. buonanotte.

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  • Alle
    ha risposto
    Originalmente inviato da LorenzVigna Visualizza messaggio
    .... bilancio pubblicato di una delle più grosse cantine della Provincia: media cantina eur 22,00 per quintale IVA compresa.

    Lorenzo
    Tornato ora dall'assemblea di bilancio, premetto che è stata operata una fusione tra due grosse cooperative quindi quest'anno ci sono ancora i bilanci separati comunque la situazione è questa:
    ramo Riunite&Maschio € 41,51/q.le
    ramo Civ&Civ € 20,04/q.le
    Prezzi media Cantina IVA esclusa.

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  • Vitality
    ha risposto
    X spandau. Mi sa che devo ritrattare alcune cose. Premetto che non era mia intenzione creare polemiche, a me piace molto confrontarmi e conoscere le varie realtà italiane, ma con questo me ne guardo ben volentieri nell' entrare in certe delicate discussioni. Diciamo che in varie province a livello di ispettorati agrari si sono state fatte delle scelte diverse negli anni scorsi. Anche in altre regioni forse i vertici dovevano vigilare maggiormente sugli ampliamenti delle zone viticole, ma purtroppo gli interessi specialmente di grosse multinazionali hanno avuto il sopravvento. Il problema non è tra noi piccoli viticoltori che sarebbe solo una guerra tra poveri, ma come sopracitato interessi troppo grossi da parte di grossi produttori che non hanno fatto ampliamenti di pochi ettari ma di centinaia e centinaia.
    Forse adesso un po' di crisi a queste persone farebbe bene, ma il problema è che a rimetterci sono sempre le realtà più piccole
    Ultima modifica di Vitality; 16/12/2009, 12:27.

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  • Spandau
    ha risposto
    Complimenti per i € x q...

    Originalmente inviato da Vitality Visualizza messaggio
    Ciao a tutti, come è andata da voi la scorsa annata in fatto di prezzi dell' uva. Da noi si è sentita molto la crisi in molte varietà specie quelle a bacca rossa tipo Teroldego,Lagrein, Cabernet, Schiava ecc.Forte calo anche sullo Chardonnay. Hanno tenuto abbastanza bene pur avendo registrato cali dal 20 al 30% varietà tipo il pinot grigio, pinot nero e gewurztraminer dove si sono registrate punte fino a 180 euro/quintale per quest' ultima.
    E' diventata sempre più marcata la differenza (pur essendo vicinissime) fra la Doc Alto Adige e la Doc Trentino dove la prima è stata premiata dal grosso lavoro portato avanti negli ultimi anni, improntato sull' alta qualità.
    Ottima scelta è stata quella di aver fatto un catasto viticolo permettendo l' impianto di vigneto nelle sole zone vocate.
    Leggendo i tuoi prezzi mi chiedo dove sarà mai quel grosso lavoro sulla qualità che tu vanti se poi la gradazione che si legge è praticamente simile (tra Tn e Bz) poi gentilmente ti chiedo cosa intendi quando dici:" Ottima scelta è stata quella di aver fatto un catasto viticolo permettendo l' impianto di vigneto nelle sole zone vocate"
    Grazie e ancora complimenti.

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  • giovannic
    ha risposto
    Grazie tantissimo Vitality,spiegazione piu' che esauriente,vorrei approfittare ancora della tua professionalita', mi spiegheresti per favore anche la potatura del cordone speronato allo stesso di come hai fatto con il guyot, ho un dubbio, se il primo anno lascio gli speroni con due gemme ognuno,l'anno successivo come poto?
    rilascio altri speroni con relative due gemme su uno dei ricacci dell'anno precedente,naturalmente su quello piu' basso, e conseguentemente dei speroncini di richiamo per l'anno futuro? per evitare un carico di legna maggiore.
    spero di essermi spiegato.

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  • Vitality
    ha risposto
    Originalmente inviato da giovannic Visualizza messaggio
    x TNV 65 Per la varieta' non ci sono problemi di fruttificare in cima al guyot, abituato al tendone lo vedo piu' semplice per me,pensavo che avendo le gemme sui speroni godessero di maggiore areazione dei grappoli,il disciplinare per lil montepulciano d'abruzzo impone 120 quintali ad ettaro, l'impianto di cui parlo sono 80 are di terreno con 3550 viti,quest'anno ho raccolto 95 quintali,con una gradazione media intorno al 18/19, vorrei arrivare ad avere una gradazione sui 21 minimo.Con il tendone ci riesco bene e' avrei voluto avere lo stesso risultato con il filare con quantita' inferiori per ettaro.
    Per quanto riguardo il risparmio di tempo per la legatura dei nuovi tralci , non e'il principale mio problema in quanto con la legatrice elettrica , si fa'in un attimo, lo speronato mi piace di per se' l'unico problema se fosse un problema sono i tagli di maggiore dimensione che forse si incontreranno in futuro in confronto al guyot, nella fase di rinnovo queste sono solo delle mie considerazioni...non sono pratico di forme di allevamento a filare.
    Il cordone speronato si usa principalmente perchè richiede meno lavoro, sia per la potatura, perchè si possono usare le macchine prepotatrici e sia nella legatura perchè non si fa.Praticamente dei sistemi d' allevamento nel guyot è quello che si presta meglio per la meccanizzazione. Bisogna però avere una buona conoscenza nella potatura perchè altrimenti in pochi anni si creano dei blocchi troppi consistenti di speroni sul ceppo.
    Nel Guyot sia ad archetto che con il tralcio legato orrizzontalmente, non è vero che si andrà incontro a tagli grossi in futuro nelle fasi di potatura, o meglio non si andrà incontro se la potatura verrà effettuata correttamente. Per non sbagliare al secondo anno d' allevamento si taglia il tralcio 10 cm sotto il primo filo di ferro e da lì non bisogna più salire. Bisogna fare sempre una potatura sporca senza fare mai tagli troppo rasi e lasciare sempre dei speroncini. Quando si fa in tarda primavera la prima spollonatura bisogna allevare uno o due tralci usciti da uno di questi speroncini che saranno poi uno di questi che verranno lasciati nell' inverno successivo. L' errore che invece fanno molti è che nell' anno successivo lasciano un tralcio uscito da quello dell' anno prima con conseguente innalzamento della parte a frutto. Nel giro di qualche anno poi per tornare indietro sono costretti a dover fare dei grossi tagli di rinnovo, dovuti appunto da un' errata gestione della potatura.

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  • giovannic
    ha risposto
    x TNV 65 Per la varieta' non ci sono problemi di fruttificare in cima al guyot, abituato al tendone lo vedo piu' semplice per me,pensavo che avendo le gemme sui speroni godessero di maggiore areazione dei grappoli,il disciplinare per lil montepulciano d'abruzzo impone 120 quintali ad ettaro, l'impianto di cui parlo sono 80 are di terreno con 3550 viti,quest'anno ho raccolto 95 quintali,con una gradazione media intorno al 18/19, vorrei arrivare ad avere una gradazione sui 21 minimo.Con il tendone ci riesco bene e' avrei voluto avere lo stesso risultato con il filare con quantita' inferiori per ettaro.
    Per quanto riguardo il risparmio di tempo per la legatura dei nuovi tralci , non e'il principale mio problema in quanto con la legatrice elettrica , si fa'in un attimo, lo speronato mi piace di per se' l'unico problema se fosse un problema sono i tagli di maggiore dimensione che forse si incontreranno in futuro in confronto al guyot, nella fase di rinnovo queste sono solo delle mie considerazioni...non sono pratico di forme di allevamento a filare.

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  • kentarro
    ha risposto
    Non sono un vignaiolo e non conosco le problematiche di gestione nei due differenti tipi di allevamento (guyot e cordone).
    Penso che però la gestione meccanizzata della vigna sia molto più semplice se allevata a cordone o sbaglio?

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